Coppa Davis, Play-off: solo la Svizzera sul 2-0 (che paura Wawrinka), tutte le altre sfide sull'1-1

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Coppa Davis, Play-off: solo la Svizzera sul 2-0 (che paura Wawrinka), tutte le altre sfide sull’1-1

Nelle sfide di Coppa Davis valevoli per i play-off per l’accesso al World Group 2016 grandissimo equilibrio ovunque. Solo la Svizzera è sul 2-0 ma Wawrinka era sotto 2 set a 1 e 3-0 contro De Bakker nel 1° singolare. Pari tra India e R.Ceca così come tra Uzbekistan e USA. A Santo Domingo Estrella Burgos batte Browm ma Kohlschreiber pareggia i conti. Pari in Polonia, Colombia sull’1-0 contro il Giappone, Brasile avanti contro la Croazia ma è stato sospeso il secondo singolare per la pioggia.

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PLAY-OFF, World Group
India-R.Ceca 1-1

Rosol-Bhambri 6-2 6-1 7-5

Inizia bene l’avventura della R.Ceca in India, nei play-off validi per l’accesso al World Group 2016. Lukas Rosol si impone infatti facilmente in 3 set su Yuki Bhambri, superato con il punteggio di 6-2 6-1 7-5. Come recita il punteggio sfida equilibrata solo nel terzo set. I due tennisti giocano a specchio, ma la palla di Rosol viaggia molto più veloce di quella del suo avversario e nei primi due set non c’è proprio storia.
Diversa la storia nel terzo parziale, dove finalmente Yuki Bhambri accenna una reazione e va avanti di un  break sul 3-1. L’indiano però rovina tutto con un doppio fallo nel sesto game e restituisce il break di vantaggio. Bhambri ha una grossa opportunità sul 5 pari, quando si trova 0-40, ma Rosol è bravissimo, salva 5 palle break in tutto ed al secondo tentativo tiene finalmente la battuta (con l’aiuto di 5 ace). La partita finisce qui, Bhambri cede il servizio nel game successivo e permette ai cechi di passare in vantaggio nella sfida di Nuova Delhi.

 

Devvarman-Vesely 7-6(3) 6-4 6-3

Ci pensa il nr.2 indiano Somdev Devvarman a ristabilire l’equilibrio nella sfida di Nuova Delhi. Il punto del pareggio arriva grazie ad una preziosa vittoria in 3 set contro Jiri Vesely, sconfitto 7-6 (3) 6-4 6-3.
Primo set durissimo, per i primi 4 game ci vogliono ben 33 minuti. Vesely salva 4 palle break nel game d’apertura, Devvarman a sua volta ne salva due nel game successivo. Poi finalmente la situazione si stabilizza, Devvarman salva una palla break ma nella sostanza si seguono i servizi sino al tie break. Qui il tennista di casa la fa da padrona e se lo aggiudica 7-3.
Nel secondo set Vesely prova a prendere le redini della sfida in mano, allunga con un break ma Devvarman lo riagguanta sul 3 pari. L’indiano sale in cattedra, chiude il secondo set 6-4 e poi sfrutta l’unica palla break di tutto il terzo set per allungare, vincere il parziale 6-3 e portare a casa il punto dell’1-1. E domani nel doppio la presenza di Paes potrebbe far pendere le sorti del match dal lato indiano (anche se dall’altra parte c’è Stepanek, compagno proprio di Paes nel circuito e suo grande amico).

 

