US Open: 2011-2015, Djokovic fa dieci e ripete quell'anno mostruoso

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US Open: 2011-2015, Djokovic fa dieci e ripete quell’anno mostruoso

Novak Djokovic batte un pubblico irrispettoso e Roger Federer con il punteggio di 6-4 5-7 6-4 6-4. Vince il secondo US Open della carriera, il decimo Slam ed ora può ambire ai record dei grandi campioni. Così come nel 2011, ha vinto 3 Major su 4, se non fosse stato per Wawrinka, sarebbe stato Grande Slam. Roger Federer deve rimandare ancora una volta il sogno del diciottesimo Slam

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Novak Djokovic - US Open 2015

[1] N. Djokovic b. [2] R. Federer 6-4 5-7 6-4 6-4 (da New York, Luca Baldissera)

Passata la pioggia, calato il tramonto su Flushing Meadows, alle 19.15 di New York, dopo oltre tre ore di attesa scendono in campo i finalisti del singolare maschile, i due rulli compressori che sono arrivati all’atto conclusivo dello US Open 2015 schiantanto qualsiasi avversario avessero davanti. Roger Federer e Novak Djokovic, risultati alla mano, sono attualmente il meglio che il tennis possa offrire. Gli spettatori infreddoliti, che hanno pazientato fino adesso per godersi lo spettacolo, e riempiono l’Arthur Ashe fino alle gradinate più alte e lontane, fanno capire da subito dove andrà il loro tifo: parte Roger al servizio, ancora un po’ a freddo ed è comprensibile visto il tempo trascorso negli spogliatoi e l’arietta frizzante che è arrivata dopo le “showers” del pomeriggio. Un doppio fallo, un paio di incertezze, e ci sono tre break point non consecutivi per Novak: due annullati con grandi servizi, uno con un bel dritto, 1-0 Federer, ogni punto dello svizzero un boato, per quelli del serbo applausi “di cortesia”.

Nole non ci pensa, e va 1-1 in un attimo, poi ancora Roger incerto ed è 0-40: due begli attacchi, 30-40, poi scambio tiratissimo da fondo, e Federer perde il terzo servizio in totale nel torneo. 2-1 Djokovic, Roger sembra davvero imballato in questo avvio. Immediata reazione Federer, subito avanti in risposta, e sullo 0-15 con una volée di rovescio in allungo in contropiede manda al tappeto Nole, veramente una caduta pesante, ma pare che non sia nulla di troppo grave, forse è stato tradito dall’umidità sul campo. Rovescio in rete Djokovic, 0-40, alla seconda opportunità Roger contro-brekka andando 2-2, lo stadio esplode ai livelli di quando gioca Serena Williams. Ora Federer sta martellando bene con il servizio, e tiene a 0, 3-2 per lui. Al cambio campo, solito celebrity-zapping sui maxischermi, con grandi applausi per David Beckam accanto ad Ann Wintour, e per Bredley Cooper e Sean Connery, la cui inquadratura viene accompagnata dal tema di James Bond. Il fisio è in campo a dare un’occhiata alle sbucciature di Nole, che ha fatto un bel volo prima.

 

Eva Asderaki, prima volta per un arbitro di sedia donna in finale qui a New York, si produce in un paio di over-rule precisi e di bella personalità, Roger spara un gran rovescio lungolinea, ma poi stecca un dritto, Nole serve bene e da fondo è un muro come sempre, è 3-3. Molto bene poi lo svizzero al servizio, ma un paio di errori (due rovesci e una volée), è 30-40, ancora break point, Roger segue una seconda, volée non incisiva, passante lungolinea di Djokovic, 4-3 e servizio per il serbo. Federer brekkato per due volte in un set, dopo aver perso solo altri due turni di battuta in tutto il torneo (entrambi contro Kolschreiber). Ora gli scambi lunghi e duri fisicamente sono un po’ troppi per i gusti di Roger, il pubblico mormora, ma con una gran difesa che porta Nole all’errore Federer va 30-40, palla del secondo contro-break, ma Djokovic si salva, poi attacca bene e va 5-3. Si sentono addirittura dei fischi, manco fossimo in Coppa Davis in Svizzera.

