"Last questions?" le migliori dichiarazioni stampa di questi US Open

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“Last questions?” le migliori dichiarazioni stampa di questi US Open

Da Novak Djokovic a Serena Williams, da Roberta Vinci a Stan Wawrinka, da Rafael Nadal a Camila Giorgi. Le migliori dichiarazioni rilasciate alla stampa durante questi US Open. Perché non sempre è tutto politically correct

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Roger Federer, Roberta Vinci, Stan Wawrinka, Serena Williams, Novak Djokovic e Flavia Pennetta
 

– Serena Williams indossa una maglietta con scritto “Eat right. Get lots of sleep. Drink plenty of fluids”, il giornalista sornione ne approfitta, il siparietto che ne nasce è molto simpatico.

Giornalista: La tua maglietta dice: “mangia bene”. Che cosa significa per te?
Serena Williams: Sul serio?
Giornalista: Soprattutto in un giorno di gare.
Serena Williams: Quindi te ne sei uscito con questa domanda perché hai letto la mia maglietta? Se ne avessi indossata una diversa avresti fatto questa domanda?
Giornalista: Lo avrei fatto.
Serena Williams: Te ne do atto. Te ne do atto.
Giornalista: Ho trovato una maniera di usare la maglietta.
Serena Williams: Mi sei piaciuto.

https://youtu.be/sJ-4f_yJix4?t=3m23s

 

– CoCo Vandeweghe divide la critica con le sue sconcertanti opinioni sulla novità delle interviste in campo dopo il primo set:

Giornalista: È stata una cosa strana?
CoCo Vandeweghe: Non ricordo una sola cosa che ho detto.
Giornalista: Sei seria?
CoCo Vandeweghe: Terribilmente seria. Non ricordo cosa mi ha chiesto.

– Camila Giorgi dimostra che la sua non è una mera professione, ma una vera passione:

Giornalista: Ti piace come gioca Fognini?
Camila Giorgi: (candidamente imbarazzata) …io non seguo il tennis.

– Caroline Wozniacki ha invaso la conferenza stampa di John Isner, un risultato esilarante, del quale vi proponiamo un estratto. Ma potete leggere dell’intera faccenda, durata pure piuttosto a lungo, QUI.

Giornalista: Parlaci dell’indiscrezione che giocherai il doppio misto con Wozniacki in Australia.
John Isner: Ehmm, lei non vuole giocare con me.
Caroline Wozniacki: In verità sono io che gliel’ho chiesto. E lui mi ha rifiutato.
John Isner: Sono vecchio, Caroline. Non posso. Devo concentrarmi…

– Nick Kyrgios torna sulla vicenda Wawrinka e sentenzia salomonicamente la morale della favola.

Giornalista: Hai detto varie volte che hai imparato qualcosa dalla vicenda. Cosa hai imparato?
Nick Kyrgios: Statti zitto di tanto in tanto.

– Rafael Nadal dopo il suo secondo turno vinto in tre set contro Schwartzman dimostra di non gradire le attenzioni negative dei giornalisti, che drammatizzano sempre la sua situazione:

Giornalista: Capisci perché i tuoi fans sono preoccupati per te e ti spingono a tornare di nuovo il vecchio Rafa?
Rafael Nadal: Sono numero 8 al mondo. Non è che sono il numero 100.
Giornalista: Sto solo dicendo che loro ricordano come era il vecchio Rafa.
Rafael Nadal: Non so, sembra che in ogni conferenza stampa io sia il numero 200 al mondo. Non sono così male. Dopo che arrivo qui con la vittoria, torno negli spogliatoi dicendo quanto faccio schifo. Ogni giorno.

– Sam Stosur, parlando di nervi e tensione, riporta alla mente qualche simpatico ricordo della finale del Roland Garros 2010.

Samantha Stosur: Il mio peggior momento di tensione? Ricordo che stavo davanti allo spogliatoio dei French Open prima di giocare contro Francesca. Parlavo con Dave, e ad un certo punto Rafa è uscito dallo spogliatoio maschile. Ero nervosissima, e Dave gli ha fatto una battuta: “Ehi Rafa, qualche consiglio per i nervi?”; e lui disse “No. Quando hai qualcosa che funziona, dimmelo”. Lui era uno che aveva già vinto cinque o sei volte il torneo.

