Davis Cup: Juan Monaco annuncia il suo forfait per un infortunio al polso

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Davis Cup: Juan Monaco annuncia il suo forfait per un infortunio al polso

Continuano i problemi al polso per gli argentini, l’ultimo ad infortunarsi è Juan Monaco, che ha annunciato il suo forfait per i prossimi impegni di Coppa Davis della sua nazionale contro la Serbia

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L’argentino Juan Monaco ha deciso non prendere parte al prossimo incontro di Coppa Davis contro la Serbia, per un problema al polso che ha condizionato l’ultima parte della stagione.

Il lungo messaggio è arrivato tramite la sua pagina Facebook ufficiale: “Ciao a tutti! Purtroppo devo informarvi che non potrò prendere parte agli impegni di Coppa Davis contro la Serbia a causa dell’infortunio al polso che mi trascino da molto tempo e che ho curato con delle infiltrazioni ogni giorno. Ringrazio il capitano per la convocazione, per me la Coppa Davis è sempre stata una priorità nel mio calendario e sono molto dispiaciuto di non essere al 100% per aiutare i miei compagni. Vi auguro il meglio con tutto il mio appoggio come ho sempre fatto”.

Anche lo scorso anno, in questo periodo l’argentino accusò dei problemi fisici, che lo costrinsero a saltare il torneo di Wimbledon.

 

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Wimbledon, splendore nell’erba per Ons Jabeur, prima tennista araba in semifinale in uno Slam

Giornata da sogno per Ons Jabeur che raggiunge per la prima volta la semifinale in un major: “Spero che il mio viaggio continui”

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[3] O. Jabeur b. M. Bouzkova 3-6 6-1 6-1

Giornata storica per Ons Jabeur e il tennis arabo. La 27enne tennista tunisina, n. 2 del mondo, continua a splendere sulla sacra erba dei Championships issandosi per la prima volta in carriera in una semifinale slam. Supera la brillante outsider Marie Bouzkova, 23 anni e 66 WTA, tennista di Praga ma con una lunga esperienza a Bradenton, presso l’Accademia di Nick Bollettieri. Dopo essere stata stordita, nel primo set, dall’intraprendenza e aggressività di Marie, Ons riesce ad alzare il livello del suo tennis, dà sfogo a tutte le variazioni di cui è capace, verticalizzando continuamente il gioco, aggredendo l’avversaria e facendole fare innumerevoli corse in avanti ricorrendo alla smorzata. Nulla può Marie che, nonostante la grande grinta ed energia dimostrate in campo, nel secondo e terzo parziale si fa travolgere dalla tunisina. Jabeur chiude la partita con lo score di 3-6 6-1 6-1.

Anche per l’avversaria della semifinale, la tedesca Tatjana Maria, è la prima esperienza al penultimo round di un major. Si annuncia un match all’insegna del tocco e delle variazioni perché, come Ons, anche la 34enne tedesca è amante della varietà ed è dotata di una mano raffinata.

 

LA PARTITA

Si tratta del primo scontro diretto tra le due e Ons comincia subito a manovrare abilmente, mandando l’avversaria da una parte all’altra del campo; ma la Bouzkova è brillante, veloce e aggressiva. Sorprende Ons al servizio mettendo a segno il break sul 2-2, sale 3-2 e poi è ancora lei a comandare il gioco. La tunisina è fallosa, il servizio non le funziona al meglio (mette soltanto il 50% di prime palle) e, alla fine, in poco più di 40 minuti, concede la prima frazione per 6-3, commettendo ben 15 gratuiti. L’avversaria ha grinta da vendere, si sposta come una gazzella e mette in campo il 77% di prime palle, nonché il 65% di punti con la prima di servizio.

Tuttavia, nel secondo parziale, la musica cambia, e in fretta. Ons continua ad attaccare ed il 2-0 arriva in un lampo. Marie è tonica, si sposta rapida su ogni palla, il gioco va veloce. La tunisina cerca di variare ed entra con i piedi dentro il campo.

