ATP Cincinnati: Wawrinka-Djokovic sì, Federer-Nadal no. Murray salva matchpoint con Dimitrov

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ATP Cincinnati: Wawrinka-Djokovic sì, Federer-Nadal no. Murray salva matchpoint con Dimitrov

Negli ottavi di finale del Masters Series di Cincinnati Novak Djokovic batte David Goffin al terzo set dopo essere stato sotto 3-0 (con doppio break) nel set decisivo. Stanislas Wawrinka supera Ivo Karlovic (altri 35 ace) in un match senza break. Tommy Robredo raccoglie un solo game contro Tomas Berdych, Alexandr Dolgopolov batte per la 4° volta su 4 Jerzy Janowicz, Richard Gasquet vince con Marin Cilic. Rafael Nadal fuori in tre set con Feliciano Lopez, Andy Murray elimina Grigor Dimitrov annullando un match point, Roger Federer devastante contro Kevin Anderson

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[2] R. Federer b. [15] K. Anderson 6-1 6-1 (Tommaso Voto)

Roger Federer archivia la pratica Anderson in due rapidi set e conquista i quarti di finale dell’Atp di Cincinnati, torneo che lo svizzero ha vinto ben 6 volte. Per lo svizzero la partita con Anderson non ha praticamente dato alcun problema, troppa la differenza tecnica tra i due, poi Roger contro i tennisti-battitori, come il sudafricano, va a “nozze”. La prestazione dell’ex n.1 del mondo è stata priva di sbavature e complessivamente solida, in cui ha servito con percentuali alte ed ha spesso trovato la rete. Kevin ha fatto quello che poteva, ma, come del resto nei 3 precedenti, non ha saputo reggere da fondo campo ed è andato in crisi negli spostamenti laterali. Federer ha usato molto il back di rovescio per cercare di rallentare lo scambio per poi “infierire”con il suo famoso diritto, oggi ritornato a “viaggiare” come ai vecchi tempi. Il 34enne di Basilea ha mostrato una buona condizione atletica, perché è tornato a “danzare” sulla linea di fondo campo ed a preparare i suoi colpi con la solita classe e leggiadria. Il prossimo avversario di Roger sarà Lopez, che ha battuto Nadal e quindi non avremo lo scontro tanto atteso alla vigilia del torneo.

[3] A. Murray b [16] G. Dimitrov 4-6 7-6(3) 7-5  (Raffaello Esposito)

 

Nella parte bassa del tabellone nuotano predatori pericolosi e alle 19.00 ora locale due di loro si scontrano, in palio il diritto di accedere ai quarti di finale del Masters 1000 di Cincinnati. Il cielo è nuvoloso ma non minaccia pioggia quando Andy Murray e Grigor Dimitrov scendono in campo e iniziano il riscaldamento. I due vivono momenti opposti. Lo scozzese con il trionfo di Montreal su Nole ha raggiunto la seconda posizione nella classifica ATP, giusto premio ad una stagione vincente e colma di soddisfazioni sia sul circuito che in coppa Davis. Per contrappasso il bulgaro è preda di un’involuzione tattica e psicologica, più che tecnica, che ne sta offuscando il talento. Il divorzio da Roger Rasheed e il “gran rifiuto” incassato da Lendl, uno che di mentalità vincente se ne intende, testimoniano il momento non felice di Grigor, che forse non sarà mai disposto ai sacrifici necessari per scalare le vette del tennis. I precedenti dicono cinque due per l’uomo di Dunblane ma le sconfitte rimediate lo scorso anno sul cemento di Acapulco e sull’erba di Wimbledon non lo lasciano certo tranquillo sull’esito odierno.

Murray è ancora freddo dopo aver fatto il gelataio a Cincinnati e perde il servizio d’apertura con due doppi falli ma Dimitrov è in giornata di grazia, gioca molto avanzato e anticipa i colpi con potenza e accuratezza, piazzando la palla sempre a un dito dalla riga di fondo. Il suo è un dominio anche estetico e alcuni colpi attraversano l’aria con una nettezza cristallina. Il bulgaro non concretizza altre palle break ma domina i suoi turni di battuta fino al decimo game quando serve per il set. Qui Murray dà segni di vita e va 0-30 con un lob liftato in controtempo. Arriva anche a palla break fallisce colpevolmente la risposta su una seconda di servizio. Grigor si dimostra solido anche mentalmente e chiude il set con un ace e mezzo.

