Marion Bartoli: "Le accuse di doping sono false. So quanto ho faticato per vincere Wimbledon"

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Marion Bartoli: “Le accuse di doping sono false. So quanto ho faticato per vincere Wimbledon”

Torna a parlare Marion Bartoli, ritiratasi ormai da oltre due anni, rispondendo aspramente alle accuse di doping piovute sul suo conto

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La vincitrice di Wimbledon 2013, la francese Marion Bartoli, intervistata da “La Provence”, ha voluto ribadire ancora una volta la propria totale estraneità alle numerose voci sul suo presunto utilizzo di sostanze dopanti, che sarebbero state la reale causa del suo precoce ritiro dalle attività agonistiche: “Solo io so quanto ho faticato in allenamento per raggiungere quel risultato” ha affermato la transalpina “Non mi sono mai dopata. Non solo non l’ho mai fatto, ma non ho nemmeno mai pensato di farlo. Ogni mattina posso guardarmi allo specchio con la coscienza pulita e la consapevolezza di aver sudato ogni giorno per guadagnarmi solo con le mie forze il trionfo di Wimbledon. La gente sicuramente continuerà a parlare, ma la cosa non mi tocca per niente”.

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ATP Sofia, Musetti spegne il fuoco di Lazarov e vince in rimonta al terzo

Prestazione eccelsa e sorprendente di Lazarov fino al tie-break del secondo set. Poi cede di testa e di gambe. Musetti rimane lucido e aggressivo e vince al terzo

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La wild card Alexandar Lazarov fa faville per due set. Ace, passanti, rovesci ad uscire, incrociati e volée… Il bulgaro è ispiratissimo e disputa il match della vita fino al 5-4 del tie-break del secondo parziale. Poi, un sanguinoso doppio fallo e, da lì, l’inizio della fine. Subisce la rimonta di Lorenzo per poi cedere di testa e di gambe. Bravo Musetti che, se all’inizio non si dimostra sufficientemente aggressivo, sale ulteriormente di livello diventando più offensivo nel secondo set. Non si lascia mai scalfire dall’intraprendenza esplosiva dell’avversario, stringe i denti e sfianca un ormai spento Lazarov al terzo, chiudendo con lo score di 6-7(5) 7-6(8) 6-2 dopo due ore e 42 minuti. Il prossimo avversario sarà il vincente del match tra Struff e Humbert.  

LA PARTITA

Un avvio di match offensivo e intraprendente per Alexandar Lazarov nel suo primo incontro con Lorenzo Musetti, n. 4 del seeding. Il 24enne bulgaro, nonostante si posizioni al n. 334 del ranking, mostra un tennis propositivo e di grande qualità. Tuttavia, Lorenzo non si scompone e pareggia immediatamente i conti sul 2-2. I due danno a vita a scambi vivaci e in accelerazione e Lorenzo scampa il pericolo del break sul 2-3; Lazarov estrae dalle proprie corde due vere e proprie chicche vincenti con il rovescio ad uscire – bellissimo, ad una mano anche per lui -, salendo poi ancora sul 4-3 e continuando ad essere impeccabile, al servizio e con i fondamentali da fondo. Il testa a testa continua fino al 6-6, è tie-break.
Il bulgaro gestisce in modo egregio in primi punti e sale 4-2, imponendosi con due mini-break su Lorenzo. Sale ancora 5-3 per poi procurarsi tre setpoint sul 6-3. Il terzo è quello buono, giocato in modo esplosivo e coraggioso da Lazarov che va a prendersi la prima frazione per 7-6 dopo poco più di un’ora. L’azzurro paga un tennis forse un po’ troppo attendista e timido rispetto al piglio e all’aggressività del bulgaro.

 

Il ritmo e la qualità del gioco non vengono meno nel secondo set. Anzi. I due mantengono grande intensità, soprattutto Lazarov, sempre perfetto al servizio e scatenanto negli scambi. Lorenzo non è da meno, gestendo magnificamente i colpi di fino e deliziando il pubblico di Sofia con l’eleganza delle sue soluzioni al volo. Si porta così in vantaggio 3-2. Ma attenzione, perché Lazarov, dal 40-15, si fa rimontare da Lorenzo che si procura la prima palla break dell’incontro. Tuttavia, il bulgaro non si lascia distrarre e si salva servendo l’ennesima fucilata, per poi impattare sul 3-3. Musetti fa un ulteriore passo in avanti vincendo a zero il proprio turno di servizio, 4-3.

