ATP Miami: Vincono Bolelli, Coric e Dolgopolov. Fuori Del Potro e Lorenzi

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ATP Miami: Vincono Bolelli, Coric e Dolgopolov. Fuori Del Potro e Lorenzi

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Nella seconda giornata del Masters 1000 di Miami, se ne va il primo italiano in gara, Paolo Lorenzi, per mano dello slovacco Martin Klizan. Va meglio a Simone Bolelli, che regola 6-2 6-2 Marcos Baghdatis. Del Potro sconfitto al primo turno da Vasek Pospisil, fuori anche Lleyton Hewitt. Avanzano i giovani Borna Coric, Alexander Zverev e Andrey Rublev, nessun problema per Dolgopolov

M. Klizan b. P. Lorenzi 6-3 6-4 (da Miami, NoMercy)

Finisce al primo turno l’avventura di Paolo Lorenzi al Miami Open, dopo essere stato sconfitto dal numero 41 del mondo Martin Klizan nel campo numero 9. Campo sfortunato per i colori azzurri, nel quale si registra la seconda sconfitta italiana in due giorni dopo quella di Roberta Vinci di ieri pomeriggio. Parte subito male Lorenzi, perdendo il serivizio in apertura di match e non riuscendo a leggere il servizio del suo avversario per tutto il primo parziale che corre via veloce e si conclude con il risultato di 6-3 per il giocatore di Bratislava. In apertura di secondo set arriva finalmente il break per Paolo, ma è un fuoco di paglia. Klizan inizia ad essere più aggressivo sulla seconda di servizio di Lorenzi e riesce a recuperare il break di vantaggio e ad infilare 4 games consecutivi per chiudere con il 6-4 finale.

 

Sfuma così la possibilità di vedere Lorenzi contro il numero uno del mondo Novak Djokovic, sfida che manca ormai dallo US Open 2012. Rivedremo Lorenzi al Challanger di San Luis Potosi in Messico la settimana prossima e poi a Houston, per preparare al meglio la stagione su red clay che, per il giocatore italiano, inizierà da Barcellona, come lo stesso Lorenzi ci conferma in zona mista.

S. Bolelli b. M. Baghdatis 6-2 6-2 (da Miami, NoMercy)

Dopo lo sfortunato esordio di Paolo Lorenzi, una buona notizia per il tennis italiano. Simone Bolelli supera il primo turno del Miami Open, ma soprattutto offre una prestazione veramente convincente. Funziona davvero tutto al giocatore nato a Bologna, numero 47 del ranking. Preciso nei colpi, cinico nei momenti importanti e perfetto al servizio: solo una palla break concessa in tutto l’incontro e 27 punti su 29 fatti con la prima fanno capire come nei turni di servizio di Bolelli praticamente non si giocasse. In risposta prestazione altrettanto convincente con 4 palle break convertite sulle 5 avute a disposizione, ma soprattutto tanta solidità in tutti i fondamentali. La partita corre via veloce e si chiude dopo appena un’ora per 6-2 6-2 in favore dell’italiano.

Al prossimo turno ci sarà la rivincita di Sydney 2015 contro il serbo Viktor Troicki, vittorioso lo scorso gennaio per 6-3 3-6 7-5.

B. Coric b. A. Haider-Maurer 1-6 3-6 7-6(3) (Tommaso Voto)

Coric bissa il successo di Indian Wells contro Haider-Maurer ed accede al secondo turno del Master 1000 di Miami. In questa partita il croato è stato in difficoltà, ma è riuscito a superare in rimonta il tennista austriaco con il punteggio di 1-6 6-3 7-6(3).

Il primo parziale è rapidissimo, perchè Coric tiene appena un turno di servizio e consegna ad Haider Maurer il set con un perentorio 6-1. Il giovane croato non è riuscito a reggere il palleggio costante e liftato dell’austriaco, decisamente più a suo agio sui campi lenti di Miami.