Uzbekistan-Usa 1-1

Istomin-Johnson 6-1 3-6 7-6(5) 6-7(3) 7-5

Sulla terra di Tashkent gli uzbeki passano in vantaggio contro gli Usa grazie al loro nr.1 Denis Istomin, che vince una vera e propria battaglia contro Steve Johnson, che spreca l’impossibile nel quinto set e praticamente regala la vittoria al suo avversario.
Nel primo set Johnson è inguardabile, Istomin impiega appena 17 minuti per aggiudicarsi il parziale con un netto 6-1.
L’americano finalmente reagisce nel secondo set, diventa più propositivo, sbaglia molto meno ed entra in partita. Il break decisivo arriva sul 4-3 Johnson, quando il nr. 2 Usa strappa finalmente la battuta all’avversario e poi chiude nel game successivo per il 6-3 definitivo.
Ora il match è molto equilibrato, gli scambi sono durissimi da fondo campo, nessuno dei due contendenti ha intenzione di mollare una palla. Sul 5 pari è Johnson che ha due palle break fondamentali per andare a servire per il set, ma Istomin si salva dal 15-40 e tiene la battuta. Si arriva allora al tie break, equilibrato sino al 4 pari, poi Istomin allunga e chiude 7-5.
Il quarto set segue la falsariga del primo, dominano i servizi anche se entrambi i tennisti devono salvare della palle break, per la precisione due Johnson (una nel terzo e una nel settimo gioco) ed una Istomin (nel secondo game). Tutto regolare sino al 5 pari, poi Istomin centra il break e va a servire per il match. La sfida sembra segnata ma succede l’incredibile. Il tennista di casa sale 30-0 ma poi cede la battuta, si va al tie break che Johnson si aggiudica 7-3.
Si va al quinto e Istomin sembra anche messo male fisicamente, chiama il trainer, si fa massaggiare le gambe e al rientro in campo sembra muoversi lentamente. Il nr.1 locale si salva nel game d’apertura ma cede poi la battuta nel terzo game. Johnson allunga 2-1 ma saltano completamente gli schemi. Arrivano una sequela di break in serie, fin quando Johnson finalmente tiene la battuta ed allunga sul 5-3. Istomin tiene la battuta, Johnson va a servire per il match. L’americano sale 30-0, poi si ferma e Istomin si procura una palla del 5-5. Scambio prolungato, Johnson ferma il gioco su una palla che giudica in corridoio, ma il giudice di sedia va a verificarla e la dà buona. Succede di tutto, Johnson si arrabbia ma ha palesemente torto, break Istomin, gira la partita. Il tennista americano si innervosisce, Istomin sale 6-5 e si procura un match point nel game successsivo. Johnson lo annulla, ma sul secondo nulla può, Uzbekistan avanti 1-0, gli Stati Uniti rischiano non poco.

Sock-Dustov 7-5 6-3 6-2

Dura un set del secondo singolare il sogno dell’Uzbekistan di ipotecare l’accesso al World Group per la prima volta nella sua storia tennistica dopo la 1° giornata contro gli Usa a Tashkent.
Farruk Dustov resiste infatti solo il primo parziale alla maggiore levatura tecnica di Jack Sock, ma una volta perso il set iniziale l’americano il tennista di casa esce dalla partita e si consegna all’avversario.
Come detto primo set combattuto, un break per parte e tie break che pare avvicinarsi a grandi passi. Ma proprio in dirittura d’arrivo Sock piazza la stoccata decisiva, centra il break nell’undicesimo game e si aggiudica il set 7-5.
L’americano si galvanizza ed allunga anche nel secondo set, Dustov non trasforma 4 palle per il controbreak e cede di nuovo la battuta nel nono game per il 6-3 Sock.
Terzo set senza storia, Dusstov non ci crede più, Sock porta con un agevole 6-2 gli USA in parità.

 

Polonia-Slovacchia 1-1 (Carlo Carnevale)

Klizan-Przysiezny 6-4 6-4 6-4

Comodo successo per Martin Klizan, numero 1 slovacco, che in tre set si sbarazza della resistenza di Michael Przysiezny. Il polacco paga l’evidente differenza di caratura, e non riesce a contrastare le bordate mancine dell’avversario, che sopratutto con il dritto comanda senza sosta il gioco; il rovescio ad una mano di Przysiezny resta tutto sommato bello da vedere, ma inefficace a questi livelli . Klizan strappa il servizio in avvio di ciascun parziale, restituendo il break soltanto al momento di chiudere la contesa, ritardando il verdetto di un paio di game quando con una pregevole volèe di dritto a uscire regala il primo punto al suo team; sarà Jerzy Janowicz, alfiere di punta della Polonia, a cercare di tenere vive le speranze  dei suoi di rimanere nel World Group.

Janowicz-Gombos 7-6(1) 6-4 6-7(5) 6-2

Pareggia i conti per i padroni di casa polacchi il nr.1 Jerzy Janowicz, che viene a capo al termine di un match non facile di Norbert Gombos, ostico nr.2 slovacco, battuto in 4 set.
Primo set molto equilibrato, i due giocatori hanno lo stesso tipo di gioco, botte forti da fondo campo, buon servizio ma anche buone capacità sulla rete. E’ Gombos ad avere in apertura una palla break, ma Janowicz la annulla. Si seguono i servizi sino al 6-6, giusto che sia il tie break a decidere il parziale. Tie break dove Gombos fa il primo punto e poi viene sommerso dal suo avversario, che ne infila 7 di seguito e porta a casa il primo set.
Janowicz parte carico nel secondo set e strappa subito il servizio all’avversario. Gombos reagisce, trova il controbreak ma il tennista polacco gli strappa nuovamente la battuta e si aggiudica anche il secondo parziale 6-4.
Il terzo set è una vera e propria battaglia. Un break per parte, ma è soprattutto Janowicz a sprecare tantissimo, trasformando una sola palla break sulle 11 a disposizione. Si giunge così di nuovo al tie break, stavolta però la spunta Gombos che se lo aggiudica a 5 e allunga la partita.
Lo slovacco però accusa lo sforzo profuso, Janowicz trova in apertura di quarto set un nuovo break ed allunga sul 3-0. Gombos sembra stanco, non riesce mai ad impensierire il suo avversario e subisce un nuovo break nel settimo game. Janowicz serve per il match sul 5-2 e chiude la contesa con una eccellente prova al servizio (21 ace e 21 servizi vincenti). Domani il doppio che potrebbe indirizzare le sorti della sfida.