Continua ad essere fallosa Jabeur, a volte anche in attacco, cacciando una volé facile di rovescio, permettendo così a Bouzkova di avvicinarsi sull’1-2. Le ragazze in campo hanno fretta, il gioco è frizzante, non solo per il ritmo, ma anche per le variazioni in campo e l’energia delle due atlete. Ons continua a mantenere il controllo nel secondo parziale, prendendo il largo sul 4-1. Ricordiamo che la ceca (che ha vinto lo US Open da junior nel 2015 e tre titoli in doppio), è un’ottima doppista e dunque è abile nel verticalizzare il gioco e prendere la rete. Finora sono 16 le discese e le hanno fruttato 10 punti.

Ons, però, la sorprende spesso con la smorzata e non le dà tregua in attacco. Finora, raggiunge la rete ben 23 volte. Non solo. “Ubriaca” l’avversaria di smorzate e volé, sfiancandola con corse in avanti e laterali. E funziona, perché ora può prendere il largo sul 5-1 per chudere poi 6-1 con un altro game lampo a zero, dopo 56 minuti. 

Tutto da rifare e Marie si concede un toilet break.

Parte bene, Ons, nel terzo set, intascando non solo il game d’apertura con l’ennesima volé, ma anche il secondo, superando l’avversaria ai vantaggi (Bouzkova era 40-0 e servizio). Ancora una smorzata per la tunisina, che infligge a Marie corse estenuanti in avanti. Ons si assicura anche il 3-0, chiudendo in un lampo il suo turno di servizio.

Anche Bouzkova è capace di soluzioni pregevoli, come la smorzata per chiamare in avanti Ons e rispedirla indietro con pallonetto al volo, e chiudere poi il punto con una stop volley. Stringe i denti e le strappa la battuta a zero, facendo un passo sull’1-4. Il controbreak, però, è un attimo e la tunisina scappa via sul 5-1. Niente da fare per la ceca. Dopo il primo set di assestamento, la n. 2 del mondo è travolgente nel secondo e terzo parziale, staccando il pass per la semifinale in un’ora e 48 minuti.

Il repertorio messo in campo dalla Jabeur delizia il Centrale che le riserva lunghi e calorosi applausi. Accede per la prima volta in carriera ad una semifinale slam, diventando la prima tennista araba a compiere tale impresa. Al penultmo round del torneo l’attende l’outsider “veterana” Tatiana Maria, 34 anni e mamma di due bimbi che, nonostante da anni nel circuito, non era mai andata oltre il secondo turno negli slam.

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ATP

Wimbledon: il sogno di Norrie continua, rimonta Goffin da 2 set a 1 sotto e vola in semifinale

La tds n. 9 vince una battaglia incredibile e diventa il quarto britannico nell’Era Open a qualificarsi per il penultimo atto dei Championships

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Cameron Norrie - Wimbledon 2022 (Twitter - @Wimbledon)
Cameron Norrie - Wimbledon 2022 (Twitter - @Wimbledon)

[9] C. Norrie b. D. Goffin 3-6 7-5 2-6 6-3 7-5

Dopo Roger Taylor, Tim Henman e Andy Murray: Cameron Norrie diventa il quarto tennista di Sua Maestà a potersi fregiare di una semifinale a Wimbledon nell’Era Open. Un risultato storico, che dopo l’uscita di scena di Hurckacz – alla vigilia dato come il favorito numero uno a raggiungere il penultimo atto nella parte alta, insieme a Djokovic – aveva ingigantito il macigno da sostenere per il giramondo di casa. Una pressione che anche nel match odierno ha colpito forsennatamente la tds n. 9, la quale però non ha mollato e lottando è riuscita man mano che la partita proseguiva a trovare il suo tennis, dopo una prima parte di gara da incubo con il dritto. Alla fine, il giocatore di origini sudafricane ma di padre scozzese e madre gallese, cresciuto in Nuova Zelanda e formatosi tennisticamente in un college del Texas; si è imposto su David Goffin per 3-6 7-5 2-6 6-3 7-5 dopo una battaglia di 3h31. Esce invece di scena l’imperscrutabile belga, l’ex n. 7 del ranking per la quarta volta in altrettante occasioni non riesce a superare l’ostacolo dei quarti a livello Slam, complice un problema alla spalla destra. Un solo precedente tra i due, nel 2021 a Barcellona il nativo di Liegi si ritirò nel secondo set.

