Anteprima World Tour Finals: Djokovic e Federer a caccia di record

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Anteprima World Tour Finals: Djokovic e Federer a caccia di record

Adagiata sulle rive del Tamigi e tagliata a metà dalla linea immaginaria del Meridiano Zero, quello che si può anche fotografare sulla retrostante collina di Greenwich, la O2 Arena veste per una decina di giorni i completini da tennis e incorona i maestri della stagione 2015. Vediamo storia e numeri della manifestazione in programma a Londra

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ATP WORLD TOUR FINALS – Abbiamo messo la dicitura ufficiale ma per tutti, e anche per noi, il torneo ha un solo nome: Masters. E di qui in avanti così lo chiameremo. In realtà il nome è cambiato più volte nel corso della storia. Inizialmente denominato Grand Prix Masters, negli anni Novanta diventò ATP Tour World Championships mentre per quasi tutto il primo decennio del 2000 si chiamò Masters Cup. Dal 2009 è l’ATP World Tour Finals.

La capitale britannica ospita il torneo dei maestri per il settimo anno consecutivo e, in questo modo, diventa la seconda città dopo New York per numero di presenze avendo staccato Francoforte, ferma a quota sei.
Sia per la particolare formula che per la sua natura itinerante (anche se nelle ultime stagioni è diventato piuttosto stanziale), il Masters si distingue da tutti gli altri tornei del circuito e può essere considerato a buon diritto il più importante dopo i quattro major. Dicevamo della formula, ovvero quella attuale del round-robin, tanto avversata quanto intrigante, che prevede la suddivisione degli otto giocatori in due gruppi da quattro con tanto di semifinali incrociate tra i primi due di ciascun gruppo e la finale tra i vincitori. Ebbene, non è sempre stato così. Nella prime due edizioni infatti i giocatori (rispettivamente sei nel 1970 e sette l’anno dopo) furono raggruppati in un solo girone e vinse il torneo il tennista con la miglior classifica (anche se proprio nel 1970 Smith e Laver terminarono alla pari e prevalse l’americano in quanto vincitore dello scontro diretto). Dal 1972 al 1981 e dal 1986 in poi venne adottata la formula attuale mentre dal 1982 al 1984 (dodici partecipanti, con i primi quattro che iniziavano dai quarti e gli altri dagli ottavi) e nel 1985 (sedici giocatori) si giocò ad eliminazione diretta.

Dunque, si può alzare il trofeo del Master anche dopo aver perso una partita. Addirittura dopo averne perse due, episodio peraltro mai verificatosi. Folta invece la schiera di campioni che sono arrivati al titolo dopo una sconfitta, con Sampras che ne ha fatto un’abitudine: cinque su cinque. Più in generale è successo 23 volte su 41 ma mai a Lendl o McEnroe e una sola volta a Federer.
Lo svizzero detiene in solitario il record di titoli (6 conquistati a coppie di due nel 2003-04, 2006-07, 2010-11) ma non quello delle finali (9, come quelle di Lendl che però le ha conquistate una in fila all’altra dal 1980 al 1988). È dell’ex-cecoslovacco anche il primato di incontri vinti consecutivamente (14), striscia eguagliata da Djokovic nell’ultimo triennio e che il serbo potrà superare se si aggiudicherà la prima partita del girone nell’edizione che sta per iniziare.

 

Sono stati finora 124 i tennisti che hanno giocato almeno una partita al Masters e di tutti questi la miglior percentuale di vittorie (tra coloro che sono scesi in campo almeno 10 volte) spetta a Ilie Nastase (88%) davanti a Roger Federer (81,36%) e Ivan Lendl (79,59%). L’elvetico è di gran lunga il giocatore con il miglior record (+37, 48-11) davanti al solito Lendl (39-10) e al tedesco Boris Becker (36-13). Suo anche il primato di incontri disputati (59, dieci in più di Becker, Lendl e Sampras) e vinti (48 contro i 39 di Lendl e i 36 di Becker). Ancora Federer, insieme ad Agassi, per il maggior numero di presenze: 13, consecutive per Roger e spalmate in 18 anni per lo statunitense. Dei 20 vincitori del Master, ben 17 hanno una percentuale di incontri vinti superiore al 50%; l’argentino Nalbandian ha il 50% esatto mentre sono sotto la metà sia Kuerten (45,45%) che Orantes (40%).

