Wimbledon rimane in bianco, ma si scorda le mutande

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Wimbledon rimane in bianco, ma si scorda le mutande

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Wimbledon pubblicizza su Facebook la mostra “Powerful Poster” con un’immagine osè, poi si scusa

Una trovata quantomeno originale, quella degli addetti marketing del torneo di Wimbledon e in modo particolare della pagina Facebook ufficiale del torneo: per pubblicizzare la nuova mostra “Powerful Poster”, che parla di 120 anni di tennis e pubblicità, dal 1893 ai giorni nostri, è stata scelta infatti una delle immagini più osè presenti all’esposizione, ovvero quella di una tennista presa di spalle che maliziosamente si alza il completo da gioco oggetto della pubblicità e lascia intravedere il “lato B” senza biancheria.
Centinaia i commenti al post, in cui alcuni degli utenti hanno anche ipotizzato l’azione di un hacker e tra i quali non pochi erano i messaggi di disappunto, per una trovata non proprio in pieno stile Wimbledon.

Prontamente sono arrivate le scuse direttamente dall’account ufficiale del torneo. “Ci scusiamo per le offese causate dal poster Athena Tennis Girl. E’ un poster controverso, che fa parte della storia, ma che non approviamo”. 

 

Ad ogni modo, qui potete vedere la mostra organizzata dal Wimbledon Lawn and Tennis Museum, mentre sopra avete avuto modo di vedere l’immagine incriminata.

 

 

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Nessuna domanda per Hurkacz: di chi è la colpa?

Nessun giornalista ha presenziato alla conferenza stampa di Hubert Hurkacz. Ecco come è potuto accadere

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Hubert Hurkacz - Miami 2021 (via Twitter, @atptour)

Tra i video curiosi pubblicati da Tennis TV sui social media durante la giornata di martedì, c’è stato anche quello della conferenza stampa di Hubert Hurkacz dopo il suo vittorioso esordio contro Thomas Fabbiano.

Nessun giornalista collegato con la conferenza stampa (ricordiamo che anche i pochissimi giornalisti presenti sul posto devono parlare con i giocatori in videoconferenza a causa dei protocolli anti-COVID dell’ATP) ha posto domande al campione di Miami, che così è potuto andare via dopo neppure un minuto, dedicando solo una ventina di secondi a registrare un messaggio vocale – in polacco – per i media del suo paese.

L’ATP non ha molto apprezzato il fatto di aver portato un giocatore davanti alla stampa inutilmente, anche perché è accaduto ben due volte durante la giornata: anche Dusan Lajovic, dopo la sua sconfitta contro Daniel Evans, è stato accompagnato in sala interviste ma nessuno gli ha chiesto domande.

E per poco non accadeva la stessa cosa con Fabio Fognini: all’inizio della sua conferenza stampa c’erano solamente Ubaldo Scanagatta e Alessandro Stella di Ubitennis presenti. Come forse molti di voi sapranno, Fognini non parla con Ubitennis ormai da diversi anni, ma per evitare una nuova debacle il moderatore dell’ATP ha chieso a Ubaldo di fare una domanda e Fognini si è quasi sentito obbligato a rispondere.

Ovviamente sui social media si sono riversati insulti di ogni tipo nei confronti dei giornalisti presenti (che presenti non erano, ma questo pochi lo sanno), molto probabilmente perché non esiste grande familiarità da parte del grande pubblico con le procedure delle conferenze stampa.

Prima di procedere alla spiegazione, una premessa: non ho deciso di scrivere questo pezzo per cercare di giustificare l’accaduto, e nemmeno per impietosire il lettore nei confronti delle difficoltà del nostro lavoro. Nessuno mi fa fare quello che faccio, sono qui per mia libera scelta e sono anche contento di farlo, ma vorrei cercare di spiegare che a volte le cose sono molto meno bianche o nere di quanto possano sembrare di primo acchito.

Ogni media accreditato a un torneo ha la possibilità di richiedere di parlare con un giocatore impegnato in gara durante la giornata: la richiesta deve essere fatta per iscritto all’incaricato deputato dell’ATP, generalmente via email, il più presto possibile nel corso della giornata. Bisogna specificare quando si vuole parlare con il giocatore (di solito dopo il match), se si tratta di una richiesta per una intervista esclusiva o per una conferenza stampa in cui possono essere presenti altri media, e se si vuole intervistare il giocatore indipendentemente dal risultato del suo match o solamente in caso di vittoria.

