Coppa Davis: La Serbia chiude. Belgio, Canada e Brasile vanno sul 2-1

Coppa Davis

Coppa Davis: La Serbia chiude. Belgio, Canada e Brasile vanno sul 2-1

Pubblicato

il

 
 

Djokovic e Zimonjic superano senza problemi Skugor e Draganja. Bemelmans e Desein battono in 4 set Bossel e Lammer, il Belgio vicino ad eliminare i campioni in carica. Melo e Soares rispettano il pronostico ed a Buenos Aires battono facilmente Berlocq e Schwartzman. Nestor e Pospisil di un soffio contro la coppia giapponese Soeda/Uchiyama

SERBIA – CROAZIA 3-0 (Paolo Fisciano)

La Serbia archivia la pratica Croazia dominando anche il doppio. Troppo forti Djokovic e Zimonijc per la coppia croata.

 

 N.Djokovic/ N. Zimonjic  b.  M. Draganja/ F. Skugor 6-3 6-4 6-1

Come da pronostico la Serbia si impone anche nel doppio, e vola così ai quarti di finale di Davis. Troppa la differenza in campo tra la coppia serba, che può avvalersi del numero uno al mondo Novak Djokovic e di un super esperto della specialità come Nenad Zimonijc, e quella croata formata da Franko Skugor e Marin Draganja.
La coppia croata mostra subito qualche difficoltà in avvio, dovendo fronteggiare 5 palle break nei primi due turni di servizio. I due riescono in qualche modo a salvarsi, ma nulla possono nell’ottavo gioco del primo parziale, quando un doppio fallo di Skugor e una volèe clamorosamente ciccata da Draganja danno la possibilità ai serbi di andare a servire per il set. I padroni di casa non si fanno pregare e conquistano così la prima partita.
Nel secondo set è un altro disastro a rete di Draganja nel terzo gioco a regalare il break alla coppia serba, che per il resto del parziale si limita a controllare la situazione non correndo mai pericoli al servizio. Unico brivido della seconda partita è una piccolo fastidio al mignolo della mano destra per Djokovic, che comunque dopo una veloce medicazione può riprendere tranquillamente a giocare.
I serbi cominciano benissimo anche il terzo set. Ottengono il break al terzo gioco grazie anche a un quindici spettacolare che fa esplodere il pubblico di casa. Djokovic e Zimonijc salvano tre volte miracolosamente in difesa alzando altrettanti lob, e poi ottengono il break approfittando del solito pasticcio a rete di Draganja, che pone così virtualmente fine alla partita.

I serbi ora nei quarti di finale attendono i vincenti della sfida tutta sudamericana tra Brasile e Argentina, che dopo la giornata di ieri sono in parità sull’ 1 a 1. Se vincesse l’Argentina la Serbia sarebbe costretta ad andare in Sudamerica, se vincessero i brasiliani invece i finalisti del 2013 giocherebbero in casa (sede decisa per sorteggio)

 

ARGENTINA-BRASILE 1-2 (Diego Serra)

A Tecnopòlis pronostico confermato e il doppio carioca porta il punto del vantaggio ai brasiliani. Melo e Soares vincono in tre set e non lasciano scampo agli avversari. Superiorità schiacciate dei brasiliani, soprattutto alla battuta. Grande delusione per la prestazione di Berlocq

M. Melo/B. Soares b. C. Berlocq/D. Schwartzman 7-5 6-3 6-4

Vincono in tre set il numero tre e il numero dodici del mondo nella specialità.
Primo set equilibrato dove solo il primo e il quarto game sono combattuti, decisivo il dodicesimo e ultimo game: dopo una lunga serie di vantaggi Melo e Soares strappano il servizio agli avversari, e si portano avanti.
Nei due set successivi non c’è reazione degli argentini, con un Berlocq che appare particolarmente appannato in questo week end di Davis. Nel secondo set un break iniziale illude il popolo di Villa Martini, ma un Melo molto ispirato strappa di nuovo il servizio agli argentini nel quarto game. E poi di nuovo nel sesto game, dimostrando una sostanziale superiorità. Set chiuso 6-3.
Decisivo nel terzo set il break carioca nel settimo game, ma a dire il vero in ogni turno di battuta Berlocq e Schwartzman faticavano terribilmente per conservare il servizio.
Ora il Brasile è in vantaggio e per l’Argentina ci vorrà un altro Berlocq insieme a Mayer per ribaltare il risultato.

