Roland Garros, doppio: primo trofeo del Grande Slam per Dodig-Melo

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Roland Garros, doppio: primo trofeo del Grande Slam per Dodig-Melo

Nella finale del torneo di doppio al Roland Garros, la coppia formata da Ivan Dodig e Marcelo Melo vince in rimonta contro i fratelli Bryan

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Tutto sembrava lasciare intendere che i fratelli Bryan avrebbero conquistato l’ennesimo titolo. Dopo aver vinto il tiratissimo primo set al tie-break, i gemelli americani nel secondo erano riusciti a strappare finalmente il servizio agli avversari e si presagiva una facile conclusione. Non avevano fatto i conti con la coppia testa di serie numero 3: il duo croato-brasiliano formato da Ivan Dodig e Marcelo Melo, con  gioco attento, riusciva a recuperare il break e ad aggiudicarsi il tie-break del secondo. Anche il terzo set si gioca punto a punto sui turni di servizio ed è decisivo il turno di battuta ceduto dai Bryan all’undicesimo gioco per il 6-7(5) 7-6(5) 7-5 finale.

Primo titolo del Grande Slam in assoluto sia per Dodig che per Melo e terzo titolo conquistato in coppia. da quando, nel 2012, i due hanno deciso di fare pressoché “coppia fissa” nel circuito.  Per la prima volta battono i fratelli Bryan in una finale (5-2 i precedenti complessivi fino a ieri in favore degli americani), dai quali avevano perso, tra l’altro, l’unica altra finale slam disputata, a Wimbledon 2013, e la finale delle ATP World Tour Finals dello scorso anno. Ivan Dodig diventa il primo uomo croato a vincere un titolo al Roland Garros (Ivanisevic aveva perso le due finali disputate in doppio nel 1990 e nel 1999), mentre tra le donne vi era riuscita Iva Majoli vincendo il titolo di singolare nel 1997. Il Brasile non lauerava un campione qui a Parigi dal 2001, anno del terzo titolo in singolare maschile per Guga Kuerten.

Per Bob e Mike, 16 titoli del grande slam di doppio sempre in coppia insieme, è rinviato l’appuntamento con il 17 titolo, con il quale raggiungerebbero il record detenuto da John Newcombe (seppur non tutti conquistati nell’era Open).

 

 

 

 

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Roland Garros: primi ottavi parigini per Pegula, ritiro Badosa per un infortunio al polpaccio. Avanti Kasatkina, a casa Cornet. 17esima seconda settimana Major per Keys

Kasatkina prossima avversaria di Camila Giorgi. Fuori per ritiro la spagnola Badosa, dolori anche per Cornet

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Paula Badosa - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Continua l’ecatombe delle teste di serie nel tabellone femminile del Roland Garros 2022, delle 32 presentatesi ai nastri di partenza del torneo ne sono rimaste in gara solamente 11. Ma ciò che sorprende maggiormente non è tanto il numero in sé, seppur assolutamente rilevante, bensì la qualità delle regine che depongono la corona. Sabato, infatti, con l’allineamento del torneo agli ottavi di finale sono uscite di scena anche le forze numero 3 e 7 del seeding: Badosa e Sabalenka. Dopo l’eliminazione della bielorussa per mano di una scintillante Camila Giorgi, il ritiro a partita in corso della spagnola – che non riuscirà dunque ad eguagliare i quarti raggiunti la scorsa edizione – ha sancito che nel quarto round dello Slam parigino saranno presenti solamente due delle prime 10 teste di serie.

