Road to Singapore parte prima: da Muguruza a Pennetta

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Road to Singapore parte prima: da Muguruza a Pennetta

Ingarbugliatissima la corsa verso le Final di Singapore, vi aiutiamo a fare un po’ d’ordine e a scoprire le possibilità di Flavia Pennetta (alte), Roberta Vinci (discrete) e Sara Errani (scarse).
NB Questo articolo vi terrà compagnia giorno per giorno, fino all’ufficializzazione delle 8 partecipanti alle WTA Finals

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Questo articolo è la confessione di un fallimento.  Lo avevamo iniziato in 8 (otto) cercando di stabilire qualche punto fermo nella corsa verso Singapore. A poco a poco, come in quel giallo della Christie, non ne rimase nessuno, si sono tutti arresi. Chi scrive non è che il sopravvissuto di un opera impervia già a partire dalla base dati. Una volta di più abbiamo avuto conferma del noto (vabbè, più o meno) adagio che non esistono tanto i “dati” quanto i “presi”: non trovi mai il dato che cerchi te lo devi costruire. Mannaggia. Però ci è sembrato doveroso mettervi al corrente delle povere conclusioni a cui siamo arrivati. Chissà che qualche lettore esperto di programmi, o semplicemente pazzo, non riesca meglio di noi a mettere a posto questo guazzabuglio di sconcezze.

La caccia ai posti per le Finals di Singapore è appassionante nonostante la defezione di Serena Williams. A meno di 20 giorni dal primo match sono ancora 6 i posti disponibili e tre le azzurre in lizza per ottenerli, due impegnate negli ottavi del Premier Mandatory di Pechino, la terza, Sara Errani, già nei quarti di finale. Da sottolineare come, peraltro, sia la prima volta, dalla ristrutturazione dei tornei WTA nel 2009, che tre italiane raggiungono gli ottavi di finale nello stesso Premier Mandatory. Tale avento era già accaduto per quel che riguarda i Premier 5, a Tokyo nel 2010 (Schiavone, che si isserà fino ai quarti, Pennetta e Vinci) e a Roma nel 2014 (Pennetta, Schiavone ed Errani, che perderà da Serena in finale). Inoltre tre italiane in ottavi, se si considerano anche i risultati antecedenti alla riforma WTA del 2009, le abbiamo già avute: addirittura tre volte a Roma, nel 1990 (Cecchini, Golarsa e Reggi), nel 2004 (Pennetta, Schiavone e Farina) e nel 2006 (Pennetta, Schiavone, Oprandi) e poi a Zurigo nel 2005 (Schiavone, Farina e Pennetta) e a Tokyo nel 2007 (Schiavone, Santangelo e Vinci).

Ma torniamo alle poche conclusioni che abbiamo potuto trarre dalle nostre infinite elucubrazioni durate 36 ore.

 

Intanto due premesse. La prima è che rimangono da giocare quel che resta del Premier Mandatory di Pechino; l’International di Linz la settimana prossima (dal 12 al 18); e il Premier di Mosca dal 19 al 24 Ottobre. Rimane fuori l’International del Lussemburgo come già detto altrove.

La seconda premessa riguarda il regolamento. Accedono alle Finals di Singapore le 8 tenniste che hanno accumulato più punti nelle loro migliori 16 prove: i 4 Slam, 4 Premier Mandatory, i 2 migliori Premier 5 e i 6 migliori restanti risultati. Nel caso una di loro si ritirasse (ogni riferimento a Serena Williams è da ritenersi del tutto casuale) ovviamente subentrerebbe la nona.

Andiamo a vedere la situazione della race aggiornata al 7 Ottobre, ore 20 del meridiano di Greenwich.

