Flavia Pennetta nella Storia!

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Flavia Pennetta nella Storia!

Flavia Pennetta ha preso a pallate la numero due del mondo: domina la prima semifinale di Flushing Meadows battendo 6-1 6-3 Simona Halep in un match senza storia. È la prima finalista italiana a Flushing Meadows, la prima in uno Slam diverso dal Roland Garros.

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Flavia Pennetta - QF US Open 2015
 

[26] F. Pennetta b [2] S. Halep 6-1 6-3 (da New York, Ubaldo Scanagatta)

Pazzesco. Non avevo mai visto Flavia giocare così, da quando aveva annullato sei matchpoint alla Zvonareva (2009) su questo stesso Arthur Ashe Stadium!
Solo che oggi ha giocato così dal primo punto all’ultimo, ad eccezione di tre games del secondo set, quando dall’1-0 per lei con break è finita sotto 3-1 prima di infilare, sul 15 pari di quel game, 15 punti consecutivi e – più importante ancora 5 games per chiudere il match con un dritto vincente all’incrocio incredibile per uno storico 6-1, 6-3 in 59 minuti.
Flavia raggiunge la sua prima finale di uno Slam a 33 anni, contro l’unica under 30 delle 4 semiifinalista, visto che Roberta ha 32 anni e Serena quasi 34. E ci riesce prendendo a pallate la n.2 del mondo dopo aver battuto alla distanza, sul fisico, la Kvitova al turno precedente e la Stosur, campionessa dell’US Open nel 2011.

 

E’ la terza italiana a giocare una finale di Slam, che sono quattro in tutto adesso. Ma le altre tre di Francesca Schiavone nel 2010 (vinta) e nel 2011 (persa) e di Sara Errani nel 2012 (persa) erano state tutte al Roland Garros. Questa è la prima fuori di Parigi.
“Sto benissimo fisicamente – mi aveva rassicurato l’altro giorno – non ti preoccupare Ubaldo! “ – mi aveva detto quando io, tutto preoccupato, le chiedevo se non fosse uno sforzo troppo grande dopo le 2,23 minuti sotto il sole con Petra, dover giocare anche il doppio con Sara Errani contro Hingis e Mirza.Un doppio che Flavia non avrebbe mai voluto perdere, soprattutto dopo il “divorzio” abbastanza sorprendente da Martina Hingis con la quale aveva giocato proprio qui lo scorso anno.

Certamente un giorno di riposo in più, dovuto alla pioggia, non ha guastato. Flavia oggi è stata assolutamente straordinaria. Da n.26 sale a n.16 (e, va detto per amor di cronaca toccando legno quando ancora Roberta Vinci deve scendere in campo contro Serena Williams e nemmeno Matteo Renzi oseerebbe dirle “Stai… Serena”, se vincesse il torneo salirebbe a n.8…).

Flavia oggi ha giocato quasi ancor meglio di dritto che di rovescio. La Halep ha provato a sfondarla lì, io temevo – poiché Simona un tantino più vicino all riga di fondo e spingeva molto – che Flavia potesse (di nuovo!) soffrire una eventuale maratona. La Halep, si sa, in genere non molla mai.

In genere…ma non sempre però, perchè come mi ricordava l’attentissimo Luca Baldissera, a Melbourne quest’ann0 contro la Makarova la Halep si era come bloccata per la  tensione ed aveva perso 6-4 6-0 nei quarti di finale. Anche lì, come oggi, aveva fatto soltanto 4 games.
Difatti dal 3-1 15-15, come dicevo sopra, la tennista rumena di cui per anni si era parlato soprattutto perchè si era sottoposta ad un’operazione per ridursi il seno, avrebbe perso 15 punti di fila. Con il secondo doppio fallo a fine game avrebbe ceduto il servizio subito dopo averlo strappato per la seconda volta consecutiva a Flavia. Su quell’abbrivio Flavia teneva a zero la propria battuta e proseguiva su quella scia: ma ancora la Halep non si era arresa.

Il colpo per lei …mortale, una botta psicologica da cui non si sarebbe ripresa, sarebbe arrivato sul sul suo servizio e sul 3 pari  0-15: la rumena ha giocato una smorzata, credendo ovviamente si sorprendere Flavia con un colpo per lei non consueto. Beh, Flavia c’è arrivata e le ha giocato una controsmorzata imprendibile che l’ha lasciata di stucco!