Quindici volte, nelle edizioni con il round-robin, la finale è stata giocata da due tennisti inseriti nello stesso gruppo e che quindi si erano già affrontati; in otto occasioni chi aveva perso prima si è vendicato con gli interessi, nelle altre sette c’è stato un solo vincitore. Ecco il dettaglio:

1976 W. Fibak b. M. Orantes 7-5 7-6
          M. Orantes b. W. Fibak 5-7 6-2 0-6 7-6 6-1

1978 J. McEnroe b. A. Ashe 6-3 6-1
          J. McEnroe b. A. Ashe 6-7 6-3 7-5

1981 I. Lendl b. V. Gerulaitis 4-6 7-5 6-2
          I. Lendl b. V. Gerulaitis 6-7 2-6 7-6 6-2 6-4

1989 B. Becker b. S. Edberg 6-1 6-4
          S. Edberg b. B. Becker 4-6 7-6 6-3 6-1

1990 S. Edberg b. A. Agassi 7-6 4-6 7-6
          A. Agassi b. S. Edberg 5-7 7-6 7-5 6-2

1994 B. Becker b. P. Sampras 7-5 7-5
          P. Sampras b. B. Becker 4-6 6-3 7-5 6-4

1996 B. Becker b. P. Sampras 7-6 7-6
          P. Sampras b. B. Becker 3-6 7-6 7-6 6-7 6-4

1999 A. Agassi b. P. Sampras 6-2 6-2
          P. Sampras b. A. Agassi 6-1 7-5 6-4

2000 A. Agassi b. G. Kuerten 4-6 6-4 6-3
          G. Kuerten b. A. Agassi 6-4 6-4 6-4

2001 L. Hewitt b. S. Grosjean 3-6 6-2 6-3
          L. Hewitt b. S. Grosjean 6-3 6-3 6-4

2003 R. Federer b. A. Agassi 6-7 6-3 7-6
           R. Federer b. A. Agassi 6-3 6-0 6-4

2004 R. Federer b. L. Hewitt 6-3 6-4
           R. Federer b. L. Hewitt 6-3 6-2

2005 R. Federer b. D. Nalbandian 6-3 2-6 6-4
           D. Nalbandian b. R.  Federer 6-7 6-7 6-2 6-1 7-6

2008 N. Djokovic b. N. Davydenko 7-6 0-6 7-5
          N. Djokovic b. N. Davydenko 6-1 7-5

2011 R. Federer b. J. Tsonga 6-2 2-6 6-4
          R. Federer b. J. Tsonga 6-3 6-7 6-3

Nel 1987 invece, a causa del fatto che le semifinali furono sorteggiate (come l’anno precedente), accadde che si affrontarono nelle stesse gli appartenenti allo stesso gruppo. In quel caso Ivan Lendl sconfisse due volte Brad Gilbert (6-2 6-2 nel girone, 6-2 6-4 in semifinale) mentre Stefan Edberg e Mats Wilander giocarono l’uno contro l’altro in due giorni successivi: la sfida del gruppo Segura la vinse Edberg 6-2 7-6 mentre circa 24 ore dopo ad imporsi fu Wilander per 6-2 4-6 6-3.

Così l’anno scorsoIl numero 1 del mondo allunga a 14 la sua striscia di vittorie consecutive a Londra ma il quarto titolo di maestro ha un sapore diverso per via della storica finale mancata. Il serbo chiude il gruppo A con numeri imbarazzanti: sei set a zero e appena nove giochi ceduti ai tre malcapitati avversari. Si gioca dunque per il secondo posto che arride a Stan Wawrinka, travolgente al debutto contro Berdych e trascinato al terzo set da un Cilic che però chiuderà all’ultimo posto.

Situazione simile nel gruppo B, con Roger Federer che parte vendicando la sconfitta di Parigi patita per mano di Raonic e prosegue battendo nettamente sia Nishikori che Murray. Il giapponese però si aggiudica gli altri due incontri, l’ultimo dei quali contro la riserva Ferrer, sceso in campo al posto del ritirato Raonic.