IL MATCH – C’era grande curiosità alla vigilia di questa sfida, per capire in quali condizioni fisiche si sarebbe presentato al suo secondo quarto di finale in quel di Wimbledon (nel 2019 fu fermato dal cannibale serbo) David Goffin. Il belga era infatti reduce dalla maratona di oltre quattro ore e mezza vinta con Frances Tiafoe, ma almeno inizialmente non sembra soffrire sul piano aerobico. La partita si prospettava molto interessante, considerando il tennis di cui dispongono i due protagonisti. Due stili di gioco molto similari, che si caratterizzano per la pulizia e la linearità delle esecuzioni. La differenza riscontrabile tra i due, è da ricercare sul piano della potenza, decisamente superiore la cilindrata dei colpi di Norrie. Al contempo, il 31enne di Liegi può invece contare su una mobilità degli spostamenti e su una capacità nella ricerca della palla su questa superficie, di straordinaria qualità e che vede pochi altri giocatori in grado di esprimere un livello così alto nel muoversi con la provvidenziale frequenza di passettini, essenziali per sapersi districare sugli infidi manti erbosi.

 

Chiaramente la chiave dirimente del match, sarà il rendimento del dritto da parte del 26enne di origini sudafricane; il fondamentale certamente più costruito della tds n. 9 e che se attaccato a dovere, con l’apertura alare che si ritrova, potrebbe sfornare gratuiti a non finire. Il dritto del mancino britannico è però allo stesso tempo il colpo che potrebbe permettergli di far sentire maggiormente il suo peso di palla superiore, e di conseguenza garantirgli il differenziale decisivo ai fini del risultato. L’ex n. 7 del mondo, a sua volta è consapevole dell’importanza della diagonale sinistra, e mette in campo alla perfezione il piano tattico preparato: attraverso la sua straordinaria abilità nell’anticipo, con il suo bimane toglie costantemente il tempo al diritto del nativo di Johannesburg. La strategia del n. 58 ATP si rivela assolutamente efficacie anche e soprattutto per i meriti dell’ex vice maestro delle Finals 2017, che a furia d’infierire sul dritto macchinoso del suddito di Sua Maestà raccoglie i frutti derivanti dalla sua magnifica pressione con timing chirurgico in fase ascendente, e centra il primo allungo della sfida nel sesto game. Break amministrato con puntuale sapienza da parte di Goffin, che così facendo si mette in saccoccia il primo set per 6-3 dopo 34 minuti. Da sottolineare la risposta non pervenuta del padrone di casa, il 31enne ha infatti vinto addirittura l’85% dei punti con la seconda

Il belga dopo lo strappo si è sciolto ancora di più, mostrando la sua eccezionale capacità geometrica nel disegnare il campo andando a trovare qualunque filo di erba possibile. Sembra di assistere alla tesi di laurea di un ingegnere della racchetta, e David sale sempre di più in cattedra. Il tallone d’Achille dell’incontro condotto finora da Cameron è stato rappresentato indubbiamente dall’impossibilità del n. 12 del ranking di potersi giocare tanti punti sulla diagonale destra, dove grazie al suo inconsueto rovescio – che ricorda molto quello di Jimmy Connors – super filante può sicuramente creare diverse problematiche al dritto del mitico Davidino. Ma il finalista di Cincinnati 2019, è sempre stato in grado di evitare quella situazione di gioco a lui sfavorevole, con un uso magistrale del lungolinea per spostare il punto sulla direttrice a lui più congeniale. Probabilmente un altro spunto riflessivo, da tenere presente per cercare di dare una spiegazione all’andamento della partita che non sia di matrice tecnica o tattica; è l’enorme macigno psicologico con il quale si è presentato a questo appuntamento storico per la sua carriera e per l’intero movimento tennistico britannico, il campione d’Indian Wells 2021. Mentre è certamente giunto con più tranquillità il giocatore belga, e questo opposto stato emotivo non può non aver contribuito. Infatti oggi Norrie non sta mettendo in mostra la sua proverbiale solidità, in particolar modo molto falloso con il dritto (a fine incontro saranno 46 non forzati a testa). David ha una chance di strappare il servizio avversario già nel primo gioco della seconda frazione, ma il tennista di casa si salva sospinto dagli spalti. La storia si ripete sul 2-2, ma questa volta il giocatore cresciuto nel college texano di Fort Worth, ne cancella addirittura tre riemergendo dallo 0-40.

