Anteprima WTA: la terra verde di Charleston, indoor fuori stagione in Polonia

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Anteprima WTA: la terra verde di Charleston, indoor fuori stagione in Polonia

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Il caldo e la terra verde della South Carolina opposti al freddo e al duro indoor della Polonia. La prossima settimana il circuito WTA prende direzioni quasi opposte e propone ai suoi tifosi due appuntamenti profondamente diversi tra loro. Da una parte la tradizione della Family Circle Cup, dall’altra la freschezza del Katowice Open. Vediamo nel dettaglio numeri e storia dei tornei in questione.

WTA Charleston e Katowice – I Tabelloni (Sara Niccolini)

Quello di Charleston è un tabellone piuttosto ricco di nomi, a partire da Bouchard, che ha accettato la wild card propostale dagli organizzatori acquisendo così la prima testa di serie, le statunitensi Sloane Stephens e Madison Keys, Sara Errani, unica italiana ad aver proseguito con un altro torneo in terra americana dopo quello di Miami e la russa Pavlyuchenkova.
La parte bassa è anch’essa abbastanza equilibrata con Makarova come seconda testa di serie, la quale vede Jankovic sul lato opposto del tabellone. La serba ha ormai un rendimento altalenante, come hanno dimostrato le ultime settimane passando dall’essere finalista di Indian Wells a uscire al secondo turno a Miami subendo un 61 61 da Azarenka. Tra un eventuale incontro tra Jankovic e Makarova ci sono nel mezzo Petkovic, Belinda Bencic, Kerber ed Heather Watson.

 

Il solo torneo WTA che si disputa in Polonia non poteva che essere presenziato dalle sorelle beniamine di casa: Agnieszka e Urszula Radwanska. Il pubblico di casa aspetta con ansia di vedere la sua stella “Aga” conquistare il titolo dopo la sorprendente battuta d’arresto dell’anno passato a seguito della sconfitta contro Alize Cornet, che poi andò a vincere il titolo. Forse più dell’anno passato, Agnieszka ha poche certezze sul campo e di conseguenza un tabellone sulla carta abbordabile potrebbe trasformarsi in un duro percorso in salita. Al primo turno incontra Wickmayer che è riuscita una sola volta a strappare una vittoria alla polacca nel lontano 2010 quando la belga era all’apice della carriera.
Sullo stesso lato di tabellone della più grande delle sorelle Radwanska ci sono Koukalova, Zvonareva, Kanepi e le uniche due italiane iscritte al torneo, Karin Knapp e Camila Giorgi che deve difendere l’ottima finale del 2014.
La seconda testa di serie è stata assegnata alla vincitrice della passata edizione Alize Cornet che ha davanti a sé un tabellone più che abbordabile poiché ha dal suo lato giocatrici come Flipkens, Rybarikova e Schmiedlova.

WTA Charleston e Katowice – Un po’ di Storia (Remo Borgatti)

Charleston – Una pubblicazione di cucina e varie distribuito a partire dal 1932 nei supermarket degli Stati Uniti e poi acquisito dal gruppo del New York Times dal 1971; questo è il Family Circle, ovvero il più fedele tra gli sponsor nell’intero panorama del tennis professionistico. Dal 1973 infatti, il torneo disputato nella South Carolina (con l’eccezione del biennio 75/76 in cui si svolse ad Amelia Island, in Florida) prende il nome ormai più che storico di Family Circle Cup.

In principio fu la Sea Pines Plantation a Hilton Head Island, con i suoi campi in terra verde, ad ospitare un evento che si contraddistinse subito per la munificenza del montepremi (100.000 dollari), il più alto della stagione 1973. La finale, che Rosie Casals si aggiudicò in rimonta su Nancy Richey, fu la prima partita di tennis femminile trasmessa da un network televisivo e per questo motivo (oltre che per aver assegnato la cifra più alta vinta quell’anno da una giocatrice: 30 mila dollari!) passò alla storia.