– Venus Williams analizza attentamente cosa sia cambiato nel giocare contro Serena da quando erano piccole ad oggi.

Giornalista: Come è giocare contro Serena adesso rispetto alle prime volte?
Venus Williams: Le prime volte vincevo sempre io. (ride)

– Fabio Fognini sottolinea l’importanza e l’unicità dell’impresa che ha fatto contro Rafael Nadal, vincendo al quinto in rimonta il suo terzo turno.

Fabio Fognini: Continuavo a ripetermi: “Ok, provaci”, ma trovarsi sotto due set a zero con Rafa… forse è il caso di andare a Lourdes.

– Novak Djokovic è interpellato sui tic dei tennisti, la prende con il solito humour… oppure ha la coda di paglia?

Giornalista: Il tennis ha una storia di giocatori che hanno avuto DOC, un disturbo ossessivo-compulsivo. Lo sai di che sto parlando?
Novak Djokovic: Quindi ora ho una malattia. Perfetto. (ride)

– Dopo la sua vittoria con Radwanska, a Madison Keys è chiesto se sarebbe contenta nel caso dovesse battere Serena Williams e fermare il Grande Slam.

Giornalista: Se vincessi, saresti ricordata come la cattiva nella sua favola. Cosa ne pensi di questo ruolo potenziale?
Madison Keys: Cioè, sarei okay con questa cosa. Che ti devo dire? Che voglio che lei mi batta?

– A Serena Williams viene chiesto che ricordi ha del Grande Slam di Steffi Graf del 1988… quando aveva solo 7 anni.

Giornalista: Hai dei ricordi, stavi guardando quando Steffi Graf ha vinto lo US Open quando cercava il Grande Slam? Ricordi qualche cosa?
Serena Williams: Seriamente? Cioè, sono pure vecchia, però… eddai! Caspita…
Giornalista: Già giocavi a tennis.
Serena Williams: Sì ma, cioè, avevo tipo sei anni. Dai, fai il serio.

– Il giornalista crede di esaltare l’intelligenza di Sam Stosur, una delle poche che utilizza gli occhiali da sole in campo anche se i tennisti giocano pressoché sempre al sole, ma invece…

Giornalista: Sono curioso, sei una delle rare giocatrici che gioca con gli occhiali da sole. Come è successo? Sono sorpreso che molti tennisti non li indossino. Voi giocate al sole tutto il tempo.
Samantha Stosur: Vero, vero. Io ho iniziato a metterli quando avevo qualcosa come 14 anni. Credevo di sembrare cool e anticonformista (ride). Quella è stata la vera ragione per cui li indosso. Passando gli anni è diventato normale e ora non posso più giocarci senza.

– Kevin Anderson, giustiziere di Andy Murray, ci tiene a ringraziare gli USA per quello che gli hanno dato negli ultimi 10 anni. La CNN, emittente americana, lo ricambia titolando: “Murray cade per mano di uno sconosciuto sudafricano“.

Giornalista: Il pubblico americano non ti conosce bene. C’è qualcosa che vuoi fargli sapere di te?
Kevin Anderson: Sai, parlando del pubblico americano, io vivo negli Stati Uniti da 10 anni. Ovviamente, sono ancora sudafricano. Ma ho molti legami qui. Sono andato al college qui, mia moglie è americana. Vivo negli Stati Uniti, è uno dei miei posti preferiti. Anche se sono sudafricano vorrei che le persone sapessero quello che gli Stati Uniti mi hanno donato negli ultimi 10 anni.

– Uno Stan Wawrinka attento alla linea svela perché le sue partite durano molto di più di quelle degli altri top players.

Giornalista: Degli altri quartofinalisti tu sei quello che ha dovuto correre più chilometri di tutti in questo torneo.
Stan Wawrinka: È una buona cosa. Sto perdendo peso allora.

– E ancora, sempre Wawrinka, dà l’annuncio che non vedremo mai più i suoi shorts dei French Open. (Grazie a Dio… oppure no?)

Giornalista: Vedremo ancora i tuoi fantastici pantaloncini del Roland Garros?
Stan Wawrinka: Credo mai più. Hai i minishort che puoi comprare e mettere sulla tua borsa, se vuoi.