Beh, avresto dovuto vedere la faccia della Halep, dopo quella mazzata. E’ come se da un precedente knock-down avesse subito un k.o.
Flavia non le ha più dato tregua, vincenti da tutte le parti e zero errori. Sarebbero stati 6 di dritto e  6 di rovescio. Totale 16: nei quali c’è un unico doppio fallo, un paio di volee, nel secondo. Ma , insomma, è stato un match perfetto, via!
Grandissima Flavia e grandissima l’emozione di trovarsi lì a due passi da lei mentre quasi incredula levava le braccia al cielo e salutava il suo angolo, e tutti quelli che scorgeva in tribuna, ai quattro lati del campo. Non sono riuscito a trattenere un luccicone. Non so se lei l’abbia visto, ma i due bacini che mi ha dato (ah se l’avesse visto Fabio chissà che scenate di gelosia!) in quel momento per me sono stati beh no…non come il milione e 600.000 dollari che ha vinto lei, però anch’io mi sono sentito per un attimo in Paradiso!

Come certo doveva sentirsi lei. E’ stato bellissimo, non solo per i due bacini eh, e ringrazio ancora una volta Flavia per le emozioni che ha saputo dare a questo vecchio malato di tennis. Che ha 66 anni, esattamente il doppio degli anni di Flavia! E ora vado alla sua intervista, anche se non vorrei perdere un punto di Roberata con Serena. Ma dobbiamo fare gioco di squadra qui. Siamo in tanti per Ubitennis, quattro per la home page italiana, due per quella inglese, ci siamo divisi i compiti. Insieme alla redazione dall’Italia che via via pubblica articoli e foto con grande impegno (e risultati… visto che ogni giorno battiamo i nostri record di visite e affluenza)
Decisamente questo resterà, comunque vada a finire, uno Slam memorabile per il tennis italiano. Non solo per Flavia Pennetta.

Salvador Navarro, coach di Flavia Pennetta, in esclusiva per Ubitennis, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni a Ruggero Canevazzi:
Il giorno più bello della nostra vita professionale, anche meglio della vittoria a Indian Wells. Siamo tutti superorgogliosi di lei. All’inizio del secondo set Flavia ha sentito un po’ di tensione, ma poi è tornata a spingere. Oggi era superiore. Sul break di Flavia, 3-1 nel primo set,la Halep che è una lottatrice è calata mentalmente. Il giorno di riposo è stato un bene per noi ma anche per la Halep, stanca dopo la Azarenka.   Anche se giocavano ieri sera erano fisicamente a posto tutte due. In finale, anche se ci sarà Serena, se Flavia gioca così può vincere!”

Dopo Navarro, è stata la volta di Massimo Tosello, fisioterapista della brindisina, anche lui disponibilissimo e al settimo cielo: “È un sogno che diventa realtà, Flavia si è fatta e ci ha fatto un regalo, arrivare a 33 anni alla finale di un Grande Slam è meraviglioso, poi in questo modo, giocando così bene lungo tutto il torneo. La giornata di pausa ieri per la pioggia ci ha aiutato perché Flavia mercoledì aveva giocato sia il singolo che il doppio, detto questo oggi c’è stata una differenza sostanziale nel gioco e nel modo in cui ha gestito la partita, tale per cui probabilmente il risultato sarebbe stato lo stesso. Se poi Roberta fa il colpaccio sarebbe favoloso, due ragazze cresciute insieme a partire da junior, poi la vittoria in Fed Cup, sarebbe il coronamento per entrambe di una vita dedicata al tennis. Se invece ci sarà Serena… beh, giunti a questo punto non ci poniamo limiti e vedremo di farle lo sgambetto prima del traguardo”.

Entrambi, al momento dell’intervista cioè quando Roberta Vinci era appena scesa in campo per il riscaldamento, non potevano immaginare, come noi del resto, che l’auspicio di Tosello sulla Vinci si sarebbe concretizzato. Il miracolo di due italiane in una finale del Grande Slam è realtà.

Flavia Pennetta

Q. You said the other day after your last match that you just are surprised because you just didn’t expect to do so well. What’s come together for you in these two weeks that’s enabled you to get to a Grand Slam final, your first?
FLAVIA PENNETTA: I mean, it’s amazing, because also 20 days ago my physio asked me if I was if I never think that I can win a Grand Slam or be in final of Grand Slam, and I say no. (Smiling.)

I mean, for a lot of reason I think my answer was no, but like always say you never know. I mean, you just have to play and try your best, and the good things coming when you never expect most of the time.