Da quel giorno e per gli anni successivi il torneo, che attualmente si disputa sui campi di Daniel Island, ha via via consolidato una tradizione che tuttora lo colloca tra le prove più affascinanti del circuito WTA. Basti pensare che, in 42 anni, solo tre vincitrici non hanno disputato in carriera almeno una finale slam (Coetzer, Petrova e la campionessa in carica Petkovic) e altre quattro non hanno mai vinto un major (Casals, Jankovic, Wozniacki e Lisicki). Insomma, sangue blu per una manifestazione che vede Chris Evert quale detentrice del record di titoli (8) il doppio rispetto alle due che la seguono in classifica, ovvero Navratilova e Graf (4). Quattro anche le finali di Kerry Reid, tutte perse.

Così l’anno scorso – Reduce dalla vittoria di Miami, Serena Williams cercava il poker (tris consecutivo) sull’Har-Tru di Charleston e non poteva certo pensare di uscire subito dai giochi. Testa di serie n°1 e defending champion, Serena bypassava il primo turno ma rimediava un clamoroso 64 64 contro Jana Cepelova, n°78 del ranking. La slovacca era una delle due outsider capaci di approdare ai quarti di finale; l’altra era la giovanissima svizzera Belinda Bencic, qualificata e vittoriosa su Kirilenko, Erakovic e Svitolina.

La Cepelova superava anche più di una prova del nove sbarazzandosi, dopo Serena, pure di Vesnina e Hantuchova prima di battere la stessa Bencic nella più imprevedibile delle semifinali con lo score di 64 57 76. Nella parte bassa del tabellone emergeva invece la tedesca Andrea Petkovic, n°14 del seeding e giunta nei pressi del traguardo avendo battuto tre favorite quali la connazionale Lisicki (4), la ceca Safarova (9) e la giovane Bouchard (6). In finale la più esperta Petkovic soffriva solo nel primo set per poi chiudere in scioltezza 75 62. Una sola italiana in campo, Sara Errani (3) battuta nei quarti da Belinda Bencic.

ALBO D’ORO (Era Open)