– Petra Kvitova fa a gara con Camila Giorgi per dimostrare chi sia più appassionata di tennis; è infatti interessatissima alla possibilità storica di Serena di fare il Grande Slam.

Giornalista: Quanta attenzione porrai al resto del torneo?
Petra Kvitova: Non credo tanta perché sono solo due match. Non ne ho idea. Normalmente quando perdo non me ne importa veramente niente delle altre e di come continuerà il torneo. Vedrò. Non ne ho idea.

– La conferenza stampa di Serena Williams dopo il match contro Roberta Vinci è un gioiello. Serena ha appena perso il Grande Slam, e l’ultima cosa che vuole fare al momento, è rispondere alle domande dei giornalisti.

Giornalista: Quanto sei delusa?
Serena Williams: Non voglio parlare di quanto sia delusa. Se avete altre domande, sono aperta a quelle.

Ma poi, ancora, è lei a decretare la fine della conferenza, peraltro gelando una giornalista e la sua domanda.

Serena Williams (rispondendo a domanda): No, cercavo solo di vincere i punti a quel punto del match e di vincere. Ultime domande?
Giornalista: Come fai a passarci sopra, quali sono le chiavi per dimenticare tutto ciò?
Serena Williams: …cioè, qualcun altro vuole farmi una domanda diversa da questa?

– Ma l’eroina di giornata rimane Roberta Vinci. E se avete amato la sua intervista sul campo post-match (se non l’avete vista la potete trovare sulla nostra pagina Facebook) amerete anche la sua conferenza stampa, se non altro per le espressioni facciali che fa. Estrarne anche un solo frammento come significativo, sarebbe come voler estrapolare un dettaglio dalla Monna Lisa di Leonardo.

– Mahut e Herbert vincono il loro primo titolo Slam nel doppio maschile. Sono così frastornati da non aver realizzato… oppure no? Così Herbert non perde occasione per… dare del vecchio al compagno (Mahut ha 33 anni).

Giornalista: Questo è il vostro primo titolo Major per entrambi. Potete descrivere come vi sentite?
Pierre-Hugues Herbert: Credo che non capiamo realmente cosa sta succedendo.
Nicolas Mahut: Io sì, io sì.
Pierre-Hugues Herbert: Tu sì? Io ancora forse sono troppo giovane.

– Roberta Vinci ha spaccato anche nella conferenza stampa post-finale, destreggiandosi tra inglese ed italiano. (Per vederla clicca qua)

Giornalista: Hai sentito la pioggia? Speravi che piovesse e magari ci sarebbe stato una pausa?
Roberta Vinci: Mah… when starts rain, I was 5-2 down in the second, 0-30, so I say vabbè, two more points e ho finito (ride) che cazz… (ride) no… dai… no… I didn’t think nothing. No.

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Frances Tiafoe fa parlare di tennis a Freetown, in Sierra Leone

Tiafoe, i cui genitori sono emigrati dal paese dilaniato dalla guerra prima della sua nascita, è il più giovane americano a raggiungere i quarti di finale allo US Open negli ultimi 16 anni, e ha abbastanza talento per due nazioni

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Frances Tiafoe - US Open 2022 (foto Twitter @usta)

Traduzione dell’articolo di David Waldstein, New York Times, 7 settembre 2022

Negli stadi e nei club sportivi di Freetown, in Sierra Leone, il calcio è l’argomento preferito. Ma martedì (6 Settembre) diverse ore dopo che Frances Tiafoe, figlio di due emigrati della Sierra Leone, ha battuto Rafael Nadal per raggiungere i quarti di finale dello US Open, anche il tennis si è intrufolato nella conversazione.

“Oh, sì, si parla molto di Tiafoe in questo momento”, ha detto Abdulai Kamara, un blogger sportivo e proprietario della Hereford Sierra Leone Football Academy, in un’intervista telefonica da Freetown. “Non seguiamo da vicino il tennis qui, ma ora c’è un certo interesse. Alcune persone sono curiose di Frances e vogliono saperne di più”.