Evidentemente qualcuno aveva richiesto di parlare con Hurkacz, ma poi non ha partecipato alla conferenza stampa. Queste cose non dovrebbero accadere, ma vediamo cosa può essere successo.

Solitamente alla fine della partita uno dei Communication Manager dell’ATP avvicina il giocatore, gli spiega le richieste ricevute e si accorda con lui per un orario. In caso di presenza sul posto, l’orario viene annunciato in sala stampa; ora, con la maggior parte dei giornalisti che lavorano in maniera remota, esiste una chat di WhatsApp che segnala gli orari delle interviste, e manda un messaggio di pro-memoria quando il giocatore sta arrivando in sala interviste.

In questo caso, non è stato dato alcun annuncio né dell’orario dell’intervista, ma è soltanto stato mandato un messaggio quando il giocatore polacco era già in arrivo in sala interviste.

Ora, da ormai più di un anno a questa parte, tutti noi che seguiamo i tornei abbiamo dovuto abituarci a lavorare in maniera diversa, come d’altronde è successo a tantissimi lavoratori. Mentre si è presenti sul posto, si vive e si respira il torneo, si passano le intere giornate in sala stampa e si è totalmente assorbiti dall’evento. Ora che si guardano le partite in televisione e si lavora da casa propria, l’effetto full immersion è svanito, e per tutti noi è necessario bilanciare la copertura dei tornei con le incombenze della vita quotidiana. Per esempio: ai tornei esiste di solito la mensa giornalisti, ma a casa mia la mensa non c’è. Se voglio mangiare, devo prepararmene da solo, e ogni tanto andare pure al supermercato. Ciò richiede tempo, e per tornei che magari hanno match che vanno dalle 11 del mattino fino a oltre mezzanotte, come per lo scorso Masters 1000 di Miami, questo vuol dire che ogni tanto bisogna trovare il tempo per allontanarsi dal PC per svolgere queste incombenze.

Non avere alcun tipo di preavviso di quando un’intervista può avvenire è decisamente sconveniente, perché non consente di programmare il nostro lavoro e le varie pause per poter fare tutto il resto. Anche perché il nostro lavoro non è solo partecipare alle interviste: è anche scriverne, parlarne, e, eventualmente, ogni tanto, anche guardare qualche partita…

Sicuramente chi aveva richiesto il giocatore avrebbe dovuto quantomeno avvertire se aveva cambiato idea, oppure non era più in grado di partecipare alla conferenza stampa. Magari c’è stato un contrattempo, un’emergenza, ma di solito si cerca di mandare almeno un messaggio ai Communication Manager. Quando bisognava essere presenti “in carne ed ossa”, a volte capitava di essere su un altro campo a vedere un’altra partita, e allora si chiamava o si mandava un messaggio. Oggi ci possono essere altri contrattempi: il capo che chiama, una scadenza improvvisa; si tratta pur sempre di un lavoro anche questo.

Qualcuno di voi potrà dire: ma non si possono fare i turni, come in tutti i posti di lavoro di questo mondo? Sì e no. Perché prima di tutto è difficile programmare i turni non sapendo quando le partite iniziano e finiscono (e gli orari delle interviste variano in funzione di quando finiscono le partite), con eventualmente anche l’incognita della pioggia. Poi ci sono anche problemi di natura esterna: non tutti i membri della redazione hanno accesso alle conferenze stampa e alla chat WhatsApp. I tornei decidono a loro discrezione a chi dare accesso, e per quel che riguarda il torneo di Montecarlo, al vicedirettore di Ubitennis Alessandro Stella era stato inizialmente negato l’accredito come unico esponente del sito, oltre al direttore Ubaldo Scanagatta.

L’accredito a Ubaldo, che probabilmente in vita sua ha passato al Monte Carlo Country Club più tempo del custode, è arrivato la settimana scorsa, e solamente la sua insistenza gli ha permesso di delegare uno della redazione per seguire le interviste. All’inizio della stagione è stato chiesto all’ATP di poter assegnare accessi generici alla redazione di una testata, in modo da non costringere una persona sola a seguire tutte le interviste (che possono arrivare nel corso di giornate da 13-14 ore, per una o due settimane consecutive), ma la richiesta è stata respinta, o quantomeno lasciata alla discrezione dei singoli tornei.