In un curioso gioco di simmetrie il secondo set ha un avvio pressoché identico al primo con Andy che cede la battuta con un rovescio in corridoio seguito da un doppio fallo e non mostra segni di reazione. Dimitrov è ispirato come non mai e continua a disegnare traiettorie perfette, strappa ancora d’imperio il servizio allo scozzese con un passante stretto di rovescio incrociato da urlo, giocato solo col polso, e vola sul quattro uno. Per quel che succede dopo entra in ballo la capacità del tennis di creare sempre storie da raccontare. Dopo quindici games giocati divinamente, Grigor ha il primo passaggio a vuoto e restituisce uno dei due break con un doppio fallo, regalando a Murray un’ultima speranza. Quanto basta per trasformare lo scozzese che improvvisamente non sbaglia più un colpo, tira fortissimo e prende tutto riuscendo ad annullare lo svantaggio nel game più lungo ed emozionante della partita quando Dimitrov serve per andare sul cinque tre. Il bulgaro non è tranquillo, potrebbe andare sul 40-0 ma sbaglia una facile demi-volée a campo aperto e il game si trasforma in una corrida ai vantaggi che alla fine lo vede soccombere con due dritti d’attacco nettamente lunghi. Andy è ancora vivo, porta il set al tie-break e lo sorvola col punteggio di sette a tre. Il livello di gioco del set è stato altissimo ma da un certo punto in poi Dimitrov non ha più messo la prima di servizio ed ora sembra anche calato fisicamente.

Il bulgaro apre al servizio ma i primi piani mostrano uno sguardo smarrito, quasi assente e il break immediato è solo la logica conseguenza. Però la ruota gira ancora. Andy va due a zero e sembra in controllo ma Grigor torna in sé e lo brekka a 15 nel quarto gioco con un dritto lungolinea annullando subito dopo un’opportunità sulla propria battuta e portandosi avanti tre a due. Il gioco torna a fluire dalle sue corde come per magia ed è lui ora a strappare il servizio ad uno stranito avversario portandosi sul quattro due. Nel settimo game Dimitrov gioca ormai da un’ora senza mettere prime e va sotto 30-40 ma Murray sbaglia. I due giocano scambi a velocità supersonica e il bulgaro chiude quello decisivo con un super super dritto lungo linea scappando sul cinque due. Finita? Macché. Grigor serve per vincere ma i suoi nervi non reggono, gioca un game orribile con errori assortiti e rimette per l’ennesima volta in forse il risultato di una partita finita e ricominciata cento volte. E c’è anche la centounesima perché nel decimo game Murray serve per pareggiare ma concede un match point sul 30-40, Dimitrov spara fuori la risposta ed è il suo canto del cigno perché subito dopo cede il servizio per sfinimento e Murray stavolta coglie l’attimo giusto chiudendo per sette cinque un match da lustrarsi gli occhi. Nei quarti lo attende Gasquet.

F. Lopez b. [8] R. Nadal 5-7 6-4 7-6(3) (Francesco Gizzi)

Feliciano Lopez piazza il suo quarto sigillo in carriera contro Rafa Nadal e vola meritatamente ai quarti di finale dopo una partita dura che ha visto cambiare volto diverse volte. Non è di certo una sorpresa la sconfitta del maiorchino. Nadal è solo un lontano parente di quello strepitoso campione che demoliva i suoi avversari, oggi resta un giocatore di un’umiltà commovente, ma che è costretto a giocare partita pari contro molti, troppi avversari. Eppure qualche segnale positivo c’è stato. Rafa sembra aver capito la lezione di Toronto e fin dall’inizio del match decide di rispondere almeno due metri più avanti. L’inizio del match infatti è tutto a favore del maiorchino. Lopez fatica ad ingranare e soffre l’aggressività di Nadal. Feliciano è costretto a rincorrere metri fuori dal campo e non trova angolo con i suoi colpi. Nadal allunga sul 3-1 ma pian piano Lopez entra nel match. Il contro break arriva appena dopo al quarto tentativo grazie ad una deliziosa stop volley. La continuità non sembra proprio abitare i due iberici quest’oggi e così la situazione si ripropone poco dopo: Nadal strappa il servizio nell’ottavo game per poi restituirlo malamente con un doppio fallo. Altalena di emozioni che non finisce qui però. Feliciano serve per andare al tie-break ma con due doppi falli regala il primo parziale all’amico Rafa.

Il secondo set sembra trovare un andamento meno tortuoso. Nadal alterna buone accelerazioni a dritti troppo corti e facilmente attaccabili, Lopez cresce di livello e soprattutto grazie al servizio e a delle volèè strepitose, si mette sulla corsia di sorpasso. Il break arriva nel terzo gioco. Feliciano manterrà con tranquillità il vantaggio fino al 6-4 finale. Ancora di diverso copione il terzo parziale. Se il primo era stato contraddistinto dagli errori e dai break e il secondo da un Lopez superiore al servizio, ora entrambi servono benissimo concedendo le briciole a chi risponde. Nemmeno l’ombra di una palla break, pochi scambi e inevitabile tie-break a decidere l’incontro dopo quasi 2 ore e mezza. Il tie Feliciano, non a caso ribattezzato “Deliciano”, lo gioca da fenomeno regalando due colpi da maestro e scappando via sul 6-3. Ace e pugni al cielo per celebrare la quarta vittoria in carriera su Rafa che era avanti nei precedenti 9 a 3. Non ci sarà il tanto sperato quarto Federer-Nadal domani, ma con un Feliciano così non è detto che sia poi tanto un male, anzi.