1973 Rosie Casals-Nancy Richey                        36 61 75

1974 Chris Evert-Kerry Reid                              61 63

1975 Chris Evert-Martina Navratilova                75 64

1976 Chris Evert-Kerry Reid                              62 62

1977 Chris Evert-Billie Jean King                      60 61

1978 Chris Evert-Kerry Reid                              62 60

1979 Tracy Austin-Kerry Reid                                     76 76

1980 Tracy Austin-Regina Marsikova                 36 61 60

1981 Chris Evert-Pam Shriver                            63 62

1982 Martina Navratilova-Andrea Jaeger           64 62

1983 Martina Navratilova-Tracy Austin              57 61 60

1984 Chris Evert-Claudia Khode-Kilsch             62 63

1985 Chris Evert-Gabriela Sabatini                   64 60

1986 Steffi Graf-Chris Evert                               64 75

1987 Steffi Graf-Manuela Maleeva                      62 46 63

1988 Martina Navratilova-Gabriela Sabatini      61 46 64

1989 Steffi Graf-Natalia Zvereva                         61 61

1990 Martina Navratilova-Jennifer Capriati       62 64

1991 Gabriela Sabatini-Leila Meskhi                 61 61

1992 Gabriela Sabatini-Conchita Martinez        61 64

1993 Steffi Graf-Arantxa Sanchez                      76 61

1994 Conchita Martinez-Natalia Zvereva            64 60

1995 Conchita Martinez-Magdalena Maleeva     61 61

1996 Arantxa Sanchez-Barbara Paulus              62 26 62

1997 Martina Hingis-Monica Seles                     36 63 76

1998 Amanda Coetzer-Irina Spirlea                    63 64

1999 Martina Hingis-Anna Kournikova             64 63

2000 Mary Pierce-Arantxa Sanchez                    61 60

2001 Jennifer Capriati-Martina Hingis              60 46 64

2002 Iva Majoli-Patty Schnyder                          76 64

2003 Justine Henin-Serena Williams                 63 64

2004 Venus Williams-Conchita Martinez           26 62 61

2005 Justine Henin-Elena Dementieva              75 64

2006 Nadia Petrova-Patty Schnyder                   63 46 61

2007 Jelena Jankovic-Dinara Safina                  62 62

2008 Serena Williams-Vera Zvonareva                64 36 63

2009 Sabine Lisicki-Caroline Wozniacki            62 64

2010 Samantha Stosur-Vera Zvonareva             60 63

2011 Caroline Wozniacki-Elena Vesnina            62 63

2012 Serena Williams-Lucie Safarova                 60 61

2013 Serena Williams-Jelena Jankovic              36 60 62

2014 Andrea Petkovic-Jana Cepelova                 75 62

 

Katowice – Alla Spodek Hall della più importante città della Slesia si spegne la terza candelina del Katowice Open, torneo indoor che si è disputato sulla terra rossa nel 2013 prima di passare al duro l’anno successivo. Nelle due edizioni fin qui giocate protagoniste le italiane: titolo a Roberta Vinci nel 2013, in finale sulla ceca Petra Kvitova, e finale sfortunata per Camila Giorgi nel 2014, sconfitta dalla francese Cornet.

Così l’anno scorso – All’appello dei quarti di finale mancavano solo due teste di serie, entrambe quelle dell’ultimo spicchio di tabellone. Erano uscite anzitempo la bulgara Pironkova, sorpresa dalla rediviva Shahar Peer, e la campionessa uscente Roberta Vinci, sconfitta nel derby dalla giovane Giorgi con un perentorio 6-0 nel terzo parziale.

Camila, che aveva lasciato appena un gioco all’esordio alla polacca Piter, avrebbe poi disposto senza fatica della stessa Peer prima di imporsi in semifinale alla favorita Suarez Navarro (3) per 76 64. Nella parte alta del tabellone tutto regolare fino alla semifinale, conquistata dalla favoritissima Agnieszka Radwanska (1) e dalla francese Cornet (4) a spese rispettivamente di Meusburger e Koukalova. Qui però la transalpina reagiva alla partenza travolgente di Aga (6-0) e alla lunga sovvertiva il pronostico guadagnando la finale grazie al 6-2 6-4 di secondo e terzo set.

Bella e incerta la finale. Giorgi avanti 3-1 nel primo set, poi costretta a salvare tre set-point prima di subire sei punti consecutivi nel tie-break, chiuso 7-4 dalla Cornet. La francese serve per il match nel secondo parziale sul 5-4 ma si innervosisce e la Giorgi ne approfitta per infilare tre game e pareggiare il conto dei set. Il terzo vede Alize sprintare sul 3-0, recuperata da Camila (4-4) che ha un match-point sul 5-4. Break a zero della francese nell’11° gioco e chiusura 7-5 dopo 3 ore e 11 minuti di contesa.

ALBO D’ORO

2013 Roberta Vinci-Petra Kvitova                       76 61

2014 Alize Cornet-Camila Giorgi                        76 57 75

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WTA Toronto: una nervosa e discontinua Halep rimonta Pegula, in finale andrà a caccia del 24°titolo

Simona Halep torna in finale al Canada Open dopo quattro anni, cercherà il primo titolo a Toronto nella sua 18esima finale ‘1000’

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Simona Halep – WTA Toronto 2022 (foto Gyles Dias via Twitter @NBOtoronto

[15] S. Halep b. [7] J. Pegula 2-6 6-3 6-4

Nella psicologia sportiva si utilizza spesso l’espressione nikefobia, termine di origine greca composto dalle parole nike e phobos, che significano rispettivamente vittoria e paura. Quindi unendo i due sostantivi in un unico concetto, ecco venire fuori quella sindrome che comunemente affligge gli atleti: ‘la paura di vincere’. Ebbene questo principio legato alla mentalità nello sport, è stato il vero leitmotiv della prima semifinale di scena a Toronto del National Bank Open presented by Rogers. Un match che ha visto prevalere la tds n. 15 Simona Halep sulla n. 7 del tabellone Jessica Pegula, in rimonta per 2-6 6-3 6-4 dopo 2h14, nel quale ci sono stati ben 11 game decisi ai vantaggi, di cui 5 nel terzo set (4 nei primi quattro giochi).