Quindi a Ubitennis l’accredito era stato rifiutato per mancanza di spazio (spazio virtuale, si intende), nonostante il nostro sito vanti oltre 40 milioni di pagine visualizzate l’anno, è comodamente il sito tennistico più visitato d’Europa ed è un punto di riferimento per il mercato italiano che rappresenta più di un terzo degli spettatori del torneo di Montecarlo in anni normali. Ciò che sto tentando di dire è che se viene limitato così tanto l’accesso ai media, non ci si può poi lamentare più di tanto se non c’è nessuno a fare domande, soprattutto in una giornata molto piena a causa della pioggia del giorno prima, con tante partite che si svolgevano contemporaneamente.

Tutto ciò per dire che sicuramente ci sono state colpe da ambo i lati nella “disavventura media” di Hurkacz (e immagino anche di Lajovic), e che forse si poteva evitare di dare così tanta pubblicità all’incidente. Stiamo tutti lavorando in una situazione nuova, ci stiamo adattando e si possono fare degli errori. L’importante è saperli prendere con il giusto atteggiamento.

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I numeri dell’Italia: 4 nei primi 30, 10 top 100 e 62 vittorie

In questa prima parte di 2021, i dieci azzurri attualmente presenti nei primi 100 giocatori del mondo hanno messo insieme 62 successi nei tornei ATP. Meglio di Russia e Spagna

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Lorenzo Sonego - ATP Cagliari 2021

62 – le vittorie ottenute nel circuito maggiore nel 2021 dai tennisti italiani presenti nella top 100 ATP. Considerando solo i giocatori presenti in questa fascia di classifica, sino alla scorsa settimana l’Italia era la nazione ad aver vinto in questi primi mesi della stagione più partite nei tornei del calendario ATP: un risultato, seppur parziale, a cui soltanto qualche mese fa nessuno avrebbe mai creduto, nonostante la continua crescita in atto da anni nel nostro settore maschile. Il movimento tennistico italiano ha il merito di aver creato le basi (logistiche, tecniche e finanziarie) per facilitare tanti suoi giovani atleti nell’accedere ai massimi livelli del professionismo tennistico, tramite la presenza più o meno costante nei primi 100 al mondo, una classifica che permette di chiudere economicamente in attivo la stagione e di entrare direttamente in tabellone negli Slam e in tanti altri tornei del circuito.

In questi ultimi mesi gli appassionati italiani oltre che gioire per la partecipazione di loro connazionali nei grandi appuntamenti, hanno poi anche la fortuna di godersi alcuni loro rappresentanti – baciati da Madre Natura col dono del grande talento, che si manifesta in vari modi – ai vertici della classifica. Che per il tennis maschile italiano quello attuale sia un momento magico è testimoniato proprio da quanto avviene nelle parti alte della classifica ATP: grazie al primo titolo della carriera di Lorenzo Sonego a Cagliari della settimana scorsa, l’Italia si è ritrovata ad avere quattro suoi rappresentanti nella top 30, come non le accadeva addirittura dall’estate del 1977, quella successiva alla vittoria della Coppa Davis e ai trionfi di Adriano Panatta a Roma e Parigi, tutti successi datati 1976, che ancora oggi è di gran lunga l’annata più bella del tennis maschile italiano.

Ad inizio luglio 1977, però, il tennista romano era sceso al 17 ATP, seguito da Barazzutti, Bertolucci e Zugarelli, che era il 27° giocatore al mondo e dietro di loro, tra i primi 200, c’era il solo Ocleppo, alla 185° posizione del ranking. Indubbiamente in quella vecchia classifica c’era un campione capace di raccogliere i successi che sino ad oggi nessun altro tennista italiano è riuscito a centrare, ma Panatta, come i suoi tre compagni di Davis, ad eccezione di Barazzutti, classe ’53, aveva già raggiunto precedentemente a quella data il suo best career ranking. La situazione del tennis italiano in quell’inizio luglio del 1977 era quindi ben diversa da quella odierna, non solo dal punto di vista quantitativo (adesso ci sono dieci italiani nei primi 100 e in totale ben sedici nei primi 200) e in un certo senso qualitativo (nell’estate del 1977 i primi quattro erano compresi tra la 17° e la 27° posizione, questa settimana abbiamo invece un top ten), ma anche quanto a prospettive tecniche ad alti livelli nei mesi successivi.