Ma come dice il detto “non c’è due senza tre”, dinnanzi al secondo 0-40 in fila soccombe. Sul 4-3, in battuta, per consolidare il vantaggio e avviarsi verso la conquista anche del secondo parziale, il n. 58 inspiegabilmente accusa il primo passaggio a vuoto del suo match: con un doppio fallo e due unforced serve su un piatto d’argento il contro-break alla tds n. 9. Dal possibile 2-0, ci si ritrova invece in un amen sul 1-1, visto che chiamato a servire una seconda volta per rimanere nel set nel dodicesimo gioco, David concede il parziale. Adesso sembra arrivare più lentamente sulla palla, e questo permette al rovescio di Cameron di dominare gli scambi (7-5, dopo 54 minuti).

Ora il Court 1 è un’autentica bolgia infernale, ma l’entusiasmo viene spento bruscamente e inaspettatamente in avvio di secondo set. Dopo aver fatto sua una seconda frazione molto dura, la tensione torna a fare capolino e il giocatore di padre scozzese ne è vittima inesorabile. Parziale di 14 punti a 2 e 4-0 Goffin, con il dritto di Cameron nuovamente in rottura prolungata. La partita adesso scema di qualità, si assiste a parecchi errori e anche il belga partecipa al festival dell’orrore, complice un’eccessiva tensione ma soprattutto un problema fisico alla spalla destra, che viene manifestato in tanti non forzati quando esegue il dritto in parallelo – non riesce a spingerlo. In verità si è toccato quella parte del corpo, sicuramente dolorante, già dall’inizio della sfida, ora però sembra essere riacutizzatosi. Dal 4-1, quindi, viene fuori un filotto di due break in fila, ma che non cambiano l’esito del set: 6-2 per il biondo di Liegi in meno di mezz’ora.

Nella quarta frazione, il duello ritorna sui canoni richiesti da uno scontro di tale portata. Norrie finalmente riesce nell’intento di alzare il proprio livello, il set scorre seguendo i servizi anche se entrambi rischiano più volte di offrire break point. Il primo scossone giunge a metà parziale, quando sul 3-2 si materializza la prima palla break, in favore del tennista di casa. Ma David si dimostra glaciale, frantuma l’occasione e si porta in parità. Il classe ’95 è salito decisamente di giri, grazie alla sua caparbietà nel non voler mollare e che lo ha sospinto a ricercare soluzioni alternative per cercare di sbrogliare la matassa: si esibisce in ottime smorzate e in perfidi back di rovescio. Nel fatidico settimo game, il mancino british ha altre due possibilità. La seconda di queste certifica lo strappo, confermato nell’ottavo gioco per il 6-3 conclusivo, che manda la contesa al quinto e decisivo set.

Frazione finale, che vede come cornice un Campo 1 dove oramai il sole londinese è quasi completamente tramontato ad eccezione di una piccola parte – nelle prossimità del tabellone luminoso – ancora colpita dai raggi. Inoltre, anche il Box Reale è al gran completo con il Principe Henry e sua moglie Katie trasferitisi sul secondo impianto di Church Road, dopo aver seguito sul Centre Court Djokovic-Sinner. Il parziale conclusivo è semplicemente una battaglia di nervi, ambedue sono cresciuti sensibilmente con il fondamentale di inizio gioco. In realtà Goffin ha fornito una prestazione in battuta perennemente costante, affidandosi ad una essenziale varietà di angoli non potendo né contare su spiccata velocità né su una grande potenza. Chi invece ha innalzato la qualità della propria battuta è il n. 12, che dal quarto set in poi ha fatto uso sistematico e letale dello slice, principalmente con la curva mancina. Va evidenziato anche come il dritto del tennista di origini sudafricane, si sia trasformato dall’origine di tutti i mali; alle ceneri della rinascita – o fate vobis della rimonta. Perché è proprio Norrie, dopo aver cancellato una delicatissima palla break nel secondo gioco, ha cogliere l’occasione della vita breakkando sul 6-5. Al secondo tentativo può alzare le braccia al cielo, è in semifinale a Wimbledon.