Djokovic nel game successivo se li guadagna comunque sul campo i suoi meritati applausi, con un gran recupero in avanti su palla corta, seguito da volée vincente, e arriva addirittura a palla del terzo break, che coincide con un set-point: ottimo qui Roger a salvarsi servendo alla grande. Quando viene inquadrata Mariska Hargitay, una nota attrice che interpreta il detective Olivia Benson nel poliziesco Law & Order, e mostra il cappellino rossocrociato, gli applausi si sprecano, ma Federer in risposta commette il sedicesimo errore gratuito, manda Djokovic 40-0 e tre set point, che il serbo sfrutta chiudendo alla prima occasione. 6-4 Nole, sinceramente male Roger, il match ora è durissimo per lui.
Via al secondo set, e subito Federer mette uno slice senza senso a metà della rete, poi bel punto in acrobazia al volo, gran servizio e dritto, ma di nuovo al primo scambio lungo cede alla distanza, 30 pari, poi servizio vincente seguito da doppio fallo, il secondo, poi drittone a uscire, seguito da steccata larga, finalmente un errore – sono pochissimi – di Djokovic, bel vincente ed è 1-0 Roger, ma che fatica. Così non va, non potrà mai bastare a superare la solidità di Nole, Federer se ne rende conto perfettamente e appare stizzito anche nei gesti e nel linguaggio del corpo.

Le due fucilate di rovescio (in anticipo sulla risposta, e poi lungolinea) con cui va 0-30 per lui nel game dopo sono tirate di autentica rabbia, e forse è un bene per lui sbloccarsi anche in questo modo. Errore Djokovic, 0-40, tre palle break per Federer, sprecate dallo svizzero più che salvate dal serbo. Sulla parità, super-dritto Federer all’incrocio delle righe, quarta opportunità di 2-0, stavolta bravo Nole in pressione ad annullarla. Splendido Federer con risposta di rovescio, cross di dritto e volée, quinta palla break, stavolta cancellata dal bel dritto diagonale di Nole. Stop-volley fallita da Roger, vantaggio Djokovic, e poi 1-1. Due game lottatissimi, non è certo questo il tipo di partita che vuole Federer, che tiene in ogni caso il servizio con autorità per andare 2-1 sopra, e non gli è successo quasi mai stasera. Sono quasi le otto e mezza, il cielo è nero, il catino dello stadio illuminato è bellissimo, si può dire che questa sia una finale giocata in “night session” a tutti gli effetti.

Passantone di rovescio lungolinea di Nole a inaugurare il quarto game, poi ecco la “sabr” di Roger (attacco a sorpresa sulla riga del servizio), ben riuscita in diagonale, ma ancor meglio il pallonetto liftato di Djokovic, subito ripetuto nel punto successivo, 40-0. Battuta vincente, 2 pari, che game Nole. Roger avanti tutta con servizio e anticipi, 3-2 sopra in un attimo, adesso il match appare incanalato nei binari più congeniali a Federer, ma è un set sotto, il che è molto grave per lui. Spaventosa solidità di Djokovic che rispedisce al mittente un paio di attacchi anche buoni di Roger, 3 pari. “You can’t score a winner with that guy”, mormora il collega inglese accanto a me, e ha ragione, a momenti sembra che mettere in difficoltà vera Nole sia impossibile, a meno che non commetta sciocchezze lui. Aiutato come sempre da un gran servizio, Federer va 4-3, il momento ora è importantissimo, va da sè che lo svizzero non può assolutamente permettersi di andare sotto due a zero. Boato per Adrien Brody e Leonardo di Caprio, con cappellino nero, va al servizio Djokovic, la Asderaki ammonisce giustamente gli spettatori che fischiano tra la prima e la seconda palla di Nole, che non fa una piega e si porta 4-4.