Dei primi quattro italiani della classifica di questa settimana, solo per il quasi trentaquattrenne Fognini è improbabile un miglioramento del 9 ATP raggiunto nel maggio di due anni fa: lo stesso Berrettini potrebbe migliorarsi, mentre Sinner e Sonego, per ragioni diverse, godono di una inerzia favorevole e sembrano destinati a non fermarsi all’attuale classifica, che per entrambi è la migliore mai raggiunta sin qui. Per i quattro eroi della vittoria della Davis la concomitanza nei primi 30 al mondo durò in totale un mese e mezzo, questa sembra avere prospettive più durature.

Jannik Sinner – Miami Open 2021 (via Twitter, @miamiopen)

Specchio fedele di una situazione sotto tanti aspetti mai vissuta prima nel circuito maschile dal tennis italiano è proprio la tabella che abbiamo creato per andare a quantificare le vittorie nel 2021 di tutti i tennisti presenti nella top 100 del ranking ATP: contando i loro successi e raggruppandoli per paesi di provenienza, l’Italia è, come detto, addirittura prima in una classifica per nazioni (considerando tutte le vittorie a prescindere dalla classifica del tennista vincitore, la sola Spagna ci supera con 68 successi a 63, con gli Stati Uniti terzi nel virtuale podio, grazie alle 61 partite risultate vittoriose per loro atleti).

Se Serbia (con la vittoria di Djokovic agli Australian Open) e Polonia (Hurkacz a Miami) si sono spartite i successi nei tornei più importanti sin qui disputati nel 2021, la Russia è la più vincente dal punto di vista della quantità di tornei vinti con ben quattro titoli conquistati da suoi giocatori (la ATP Cup, e i successi di Rublev a Rotterdam, Medvedev a Marsiglia e Karatsev a Dubai). Dopo la Russia, in quanto a numero di titoli vinti da propri tennisti, seguono con due Argentina (Cerundolo a Cordoba e Schwartzman a Buenos Aires), Australia (De Minaur ad Antalya e Popyrin a Singapore), Polonia (Hurkacz vincitore a Delray Beach e Miami) e proprio l’Italia (Sinner all’ATP 250 di Melbourne e Sonego a Cagliari).

Rispetto a queste ultime nazioni, i nostri tennisti hanno però raggiunto anche la finale all’ATP Cup, la finale al Miami Open (con Jannik) e la finale di Travaglia al Murray River Open. Insomma, se dal punto di vista quantitativo l’Italia primeggia (assieme alla Spagna) nel circuito maschile, si può anche affermare che, come importanza di vittorie, l’Italia in questa prima parte di 2021 sia dietro solo a Serbia e Russia. Il tutto, con la prospettiva che il meglio debba ancora venire.

NazioneGiocatori in top 100 (numero di partite vinte nel 2021) Totale
ItaliaBerrettini (8), Fognini (7), Sinner (14), Sonego (10), Travaglia (7), Musetti (7), Caruso (3), Cecchinato (2), Seppi (0), Mager (4)62
RussiaMedvedev (17), Rublev (20), Khachanov (10), Karatsev (13)60 
SpagnaNadal (4), Bautista Agut (12), Carreno Busta (8), Ramos (10), Davidovich Fokina (6), Lopez (3), Verdasco (0), Munar (6), Andujar (3), Martinez (2)54
USAFritz (11), Isner (4), Opelka (2), Paul (5), Sandgren (2), Korda (10), Tiafoe (9), Querrey (2), Johnson (0), Giron (3)48
FranciaMonfils (0), Humbert (6), Mannarino (5), Paire (1), Gasquet (2), Chardy (11), Herbert (6), Simon (2), Moutet (5), Tsonga (1), Pouille (1) 40
AustraliaDe Minaur (8), Millman (2), Kyrgios (4), Thompson (5), Popyrin (14), Duckworth (5) 38
SerbiaDjokovic (9), Lajovic (6), Krajinovic (3), Kecmanovic (3), Djere (9) 30
CanadaShapovalov (7), Raonic (7), Auger-Aliassime (10), Pospisil (1) 25
GermaniaZverev (9), Struff (7), Koepfer (5), Hanfmann (4) 25
GreciaTsitsipas (17) 17
Gran BretagnaEvans (6), Norrie (11), Edmund (0) 17
KakakistanBublik (15) 15
UngheriaFucsovics (15)15 
BulgariaDimitrov (8)8