Il secondo set inizia con Coric nuovamente in difficoltà in battuta, ma questa volta  riesce a neutralizzare la palla break ed a fare suo il primo gioco. Il game vinto aiuta la fiducia del croato, che strappa il servizio ad Haider-Maurer alla prima occasione e fa corsa di testa nel set. Coric è meno falloso, inizia a salire di tono ed aumenta la profondità della sua palla, questo mette in crisi l’austriaco, che è ora meno preciso e costante da fondo. Haider-Maurer si trova ben due volte, in questo parziale, sul 15-30 sul servizio di Coric, ma non riesce a controbrekkare e il croato chiude sul 6-3.

Nel set decisivo è Haider -Maurer ad ottenere per primo il break, l’austriaco si porta sul 4-2, ma non riesce a consolidare il vantaggio, perchè permette a Coric di tornare in partita e subisce il break. Coric ha anche un’ulteriore palla break sul 4-4, ma Haider-Maurer la salva con una bellissima volèe ed ottiene il 5-4. Ottenuto il 5-5 Coric strappa a zero la battuta ad Haider-Maurer, ma non capitalizza il vantaggio, perchè restituisce immediatamente il servizio e l’epilogo naturale del match sarà il tie break. La giovane promessa croata ritrova la concentrazione e chiude senza troppi patemi sul 7-6.

V. Pospisil b. [PR] J.M. Del Potro 6-4 7-6(7) (Ciro Battifarano)

Rientro amaro per Juan Martin Del Potro a Miami. Visibili sin dall’inizio le difficoltà dell’argentino a spingere con il rovescio, giocato prevalentemente in back e con una velocità di palla molto più lenta del solito, quando lo gioca in top. Pospisil è molto propositivo e già nel secondo gioco si procura una palla break annullata da Del Potro. Entrambi i giocatori cercano di spostarsi sul diritto non appena possibile, ma è Pospisil a trovare i vincenti (12 a 1 a fine set), accompagnati però da qualche errore di troppo che lo vedono in pericolo nel quinto gioco sotto 0-40 e nel nono gioco sotto 15-40: nel quinto gioco l’argentino non ne approfitta commettendo un paio di errori, nel nono il canadese annulla con merito le palle break grazie al servizio e scendendo a rete. Nel decimo gioco, forse con la testa ancora alle occasioni perse, black out di Del Potro che commette due doppi falli e cede a zero il servizio regalando a Pospisil il primo set.

In apertura di secondo set un Pospisil  di nuovo un po’ troppo falloso cede il servizio in apertura e fa rientrare nel match Del Potro che riacquista fiducia nel diritto e ritrova, seppur non con continuità, le bordate fulminanti a cui ci aveva abituati. È forse il momento più piacevole dell’incontro, entrambi i giocatori tengono il servizio con facilità fino al decimo gioco (ancora una volta!) con Del Potro al servizio avanti 30-0 e a due punti dal set: questa volta, però, Pospisil strappa meritatamente il servizio all’avversario, giocando aggressivo in risposta e spostando l’argentino sul rovescio. 5-5 e tutto da rifare, ma si rischia il dramma: nel primo punto dell’undicesimo gioco Del Potro fa preoccupare un po’ tutti quando, alla ricerca del dritto, si ferma in mezzo al campo e si tocca la caviglia destra. Tutti già a gridare contro la malasorte accanitasi contro l’argentino. Bastano pochi secondi e qualche movimento per convincere Del Potro ed il pubblico che non è nulla di grave, forse solo una fitta, si continua a giocare. Pospisil rischia di non approfittarne, commette due doppi falli ma tiene comunque il servizio. Del Potro, ristabilitosi, sembra ritrovare la battuta che gli consente di tenere facilmente il gioco di servizio e di portarsi avanti nel tie-break 6-4 ma sul primo set point commette un primo doppio fallo e ne commette un secondo sul 7-7 che manda Pospisil a servire, vittoriosamente, per il match.