Lazarov continua il festival delle prodezze e si procura così due palle break. Lorenzo però le salva entrambe e avanza 5-4. Non solo. Si procura anche un setpoint ma Lazarov è prontissimo: con l’ennesimo ace annulla le chance dell’avversario e lo raggiunge sul 5-5; continua a fare i fuochi d’artificio e ora è lui a strappare il servizio a Musetti, per poi avanzare ancora sul 6-5.

Ma attenzione… Lorenzo non ci pensa un attimo a spingere, è aggressivo al punto giusto; Lazarov si lascia sorprendere e, alla fine, l’italiano conquista il suo primo break del match. Non basta, i due pareggiano ancora e si giunge al secondo tie-break.

Musetti sale rapidamente 4-2; gli smash, ripetuti, e la risposta vincente, concedono a Lazarov altri due punti preziosi che gli consentono il pareggio sul 4-4. Altro smash travolgente per il 5-4. Ma ecco che arriva un dolorosissimo doppio fallo bulgaro e Lorenzo può avvicinarsi sul 5-5. Musetti poi, sul 6-5, si procura il secondo setpoint. Il servizio però non tradisce Lazarov che gli annulla un altro setpoint sul 7-6. Ce n’è un quarto, sul quale, però, Lorenzo commette doppio fallo, ed è 8-8. Il quinto, sul 9-8, è quello buono. Con un dritto vincente, Musetti frena la cavalcata vincente del bulgaro e riapre il match per giocarselo al terzo set.

Ora, invece, è tutta un’altra storia perché il match cambia volto in un lampo. Lazarov appare provato, stordito e del tutto privo di energie dopo un rendimento altissimo nei primi due parziali ma, soprattutto, dopo essere stato a due punti dal match. Lorenzo invece si rinfranca ulteriormente, diventando padrone assoluto negli scambi. Sale 2-0 in un baleno. Il calo è netto per il bulgaro, ormai fermo sulle gambe, non trovando più alcuna spinta né al servizio né da fondo. Musetti allunga ancora sul 3-0 poi sul 4-1 per chiudere definitivamente l’incontro con il punteggio di 6-7(5) 7-6(8) 6-2. Ma grande onore ad Alexandar Lazarov per aver saputo mettere in campo un tennis di altissima qualità ad un ritmo altissimo, ritmo al quale, però, non è ancora sufficientemente avvezzo. Il prossimo avversario di Musetti sarà il vincente tra Jan-Lennard Struff e Ugo Humbert.  

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ATP Tel Aviv: Cressy elimina Korda, Cilic in tre set su Thiem

L’attaccante franco-americano elimina il figlio di Petr. Nel match di maggior blasone della giornata, primo successo del croato contro l’austriaco.

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Cinque incontri di singolare in programma nel mercoledì del Watergen Tel Aviv Open, due a completare il primo turno e i restanti valevoli per i quarti di finale. Per quanto riguarda il doppio, l’attesa coppia formata da Novak Djokovic e il ritirando Jonathan Erlich non è scesa in campo, sembra a causa di un infortunio patito dal veterano israeliano nell’allenamento di sabato scorso insieme al connazionale Andy Ram.

Al primo turno, Tomas Martin Etcheverry aveva ottenuto la sua miglior vittoria in carriera contro il n. 39 Aslan Karatsev, primo top 50 battuto su sei tentativi; una vittoria che il classe 1999 argentino aveva dedicato alla sorella scomparsa la settimana scorsa. Non si è ripetuto al secondo turno contro un altro russo, Roman Safiullin, che lo ha battuto 6-1 6-4 prendendosi il suo secondo quarto di finale ATP in carriera dopo le semifinali raggiunte a Marsiglia in febbraio. Venerdì, Roman cercherà almeno di replicare quel risultato contro il vincente fra Schwartzman e Rinderknech.