Game delicatissimo adesso, Roger attacco buono e poi doppio fallo numero 3, ace (ne aveva bisogno come dell’ossigeno per respirare), scambio da dietro in cui subisce la pressione del serbo, 30-30. Dritto e smash magnifici di Federer, poi bel servizio esterno, 5-4 per lui, l’atmosfera si è fatta elettrizzante, la sensazione da “ultimo treno che passa stasera” per Roger è chiara a tutti, se non esce vincitore da questo set per lui è quasi finita. Nole al servizio, bravo e fortunato con una volée di pura opposizione, erroraccio di Federer in avanzamento, poi Roger prima gran volée, poi slice spaventoso che striscia per terra invece che rimbalzare, poi reazione di Djoko che impatta alla grande un mezzo smash non chiuso da Roger (gravissimo, sarebbe andato a set point), spara il rovescio nei piedi dello svizzero, ed esplode come Roberta Vinci incitando se stesso e il pubblico a tifare anche per lui. Poi drittone Nole, palla del 5-5, ma Roger sta attaccato al game con le unghie, molla uno sventaglio dei suoi, poi drop shot mal recuperato da Nole, esplode letteralmente l’Arthur Ashe: set point Federer, annullato con il servizio, parità, ormai alla gente scappano i “yes” quando Nole sbaglia la prima praticamente sempre, ancora vantaggio Djokovic, e ancora parità. Superpassante di rovescio lungolinea Roger, con fist-pump e ovazione annessa, set point numero due, prima di Nole in rete applaudita dal pubblico, ma poi Federer dritto non impossibile messo lungo. Deuce. Bella pressione da fondo di Djokovic, vantaggio suo, gran dritto Federer, ancora pari. La gente grida ogni scambio, vantaggio Djokovic, bella volée Roger, ennesima parità, ancora vantaggio Nole, finalmente 5-5. Ripensando al game appena concluso, le occasioni per Roger sono state importanti, il rischio è che ora la paghi.

Infatti Federer rischia andando 15-30, ma “san servizio” lo salva ancora, 6-5 avanti, set non bellissimo ma terribilmente intenso dal punto di vista emotivo finora, pubblico schierato per lo svizzero in modo quasi imbarazzante a tratti. Errore Djokovic (il primo vero non forzato da un’eternità), poi affondo sul lato del dritto di Roger, 15 pari. Un gruppo di tifosi serbi intona un timido “Nole, Nole”, zittito dal boato di “buuh” dello stadio. Altro errore di Djokovic, 15-40, altri due set point (siamo a 4) per Roger, il primo sprecato con stecca di dritto, il secondo realizzato con un grande anticipo di rovescio, saltano in piedi e si abbracciano tutti, la standing ovation è assordante, Federer esulta “Nadal-style”. Tutto molto bello ed emozionante, ma il 7-5 con cui Roger ha impattato il punteggio dei set gli è costato tanta fatica, fisica e mentale, siamo a un’ora e tre quarti di partita.
Avanti tutta Federer a inizio terzo set, con il servizio, 1-0, poi game di risposta all’arrambaggio, sabr compresa (che provoca l’errore di Nole), ma il serbo si salva ed è 1-1. Ancora servizi e dritti fulminanti di Roger, ma anche il terzo doppio fallo, ed errore da fondo col rovescio, da 40-15 a 40-pari, poi ancora rovescio da dietro che scappa lungo, male qui col peso del corpo Roger, palla break, ancora gratuito stavolta col dritto, e Federer cede la battuta per la terza volta, 2-1 Nole e servizio, è durissima per lo svizzero.

Una piccola mano gliela dà Djokovic con due errori nel game successivo, è 15-30, poi si arriva ai vantaggi, Roger ormai si rifugia spessissimo negli slice difensivi e non è un bel segnale, ma anche Djokovic sembra stranamente distratto, commette doppio fallo sul suo vantaggio, Federer attacca bene, ed ha la palla del 2-2, che Nole gli concede affondando un rovescio in rete. Onestamente, inaspettato questo regalo, l’unico, del serbo. Che ancora stuzzicato dalla “sabr” di Roger commette doppio fallo dopo un dritto steccato, è 15-30, poi 30 pari con un buon servizio, poi stecca Federer di rovescio, 3 pari. A rete Federer, belle volée alte di rovescio e dritto ficcante, 4-3. Game nuovamente lottatissimo l’ottavo, Roger le prova tutte, arriva due volte a palla break, ma la solidità di Djokovic è frustrante, dopo 12 punti arriva il 4-4. E qui Federer combina il pasticcio: si fa rimontare da 40-15 sopra, poi spreca un vantaggio, e Nole alla prima occasione piazza un break letale, 5-4 per lui. Decimo game, ancora Roger a tutta, gran rovescio lungoriga, pressione a tutto campo, 15-40, due palle break per il 5 pari: Nole gran servizio, poi scambio durissimo di 21 punti vinto, 40 pari, e chiusura al primo set point: 6-4 e due set a uno per lui. Terribile il conto delle occasioni mancate da Roger a questo punto, ma il serbo è una macchina adesso.