Gli alti e bassi al servizio nel tie-break sono forse rappresentativi degli alti e bassi dell’intero match dell’argentino, la cui lunga assenza dai campi di gioco gli ha reso difficile entrare nel match. Bravo Pospisil a non dare ritmo al gioco anche se manca ancora a livello di concentrazione nei momenti chiave del match (su tutti i due doppi falli nell’undicesimo gioco del secondo set), forse quella caratteristica su cui ancora deve lavorare per fare l’atteso salto di qualità. Al prossimo turno lo attende Dimitrov.

A. Dolgopolov b. R. Berankis 6-4 6-1 (di Raffaello Esposito)

Sul Grandstand a pomeriggio inoltrato Alexsandr Dolgopolov, uno dei rari tennisti in grado di giocare ogni tipo di colpo, garantisce sempre un qualcosa in più a chi guarda. Oltre il net l’ex n°1 del mondo juniores, il ventiquattrenne di Vilnius Ricardas Berankis, uno dei pochi lituani sotto il metro e ottanta. Unico incrocio fra i due agli Australian Open 2014 quando prevalse Dolgo tre set a zero, i primi due molto combattuti.

Alle 17,30 ora locale Dolgopolov serve  la prima palla del match e conquista il primo gioco. Tocca a Berankis  ma il lituano non mette una prima, commette un doppio fallo e perde subito la battuta. L’ucraino cambia spin ad ogni colpo e non dà ritmo all’avversario che sbaglia moltissimo in questo inizio. Però è genio e sregolatezza. Dolgo perde il servizio da 40-30 e rimette in gioco il lituano, che tiene la sua battuta e pareggia a tre.  Si seguono i servizi e al nono gioco il set gira. Dolgopolov si trova sotto 0-30 ma risorge, con due aces e due servizi vincenti si porta sul 5-4 e strappa poi il game successivo d’autorità con tagli esterni di rovescio e attacchi a rete in controtempo. 6-4 in quaranta minuti. Il genio di Kiev non si ferma più e vola subito 4-0 nel secondo set, pazzeschi in questa fase due dritti lungolinea in spaccata-controbalzo e due vincenti di polso da sotto la rete. Prova a perdere il servizio con due doppi falli ma non ci riesce e sul 5-0 Berankis è già sotto la doccia. 6-1 e match chiuso in poco più di un’ora.  Dolgopolov avrà al prossimo turno Tommy Robredo e non potrà permettersi distrazioni.

T.Bellucci b. L. Hewitt 7-5 6-7(2) 6-4 (Carlo Carnevale)

Thomas Bellucci mette fine ad una striscia di cinque sconfitte consecutive, e lo fa ai danni di Lleyton Hewitt, aggiudicandosi una battaglia che si conclude ben oltre la mezzanotte locale, in un match di certo non destinato ad essere messo su DVD dagli appassionati.

Hewitt, che gioca appena la sua quarta partita in stagione, prova ad impostare l’incontro sui suoi ritmi con il rovescio, senza disdegnare la verticalità, come già nel terzo gioco in cui delizia il centrale semivuoto con una demi volée da applausi; ciononostante, è lui a prendere per primo nota della targa dell’avversario, quando affossa il colpo bimane in rete per siglare il 2-4.
Il brasiliano invece si affida in gran parte al dritto ad uscire, al quale aggiunge le continue uncinate mancine al servizio, con cui annulla quattro palle break nel primo parziale, martellando il lato sinistro dell’avversario con slice affilati; alla quinta chance però non può nulla, quando Hewitt lo trafigge con un passante di rovescio dal sapore vintage, accompagnato dal caratteristico “c’mon!” per il 4-4. Il set si decide nell’undicesimo gioco, in cui l’australiano cede il servizio imbrigliandosi in due doppi falli, con Bellucci che si limita a raccogliere e poi chiudere con una bella prima nel game successivo.

Condizioni di gioco da “Survivor”, con un’umidità ai limiti del sopportabile, testimoniata dalle magliette grondanti sudore di entrambi i contendenti, già dai primi scambi. La qualità dello spettacolo crolla, e gli oltre cento gratuiti complessivi lo dimostrano ampiamente; nel secondo set Hewitt spreca sette palle break sul 3-2 e quasi ne paga le conseguenze quando ne annulla una a sua volta pochi minuti dopo, ma giunti al tiebreak, Bellucci dimentica di alzarsi dalla sedia e cede il parziale con due brutti errori di rovescio.