 

Svizzera-Olanda 2-0

Wawrinka-De Bakker 2-6 6-3 4-6 6-3 7-5

E’ il classico Wawrinka da Coppa Davis, quello che scende in campo al Palaexpo di Ginevra per affrontare il nr. 1 olandese Thiemo De Bakker. Svogliato, lento, timoroso, il tennista di casa rischia l’ennesima brutta figura nella manifestazione, sotto due set a uno e 3-0 nel quarto set, poi finalmente pesca dal profondo tutta la sua classe e viene a capo di una partita che si era maledettamente complicata.
L’inizio di Wawrinka è da brividi, non ne mette una in campo e finisce in un batter d’occhio sotto 4-0. De Bakker ringrazia e senza particolari problemi chiude il primo set 6-2.
Arriva la reazione svizzera, Wawrinka alza il livello del proprio gioco (non è che ci volesse molto) e sul 4-3 nel secondo set centra il break che si rivelerà decisivo e che gli consentirà di pareggiare i conti con il punteggio di 6-3.
A questo punto ti aspetteresti che il nr.4 del mondo prenda in mano la partita e la conduca a termine, ed invece sul 4-5 nel terzo De Bakker centra un break di capitale importanza e sull’ennesimo gratuito di Wawrinka sale a condurre 2 set a 1.
Luthi prova a scuotere Stan, ma lo svizzero rischia il tracollo, manca una palla break nel game d’apertura del quarto set, poi invece è lui a cedere la battuta e finisce sotto 3-0. De Bakker non crede ai suoi occhi, ma proprio nel momento cruciale Wawrinka viene fuori, infila la bellezza di 8 giochi di fila, chiude il quarto set 6-3 e va 2-0 nel quinto.
Match finito? Macché, ritornano antichi fantasmi nella testa dello svizzero, De Bakker ritorna in parità sul 3-3. Il pubblico teme il peggio, ma stavolta Stan mantiene un minimo di equilibrio e nella volata finale ha la meglio con il break decisivo nel 12° game. Svizzera in vantaggio, ma che fatica!

Federer- Huta Galung 6-3 6-4 6-3

Non è il Federer dei giorni migliori, ma ne basta uno a mezzo servizio che a stento suda per battere il nr. 2 olandese Jesse Huta Galung e dare il rassicurante 2-0 ai padroni di casa elvetici dopo la prima giornata a Ginevra.
Il pubblico è ancora stravolto dall’immensa fatica compiuta da Wawrinka per superare De Bakker che accoglie con calore il suo indiscusso nr.1, alla ricerca di un minimo di tranquillità.
Roger non si danna l’anima ma svolge il compitino in un’ora e 42 minuti, giocando quasi in surplace.
Nel 1° set il tennista olandese resiste sino al 3 pari, poi subisce il break e cede le armi con il punteggio di 6-3.
Federer non pare aver voglia di impegnarsi più di tanto, il suo avversario fa di tutto per rimanergli attaccato alle calcagna. Ancora una volta è un break a decidere il secondo parziale che stavolta si chiude 6-4.
Il terzo set segue la stessa falsariga degli altri 2, Federer quando può regala un po’ di spettacolo da par suo, è costretto anche a salvare due palle break (le uniche di tutto il match) e con un doppio break chiude la contesa con il 6-3 finale.

 

Brasile-Croazia 1-1 (Milena Ferrante)