When you want too much something and you really like say this is the moment I have to do this and that, always it’s gonna be a big mess.

Q. In what ways are you different during this tournament than in other majors that you have competed in?
FLAVIA PENNETTA: I mean, I really like this tournament like always. It’s one of my best tournament. Always have a good feeling here when I play. The central court, it’s amazing. The atmosphere here is something I really like.

I mean, also in the other tournament there are a good atmosphere, but here, I don’t know why I always play pretty good.

Q. So why do you think it is that here you are in the final for the first time in a major?
FLAVIA PENNETTA: Why? I don’t know. (Laughter.) I mean, there is no reason. The only reason, it’s because I am try to play all the time, try to give everything on court, and this was a good week for me.

I mean, it’s really amazing the way I starting to play in the last three matches. Today was amazing, because the first match was not that good for me. I didn’t have this good feeling in court. I was fighting and try to get through the first round, but with not a good sensation, you know.

But today I play really well. I mean, I didn’t make mistakes. I was focused. I was aggressive.

The mistake I made was because I was trying something, I mean, not because I was scary. I just had two games where I was a little bit, Okay, thinking too much. But then I just try to don’t think, just play, and we will see what happen.

Q. When you go to bed tonight, before you fall asleep and close your eyes, what do you think you’re going to see?
FLAVIA PENNETTA: Hmmm. I don’t know. I can tell you how was this this night, I mean, how I sleep yesterday. I didn’t sleep really well. I was a little bit like changing the positions so many times. Try to, okay, relax, breathe. Because sometimes I was already awake all the time.

Simona Halep

Q. Obviously not if you’re playing her, but you’re not. Will you watch the match tomorrow? Will you root for her to achieve what she’s trying to achieve?
SIMONA HALEP: I’m not gonna watch the match. I’m going to rest and I’m going to shopping. It’s the best thing to do after this tournament.

Was a great tournament. I say, Good luck. She can do it, also Serena good luck. Everyone is gonna win, will be a champion here, so it’s great for both of them.

Q. And Flavia obviously is feeling very good about today’s match and her confidence in the tournament. Do you think she has the game to beat Serena?
SIMONA HALEP: It’s tough against Serena always, because you never know. She can play like unbelievable and she can miss a few easy balls.

But she’s a champion. She knows how to manage every situations. She has pressure because she has to do this Grand Slam.

Of course every player has a chance against Serena. Serena is strong, but Pennetta today played really well. It will be a good match, I think.

Q. There was a moment in the second set when you are 3-1 ahead, and your Romanian fans exploded there, hoping that you are able to turn the match around. What happened in that moment?
SIMONA HALEP: Nothing. I lost five games in a row. (Smiling.) It was tough for me to keep playing at the high level. I heard them. I want to thank them for that.

But was difficult for me to finish that set, to finish eight games in a row.

Q. You played Flavia a few times. Was this the best you have ever seen her?
SIMONA HALEP: Yeah, she played her best tennis with me today. Maybe I let her to play her best tennis. I didn’t put pressure on the game.

But she was in a good shape and she felt the ball very well. She did good game, smart game.

 

Pennetta-Halep stats

Ecco i precedenti tra Flavia Pennetta e Roberta Vinci: Pennetta avanti 5-3
2013 US Open QF Hard Flavia Pennetta b. Roberta Vinci 6-4 6-1
2010 French Open – Roland Garros R64 Clay Flavia Pennetta b. Roberta Vinci 6-1 6-1
2009 Tokyo R64 Hard Roberta Vinci b. Flavia Pennetta 6-1 6-2
2009 Palermo R16 Clay Flavia Pennetta b. Roberta Vinci 7-5 6-1
2009 Barcelona R16 Clay Roberta Vinci b. Flavia Pennetta 6-1 6-2
2007 Acapulco R16 Clay Flavia Pennetta b. Roberta Vinci 6-0 6-2
2007 Bogota SF Clay Roberta Vinci b. Flavia Pennetta 3-6 7-6(2) 6-2
2005 Palermo QF Clay Flavia Pennetta b. Roberta Vinci 6-1 4-6 7-6(3)

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Frances Tiafoe fa parlare di tennis a Freetown, in Sierra Leone

Tiafoe, i cui genitori sono emigrati dal paese dilaniato dalla guerra prima della sua nascita, è il più giovane americano a raggiungere i quarti di finale allo US Open negli ultimi 16 anni, e ha abbastanza talento per due nazioni

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Frances Tiafoe - US Open 2022 (foto Twitter @usta)

Traduzione dell’articolo di David Waldstein, New York Times, 7 settembre 2022

Negli stadi e nei club sportivi di Freetown, in Sierra Leone, il calcio è l’argomento preferito. Ma martedì (6 Settembre) diverse ore dopo che Frances Tiafoe, figlio di due emigrati della Sierra Leone, ha battuto Rafael Nadal per raggiungere i quarti di finale dello US Open, anche il tennis si è intrufolato nella conversazione.