Le semifinali sono alquanto incerte. Nishikori tenta di sgambettare nuovamente Djokovic (dopo esserci riuscito nelle semifinali degli US Open) ma il 6-3 nel secondo parziale scatena la reazione del serbo che infligge a Kei un eloquente 6-0 nel terzo. Emozioni a non finire nella seconda, che Federer fa sua dopo aver annullato ben quattro match-point; i primi tre arrivano quando Wawrinka serve per la finale sul 5-4 in suo favore, il quarto con Stan avanti 6-5 nel tie-break conclusivo (ma stavolta su servizio di Federer). Roger li annulla tutti e centra la nona finale nella competizione dopo una pregevole stop-volley di dritto sul 7-6 per lui. Il tifo decisamente caloroso (a dire dell’avversario) di Mirka in tribuna scatena la reazione di Wawrinka che si lamenterà con Federer negli spogliatoi dopo la sconfitta. Ma la finale di Davis contro la Francia è alle porte e occorre coesione, inevitabile dunque la riappacificazione.

La finale tra un Djokovic stanco e un Federer acciaccato non ci sarà. Lo svizzero opta per il forfait e priva il torneo del match conclusivo per la prima volta nella storia. Per Nole c’è il quarto Masters in carriera, per Federer c’è l’ansia in vista di Francia-Svizzera.

ALBO D’ORO

1970 TOKYO S. Smith
1971 PARIGI I. Nastase
1972 BARCELLONA I. Nastase b. S. Smith 6-3 6-2 3-6 2-6 6-3
1973 BOSTON I. Nastase b. T. Okker 6-3 7-5 4-6 6-3
1974 MELBOURNE G. Vilas b. I. Nastase 7-6 6-2 3-6 3-6 6-4
1975 STOCCOLMA I. Nastase b. B. Borg 6-2 6-2 6-1
1976 HOUSTON M. Orantes b. W. Fibak 5-7 6-2 0-6 7-6 6-1
1977 NEW YORK J. Connors b. B. Borg 6-4 1-6 6-4
1978 NEW YORK J. McEnroe b. A. Ashe 6-7 6-3 7-5
1979 NEW YORK B. Borg b. V. Gerulaitis 6-2 6-2
1980 NEW YORK B. Borg b. I. Lendl 6-4 6-2 6-2
1981 NEW YORK I. Lendl b. V. Gerulaitis 6-7 2-6 7-6 6-2 6-4
1982 NEW YORK I. Lendl b. J. McEnroe 6-4 6-4 6-2
1983 NEW YORK J. McEnroe b. I. Lendl 6-3 6-4 6-4
1984 NEW YORK J. McEnroe b. I. Lendl 7-5 6-0 6-4
1985 NEW YORK I. Lendl b. B. Becker 6-2 7-6 6-3
1986 NEW YORK I. Lendl b. B. Becker 6-4 6-4 6-4
1987 NEW YORK I. Lendl b. M. Wilander 6-2 6-2 6-3
1988 NEW YORK B. Becker b. I. Lendl 5-7 7-6 3-6 6-2 7-6
1989 NEW YORK S. Edberg b. B. Becker 4-6 7-6 6-3 6-1
1990 FRANCOFORTE A. Agassi b. S. Edberg 5-7 7-6 7-5 6-2
1991 FRANCOFORTE P. Sampras b. J. Courier 3-6 7-6 6-3 6-4
1992 FRANCOFORTE B. Becker b. J. Courier 6-4 6-3 7-5
1993 FRANCOFORTE M. Stich b. P. Sampras 7-6 2-6 7-6 6-2
1994 FRANCOFORTE P. Sampras b. B. Becker 4-6 6-3 7-5 6-4
1995 FRANCOFORTE B. Becker b. M.Chang 7-6 6-0 7-6
1996 HANNOVER P. Sampras b. B. Becker 3-6 7-6 7-6 6-7 6-4
1997 HANNOVER P. Sampras b. Y. Kafelnikov 6-3 6-2 6-2
1998 HANNOVER A. Corretja b. C. Moya 3-6 3-6 7-5 6-3 7-5
1999 HANNOVER P. Sampras b. A. Agassi 6-1 7-5 6-4
2000 LISBONA G. Kuerten b. A. Agassi 6-4 6-4 6-4
2001 SYDNEY L. Hewitt b. S. Grosjean 6-3 6-3 6-4
2002 SHANGHAI L. Hewitt b. J. Ferrero 7-5 7-5 2-6 2-6 6-4
2003 HOUSTON R. Federer b. A. Agassi 6-3 6-0 6-4
2004 HOUSTON R. Federer b. L. Hewitt 6-3 6-2
2005 SHANGHAI D. Nalbandian b. R. Federer 6-7 6-7 6-2 6-1 7-6
2006 SHANGHAI R. Federer b. J. Blake 6-0 6-3 6-4
2007 SHANGHAI R. Federer b. D. Ferrer 6-2 6-3 6-2
2008 SHANGHAI N. Djokovic b. N. Davydenko 6-1 7-5
2009 LONDRA N. Davydenko b. J. del Potro 6-3 6-4
2010 LONDRA R. Federer b. R. Nadal 6-3 3-6 6-1
2011 LONDRA R. Federer b. J. Tsonga 6-3 6-7 6-3
2012 LONDRA N. Djokovic b. R. Federer 7-6 7-5
2013 LONDRA N. Djokovic b. R. Nadal 6-3 6-4
2014 LONDRA N. Djokovic b. R. Federer wo