La terza partita si svolge davanti a pochi temerari rimasti sugli spalti; doppio scambio di break e controbreak per arrivare al 4-4, su cui Bellucci si salva con coraggio dal 30-40, indovinando due rovesci pesanti una tonnellata. Pochi istanti dopo, Hewitt si disunisce sul più bello e adagia in rete un dritto in manovra sul matchpoint a sfavore, permettendo al carioca di guadagnarsi un posto al secondo turno contro Pablo Cuevas.

Gli altri match

Ottima vittoria per Alexander Zverev, 17enne tedesco dalle grandi speranze, che ottiene il primo successo della sua carriera in un masters 1000 sconfiggendo l’australiano Sam Groth al terzo set, al termine di un match tiratissimo. Al secondo turno troverà la testa di serie numero 26 Lukas Rosol. Altra baby vittoria da segnalare è quella della wild card russa Andrey Rublev, anche lui 17enne, che supera in rimonta Pablo Carreno Busta dopo aver perso il primo parziale per 6-1 e affronterà John Isner al prossimo turno. Niente da fare invece per Jiri Vesely, il ceco numero 48 del mondo, cede a Federico Delbonis per 7-5 al terzo set. Buone vittorie per Youzhny in tre set su Golubev e per Janowicz che batte nettamente in 2 set il qualificato francese Roger-Vasselin.

Risultati:

S. Bolelli b. M. Baghdatis 6-2 6-2
V. Pospisil b. [PR] J.M. Del Potro 6-4 7-6(7)
T. Bellucci b. L. Hewitt 7-5 6-7(2) 6-4
M. Youzhny b. A. Golubev 4-6 6-2 6-3
B. Coric b. A. Haider-Maurer 1-6 6-3 7-6(3)
A. Dolgopolov b. R. Berankis 6-4 6-1
J. Melzer b. [WC] R. Harrison 7-6(3) 6-3
M. Kukushkin b. S. Johnson 6-4 3-6 6-2
J. Janowicz b. [Q] E. Roger-Vasselin 6-4 6-2
F. Delbonis b. J. Vesely 7-6(4) 3-6 7-5
[Q] A. Falla b. [Q] M. Berrer 6-7(5) 6-4 6-4
P. Carreno Busta vs [WC] A. Rublev
[Q] S. Darcis b. M. Jaziri 2-6 7-5 7-5
M. Klizan b. P. Lorenzi 6-3 6-4
T. Gabashvili b. P. Andujar 0-6 7-6(4) 6-3
[Q] A. Zverev b. S. Groth 7-5 6-7(5) 6-4

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ATP Cincinnati, Nadal: “Devo entrare in modalità Slam per essere pronto a New York”

“Adesso farò qualche test per vedere se l’addome è nello stato in cui dovrebbe essere”. Dopo la terza sconfitta patita in carriera contro Borna Coric, il n. 3 ATP si proietta verso l’ultimo Slam dell’anno non dimenticando però di salvaguardare sempre il suo corpo

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Rafael Nadal - Cincinnati 2022 press conference

Rafael Nadal al ritorno alle competizioni dopo più di un mese di assenza forzata, per via dell’infortunio all’addome subito in occasione dei quarti di finale di Wimbledon contro Taylor Fritzvinti eroicamente nonostante l’evidente menomazione – e il recente forfait di Montreal a causa di un leggero riacutizzarsi del problema, è stato immediatamente eliminato all’esordio dal croato Borna Coric dopo quasi tre ore di partita per 6-3 al terzo set. Il n.152 ATP in gara grazie la ranking protetto, non è la prima volta che sorprende il maiorchino e peraltro neanche la prima al Western & Southern Open: il finalista 2016 di Shanghai s’impose infatti a Basilea nel 2014 e a Cincinnati due anni più tardi, mentre Rafa ebbe la meglio allo Us Open 2015 e a Montreal 2017.