Bellucci-Delic 6-1 6-4 3-6 6-4

Il Brasile è costretto a difendere la permanenza nella serie maggiore dopo una sconfitta rocambolesca nel match decisivo contro i rivali storici dell’Argentina, in un turno durato 19 ore, il quarto più lungo di sempre.
Delic, numero due croato e n. 499 ATP, in campo a causa dell’infortunio di Cilic, sembra immediatamente alle prese con una battaglia donchisciottesca. Perde il servizio quasi subito, nel quarto gioco, totalizzando una serie di errori non forzati da fondo. Per tutto il primo set, Delic non riesce a opporre la benché minima resistenza al solido martellamento da fondo di Bellucci, così in comfort da concedersi qualche variazione creativa con la palla corta e addirittura a rete. Sul 5-1 Delic comincia finalmente a entrare in partita ma paga la totale assenza di un minimo disegno di gioco.
Il brasiliano chiude anche il secondo set 6-4 pur con qualche incertezza (perde un vantaggio di 4-2), giocando all’insegnante e alla matricola e sovrastando l’avversario in tutti i settori di gioco.
Il fatto è che Bellucci ormai sogna lo spogliatoio, rischia di andare sotto 5-1 e finisce per cedere il terzo set in preda alla frustrazione.
Il leone è ormai un topolino quasi incapace di rispondere al servizio e il brasiliano va sotto 2-0 anche all’inizio del quarto. Fortuna che il tennis aiuta invariabilmente i più forti e il lieto fine vuole che il fuoco di Delic si spenga sul più bello. Bellucci porta il Brasile sull’1-0, un punto fondamentale se i sudamericani vogliono invertire la rotta della sfortuna.

Coric-Souza 6-4 7-6(5) 6-1

Divenuto virtualmente il numero uno della sfida di play off, Coric ha sulle spalle il peso di pareggiare le sorti dello scontro per la Croazia.
Coric si procura tre palle break sul 3-3, ma Souza sfrutta l’esuberanza del croato che commette due errori in attacco e porta a casa il gioco, incitando il pubblico. Passano solo pochi istanti e Coric preme sull’acceleratore del diritto, con il brasiliano ridotto a tergicristallo, costringendolo infine a cedere la battuta. Il giovane croato chiude il set dimostrandosi autoritario e maturo, svolge il compito con il minimo sforzo, scegliendo soluzioni essenziali improntate alla massima efficacia, senza perdersi negli svolazzi.
Coric sventa quindi con autorità i tentativi di assalto di Souza anche nel secondo set e impone la sua maggiore personalità nello scambio da fondo portandosi avanti 3-2 e servizio. Ma in seguito, forse anche per un problema alla schiena per il quale si fa trattare nel corso del set, si fa prendere il campo e Souza pareggia, facendosi via via più deciso. Il tie-break vede i due puntare sull’aggressività a ogni costo, ma Coric la spunta infine 7-5 con uno straordinario diritto sulla riga. Il diciottenne croato non mostra alcun timore reverenziale anzi finisce per incitare la sparuta tifoseria presente.
Nel terzo set il tennista croato trova un altro break e mette una seria ipoteca sul successo finale, allungando sino al 4-1, prima che un violento scroscio di pioggia costringa il giudice di sedia a sospendere il match. La sfida riprende il sabato prima del doppio, Coric mette in fila altri 2 giochi e chiude il match, parità a Florianópolis, ma nel doppio sono nettamente favoriti i brasiliani


Rep.Dominicana-Germania 1-1

Estrella Burgos-Brown 6-4 5-7 7-6(3) 7-6(5)

Si gioca nel paradiso caraibico di Santo Domingo, Estrella Burgos apre le danze per i padroni di casa contro l’eclettico e talentuoso Dustin Brown, si gioca sul veloce, si profila un match molto divertente.
Estrella Burgos parte molto bene, strappa il servizio a Brown nel terzo game e mantiene senza problemi il vantaggio sino alla fine, 6-4 il primo set per il nr.1 di casa.
Il caldo inizia a farsi sentire e sul campo tira un venticello trasversale che dà non poco fastidio ai giocatori. Il match rimane divertente, alcuni punti sono davvero spettacolari, Brown salva una palla break pericolosissima sul 2-2, poi si seguono i servizi sino al 6-5 Brown. Nell’ultimo game del set Estrella Burgos sale 30-15, ma il suo avversario infila 3 punti consecutivi, gli strappa per la prima volta il servizio e si porta un set pari.
La sfida inizia a diventare una gara di resistenza fisica, i due giocatori paiono provati dalle condizioni atmosferiche, gli scambi si fanno veloci, soprattutto per merito di Brown che cerca sempre il vincente. Il tedesco ha un tocco sotto rete ed una manualità incredibili, ma Estrella Burgos gioca con gran tenacia, recitando alla grande il ruolo dell’eroe di casa. Il dominicano allunga sul 4-2, ma Brown centra subito il controbreak per il 4-4. Il tennista ospite accusa un fastidio alla caviglia sinistra che ne limita molto la mobilità, ma nonostante ciò si arriva al tie break. Brown pare sempre più menomato, due doppi falli consecutivi lo condannano, perché Estrella Burgos scappa sul 4-1 e chiude poi 7-3.
Il tedesco pare alla deriva, ed invece come per magia continua a fare il suo gioco, muovendosi anche meglio. Non solo, Brown prima salva 3 palle consecutive dallo 0-40 nel suo primo turno di battuta, ma poi subito dopo centra addirittura il break. Neanche però il tempo di gioire che arriva l’immediato controbreak, 2-2 e tutto da rifare. Brown si salva sul 3-4 annullando una palla break, non ci sono più sussulti, arriva il secondo tie break della giornata. Ancora una volta Estrella Burgos scappa subito salendo fino al 6-2. Brown annulla ben 3 match point, ma nulla può sul quarto. Dominicani in vantaggio, il sogno continua.