[1] N. Djokovic b. [13] D. Goffin 6-4 2-6 6-3 (Marco Lauria)

La t-shirt griffata Lacoste è la stessa indossata qualche giorno fa dall’amico fraterno Jeremy Chardy, ma questa volta Novak Djokovic ha dovuto sudare sette camicie per avere la meglio su uno strepitoso David Goffin. Un doppio fallo e una stecca di dritto rimettono il serbo in carreggiata e gli permettono di rimontare un match che sul 3-0 (con doppio break) a favore del belga sembrava ormai compromesso.

L’andamento del primo set è contorto, già nel secondo game il belga annulla una palla break mostrando di tenere bene lo scambio quando il serbo non riesce a trovare profondità. Djokovic contiene bene l’esuberanza di Goffin nei primi turni di servizio, poi costringe il belga ad offrire una nuova opportunità di break, ma questa volta il rovescio bimane non prende quota terminando la sua corsa in rete e consentendo lo strappo al numero uno del mondo. Djokovic consolida il vantaggio salendo 4-2, ma Goffin in due occasioni pulisce le righe con un paio di passanti lungolinea e riesce a breakkare il serbo rifacendosi sotto. Il cyborg serbo urla qualcosa fissando il suo angolo quando torna a sedersi sul 4-3, poi torna in campo colerico e soffre le accelerazioni del folletto belga, chiudendo a 0 il game in risposta. Sul 5-4 Djokovic ritrova finalmente continuità e profondità e riesce a chiudere il set sfruttando la seconda palla break a sua disposizione.

Il secondo parziale si apre inaspettatamente con il break del belga che risponde con la stessa arma che lo ha costretto ad arrendersi nel primo set e dal piatto corde fa uscire un dritto profondissimo che il serbo non può rimandare dall’altra parte. Djokovic palesa più di qualche malumore e sfoga i suoi nervi demolendo la racchetta, ma Goffin trova sovente angoli che gli permettono di chiudere a rete e si tira fuori da una situazione intricata confermando il break. Il serbo non è irresistibile e concede ancora qualcosa sul suo servizio, ma è in risposta, il suo marchio di fabbrica, che non riesce a disturbare Goffin che chiude per la seconda volta a 0 il game al servizio. Djokovic prova a cambiare racchetta, ma il il risultato è un dritto in avanzamento in rete, due doppi falli e l’ennesima palla corta che questa volta Goffin non può raccogliere perché termina fuori di metri. L’opportunità di servire per portare la partita al terzo è ghiotta, e il belga non la spreca portando a casa per la prima volta un set contro il numero 1 del mondo, che chiude con la miseria di soli quattro punti in risposta.

Le difficoltà del serbo continuano anche nel set che decide le sorti del match. Djokovic apre al servizio ed offre subito una palla break tirando fuori di metri un dritto elementare. Il belga prende l’iniziativa e accelera con un lungo linea di rovescio, poi sul recupero di Djokovic smasha da fondocampo aprendo nuovamente con un break. In risposta il serbo prova a farsi sotto, ma Goffin trova ancora due fenomenali accelerazioni e sale 2-0. E’ sempre il belga a dettare il ritmo che Djokovic dal secondo set prova sovente a spezzare con il back, ma Goffin sulle ali dell’entusiasmo è una volta di più straordinario a procurarsi due palle break con le canoniche accelerazioni lungolinea, questa volta di rovescio. Djokovic perde la bussola e commette il quinto doppio fallo del match concedendo al belga di scappare 3-0, ma quando la partita sembra aver preso una piega complicata per il numero uno al mondo, arriva una stecca di dritto di Goffin a consentirgli di rientrare in partita. La rimonta è dietro l’angolo e il serbo è uno squalo. Approfitta delle defaillance del suo avversario che continua ad accelerare senza però costruire il punto come aveva fatto nelle precedenti occasioni. La fretta castiga oltremodo il folletto belga, ma quando Nole breakka per la terza volta consecutiva il belga sfondando col dritto su una palla senza peso les jeux sont faits. L’ultimo turno di servizio è solo una formalità.

[5] S. Wawrinka b. I. Karlovic 6-7(2) 7-6 (5) 7-6(5) (Stefano Tarantino)

Come era preventivabile nella sfida di ottavi di finale tra Stan Wawrinka ed Ivo Karlovic (4-1 sin qui i precedenti per lo svizzero) decidono i tie break. Se ne giocano ben 3, ed il punto decisivo che regala la vittoria al nr. 5 del mondo e del tabellone è paradossalmente un doppio fallo di Karlovic (il 7° del match). È stato un match divertente, durato oltre 2 ore e mezza, che ha divertito il pubblico, rappresentando una logica contrapposizione di stili, i servizi straripanti (anche oggi più di 30 ace per il croato, esattamente 35) e il gioco d’attacco senza sosta di Karlovic, la pesantezza di palla, gli scambi solidi da fondo campo ed il magnifico rovescio di Stan Wawrinka. Come detto, alla fine la spunta lo svizzero, bravissimo mentalmente a rimanere sempre in gara nonostante le occasioni per breakkare l’avversario si presentassero con il contagocce.