Ma soprattutto, ogni qualvolta si aveva la sensazione che una delle due protagoniste avesse sferrato il colpo decisivo, puntualmente l’altra riusciva a trovare energie inattese e a ribaltare l’inerzia. Basti pensare che l’americana ha avuto l’opportunità per salire sul 3-1 e servizio nella frazione finale, ritrovandosi invece sotto 4-2, o ancora non ha sfruttato due palle break in apertura di secondo parziale. Questa costante instabilità, che ha condizionato l’intero match, ha reso nervose le due giocatrici: specialmente Halep, quasi mai vista così su di giri, chiedere per credere alla sua povera racchetta. Alla fine l’esperienza ha fornito quello spunto in più alla rumena, complice una Pegula spentasi dopo una prima parte di gara dominata, con una performance in risposta e di dritto così opposta al resto della sfida difficilmente riverificabile. Tuttavia per Simona in ottica finale, c’è da registrare la seconda si servizio: 10 doppi falli, molti nei momenti più caldi, e solo il 44% di punti vinti.

 

L’ex n. 1 contro la vincente di Pliskova/Haddad Maia, andrà a caccia del 24°titolo in carriera, il nono a livello di categoria ‘1000’, nei quali quella di domani sarà la diciottesima finale in assoluto. Ritorna invece nell’ultimo atto del Canada Open dopo quattro anni, vittoria nel 2018 a Montreal su Stephens, e cercherà il terzo titolo – trionfò sempre nel Quebec e sempre contro un’americana, Keys, nel 2016 -. A Toronto vanta come miglior risultato, l’atto conclusivo del 2015 dove perse da Bencic; per la rumena è la seconda finale stagionale dopo il successo ad inizio anno a Melbourne su Kudermetova.

IL MATCH – Inizio da incubo per Halep, che nel primo game della partita commette due doppi falli da destra e più in generale vede la propria prima di servizio latitare parecchio: in un gioco da 8 punti per cinque volte la rumena è costretta a dover ripiegare sulla seconda. Dal canto suo ha invece tutt’altra partenza Pegula, che facendo leva sull’evidenti difficoltà dell’avversaria con il fondamentale d’inizio gioco ha un approccio alla sfida dirompente, attraverso una sistematica pressione imposta alla n. 7 del mondo mediante una favolosa risposta di dritto.

Jessica oltre a prendere immediatamente il controllo del punto, con queste ribattute eseguite in grande anticipo, dimostra fin da subito l’intenzione di variare maggiormente il gioco per evitare d’infilarsi negli scambi di resistenza e solidità da fondo, dove chiaramente l’ex n. 1 del ranking avrebbe vita sin troppo facile: così la statunitense modifica costantemente altezza e traiettoria delle proprie esecuzioni, alternando rovesci in top spin molto carici, con parabole abbastanza spinte, a quelli tagliati per fornire palle più basse e insidiose a Simo. Le straordinarie capacità difensive della tds n. 15 del tabellone, le permettono di salvarsi nel primo gioco del match annullando una palla break, che fa capire appieno la prospettiva del duello: una battaglia su ogni singolo quindici.

Anche se, nel terzo game ritornano i problemi in battuta per la due volte campionessa Slam: questa volta la prima opportunità è fatale all’allieva di Mouratoglou, con la 28enne di Buffalo che ancora supportata da una stratosferica abilità nell’anticipare la risposta di dritto – straordinaria da vedere quando riesce a mettere i piedi in campo – breakka e sale 2-1. Jes è brillantissima, nonostante ciò nel game successivo perde un po’ le misure del campo dalla parte del dritto, fino a quel momento scintillante, e Halep non si fa pregare arrampicandosi sul 15-40. A questo punto, tuttavia, i ruoli si scambiano ed è Pegula ad entrare in versione muro di gomma: la giocatrice a stelle e strisce risale la china frantumando anche una terza opportunità di contro-break ai vantaggi.