Kohlschreiber- Hernandez Fernandez 6-1 6-3 6-1

Come da pronostico non c’è storia nel secondo singolare tra Repubblica Dominicana e Germania. Kohlschreiber si aggiudica senza problemi la sfida con José Hernandez Fernandez e porta in parità i tedeschi.
Partita impari che scivola via facile a favore del giocatore più quotato, solo nel secondo set c’è stato un minimo di equilibrio, ma Kohlschreiber non ha mai visto in pericolo il suo successo.

 

Colombia-Giappone 1-1

Giraldo-Daniel 6-4 6-3 3-6 1-6 6-4

Incedibile primo singolare a Pereira nella sfida tra Colombia e Giappone. Il super terraiolo Santiago Giraldo per poco non si fa rimontare due set dal giapponese Taro Daniel, sconosciuto ai più. C’è voluta davvero tutta la determinazione del nr.1 locale per venire a capo del coraggioso tenniste ospite, mai domo.
Già dal primo set si capisce che per Giraldo non sarà una giornata facile. Il colombiano non ha problemi al servizio, ma alla risposta raccoglie ben poco perché Daniel regge tranquillamente il suo ritmo. Tutto regolare sino la 5-4, poi Giraldo è bravissimo a centrare il break nel momento topico e porta a casa il primo set con il punteggio di 6-4.
Il colombiano pare rinfrancato dall’essersi scrollato di dosso il suo avversario, arriva subito un break in apertura per il 3-1 colombiano. Daniel però reagisce subito, immediato controbreak, ma è solo un fuoco di paglia. Nuovo allungo di Giraldo che chiude anche il secondo set con il punteggio di 6-3.
La partita sembra segnata, ed invece accade quello che non t’aspetti. Giraldo cala alla distanza, Daniel sale in cattedra, vince il terzo set 6-3 e domina il quarto 6-1.
Giraldo si accomoda sconsolato in panchina, il suo capitano prova a scuoterlo e ad infondergli fiducia. Il tennista di casa esce finalmente dal torpore (grazie probabilmente anche ad un antidolorifico preso al cambio di campo, forse c’era qualche piccolo problema fisico) e strappa il servizio a Daniel nel quinto game. Il giapponese però è duro a morire, arriva subito il controbreak per il 3 pari. Le emozioni non finiscono qui, Daniel subisce un nuovo break e sarà quello decisivo. Il giapponese ora è stanco, Giraldo non si ferma più e chiude nel decimo gioco con un gran sospiro di sollievo.

Nishikori-Falla 7-6(3) 7-6(1) 7-5

Kei Nishikori tiene in piedi il Giappone nella sfida in Colombia, ma per il nr.1 asiatico non è stata una passeggiata quella con Alejandro Falla, nonostante la vittoria sia arrivata in 3 set. L’esperto tennista colombiano ha impegnato non poco il suo avversario, cedendo in dirittura d’arrivo in tutti e 3 i parziali.
Nel primo set un break a testa per entrambi i giocatori, scambi molto duri da fondo campo, si arriva alla fine al tie break. Nishikori d’esperienza ne viene fuori aggiudicandoselo 7-3.
Nel secondo set si seguono invece i servizi anche se Nishikori non sfrutta 4 palle break, tutte sul 6-5 in suo favore. Bravissimo nell’occasione Falla che si aiuta con il servizio. Secondo tie break della serata, Nishikori va subito avanti 3-0 con doppio minibreak e chiude facilmente 7-1.
Ti aspetti un crollo di Falla a questo punto, invece il colombiano rimane in campo attento e concentrato ed ancora una volta Nishikori deve lottare fino in fondo per portare a casa set e punto dell’1-1. Il break decisivo arriva sul 5 pari, siamo 1-1 a Pereira, anche qui doppio decisivo domani, con la coppia colombiana Cabal/Farah nettamente favorita

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Coppa Davis

Quanto vale davvero la World Cup of Tennis (alias Coppa Davis)?

Un’analisi di business del nuovo formato. Al momento siamo allineati a un ATP 500 top, ma il trend è in crescita

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Dopo un weekend di intense emozioni a seguito del commovente saluto di Federer che non dimenticheremo facilmente, comincia una nuova settimana abbastanza soft, con soltanto tornei ATP 250. Ne approfittiamo allora per guardare avanti e parlare un po’ di questa nuova Davis Cup, che speriamo possa regalarci nel prossimo futuro belle soddisfazioni.