“Oh, sì, si parla molto di Tiafoe in questo momento”, ha detto Abdulai Kamara, un blogger sportivo e proprietario della Hereford Sierra Leone Football Academy, in un’intervista telefonica da Freetown. “Non seguiamo da vicino il tennis qui, ma ora c’è un certo interesse. Alcune persone sono curiose di Frances e vogliono saperne di più”.

 

Mentre la comunità del tennis negli Stati Uniti è entusiasta del fatto che Tiafoe, nato a Hyattsville, Maryland, sia diventato il più giovane americano a raggiungere i quarti di finale dello US Open in 16 anni, alcuni in Sierra Leone rivendicano con orgoglio il giovane tennista come loro connazionale. L’estroverso e talentuoso Tiafoe, 24 anni, ha abbastanza magnetismo e talento per due nazioni. La piattaforma mediatica Sierraloaded ha fatto riferimento a “Sierra Leone’s Tiafoe”, in un aggiornamento lampo sulla vittoria storica, e Kei Kamara, una stella del calcio della Sierra Leone che gioca per il Montreal nella Major League Soccer canadese, ha scritto su Twitter, “Uno di noi”, dopo la vittoria di Tiafoe, definendolo un “risultato enorme”.

La storia edificante di Tiafoe è iniziata quando i suoi genitori – che non si erano ancora incontrati – lasciarono la Sierra Leone per gli Stati Uniti negli anni ’90 per sfuggire a una guerra civile. Si trasferirono ciascuno negli Stati Uniti e, dopo essersi conosciuti, si stabilirono nel Maryland e ebbero due gemelli, Franklin e Frances.

Il padre dei ragazzi, Constant Tiafoe, trovò lavoro nel cantiere del Junior Tennis Champions Center di College Park, Md. Constant Tiafoe era così industrioso che gli venne offerto il lavoro di direttore della manutenzione della struttura. Gli fu assegnato un ufficio, dove a volte i gemelli dormivano per approfittare, man mano che crescevano abbastanza da poter tenere la racchetta in mano, della possibilità di passare più tempo sui campi.

Entrambi giocavano, ma Frances ha mostrato una passione unica, guardando le lezioni impartite ai ragazzi più grandi del centro e imitando ogni loro mossa, poi lanciando palle contro i muri e servendo contro i fantasmi sui campi esterni fino all’imbrunire. 

“Tutte le storie sono vere”, ha affermato Mark Ein, imprenditore e presidente del Citi Open di Washington, DC, uno degli eventi più importanti del calendario del tennis. Frances era ossessionato dal tennis“. Ein conosce i Tiafoe da quando i ragazzi avevano cinque anni ed è diventato amico, consigliere e mentore. Il suo proprio mentore era Ken Brody, un banchiere appassionato di tennis che ha voluto costruire il Junior Tennis Champions Center per mettere in atto una visione che un giorno Frances Tiafoe avrebbe potuto realizzare. “Ken diceva: ‘Se la Repubblica Ceca può produrre campioni in un paese di quelle dimensioni, allora possiamo farlo anche qui a Washington'”, ha detto Ein.

Non passò molto tempo prima che Frances iniziasse a mostrare un’agilità atletica unica – velocità, potenza e abilità in campo – combinata con una sete quasi inestinguibile per il gioco. Fu affiancato a Misha Kouznetsov, un giovane allenatore russo che ha spinto e trascinato Frances attraverso le prime fasi del suo straordinario sviluppo tennistico.

All’inizio, i genitori dei due gemelli vedevano il tennis come un veicolo per assicurare ai ragazzi un’istruzione universitaria, che sembrava raggiungibile solo con una borsa di studio. Constant lasciò il lavoro al centro di allenamento per avviare un’attività in proprio, ma fini a lavorare in un autolavaggio mentre la madre dei ragazzi, Alphina, faceva l’infermiera. I soldi scarseggiavano.