Wawrinka vince il sorteggio ma decide di rispondere, Karlovic inizia a fare sfracelli con la battuta anche se il terzo game se lo aggiudica ai vantaggi. Il suo avversario pare ben più concentrato di ieri, quando aveva fornito una prova abbastanza opaca contro l’altro croato, Borna Coric. Karlovic in un men che non si dica arriva a 9 ace e si porta sul 5-4, Wawrinka serve ed arriva il primo momento di difficoltà del suo match. Lo svizzero con un doppio fallo (il secondo del game e anche del set) offre addirittura un set point a Karlovic, ma il tennista croato sbaglia di diritto e manca l’occasione. Si arriva così al tie break, Wawrinka va subito sotto di un minibreak e con un gratuito di diritto finisce sotto 1-5. Contro il servizio di Karlovic è quasi impensabile recuperare questo svantaggio ed infatti il croato chiude 7-2 dopo 50 minuti.

Nel secondo set è Wawrinka che inizia a servire e nel terzo game rischia grosso. Si giocano ben 16 punti e Karlovic ha due palle per centrare il break e mettere una seria ipoteca sulla partita. Bravissimo Wawrinka che le salva e va avanti 2-1. Non ci sono particolari sussulti, Karlovic cede appena 4 punti quando serve, arriva il secondo tie break. Stavolta è Wawrinka che parte bene, rovescio al corpo di Karlovic che manda fuori la volée, lo svizzero allunga 2-0 e mantiene il piccolo vantaggio sino alla fine chiudendo 7-5 con un servizio vincente. Si va al terzo, sembra giusto così, anche se Wawrinka non è ancora riuscito a conquistarsi una palla break.

Entrambi i tennisti escono dal campo, il terzo set inizia con Karlovic che ha qualche problema in più rispetto ai due set precedenti quando serve. Il tennista croato (che da lunedì tornerà nei primi 20 del mondo, onore al merito per questo 36enne che sta probabilmente giocando il suo miglior tennis) recupera da 0-30 nel terzo game ma poi è costretto a fronteggiare 2 palle break consecutive sul 15-40 nel quinto gioco. Sulla prima si salva con un bel serve & volley mentre sulla seconda fa un vero e proprio miracolo, arpionando chissà come un passante di Wawrinka con la pallina che ricade anche con un po’ di fortuna dall’altra parte della rete. Karlovic tiene la battuta, ma anche sul 3 pari deve fronteggiare una palla break. Stavolta basta un servizio vincente, ed ancora una volta niente break. Tutto regolare sino al tie break, anche se Wawrinka rischia un po’ proprio sul 5-6 quando si fa rimontare dal 40-0 prima di tenere la battuta. Il tie break decisivo segue il leit motiv della partita, si seguono i servizi sino al 6-5 Wawrinka che si procura così il match point. Come detto in apertura Karlovic cede le armi con un quanto mai inopinato doppio fallo. Bravi entrambi, partita molto divertente ed emozionante. Ora per Wawrinka una probaile rivincita della fine del Roland Garros perché nei quarti dovrebbe trovare Novak Djokovic (Goffin permettendo).

[12] R. Gasquet b. [7] M. Cilic 7-5 6-3 (Francesco Gizzi)

Quello tra Cilic e Gasquet è il primo ottavo di giornata della parte bassa del tabellone ed è anche un match che sa quasi di inedito. Pare un’assurdità eppure i due giocatori si sono scontrati solo una volta in carriera e lo hanno fatto due anni fa sulla terra rossa di Montecarlo dove vinse abbastanza nettamente il francesino. Cilic è chiamato all’ennesimo test post New York 2014, fosse anche solo la metà di quel bellissimo giocatore ammirato poco meno di un anno fa sarebbe una notizia non da poco.

Contrariamente alle aspettative, il match non è né spettacolare né più di tanto godibile. Marin sembra essere il più solido dei due al servizio ed è anche il primo a guadagnarsi nel terzo game una palla break che però Gasquet annulla con un ace. Sui turni di servizio del croato non si gioca, mentre il francese è sempre costretto ai vantaggi nei suoi turni di battuta e nel settimo game affronta un’altra palla break stavolta cancellata con un bel serve and volley. Come (troppo) spesso gli accade, Gasquet gioca metri lontano dalla linea di fondo e da quella distanza i suoi colpi perdono profondità e efficacia. Cilic non è forse brillantissimo però è senz’altro lui a comandare lo scambio anche se in alcuni frangenti è lento e compassato. Ma il tennis è uno sport strano. Il francese, che non aveva mai dato l’impressione di poter far male, si trova improvvisamente sul 6-5 ad avere due consecutivi set point. Cilic li annulla con il servizio ma alla terza occasione il francese rispolvera il suo fenomenale rovescio lungolinea e si aggiudica il primo parziale.