Riavvolgiamo allora il nastro;

ANNO 2018: Il board ITF votò l’OK alla nuova formula della Davis sulla base di una proposta che parlava di un total financial commitment iperbolico di 3 miliardi di euro in 25 anni, ovvero 125 milioni all’anno (col senno di poi sarebbe interessante leggere il report di Deloitte che all’epoca redasse la due diligence per ITF sulla “soundness” della proposta di Kosmos; purtroppo il documento è riservato). Tuttavia già all’epoca la quota “reale” di prize money destinata ai giocatori era ben diversa, nell’ordine dei 15 milioni di euro totali.

 

ANNO 2019: la grande discontinuità comincia nel 2019, con la prima edizione che si tiene a Madrid nella Caja Magica. Tutte le fasi finali con le migliori 16 squadre tutte assieme appassionatamente, nei round robin che hanno determinato poi il quadro a eliminazione diretta dai quarti in poi. Due cose sono rimaste di quell’edizione: un nuovo capitolo della leggenda di Nadal che si caricò lettaralmente sulle spalle la Spagna per portarla alla vittoria finale; e il delirio organizzativo con un numero folle di match compressi in una settimana, col risultato di sessioni mattutine dagli spalti vuoti e session serali che si prolungavano fino a notte fonda.

ANNO 2020: niente da segnalare, le finali di Davis non hanno luogo causa Covid, e causa deficit registrato a seguito della prima edizione del nuovo corso, con gli organizzatori che colgono la palla balzo per evitare guai ulteriori

ANNO 2021: primo aggiustamento della formula, con la distribuzione della fase a gironi presso 4 sedi staccate per ampliare la partecipazione di pubblico e snellire le finals ai match più significativi di semifinali e finali. Esperimento parzialmente riuscito in quanto l’idea delle sedi staccate appare azzeccata per avere in una di quelle sedi un home team che traina la partecipazione di pubblico (meglio se però in città affamate di tennis). Il tallone d’achille fu però una programmazione che rendeva di fatto irrealistico per i fan organizzarsi per andare a seguire alle finali la propria squadra e rendere l’atmosfera speciale, visto che fra quarti e semifinali/finali il lag temporale era di circa 10 giorni.

ANNO 2022: qua siamo arrivati al nadir della storia della Davis con l’opzione di Abu Dhabi che sembrava emergere prepotentemente come sede favorita delle Finals, sull’onda di chissà quanti petrodollari; una decisione che è stata schivata per sollevazione popolare, visto che una fetta consistente degli addetti ai lavori, in modo più o meno rumoroso, espresse la propria disapprovazione per l’ipotesi che avrebbe definitivamente ucciso ogni rimando al vecchio formato. L’altra innovazione al formato introdotta infine è stata quella di spostare i quarti nello stesso slot temporale e nella stessa sede della fase finale, grazie ad un’estensione dello slot a calendario dedicato alla manifestazione.

Nell’attesa insomma di vedere gli sviluppi del braccio di ferro Kosmos – Tennis Australia che dovrebbe portare all’unione fra ATP Cup e Davis Cup, con ogni evidenza la soluzione di maggior buon senso sotto tutti i punti di vista, con l’attuale formula Kosmos e ITF sembrano aver trovato un minimo di equilibrio. Ma è davvero così?

Andiamo allora a vedere come si colloca su queste basi la Davis rispetto ad altri tornei ATP e se i fondamentali economici e sportivi siano sballati o meno. L’analisi che faremo verterà su tre dimensioni:

  • Appeal sportivo
  • Ritorno economico per i giocatori
  • Ritorno economico per gli organizzatori

Su queste 3 dimensioni cercheremo per quanto possibile di fare una comparazione con diverse categorie di tornei ATP e a squadra, come la Laver Cup e l’ATP Cup.

APPEAL SPORTIVO: misure fisiche oggettive ovviamente non ce ne sono, ma proviamo comunque a porci la seguente domanda: quanto è attraente la Davis per un tennista? Lasciamo da parte le nostalgie della vecchia formula, per cui la Davis era sì un traguardo ambito da raggiungere, ma non in maniera seriale. Se da un lato un grande campione nei decenni in genere ha sempre cercato di mettere in bacheca una Davis oltre ai trofei del grande Slam, è anche vero che lo sforzo che veniva richiesto per l’insalatiera era tale che ci si considerava liberati dopo aver iscritto anche solo una volta il proprio nome nell’albo d’oro (come ci confermava anche Albert Costa in una chiacchierata al torneo di Barcelona). A un Roland Garros in più in bacheca invece non si dice mai di no…vero Rafa?