1 Serena Williams 9945
2 Simona Halep 5790
3 Maria Sharapova 4322

4 Garbine Muguruza 3631
5 Petra Kvitova 3491
6 Angelique Kerber 3330
7 Lucie Safarova 3221
8 Agnieszka Radwanska 3170
9 Flavia Pennetta 3153

10 Carla Suarez Navarro 3030
11 Venus Williams 2982
12 Karolina Pliskova 2950
13 Belinda Bencic 2900
14 Roberta Vinci 2655
15 Timea Bacsinszky 2698
16 Caroline Wozniacki 2641
17 Sara Errani 2525
18 Madison Keys 2495
19 Elina Svitolina 2410
20 Ana Ivanovic 2346

Le prime tre sono già qualificate. Se tutto terminasse ogi, Flavia Pennetta sarebbe quindi qualificata grazie al forfait di Serena, a prescindere dalla wild card che sicuramente otterrebbe, visto che non è pensabile far giocare le Finals senza nemmeno una vincitrice di Slam.

E poi? Cos’altro possiamo dire? Possiamo fornire una nuova classifica.

Muguruza 5230
Kerber 4570
Radwanska 4505
Bacsinszky 4231
Vinci 4225
Kvitova 4140
Safarova 3915
Pennetta 3901
Ivanovic 3875
Errani 3850
Williams 3730
Suarez Navarro 3580
Bencic 3535
Pliskova 3410
Keys 3135
Svitolina 3040
Wozniacki 3026

 

I punti che vedete sopra sono il massimo raggiungibile da ogni singola giocatrice da qui al 24 Ottobre (salvo che qualcuna non ancora iscritta richieda ed ottenga una wild card ai tornei delle ultime due settimane). Una cosa è chiara: a Singapore non vedremo né Madison Keys, né Elena Svitolina, né Caroline Wozniacki. Nessuna di loro è più in grado di raggiungere Flavia Pennetta e quindi è impossibile per loro qualificarsi.

Che cos’altro? Che siamo convinti – a differenza di quanto riporta il sito della WTA – che Gabine Muguruza sia già qualificata ma non siamo riusciti a dimostrarlo. Ci piacerebbe capire in che modo la WTa ha fatto i suoi calcoli ma purtroppo non lo comunica. Non comunicandolo consente a decine di siti sparsi per il mondo di…sbagliare i propri calcoli, e perde milioni di contatti. Una politica assurda…salvo che non si fidino dei loro stessi calcoli e temano, come è accaduto spesso in passato, di essere costretti a smentirsi con successivi comunicati. In ogni caso lei e la Kvitova le vedremo quasi sicuramente. Per gli altri 4 posti è buio pesto, possiamo fare delle considerazioni sullo stato di forma della Kerber e della Radwanska, ma anche della Errani – che ha possibilità solo teoriche – o di Flavia Pennetta che sembra un po’ in difficoltà. Roberta Vinci ha il proprio destino nelle mani, mai come ora è stata vicina ad un traguardo così prestigioso, speriamo bene.

Chiudiamo con i precedenti tra le due italiane in campo questo giovedì e le rispettive avversarie. E dicendovi che gli autori di questo articolo sono Ciro Battifarano,  Marco Cassarino, Michele Gasperini, Claudio Gilardelli, Danilo Princiotto, Roberto Salerno, Ilvio Vidovich. Niente resterà impunito.

Pennetta vs Pavlyuchenkova 2-0

2008
PARIS, FRANCE
R64 CLAY
3-6 6-1 6-1
2011
CINCINNATI, USA
R64 HARD
2-6 6-3 6-3

 

Vinci vs Mattek-Sands 3-1

2010
MONTREAL, CANADA
Q-R32 HARD
6-4 6-3
2012
Paris, FRANCE
R16 HARD
6-3 1-6 6-3
2013
Carlsbad, USA
R16 HARD
6-4 6-2
2013
Cincinnati, USA
R64 HARD
6-4 5-7 6-3

 

 

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ATP

ATP Tokyo: Shapovalov concreto supera Johnson. Kecmanovic e Kwon la spuntano al terzo