Cilic si ritrova sotto nel punteggio pur avendo vinto due punti in più rispetto al suo avversario. Nel secondo set però il croato non sembra aver accusato il colpo e al nono tentativo nel match riesce finalmente  a strappare il servizio a Gasquet grazie a uno scellerato doppio fallo di quest’ultimo. Tanta forse troppa  deve esser stata la felicità per il croato che nel game successivo subito concede in un game fiume ben 5 possibilità del contro break. Gasquet dopo aver sprecato tanto alla fine ricuce lo strappo con un altro splendido rovescio. Da qui in poi si segue la regola dei servizi senza particolari sussulti fino all’ottavo game: Cilic non serve più la prima  e Gasquet ringrazia, andando a servire e chiudere il match senza problemi. Forse più ombre che luci per Gasquet. Tuttavia,  Il francese ha comunque dimostrato di saper giocare con personalità e coraggio nei momenti delicati dell’incontro. Ora per lui il vincente tra Dimitrov-Murray.

[Q] A. Dolgopolov b. J. Janowicz 6-3 3-6 6-4 (Paolo Valente)

Aleksandr Dolgopolov avanza ai quarti di finale di Cincinnati nel segno del quattro: sconfigge infatti per la quarta volta in quattro confronti Jerzy Janowicz e vince la sua quarta partita consecutiva (due nelle qualificazioni e due nel tabellone principale) in un torneo nel quale non ne aveva mai vinto una nelle quattro precedenti edizioni a cui aveva partecipato. C’è finalmente il sole oggi a Cincinnati, ma a influenzare le condizioni di gioco c’è un fastidioso vento, tanto forte da smuovere anche le telecamere fisse della tv. Nell’unico match degli ottavi di finale che non vede in campo nessuna testa di serie, i due giocatori, tanto talentuosi quanto incostanti, si dividono i primi due set: nel primo a Dolgopolov basta un break sul 4-3, nel secondo Janowicz scappa subito 5-0 per poi chiudere 6-3 (il primo set vinto dal polacco contro l’ucraino in carriera). Nel terzo set il vento finalmente cala e il livello di gioco si alza: Janowicz ha subito due opportunità di break, ma Dolgopolov le annulla e grazie al 7° doppio fallo del polacco strappa il servizio all’avversario per il 4-2. Sembra finita, ma Dolgopolov fallisce due match point sul 5-2 e nel game successivo concede il controbreak. Janowicz, giocatore spesso fuori dalle righe, va a servire per pareggiare i conti ma concede un terzo match point al tennista di Kiev, che grazie al diritto in rete dell’avversario si garantisce un posto fra i migliori 8 del torneo e il ritorno fra i primi 50 del mondo.

Risultati:

[1] N. Djokovic b. [13] D. Goffin 6-4 2-6 6-3
F. Lopez b. [8] R. Nadal 5-7 6-4 7-6(3)
[2] R. Federer b. [15] K. Anderson 6-1 6-1
[5] S. Wawrinka b. I. Karlovic 6-7(2) 7-6(5) 7-6(5)
[12] R. Gasquet b. [7] M. Cilic 7-5 6-3
[Q] A. Dolgopolov b. J. Janowicz 6-3 3-6 6-4
[6] T. Berdych b. T. Robredo 6-0 6-1
[3] A. Murray b. [16] G. Dimitrov 4-6 7-6(3) 7-5

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ATP Ginevra: ancora Ruud, il fantasmino riappare sul più bello. Sousa da applausi

Una partita durissima, con Ruud che subisce la rimonta e rientra a un passo dal baratro, contro uno splendido Joao Sousa

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Casper Ruud - Roma 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

[2] C.Ruud b. J.Sousa 7-6(3) 4-6 7-6(1)

Ancora una volta Casper Ruud, per il secondo anno consecutivo è lui il campione del Geneva Open, ultimo ATP 250(insieme a quello di Lione dove ha trionfato Cameron Norrie) prima del Roland Garros. Una partita intensa, mai scontata, con tanti momenti di bel tennis, quella che ha visto il numero 8 del mondo prevalere su Joao Sousa. Svariati meriti vanno certamente al portoghese, che non ha mai mollato e ha espresso un tennis duro e sempre aggressivo, recitando per gran parte dell’incontro la parte della testa di serie e non dello sfavorito. Alla fine la caratura dell’avversario, e la miglior gestione di certi momenti del fantasmino, hanno fatto crollare l’ex n.28 al mondo al momento di servire per il match, negandogli la seconda vittoria in carriera sul rosso dopo quella all’Estoril nel 2018. Per il norvegese si tratta invece dell’ottavo titolo in carriera(tutti 250), e del settimo sulla terra, presentandosi dunque a Parigi come un ostacolo per tutti, visto l’ottimo periodo di forma, specie mentale, dimostrato in queste tre ore di maratona sui campi svizzeri.