Il break in apertura di quarto set subito da Roger (siamo a 5 servizi persi, un’enormità per il Federer visto finora) sa tanto di sentenza, 1-0 per Novak che tiene a 30, 2-0, poi Roger con un game senza scossoni va sotto 1-2, ma Djokovic non sembra intenzionato a concedere più nulla, va subito 3-1, Federer rimane in scia, 2-3, e con due bei dritti ritenta l’assalto alla battuta del serbo, 15-30, poi passante Nole, 30 pari, gran scambio da fondo, e 30-40, palla break Federer, occasione da vera ultima spiaggia, manco a dirlo sprecata con errore di dritto. Non è serata per lo svizzero, che ci prova in tutti i modi, ma se di là hai un mostro di continuità e consistenza fuori dal mondo c’è poco da fare, per brillante e propositivo che tu possa tentare di essere. 4-2 Nole, Roger spara via un dritto di puro fastidio, se non avesse i punti facili che riesce comunque a realizzare con il servizio sarebbe già finita, e il passante di rovescio con cui Djokovic lo brekka per la sesta volta chiude virtualmente la finale e il torneo. 5-2 e servizio Djokovic, siamo al countdown. Il pubblico è attonito, a parte la minoranza di tifosi serbi che esultano già da mezz’ora, Federer ha la faccia di uno che non ne può più di prendere a testate un muro di gomma, si concede un’altra “sabr” chiusa dallo smash che lo porta 15-30, seguita da un rovescio in controbalzo da fondocampo pazzesco, 15-40, ennesime palle break per lui, e incredibile ma vero, lo svizzero con una bella volée di rovescio concretizza alla seconda occasione, 3-5.

In modo forse troppo ottimistico, l’Arthur Ashe riprende coraggio, applaude e spera nella rimonta, Federer piazza un bel game di servizio, chiude un passante di dritto, ed è 4-5. Il momento della verità è arrivato per Djokovic, il coro “Let’s go Roger, let’s go” è assordante. Nole servizio e dritto, 15-0, poi rovescio largo, 15 pari, volée in allungo Roger sulla riga, 15-30, favoloso passante di rovescio in cross Federer, 15-40, e siamo a due possibilità di incredibile pareggio. Brutta risposta alla seconda, 30-40, servizio vincente, 40 pari. Ancora rovescio da ovazione Federer lungoriga, terza palla break, ancora errore, parità. Servizio robusto Nole al centro, ed è championship point: ancora prima palla centrale, e il campione dello US Open 2015 è Novak Djokovic.

Contro una macchina da tennis di tale consistenza, nemmeno il miglior Roger Federer (figurarsi quello sottotono di stasera) può permettersi di sprecare così tante opportunità (4 palle break sfruttate su 23, il 17%, è una statistica terribile): il pubblico avrebbe decisamente preferito festeggiare un risultato differente, ma è giusto che nello sport vinca il più forte in quel momento, non il più amato. E il decimo Slam di Novak è più che meritato, a coronamento di una stagione memorabile, che non è ancora finita.

 

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US Open, c’è il protocollo di sicurezza. Niente limitazioni al team degli atleti

Il ‘Cincinnati newyorchese’ si giocherà dal 22 al 28 agosto. Chi vorrà potrà affittare una casa fuori Manhattan (a 40.000 dollari). Le teste di serie avranno una suite a testa. US Open più vicino per Djokovic, Thiem e Nadal?

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Secondo il primo protocollo, se Nole deciderà di partecipare, potrà contare su entrambi i suoi coach

Qualche ora dopo la conferma della disputa dello US Open e del “torneo di Cincinnati” traslocato a Flushing Meadows, hanno iniziato a circolare sui social media copie del protocollo che è stato messo in atto dalla USTA per proteggere i giocatori e il loro staff durante gli eventi.

Innanzitutto le date sono leggermente diverse da quelle che erano trapelate nei giorni precedenti: il Western & Southern Open si svolgerà da sabato 22 a venerdì 28 agosto, con le qualificazioni che invece si terranno giovedì 20 e venerdì 21. Ci sarà poi il weekend di pausa e lo US Open inizierà il 31 agosto per concludersi il 13 settembre.

Tutti i giocatori potranno arrivare a New York a partire da sabato 15 agosto ed avranno accesso al National Tennis Center di Flushing Meadows il giorno seguente.

Saltata l’idea di organizzare voli charter per far arrivare i giocatori dalle parti più disparate del globo: i tennisti dovranno raggiungere New York con i mezzi propri, e verranno rimborsati del prezzo del volo nel caso in cui il torneo dovesse essere cancellato all’ultimo minuto.