“Non si pensava che potesse essere niente del genere”, ha detto Tiafoe lunedì [5 settembre] dopo aver sconfitto Nadal. “Una volta che siamo entrati nel mondo del tennis, mio padre disse, ‘Sarebbe fantastico se voi ragazzi poteste usarlo per ottenere una borsa di studio e completare gli studi’. Voglio dire, non possiamo permetterci un’università. Quindi, usate il tennis“.

Ma Tiafoe ha brillato così fortemente in tenera età, che il college è stato rimandato a un secondo tempo quando è esplosa una redditizia carriera professionale. All’età di 14 anni, nel 2012, Frances ha vinto il prestigioso torneo Petits As in Francia, più o meno nello stesso periodo in cui le pubblicazioni sportive hanno saputo della sua umile e fortuita educazione al J.T.C.C. L’anno successivo, Tiafoe vinse l’Orange Bowl, uno dei migliori tornei che si svolge vicino a Miami per i migliori junior del mondo. La meta era vicina, almeno così sembrava.

Gli allenatori di tennis americani, gli amministratori, gli agenti e i fan più informati hanno cominciato a vedere in Tiafoe il prossimo grande giocatore americano, che per così tanto tempo era mancato nel tennis statunitense. Ma la crescita dei giocatori professionisti nel gioco di oggi spesso avviene lentamente e Tiafoe, a volte, ha avuto delle difficoltà. È diventato professionista nel 2015 e nei successivi quattro anni ha raggiunto il terzo turno di un torneo dello Slam solo una volta, a Wimbledon 2018.

Ha concluso lo scorso anno al numero 38 ed è attualmente al numero 26. La sua posizione migliorerà dopo la sua prestazione allo US Open, qualunque cosa dovesse accadere mercoledì [7 Settembre] contro la testa di serie numero 9, Andrey Rublev. [Attualmente è salito fino al n. 19, ndt] Ora la popolarità di Tiafoe sta crescendo rapidamente, non solo tra le stelle del calcio della Sierra Leone, ma anche tra le megastar del basket, tra cui LeBron James, che si è congratulato con Tiafoe su Twitter.

“Quello è il mio idolo”, ha detto Tiafoe di James, uno dei suoi atleti favoriti. “Vedendolo postare, ho pensato, ‘Lo ritwitto non appena lo ha inviato? Ero tipo, ‘Sai una cosa? Sarò cool e mi comporterò come se non l’avessi visto e poi lo ritwitterò tra tre ore.'” La carriera di Tiafoe è stata definita da grandi aspettative, momenti di stallo, autoanalisi e miglioramenti.

“C’erano grandi aspettative per lui in così tenera età”, ha detto Ein. “Ha ottenuto tanti primati ed era considerato il futuro, la speranza del tennis americano. È molto per un adolescente, e l’ha gestita molto bene. Sa che il successo non è sempre una linea retta, ma sa anche che se procedi sempre nella direzione giusta, puoi raggiungere i tuoi obiettivi“. Ein e Tiafoe si ripetono regolarmente un detto: che tutti vogliono essere una star come Beyoncé, ma nessuno vuole impegnarsi per arrivarci.

Durante uno dei suoi momenti di stallo, dopo la stagione 2018, Tiafoe ha iniziato a sentire dalle persone intorno a lui che gli dicevano che aveva bisogno di allenarsi di più, mangiare meglio, studiare i suoi avversari guardando i video delle loro partite e migliorare la sua preparazione, tutto ciò lo avrebbe potuto spingere nei top 5 del mondo.

Durante l’inverno di quello stesso anno, durante un pranzo a Georgetown, Tiafoe spiegò a Ein ciò che aveva in mente di fare in merito alle pressioni esterne. “Disse loro: ‘Non preoccupatevi‘”, ricorda Ein, “Ho capito”. Pochi giorni dopo, era in viaggio per l’Australia, dove raggiunse per la prima volta i quarti di finale di uno Slam. Questa è la storia di Frances Tiafoe. Molte persone nel mondo del tennis conoscono anche la storia dei primi anni di vita di Tiafoe nel Maryland. Ma gran parte della sua storia di tennis è ancora diretta verso mete più alte. Parte è stata scritta allo US Open, e parte è stata scritta in Sierra Leone, dove la leggenda di Frances Tiafoe sta prendendo forma.