Proprio l’imminente Slam newyorchese è stato il principale tema di dibattito con i giornalisti presentatisi in sala stampa nel post match; con il 22 volte campione Major che è conscio di dover alzare il livello in vista di Flushing Meadows. Una tematica ricorrente è stata poi la situazione fisica del campione spagnolo, da monitorare costantemente, il quale si è detto fiducioso ma comunque cauto poiché sente ancora dolore e quindi inevitabilmente ci saranno altri esami di routine a cui sottoporsi. Per ciò che concerne il KO rimediato in Ohio, secondo Nadal pesano i due set point non sfruttati nel tie-break del 1° set e in generale la poca aggressività messa in campo, una sconfitta che lo estromette immediatamente da un torneo con il quale non ha mai trovato un grande feeling: in 16 partecipazioni, soltanto in tre occasioni ha raggiunto la semifinale, trionfando nel 2013 in una delle migliori stagioni della sua carriera. Probabilmente le condizioni umide e rapide, a livello di superficie, come gli è sempre accaduto anche a Miami non hanno mai permesso di ammirare in Ohio la miglior versione del Toro di Manacor.

IL TABELLONE DEL MASTERS 1000 DI CINCINNATI

 

D: Cos’hai trovato incoraggiante e cosa scoraggiante nel tuo gioco, dopo la performance di oggi?

Rafael Nadal: “È difficile da dire, sicuramente però prenderò un sacco di cose positive, ma ho bisogno di migliorare. Devo allenarmi perché ho bisogno di tornare al meglio e per farlo ho bisogno solamente di gironi da dedicare alle sedute di allenamento. Per quanto riguarda il match, ovviamente ho avuto le mie possibilità, soprattutto all’inizio. Nel tiebreak ho avuto due importanti opportunità con due set point che ho giocato terribilmente. E poi, sì, ho giocato un brutto terzo set. Questo è il tennis, specialmente in queste circostanze contro un giocatore che ha servito così bene, nonostante ciò ho avuto la mia occasione per andare avanti all’inizio del terzo con quel 30-30 ma ho giocato un paio di punti terribili. Dunque sarebbe stato certamente meglio per me vincere, perché quando torni dopo un periodo di lontananza dalle competizioni, se riesci a vincere già la prima partita, poi le cose vanno meglio. Ma purtroppo non è stato il caso di oggi [ieri, ndr]. Un giorno accadrà.

Ovviamente sono tornato tantissime volte a competere dopo aver affrontato degli infortuni e ho sempre raccolto aspetti positivi. Tuttavia nel caso specifico, nella partita odierna non ero abbastanza pronto per vincere e come ho già detto, credito a Borna [Coric, ndr] che ha giocato con molto coraggio. Lui ha servito davvero bene, io non altrettanto perché se non sei in grado di giocare il più aggressivo possibile e di prendere un vantaggio che poi porta a crearti un’opportunità, è davvero dura portare a casa l’incontro. Ma fa parte di questo sport, ho semplicemente perso un match, si va avanti. Conosco la strada e la cosa principale per me è rimanere in salute. L’ultimo periodo è stato difficile da gestire, onestamente. In particolare l’ultimo mese e mezzo non è stato affatto facile, perché avendo questa lesione all’addome, non sai mai quando sarai al 100% e supererai definitivamente il problema, e certamente ciò influisce sulla tua sicurezza nel servire. Quindi mi ero detto prima del torneo, che avrei dovuto fare un passo avanti ed è successo, il gioco è stato fatto come si doveva, ma ben fatto da parte sua“.

D: Come ti senti fisicamente? Ovviamente hai servito molto oggi. Come ti sei sentito in campo?