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ATP

Roland Garros: buona la prima per Medvedev, Bagnis battuto con un triplice 6-2

Il russo approda al secondo turno dello slam francese superando in tre set l’argentino. Al secondo turno Djere o Berankis

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Daniil Medvedev - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Daniil Medvedev - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

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Dopo la sconfitta all’esordio sulla terra rossa in quel di Ginevra contro Richard Gasquet, ritrova il sorriso Daniil Medvedev che in un’ora e 38minuti liquida la pratica Facundo Bagnis, numero 103 del ranking ATP, e approda al secondo turno dello slam parigino, contro il serbo Laslo Djere.

 

Per il russo il successo è arrivato con un periodico 6-2; ha mostrato buona condizione fisica visti i recenti problemi fisici e l’intervento all’ernia, non cedendo alla fatica anche quando lo scambio si è allungato. Positive anche le statistiche con 35 vincenti messi a referto dal russo a fronte di 19 gratuiti, con ben 12 ace. Punto dolente i 7 doppi falli che con un avversario più ostico di Bagnis avrebbero potuto incidere in ben altra maniera. Dal canto suo l’argentino, anch’egli non al 100% della forma (era reduce dal ritiro al primo turno di Ginevra) ha provato a resistere alla potenza di Medvedev, cercando di muovere il russo. Tuttavia, Bagnis si è dimostrato troppo falloso e poco incisivo col servizio.

IL MATCH – Primo set dominato dal russo, che pronti via si procura il palla break. Bagnis ad inizio match è molto combattivo e con un’ottima combinazione servizio e attacco a rete si salva una prima volta, ma due vincenti uno di dritto e uno di rovescio al termine di due scambi durati rispettivamente 16 e 14 colpi regalano il break al numero 2 al mondo.

La seconda di Medvedev è poco incisiva e il russo paga dazio nel secondo game con Bagnis che si guadagna subito due occasioni per l’immediato contro break con un dritto incrociato che trafigge Medvedev a rete. Due aces ad oltre 190 km/h rimettono il game in equilibrio. Un rovescio out del russo e il primo doppio fallo dell’incontro rimettono la sfida in parità.

Da quel momento è un monologo del russo, 92% di punti vinti con la prima (dodici su tredici), 6 aces e una aggressività in risposta che mette in difficoltà un buon giocatore da rosso come Bagnis. A fare la differenza è stata la quantità di errori di Bagnis ben 11 contro i 5 del russo, mentre Medvedev che alterna corsa e potenza non soffrendo neanche gli scambi lunghi. Infatti, quando lo scambio si allungava Medvedev ha vinto 12 punti su 17 scambi andati oltre i 9 colpi.

Il dominio di Medvedev è totale nel secondo set, con il russo che con un doppio break si issa facilmente sul 4-0. Unico passaggio a vuoto il sesto game, con Medvedev che recupera da 0-40, beneficiando prima di un gratuito di Bagnis e poi mettendo a segno tre vincenti di dritto.

Il russo dimostra anche una certa confidenza al gioco sul rosso, sia per l’ottima capacità di lettura dei dropshot tentati da Bagnis, che quasi mai si rivelano pericolosi, sia per la buona capacità nel variare gli scambi con dei dropshot ben eseguiti che spesso trovano impreparato l’argentino.

Anche nel terzo set, così come nei due precedenti, Medvedev piazza il break in apertura approfittando ancora degli errori di Bagnis col dritto. A rimettere in gioco l’argentino ci pensa Medvedev nel corso di un orribile quarto game, nel quale mette in campo solo due prime, commette tre doppi falli e innervosito dalla situazione sparacchia out un dritto che rimette il set in equilibrio.