 

Mentre la comunità del tennis negli Stati Uniti è entusiasta del fatto che Tiafoe, nato a Hyattsville, Maryland, sia diventato il più giovane americano a raggiungere i quarti di finale dello US Open in 16 anni, alcuni in Sierra Leone rivendicano con orgoglio il giovane tennista come loro connazionale. L’estroverso e talentuoso Tiafoe, 24 anni, ha abbastanza magnetismo e talento per due nazioni. La piattaforma mediatica Sierraloaded ha fatto riferimento a “Sierra Leone’s Tiafoe”, in un aggiornamento lampo sulla vittoria storica, e Kei Kamara, una stella del calcio della Sierra Leone che gioca per il Montreal nella Major League Soccer canadese, ha scritto su Twitter, “Uno di noi”, dopo la vittoria di Tiafoe, definendolo un “risultato enorme”.

La storia edificante di Tiafoe è iniziata quando i suoi genitori – che non si erano ancora incontrati – lasciarono la Sierra Leone per gli Stati Uniti negli anni ’90 per sfuggire a una guerra civile. Si trasferirono ciascuno negli Stati Uniti e, dopo essersi conosciuti, si stabilirono nel Maryland e ebbero due gemelli, Franklin e Frances.

Il padre dei ragazzi, Constant Tiafoe, trovò lavoro nel cantiere del Junior Tennis Champions Center di College Park, Md. Constant Tiafoe era così industrioso che gli venne offerto il lavoro di direttore della manutenzione della struttura. Gli fu assegnato un ufficio, dove a volte i gemelli dormivano per approfittare, man mano che crescevano abbastanza da poter tenere la racchetta in mano, della possibilità di passare più tempo sui campi.

Entrambi giocavano, ma Frances ha mostrato una passione unica, guardando le lezioni impartite ai ragazzi più grandi del centro e imitando ogni loro mossa, poi lanciando palle contro i muri e servendo contro i fantasmi sui campi esterni fino all’imbrunire. 

“Tutte le storie sono vere”, ha affermato Mark Ein, imprenditore e presidente del Citi Open di Washington, DC, uno degli eventi più importanti del calendario del tennis. Frances era ossessionato dal tennis“. Ein conosce i Tiafoe da quando i ragazzi avevano cinque anni ed è diventato amico, consigliere e mentore. Il suo proprio mentore era Ken Brody, un banchiere appassionato di tennis che ha voluto costruire il Junior Tennis Champions Center per mettere in atto una visione che un giorno Frances Tiafoe avrebbe potuto realizzare. “Ken diceva: ‘Se la Repubblica Ceca può produrre campioni in un paese di quelle dimensioni, allora possiamo farlo anche qui a Washington'”, ha detto Ein.

Non passò molto tempo prima che Frances iniziasse a mostrare un’agilità atletica unica – velocità, potenza e abilità in campo – combinata con una sete quasi inestinguibile per il gioco. Fu affiancato a Misha Kouznetsov, un giovane allenatore russo che ha spinto e trascinato Frances attraverso le prime fasi del suo straordinario sviluppo tennistico.

All’inizio, i genitori dei due gemelli vedevano il tennis come un veicolo per assicurare ai ragazzi un’istruzione universitaria, che sembrava raggiungibile solo con una borsa di studio. Constant lasciò il lavoro al centro di allenamento per avviare un’attività in proprio, ma fini a lavorare in un autolavaggio mentre la madre dei ragazzi, Alphina, faceva l’infermiera. I soldi scarseggiavano.

“Non si pensava che potesse essere niente del genere”, ha detto Tiafoe lunedì [5 settembre] dopo aver sconfitto Nadal. “Una volta che siamo entrati nel mondo del tennis, mio padre disse, ‘Sarebbe fantastico se voi ragazzi poteste usarlo per ottenere una borsa di studio e completare gli studi’. Voglio dire, non possiamo permetterci un’università. Quindi, usate il tennis“.

Ma Tiafoe ha brillato così fortemente in tenera età, che il college è stato rimandato a un secondo tempo quando è esplosa una redditizia carriera professionale. All’età di 14 anni, nel 2012, Frances ha vinto il prestigioso torneo Petits As in Francia, più o meno nello stesso periodo in cui le pubblicazioni sportive hanno saputo della sua umile e fortuita educazione al J.T.C.C. L’anno successivo, Tiafoe vinse l’Orange Bowl, uno dei migliori tornei che si svolge vicino a Miami per i migliori junior del mondo. La meta era vicina, almeno così sembrava.