Ma scherzi a parte un modo per vedere se l’interesse dei giocatori è reale o meno possiamo considerare che questi hanno sempre la possibilità di “votare con i piedi”, ovvero di non rispondere alle convocazioni; pertanto andare a vedere ad esempio quale sia il ranking dei migliori 8 giocatori che partecipano alle varie competizioni è un modo per avere un’idea di quanto siano più o meno considerate

Il caso dell’ATP CUP poi evidenzia come ulteriori fattori quali la collocazione in calendario e la disponibilità di punti ATP siano un fattore non irrilevante nel considerare le scelte.

*(classifiche al 26/09/22).

Fra parentesi per ogni torneo almeno le prime 8 teste di serie, se rientranti nei primi 20 del ranking ATP all’atto del torneo.

Il caso dell’ATP CUP poi evidenzia come ulteriori fattori quali la collocazione in calendario e la disponibilità di punti ATP siano un fattore non irrilevante nel considerare le scelte. Inoltre, la formula inclusiva che ai nastri partenza un numero di nazioni ben superiore a quello di fasi finali della Davis rende più facile la presenza di tutti i migliori. Questo era un po’ il ragionamento che era stato adottato anche per l’edizione 2019 della Davis, ma che poi è stato scartato causa calendario troppo compresso. Anche in questo senso, il vantaggio di calendario dell’ATP cup è evidente.

RITORNO ECONOMICO PER I GIOCATORI: Qua le comparazioni son un po’ più complicate in quanto gli schemi sono differenti fra un torneo e l’altro e inoltre un valore assoluto come il prize money non è comparabile fra tornei a squadre e tornei individuali, in quanto gli schemi di remunerazione sono differenti e meno sbilanciati verso un singolo individuo vincitore del torneo.

Per i tornei ATP il dato è di facile lettura. Per i tornei a squadre invece la lettura è un po’ più articolata:

  • Per la Laver Cup è previsto uno schema semplificato per cui ognuno dei 6 membri di ogni team riceve 250k $ in caso di vittoria, e 125k in caso di sconfitta. A queste somme vengono aggiunte delle participation fees variabili in funzione del ranking. Non sono distribuiti punti ATP.
  • Nel caso della Davis Cup nel 2021 il prize money era distribuito fra 16 team composti da 5 membri ognuno, che a partire dai round robin si sono scontrati fino alla fase a eliminazione diretta, dai quarti di finale in poi. Non ci sono differenze di remunerazione in funzione del ranking e di singoli match vinti, conta soltanto il risultato di squadra. Non sono distribuiti punti ATP. Sono inoltre previsti altri 5 milioni da ripartire fra le federazioni
  • Lo schema di remunerazione dell’ATP CUP infine è quello più complessa di tutti, basata su participation fees che variano in funzione del ranking, vittorie individuali e vittorie di squadra. Inoltre, oltre ad una discreta sommetta, i giocatori ricevono fino ad un massimo di 750 punti ATP per il singolare e 250 per il doppio. Le participation fees sono un bel richiamo per attirare i top player, che garantiscano ai top ten un cachet di ingresso di oltre 150k, indipendentemente dalle prestazioni di team o individuali. I team partecipanti sono 24, contro i 16 della Davis.

RITORNO ECONOMICO PER GLI ORGANIZZATORI: Il ritorno economico per gli organizzatori ovviamente dipende da variabili che prescindono dal semplice “sbigliettato”. Tuttavia se un torneo “tira” a livello di pubblico sugli spalti, è ragionevole pensare che l’evento abbia un certo appeal e che questa possa essere una proxy anche dell’appeal televisivo. 

Andando anche in questo caso ad analizzare per i vari tornei l’affluenza di pubblico registrata e i prezzi dei biglietti messi in vendita per diverse tipologie di settore ci possiamo farci un’idea a livello comparativo.

** Dato stimato per il 2022: la fase a gironi di settembre nelle 4 sedi di Valencia, Bologna, Glasgow e Amburgo ha fatto registrare ottimi risultati di pubblico con oltre 110.000 presenza complessive. A metà settembre 2022 inoltre oltre il 20% dei biglietti per le Finals di Malaga risulta già venduto e pertanto, stante una capienza dell’impianto pari a 11.000 spettatori un target di 160.000 biglietti venduti appare raggiungibile

CONCLUSIONI: che la Davis sia ancora in una fase di assestamento è indubbio. Al momento sulla base della nostra analisi diremmo che sotto vari aspetti la manifestazione è un appeal che come minimo è pari a quello di un 500 top come Vienna o Barcellona. Che questo sia sufficiente a far quadrare gli “economics” (come dicono quelli bravi…i conti della serva per chi non ha vezzi da consulente) è tutto da vedere anche perché il dettaglio della proposta fatta da Kosmos ad ITF non è stato reso pubblico. Sicuramente la strada intrapresa è quella giusta, in quanto la formula delle 4 città per i round robin per avere l’effetto traino di una nazione che gioca in casa funziona. e una collocazione in calendario a fine anno che veda quarti semifinali e finali nella stessa settimana e nella stessa location è utile sia ai fan per organizzarsi che per far crescere il pathos dell’evento. Staremo a vedere come andrà a finire, noi ovviamente saremo in prima fila a tifare azzurri contro il team USA.