Rafael Nadal: “Per certi versi è difficile d’analizzare, perché quando hai la cicatrice, allora la linea è molto sottile. Poiché quando hai quel tipo di cicatrice non hai abbastanza flessibilità, e senti anche di più il dolore. Ma non sai se lo senti per questo motivo, o perché qualcosa non è andato come sarebbe dovuto andare. Quindi devi prenderti cura del tuo corpo, in ogni singolo momento. Così probabilmente farò qualche test dopo questo torneo, per confermare che tutto rimanga come io e il mio team vogliamo. Ma io sono positivo, sono stato in grado fisicamente di avere una settimana di allenamento qui, facendo del mio meglio in ogni singolo giorno e migliorando il mio livello di girono in giorno, e sinceramente mi sono allenato per tutta la settimana ad un livello superiore di quello espresso oggi. Ma sì, non succede nulla. Certo che è meglio vincere, tuttavia allo stesso tempo rimane ovviamente ancora una settimana e mezza prima di New York. Poi dire che sono triste di non aver giocato bene qui, è ovvio visto che questo torneo è abbastanza importante per me ma al momento devo andare avanti mentalmente. Dal punto di vista dell’allenamento, ho bisogno d’iniziare a proiettarmi verso lo Us Open, devo entrare in modalità Slam allenandomi nel modo in cui ho bisogno affinché possa essere competitivo fin dall’inizio lì, e spero di essere in grado di farlo accadere”.

D: Questo è stato un torneo difficile per te in passato in termini di risultati. New York invece ti ha visto avere un grande feeling recentemente con lo US Open. Come pensi che Flushing Meadows tiri fuori da te il meglio? Non vedi l’ora di riprovare quelle sensazioni?

Rafael Nadal: “È difficile parlarne. Ma è vero che questo torneo non è stato mai il più facile per me durante tutta la mia carriera tennistica, anche se sono riuscito a vincere un anno, però era l’anno in cui stavo ottenendo quasi tutto. Poi ho disputato un altro paio di semifinali. È vero comunque, per qualche strana ragione, che in questo torneo non ho mai avuto le migliori sensazioni, ma dall’altra parte mi sono sempre sentivo ben accolto qui in tutti l’edizioni a cui ho preso parte. Non potrò ringraziare mai abbastanza l’organizzazione per avermi sempre reso le cose molto facili. Io cerco di fare del mio meglio, ogni volta che scendo in campo; loro lo sanno e mi dispiace di essere fuori già al primo turno, ma questo è il tennis, questo è il nostro sport. L’altro avversario gioca bene, e se gioca meglio di te vai a casa.

Per quanto riguarda New York, non lo so. È un Grande Slam, è un torneo diverso dagli altri. Ma allo stesso tempo è sempre tennis, se non giocherò bene, probabilmente avrò lo stesso destino di qui. Tuttavia conosco perfettamente il modo in cui mi devo comportarmi per ottenere un risultato diverso. È vero che quando arriverò allo Us Open, avrò già due settimane e mezzo nel Tour allenandomi con gli altri i ragazzi, e questo mi permetterà di essere pronto per battaglie al quinto set. Ero in grado di giocare solo due set, prima di questa partita negli ultimi 40 giorni. Quindi, sì, questa è la chiave. Poi non bisogna dimenticarsi che oggi ho giocato contro un avversario duro, il quale mi aveva già battuto in passato, quindi sapeva come farlo. E’ un tennista estremamente coraggioso in campo, un lottatore. Ha attraversato alcuni momenti difficili, nell’ultimo periodo, con anche degli infortuni, perciò sono felice di rivederlo a questo livello. Per quanto riguarda me, devo andare avanti e iniziare a pensare all’energia, che saprà darmi la folla a New York. So che è un posto molto speciale per me, e mi piace. Ho vissuto alcuni momenti della mia carriera lì indimenticabili e farò del mio meglio ogni singolo giorno per essere pronto per questo evento”.

D: Lo US Open è l’unico dei tornei del Grande Slam che ha le palline diverse per uomini e donne. Alcune tenniste non sono particolarmente felici di questo. Vorrebbero giocare con la stessa pallina degli uomini. Mi chiedevo se mai avessi davvero provato le palle femminili…

Rafael Nadal: “Non lo so. Non ne ho idea onestamente. Vedo che la pallina femminile ha il numero in rosso. Le nostre hanno il numero in nero. Ma ovviamente non ho mai utilizzato quelle femminili, perché mi alleno con la palla con cui giocherò in partita. Ma non credo sia affatto un argomento importante (sorridendo)”.