La 30enne di Costanza è stranamente nervosa, ed inevitabilmente i suoi nervi cedono all’intemperie dell’adrenalina e della rabbia dopo aver visto le chance per rimettersi in scia, sfumare via inesorabilmente. Inoltre continuano a materializzarsi enormi grattacapi per la due volte campionessa del torneo, a causa di un servizio totalmente fragile, soprattutto sulla seconda Simona è veramente in perenne agonia. Non è un caso infatti che la n. 15 WTA sia autrice di doppi falli a ripetizione, che mandano Pegula addirittura avanti sul 4-1 pesante con il secondo break sigillato a 0.

Con il set ormai compromesso, Halep perde pienamente le staffe scaraventando ripetutamente la racchetta sul campo. La n. 1 del tennis femminile d’oltreoceano sta semplicemente fornendo una prestazione perfetta, condita anche da una strabiliante verticalizzazione del gioco che la porta a mostrare tutte le sue eccezionali doti al volo nei pressi della rete. E così dopo 35 minuti, nei quali la regina di Wimbledon 2019 riesce appena in tempo a conquistare il suo secondo turno di servizio, l’americana vince 6-2 il parziale inaugurale.

L’inizio del secondo set sembrerebbe ripercorrere le stesse orme dell’avvio di gara, con l’attuale top 10 in campo a guadagnarsi immediatamente due possibilità per l’allungo, anche nella seconda frazione. Ma come accaduto in precedenza – ad inizio partita – Halep rimonta dal 15-40 e va sul 1-0 con un ace, perché il cuore di una campionessa non muore mai. Ecco che però arriva puntuale il momento di rottura rispetto all’andamento del set d’apertura, in questa circostanza la rumena fa subito sentire sulle spalle di Jes il peso delle occasioni mancate: la 30enne di Costanza trova finalmente profondità nei colpi, ma anche maggiore penetrazione a livello di timing, e può perciò centrare il primo break della sua partita.

Questo strappo, in verità, da inizio ad un frangente della sfida dove la qualità della contesa cala vistosamente: si susseguono infatti altri due break consecutivi con Simona che prima restituisce e poi si riprende il vantaggio. Tanti errori la fanno da padrona in questo momento, ma in particolar modo crescono e non poco quelli di Pegula, la quale gioca due turni di fila in battuta completamente disastrosi. Ebbene, dopo 31 minuti di secondo set, l’inerzia si è totalmente invertita ed è bastato un attimo per far sì che Halep volasse sul 4-1. Simo ora dovrebbe piazzare l’accelerata decisiva facendo fruttare i gratuiti della newyorkese, prima che l’americana si riprenda dal torpore nel quale si è imbrigliata dopo aver dominato il primo set; la rumena arriverebbe pure a due punti dal doppio break – in termini di punteggio sarebbe valso il 5-1 – ma manca di killer instinct.

Perciò è costretta a fronteggiare quattro break point nel settimo game, che avrebbero rimesso nuovamente tutto in discussione, ma per sua fortuna dopo 14 punti un po’ per demeriti della n. 7, un po’ per la propria forza di volontà di non mollare mai; la 30enne di Costanza mantiene la testa del set. Si giunge dunque al momento della verità, e pur tormentata dal 5 doppio errore della sua partita, Halep non si scompone e rimanda il verdetto al terzo (6-3 in 45 minuti).

I colpi della n. 15 adesso sono incisivi, ha ritrovato quella sua consueta forza nel palleggio prolungato da fondo: ora Pegula non riesce più a sfondare, a differenza del primo parziale dove era la rumena a dover fare gli straordinari per vincere un punto. E difatti la rottura della 28enne di Buffalo prosegue anche in apertura del set decisivo, l’ex n. 1 è in assoluto controllo gestendo alla perfezione ogni singolo quindici tra soluzioni piatte e colpi più lavorati.