Gli allenatori di tennis americani, gli amministratori, gli agenti e i fan più informati hanno cominciato a vedere in Tiafoe il prossimo grande giocatore americano, che per così tanto tempo era mancato nel tennis statunitense. Ma la crescita dei giocatori professionisti nel gioco di oggi spesso avviene lentamente e Tiafoe, a volte, ha avuto delle difficoltà. È diventato professionista nel 2015 e nei successivi quattro anni ha raggiunto il terzo turno di un torneo dello Slam solo una volta, a Wimbledon 2018.

Ha concluso lo scorso anno al numero 38 ed è attualmente al numero 26. La sua posizione migliorerà dopo la sua prestazione allo US Open, qualunque cosa dovesse accadere mercoledì [7 Settembre] contro la testa di serie numero 9, Andrey Rublev. [Attualmente è salito fino al n. 19, ndt] Ora la popolarità di Tiafoe sta crescendo rapidamente, non solo tra le stelle del calcio della Sierra Leone, ma anche tra le megastar del basket, tra cui LeBron James, che si è congratulato con Tiafoe su Twitter.

“Quello è il mio idolo”, ha detto Tiafoe di James, uno dei suoi atleti favoriti. “Vedendolo postare, ho pensato, ‘Lo ritwitto non appena lo ha inviato? Ero tipo, ‘Sai una cosa? Sarò cool e mi comporterò come se non l’avessi visto e poi lo ritwitterò tra tre ore.'” La carriera di Tiafoe è stata definita da grandi aspettative, momenti di stallo, autoanalisi e miglioramenti.

“C’erano grandi aspettative per lui in così tenera età”, ha detto Ein. “Ha ottenuto tanti primati ed era considerato il futuro, la speranza del tennis americano. È molto per un adolescente, e l’ha gestita molto bene. Sa che il successo non è sempre una linea retta, ma sa anche che se procedi sempre nella direzione giusta, puoi raggiungere i tuoi obiettivi“. Ein e Tiafoe si ripetono regolarmente un detto: che tutti vogliono essere una star come Beyoncé, ma nessuno vuole impegnarsi per arrivarci.

Durante uno dei suoi momenti di stallo, dopo la stagione 2018, Tiafoe ha iniziato a sentire dalle persone intorno a lui che gli dicevano che aveva bisogno di allenarsi di più, mangiare meglio, studiare i suoi avversari guardando i video delle loro partite e migliorare la sua preparazione, tutto ciò lo avrebbe potuto spingere nei top 5 del mondo.

Durante l’inverno di quello stesso anno, durante un pranzo a Georgetown, Tiafoe spiegò a Ein ciò che aveva in mente di fare in merito alle pressioni esterne. “Disse loro: ‘Non preoccupatevi‘”, ricorda Ein, “Ho capito”. Pochi giorni dopo, era in viaggio per l’Australia, dove raggiunse per la prima volta i quarti di finale di uno Slam. Questa è la storia di Frances Tiafoe. Molte persone nel mondo del tennis conoscono anche la storia dei primi anni di vita di Tiafoe nel Maryland. Ma gran parte della sua storia di tennis è ancora diretta verso mete più alte. Parte è stata scritta allo US Open, e parte è stata scritta in Sierra Leone, dove la leggenda di Frances Tiafoe sta prendendo forma.

Traduzione di Massimo Volpati

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Flash

Gli outfit dello US Open 2022

Slam newyorkese a tinte scure per i grandi campioni, poche scelte estrose per gli altri giocatori

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Serena Williams, sfilata Vogue 2022 (Instagram @serenawilliams)

Ultima fermata New York. La grande mela, la città che non dorme mai. Quella con le luci accese anche di notte. Quella del melting pot e di Wall Street. Ma anche quella delle nuove tendenze in fatto di moda. Lo sanno anche le grandi marche di abbigliamento da tennis che hanno fatto spesso indossare ai loro atleti i completi più stravaganti e controversi proprio durante gli US Open. Come dimenticarsi ad esempio degli short di jeans di Agassi o degli stivali da pantera di Serena. E anche quest’anno i brand non si sono smentiti, a colpi di scelte cromatiche vistose e tagli particolari.