Bagnis però cede subito alla pressione del russo in risposta, che in un attimo si ritrova 0-40. L’argentino si salva per ben due volte ma poi spreca tutto con un dritto mal eseguito che finisce fuori in lughezza. La fuga di Medvedev viene certificata con il break del 5-2 con l’argentino che prova a correre Medvedev per tutto il campo ma si incarta con una palla corta sulla palla break che finisce in corridoio. Per Medvedev è una formalità chiudere al servizio l’incontro per il 6-2 finale.

Buona prestazione dunque per il russo, ma forse non basta questo match per dire che Medvedev sia tornato al top della forma considerando che in questa prova Slam, prima dello scorso anno aveva uno score di zero vittorie e quattro sconfigge: “Amo il Roland Garros dallo scorso anno, prima non potevo dirlo, non sono mai rimasto molto ha dichiarato il russo a fine incontro spesso la domenica per me era già finito. Quest’anno per fortuna ho iniziato il martedì e sono contento di aver vinto. Ci rivediamo giovedì

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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ATP

Roland Garros, Nadal: “Wimbledon? Sia l’ATP che il torneo hanno una parte di ragione”

Le parole di Rafa dopo l’esordio vittorioso in tre set su Thompson: “E’ stato un buon esordio, ma devo migliorare in tutto”

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Rafael Nadal - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Rafael Nadal - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Dopo i dubbi romani legati alle sue condizioni fisiche che hanno seguito la sconfitta contro Shapovalov, Nadal torna vincente e lo fa a Parigi con la vittoria n.299 in una prova slam, ai danni dell’australiano Jordan Thompson. Il piede che lo tormenta? Per ora è un ricordo lontano. La testa adesso è proiettata a fare bene, una partita alla volta, un passo alla volta. Ecco le parole dello spagnolo durante la conferenza stampa.

IL MODERATORE: Quanto eri felice della tua prima partita qui al Philippe Chatrier?

RAFAEL NADAL:Beh, è ​​un buon inizio, ovviamente, tre set filati. Questo è tutto. Voglio dire, ho giocato bene per un po’. Ci sono cose che potrei fare meglio e che devo fare meglio. Ma è un inizio positivo, e questo mi dà la possibilità di avere un altro giorno di allenamento domani e poi un’altra possibilità dopo domani”.

 

D. Passando al secondo round. Hai detto che c’erano alcune aree che vorresti migliorare. Quali sono queste aree? È questo il tipo di partita del primo turno che ti aspettavi di avere?

RAFAEL NADAL: “Non prevedo le cose (sorridendo). Non lo so. Ho bisogno di migliorare in tutti i modi. Penso di aver bisogno di migliorare il mio movimento, per qualche istante la velocità del mio diritto, la velocità di palla, che penso potrebbe essere migliore e dovrebbe essere migliore. È vero che ho fatto le cose bene, per un po’ è andata bene. È vero che oggi le condizioni erano più pesanti del solito qui, molto umido, il campo lento. Non so perché. Non so perché oggi il campo fosse molto umido, avendo il tetto sopra per molto tempo. Sì, voglio dire, sono contento della performance, comunque, no? È stato un inizio positivo. Poi ovviamente sono un tipo di giocatore che cerca sempre qualcos’altro, cose da migliorare. È quello che cercherò di trovare negli allenamenti di domani e poi nella prossima partita”.

D. Sembravi abbastanza in forma, almeno per il primo set e mezzo, ma come sta il tuo piede in questo momento? Come va l’infortunio? Con questo infortunio tu hai giocato solo cinque partite sulla terra rossa prima di Parigi, com’è il tuo livello di fiducia rispetto agli anni passati?

RAFAEL NADAL: “Ovviamente la fiducia è maggiore quando vinci Monte-Carlo, Barcellona, ​​Madrid o Roma. Senza dubbio le cose in questo mondo sono facili da capire, no? Quando vinci più partite e più tornei, hai più fiducia. Anche gli avversari lo sentono e alla fine sei più abituato al livello che devi giocare per vincere le partite. Quando questo non è il caso, le cose sono diverse. Ma non mi sarei mai aspettato di vincere 15 Monte-Carlo e Roma, quindi questa è la situazione oggi. Mi sono infortunato, e basta. Quello che è successo è passato, ed eccoci qui. Siamo al Roland Garros. Sono qui per fare del mio meglio. E come è il mio livello di fiducia, come sarebbero le cose o se non mi fossi fatto male, non lo so. Non lo sapremo mai. Non sono un grande fan del pensare alle cose che potrebbero accadere se — “se” è una parola pericolosa. E poi è il momento di accettare il momento, di accettare la situazione e di avere la fiducia per mettere tutti i miei sforzi in ogni singolo giorno, per migliorare sempre di più. Vediamo fino a che punto posso andare avanti”.