Pegula vs Zidansek

Questo perché, oltre all’inarrestabile marcia della n. 1 Swiatek – anche se nel suo terzo turno ha faticato più del previsto con la montenegrina Kovinic – Jessica Pegula (tds n. 10) ha superato la slovena e tds n. 24 Tamara Zidansek, che nel turno precedente ha potuto usufruire del walkover dell’egiziana Sherif, con lo score di 6-1 7-6(2) in quasi un’ora e mezza di gioco (1h29 per l’esattezza). La 28enne di Buffalo conferma, con l’ennesima ottima prestazione, la sua stagione positiva sulla terra battuta, che ha visto la statunitense centrare il traguardo più importante della sua carriera con l’ultimo atto conquistato nell’altura madrilena – che ha rappresentato per lei, la prima finale in un WTA 1000. La n. 11 del mondo si è qualificata per la prima volta al quarto turno del Major di Porte d’Auteuil, portandosi a casa un incontro dai risvolti diametralmente opposti nei due set. Il primo parziale è stato a senso unico in favore della figlia dell’imprenditore Terry Pegula, – proprietario delle franchigie dei Buffalo Bills della National Football League e dei Buffalo Sabres della National Hockey League, con un patrimonio stimato di circa 5 miliardi – che ha lasciato per strada un solo game, indirizzando inesorabilmente la frazione con uno sprint alla partenza da cinque giochi consecutivi. Il set sarebbe potuto essere ancora più rotondo, ma nel sesto game un calo di concentrazione di Jessica ha contribuito a mandare in frantumi tre set point permettendo così alla semifinalista dello scorso Open di Francia di evitare il bagel e di sbloccarsi in una sfida che fino ad allora l’aveva vista totalmente in balia dell’avversaria.

 

L’esito del parziale, però, non poteva essere messo in discussione viste le enormi difficoltà palesate dalla 24enne di Postumia e difatti Tamara nel game che segue si fa strappare il servizio per la quarta volta in altrettanti turni di battuta. Decretando così un 6-1 in mezz’ora, spaccata come un orologio svizzero, senza la minima discussione. Alla ripresa della contesa, il copione sembrava essere il medesimo del set inaugurale dopo il 3-0 di Pegula ad aprire le danze in men che non si dica. Invece, sul 3-1 la tennista newyorkese si distrae nuovamente come gli era già capitato quando aveva avuto la chance d’infliggere il bagel alla sua più giovane contendente. A questo punto il set prosegue sul sottile filo dell’equilibrio, con una sola palla break (per Zidansek) nei successivi 8 game. Si arriva così al tiebreak e anche nel jeu décisif, la n. 10 del seeding getta alle ortiche un vantaggio di 3-0 perdendo il servizio due volte di fila. Dopodiché però si scuote e vince i successivi quattro punti, ponendo fine al match. Tra le statistiche più rilevanti, da evidenziare il computo tra i vincenti e gli errori non forzati, nettamente favorevole all’americana (25/18 contro 16/31) con un +7 per lei ed un pesante -16 per la numero 25 del ranking. Un altro dato significativo è il rendimento del servizio, con il 63% di punti vinti con la prima per la tennista nordamericana e solo il 56% per la slovena, ma la vera differenza si è riscontrata sulla seconda: un perentorio 68% di trasformazione (17/25) a fronte di un misero 31%.

Kudermentova vs Badosa
E’ invece durato soltanto un’ora e due minuti il terzo incontro di giornata sul Suzanne Lenglen tra la n. 4 delle classifiche, nonché n. 3 del tabellone Paula Badosa e la russa Veronika Kudermetova. Dopo un primo set vinto 6-3 dalla tennista senza bandiera, in cui ha a discapito di quello che potrebbe far pensare il punteggio c’è stata lotta vera con l’iberica che era partita meglio issandosi sul 2-0 e addirittura avendo a disposizione due break point per il 3-0 “pesante” in un game da 15 punti. La n. 29 WTA, salvatasi dallo spettro del 4-0, ha assestato una striscia, durissima da digerire per la spagnola, di 5 giochi a 1 con la quale ha messo le mani sul primo parziale. Sostanzialmente il match si è concluso qui, poiché dopo aver subito il break sull’1-1 del secondo set la campionessa dell’edizione ottombrina d’Indian Wells ha dovuto alzare bandiera bianca per via di un infortunio al polpaccio destro. Ricordiamo che  Con questo successo la 25enne di Kazan, si porta sul 4-2 nel bilancio degli scontri diretti. La russa infatti ha trionfato nei primi tre confronti diretti con l’ex n. 2 del mondo nativa di Manhattan; nel 2019 in California a livello di semifinale e replicando un anno dopo ad Abu Dhabi e in un altro penultimo atto sulla terra verde di Charleston. Poi però Badosa ha accorciato le distanze vincendo gli ultimi due H2H; (prima di oggi) prendendosi prima la rivincita nei quarti di finale del primo appuntamento del Sunshine Double del 2021 – dove Paula ha ottenuto il risultato più prestigioso della sua attività da professionista – e successivamente superandola nettamente qualche settimana fa in casa in quel di Madrid.