Traduzione di Massimo Volpati

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Flash

Gli outfit dello US Open 2022

Slam newyorkese a tinte scure per i grandi campioni, poche scelte estrose per gli altri giocatori

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Serena Williams, sfilata Vogue 2022 (Instagram @serenawilliams)

Ultima fermata New York. La grande mela, la città che non dorme mai. Quella con le luci accese anche di notte. Quella del melting pot e di Wall Street. Ma anche quella delle nuove tendenze in fatto di moda. Lo sanno anche le grandi marche di abbigliamento da tennis che hanno fatto spesso indossare ai loro atleti i completi più stravaganti e controversi proprio durante gli US Open. Come dimenticarsi ad esempio degli short di jeans di Agassi o degli stivali da pantera di Serena. E anche quest’anno i brand non si sono smentiti, a colpi di scelte cromatiche vistose e tagli particolari.

Serena Williams – Nike

Serena Williams – US Open 2022 (foto: twitter @usopen)

Questo US Open era per Serena la “last dance”, l’ultimo torneo prima del ritiro, davanti al proprio pubblico, quello dell’Arthur Ashe Stadium. E forse non è un caso che per l’occasione, la più giovane e più vincente delle sorelle Williams ha indossato un abito ispirato alla disciplina sportiva che più si avvicina la danza, ovvero il pattinaggio artistico: gonna a tutu, parte superiore stretta e maniche coperte. Il colore è il nero, quello più volte indossato dalla campionessa statunitense durante le sue vittorie serali a Flushing Meadows. Ad arricchire (nel vero senso della parola) questo look ci sono le paillette nel vestito, 400 (!!!) diamanti nelle scarpe e qualcuno anche nei capelli, lacci delle scarpe placcati in oro. Con questo outfit Serena non ha voluto però solo mettere in mostra la quantità di zeri nel suo conto in banca ma anche celebrare la sua straordinaria carriera ed esperienza di vita. I sei veli nella gonna sono un riferimento ai 6 US Open vinti, i diamanti nelle scarpe servono a formare le parole “Queen” e “Mama”. Insomma, più che davanti ad un semplice completo di tennis siamo di fronte ad uno statement a tutto tondo, che ribadisce come Serena sia un icona che trascende il mondo del tennis e, forse, persino quello dello sport in generale. (Valerio Vignoli)

 

Rafa Nadal – Nike

Rafael Nadal – US Open 2022 (foto Twitter @rolandgarros)

Luci e ombre su Rafa quest’anno a New York e non solamente perché è uscito per mano di Tiafoe agli ottavi di finale, ma anche per gli outfit indossati. Promosso infatti a pieni voti il completo diurno con pantaloncino rosso magenta e maglia bianca, scarpe intonate al pantaloncino. Una scelta estiva, elegante che si sposa perfettamente con l’esplosività di Nadal. Bocciato invece l’outfit serale. Se infatti possiamo apprezzare la scelta del rosa per fascia e polsini, il color “vino” di maglietta e pantaloni è spento, triste, inadatto a un campo da tennis. Un colore simile, seppur in tonalità più chiara, era già stato portato a Flushing Meadows da Roger Federer nel 2018, quando proprio durante una sessione serale venne sconfitto inaspettatamente da John Millman. Apprezziamo, però, sempre ad ogni Slam il tocco di classe sulle scarpe dove Nike, oltre a scrivere il nome di Rafa, incide gli anni delle sue vittorie a New York: 10, 13, 17 e 19. Come dire, per non dimenticare… (Chiara Gheza)

Collezione Nike

Carlos Alcaraz – US Open 2022 (foto Twitter @atptour)
Aryna Sabalenka – US Open 2022 (foto via Twitter @WTA)

Una collezione grintosa ma poco entusiasmante al tempo stesso. Appropriato il rosso acceso della t-shirt di ‘Carlitos’ Alcaraz che, del resto, simboleggia il “fuego” in campo dello spagnolo, nuovo campione di New York, nonché n. 1 del mondo più giovane della storia. Tuttavia, le fasce laterali color vinaccia non si sposano al meglio con il rosso, così come le maniche bianche rendono il tutto un po’ banale.