D. La mia domanda non riguarda la partita di oggi, ma Toni, tuo zio ed ex allenatore, che ora è consigliere di Felix Auger-Aliassime. Cosa ti ha dato all’inizio della tua carriera e che tipo di allenatore è? Cosa può dare a Felix nella sua carriera?

RAFAEL NADAL: “Beh, più di ogni altra cosa è mio zio, quindi quello che mi ha dato è: tutto. Gioco a tennis grazie a lui. Se sono un giocatore professionista, senza dubbio è merito suo, no? Per il resto è una domanda per Felix, non più per me. Puoi chiedergli quali sono le cose che sente che Toni gli porta, e sono sicuro che Toni può aiutarlo e lo sta aiutando in modo positivo. Ha molta esperienza ed è appassionato di questo sport. È intelligente, no? Sa molto di tennis, quindi sono sicuro che sarà in grado di aiutarlo“.

D. Qual è la tua opinione sulla decisione dell’ATP di rimuovere i punti in classifica da Wimbledon?

RAFAEL NADAL: “Non ho un’opinione chiara. Il problema da parte dei giocatori è sempre lo stesso. C’è sempre una persona e un board, una persona o un board che prendono le decisioni. E il resto delle persone che gestiscono l’evento seguono quella posizione. Nel nostro tour, ogni singolo giocatore ha un’opinione diversa, ed è per questo che non raggiungiamo mai le cose che potremmo ottenere se fossimo coesi. Alla fine, in questo mondo, è necessario che qualcuno prenda decisioni. Se io sono d’accordo o meno, oggi non importa. Il consiglio, il consiglio dell’ATP prende una decisione. Dobbiamo accettare questa decisione. Per il resto non sarò il giocatore che viene qui e che mette il mio board in una posizione difficile per la decisione che prende. Questo è il mio punto di vista. Penso che noi giocatori, non siamo preparati abbastanza bene per prendere decisioni importanti, perché alla fine è uno sport individuale. Ognuno ha la propria opinione personale in termini di quanto profitto ottiene da ogni singola decisione presa dall’ATP. Alla fine, capisco entrambe le parti. Rispetto e capisco la posizione di Wimbledon, senza dubbio, ma d’altra parte capisco e rispetto anche che l’ATP stia proteggendo i suoi membri. Questo è tutto. Non è che uno sta facendo una cosa negativa e l’altro sta facendo la cosa buona. A mio parere personale, hanno entrambi buone ragioni per prendere le decisioni che prendono oggi. Si spera che ATP e Wimbledon possano stare insieme e sedersi insieme e negoziare un futuro migliore per entrambe le parti”.

Q. Ho una domanda sul tuo avversario oggi. Ha servito in kick molto bene da sinistra. Quale pensi sia stata la cosa più difficile da superare per te in questa partita?

RAFAEL NADAL: “Beh, la partita è iniziata bene per me, no? Immediatamente ho avuto dei break, quindi i risultati dicono che è stata più o meno una partita solida da parte mia. È vero che quando sta servendo bene le cose diventano più difficili, no? È veloce. Ha buone gambe e può essere veloce e può essere pericoloso. Ma è vero che qui con un campo così grande come questo e giocando sulla terra battuta si hanno più possibilità contro un giocatore come lui che può fare grandi punti e grandi colpi, ma allo stesso tempo sbaglia anche lui. Quindi sulla terra è difficile”.

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Editoriali del Direttore

Gilles Moretton, presidente Federtennis francese: “Vogliamo persuadere l’ITF a rivedere la Coppa Davis. Era più bella prima!” Oggi 8 italiani in campo: finirà 4 pari? Musetti-Tsitsipas clou by night

Mentre Djokovic domina Nishioka e poi parla dei 2000 punti che non potrà recuperare, una super Martina Trevisan sogna di diventare una top-32 a fine anno. Oggi Sonego e Sinner non devono fare brutti scherzi

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Il presidente della federtennis francese Gilles Moretton con il direttore di Ubitennis Ubaldo Scanagatta
Il presidente della federtennis francese Gilles Moretton con il direttore di Ubitennis Ubaldo Scanagatta

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Il primo lunedì delle due settimane del Roland Garros per me è un giorno bellissimo, perfino quando piove o pioviscola, come è accaduto oggi a più riprese.