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Andy Murray: “Non so se annuncerei il ritiro o se mi fermerei e basta”

“Serena William? È il momento di festeggiarla e celebrare tutto quello che ha fatto”. Intanto Murray perseguitato dai crampi: “Sono preoccupato, non so perché si verifichino”

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Andy Murray in allenamento all'ATP Sydney 2022 (Credit: @AustralianOpen on Twitter)

Come Fognini contro Rublev, in contemporanea Andy Murray ieri ha subìto un trattamento simile per mano del suo connazionale Cameron Norrie. Lo scozzese infatti ha perso 3-6 6-3 6-4 dopo un gran match lottato. “Da parte mia ritengo che in certi momenti abbia giocato molto bene, in altri no” ha commentato subito Murray in conferenza stampa. “La mia consistenza forse non è stata come avrei voluto. Ma a tratti c’è stato del tennis positivo. Ho sicuramente avuto diverse opportunità per vincere la partita”. In ogni caso è stato il numero 11 del mondo a spuntarla, lasciando allo scozzese solo la soddisfazione per la bella prestazione e qualche preoccupazione per il problema crampi, sempre più insistente nelle ultime settimane.

“Non so il perché. Penso che praticamente ogni giocatore di tennis nella sua carriera abbia avuto problemi di crampi in questo tipo di condizioni, specie a Newport, Washington e qui. Ma il fatto che si ripresentano per me è una grande preoccupazione. Non è qualcosa che ho veramente sperimentato in passato; non costantemente in numerosi tornei. Non è facile giocare quando ti prende così male com’è stato alla fine. Credo che abbia avuto un impatto sulla fine della partita. Non dico che avrei vinto di sicuro la partita, ma sicuramente ha influito un po’ sul modo in cui ho giocato proprio alla fine, sai, dalla metà di quel set. Lo stesso è successo contro Stan, e sono stato fortunato a superare la cosa. A Newport poi, sono stato davvero fortunato perché è successo nell’ultimo set ed ero in vantaggio. È una grande preoccupazione per me, qualcosa che devo affrontare e trovare una soluzione. Nessuno sa esattamente perché si verificano i crampi, ci sono molte ragioni, se è idratazione, se è il cibo che hai ingerito, se è stanchezza e mancanza di condizionamento, stress. Quindi devo cercare di capire cosa sta succedendo”.

Il tabellone completo dell’ATP 1000 di Cincinnati

 

Ben presto il discorso si sposta su Serena Williams, campionessa che ha da poco annunciato il ritiro. A Cincinnati è stata sconfitta dalla britannica Emma Raducano, ed Andy le ha fatto i complimenti per come ha affrontato la veterana battendola 6-4 6-0. Sulla notizia del ritiro dal tennis da parte di Serena – decisione sulla quale anche lui aveva meditato parecchio in passato – Murray si è espresso così: “È ovviamente triste, ma poi succede a tutti i giocatori a un certo punto. Non ha giocato molto negli ultimi anni, quindi era qualcosa di prevedibile. Ma quando ascolti la notizia, è sempre triste quando succede a dei grandi giocatori – perché anch’io penso che non sembrino normali quei giocatori – ti aspetti che siano in grado di andare per sempre. Quindi quando si fermano è ovviamente un giorno triste. Si spera che nei prossimi 10 giorni, o due, tre settimane insomma, la sua carriera venga davvero ben celebrata e non che sia necessariamente un momento triste; bensì probabilmente è il momento di festeggiarla e celebrare tutto quello che ha fatto per lo sport, perché è stata immensa. Non so quanti altri giocatori abbiano avuto quel tipo di impatto sul gioco. Forse Billie Jean King probabilmente. Ma sì, è stata fantastica per il tennis e, come ho detto, sarà triste. Ma sì, speriamo che tutti si mettano dietro di lei e celebrino la sua carriera nelle prossime settimane”.