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Montecarlo 2021, LIVE: i match di mercoledì 14 aprile. In campo Nadal, 6-1 a Delbonis

La diretta della quarta giornata dell’ATP Masters 1000 di Montecarlo. Sinner sfida Djokovic, Sonego contro Zverev. In campo anche Fognini, Cecchinato e Caruso. Debutta Nadal

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Rafa Nadal - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

L’ordine di gioco, i campi e gli orari del day 4Le quote dei match di oggi
Il tabellone con i risultati aggiornati in tempo reale



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15:38 – Nadal aveva preso un doppio break di vantaggio anche nel secondo set, ma Delbonis è riuscito a riportarsi a contatto; la situazione è di 6-1 3-2 e servizio per il maiorchino. Nel frattempo è iniziato il match fra Karen Khachanov e Pablo Carreno Busta, con quest’ultimo avanti 2-0.

 

15:19 – In campo c’è Rafael Nadal, e il suo esordio con Federico Delbonis al momento sembra poco più che una formalità: 6-1 2-0 in favore dello spagnolo. Sorprendente vittoria di Evans (6-4 6-1) su Hurkacz

14:16 – Il secondo set è persino più severo del primo per Sinner: Djokovic chiude col punteggio di 6-2, con l’italiano che si spegne sul finale commettendo un doppio fallo. Non una brutta prestazione di Sinner, ma Djokovic ha fatto il numero uno

13:36 – Niente da fare però nel game successivo: Djokovic mette continuamente pressione in risposta e breakka, chiudendo il set. Ben cinque game, entrambi non hanno servito benissimo ma Nole ha risposto meglio e questo è bastato

13:30 – Quando il set sembrava saldamente nelle mani di Djokovic (5-3 30-0 e servizio), colpo di coda di Sinner che in verità approfitta di una serie di brutti errori di Nole e contro-breakka

13:15 – In meno di venti minuti, Nole ribalta completamente il set. Prima raccoglie il gentile omaggio di Sinner, che si fa contro-breakkare con tre grosse ingenuità (doppio fallo, dritto fuori con lo scambio in mano e un rovescio addosso a Nole), poi sale di livello e va 5-2, breakkando ancora

12:57 – BREAK SINNER! Sembrava una partenza lenta quella di Jannik, invece nel terzo game mette pressione al serbo e lo infila alla seconda palla break, approfittando di una brutta volée

12:50 – Inizio difficile al servizio per Sinner, ma l’italiano se la cava ai vantaggi senza annullare palle break. Nel frattempo accedono agli ottavi Garin e Dimitrov, vincitori in due set su Millman e Chardy. Dimitrov potrebbe affrontare Nadal, che oggi esordisce contro Delbonis

12:45 – Sono scesi in campo Djokovic e Sinner sul centrale (qualcuno ne parla come il ‘Monte-Carlo’ Blockbuster). Il numero uno del mondo vince il primo game dell’incontro

12:30 – Vittoria assai convincente di Fognini, che regola con un doppio 6-3 Thompson senza mai andare in difficoltà. Prosegue la sua difesa del titolo: agli ottavi affronterà uno tra Krajinovic e Londero, ancora da favorito

12:20 – Caruso lotta e sfiora il break nel game che invece promuove Rublev agli ottavi di finale (6-3 6-2). ‘Sabbo’ non poteva fare molto di più contro questo Rublev, che lo aveva già sconfitto nettamente a New York nel 2020

12:10 – Continua l’andamento speculare dei due match. Fognini breakka anche nel secondo (a zero) e vola 3-1, completamente padrone dello scambio. Rublev è il solito schiacciasassi e conduce 4-1 nel secondo set

11:53 – Con qualche patema in più del previsto, e una discussione con la giudice di sedia Aurelie Tourte su una palla contestata, Fognini porta a casa il primo set (6-3). Stesso risultato per Rublev con Caruso

11:35 – Partite gemelle sinora Rublev-Caruso e Fognini-Thompson: in entrambe c’è un giocatore saldamente al comando delle operazioni che conduce 4-1. Uno è Rublev, l’altro è Fognini

11:00 – Quarta giornata di gioco al Montecarlo Rolex Masters. Subito in campo Caruso e Fognini, che sfidano rispettivamente Rublev e Thompson. Grande attesa per il match tra Jannik Sinner e Novak Djokovic, secondo match sul campo centrale

COSA È SUCCESSO NEL DAY 3

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