Ultimo terzo turno femminile di questa 126esima edizione del secondo Slam dell’anno, la sfida conclusiva del Day 7 sul Simonne Mathieu tra la tds n. 22 Madison Keys e la numero 16 Elena Rybakina. Scontro inedito tra le due giocatrici, che curiosamente hanno una classifica WTA che corrisponde al loro seed in questo torneo. Da una parte l’ex finalista dello Us Open 2017, che con il successo all’esordio su Kalinskaya ha posto fine ad una serie di cinque sconfitte consecutive contro Top 100 ed ha centrato la sua prima vittoria stagionale sul rosso. Dall’altra la kazaka, che proprio a Parigi lo scorso anno raggiunse il suo primo ottavo di finale in un torneo del Grande Slam e battendo Serena Williams divenne soltanto la terza tennista del suo Paese a qualificarsi per i quarti del Roland Garros. La 22enne di Mosca, naturalizzata kazaka, con il ko odierno ha purtroppo per lei confermato una certa tendenza negativa, che l’ha vista perdere 11 delle ultime 15 partite contro Top 50, di cui 6 delle ultime 7 partite. L’ex n. 7 del mondo si è vista scippare il primo set, grazie al break maturato nell’ottavo gioco, nel quale si sono materializzate le prime opportunità in risposta del match. Al momento di chiudere abbiamo assistito al game più combattuto del set, (15 punti giocati) dopo un’intera frazione nel segno dell’equilibrio e dei servizi, dove Elena ha dovuto fronteggiare tre palle del contro-break.

Annullate tutte e tre le occasioni, è riuscita a vincere il parziale al terzo set point. A questo punto è partita la rimonta di Keys che annichilisce l’asiatica 6-1, poteva anche essere 6-0 – set ball cancellato da Rybakina nel sesto game – e trascina il duello alla frazione finale. Un terzo set bellissimo, molto emozionante con nessuna delle due protagoniste che vuole scoprirsi troppo per non commettere l’errore fatale. Una sola palla break sul 4-4 per l’ex n. 12 del mondo, che convertita l’avrebbe portata servire per il match. Non colta la chance, si giunge al tiebreak; l’esito finale più giusto di un match ricco di pathos. Al super tiebreak conclusivo s’impone Madison per 10 punti a 3, un dominio frutto del 6-0 di apertura del gioco decisivo che ha reso sostanzialmente vano l’equilibrio perdurato nel set. Con questa affermazione per la 17esima volta nella carriera Keys si guadagna la seconda settimana nei Major, in un bilancio complessivo che a questo punto degli Slam recita 17-5. A Parigi è riuscita a sfondare il muro del terzo turno in tre occasioni; le ultime nel 2018 quando giunse in semifinale e un anno più tardi quando invece si fermò nei quarti.

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

Q. Zheng b. A. Cornet 6-0 3-0 rit. (Pellegrino Dell’Anno)

Qinwen Zheng non si ferma: dopo la sorprendente vittoria con Simona Halep (di mezzo anche l’attacco di panico della rumena), avanza al quarto turno superando la padrona di casa Alizè Cornet, costretta però al ritiro a inizio del secondo set. Il risultato finale è di 6-0 3-0, prima del forfait della francese, che aveva fatto sperare il pubblico dopo la bella vittoria al secondo turno contro Ostapenko, n.13 del seeding. I problemi della n.40 al mondo erano chiari già nel primo, non avendo vinto neanche un punto sulla prima della cinese, da parte sua brava tatticamente a usare ben 10 volte la smorzata per stancare la sua avversaria, che purtroppo nulla ha potuto contro i problemi fisici. E allora strada spianata ai giovani, verrebbe da dire: Zheng, classe 2002, all’esordio nello Slam rosso centra il quarto turno, prenotando soprattutto il posto dell’avversaria di Iga Swiatekla cannibale n.1 al mondo. Miracoli suoi e un po’ di fortuna finora per la n.77 al mondo, che se vorrà avere una flebile speranza contro la polacca dovrà attingere a piene mani da entrambi questi calderoni.