Jessica capisce allora che deve provare a compiere il forcing finale, altrimenti l’avversaria non sarebbe più raggiungibile, e ritorna così a scompaginare i piani rumeni attraverso la smorzata. Ma il problema di Simona continua a riscontrare le proprie radici nella seconda di servizio, altri due doppi falli forniscono sul piatto d’argento, alla settima forza del seeding, il contro-break. Addirittura potrebbe verificarsi il terzo strappo in altrettanti game nel set, ma la possibilità di nuovo allungo rumeno si frantuma, così come rischia di fare la stessa fine la racchetta di Simona. Oramai siamo entrati nella fase ‘psicodramma’, la costanza negativa torna a far visita – 8 doppio fallo – ad Halep, che è vittima di un passaggio a vuoto: va sotto 0-40, ma Pegula spreca le tre occasioni più anche una quarta ai vantaggi, per via di un dritto sopito dalla sindrome della paura di vincere.

Potevamo essere 3-1 per l’americana, ed invece Jessica dopo le chance gettate al vento per la prima volta vede i propri nervi perdere di lucidità: parziale di 10 punti a 1 per la n. 15, con l’ennesimo ribaltamento del match che certifica il 4-2 in favore di Halep. Jessica ormai ha smarrito completamente l’impatto con palla e concede il doppio break, ma se pensate che siamo vicini alla conclusione vi sbagliate di grosso; Simona non ha il giusto cinismo e si fa recuperare uno dei due break. Tuttavia si procura due match point nel nono game, ma la racchetta dell’ex n. 1 percossa svariate volte sul terreno fa capire come ambedue non vengano sfruttati. L’ultima risorsa per Halep è rifugiarsi sotto l’asciugamano, estraniamento dalla realtà che porta i suoi frutti: il secondo tentativo di servire per il match è quello buono, il terzo match ball pone fine ad un terzo set a dir poco thriller.

IL TABELLONE DEL WTA 1000 DI TORONTO

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Eugenie Bouchard stavolta torna davvero: è in tabellone al WTA 125 di Vancouver

La tennista canadese riparte grazie a una wild card: sfiderà Hartono dopo un lungo periodo di assenza dai campi

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Eugenie Bouchard torna in campo. Stavolta per davvero, a meno di sorprese mai da escludere. La canadese, 28 anni, è nel tabellone del WTA 125 in programma a Vancouver, Canada, a partire dal 15 agosto.

Sarà l’olandese Arianne Hartono l’avversaria di Genie nel suo primo match dal 17 marzo 2021, quando a Monterrey perse contro Lin Zhu; nel giugno seguente, la ventottenne canadese ha subìto un intervento alla spalla destra e poi c’è stata una riabilitazione andata per le lunghe più del previsto. Il rientro ai tornei era in un primo momento previsto per Wimbledon, ma l’assenza di punti in palio ha convinto Bouchard a rinunciarvi. 

Bouchard, che al top della forma – era il 2014 – raggiunse semifinale ad Australian Open e Roland Garros e finale a Wimbledon, tenta ora una lunga risalita. A 28 anni Genie ha ancora il tempo per ricominciare da capo. Servirà una grande costanza nel lavoro perché il percorso è di quelli durissimi: vedremo se la star canadese riuscirà nel suo intento. 