Lo statunitense Maxime Cressy, quarto del seeding, si fa bastare un break per set per superare il connazionale Sebastian Korda con il punteggio di 6-4 6-4. La rottura nel primo parziale arriva già nel terzo gioco dopo un primo “15” ben manovrato da Sebi che chiude con il vincente il lungo scambio. Maxime però prende la rete dopo una buona risposta, poi è lui a lavorare bene la palla; un paio di imprecisioni del classe 2000 di Bradenton ed è sorpasso. Korda subito a caccia del contro-break, ma l’altro risale da 15-40 con un ace di seconda e una prima che gli offre una comoda volée. Sebastian non avrà altre occasioni nel resto del match, anzi è lui a rischiare ancora nel settimo gioco, salvandosi però con una seconda profondissima seguita da dritto imprendibile. Nel secondo set, Cressy passa sul 4 pari infilando tre punti ai vantaggi: un doppio fallo, un errore con lo slice e una risposta vincente. Chiude poi tenendo a zero come aveva fatto nel primo set prendendosi il quarto di finale contro Emil Ruusuvuori oppure Constant Lestienne, vincitore di Mannarino nell’incontro che ha aperto il programma del Centrale.

 

Il match di cartello tra due campioni Slam quello che vede Marin Cilic battere 6-7(6) 6-2 6-4 Dominic Thiem, primo successo croato dopo le sconfitte nelle quattro precedenti sfide.

Scambi pesanti, accelerazioni, variazioni slice, occasionali sortite a rete, anche se il livello non è certo il più alto che i due hanno espresso in carriera e che ci si augura possano tornare a farci ammirare, soprattutto da parte austriaca. Insomma, c’è qualche errore di troppo, ma il duello si fa guardare. Il primo strappo è di Domi che gioca un buon quinto game, approfittando anche della complicità croata con lo smash relativamente comodo fuori bersaglio. All’ottavo gioco, però, Thiem si fa prendere dalla fretta dopo l’errore con il rovescio steccato: un serve&volley avventuroso e due colpi fuori di metri significano 4 pari. Il parziale si decide allora al tie-break, dove risulta determinante lo sventaglio di Marin che finisce in corridoio, errore punito dalla battuta vincente di Thiem che gli vale il set.

Riparte più convinto Cilic, mentre Dominic sbaglia davvero troppo e muove il punteggio solo quando è già sotto 0-4. Parziale compromesso per lui, anche perché Cilic in battuta non concede nulla e si va al terzo.

Il ventinovenne di Wiener Neustadt esce per un toilet break e al rientro Cilic gli fa male con il dritto procurandosi subito tre palle break consecutive che si vede però annullare, l’ultima con monomane lungolinea che strappa applausi. Al sesto gioco, Cilic salva il 30-40 con la battuta, mentre Domi può recriminare per non essere riuscito a rispondere in campo alla seconda al corpo sullo 0-30. Si arriva senza scossoni al 3-2 Thiem che ha una palla break non sfruttata nel sesto gioco: non sarà altrettanto generoso nel gioco successivo dove arriva il break decisivo. Cilic lo difende senza problemi e chiude 6-4 dopo 2h44 festeggiando così alla grande il suo 34° compleanno.

IL TABELLONE DELL’ATP 250 DI TEL AVIV

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WTA Parma: tempra inossidabile per una Paolini d’acciaio, ma quante chance mancate da Cocciaretto

Elisabetta propone un tennis più vario, con molte soluzioni, ma paga il 5 su 20 nella concretizzazione delle palle break. Ne approfitta Jasmine, che trova gusto nel rimontare

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Jasmine Paolini - Parma Ladies Open 2022 - Credits Daniele Combi

J. Paolini b. E. Cocciaretto 4-6 6-3 6-4

Ci ha preso gusto, oramai, a vincere di rimonta Jasmine Paolini, a trionfare soffrendo. Dopo aver passato in campo 2h21’ di gioco, sul Centrale del Tennis Club Parma, per avere la meglio sulla quartofinalista dell’ultima edizione di Wimbledon Julie Niemeier, le è servito lo stesso kilometraggio temporale con l’aggiunta di un minuto, per superare la connazionale di cinque anni più giovane Elisabetta Cocciaretto. Lo score finale recita: 4-6 6-3 6-3 in, appunto, 2h22’. Un risultato però, per ampi tratti della partita andata in scena, bugiardo rispetto alla prestazione mostrata dalla marchigiana. Il dato emblematico, che rappresenta alla perfezione la mole di tennis messa a disposizione del mattone tritato romagnolo da parte della 21enne di Ancona, ma allo stesso tempo ciò che le è mancato per andarsi prendere realmente la partita; è quello relativo al cinismo nel far fruttare la quantità industriale di palle break che si è procurata. Infatti Betta, ha concretizzato soltanto 5 dei – udite, udite – 20 break point offerti gentilmente dall’avversaria, ma anche costruiti di forza a suon di soluzioni pregiate e raffinate. Variazioni, che tuttavia si sono frantumate in mille pezzi dinanzi all’agonismo inossidabile di Jas e che hanno fatto da cornice al solito derby azzurro tra sfidanti “trottoline”, con i servizi ovviamente viziati da una sfilza di break (11 in tutto il match). Ai quarti del Parma Ladies Open per Paolini ci sarà la montenegrina Danka Kovinic (n. 78 WTA), esattamente un posto avanti in classifica alla 26enne toscana.