BONUS TRACK: Abbiamo scelto di non fare comparazioni con Roma e Madrid in quanto combined event, mentre Bercy ha solo il tabellone ATP. In ogni caso nelle nostre ricerche abbiamo dato un occhiata anche ad altri tornei di nostro interesse come Roma e Madrid e ci siamo accorti che il torneo capitolino non ha ancora pubblicato il programma delle partite per l’edizione 2023, a differenza della Villa spagnola: fate attenzione se state pensando di acquistare in anticipo i biglietti per Roma, visto che potrebbe essere adottato lo schema di Madrid, e magari il sabato, anziché le semifinali maschili potrebbe aver luogo la finale femminile, scelta fatta da Madrid e già resa pubblica.

A Roma invece, per quanto riguarda il torneo femminile (categoria WTA 1000), sono ancora in corso colloqui con la WTA per adeguarlo alla lunghezza e alla dimensione di quello maschile, in maniera analoga ai tornei dello stesso livello. Insomma i biglietti sono già in vendita, ma su come verranno i definiti i contenuti delle singole giornate ancora non v’è certezza. Insomma, occhio!

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Coppa Davis

Santopadre: “Matteo si rialza sempre! Andiamo a Malaga tra le favorite ma nessuna squadra è debole”

Il coach di Berrettini racconta al direttore la settimana bolognese di Coppa Davis e le prospettive per la fase finale di Malaga

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Coppa Davis

Coppa Davis in crisi? No, il pubblico negli stadi cresce rispetto agli anni scorsi

La nuova versione della Coppa Davis ha attirato molte critiche per la nuova formula, ma stando a quanto comunicato dall’ITF l’affluenza nelle quattro sedi di gara dice che al pubblico piace sempre

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Matteo Berrettini - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Matteo Berrettini - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

La rivoluzione della Coppa Davis andata in scena negli ultimi anni ha proposto una competizione sicuramente molto diversa rispetto a quella che eravamo abituati a conoscere. E ovviamente non sono mancate le critiche, sia per la formula a gironi, sia per la diminuzione dei match (da cinque a tre per ogni incontro), sia per il fatto che spesso i match finiscono a tarda ora (l’ultimo a lamentarsene è stato Andy Murray). La ITF, al fianco del partner Kosmos, ha respinto tutte le critiche – vedi anche l’intervista rilasciata al direttore Ubaldo Scanagatta dal presidente David Haggerty – e sta cercando tuttora di far evolvere in senso positivo la competizione. Ad esempio, quest’anno la fase a gironi è stata anticipata da novembre a settembre, in modo da staccarla da quella a eliminazione diretta, per rendere meno impegnativo il calendario dei giocatori coinvolti.

Da notare c’è che stando ai dati diramati oggi dalla ITF e da Kosmos, la Coppa Davis non ha perso il suo fascino da massima competizione mondiale del tennis per nazioni, e nemmeno il pubblico all’interno dei palazzetti di gara (nella scorsa settimana si è giocato a Casalecchio di Reno, Glasgow, Valencia e Amburgo). Infatti, viene comunicato che un totale di 113.268 persone hanno acquistato un biglietto per la fase appena chiusa, con 26.445 persone presenti nella sola domenica di gare. Un dato che grossomodo equivale a quello fatto registrare nel 2021, per la fase finale che si è giocata tra Torino e Madrid. Insomma, considerando che si deve giocare la fase più calda della competizione (a Malaga dal 21 al 27 novembre), l’affluenza di quest’anno finirà per essere maggiore rispetto a quella della passata edizione.

“I numeri di oggi sono molto simili a quelli visti nelle intere edizioni del 2019 e del 2021 – ha affermato Enric Rojas, il Ceo di Kosmos -. Ci aspettiamo tra le 50mila e le 60mila persone a Malaga. Il miglioramento in termini di affluenza, percentuale di riempimento degli stadi e fan engagement sarà, a nostro giudizio, enorme”. Per ora a Malaga sono stati venduti 20mila biglietti circa e verosimilmente, ora che si sanno le squadre protagoniste, tra cui c’è anche l’Italia, inizia il periodo più caldo per le vendite dei biglietti.

 

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