Ogni tennista avrà diritto a due camere, nelle quali potranno soggiornare fino a due persone. La prima camera sarà a carico dell’organizzazione, la seconda a carico del giocatore. Di conseguenze ogni partecipante al torneo potrà portare con sé fino a tre persone, a patto che condividano le due camere a disposizione.

Nessuna menzione nemmeno per il limite di una persona che può accompagnare i tennisti all’impianto per allenamenti e match. Da quello che si era capito, la limitazione sembrava legata più a una questione di camere disponibili nell’albergo ufficiale (che sarà il TWA Hotel all’aeroporto JFK, nel quale soggiorneranno solamente giocatori e loro accompagnatori): sembra quindi che il costo degli extra test per gli altri accompagnatori sia stato valutato come affrontabile dalla USTA, che proprio su questo punto aveva ricevuto le maggiori critiche da parte dei giocatori ATP durante la teleconferenza di mercoledì scorso. D’altronde la disponibilità dei kit per effettuare i test, nonostante fosse un problema durante i primi mesi della pandemia, sembra non sia più una questione rilevante, dal momento che anche la NBA, in preparazione dei prossimi mesi di stagione a porte chiuse nell’impianto Disney di Orlando, ha già fatto sapere di aver provveduto all’approvvigionamento di tutti i test kit necessari fino a metà ottobre.

Ci sarà anche la possibilità, per chi volesse, di affittare una casa privata fuori Manhattan, nel caso in cui non si volesse stare in albergo. In questo caso sembra che si potrebbero avere anche più dei tre accompagnatori previsti dalla soluzione al TWA Hotel, ma la cosa non è precisata nel documento. Il costo per l’alloggio, che sarebbe interamente a carico del giocatore, sarebbe di circa 40.000 dollari per l’intero periodo dei due tornei.

La transportation dall’hotel a Flushing Meadows sarà effettuata con autobus da 55 passeggeri a una capacità che non eccederà mai il 50%. Tre pasti al giorno saranno forniti ai giocatori, con opzioni per spuntini a metà giornata e la possibilità di pre-ordinare il cibo attraverso un’apposita app e di farselo consegnare all’interno dell’impianto. Tutti i ristoranti normalmente disponibili per il pubblico saranno aperti esclusivamente per giocatori e personale di servizio. Si tratta davvero di parecchie opzioni, tutte di buona qualità.

Ci saranno spogliatoi supplementari, si potranno utilizzare le docce, a patto di mantenere una distanza minima tra un giocatore e l’altro. Le teste di serie potranno richiedere una delle corporate suite dell’Arthur Ashe Stadium a loro uso esclusivo. Man mano che i giocatori vengono eliminati, le suite saranno redistribuite agli altri giocatori in ordine di classifica.

Ogni membro del team dovrà essere testato per il COVID-19 prima di arrivare negli USA e comunque all’albergo. Si prevedono un minimo di 1-2 test la settimana, con l’utilizzo di tamponi nasali o attraverso l’analisi della saliva. Ogni giorno verrà controllata la temperatura di tutti gli individui e sarà richiesta la compilazione di un questionario di auto-valutazione dei sintomi.

Se un giocatore viene trovato positivo al test verrà isolato e trattato secondo i protocolli del Center For Disease Control statunitense (il Centro per il Controllo delle Malattie).

Verrà richiesto l’uso della mascherina durante la permanenza a Flushing Meadows ad eccezione dei periodi di allenamento, competizione e di esercizio in palestra. Presumiamo che si consideri anche la doccia esente dall’uso della maschera, ma non è segnalato sul protocollo.

LA REAZIONE DI DABROWSKI – Questo è quanto descritto nelle due pagine fatte avere ai giocatori dalla USTA. Bisognerà vedere quanti dei Top 100 (o forse più, dati i forfait) delle classifiche ATP e WTA saranno disposti a sottostare a queste regole per giocarsi lo US Open 2020.

La prima reazione ad arrivare è stata quella della doppista canadese Gabriela Dabrowski, attualmente n.7 del ranking WTA di doppio, che in un suo tweet ha criticato aspramente le condizioni imposte, la riduzione dei tabelloni di doppio oltre che l’eliminazione del torneo di doppio misto. Inoltre si lamenta il rischio di essere confinati in una stanza d’albergo in caso di positività a uno dei test, senza la possibilità di lasciarla fino a quando il test non risulti negativo.