[20] D. Kasatkina b. S. Rogers 6-3 6-2

Non serve il ritiro dell’avversario invece a Daria Kasatkina, che prosegue l’ottimo momento di forma battendo senza neanche troppo sforzo 6-3 6-2 Shelby Rogers, giocatrice certo meno adatta alla superficie della russa. L’ex n.10 al mondo(qui già tra le migliori 8 quattro anni fa) fa la differenza sul servizio e sulla solidità. 72% di punti vinti con la prima e solo due palle break concesse a fronte di 11 (5 concretizzate), e soprattutto solo 7 errori non forzati, una miseria. Certo pochi i suoi 15 vincenti rispetto ai 28 dell’americana, che ha anche però regalato ben 41 punti, gettando lì la partita in pratica. Dunque vince e convince Daria Kasatkina, che al prossimo turno affronterà Camila Giorgi vittoriosa su Aryna Sabalenka, in una partita molto aperta, dove la russa, se aggiungerà un po’ di vincenti e qualche variazione alla solidità odierna, potrebbe anche essere leggermente favorita.

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

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Roland Garros – Sonego illumina e illude, ma alla fine vince Ruud [VIDEO]

Perso il primo set, Lorenzo Sonego gioca due ore di grande tennis, prima di cedere alla distanza contro un Casper Ruud che ritrova la sua proverbiale solidità a partire dalla metà del quarto set

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Lorenzo Sonego - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

[8] C. Ruud b. [32] L. Sonego 6-2 6-7(3) 1-6 6-4 6-3

Dal nostro inviato a Parigi

Ad un certo punto sembrava molto probabile che per la prima volta nell’era Open potessero esserci due italiani agli ottavi di uno Slam sia in campo maschile che in quello femminile. È stato quando Lorenzo Sonego si è trovato in vantaggio per due set a uno contro Ruud giocando un tennis scintillante. Purtroppo il sogno è svanito alla fine del quarto set, quando la benzina ha cominciato a scarseggiare e Lorenzo ha giocato un bruttissimo decimo game che ha consegnato il set all’avversario. Va dato merito a Ruud di esser riuscito a rimettere in piedi la partita, tornando ad esprimersi ai suoi livelli, dopo che per quasi due ore era stato sballottato a destra e sinistra dal dritto di Sonego. Per il norvegese adesso il polacco Hurkacz: tra i due non ci sono precedenti.

 

Il sole finalmente scalda il Roland-Garros in questo tardo sabato pomeriggio, invogliando gli spettatori a riempire le tribune del campo 14. Anche perché per chi ha il biglietto “ground” – ovvero quello che permette l’accesso a tutti i campi eccetto i tre principali – il match tra Ruud e Sonego è sicuramente uno di quelli più interessanti a disposizione. Si parte senza sussulti, ma l’equilibrio inziale dura una quindicina di minuti, prima che l’applicazione chirurgica di Ruud dello schema tattico studiato nel pre-partita – insistere sul punto debole dell’italiano, il rovescio, per aprirsi il campo e affondare con il dritto – inizi a dare i suoi frutti. Il primo break arriva al sesto gioco. Sonego cerca di uscire dalla trappola, cercando di spostarsi per colpire di dritto, rischiando anche tantissimo, e cercando di variare il gioco per creare al norvegese qualche problema non previsto sulla carta. Ma il punto con cui subisce il secondo break e perde il primo parziale è rappresentativo di come il n. 8 del mondo sia al momento in controllo del match: Sonego tenta la sorpresa del serve & volley e non gli riesce neanche male, ma Ruud arriva e piazza un lob millimetrico, per chiudere il primo parziale 6-2 in 33 minuti.

Sappiamo che Sonego non è il tipo che si arrende facilmente, è infatti inizia il secondo set senza strascichi mentali per il parziale perso. Continua a prendersi tanti rischi con il dritto il tennista torinese, ma in effetti è l’unica strada per cercare di creare qualche piccola crepa nel solidissimo muro norvegese. Quasi ci riesce nel quinto gioco, quando si procura la prima palla break, che purtroppo sfuma per il suo 13esimo errore non forzato. Ma Sonego non demorde ed il differenziale tra vincenti (praticamente tutti di dritto) e non forzati comincia a diventare significativamente positivo. Ruud comincia ad essere meno a suo agio e inizia a concedere anche qualcosina, come pronosticato dallo stesso Sonego poco prima dopo l’ennesimo punto da fondo del 23enne di Oslo (“Stai lì, che prima o poi qualcosa concede”, parole abilmente colte dal collega Garofalo, seduto in prossimità del campo). Poco, ma considerato il tipo (due unforced nell’intero primo set) è già tanto. Ed ecco che il break a favore del tennista azzurro arriva nel game successivo, grazie ad un vincente di dritto dopo il quale chiede l’applauso del pubblico, che non si fa pregare – anche perché è quasi composto da italiani, come i due tifosi che all’inizio del secondo erano entrati rassicurando Sonego: “Lollo siamo qui”) – e accoglie immediatamente l’appello di Lorenzo, che consolida il vantaggio sul 5-3. Ma Ruud non si fa impressionare dalla grinta del torinese e non si impietosisce di fronte alla voglia del pubblico di vedere un match combattuto: infila un 12-1, con controbreak a zero, che gli vale il sorpasso sul 6-5, sugellato con il terzo ace dell’incontro. Sonego però non demorde e si conquista il diritto (meritato) di giocarsi il parziale al tie-break. Che inizia sotto il segno dell’equilibrio, prima che il n. 35 entri in trance agonistica e infili 4 punti consecutivi (con due vincenti). Sulle tribune si esulta, 7-6 Sonego e un set pari.

Lorenzo è on fire, anche grazie alla sua capacità di trovare energie dal sostegno il pubblico, che stasera sicuramente non gli manca. Continua a macinare vincenti di dritto ed i nove con cui inizia il terzo set gli valgono l’allungo sul 3-0. Ruud è in difficoltà, tanto da provare soluzioni che non si sono congeniali, ovvero cercare rapidamente il colpo vincente da fondo. Il doppio fallo con cui cede il secondo servizio certifica la confusione tecnica e tattica del norvegese. Ma tantissimo merito va a Sonego, che ora domina letteralmente, continua picchiare con il dritto e ora si permette anche di far match pari sulla diagonale debole di rovescio. Il set si chiude con un vincente lungolinea di rovescio e una smorzata vincente di Lollo: 6-1 Sonego, in 34 minuti. In questo momento, dopo due ore di gioco, il top 10 in campo sembra lui.

Nel quarto set Ruud ritrova la prima di servizio, assente ingiustificata nel parziale precedente (solo il 50% in campo e il 44% dei punti vinti) e questo gli permette di restare agganciato a Sonego, che continua a martellare in maniera impressionante con il dritto. Ma capace anche di usare il fioretto da quella parte, con delle smorzate vincenti che lasciano di sasso il norvegese. Che seppur ancora un po’ in confusione, come dimostrato da un paio di scelte tattiche discutibili (come una discesa a rete sul colpo più in fiducia di Sonego, il dritto), riesce ad issarsi sul 5-4. Quando Sonego serve per rimanere nel set i due sono appaiati per numero di punti, 105 a testa. Purtroppo alla fine del game si ritrovano appaiati anche nel numero di set: Sonego gioca un brutto game, in cui non riesce a sfondare l’avversario come fatto fino a poco prima, e con un paio di gratuiti consegna il parziale al n. 8 del seeding, 6-4 Rudd e si va al quinto, dopo quasi tre ore di gioco.

La sensazione è che il treno per Sonego sia passato alla fine del quarto set e difficilmente passerà di nuovo. Ruud è di nuovo tonico e reattivo, mentre la spia della benzina di Sonego comincia ad accendersi, anche perché obiettivamente era difficile chiedergli di continuare a giocare ai livelli stratosferici delle ultime due ore. Il 27enne piemontese non vuole arrendersi, si inventa un dritto incrociato stretto che lascia stupefatto il suo avversario per poi impattare sull’1-1, ma da lì Ruud infila un parziale di 12 punti a 1, con Lorenzo in evidente debito di ossigeno, che gli vale il 4-1. Con orgoglio l’azzurro tiene il servizio per cercare di procurarsi ancora un’ultima chance, ma i due ace che Ruud piazza nel settimo game fanno capire che il semifinalista di Roma (sconfitto da Djokovic) non intende dargliela. Non ci sono ulteriori sussulti e dopo quasi tre ore e mezza di gioco, Ruud chiude 6-3 e raggiunge così per la prima volta gli ottavi a Parigi (seconda volta in uno Slam, dopo Melbourne 2021).

A fine match il direttore Scanagatta ha chiesto a Ruud riguardo alla battaglia di questa sera che Lorenzo ha giudicato il suo miglior match della carriera nonostante la sconfitta:
“In un match al meglio dei 5 set capita che ci siano momenti, periodi dove si gioca bene e altri dove si sbaglia di più. Ma per quasi 3 set Lorenzo ha giocato molto bene, ha trovato molti vincenti sia di dritto che di rovescio anche quando era sotto pressione. A un certo punto era diventato complicato per me perché non sapevo più da che parte tirare, perché era aggressivo da tutte le parti e serviva bene. Ma mi sono detto che in un match su 5 set potevo sperare che a un certo punto il suo livello scendesse un pochino e a quel punto avrei potuto scambiare con lui. Fortunatamente per me nell’ultimo game del quarto set ha fatto un paio di errori, sono riuscito a recuperare qualche palla per fargli il break.
In questo tipo di partite è positivo aver giocato già match al quinto: anche se sono giovane penso di aver già giocato una decina di match al quinto set in carriera e penso che questo mi abbia un po’ aiutato.

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Roland Garros, Giorgi gioisce: “Il mio miglior tennis, una partita particolare per me “

“Come in tutti i tornei, può vincere chiunque” afferma Camila Giorgi dopo il successo su Sabalenka. Ora gli ottavi contro Kasatkina

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Camila Giorgi - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Ottima prestazione di Camila Giorgi, vittoriosa in rimonta sulla testa di serie n.7 Aryna Sabalenka, 4-6 6-1 6-0 l’altalenante score della partita. La tennista marchigiana anche abbastanza loquace per i suoi standard in conferenza stampa, rispondendo sia in inglese che in italiano.

Domande in inglese, tradotte:
Camila, quanto sei felice, soprattutto con quegli ultimi due set in cui hai perso appena un game.
CAMILA GIORGI: Penso di aver giocato alla grande e il mio miglior tennis credo, soprattutto dopo quest’anno che non ho giocato così tanto, quindi sono molto felice.

Congratulazioni per il tuo francese e per il tuo tennis. Pensi che Sabalenka renda le cose complesse contro di te?
CAMILA GIORGI: Penso che sia stata una grande partita. È stata una partita molto bella e soprattutto là fuori è un nuovo stadio, quindi penso che sia stato davvero divertente giocarci. Ambiente molto carino.

 

Ora le domande in italiano, con le prime due rivolte dal direttore Ubaldo Scanagatta:
C’è un’altra partita della tua carriera che puoi paragonare in cui hai giocato altrettanto bene e che ti da altrettanta soddisfazione?
CAMILA GIORGI: No, secondo me no. Questa partita è stata molto particolare perché come detto quest’anno ho giocato estremamente poco e per me è una cosa bellissima essere qui.

Solo Swiatek è rimasta in gara delle prime 10 teste di serie. Questo vuol dire che può vincere chiunque?
CAMILA GIORGI: Sì, come in tutti i tornei secondo me, nel tennis femminile è così.

Fisicamente come ti senti?
CAMILA GIORGI: Fisicamente è una prestazione molto positiva e mi sento bene. Con il mio babbo abbiamo lavorato per tre giorni molto intensi prima di venire qui al Roland Garros; abbiamo lavorato tanto anche per le cose in campo e si vede dal risultato.

Il fatto di non aver giocato molto nell’ultimo periodo ti può aver dato una carica extra?
CAMILA GIORGI: Non so se l’aver giocato meno può avermi dato una carica in più. Sto giocando bene in questo torneo e quello è l’importante, sul passato non sto molto lì a pensare a quello che è successo. Contenta per la prestazione dopo non aver giocato tanti tornei dopo l’Australia. Felice.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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