 

BELGIO-SVIZZERA 2-1 (Giovanni Vianello)

Dopo essere andati inopinatamente in svantaggio dopo il primo singolare, i padroni di casa del Belgio sono riusciti nel doppio di oggi a capovolgere la situazione, portandosi così in vantaggio per 2-1. Ma anche oggi i tennisti di casa hanno voluto regalare un piccolo brivido al proprio pubblico, perdendo nettamente il primo set contro l’inedita coppia Bossel/Lammer. E’ stato però solo un fuoco di paglia, Bemelmans e Desein (all’esordio in Davis) si sono subito ripresi ed aggiudicati con relativa facilità i successivi 3 set.

R. Bemelmans/N.Desein b. M. Lammer/A. Bossel 1-6 6-3 6-2 6-2

Oggi a Liegi è stata la volta del doppio.
Il Belgio ha schierato Bemelmans e Desein, mentre la Svizzera ha portato in campo Lammer e Bossel.
Il sogno della Svizzera di presentarsi alla domenica finale in vantaggio sul Belgio è durato un solo set. Nel primo parziale gli elvetici hanno dominato, producendo un ottima performance con le risposte e, complice anche la scarsa vena di Bemelmans, il più alto in classifica dei belgi e di tutti e quattro i tennisti in campo, hanno vinto 6-1.
Quando lo stesso Bemelmans ha tuttavia trovato piena fiducia nel propri colpi non c’è più stata storia. Il secondo set si è chiuso 6-3 per il Belgio, ed è stato il più combattuto dei quattro parziali oggi disputati.
Il terzo set è stato un monologo belga ed è terminato 6-2.
Anche nel quarto set gli elvetici sono andati immediatamente sotto di un break e nulla hanno potuto contro lo strapotere degli avversari, nettamente superiori grazie soprattutto a Bemelmans. Ora al Belgio basta una vittoria domani, e se Bemelmans sarà in forma avranno poca difficoltà ad ottenerlo contro questa Svizzera fortemente rimaneggiata date le assenze di Federer e Wawrinka

 

CANADA – GIAPPONE 2-1 (Fabio Gibertini)

Molto più combattuto del previsto il match di doppio tra Canada e Giappone. Ci sono volute quasi tre ore ai blasonati canadesi Nestor e Pospisil per avere la meglio sui nipponici Soeda e Uchiyama, entrambi ben oltre la duecentesima posizione del ranking ATP di doppio. Una striscia di dieci punti consecutivi dal 3-3 30-30 nel quinto set ha chiuso la partita, regalando a Milos Raonic la chance di chiudere i conti nel terzo singolare contro Kei Nishikori, nella riedizione di una sfida che ha visto ben cinque repliche negli ultimi 11 mesi (tutte combattutissime, ma vinte dal giapponese in quattro occasioni su cinque).

D. Nestor/V. Pospisil b. G. Soeda/Y.Uchiyama 7-5 2-6 6-3 3-6 6-3

A sorpresa i primi a rompere l’equilibrio sono proprio i giapponesi che nel terzo game ottengono il break che però non sono in grado di confermare nel game successivo. Il punteggio poi segue i servizi fino al 6-5 Canada quando è Soeda che al servizio sente il momento e non mette la dovuta pressione alla risposta dei canadesi che così ottengono il break decisivo portandosi avanti di un set.
A inizio secondo, quando si poteva pensare a un contraccolpo dei giapponesi per l’aver smarrito un set giocato alla pari fino all’ultimo, invece accade il contrario e dall’1-1 il Canada subisce un parziale decisivo di 4 game e il set finisce 6-2 riportando il match in equilibrio.