Serena Williams – Nike

Serena Williams – US Open 2022 (foto: twitter @usopen)

Questo US Open era per Serena la “last dance”, l’ultimo torneo prima del ritiro, davanti al proprio pubblico, quello dell’Arthur Ashe Stadium. E forse non è un caso che per l’occasione, la più giovane e più vincente delle sorelle Williams ha indossato un abito ispirato alla disciplina sportiva che più si avvicina la danza, ovvero il pattinaggio artistico: gonna a tutu, parte superiore stretta e maniche coperte. Il colore è il nero, quello più volte indossato dalla campionessa statunitense durante le sue vittorie serali a Flushing Meadows. Ad arricchire (nel vero senso della parola) questo look ci sono le paillette nel vestito, 400 (!!!) diamanti nelle scarpe e qualcuno anche nei capelli, lacci delle scarpe placcati in oro. Con questo outfit Serena non ha voluto però solo mettere in mostra la quantità di zeri nel suo conto in banca ma anche celebrare la sua straordinaria carriera ed esperienza di vita. I sei veli nella gonna sono un riferimento ai 6 US Open vinti, i diamanti nelle scarpe servono a formare le parole “Queen” e “Mama”. Insomma, più che davanti ad un semplice completo di tennis siamo di fronte ad uno statement a tutto tondo, che ribadisce come Serena sia un icona che trascende il mondo del tennis e, forse, persino quello dello sport in generale. (Valerio Vignoli)

 

Rafa Nadal – Nike

Rafael Nadal – US Open 2022 (foto Twitter @rolandgarros)

Luci e ombre su Rafa quest’anno a New York e non solamente perché è uscito per mano di Tiafoe agli ottavi di finale, ma anche per gli outfit indossati. Promosso infatti a pieni voti il completo diurno con pantaloncino rosso magenta e maglia bianca, scarpe intonate al pantaloncino. Una scelta estiva, elegante che si sposa perfettamente con l’esplosività di Nadal. Bocciato invece l’outfit serale. Se infatti possiamo apprezzare la scelta del rosa per fascia e polsini, il color “vino” di maglietta e pantaloni è spento, triste, inadatto a un campo da tennis. Un colore simile, seppur in tonalità più chiara, era già stato portato a Flushing Meadows da Roger Federer nel 2018, quando proprio durante una sessione serale venne sconfitto inaspettatamente da John Millman. Apprezziamo, però, sempre ad ogni Slam il tocco di classe sulle scarpe dove Nike, oltre a scrivere il nome di Rafa, incide gli anni delle sue vittorie a New York: 10, 13, 17 e 19. Come dire, per non dimenticare… (Chiara Gheza)

Collezione Nike

Carlos Alcaraz – US Open 2022 (foto Twitter @atptour)
Aryna Sabalenka – US Open 2022 (foto via Twitter @WTA)

Una collezione grintosa ma poco entusiasmante al tempo stesso. Appropriato il rosso acceso della t-shirt di ‘Carlitos’ Alcaraz che, del resto, simboleggia il “fuego” in campo dello spagnolo, nuovo campione di New York, nonché n. 1 del mondo più giovane della storia. Tuttavia, le fasce laterali color vinaccia non si sposano al meglio con il rosso, così come le maniche bianche rendono il tutto un po’ banale.

Forse sarebbe da rivedere la scelta degli abbinamenti cromatici, anche per quanto riguarda l’outfit indossato da Aryna Sabalenka, semifinalista allo US Open. La fascia rossa laterale del top altera decisamente l’estetica della canotta – bianca e classica – e del gonnellino – di un bel color rosa ciclamino e dalle pieghe leggere. (Laura Guidobaldi)

Iga Swiatek – Asics

Iga Swiatek – US Open 2022 (foto Twitter @rolandgarros)