 

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WTA Toronto, Simona Halep: “Prima di Mouratoglou avevo perso motivazione, lui mi ha ridato il fuoco”

“Sono una persona migliore rispetto a quattro anni fa”. Le parole della rumena Halep dopo la vittoria su Gauff: “Coco è migliorata, non regala niente”

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Halep

Continua a macinare buoni risultati Simona Halep quest’anno, la si vede spesso in fondo ai tornei (questa è la settima semifinale dell’anno, seconda in un 1000), eppure rimane con una sola vittoria conquistata, quella a Melbourne ad inizio anno. Ieri ha però fornito un’ottima prestazione contro Coco Gauff, che ben aveva figurato agli ottavi, riuscendo a batterla in due set. Alla luce di ciò, e considerando che la rumena già ha vinto in Canada quattro anni fa (a Montreal, ma l’anno prima anche a Toronto), con l’attuale tabellone si può sognare, e non a caso in conferenza stampa appare non solo cordiale come al solito, ma anche fiduciosa, ben rilassata, spaziando da domande su quanto sia maturata all’importanza di Mouratoglou.

D: “Hai un eccellente record contro Coco, che oggi è continuato. Parlaci del durante la partita

Halep :”Ho sentito che era un po’ più difficile oggi, ha servito molto forte, e in realtà è sempre stata dura contro di lei. Ma sono davvero contenta di come sono rimasta lì forte mentalmente e ho lottato per ogni punto, che era davvero importante perché lei stava facendo la stessa cosa

 

D: “Hai vinto l’ultima volta in Canada quattro anni fa. Sono curioso di sapere come è cambiato o si è evoluto il tuo gioco in questi quattro anni?

Halep: “Ci sono molti anni, quattro, sono cambiata molto, anche come persona. Da giocatrice, non so esattamente cosa ho fatto, ma sento di essere migliorata in molti aspetti. La pandemia è arrivata, quindi penso che sia stata un po’ una lotta per tutti. Ma sono una persona e una giocatrice migliore, quindi questo mi aiuta e mi dà fiducia per lavorare sodo e guardare avanti per il prossimo torneo. E solo per combattere per ogni partita che gioco. Penso che questa sia la cosa migliore da fare dopo così tanti anni in tour

D: “Penso che questo sia il primo giorno in cui Patrick [Mouratoglou] si è seduto nel tuo box questa settimana. Ovviamente è stata davvero una grande novità quando hai deciso di lavorare con lui. Allora, cosa ha portato nel tuo gioco quest’anno? E perché è stato così importante per te lavorare con lui in questa fase della tua carriera mentre stai cercando di portare il tuo gioco al livello successivo?

Halep: “Bene, per prima cosa direi che, prima di incontrarlo, ero super giù con la mia motivazione, come se non potessi continuare a lavorare. E avevo quasi finito con il tennis. Lui ha riportato indietro questo fuoco e la motivazione, confidava nel fatto che posso ancora giocare un buon tennis. E me lo ha trasferito. Stiamo facendo una buona squadra, secondo me. Mi fido di lui e di quello che stiamo facendo. E posso dimostrarlo con i risultati perché sono di nuovo in semifinale. Quindi sto migliorando. Sto lavorando duramente. Spero di poter fare molto meglio in futuro

D: “Finora questa è stata la più serrata delle tue quattro partite con Coco. Come è migliorata dal vostro primo incontro a Wimbledon negli ottavi di finale e cosa hai notato di lei oggi?

Halep: “È un po’ più forte, colpisce più forte. E il servizio è stato molto più forte oggi. Il rovescio è sempre difficile. Quindi, sì, penso che sia migliorata molto dall’ultima volta che abbiamo giocato. Ma, come ho detto all’inizio, è sempre difficile giocare contro di lei. E non si sa mai, perché sta combattendo fino alla fine, e in realtà non ti dà un punto. Quindi devi restare lì e combattere

D: “Vorrei i tuoi pensieri sulla tua prossima avversaria in semifinale, Jessica Pegula

Halep: “Non credo che abbiamo giocato una contro l’altra, quindi sarà una grande sfida affrontare un nuovo avversario. È sempre così. Ma sarà la semifinale, quindi di sicuro giocherà un buon tennis. È solida, lei è già al top, e ha avuto un anno davvero buono. E anche l’anno scorso. Ma come dico sempre, mi concentrerò su me stessa e combatterò per la partita come ho sempre fatto qui

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