IL MATCH – Primo set molto equilibrato e disputato dinanzi ad una non foltissima cornice di pubblico. Parte bene Cocciaretto che strappa il servizio alla sua connazionale alla quinta palla break costruita. Paolini si rifà subito nel turno di battuta successivo, ma la precarietà della prima di servizio da una parte e dall’altra rende spigoloso il percorso di entrambe. E’ Paolini la giocatrice più in affanno sul suo turno di battuta e sarà costretta ad annullare ben sette palle break. La svolta nel primo set, arriva dopo 40 minuti quando Cocciaretto aumenta la qualità dei suoi colpi e costringe Paolini alla resa nel corso del nono gioco. Il break viene consolidato immediatamente dalla n. 98 del ranking che al primo set point chiude 6-4

 

Nel secondo set, Cocciaretto avrebbe immediatamente l’occasione per ammazzare la partita, anzi ben tre, issandosi 0-40 nel game iniziale della seconda frazione. Qui però, ad un passo dal precipitare nel burrone, Paolini riesce a salvarsi miracolosamente facendo affidamento a tutta la sua caparbietà agonistica. Tuttavia questo turno di servizio tenuto in piedi in extremis dalla 26enne di Castelnuovo di Garfagnana, si rivelerà soltanto un unicum nell’andamento intrapreso dal parziale. Infatti, dopo che la 21enne di Ancora porta a casa, a quindici, il proprio game alla battuta inaugurale del set, viene dato il via libera al Festival “dei servizi strappati”, con addirittura un filotto di quattro break consecutivi, che hanno fissato così il punteggio a metà score sul 3-3 in perfetto equilibrio. Il match sembrava decisamente ben indirizzato nelle fauci della n. 98 WTA, invece quel sesto game – del secondo set – in cui Elisabetta pur andando avanti 30-15, non è riuscita consolidare il vantaggio ma anzi si è fatta rimontare subendo un nuovo contro-break e dimostrandosi anche non cinica nello sfruttare due possibilità di 4-2 – cedendo al contrario, ai vantaggi, il fondamentale d’inizio gioco alla seconda chance -; può aver di fatto cambiato l’inerzia della contesa e riscritto le pieghe della sfida. Questo perché, nell’ottavo gioco sul 4-4, la classe 2001 marchigiana si è vista sottrarsi per la terza volta nel parziale il proprio gioco di servizio, dando il là alla conquista della frazione da parte della tennista toscana; la quale nonostante sia stata costretta a ricorrere al terzo set point, in qualche modo è riuscita nell’intento di trascinare la contesa al set decisivo: 6-3 in 45 minuti per la n. 79 del ranking mondiale.

Coccia rischia di capitolare definitivamente, nel game d’apertura della frazione finale ritrovandosi a dover rincorrere dal 15-30; tuttavia aggrappandosi al match con tutta la sua forza di volontà supera indenne questo svarione recuperando lo svantaggio. A quel punto, rinvigorita dallo spavento corso ma brillantemente “sconfitto” si procura complessivamente nei due turni di risposta successivi: tre palle break, una nel secondo gioco del set e due consecutive nel quarto. Purtroppo però, alla semifinalista junior dell’Australian Open 2018 manca per l’ennesima volta in questo incontro la “castagna” del killer instinct – ha concretizzato soltanto 4 dei 18 break point avuti a disposizione in tutta la partita -. Ed in questa circostanza, non riesce a dimostrarsi – come invece fatto nelle precedenti medesime situazioni – forte mentalmente nel farsi scivolare di dosso le possibilità sprecate, concede la testa della “corsa” all’avversaria in un momento che potrebbe essere fatale per il prosieguo del suo torneo emiliano. Ma la classe ’96 di madre ghanese, con anche origini polacche, è benevola nei confronti della connazionale, decidendo dunque di rimetterla in careggiata quasi come se provasse un certo senso di disagio nel poter – anche solo immaginare – di vincere questo derby nonostante tutte le chance avute da Elisabetta (3-3). La 21enne toscana però, che si allena presso il CT di Porto San Giorgio, sembra frastornata e tramortita da tutte le ghiotte occasioni non concretizzate, e perciò inizia a spegnersi fragorosamente riconsegnando nelle mani dell’ex n. 44 delle classifiche nuovamente le redini del duello. Come accaduto anche nella parte centrale del secondo set, va in scena un parziale di break in fila – questa volta tre, nel secondo erano stati quattro -. Sul 4-3 per Paolini, infatti, non c’è alcun acuto di reazione della inseguitrice con Jas che prima s’inerpica sul 5-3, e poi sui guadagna un match point nel gioco successivo. All’allieva di Fausto Scolari va comunque riconosciuto il merito di non essersi lasciata andare totalmente, allungando l’allungabile; ma al terzo match ball nulla ha potuto, dovendosi arrendere alla combattività formidabile di Jasmine: un 6-4 di rimonta, a chiudere i giochi dopo la bellezza di 2h22’ di partita.