Il tabellone completo dell’ATP 250 di Ginevra

 

Il match – in partenza Ruud è super efficace alla battuta (addirittura due ace nel primo game) e si fa valere anche con il dritto. Sousa vorrebbe accorciare gli scambi ma è il norvegese il primo a riuscirci : con due ottimi vincenti di diritto mette pressione all’avversario e va a break nel terzo game, finalizzato con un errore di Sousa, che comunque riesce a rimanere in scia, ma deve sperare anche in qualche regalo(sempre raro) dell’avversario. Il portoghese gioca bene, molto preciso e pesante da fondo, ma dall’altra parte il norvegese sta scavando la differenza servendo in modo straripante, e rendendo quel piccolissimo passaggio a vuoto di Sousa fatale. Arriva poi però effettivamente una mano dal n.8 al mondo, che con tre errori di fila va sotto 0-40: ancora una volta ecco il servizio in aiuto con tre prime vincenti consecutive, e che sfrutta anche per aprire il campo successivamente e portare a casa il game. Battuta che diventa poi preziosa alleata di Sousa nel nono game, che sfrutta per annullare ben tre set point con grande calma e freddezza, pizzicando più che può il rovescio dell’avversario. Proprio sul più bello c’è un calo di tensione inaspettato di Ruud nel decimo gioco, causato anche da un improvviso aumento della spinta e della precisione del portoghese, che riesce a strappare il break sfruttando un leggero ritardo negli spostamenti del fantasmino, per poi assicurarsi in scioltezza il tie-break. Alla fine, seppur impiegando un po’ più del previsto, il semifinalista di Roma porta casa il primo set al tie-break per 7 punti a 3, ritrovando un po’ di spinta e approfittando anche di un Sousa che dopo l’accelerata dei game finali del parziale torna alla normalità e non riesce neanche a trovare più stessa pesantezza con il servizio o con il dritto.

I primi tre game del secondo parziale ne vedono due ai vantaggi, ma senza palle break, con qualche spunto: Sousa cerca ancora di di più il rovescio di Ruud, che continua a servire bene, ma sembra soffrire un po’ di più l’iniziativa dell’avversario. Era fin troppo evidente il calo del norvegese, specie in spinta, e si concretizza con il break nel quinto game, dove accorcia tanto e non trova incisività, concedendo a Sousa di aggredire e procurarsi la chance di break, concretizzata con l’ennesimo errore di un Ruud nervoso e falloso da fondo, bene solo al servizio, che però da solo non basta. Arriva nell’ottavo gioco il primo squillo del set per il norvegese, che finalmente alza un po’ il ritmo e mette pressione, conquistandosi(causando un paio di errori a Sousa) una palla break, annullata in avanzamento e con stop volley dal portoghese, che tiene un gran game molto aggressivo e propositivo. E alla fine il break nel quinto game si rivela decisivo, dato che Joao Sousa va a chiudere il set con il punteggio di 6-4, meritatamente, giocando non solo in difesa ma anche molto in pressing per tutto l’arco del parziale, mettendo in difficoltà un gran difensore come Ruud, che nonostante abbia cercato di variare nei colpi e anche con qualche buon servizio è colpevole di troppi banali errori.

Tre game a ritmo un po’ più blando per iniziare il set decisivo, con scambi più corti e Sousa che perde spesso controllo dei colpi, concedendo a Ruud una certa tranquillità da fondo, dove sembra aver ritrovato il suo dritto. Ancora una volta nel quinto game si rompe l’equilibrio, sempre a favore di Sousa: Ruud continua ad essere troppo leggero, quasi contratto e il portoghese lo aggredisce su entrambi i lati, sottolineando il calo anche del dritto, che infatti sarà il colpo che andando lungo regalerà il break. Nel nono game c’è qualche sprazzo del Ruud che ci aspettavamo, che alterna buon servizio e costruzione da fondo, per quanto appaia quasi timido quando deve anche solo attaccare, come se non ci creda più lui per primo. Ma sul più bello trema il braccio a Sousa, che aveva perso 3 punti al servizio nell’intero set decisivo, e alla fine subisce il break al momento di servire per il match, accorciando troppo e permettendo al norvegese di accelerare con il dritto e farlo andare a destra e sinistra, approfittando anche di un non forzato sulla palla break.

Annulla due match point nel dodicesimo game Sousa, con grande coraggio e qualità, servendo un ace e giocando uno scambio ai limiti del respiro, subendo un rientro spaventoso di Ruud sul lato del dritto, tornato ad essere atomico. E infatti si conferma il livello ritrovato del fantasmino nel tie-break, il primo a decidere una finale ATP in questo 2022: 7 punti a 1 per il norvegese sarà il punteggio finale, con il portoghese che subisce una serie di dritti vincenti e di gran servizi, il vero leit-motiv di questo pomeriggio per Casper. Comunque esce a testa altissima Joao Sousa, nonostante un tie-break finale che lascia l’amaro in bocca, insieme ai rimpianti per aver tremato sul più bello, ma non è il primo a bruciarsi le ali proprio sotto al sole. Ruud si conferma un osso durissimo, troppo spesso sottovalutato. Un rappresentante puro di un detto che andrebbe affisso in ogni scuola tennis: “La partita è persa solo quando smettiamo di provare“. E oggi, più che mai, è stato così.