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Torneo ITF Circolo Antico Tiro a volo: stamattina la presentazione ufficiale

ROMA – Nella caratteristica location della sala carte del Circolo, ufficialmente, presentata la XII edizione di questo importante torneo ITF

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Circolo Antico Tiro a volo - Roma 2022 (foto Pellegrino Dell'Anno)

Stamattina alle ore 12, nella panoramica e deliziosa cornice del Circolo Antico Tiro a Volo, a Roma in zona Parioli, si è tenuta la conferenza di presentazione della XII edizione del torneo qui ospitato. Si parla di un ITF da 60.000 dollari, che torna in calendario dopo due anni di assenza forzata, con entusiasmo e tante aspettative. Una tappa importante per molte giocatrici, con un albo d’oro che vede nomi come Errani, Garbin, Yastresmka, e anche tante partecipazioni importanti della caratura di Pegula, McHale, Rybakina. Un torneo che evidenzia l’importanza anche di unire sport con cultura e territorio, sottolineata dalla presenza di ospiti come Vito Cozzoli (presidente di Sport e Salute), l’assessore allo sport per la città di Roma Alessandro Onorato e l’attuale direttore del torneo Adriano Albanesi, gold coach che ha allenato tra le altre anche Tsurenko.

Ad aprire la conferenza, e a presentare il tutto con i soliti ringraziamenti di rito, è il presidente del circolo, il dottor Giorgio Averni, che oltre a ricordare quante giocatrici importanti siano passate da qui (anche ad allenarsi, vedi Muguruza e Osaka) sollecitato da una domanda, spiega l’importanza e la voglia di puntare sul torneo WTA: “Da anni abbiamo scelto così, il tennis (e lo sport) femminile non è un ripiego per noi, e abbiamo scelto di dargli lustro. La cornice che offriamo a queste ragazze è importante, i loro coach e manager sono estasiati dal nostro trattamento e ospitalità, che spesso non trovano neanche a Parigi. Inoltre, questo circolo è aperto alle donne, e attento alla famiglia e ai ragazzi: vogliamo insegnare ai futuri uomini a rispettare le regole, l’avversario, e la competizione che poi ci sarà anche nella vita. Questo torneo è una settimana di festa, dello sport e non solo, ci saranno eventi e il gran galà di martedì, dove premieremo atleti che hanno fatto la storia dello sport italiano“.

Giocandosi a Roma, questo torneo è certamente secondo solo agli Internazionali d’Italia come importanza tennistica nella capitale, e difatti non manca l’intervento di Cozzoli (di cui già avevamo riportato delle dichiarazioni post IBI): “Quest’estate è importante per Roma, per il tennis e lo sport italiano. Abbiamo iniziato con gli IBI con maggior pubblico e incasso della storia, oltre ad ospitare eventi di padel, beach volley, skateboard. Questa al circolo è un’occasione di sport, di promozione dello sport, di valorizzare un’organizzazione che richiede sempre entusiasmo e competenza. Tutti gli eventi di Sport e Salute, come questa attività, fanno emergere il legame dello sport con il sociale. Il circolo ha anche questa vocazione, e i circoli in generale sono fondamentali nel promuovere lo sport. Intanto anche al Foro ci stiamo già preparando per gli Internazionali del prossimo anno, che saranno su dodici giorni“.