L’inerzia così acquisita dal team nipponico però viene subito smarrita in inizio terzo set quando un break nel secondo game consegna alla coppia nordamericana il vantaggio che si porteranno fino alla fine del set che chiuderanno col punteggio di 6-3, nonostante qualche piccola esitazione di Pospisil che nel game di chiusura affossa una facile volée sul set point prima di chiudere due punti più tardi.
Si inizia così il quarto set con Uchiyama alla battuta e gli occhi puntati sui primi game del set che fin qui hanno sempre segnato il parziale, e puntualmente, dopo un primo game sollevato da 0-30 con quattro punti consecutivi Soeda e Uchiyama strappano il servizio a 0 (parziale di 8-0) agli avversari e confermano poi il break per il 3-0. Ancora una volta questo vantaggio risulterà decisivo per i nipponici, ma non senza soffrire visto che sia Soeda sul 4-2 sia Uchiyama sul 5-3 devono recuperare il loro game di servizio dallo 0-30 salvando con un vincente al servizio una palla break sul 30-40. Si arriva così al 6-3 che regala al non numerosissimo pubblico presente nell’arena il quinto e decisivo set.

Il parziale finale inizia con un notevole equilibrio senza occasioni fino a quando Uchiyama deve fronteggiare una palla break molto pesante sul 2-3 30-40 che però annulla con solidità con servizio e smash a chiudere prima di tenere poi la battuta nei punti a seguire. Ma questo è solo il preludio di ciò che stava per accadere: dal 30 pari nel successivo game la coppia canadese infila un parziale di 10 punti consecutivi – non senza diversi brutti errori degli avversari presumibilmente dettati dalla tensione – che chiude il set (6-3) e il match.

In definitiva vince la coppia apparsa soprattutto più costante durante tutto il match, capace di sfruttare i pochi momenti di calo degli avversari. I giapponesi dal canto loro hanno espresso a tratti ottimo gioco senza in alcune occasioni raccogliere quanto avrebbero potuto, pagando soprattutto alcuni cali di tensione (in particolare con Soeda al servizio) nei momenti decisivi dei due parziali in cui si è superata la meta set con il punteggio in equilibrio.

A questo punto, con il Canada avanti 2-1 nel confronto, anche qualora Raonic dovesse non spuntarla nel difficile match con Nishikori, la vittoria per la sua nazionale non dovrebbe però sfuggire anche a Pospisil forte di una miglior classifica e del pur sempre significativo fattore campo.

 

Continua a leggere
Commenti

Coppa Davis

Finals Coppa Davis 2022: i calendari dei gruppi

L’Italia esordirà contro la Croazia il 14 nel girone di Bologna. Il 16 la sfida con l’Argentina, il 18 quella con la Svezia. Tutti i calendari degli altri gironi

Pubblicato

il

Sono stati compilati stamani, 12 maggio, i calendari dei Gruppi delle Finals della Coppa Davis che si svolgeranno a settembre dal 14 al 18 settembre nelle quattro sedi designate e cioé Bologna, Valencia, Amburgo e Glasgow.

Vediamo innanzitutto il sorteggio del gruppo A, quello dove è inserita l’Italia e che si giocherà per l’appunto a Bologna alla Unipol Domus Arena, località Casalecchio di Reno.

Il calendario prevede subito per l’Italia un esordio in salita con l’ostacolo più duro, la Croazia vice campione in carica. La sfida si disputerà il 14 settembre, mentre il 16 l’Italia incontrerà l’Argentina e il 18 la Svezia, sempre alle ore 16 (che è l’orario unico per tutti i match del gruppo).

 

Quindi nella sostanza avversari di livello decrescente per i nostri tennisti (lo schema è lo stesso per tutti i gironi, le squadre delle prime due fasce all’atto del sorteggio si affrontano subito). Guardando il bicchiere mezzo pieno e ricordando che passano le prime due di ogni girone alle Finals di Malaga in programma a novembre, per l’Italia sarà fondamentale iniziare subito alla grande di modo da poter affrontare senza patemi l’ultima sfida con gli svedesi, sulla carta gli avversari più morbidi.