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ATP Lione: quarto titolo in carriera per Cameron Norrie, battuto Molcan

Il britannico si aggiudica in tre set la sfida con Molcan. Per entrambi ora testa a Parigi

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Cameron Norrie - Roma 2022 (foto Twitter @the_LTA)

[1] C. Norrie b. A. Molcan 6-3 6-7(3) 6-1

Dopo aver fallito l’assalto al titolo nel 2021 fermato in finale da Stefanos Tsitsipas, Lione diventa finalmente terra di conquista per Cameron Norrie. Il britannico si aggiudica in tre set la sfida tra mancini e porta a casa il trofeo dell’Open Parc Auvergne-Rhone-Alpes Lyon 2022.  

Per Norrie si tratta del quarto titolo, il primo su terra rossa, alla finale numero dieci in carriera. Per il britannico è il secondo del 2022 dopo Delray Beach, che si aggiunge ai titoli di Los Cabos 2021 e soprattutto Indian Wells. Terza finale e terza sconfitta per Alex Molcan che si ferma di nuovo all’ultimo atto come accaduto a Belgrado 2021, torneo dove da qualificato si spinse fino in finale prima di arrendersi a Djokovic e a Marrakech lo scorso aprile. Per Molcan rimane la gioia dell’ingresso in Top40, con il suo best ranking al numero 38.

 

Il tabellone completo dell’ATP 250 di Lione

IL MATCH – Inizio di partita troppo brutto per essere vero da parte dello slovacco. Tanti errori e pronti via Norrie è già avanti di un break. Lo slovacco nel game successivo avrebbe subito l’opportunità di rientrare ma Norrie sembra più in palla. Lo slovacco prova a variare il gioco puntando sul serve and volley, ma sulla prima sortita a rete il passante dritto di Norrie vale la palla break, sul secondo tentativo commette un brutto errore e Norrie si issa facilmente sul 4-1 approfittando anche di un Molcan poco efficace con la seconda.

Quando la partita sembrava totalmente nelle mani di Norrie, sotto 4-1 30-0 Molcan tira fuori il carattere con due vincenti al termine di due scambi dominati che fanno suonare il campanello d’allarme a Norrie. Lo slovacco è costretto a fermarsi per un medical time out visto il ginocchio sinistro sanguinante inseguito ad una scivolata. Al rientro è subito palla break ottenuta per un errore di Norrie dopo una lunga battaglia sulla diagonale di rovescio. E ancora su quella diagonale il rovescio di Molcan punisce il britannico recuperando uno dei due break di svantaggio.

Dopo il breve sussulto Molcan ritorna ad essere falloso, un dritto lungo di misura si trasforma nella palla set per Norrie, con l’aiuto del servizio ne salva una ma poi al termine di uno scambio combattuto ancora sulla diagonale di rovescio, il tentativo di approccio a rete dello slovacco si rivela infruttuoso con Norrie che porta a casa il primo parziale per 6-3.

L’inizio del secondo parziale segue il copione del primo con il break in apertura stavolta appannaggio di un Molcan molto più aggressivo che mette subito in difficoltà un falloso Norrie. Ma al contrario di quanto fatto dal britannico nel primo set, Molcan restituisce subito il favore giocando un bruttissimo game con annesso il primo doppio fallo del match. Più solido al servizio e regolare Norrie mentre va avanti a fiammate Molcan, che gioca più aggressivo andando a caccia del vincente, non sempre con l’esito sperato. Errori che fanno perdere le staffe allo slovacco che getta la racchetta a terra dopo aver fallito un dritto a campo aperto con Norrie in evidente difficoltà nello scambio.

Molcan avrebbe anche l’opportunità di portarsi a servire per il set ma Norrie abbandona lo status attendista e gioca in maniera aggressiva chiudendo a rete prima di tirar fuori ancora un paio di jolly dal proprio servizio. Norrie sfrutta l’abbrivio e conquista due match point ma lo slovacco non ha nessuna intenzione di cedere e prima approfitta di un errore di Norrie e poi a suon di vincenti porta il match sul 5-5.

Si va al tie-break decisivo con la sensazione che sia la precisione di Molcan a decidere l’andamento dello scambio. Norrie parte subito con un doppio fallo e complici alcuni errori si ritrova subito ad inseguire 4-1. Il britannico tenta un accenno di rimonta ma per Molcan è una formalità portar a casa il secondo parziale per 7-3.

Prima il toilet break di Norrie poi un problema che non rende possibile innaffiare il terreno del Centrale di Lione posticipa l’inizio del set decisivo. Il britannico si presenta molto più aggressivo tentando nuovamente l’approccio a rete e proprio la conquista del campo da parte del campo e successiva palla corta valgono il primo break del terzo parziale. La maggior esperienza di Norrie scende in campo il britannico riesce a convertire ogni palla break che gli capiti sottomano mentre Molcan manca di concretezza e un recupero lungo di Molcan si traduce nel 6-1 finale.

Per entrambi adesso la prossima fermata sarà Bois de Boulogne, per Molcan ci sarà l’esordio contro l’argentino Federico Coria mentre Norrie attenderà il francese Guinard.