Il canadese ha dimostrato un ottimo stato di forma nei due set contro Johnson. Sfuma la vittoria per Nishioka davanti al suo pubblico

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Denis Shapovalov - US Open 2022 (foto Twitter @tenniscanada)

[7] D. Shapovalov b. S. Johnson 6-3 7-6(3)

Buona la prima a Tokyo per il candese Danis Shapovalov che ha la meglio in due set sull’americano Steve Johnson 6-3 7-6(3). Il canadese è reduce dalla sconfitta in finale al Korea Open contro Nishioka; anche Johnson viene dal Korea Open dov’è però uscito agli ottavi per mano di Albot. Tra i due solo un precedente, ad Indian Wells 2019 con vittoria di Shapovalov in due set.

PRIMO SET – Il primo game della partita è subito molto serrato: il canadese ha due palle break che però non sfrutta. Poco importa però perché Shapovalov comincia ad imporre il suo ritmo alla partita; un ritmo scandito dai suoi turni al servizio pressoché immacolati. Johnson non può far molto in risposta e finisce per essere breakkato nel settimo e successivamente anche nel nono game dopo un gioco estenuante. Il primo set si chiude 6-3 in favore di Shapovalov.

 

SECONDO SET – Anche ad inizio secondo set le percentuali al servizio del canadese restano eccellenti. Shapovalvov serve spesso sul rovescio dell’americano per ottenere punti immediati. Nel quinto gioco il n.22 piazza tre ace per ipotecare il game. Ora i turni al servizio si susseguono rapidamente per via dell’alto rendimento alla battuta di entrambi. Il settimo game è il terzo consecutivo che il canadese tiene a 0. Johnson ora è più incisivo rispetto alla passività del primo set grazie alla combinazione servizio-dritto con cui apre il campo a piacimento. Come logica conseguenza il secondo set si deciderà al tie-break. Shapovalov comincia subito alla grande con un mini break; il canadese si porta sul 4-1 dopo un rovescio dei suoi che spiazza Johnson. Dopo un altro paio di gemme il candese ottiene tre match point: basta il primo dopo l’errore di dritto di Johnson. Shapovalov chiude il tie-break per 7 punti a 3; per il canadese ora il qualificato Rio Noguchi.

IL TABELLONE COMPLETO DELL’ATP 500 DI TOKYO

M. McDonald b. S. Kwon 3-6 7-6(4) 2-6

Vittoria per il sudcoreano Kwon contro lo statunitense McDonald in tre set 3-6 7-6 (4) 2-6. Il primo set è deciso dal break in apertura in favore di Kwon. McDonald ha più volte la chances di riaggiustare il set ma il break definitivo nel nono game affossale sue speranze. Il secondo set è invece molto equilibrato, nessuno dei due giocatori arriva a palla break, il tie-break è la giusta conclusione. Inizialmente è McDonald a venir breakkato ma successivamente due errori di Kwon gli costano il tie-break e il secondo set.

Nel terzo calano le percentuali al servizio dell’americano mentre quelle del sudcoreano rimangono solide, specie con la prima palla. McDonald non arriva mai a palla break a differenza di Kwon che ne ha due, e le sfrutta pure bene. Il break arriva, come nel primo, in apertura di set; il secondo, sul 2-4 Kwon, è la resa americana.

IL TABELLONE COMPLETO DELL’ATP 500 DI TOKYO

M. Kecmanovic b. Y. Nishioka. 2-6 7-6(1) 6-2

Di nuovo davanti al pubblico giapponese per la prima volta dal 2019, Nishioka ha provato in tutti i modi a rendere questa giornata speciale ma alla fine si è arreso al serbo Kecmanovic in tre set 2-6 7-6 (1) 6-2 . Dopo essere andato sotto 0-2, il 27enne giapponese ha inserito la sesta marcia vincendo sei game consecutivi, trovando con il suo dritto punti a valanga, e chiudendo il set 2-6. Nella ripresa Kecmanovic ha trovato la sua posizione in campo e ha iniziato a giocare a braccio sciolto, facendo male a Nishioka. Il serbo breakka il giapponese nel sesto gioco ma si fa recuperare nel nono; il set finisce dunque al tie-break dove una sequenza di errori costano a Nishioka il set.