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È ufficiale: US Open e Cincinnati si faranno. Ma Djokovic, Nadal e gli altri top ci saranno?

Il Governatore di New York annuncia via Twitter la disputa del torneo. Confermato anche il combined “di Cincinnati” trasferito a Flushing Meadows. Ora comincia il difficile: far venire quanti più giocatori possibile

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La prima conferma ufficiale della disputa dello US Open arriva nientemeno che dal Governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo.

Lo US Open si terrà nel Queens, NY, senza spettatori dal 31 agosto al 13 settembre. La USTA si premurerà di proteggere i giocatori e lo staff con misure straordinarie, che comprenderanno test frequenti, pulizie supplementari, spazio extra per gli spogliatoi, alloggi e trasporti dedicati”.

Il torneo quindi si farà, anche se rimangono ancora da definire un numero importante di dettagli. Tanto per cominciare bisogna capire come verrà gestito l’arrivo degli atleti e del loro (contingentatissimo) staff a New York: il Dipartimento di Sicurezza Interna (Department of Homeland Security) ha fatto capire qualche settimana fa che avrebbe concesso il permesso ai tennisti di arrivare negli Stati Uniti e di essere esentati dalla quarantena di 14 giorni normalmente prevista per chi arriva dall’estero, ma si tratta di stabilire quale sarà la procedura da seguire e se anche lo staff sarà trattato allo stesso modo. Le procedure di ingresso negli USA sono di pertinenza federale, quindi il Governatore Cuomo non ha nessuna giurisdizione per prendere decisioni in questo caso.

Poi bisogna vedere chi deciderà di partecipare: Federer si è già chiamato fuori per infortunio, Djokovic ha già espresso le sue perplessità, e così ha fatto anche Nadal, sia pure in maniera meno diretta. Durante la tappa di Belgrado dell’Adria Tour ci sono stati mugugni anche da parte di Thiem e Zverev, e proprio nelle ultime ore Simona Halep ha detto che per tutto il 2020 non si sposterà dall’Europa.

È evidente che i tennisti che non hanno robustissimi forzieri già pieni su cui contare vedranno sicuramente di buon occhio la possibilità di guadagnare somme che possono sistemare una stagione: un secondo turno allo US Open garantirà vicino ai 100.000 dollari (meno il 35% di tasse), che in un’annata nella quale non si guadagna da febbraio sono una manna dal cielo.

Inoltre bisognerà capire che cosa succederà prima dello US Open ad una inevitabilmente mutilata stagione nordamericana. Le indiscrezioni delle ultime ore suggeriscono la possibile disputa del torneo di Washington DC (solo a livello maschile) a partire dal 10 agosto e quella del Masters 1000/Premier 5 di Cincinnati a partire dal 17 agosto ma nell’impianto di Flushing Meadows, con la contestuale cancellazione delle qualificazioni. Un’alternativa potrebbe essere invece quella della cancellazione del torneo di Cincinnati e della disputa invece delle qualificazioni, per dare un po’ di ossigeno e possibilità di giocare anche ai tennisti al di sotto del 100° posto, che vedranno la stagione dei Challenger completamente cancellata.

AGGIORNAMENTO: Nemmeno un’ora dopo la conferma da parte del Governatore Cuomo della disputa dello US Open, la USTA ha diffuso un breve comunicato stampa nel quale, tramite le parole del suo presidente Mike Dowse ha confermato che verrà disputato anche il Western & Southern Open prima dello US Open. Si realizza quindi l’ipotesi di avere due tornei consecutivi a Flushing Meadows con il trasloco da Cincinnati del torneo combined che unisce il Masters 1000 ATP e il Premier 5 WTA.

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Focus

US Open, la USTA presenta il piano: voli charter, una persona per giocatore e Hawk Eye

Svelata la bozza per far disputare lo slam newyorkese. Porte chiuse molto probabili, team ridotti e niente bambini a fare i raccattapalle

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US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

Cominciano a prendere forma i dettagli di quello che potrebbe essere uno degli sforzi organizzativi più straordinari della storia del tennis. La USTA (United States Tennis Association) sta cercando di creare un protocollo che permetta la disputa del prossimo US Open, in programma dal 31 agosto al 13 settembre prossimi al Billie Jean King National Tennis Center di Flushing Meadows a New York, dove fino a un paio di settimane fa era operativo un ospedale temporaneo per la cura dei pazienti affetti da COVID-19.