Come detto, all’Australian Open 2019 Andy Murray aveva di fatto annunciato il suo ritiro, salvo poi ricorrere all’operazione all’anca che gli permette di stare in campo anche ora. Dunque in qualche modo lo scozzese ha provato sulla sua pelle la sensazione del ritiro e la domanda esce spontanea: come vorrebbe ritirarsi un giocatore? “È difficile. Ovviamente quando ho avuto problemi di infortunio qualche anno fa e non sapevo se sarei stato in grado di giocare, forse avevo sempre pensato di finire la mia carriera nel Regno Unito o cose simili. Ma quando ho giocato quella partita contro Bautista, come ho detto alla mia squadra, se era davvero così e non avrei potuto giocare di nuovo, sarei stato più che felice che quella fosse stata la mia ultima partita, perché sì, è stata un’atmosfera fantastica, è stata una grande partita, sai, ho pensato a questo fino alla fine, fino a quando alla fine non riuscivo letteralmente a camminare e ho lasciato tutto in campo. Per me sarebbe andato bene se fosse finita così“.

“Penso che quando annunci che ti ritirerai immagino che anche psicologicamente sia abbastanza difficile. C’è molta pressione, anche perché vuoi giocare bene e tutti – visto che sono gli ultimi due tornei – probabilmente aggiungono molto stress sulla prestazione, anche solo l’intera situazione. Quindi non lo so. Non lo so davvero, ad essere onesti. Non so se annuncerei qualcosa o se mi fermerei e basta. Non lo so.”

Il tabellone completo dell’ATP 1000 di Cincinnati

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ATP

ATP Cincinnati, Sinner: “Sono io che mi metto pressione perchè voglio sempre vincere”

Jannik Sinner dopo la vittoria contro Miomir Kecmanovic: “Non è bello vincere per ritiro, ma penso di essermi mosso bene”

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Jannik Sinner - Montreal 2022 (foto Ubitennis)

(dal nostro inviato a Cincinnati)

Buona vittoria oggi per te Jannik. Sei riuscito a rispondere con costanza e a metterlo spesso sotto pressione. Quali sono state le tue sensazioni in campo oggi rispetto alla partita contro Kokkinakis?

Sicuramente non è il modo più bello vincere per ritiro del tuo avversario, penso in generale di essermi mosso bene. Solamente un game che ho giocato mi ha fatto arrabbiare quando mi ha fatto il break a zero all’inizio. In generale comunque è stata una partita positiva.

 

È successo tutto abbastanza velocemente. Hai saputo la ragione per cui Kecmanovic si è ritirato? Sei riuscito a parlargli?

Sono riuscito a scambiarci due parole dopo la partita ma preferisco non dire nulla e che rimanga una cosa tra giocatori.

Prima volta per te in ottavi a Cincinnati e domani troverai Auger Aliassime. Avete giocato solo una volta a Madrid qualche mese fa, come vedi questa sfida?

Con lui è sempre una partita difficile. La scorsa volta a Madrid ha giocato sicuramente bene lui, non mi ha lasciato alcuna chance ma domani saranno condizioni diverse in una superficie differente. Oggi ha fatto una gran partita contro De Minaur, mi farò trovare pronto.

In Italia le aspettative sono sempre molto alte. Inoltre si fa molto presto a passare da entusiasmo a delusione e viceversa. Leggi ciò che viene scritto o cerchi di isolarti da tutto e tutti?

La pressione c’è e alla fine non è nemmeno un problema. Io cerco di vedere sempre il lato positivo delle cose, se ricevo molta attenzione vuol dire che sto facendo le cose in maniera giusta. Io conosco il percorso da seguire, oggi ho sbagliato delle cose che già da domani cercherò di migliorare. La pressione me la metto io perché voglio sempre vincere. È chiaro che in Italia c’è tanta pressione ma ora non mi addentro in questa questione.

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