Forse sarebbe da rivedere la scelta degli abbinamenti cromatici, anche per quanto riguarda l’outfit indossato da Aryna Sabalenka, semifinalista allo US Open. La fascia rossa laterale del top altera decisamente l’estetica della canotta – bianca e classica – e del gonnellino – di un bel color rosa ciclamino e dalle pieghe leggere. (Laura Guidobaldi)

Iga Swiatek – Asics

Iga Swiatek – US Open 2022 (foto Twitter @rolandgarros)

Iga Swiatek vince gli US Open a soli 21 anni, compiuti lo scorso 31 Maggio, e diventa il nuovo volto del tennis femminile dopo una stagione trionfale. Asics nella sua collezione autunnale scegli per lei un leggero color Tiffany, niente di più in linea con New York ammettiamolo, che si sposa perfettamente con il tessuto impalpabile del gonnellino. La canotta fin troppo classica sul davanti, recupera con un gioco di tessuto sulla schiena. L’outfit di Iga insomma ci piace molto e si adatta perfettamente a lei: sobrio, ma incisivo. Forse le scarpe azzurro chiaro non si sposano granché ma è solo un dettaglio. Infine il cappellino è ormai parte integrante di Iga, tanto che senza diventa quasi difficile riconoscerla. Asics dovrebbe quindi pensare a questo e sbizzarirsi nel disegnarne di speciali per la sua campionessa. (Chiara Gheza)

Casper Ruud – Yonex

Casper Ruud – US Open 2022 (foto Twitter @daviscup)

Casper Ruud, neofinalista dello US Open, dall’atteggiamento sempre classy, avrebbe forse meritato un completo più raffinato. Certo, la maglietta evoca l’energia del suo tennis ma il color vinaccia dominante, che sfuma verso il beige e il rosa nelle strisce oblique, non è tra i più adatti per l’atmosfera frizzante di Flushing Meadows. Il bianco, comunque, viene ad “addolcire” questo outfit geometrico e chiassoso al tempo stesso, conferendogli quel tocco di eleganza che tanto dona al 23enne norvegese. (Laura Guidobaldi)

Matteo Berrettini – Hugo Boss

Matteo Berrettini – US Open 2022 (foto Twitter @atptour)

Hugo Boss e Berrettini: che dire? Sono ormai una garanzia su ogni campo da tennis. Anche a New York Matteo è perfetto in bianco e nero con un dettaglio beige. Elegante, classico, esclusivo. Su di lui anche il cappellino portato con la visiera all’indietro, che potrebbe fare Jovanotti anni 80, è invece perfetto. Hugo Boss ha compreso le potenzialità di Berrettini e le sta usando magistralmente. Il suo outfit di questo US Open entra di diritto negli outfit più raffinati che si possano indossare per praticare un qualsiasi sport. Complimenti. (Chiara Gheza)

Daniil Medvedev – Lacoste

Lacoste è sinonimo di polo. Per non dire che la polo è sinonimo di Lacoste. E allora c’è di che stupirsi a vedere Daniil Medvedev, tennista di punta del marchio francese, indossare una t-shirt in campo. E che t-shirt, verrebbe da dire. Probabilmente quello visto a New York è il miglior outfit indossato dal russo in questa per lui non semplice stagioni 2022. La maglietta è blu avio con diversi panelli e un motivo geometrico tono su tono, che dà un tocco di originalità e modernità. Impeccabile l’accostamento con pantaloncino navy. Per la sessione notturna il moscovita ha sfoggiato lo stesso completo a colori invertiti, con maglietta navy e pantaloncino avio. Ma il risultato non era altrettanto buono (Valerio Vignoli).

Collezione adidas

Jessica Pegula – US Open 2022 (foto via Twitter @usopen)

Per questo US Open, Adidas ha creato una collezione con l’emergente fashion designer sudafricano Thebe Magugu. I completi rimandano all’africa per via dei loro colori sgargianti (fucsia, bianco panna e arancione) e per il profilo di una donna di colore, con una folta chioma di capelli e il rossetto. L’intenzione, più che lodevole, è quella di mandare un messaggio di inclusività e di amore, in un periodo in cui se ne sente molto il bisogno. Gli outfit però nel loro complesso non convincono del tutto tra tagli piuttosto basilari e accostamenti di colori azzardati. In definitiva, meglio nella teoria che nella pratica questa collezione del brand delle tre strisce per l’ultimo slam dell’anno.