È tutto ancora in uno stato molto fluido – ha spiegato Stacey Allaster, direttore esecutivo per il tennis professionistico della USTA, durante un’intervista telefonica rilasciata all’Associated PressNessuna decisione definitiva è stata presa”.

Tuttavia se tutto dovesse procedere secondo i piani cui si sta lavorando alacremente da settimane, il torneo si dovrebbe svolgere nella data e nel luogo previsti. Nessuno slittamento di data, dunque, e nessun trasloco a Indian Wells oppure a Orlando, come era stato ventilato diverse volte. Si stanno considerando diversi modelli, con e senza pubblico sugli spalti, ma Lew Sherr, il chief revenue officer della USTA, ha rivelato come sia sempre meno probabile” che sarà permesso agli spettatori di assistere all’edizione 2020 del torneo. “Dovremo fare a meno degli incassi del botteghino, dell’ospitalità, di una parte degli introiti dalle sponsorizzazioni. Ma rimane abbastanza, con i diritti TV e i rimanenti soldi degli sponsor, per far sì che valga la pena giocare a porte chiuse” ha spiegato Sherr.

 

Senza pubblico, la USTA dispone di 18.800 metri quadrati di impianto nel quale poter costruire extra spogliatoi per aumentare il distanziamento tra gli individui, ma solo per chi è impegnato nelle gare: i giocatori che andranno a Flushing Meadows solo per allenarsi non potranno utilizzare alcuno spogliatoio. Venerdì scorso, il piano operativo per il torneo è stato presentato al gruppo di esperti creato per lo scopo, e la settimana prossima verrà discusso con le autorità.

Lo stato di New York, nella persona del suo governatore Anthony Cuomo, così come il sindaco della Grande Mela Bill De Blasio dovranno dare il loro benestare prima che si possa passare alla fase operativa del progetto, ma già da diversi giorni le autorità hanno pubblicamente affermato che forniranno il loro sostegno a tutti rappresentanti dello sport professionistico che vorranno riprendere l’attività, seppur senza pubblico presente.

In precedenza, c’era stata anche il semaforo verde del Dipartimento di Sicurezza Interna (Department of Homeland Security) che aveva fatto sapere che gli atleti professionisti impegnati nelle competizioni di alto livello saranno esentati dalla quarantena purché presentino prove di negatività al test per il COVID-19 al loro arrivo negli Stati Uniti.

La USTA cercherà di rendere tutto più semplice offrendo agli atleti impegnati dei voli speciali per poter arrivare all’Aeroporto JFK di New York da varie località: saranno a disposizione voli charter da Parigi, Vienna, Francoforte, Dubai e Buenos Aires, così come voli di ritorno alla fine del torneo per qualunque sia il torneo successivo. Il trasferimento dal Sud America potrebbe presentare qualche problema in più in quanto l’Argentina ha dichiarato chiuse le proprie frontiere fino alla fine di settembre, quindi ci sarà bisogno di un cambiamento di rotta da parte del governo argentino oppure di una speciale dispensa per permettere a Schwartzman e compagni di arrivare allo US Open.

L’entourage di ogni giocatore sarà limitato a una sola persona, come è stato già deciso a livello WTA. Sarà interessante vedere come gestiranno questa situazione gli atleti di punta, abituati a viaggiare con un’equipe al seguito di una decina di persone o anche più.

Ogni membro del gruppo dovrà arrivare a New York con un test negativo al COVID-19 e sarà testato per tutta la durata del torneo con controlli quotidiani della temperatura, questionari sullo stato di salute e test periodici (si dice ogni due giorni, e comunque sicuramente prima di ogni incontro) a tampone, con la saliva oppure attraverso altri metodi che verranno messi a punto nelle prossime settimane.

Ci saranno meno giudici di linea, sostituiti in parte dalle chiamate elettroniche, e tutti i raccattapalle dovranno essere adulti. Si sta considerando l’ipotesi di far giocare alcuni match del tabellone del singolare maschile al meglio dei tre set, ma “non verrà presa una decisione unilaterale in questo ambito, i giocatori saranno coinvolti nella decisione” se si dovesse decidere di seguire questa strada, ha precisato Allaster.

La decisione finale sarà presa nella seconda parte del mese di giugno, e a quel punto dovremmo avere un’idea molto più precisa di quale e quanto tennis professionistico vedremo durante il resto del 2020.

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