GLI ALTRI MATCH – (a cura di Paolo Michele Pinto) Sugli altri campi, Zanevska sfrutta un infortunio occorso a Galfi nel secondo game del primo parziale. La belga vince 6-1 6-3 in 1h16’. Tanta sofferenza per l’ungherese, mentre la belga tiene saldamente il suo servizio e chiude la pratica agevolmente. Affronterà Sakkari, che invece vince in rimonta su Rus 3-6 6-2 6-3 in un match dai due volti. Olandese che non mette mai in partita la greca nel primo parziale e che arriva a palla break nel primo gioco del secondo parziale. Da lì in poi Sakkari sale di livello e riesce a limitare gli errori gratuiti. Non sfrutta una palla break nel sesto gioco del terzo set e va in affanno nel suo turno di servizio successivo dove deve rimontare da 15-30. Anche nel game decisivo della gara annulla una palla break prima di chiudere al secondo match point.

Anche Bogdan vince soffrendo: la sua sfida contro Schmiedlova finisce 6-2 3-6 6-3 in 2he21’. La testa di serie n. 6 si complica la vita dopo un set agevole. Finisce sotto di un break nel set decisivo e con un medical time-out da chiamare per allentare la fatica fisica. Da lì in poi è un’altra partita e per la belga si spalancano le porte dei quarti di finali.

Sherif, invece, battaglia e conquista meritatamente il passaggio del turno ai danni di Waltert 6-3 7-6(1) in 1h48’. Gara intensa, con numerosi game combattuti. Primo set agevole per l’egiziana che, però, soffre nel secondo set il ritorno dell’avversaria che va avanti anche di un break. Sherif è brava a restare lucida e a rientrare in partita. Domina il tiebreak e continua la sua avventura a Parma. Affronterà una splendida Lauren Davis tornata ad esprimersi su buonissima livelli. L’americana batte Sorribes Tormo con il punteggio di 3-6 6-4 7-5, dopo una battaglia tennistica durata ben 3h05’. Brava a crederci la n. 99 del ranking. Sotto di un set e di un break nel terzo, ha saputo trovare la forza per risalire la corrente e vincere 7-5 una gara molto combattuta.

Va fuori, invece, Sloane Stephens, testa di serie n. 4. Kovinic la batte in tre set con il punteggio di 7-5 2-6 7-5. L’americana dovrà soffermarsi molto dopo questa sconfitta sulle occasioni mancate, una su tutte il black-out in cui incappa quando è andata a servire per il primo set: subisce un parziale di tre giochi a zero che serve alla montenegrina per portare a casa il round. Poi arriva la roboante reazione di Stephens che lascia poco margine all’iniziativa dell’avversaria e con il suo gioco riequilibra la gara. Nel terzo set succede di tutto. Americana avanti di un break sul 2-1, cede subito il servizio e finisce sotto 4-2. Stephens annulla un match point all’avversaria prima di ribaltare, ancora una volta, il filo conduttore del match. Kovinic va a servire per il match, ma incappa in due doppi che rimettono in partita l’americana. La montenegrina soffre anche per un problema alla gamba destra vistosamente fasciata, ma stringe i denti e infila otto punti di fila e passa il turno chiudendo in 2h35’.

IL TABELLONE DEL WTA 250 DI PARMA

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