Questo il calendario del Gruppo A:

13 settembre Argentina-Svezia

14 settembre Croazia-Italia

15 settembre Croazia-Svezia

16 settembre Italia-Argentina

17 settembre Croazia-Argentina

18 settembre Italia-Svezia

Questi invece i calendari degli altri gruppi. Iniziamo dal gruppo B, quello di Valencia (tutte le sfide inizieranno alle ore 16):

13 settembre Canada-Corea

14 settembre Spagna-Serbia

15 settembre Serbia-Corea

16 settembre Spagna-Canada

17 settembre Canada-Serbia

18 settembre Spagna-Corea

Big match il secondo giorno con la sfida tra Spagna e Serbia.

Calendario gruppo C (quello di Amburgo, inizio sfide ore 14)

13 settembre Belgio-Australia

14 settembre Francia-Germania

15 settembre Francia-Australia

16 settembre Germania-Belgio

17 settembre Francia-Belgio

18 settembre Germania-Australia

Calendario gruppo D (quello di Glasgow, inizio sfide ore 14 locali, 15 in Italia)

13 settembre Kazakistan-Olanda

14 settembre USA-Gran Bretagna

15 settembre USA-Kazakistan

16 settembre Gran Bretagna-Olanda

17 settembre USA-Olanda

18 settembre Gran Bretagna-Kazakistan

Continua a leggere

Coppa Davis

“Una squadra” di Domenico Procacci: a Roma si rivive la Coppa Davis del 1976

Stamattina alla Casa del Cinema a Villa Borghese, un’anteprima della docuserie sulla squadra di Davis italiana più grande di sempre

Pubblicato

il

Le grandi squadre, nel calcio, hanno spesso una “filastrocca” che racchiude i nomi dei più importanti giocatori, che ne incarnano la fama e lo splendore (Gre-No-Li del Milan, Didì-Vavà-Pelè per il Brasile e via dicendo), ma anche in uno sport individuale come il tennis c’è stato uno schieramento che ha fatto storia, e non solo nella nostra Italia. Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci, Tonino Zugarelli, i quattro tenori che nei secondi anni ’70 fecero grande l’Italia della racchetta, con 4 finali di Coppa Davis in 5 anni. Raramente si è vista una squadra di Coppa Davis con 2 top 10, un top 15 che avrebbe potuto fare anche meglio, e il giocatore “meno forte” che è stato n.24 al mondo, capitananti da un ex campione e grande personaggio come Nicola Pietrangeli. Gli azzurri di quei tempi avevano questa formazione di livello assoluto, eppure mai (per vicende politiche, di gran meschinità) sono stati celebrati abbastanza dopo la Coppa Davis vinta a Santiago, in casa di Pinochet, nel 1976. La dittatura che c’era in Cile creò discussioni ben oltre il tennis e rese una storia che doveva essere leggenda quasi una vergogna, senza mai farne parlare abbastanza.

Eppure, negli ultimi anni, qualcosa si è mosso: il riconoscimento (per quanto quasi un contentino, inserito tra le finali di doppio maschile e singolare femminile) a Panatta e alla squadra agli Internazionali d’Italia del 2016, il quarantennale della sua vittoria lì e al Roland Garros, varie conferenze, una delle storie di Federico Buffa dedicate su Sky…fino ad oggi, alla proiezione di un’anteprima di Una squadra” di Domenico Procacci, tenutasi alla Casa del Cinema a Villa Borghese, a cui è seguita una conferenza di presentazione con i protagonisti nel campo e coloro che hanno reso possibile quest’opera con il proprio lavoro (mancava il solo Pietrangeli per motivi personali). Un docufilm appassionante, intenso, al cinema il 2,3,4 maggio sempre come anteprima e sui canali di Sky dal 14 maggio, oltre a un succoso libro con le interviste ai cinque protagonisti da parte del regista Procacci.