Iga Swiatek vince gli US Open a soli 21 anni, compiuti lo scorso 31 Maggio, e diventa il nuovo volto del tennis femminile dopo una stagione trionfale. Asics nella sua collezione autunnale scegli per lei un leggero color Tiffany, niente di più in linea con New York ammettiamolo, che si sposa perfettamente con il tessuto impalpabile del gonnellino. La canotta fin troppo classica sul davanti, recupera con un gioco di tessuto sulla schiena. L’outfit di Iga insomma ci piace molto e si adatta perfettamente a lei: sobrio, ma incisivo. Forse le scarpe azzurro chiaro non si sposano granché ma è solo un dettaglio. Infine il cappellino è ormai parte integrante di Iga, tanto che senza diventa quasi difficile riconoscerla. Asics dovrebbe quindi pensare a questo e sbizzarirsi nel disegnarne di speciali per la sua campionessa. (Chiara Gheza)

Casper Ruud – Yonex

Casper Ruud – US Open 2022 (foto Twitter @daviscup)

Casper Ruud, neofinalista dello US Open, dall’atteggiamento sempre classy, avrebbe forse meritato un completo più raffinato. Certo, la maglietta evoca l’energia del suo tennis ma il color vinaccia dominante, che sfuma verso il beige e il rosa nelle strisce oblique, non è tra i più adatti per l’atmosfera frizzante di Flushing Meadows. Il bianco, comunque, viene ad “addolcire” questo outfit geometrico e chiassoso al tempo stesso, conferendogli quel tocco di eleganza che tanto dona al 23enne norvegese. (Laura Guidobaldi)

Matteo Berrettini – Hugo Boss

Matteo Berrettini – US Open 2022 (foto Twitter @atptour)

Hugo Boss e Berrettini: che dire? Sono ormai una garanzia su ogni campo da tennis. Anche a New York Matteo è perfetto in bianco e nero con un dettaglio beige. Elegante, classico, esclusivo. Su di lui anche il cappellino portato con la visiera all’indietro, che potrebbe fare Jovanotti anni 80, è invece perfetto. Hugo Boss ha compreso le potenzialità di Berrettini e le sta usando magistralmente. Il suo outfit di questo US Open entra di diritto negli outfit più raffinati che si possano indossare per praticare un qualsiasi sport. Complimenti. (Chiara Gheza)

Daniil Medvedev – Lacoste

Lacoste è sinonimo di polo. Per non dire che la polo è sinonimo di Lacoste. E allora c’è di che stupirsi a vedere Daniil Medvedev, tennista di punta del marchio francese, indossare una t-shirt in campo. E che t-shirt, verrebbe da dire. Probabilmente quello visto a New York è il miglior outfit indossato dal russo in questa per lui non semplice stagioni 2022. La maglietta è blu avio con diversi panelli e un motivo geometrico tono su tono, che dà un tocco di originalità e modernità. Impeccabile l’accostamento con pantaloncino navy. Per la sessione notturna il moscovita ha sfoggiato lo stesso completo a colori invertiti, con maglietta navy e pantaloncino avio. Ma il risultato non era altrettanto buono (Valerio Vignoli).

Collezione adidas

Jessica Pegula – US Open 2022 (foto via Twitter @usopen)

Per questo US Open, Adidas ha creato una collezione con l’emergente fashion designer sudafricano Thebe Magugu. I completi rimandano all’africa per via dei loro colori sgargianti (fucsia, bianco panna e arancione) e per il profilo di una donna di colore, con una folta chioma di capelli e il rossetto. L’intenzione, più che lodevole, è quella di mandare un messaggio di inclusività e di amore, in un periodo in cui se ne sente molto il bisogno. Gli outfit però nel loro complesso non convincono del tutto tra tagli piuttosto basilari e accostamenti di colori azzardati. In definitiva, meglio nella teoria che nella pratica questa collezione del brand delle tre strisce per l’ultimo slam dell’anno.

Venus Williams – Eleven by Venus Williams

Venus Williams non si smentisce nemmeno quest’anno e a New York regala una lezione di classe ed eleganza con un outfit verde, complicato da indossare per chiunque tranne che per Venere, come la ribattezzò Gianni Clerici. Top cortissimo e gonnellino hanno un sapore quasi vintage per via delle righe bianche che attraversano il total green. Il colpo di classe però è nello scaldacuore candido, con le maniche lunghe, con il quale Venus inizia il match di doppio. Ancora una volta inarrivabile. (Chiara Gheza)

Coco Gauff – New Balance

Cori Gauff - Us Open 2022 (Twitter @usopen)
Cori Gauff – Us Open 2022 (Twitter @usopen)