 

Roma, sport e grandi eventi sono un’assonanza storica, e sempre di successo, come testimoniano le iniziative già intraprese, e le parole oggi espresse, dell’assessore Onorato, altro ospite d’eccellenza della presentazione: “Roma ha una vocazione naturale ai grandi eventi, in particolar modo sportivamente e culturalmente (qui al Circolo ad esempio, alle Olimpiadi del ’60 si teneva la specialità del tiro a volo). I grandi eventi, nella stragrande maggioranza dei casi, aiutano la diffusione degli sport di base, attualmente le iscrizioni alle Federazioni di tennis e atletica sono aumentate grazie ai grandi risultati della scorsa estate. Abbiamo la fortuna di avere gli Internazionali, e con Binaghi ci siamo posti l’obiettivo di coinvolgere tutta la città, migliorare i servizi: abbiamo realizzato per la prima volta in 79 edizioni una stazione dei taxi dedicata al torneo. A Roma, il torneo del circolo è secondo solo agli Internazionali, e si deve lavorare per allargarne la portata d’interesse oltre gli appassionati e soci“.

Le wild card sono state assegnate dagli organizzatori a Verena Meliss, Matilde Paoletti, Camilla Rosatello e Diletta Cherubini. Nelle qualificazioni Nuria Brancaccio, reduce da ben due medaglie ai Giochi del Mediterraneo di Orano, e le giovani Lisa Pigato e Melania Delai.

Alla fine della conferenza, Onorato ha risposto anche a una domanda in esclusiva ad Ubitennis, riguardo i suoi progetti già annunciati di riportare grandi eventi a Roma (“Lei ha espresso la voglia di restituire grandi eventi a Roma, anche sponsorizzare e far crescere storici circoli culturali come questo, tramite tornei, occasioni sportive e non, può essere un punto di partenza?“): “Sì, assolutamente, perché i tennisti stessi sono coinvolti direttamente in un evento importante. E anche se non si tratta degli Internazionali, che sono tra i primi 7-8 tornei al mondo, rende il tennis qualcosa di più spendibile, che anche partendo dal basso può salire e rendere grandi eventi una realtà. E anche fare in modo di aumentare la visibilità di questi eventi italiani“.

Infine, abbiamo anche potuto realizzare un paio di domande, qui integralmente riportate, al direttore tecnico di quest’anno Adriano Albanesi, che ha anche fatto qualche nome interessante di giovani giocatrici presenti quest’anno al torneo dell’Antico Circolo Tiro a Volo (Andreeva, Jiménez Kasintseva) o altre sul panorama internazionale come la russa che si allena in Spagna Vanesian. E proprio l’aver assegnato a lui la direzione tecnica della manifestazione mostra l’importanza che ha l’evento anche come trampolino di lancio per giovani giocatrici in ascesa, come ribadisce qui di seguito(tra l’altro con gran cortesia e proprio di fronte al ricco buffet offerto dal circolo).

D: “Sei un coach WTA gold, e quest’anno ti è stata anche affidata la direzione del torneo. Cosa ti ha fatto provare questa investitura?

Albanesi: “Questo per me è un grande momento, perché è la mia prima esperienza in questo senso. Ogni volta che è stata preparata un’avventura nuova, come quella da coach, è una grande emozione, e altrettanto quella da direttore del torneo. Penso che la macchina organizzativa possa far bene, ma soprattutto mi aspetto un livello alto, un bel potenziale, da parte delle giocatrici.”.

D: “Il torneo vanta nomi importanti nell’entry list, tu da ex allenatore, di giocatrici come anche Tsurenko(che ha giocato abbastanza bene anche a Wimbledon), ritieni che questo torneo sia un importante trampolino di lancio per le giocatrici più giovani?

Albanesi: “Certo, perché già nelle edizioni passate era successo che tanti nomi iscritti all’interno di questa lista, sono poi esplosi. Ma anche perché il torneo fa parte di una fascia poco poco sotto ai WTA, che proprio fa da ponte. Quindi c’è la possibilità che molte giovani scelgano questa data, scelgano questo torneo, perché ha un grande potenziale, ma soprattutto perché permette di prendere quei punti che magari servono per confermarsi o iniziare ad avvicinarsi alle qualificazioni o ai tabelloni degli Slam“.

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