Una squadra“, come già emerse dalla prima presentazione in occasione delle ATP Finals a Torino, è una serie che va ben oltre il semplice campo e le racchette. Una storia di uomini e dei loro destini, delle loro vite, anche dei loro contrasti che chiaramente tra campioni così giovani non mancano di certo. Come ha egregiamente riassunto Adriano Panatta in una delle sue risposte mai banali nella conferenza post proiezione: “Eravamo quattro ragazzi che giocavano benino a tennis, e avevano vinto qualche trofeo, con i nostri contrasti e le nostre personalità. Questa serie ci ha restituito la voglia di viverci e di raccontarci insieme, dopo tanti anni“.

 

Come si è potuto vedere dalla proiezione odierna, non è un semplice copia e incolla di interviste e domande scontate, che lasciano il tempo che trovano, ma va ben oltre, montando espressioni stupite e commenti anche coloriti di seguito a una determinata affermazione. Un certosino lavoro di montaggio e volute contrapposizioni, di malinconia e riavvolgimenti di un nastro da troppo sopito, come ha spiegato Procacci, lui che è un vero e proprio dipendente dal tennis: “Questa è una bella storia da raccontare, all’inizio si trattava solo della vittoria in Cile e di quello che le girava intorno, che volevo approfondire di più. C’erano tante cose che meritavano attenzione, loro hanno vinto tanto anche singolarmente, e mi ha divertito raccontare i rapporti interpersonali, quelli con Nicola. Ho giocato a creare contrasti per suscitare interesse, come quello tra Corrado e Adriano, uno dei più noti. Ma parlando con loro trovavo sì voglia di marcare la differenza, ma anche amicizia e stima reciproca. Si sono rivisti tutti e 4 insieme a Torino per la prima volta dal 1979, e la distanza rimaneva comunque vicinanza“.

Al regista va il merito di aver riunito questi campioni e di aver loro restituito l’entusiasmo di ragazzini entusiasti e sorpresi di andare a fare una bighellonata in Cile (e a proposito della famosa maglietta rossa indossata nel doppio: “Nessuno sapeva nulla, è stata un’iniziativa mia, e Paolo mi ha seguito. La squadra non se ne accorse, neanche Nicola; la stampa o fece finta di niente o anche loro non se ne accorsero, e sarebbe ancora più grave” commenta Panatta sull’ipotetico messaggio contro il regime di Pinochet delle due magliette): ” Alla prima telefonata non sapevo se crederci o no che fosse Procacci, poi ho chiamato Adriano e me lo ha confermato, e mi ha fatto piacere. Per un motivo o per l’altro, le nostre vite si sono divise, e così siamo potuti stare di nuovo tutti insieme a rievocare un’altra vita”, dice Bertolucci, a cui fa ruota, seppur con un po’ più di malinconia, Barazzutti: “Inizialmente ho detto di no, poi ci ho pensato: pur avendo vissuto una bella vita, diversa da quella di molte altre persone, tornare indietro mi rende più triste che contento. Con Adriano è sempre stato un rapporto un po’ così, e questo docufilm lo ha ricucito, dando giustizia a un trionfo di cui non si è mai parlato molto“.

Già, l’unico trionfo del nostro Paese in Coppa Davis, eppure ancora oggi dopo 46 anni molti neanche sanno di questo avvenimento. Questo a causa di un’intromissione politica, come detto in apertura, nello sport, che non ha mai portato adeguata celebrazione a questi grandi campioni (“al Foro Italico non veniamo riconosciuti come succede ai campioni negli altri Paesi. Sarebbe bella una lettera di invito, uno spazio dove vedere foto e video che onorino il passato e lo ricordino ai giovani“, l’opinione di Barazzutti). Una questione politica che mai come oggi, alla luce della recente esclusione dei tennisti russi da Wimbledon e della discussione di non farli competere neanche a Roma e Madrid, trova attualità, e dove una volta tanto tutti si sono trovati in accordo, con particolare ira Bertolucci: “Sarebbe ridicolo non calcolare i punti per il ranking e far giocare questi ragazzi come per un’esibizione quando non hanno colpe. Il problema è stato creato in Inghilterra, e ora il CIO deve decidersi; ma Madrid è la settimana prossima, e siamo già oltre con i tempi“.