Il numero 33 del mondo ha continuato a dettare il gioco nel terzo set, breakkando due volte su due Nishioka per costruire un vantaggio di 4-0. Il giapponese ha lottato fino all’ultimo palla, salvando un match point sull’1-5 con un ace, e altri due in risposta sul 2-5. Ma un errore di rovescio ha segnato il suo destino. Kecmanovic si impone nel terzo set per 6-2. Nel prossimo turno affronterà l’ottava testa di serie Daniel Evans per un posto nei quarti di finale.

IL TABELLONE COMPLETO DELL’ATP 500 DI TOKYO

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Flash

WTA Ostrava: un’ottima Bouchard non basta contro Bencic. Parks elimina Pliskova a suon di vincenti

Belinda a fatica su Eugenie, la ventunenne Parks mostra i muscoli. Fuori Raducanu per mano di Kasatkina, Ostapenko eliminata da Sasnovich

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Belinda Bencic – ATP Ostrava (Photo by Jimmie48/WTA)

È iniziata con due vittorie molto nette la giornata dell’AGEL Open di Ostrava, categoria 500. La più sorprendente è sicuramente la seconda, data la sconfitta della favorita Jelena Ostapenko, che ha ceduto con un doppio 6-2 alla bielorussa Sasnovich. La tennista lettone è alla seconda sconfitta consecutiva, dopo aver subito un bagel nel terzo set a Tallinn la settimana scorsa contro la veterana Kaia Kanepi. Sorride anche Cathy McNally, brava a superare l’ostacolo posto dalla russa Blinkova con un netto 6-1 6-2. Il match più di grido è sicuramente quello tra Emma Raducanu e Daria Kasatkina, con la tennista russa che ha prevalso in due set per 7-5 6-4. La britannica nonostante la sconfitta ha offerto una buona prestazione, soprattutto in risposta dove Raducanu è riuscita a mettere costantemente in difficoltà il debole servizio della russa. Kasatkina però ha fatto valere la sua maggiore solidità da fondocampo, disinnescando le traiettorie offensive dell’ex campionessa dello US Open e regalandosi il derby con Alexandrova.

Una Karolina Pliskova più ferma del solito viene battuta 6-0 7-6(3) da Alycia Parks, ventunenne statunitense n. 133 della classifica, che ricordiamo tre anni fa in uno spiacevole episodio durante un torneo ITF quando, se non fosse stato per il tempestivo intervento dell’arbitro, lei e l’avversaria sarebbero venute seriamente alle mani – niente a che vedere con la recente gara di pettate tra Moutet e Andreev. Nata nell’ultimo giorno del millennio passato, Alycia è alta 185 cm secondo la sua scheda WTA e se ne accorge presto Pliskova quando deve fronteggiarne le prime di servizio, assumendo spesso una posizione in risposta all’altezza della scritta Ostrava!!! (i punti esclamativi fanno parte della scritta, non è che vogliamo enfatizzare la posizione). Non che, solitamente, Karolina non sappia dire la sua in battuta, anzi, ma nel martedì di Praga il colpo di inizio gioco non le ha dato alcun vantaggio, tra il 55% di realizzazione con la prima, gli zero ace, gli 8 doppi falli e il 3 su 19 con la seconda, facile preda delle risposte americane.