Venus Williams – Eleven by Venus Williams

Venus Williams non si smentisce nemmeno quest’anno e a New York regala una lezione di classe ed eleganza con un outfit verde, complicato da indossare per chiunque tranne che per Venere, come la ribattezzò Gianni Clerici. Top cortissimo e gonnellino hanno un sapore quasi vintage per via delle righe bianche che attraversano il total green. Il colpo di classe però è nello scaldacuore candido, con le maniche lunghe, con il quale Venus inizia il match di doppio. Ancora una volta inarrivabile. (Chiara Gheza)

Coco Gauff – New Balance

Cori Gauff - Us Open 2022 (Twitter @usopen)
Cori Gauff – Us Open 2022 (Twitter @usopen)

Coco Gauff e i suoi outfit, un binomio vincente. La New Balance, infatti, con i suoi outfit esprime sempre al meglio il carisma e la bella personalità della 18enne americana. Inoltre, non manca mai l’eleganza unita all’originalità. Per questo US Open, il tocco d’eleganza è dato dal gonnellino a scacchi neri, leggero ed etereo nel tessuto, ma grintoso nella tinta e nella fantasia. Peccato, però, che, in questa occasione, la maglietta non sia all’altezza delle aspettative. Tanti elementi eterogenei messi insieme creano un mélange un po’ troppo chiassoso: le maniche bianche bucherellate, le fasce laterali rosse, disegni obliqui color lilla, verde chiaro e azzurrino che ricordano petali di fiori sullo sfondo a scacchi neri, i polsini gialli e la fascia per i capelli a scacchi neri e bianchi… Insomma, sono decisamente too much. Peccato. (Laura Guidobaldi)

Ajla Tomljanovic – Original Penguin

Per la prima volta in carriera, la dolce e graziosa Ajla ha raggiunto i quarti di finale allo US Open. E ha brillato non solo grazie al suo tennis ma anche per l’eleganza che ha sfoggiato in campo. Tomljanovic ha sempre e comunque un portamento aggraziato e il brand americano Original Penguin, con i dettagli dello stile per golfisti, realizza sempre completi di gran classe. E a lei stanno a pennello, proprio come il vestitino indossato a Flashing Meadows, raffinato e sbarazzino al tempo stesso, grazie all’eleganza del blu elettrico, vivacizzata quanto basta dalla fantasia bianca e rosa del corpetto e della gonna. Leggero, etereo e fresco, proprio come Ajla. (Laura Guidobaldi)

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Flash

US Open, l’edizione 2022 è da record anche sugli spalti

Le due settimane di main draw hanno fatto registrare 776.120 spettatori, mentre sono stati 888.044 includendo anche la Fan Week. Per lo US Open è record assoluto

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US Open 2022 - foto: twitter @usopen

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Il video-commento di Ubaldo che compare qui continua sul sito di Intesa Sanpaolo nella sezione “Sottorete” curata in collaborazione con Ubitennis, che potrete trovare al seguente link.

Clicca qui per guardare il video-commento completo di Ubaldo Scanagatta sulla finale maschile dello US Open 2022 sul sito di Intesa Sanpaolo

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Iga Swiatek e Carlos Alcaraz – 40 anni in due! – si sono aggiudicati l’ultima, recentissima edizione dello US Open 2022. Un torneo che certamente resterà indimenticabile per le tante storie proposte: Serena Williams ha definitivamente salutato il tennis e lo stesso Alcaraz ha vinto il suo primo Major in assoluto, diventando il più giovane n°1 del mondo nella storia del tennis.

Lo spagnolo, nella conferenza stampa dopo la finale, ha sostenuto più volte come l’aiuto del pubblico sia stato fondamentale per lui, che si è sentito amato e supportato fin dal primo giorno. Proprio sugli spalti lo US Open 2022 ha fatto registrare un altro record, diventando l’edizione con il numero di fan più elevato nella storia di questo torneo.

I precedenti primati, stabiliti nel 2019, erano di 737.872 spettatori per quel che riguarda le due settimane di main draw e di 853.227 tifosi allargando il conteggio alle tre settimane di US Open, includendo la Fan Week. Quest’anno entrambi sono stati sbriciolati: nell’arco delle due settimane è stato stabilito un nuovo record con 776.120 spettatori, mentre allargando il discorso alle tre settimane e alla Fan Week il conteggio sale a 888.044 tifosi. Va detto che il primato assoluto – tenendo conto esclusivamente delle due settimane in cui si disputano i tabelloni principali – appartiene all’Australian Open 2019, quando furono addirittura 796.435 i fan ad essere presenti sugli spalti.

Come se non bastasse, per la prima volta nei suoi 25 anni di storia l’Arthur Ashe Stadium è sempre andato sold out in tutte le sue sessioni, tanto pomeridiane quanto serali. Insomma, abbiamo assistito ad uno US Open storico sotto tutti i punti di vista.

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