Ovviamente l’ultimo, piccante intervento, non poteva che essere del solito Adriano, anche lui particolarmente coinvolto nella questione russi e bielorussi: “Avrei più potuto concepire un’esclusione in Davis, dove si rappresenta direttamente la nazione, ma questi ragazzi giocano nei tornei come singoli cittadini russi, non sono loro ad aver ordinato l’invasione. Una cosa ridicola e ingiusta; il problema sarebbe che ad un’eventuale premiazione la famiglia reale sarebbe imbarazzata? Be’, facessero consegnare il trofeo ad un ex campione, anche meglio. Se giocassi gli Internazionali, lo farei con una maglietta gialla e azzurra, quello sarebbe un segnale per l’Ucraina“. Tra i quattro, a parlare di meno come sempre è stato Tonino Zugarelli, che sorrideva e ringraziava, con quel suo solito dolce imbarazzo che aveva anche nel suo gioco leggero. Eppure, senza di lui, quella Davis del ’76 non l’avremmo mai vinta. Perché “Una squadra” racconta proprio questo: una storia di ragazzi come tanti, con un sogno in comune, che per anni scrissero la storia uno per tutti e tutti per uno, dal campione da prima pagina alla sua fida spalla destra, dal secondo sempre in ombra e quasi ai suoi livelli a quello che “ah se avessi…”. Quella storia che vuole ingiustamente relegarli tra le ombre, e l’obiettivo della docuserie è proprio restituire ad Adriano, Paolo, Corrado e Tonino, quella gloria che, quasi mezzo secolo fa, gli venne tolta, e che ora rivogliono, in un’epoca felice per il tennis nostrano, com’è giusto che sia.

Continua a leggere

Coppa Davis

Coppa Davis 2022: gruppo B di ferro, Australia e Germania favorite nel gruppo C, Usa e Gran Bretagna in quello D

A Malaga sarà bagarre tra Spagna, Serbia e Canada con la Corea vaso di coccio. Ad Amburgo Belgio e Francia sembrano fuori dai giochi, a Glasgow Kazakistan e Olanda proveranno a rovesciare i pronostici

Pubblicato

il

La Coppa Davis 2019 è della Spagna (photo by Manuel Queimadelos / Kosmos Tennis)

Dopo aver approfondito con dovizia di particolari il gruppo A delle Finals di Coppa Davis che riguarda l’Italia e che sarà disputato a Bologna (per la precisione a Casalecchio di Reno, sede del palasport dove si disputeranno le sfide dal 14 al 18 settembre) sorteggiato a Malaga (sede del concentramento finale della manifestazione per quest’anno e per il prossimo), vediamo quali sono gli altri gironi sorteggiati e quali sono le favorite per l’approdo al concentramento finale, ricordando che per ogni raggruppamento passeranno le prime due squadre in classifica.

Qui l’approfondimento sulla Croazia

Qui l’approfondimento sulla Svezia

 

Qui l’approfondimento sull’Argentina

GRUPPO B (VALENCIA)

È il gruppo che si giocherà a Valencia dove ci saranno i padroni di casa spagnoli (Alcaraz, Carreno-Busta, Nadal?), la Serbia di Nole Djokovic (figuriamoci se l’attuale numero 1 del mondo in buone condizioni non disputerà la competizione a squadre), il Canada dei terribili Auger-Aliassime e Shapovalov e la Corea del Sud, vera cenerentola del girone che ha in Soonwoo Kwon, n.71, il suo giocatore più rappresentativo.

Ipotizzando, come giusto che sia, le squadre al completo con tutti i migliori, appare abbastanza chiaro che la Spagna parte favorita in quanto anche squadra ospitante e quindi supportata in campo dal proprio pubblico. A ruota segue il Canada (ripescata al posto della squalificata Russia) che nei favori del pronostico precede di poco la Serbia, che è vero ha in squadra il numero 1 del mondo, ma proprio l’anno scorso abbiamo notato come il solo Nole non basti ai serbi per fare strada nella manifestazione. Come si dice in questi casi due posti per tre pretendenti, chi avrà la meglio

SPAGNA 40% – CANADA 35% – SERBIA 25%

GRUPPO C (AMBURGO)

Si giocherà ad Amburgo dove ci sarà la Germania padrona di casa, l’Australia, il Belgio e la Francia.