Letteralmente travolta nel primo set da una Parks che pianta 15 vincenti, Pliskova organizza una qualche difesa e approfitta di alcuni errori dell’altra per andare 3-1. Alycia smette allora di esagerare e piazza quattro giochi di fila. Al servizio per chiudere, però, subisce l’efficace reazione della tennista di casa e ci mette un grave errore sul 30 pari che potrebbe ripercuotersi nella sua testa una volta raggiunta sul 5 pari. Invece, Parks porta la frazione al tie-break dove torna dirompente (c’è pure l’ace di seconda, anche se poi compensato dal settimo doppio fallo) e può gioire per la prima vittoria in carriera su una top 20 in attesa del secondo turno contro la n. 4 del seeding Maria Sakkari.

 

A chiudere la giornata, il godibile incontro che ha visto Belinda Bencic prevalere su una Eugenie Bouchard ritrovata al alti livelli per 6-7(7) 6-1 6-4 in quasi due ore e tre quarti. Indietro di un break dal quinto game, Genie se lo riprende poco dopo a forza di catenate di rovescio, non sfrutta un set point in risposta sul 5-4 e due consecutivi nel tie.break, ma il quarto è quello buono dopo averne a suo volta annullato uno. Bencic domina il secondo parziale e di nuovo passa avanti sul 2 pari del terzo, ma questa volta l’aggancio della ex numero 5 del mondo non arriva nonostante il 15-40 che Belinda affronta al momento di chiudere, con qualche rimpianto di Bouchard per il dritto al volo del primo punto non abbastanza incisivo. Eugenie si batte fino alla fine mostrando una condizione atletica superlativa, come sul primo match point annullato, ma si fa poi sorprendere dalla difesa profonda di Belinda sulla rispostona bimane che suggeriva miglior fortuna.

(ha collaborato Giorgio Di Maio)

IL TABELLONE DEL WTA 500 DI OSTRAVA

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ATP

Giancarlo Antognoni, un campione del mondo che ama più il tennis del padel [VIDEO]

Lo storico n.10 viola va in controtendenza rispetto a tanti ex calciatori, Maldini, Totti, Albertini, Costacurta, Barzagli pazzi per il padel

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Giancarlo Antognoni alla presentazione dell'Unicredit Firenze Open 2022

Dopo il sindaco di Firenze Nardella, il direttore Ubaldo Scanagatta ha intervistato anche l’ex calciatore della Fiorentina Giancarlo Antognoni, il quale ha parlato della sua passione per il tennis e delle similitudini tra questo sport e il calcio. Infine non poteva mancare un commento sulla squadra viola.

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0:20 – “In questo momento gioco sicuramente meglio a tennis che a padel. Preferisco giocare a tennis che a padel, è come giocare a calcio nel campo normale o a calcetto nel campo più piccolo, le similitudini sono uguali”

 

EDITORIALE ATP Firenze: Berrettini, Musetti e Sonego ci sono, Sinner purtroppo no

1:00 – “Berrettini e Sinner sono tutti e due bravissimi sia a livello internazionale che nazionale. Musetti anche l’ho visto giocare ed è molto forte; ci sono tanti ragazzi interessanti e dimostrazione che la federazione ha investito e ha buoni coach”

2:30 – “Il tennis è uno sport abbastanza vicino al calcio anche se si gioca da soli a volte, però anche quando giochi in una squadra di calcio pensa molto a sé stesso, per sé stesso. E quindi il tennis bene o male, visto che giochi da solo, è più di testa che di abilità e quindi si assomigliano molto”

4:00 – “Penso che sia difficile che Batistuta possa entrare in Fiorentina visto che c’ero stato un anno fa io. Quindi non credo che la proprietà sia molto propensa a prendere Batistuta, ma se dovesse venire sarei molto contento per lui. Per quanto riguarda la mia posizione sulla Fiorentina, quest’anno sicuramente qualcosa di sbagliato è stato fatto e oggi ne paghi le conseguenze. L’allenatore secondo me è bravo, propositivo – l’anno scorso ha fatto benissimo – quest’anno si ritrova una squadra sempre competitiva però non riesce ad ottenere i risultati che si è prefissa. Se non si fa gol in questo gioco è difficile vincere le partite”

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