Coco Gauff e i suoi outfit, un binomio vincente. La New Balance, infatti, con i suoi outfit esprime sempre al meglio il carisma e la bella personalità della 18enne americana. Inoltre, non manca mai l’eleganza unita all’originalità. Per questo US Open, il tocco d’eleganza è dato dal gonnellino a scacchi neri, leggero ed etereo nel tessuto, ma grintoso nella tinta e nella fantasia. Peccato, però, che, in questa occasione, la maglietta non sia all’altezza delle aspettative. Tanti elementi eterogenei messi insieme creano un mélange un po’ troppo chiassoso: le maniche bianche bucherellate, le fasce laterali rosse, disegni obliqui color lilla, verde chiaro e azzurrino che ricordano petali di fiori sullo sfondo a scacchi neri, i polsini gialli e la fascia per i capelli a scacchi neri e bianchi… Insomma, sono decisamente too much. Peccato. (Laura Guidobaldi)

Ajla Tomljanovic – Original Penguin

Per la prima volta in carriera, la dolce e graziosa Ajla ha raggiunto i quarti di finale allo US Open. E ha brillato non solo grazie al suo tennis ma anche per l’eleganza che ha sfoggiato in campo. Tomljanovic ha sempre e comunque un portamento aggraziato e il brand americano Original Penguin, con i dettagli dello stile per golfisti, realizza sempre completi di gran classe. E a lei stanno a pennello, proprio come il vestitino indossato a Flashing Meadows, raffinato e sbarazzino al tempo stesso, grazie all’eleganza del blu elettrico, vivacizzata quanto basta dalla fantasia bianca e rosa del corpetto e della gonna. Leggero, etereo e fresco, proprio come Ajla. (Laura Guidobaldi)

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Flash

US Open, l’edizione 2022 è da record anche sugli spalti

Le due settimane di main draw hanno fatto registrare 776.120 spettatori, mentre sono stati 888.044 includendo anche la Fan Week. Per lo US Open è record assoluto

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US Open 2022 - foto: twitter @usopen

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Il video-commento di Ubaldo che compare qui continua sul sito di Intesa Sanpaolo nella sezione “Sottorete” curata in collaborazione con Ubitennis, che potrete trovare al seguente link.

Clicca qui per guardare il video-commento completo di Ubaldo Scanagatta sulla finale maschile dello US Open 2022 sul sito di Intesa Sanpaolo

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Iga Swiatek e Carlos Alcaraz – 40 anni in due! – si sono aggiudicati l’ultima, recentissima edizione dello US Open 2022. Un torneo che certamente resterà indimenticabile per le tante storie proposte: Serena Williams ha definitivamente salutato il tennis e lo stesso Alcaraz ha vinto il suo primo Major in assoluto, diventando il più giovane n°1 del mondo nella storia del tennis.

Lo spagnolo, nella conferenza stampa dopo la finale, ha sostenuto più volte come l’aiuto del pubblico sia stato fondamentale per lui, che si è sentito amato e supportato fin dal primo giorno. Proprio sugli spalti lo US Open 2022 ha fatto registrare un altro record, diventando l’edizione con il numero di fan più elevato nella storia di questo torneo.

I precedenti primati, stabiliti nel 2019, erano di 737.872 spettatori per quel che riguarda le due settimane di main draw e di 853.227 tifosi allargando il conteggio alle tre settimane di US Open, includendo la Fan Week. Quest’anno entrambi sono stati sbriciolati: nell’arco delle due settimane è stato stabilito un nuovo record con 776.120 spettatori, mentre allargando il discorso alle tre settimane e alla Fan Week il conteggio sale a 888.044 tifosi. Va detto che il primato assoluto – tenendo conto esclusivamente delle due settimane in cui si disputano i tabelloni principali – appartiene all’Australian Open 2019, quando furono addirittura 796.435 i fan ad essere presenti sugli spalti.

Come se non bastasse, per la prima volta nei suoi 25 anni di storia l’Arthur Ashe Stadium è sempre andato sold out in tutte le sue sessioni, tanto pomeridiane quanto serali. Insomma, abbiamo assistito ad uno US Open storico sotto tutti i punti di vista.

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