Francia e Belgio sembrano essere un po’ fuori dai giochi. Il Belgio schiererà l’ormai maturo Goffin, al quale affiancherà un secondo singolarista (Bergs?) e il doppio più che affiatato Gille/Vliegen. La Francia è in pieno ricambio generazionale. Oramai out Tsonga e Simon, Gasquet potrebbe essere il jolly da affiancare a Rinderknecht e Mannarino. La vera certezza transalpina è il doppio, Herbert/Mahut che rende la Francia una mina vagante.

Sembrano favorite per il passaggio ai quarti Germania e Australia. I tedeschi, soprattutto se schiereranno Zverev, avranno poi un doppio di tutto rispetto (Krawietz o con Mies o con Puetz) e un buon secondo singolarista (Struff, Otte, o Koepfer?) senza sottovalutare il fatto che giocheranno in casa. Mentre invece gli australiani innanzitutto avranno Hewitt in panchina (aspetto da non sottovalutare) e poi in campo De Minaur, “cavallo pazzo” Kyrgios, John Peers (doppista di ottimo livello), Kokkinakis che potrebbe essere preferito a Duckworth o a Millman. Grande equilibrio comunque.

AUSTRALIA 40% – GERMANIA 30% – FRANCIA 20% – BELGIO 10%

GRUPPO D (GLASGOW)

Si giocherà a Glasgow per la felicita di Andy Murray che insieme al fratello Jamie saranno con molta probabilità convocati dal capitano Leon Smith. Non si dovrebbe discutere la presenza di Cameron Norrie e Daniel Evans.

I favoriti del raggruppamento saranno però gli Stati Uniti, che potranno schierare John Isner affiancato nei singolari da uno dei nuovi esponenti della “new generation” americana, Tommy Paul, Taylor Fritz, Sebastian Korda e di sicuro anche un buon doppio, senza dimenticare l’altro bombardiere Reilly Opelka. Passaggio del gruppo per Usa e Gran Bretagna?

Sulla carta è così, ma occhio a sottovalutare Olanda e Kazakistan che sembrano fuori dai giochi. L’Olanda proverà ad emergere con l’apporto di Tallon Griekspoor e Botic van de Zandschulp mentre in doppio la presenza di Jan Julien Rojer dovrebbe dare qualche certezza in più rispetto alle avversarie. Il Kazakistan invece farà leva sull’imprevedibilità e la classe di Alexander Bublik e al gruppo dei soliti che oramai da anni difende i colori kazaki. Primo tra tutti Mikhail Kukushkin, senza dimenticare Nedovyesov e Golubev affiatati in doppio. Ma la qualificazione di una delle due sarebbe una gran sorpresa visto il valore dei team qualificati.

USA 40% – Gran Bretagna 35% – Kazakistan 15% – Olanda 10%

Ricordiamo che le sfide dei gironi sono in programma dal 14 al 18 settembre nelle rispettive sedi mentre il tabellone dai quarti di finale in poi si svolgerà in quel di Malaga dal 21 al 27 novembre.

Sorteggiati anche gli accoppiamenti dei quarti, dove chiaramente non si potranno sfidare squadre provenienti dallo stesso girone. Ecco di seguito il tabellone dai quarti di finale in poi:

VINCENTE GRUPPO A – SECONDA GRUPPO D

VINCENTE GRUPPO C – SECONDA GRUPPO B

SECONDA GRUPPO C – VINCENTE GRUPPO D

SECONDA GRUPPO A – VINCENTE GRUPPO B

Ciò significa ipotizzando che la nostra nazionale si qualifichi per i quarti che o ci toccherà la seconda del gruppo D se arriviamo primi (Gran Bretagna o Usa?) o la prima del gruppo B (il girone di ferro come abbiamo scritto in precedenza) cioè una tra Spagna, Serbia e Canada. Sulla carta fattibile il primo accoppiamento, ben più improbo il secondo.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement