ATP Halle: Seppi in semi contro Nishikori. Tornado Federer, Karlovic da record!

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ATP Halle: Seppi in semi contro Nishikori. Tornado Federer, Karlovic da record!

Roger Federer passeggia in poco più di un’ora su Florian Mayer, senza concedere palle break. Ivo Karlovic segna il record assoluto in un match 2 su 3, servendo 45 aces per eliminare Tomas Berdych. Kei Nishikori argina la potenza di Janowicz e ottiene la seconda semifinale consecutiva a Halle, mentre Seppi approfitta del ritiro di Monfils sul 6-1 1-0

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A. Seppi b. [4] G.Monfils  6-1 1-0 rit.  (da Halle, Roberto Dell’Olivo)

Andreas Seppi in semifinale ad Halle. “Non so cosa aspettarmi da Monfils” ci aveva detto ieri dopo il match vinto contro Robredo, ma il ritiro del francese dopo soli 32 minuti era davvero impossibile da pronosticare. Dopo qualche difficoltà a portare a casa il primo turno di battuta, Seppi chiude a rete una volée che Gael cerca invano di raggiungere: scivola, allunga la gamba destra e cade vicino alla panchina, a ridosso dei tabelloni pubblicitari. Si rialza ma di fatto non gioca più a tennis; cammina ma non riesce più a correre, tanto da chiedere un medical time out. Sul 3-0 per Andreas, Monfils esce dal campo, ma il danno è irreparabile. Si va 5-0 con il francese a vincere, quasi per disperazione, un proprio turno di servizio, grazie solo alle sue battute. Seppi resta lì, certo non può perdere una tale occasione. Finisce il primo set 6-1 in 22 minuti. A seguire l’ estremo tentativo, con il fisioterapista in campo nell’intervallo, a controllare la coscia destra del povero Monfils, che si ritira sull’1-0, 30-15 per Seppi.

Il francese abbandona l’erba di Halle, mentre Andreas vince il lascia passare per le semifinali. La sua prima ad Halle, la terza della stagione dopo Doha e Zagabria. Punti d’oro per la classifica dell’altoatesino, attualmente al numero 45, che approfitta anche del passaggio di categoria di Halle da Atp 250 a 500. Ora, con qualche energia risparmiata, l’ostacolo Nishikori, che invece ha lottato per avere la meglio al terzo di Janowicz.

 

Dopo Federer–Karlovic, programmata alle 13, non prima delle 16 l’appuntamento con Halle domani è per la semifinale Seppi-Nishikori, assolutamente da non perdere. Negli scontri diretti il giapponese è avanti 2-1, ma Andreas ha vinto l’unico confronto sull’erba, nel 2013 in cinque set nella nobile Wimbledon.

[1] R. Federer b. [PR] F. Mayer 6-0 7-6(1) (da Halle, Roberto Dell’Olivo)

Tredicesimo quarto di finale ad Halle per Roger Federer, finalista per ben nove volte , con all’attivo sette trofei. Dopo aver battuto a fatica Kohlschreiber all’esordio lunedì, un altro tedesco sul cammino di Federer. Florian Mayer, che gioca per la quarta volta un quarto in questo torneo, numero 18 Atp nel 2011, nel main draw con la classifica protetta. Il tedesco è numero 487, a  ausa di un grave infortunio all’inguine, che risale ancora al torneo di Miami del 2014. Un anno addirittura di stop, prima del rientro ad aprile di quest’anno, con la vittoria su Youzhny a Montecarlo, ed ora il ritorno sull’erba, una superfice che ben si adatta al suo gioco, fatto di back di rovescio, palle corte e discese a rete.  Caratteristiche che gli hanno permesso di superare nei primi turni Struff e Johnson, ma che nulla possono contro la versione odierna di Roger. Un Federer aggressivo, come non mai. In attacco fin dal primo quindici, pronto a rispondere ben dentro la linea di fondo campo e così il primo set vola, in 19 minuti finisce 6-0. E c’è subito una palla break per lo svizzero anche all’inizio del secondo set. Qui Mayer prende un po’ di coraggio, cerca di lasciare andare il braccio e riesce a vincere il primo game, salutato da un’ovazione del pubblico di Halle che vuole, o almeno spera, di vedere un po’ di partita.

Anche perché piove a dirotto , la pioggia batte all’impazzata sul tetto del Gerry Weber stadium, a momenti si fa fatica addirittura a sentire perfino la chiamata dei giudici di linea. Nel cambio campo la regia musicale non perde l’occasione di farci sentire qualche nota di “Raindrops Keep Fallin’ On My Head” canzone scritta da Burt Bucarach e meglio conosciuta in Italia col nome di “Gocce di pioggia su di me”.

E forse proprio per evitare di bagnarsi nel tragitto a piedi, pur breve, dallo stadio all’hotel, Roger pensa bene di allentare la pressione. Tant’è che ora Mayer riesce almeno a tenere il suo turno di servizio, ben oltre il previsto da Roger Federer. Il tedesco arriva infatti  “quatto quatto” a giocarsi il tie break del secondo set. Giocarsi è per la verità un eufemismo. Finisce 7-1 per Federer che raccoglie gli applausi del “suo” pubblico, con un siparietto fuori programma con dei colpi al volo sotto rete col presentatore tedesco, che su un pallonetto di Roger si permette di infilarlo addirittura con un tweener. Solo ad Halle può succedere tutto questo.

Ed ora per Federer la semifinale meno prevista, contro il giustiziere di Berdych, il gigante Ivo Karlovic, che contro lo svizzero non è mai stato così grande. 12-1 i precedenti per lo svizzero, che si impose l’ultima volta nella sua Basilea l’anno scorso, sempre in semifinale. Ma con oltre 40 ace a partita, il croato va di certo preso con le molle.

[2] K. Nishikori b. J. Janowicz 6-4 5-7 6-3 (Carlo Carnevale)

Lo spavento del secondo parziale non ferma Kei Nishikori, che accede alla sua seconda semifinale consecutiva ad Halle, terza in carriera sull’erba contando Eastbourne 2011 (sconfitte con Federer e Tipsarevic nelle precedenti). Non basta un ottimo Jerzy Janowicz, che potrà consolarsi con il rientro in top50 nella prossima settimana, per tentare l’assalto al suo best ranking di numero 14, ottenuto ad Agosto 2013. Incontro divertente e altamente spettacolare, sopratutto grazie all’estro del polacco, che alle bordate da fondo alterna le consuete smorzate estemporanee. Nishikori vince il primo set strappando il servizio proprio sul 5-4, quando Janowicz misura male in lunghezza due dritti ed è costretto a dirigersi verso la sedia con fare cupo. Il nativo di Lodz resta concentrato, e allunga nel secondo parziale, salvo farsi recuperare proprio al momento di servire per il set, ma dal 5-5 riesce a dare la sportellata decisiva pressando sopratutto con soluzioni lungolinea da entrambi i lati. Nishikori fatica ad arginare l’irruenza dell’avversario, semifinalista a Wimbledon 2013, che cerca di sorprenderlo già in risposta con colpi profondi e bloccati: al giapponese non basta un primo break, subito restituito per il -1 on serve, prima che Janowicz si incarti in cervellotiche palle corte condite da un doppio fallo, per regalare nuovamente il servizio e di fatto non riuscire mai più a rientrare in gara. L’allievo di Chang vince così il primo scontro diretto con Janowicz, e aspetta adesso il vincente tra Monfils e Seppi, che giocheranno l’ultimo match di giornata.

[8] I. Karlovic b. [3] T. Berdych 7-5 6-7(8) 6-3 (Carlo Carnevale)

Berdych-Karlovic

Una autentica grandinata si è abbattuta su Tomas Berdych, nel match inaugurale della giornata di quarti di finale del fresco 500 di Halle. 45 aces, record assoluto per un match due su tre, con cui Ivo Karlovic ha impallinato il ceco in una sparatoria durata più di due ore; il gigante croato raggiunge così la terza semifinale dell’anno, dopo Doha (dove si arrese all’ultimo atto contro Ferrer in tre set) e Delray Beach, dove colse il suo sesto alloro in carriera.

Primo set dall’andamento prevedibile, con sei punti conquistati dal giocatore in risposta fino all’undicesimo gioco, in cui Karlovic tiene sorprendentemente da fondo, complice ovviamente la superficie che gli permette di limitare le aperture e giocare solo di riflesso; si vede addirittura un rarissimo rovescio in top, prima del break che spiana la strada al bombardiere di Zagabria verso la conquista del primo parziale. Karlovic si conferma pessimo cliente per Berdych, cogliendo la quinta vittoria in otto confronti diretti: il bombardamento procede incessante e il secondo set si decide al tiebreak, dopo che Karlovic aveva salvato due delicatissime palle break nel game del 4-4 (inutile specificare l’arma principale di cui si era servito). Nel gioco decisivo Berdych annulla un matchpoint con il servizio, e brucia sulla linea del traguardo l’avversario, costringendolo ad un ostico terzo set, nel quale però Karlovic strappa la battuta in avvio e amministra con estrema e certificata esperienza: lunghe pause tra un punto e l’altro, prime di servizio a tre quarti di velocità (comunque ampiamente sopra i 190 km/h) ma angolate e velenose, discese a rete continue. La palla break annullata nel settimo game è l’unico sussulto che il croato deve smaltire, prima di concedersi un liberatorio ruggito, proponendosi come serio candidato a intralciare il cammino di Federer, se lo svizzero dovesse vincere con Mayer nel pomeriggio.

 Risultati:

[8] I. Karlovic b. [3] T. Berdych 7-5 6-7(8) 6-3
[2] K. Nishikori b. J. Janowicz 6-4 5-7 6-3
[1] R. Federer b. [PR] F. Mayer 6-0 7-6(1)
A. Seppi b. [4] G. Monfils 6-1 1-0 rit.

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Svelato il calendario dei tornei in Australia: nove eventi in programma più la ATP Cup

Tennis Australia ha inviato il calendario dei tornei pre-Australian Open ai giocatori che potrebbero partecipare

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La stagione 2021 tennistica non è ancora finita, ma gli occhi di tutti sono già puntati verso l’Australian Open 2022, che con il suo obbligo vaccinale sta già facendo discutere tutto il mondo del tennis. La seconda tappa a livello ufficiale è il calendario dei tornei previsti prima dello Slam australiano, inviato oggi tramite un memorandum a tutti i tennisti uomini e donne che potrebbero recarsi in Australia grazie alla loro classifica. Adelaide parte ospitando due tornei in contemporanea con l’ATP Cup, una partenza col botto per il circuito femminile che esordirà con un torneo di categoria 500 in programma dal 2 al 9 gennaio.

Il WTA 500 di Adelaide prenderà il posto in calendario del WTA 500 di Abu Dhabi, vinto lo scorso anno da Aryna Sabalenka. Non è da meno l’inizio del calendario ATP, che dal 1 al 9 gennaio vedrà sfidarsi sedici squadre nazionali da tutto il mondo nella Ken Rosewall Arena di Sydney per l’ATP Cup, ormai appuntamento fisso di prestigio dell’inizio di stagione. Ad Adelaide anche un torneo ATP 250, nello slot di calendario l’anno scorso occupato dall’Antalya Open e da Delray Beach. Calendario ricco anche a Melbourne, che dal 4 al 9 gennaio ospiterà ben due tornei WTA di categoria 250 e un ATP 250.

Spazio anche a tornei di categoria minore tra il 3 e il 9 gennaio, con l’ATP80 e ITF60k di Bendigo e Traralgon, entrambi a Victoria. A chiudere la prima settimana di tornei ci sarà il Victoria Wheelchair Open, dedicato al circuito del tennis wheelchair. Sydney sarà impegnata nella seconda settimana, con un altro WTA500 dal 10 al 15 gennaio al Sydney Olympic Park Centre. Nella stessa sede ci sarà un altro ATP250, erede insieme all’altro ATP250 sempre in programma dal 10 al 15 gennaio ad Adelaide dei due tornei vinti lo scorso anno da Jannik Sinner e Daniel Evans.

 

Il Memorial Drive di Adelaide vedrà in scena anche un altro WTA250, a completare quindi il programma pre-Australian Open con ben cinque tornei riservati alle donne. Victoria ospiterà gli ultimi due tornei del programma, il Melbourne Wheelchair Open allo Hume Tennis Center di Victoria e un torneo Juniors di categoria J1 a Traralgon, entrambi dal 15 al 19 gennaio. Nessuna sorpresa invece per la terza e quarta settimana dello swing australiano, con l’Australian Open maschile e femminile in calendario dal 17 al 30 gennaio. Definite anche le date dell’Australian Open Junior, dal 19 al 29 gennaio, e dell’AO Wheelchair Championship, dal 23 al 27 gennaio.

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Nitto ATP Finals: Zverev è impeccabile, Medvedev mai in partita. Secondo titolo di Maestro per Sascha

Il tedesco è ingiocabile al servizio e la sua potenza imbriglia il gioco del russo. Il primo campione delle Finals di Torino è lui

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[3] A. Zverev b. [2] D. Medvedev 6-4 6-4

Prima della finale di oggi, la prima delle Nitto ATP Finals giocata a Torino, era accaduto 10 volte su 18 che in caso di rivincita in finale tra due giocatori che si erano già affrontati nel girone, il perdente della prima sfida avesse poi ribaltato il risultato nell’atto conclusivo. Bene, ora possiamo aggiornare a 11 su 19.

Alexander Zverev gioca il miglior match del torneo solo poche ore dopo aver eliminato Novak Djokovic in semifinale, annichilendo Daniil Medvedev in appena 75 minuti con un 6-4 6-4 che non rende nemmeno giustizia alla sua superiorità in campo. Medvedev aveva vinto le ultime cinque sfide consecutive con il tedesco di cui due negli ultimi giorni: la semifinale di Parigi Bercy e come detto il match di Round Robin vinto al tie-break decisivo martedì pomeriggio.

 

Per Sascha si tratta inoltre del sesto titolo della sua stagione, il più prestigioso, ed è anche il secondo alle ATP Finals dopo quello vinto a Londra nel 2018. La vittoria di oggi è anche la n.59 di un 2021 chiuso in modo trionfale (Zverev non giocherà le Finals di Coppa Davis).

In entrambi i set il break è arrivato piuttosto presto, nel terzo game del primo e nel gioco di apertura del secondo. Da lì in avanti è cominciata una performance sontuosa del tedesco al servizio che chiuderà il match senza concedere alcuna palla break con 8 ace, un solo doppio fallo e l’83% di punti con la prima messa in campo quasi 3 volte su 4 (74%). Molto bene anche nelle scelte di discesa a rete con Medvedev lontanissimo dal campo in risposta (15 punti su 21).

Con simili numeri è già stato miracoloso il fatto che Medvedev abbia raccolto otto giochi complessivi, considerando che anche da fondo campo il russo è apparso molto lontano da una delle sue versioni migliori chiudendo addirittura con un saldo negativo tra vincenti ed errori (14/16), un autentico inedito per il Medvedev visto questa settimana.

Un Medvedev apparso quasi più apatico del solito in campo, incapace di invertire la tendenza di un match apparso da subito in salita. Forse non si aspettava nemmeno che Zverev fosse così fresco 17 ore dopo la battaglia con Djokovic nella seconda semifinale. Eppure quello più stanco dei due sembrava proprio il russo che ieri pomeriggio aveva passeggiato contro Casper Ruud.

Per Zverev si ripete dunque quanto era accaduto a Ivan Lendl nel 1982: ottenere il secondo titolo di Maestro senza ancora aver mai vinto un torneo del Grande Slam. Gli farà piacere sapere che poi Ivan ne ha vinti ben otto e a lui il tempo certamente non manca.

Il tabellone completo

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ATP Finals, è di Zverev la battaglia con Djokovic: sarà finale contro Medvedev

Il tedesco la spunta in quasi due ore e mezza di gioco e centra la sua seconda finale alle ATP Finals. Bello l’abbraccio a fine partita col serbo

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Alexander Zverev (sinistra) e Novak Djokovic (destra) - Nitto ATP Finals Torino 2021 (foto Twitter @atptour)

[3] A. Zverev b. [1] N. Djokovic 7-6 4-6 6-3

Ci si aspettava una battaglia, battaglia è stata. E a vincerla è Alexander Zverev, che elimina il numero uno del mondo Novak Djokovic in tre set e si qualifica per la finale delle ATP Finals, la seconda della sua carriera dopo quella vinta nel 2018 proprio contro il serbo. Il 24enne tedesco ottiene nel sabato sera del PalaAlpitour di Torino la sua quarta vittoria contro il numero uno del mondo, tornando a batterlo dopo il successo in rimonta di quest’estate alle Olimpiadi di Tokyo. È stata una partita equilibrata e molto combattuta, ma il tedesco complessivamente è stato il giocatore migliore: a fine gara sono 35 i suoi vincenti, contro i 27 del serbo, e 24 i suoi errori gratuiti, contro i 29 di Nole.  Zverev è stato bravo a rintuzzare le variazioni di gioco di Djokovic e lo ha battuto spesso anche negli scambi che si sono allungati oltre i nove colpi (il conteggio totale di questo tipo di scambi a fine gara è di 20-10 a favore del vincitore).

Sascha si giocherà il primo titolo sul suolo di Torino contro Daniil Medvedev e di certo arriverà alla finalissima meno riposato del russo, considerando che il campione dello US Open ha giocato nel pomeriggio (vincendo facilmente contro Ruud) e che la semifinale contro Djokovic è durata la bellezza di 2 ore e 28 minuti. Nole, dal canto suo, saluta Torino con un pizzico di amarezza (brutto il passaggio a vuoto che gli è costato il break nel terzo set) e rimanda ulteriormente l’appuntamento con il sesto trionfo alle ATP Finals, un appuntamento che aspetta dal 2015.

 

PRIMO SET: SUPER ZVEREV – Nel primo set regna l’equilibrio, i primi giochi sfilano via con i turni di servizio rispettati senza scossoni: si arriva al 5-4 senza che alcuno dei due giocatori permetta all’avversario di arrivare a 40 in risposta. Questo è dovuto soprattutto all’ottimo rendimento di entrambi al servizio: Nole vanta in questa fase l’81% di prime di servizio “unreturned” e Sascha il 77%, a conferma anche del fatto che la velocità della superficie torinese rende più agevole il compito di chi serve. La situazione inizia a movimentarsi nel decimo gioco, con Zverev al servizio: uno scambio lungo e di altissimo livello si conclude con uno schema palla corta-lob vincente di Djokovic, che chiama l’aiuto del pubblico. Poi Nole piazza la zampata: accelerazione di rovescio lungolinea vincente e prima palla break dell’incontro sul 30-40. Ma Sascha tira una sassata esterna con la prima palla, si salva e fa 5-5. Nel game successivo i ruoli si invertono: è Zverev che arriva a due palle break (15-40). Nole annulla la prima con un’ottima prima slice a uscire, e sulla seconda si inventa una gran cosa: segue a rete la prima palla centrando una gran demi-volée di rovescio. Una prodezza che gli permette di salire successivamente sul 6-5 garantendosi il tie-break. Tie-break che arriva, perchè nel dodicesimo gioco Sascha combina due pasticci con il diritto a punto già mezzo vinto ma poi si aggrappa a San Servizio e sale 6-6. Nel gioco decisivo, Djokovic commette un sanguinoso doppio fallo e Zverev va 3-2, ma restituisce il mini-break con un evitabilissimo errore di diritto. Il 24enne però torna subito avanti leggendo bene una palla corta del serbo aiutato anche dal nastro, che gli sistema la palla sul diritto per chiudere il punto (5-3). Sul 5-4 c’è uno scambio massacrante: Nole tenta di avvolgere l’avversario nella sua ragnatela, ma il tedesco si inventa un rovescio da applausi dal centro del campo (6-4). Ed è buono il primo set point, con la prima vincente: è 7-6 Zverev dopo un’ora esatta di gioco. Ed è un verdetto che può dirsi meritato, se si considera che la bilancia dei vincenti pende nettamente dalla parte del tedesco (14-8), il quale vince il 67% di punti sulla seconda contro il 38% di Nole.

SECONDO SET: LA ZAMPATA DI NOVAK – Segnali di cedimento di Djoko nel secondo gioco del secondo set, ma Zverev, avanti 15-30 in risposta, spreca una ghiotta opportunità mettendo fuori un (per lui) non impossibile passante di diritto in recupero (1-1). Salvo che in quella circostanza, non ci sono grandi scossoni e si arriva al 4-4. Sul servizio tedesco, Nole si fa avanti e sale 15-30 con uno smash, poi prende ancora il centro del campo affondando col diritto e chiudendo con un altro smash: palla break sul 30-40. Ma Zverev la annulla con un ace al centro. Djoko però spara un vincente con il rovescio incrociato, che impatta la linea (inutile il falco chiamato da Zverev): la seconda occasione è quella buona perché il serbo tira fuori una risposta da campione alla prima di servizio del tedesco (5-4). Il numero uno del mondo va a servire per il secondo set (dopo aver piantato un urlaccio al suo box affinché gli venisse portato un collirio al cambio di campo) e, con l’aiutino di Zverev che va fuori giri col rovescio, ha due set point a disposizione: ma concede due errori e il tedesco si arrampica sul 40-40. Qui però l’asso di Belgrado scaglia un ace al centro, ma Zverev non sta a guardare, entra dentro il campo e chiude col diritto. Al momento giusto arriva un’altra prima vincente ma sul quarto set point Zverev risponde alla grande col diritto. Sascha cerca un vincente col rovescio lungo linea ma la palla gli esce, e il quinto set point è quello buono con l’ace al centro di Nole, il sesto del suo match. Al termine di altro set equilibrato è chirurgico il serbo, che al momento giusto si aiuta con il servizio e non concede palle break in questo parziale: dopo un’ora e 49 minuti si va al terzo set.

TERZO SET: ZVEREV NON TREMA – Il turning point è nel quarto game, quando Djokovic si trova a dover fronteggiare due palle break dopo aver affossato malamente un diritto (15-40). Sulla prima, il rovescio di Zverev è lungo; ma sulla seconda il serbo casca sul terreno che dovrebbe essere a lui favorevole, sbagliando in lunghezza un rovescio in manovra durante uno scambio dal fondo che si era allungato. Zverev sale 3-1 e servizio e conferma il break aiutandosi con la prima palla (4-1). Nole sale 4-2 tenendo il servizio a zero, ma è nei turni di battuta di Alexander che ora si gioca la partita: è noto come Sascha in simili circostanze a volte ceda mentalmente e in effetti il tedescone concede palla del contro-break regalando col diritto. Però Nole gli dà una mano, forzando in modo inopportuno col diritto: la palla è lunga. Zverev tira un sospiro di sollievo anche nel punto seguente, quando, chiamato a rete dal serbo, vede il suo passante di rovescio sfilare fuori (non era facilissimo, per la verità). Infine, con una prima vincente Sascha si assicura la possibilità di servire per il match (5-2). Djokovic tiene il servizio in un gioco facile e interlocutorio (5-3) e si arriva al momento della verità: Zverev stavolta non trema, serve bene, comanda il gioco e arriva a tre match point quando un recupero di Djokovic sfila lungo. E porta a casa il match alla sua maniera, con un ace centrale. Il braccio di ferro lo vince Sascha, il bell’abbraccio a rete è una degna conclusione.


LE PAROLE A CALDO – A caldo, ai microfoni di Diego Nargiso, Zverev ha voluto fare un tributo a Djokovic: “A volte ci si dimentica tutto quello che Novak ha raggiunto. Abbiamo giocato cinque volte quest’anno e voglio dargli un tributo. E’ un giocatore pazzesco, il migliore di tutti i tempi, nessuno merita rispetto più di lui. La finale con Medvedev? Sarà una grande partita e spero che il pubblico sia dalla mia parte! Io sono il campione olimpico, lui ha vinto lo US Open, cercheremo di dare vita al miglior show possibile”.

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