Il tabellone completo dell’ATP 250 di Lione

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ATP

Caso Wimbledon, le reazioni dei tennisti. Stakhovsky: “ATP e WTA dalla parte di invasori e assassini”

Aperta condanna dei tennisti ucraini alla decisione di non assegnare punti a Wimbledon. “Giornata vergognosa per il tennis”. E ci sono le proteste di chi non può difendere un buon risultato del 2021

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Nella giornata di vigilia del Roland Garros 2022, si parla quasi più di quanto accadrà al prossimo torneo dello Slam in programma, ovvero Wimbledon (27 giugno – 10 luglio). La discussione è stata accesa dai comunicati di ATP e WTA che hanno annunciato di non assegnare nessun punto valido per i ranking ai partecipanti al torneo quest’anno. La decisione dei due organi del tennis professionistico è arrivata in seguito alla forte e contestata presa di posizione dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club di Wimbledon (insieme alla federtennis britannica) di negare l’accesso all’evento 2022 a tennisti e tenniste russi e bielorussi. Un segnale forte in opposizione all’invasione dell’Ucraina in fine febbraio, consigliata – ma non imposta – dal governo di Boris Johnson.

La scelta dell’ATP implica dunque che i tennisti potranno solo vedersi sottratti i punti conquistati l’anno passato a Church Road (o comunque non potranno migliorarsi). A meno di clamorosi e al momento poco concreti passi indietro delle parti, dal punto di vista prettamente sportivo ciò potrebbe avere dei risvolti pesanti sull’entry list del torneo. Pur tenendo a mente il gran prestigio di quello che è considerato popolarmente e da diversi atleti lo Slam storicamente più prestigioso, c’è da aspettarsi una buona dose di forfait e forse un atteggiamento diverso da parte degli atleti sul campo (anche se i premi sportivi restano comunque intatti, o forse verranno incrementati).

Al di là di questo, il dibattito dai chiari risvolti politici ha coinvolto diversi personaggi del mondo della racchetta. Il punto di vista di tennisti ed ex tennisti ucraini resta inamovibile, come constatato anche in altre occasioni. “C’è una ragione per cui Wimbledon è probabilmente la competizione tennista più conosciuta” ha scritto su Twitter l’ex numero 13 ATP Alexandr Dolgopolov. “Punti o non punti, ci sono cose molto più grandi del tennis in questi tempi così difficili. Wimbledon sta dalla parte giusta e manterrà una perfetta reputazione. Per il resto, è la loro scelta”. È significativo anche il tweet in risposta a un commento che provava a difendere i tennisti che il torneo non potranno proprio giocarlo: “Per adesso loro stanno solo supportando con il silenzio queste azioni. Il ban per loro è la giusta decisione a meno che non si oppongano a questo massacro”.

 

Su Twitter si ritrova anche il pensiero di un altro ex-tennista, Sergiy Stakhovsky: “Dire che sono deluso dall’ATP è dire poco. Non mi sarei mai aspettato che qualcuno potesse prendere le parti di invasori e assassini. Ma mi sembra che anche i miei colleghi giocatori siano dispiaciuti per le invasioni da Russia e Bielorussia. Giocatori che in 85 giorni non sono stati in grado di produrre nessun chiaro messaggio di condanna verso l’invasione dell’Ucraina. È un giorno vergognoso nel tennis”. Per quanto sia giusto restare inamovibili di fronte a ciò che ha subito la popolazione ucraina nei suoi territori, a onor del vero bisognerebbe anche ricordare che azioni come quella di Rublev (che non condannò apertamente il suo Paese, ma lo fece implicitamente scrivendo sulla telecamera in un post-match ‘No alla guerra’) non sono di poco conto.

Inoltre c’è anche il breve commento di Reilly Opelka su Twitter. L’americano ha ri-condiviso la notizia della non assegnazione dei punti e, con la provocatoria ironia che lo contraddistingue, ha scritto il breve commento: “Sono carichissimo per questa esibizione!!”.

Invece la giovane tennista ucraina Marta Kostyuk, attualmente numero 59 WTA, ha pubblicato uno screenshot preso dal canale Telegram di Vladimir Soloviev, noto giornalista russo che condivide in toto le idee del Cremlino. Soloviev ha riportato la notizia riguardo la non assegnazione dei punti ATP e WTA a Wimbledon ’22 sul suo canale Telegram seguito da oltre 1 milione di persone. “Grazie WTA e ATP per essere oggi protagonisti nell’appoggio alla Russia e alle sue news” ha scritto Kostyuk.

C’è anche la posizione di quei giocatori che, avendo ottenuto un buon risultato a Wimbledon la scorsa stagione, vedranno scomparire quei punti dal loro ranking, senza – ed è questa la novità – aver la possibilità di difenderli. Marton Fucsovics, che nel 2021 ha raggiunto i quarti di Wimbledon, scrive su una Instagram Story: “Non ci sono punti per il ranking in palio a Wimbledon e non c’è la possibilità di difenderli. Siete seri ATP Tour? Dal numero 60 del mondo finirò al 120. Grazie!”.

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