 

Da non so più quanti anni, dei 46 che ho coperto dal 1976 (l’anno del trionfo di Panatta) a oggi, senza altra soluzione di continuità che il 2020 causa Covid, al lunedì mattina vado a Clichy agli uffici Piaggio per ritirare uno scooter che mi rende molto più facile la vita in questo torneo dove per via del nuovo Philippe Chatrier, del tetto e delle sessioni notturne, si fanno le ore piccole e la caccia al taxi diventa una pura questione di sopravvivenza.

Mi è bastata la serata di domenica, dove mi sono dovuto arrangiare con i mezzi, per sognare questo lunedì e il primo giorno con il “mio” MP3 500 Piaggio (tre ruote e non serve il cavalletto per posteggiarlo!).

Chi esce dalla nuova uscita del Roland Garros è imprigionato per 1.600 metri e una serie di transenne fino alla Metro di Porte D’Auteuil. Ti vedi scorrere davanti i taxi ma non puoi fermarli e se tu avessi l’agilità di Sotomayor e provassi a saltare le transenne, ci sono decine di flics pronti a farti la multa.

Da Clichy-Clignancourt attraverso la circonvallazione “periferica”  si arriva all’uscita del Roland Garros in circa 23 minuti se sei in macchina, in meno di una dozzina in moto. Tutti i lunedì di tanti Roland Garros sorpasso migliaia di auto sulle quattro corsie. Non centinaia, migliaia. Un traffico pazzesco ma veloce. Da far paura se ci devi scorrere nel mezzo. In mezzo alle corsie c’è un po’ più di un metro per le moto. Se appena appena rallenti un po’, ecco che le moto da dietro cominciano a suonare. O vai a minimo 60 l’ora, ma parecchi sfilano a 100 e fanno ginkane pazesche, o te ne dicono di tutti i colori. Però è bello. Ti senti libero. E poter parcheggiare vicino al Roland Garros, se non sotto al Suzanne Lenglen come mi veniva concesso una volta, dà una soddisfazione impagabile. So che non vi importa nulla di tutto ciò, però cominciare bene la giornata e andare via alla svelta dopo più di 12 ore fra campi, sala stampa e conferenze stampa che si susseguono a ritmo da…moto sulla “periferica”, è una gioia impagabile. Anche se il ricordo di quando Internet non c’era, l’articolo per La Nazione era in tipografia per le 20 o le 21, e riuscivo a raggiungere gli amici a un ristorante di St. Germain de Pres a un’ora decente, dopo aver costeggiato la Senna con i suoi Bateaux Mouche e sfilato davanti alla Tour Eiffel ancora illuminata, suscita incredibile nostalgia. Bei tempi.

Non si pensava allora che da anziani si sarebbe lavorato meno e che alla mia età sarei stato in pensione da un pezzo? Macchè! Ma guai a lamentarsi. Anche perché tanti di voi che hanno la pazienza di leggermi – e oggi vi ce ne vuole più del solito – vorrebbero essere qui, a vedere questo grande spettacolo con le più grandi racchette del mondo, in questo complesso straordinario e sempre più affascinante, sempre meglio strutturato e organizzato, più moderno, efficiente e popolato. Io stesso, del resto, mi considero un privilegiato. Faccio il lavoro che mi piace, nessuno mi obbliga a farlo visto che sono padrone di me stesso e anche se ogni tanto (poco?) sogno di lavorare un po’ meno, poi in fondo se non fossi in grado di farlo (con o senza MP3 a tre ruote) sarei molto più triste.

Non posso, ad esempio, non pensare ai miei compagni di avventure tennistico-giornalistiche e televisive, Rino Tommasi e Gianni Clerici, e anche Roberto Lombardi,  che purtroppo non possono essere qui a godersi questo Roland Garros insieme a me. E quante volte li ho portati sui vari modelli delle mie Vespe qui come a Wimbledon. Mi mancano e so che pagherebbero per poter essere qui. Ecco perché dico: guai a lamentarsi prima di passare a parlare di cose diverse. Comprese alcune che magari vi interessano il giusto.

Eccone una di quelle. Domenica sera sono stato al tradizionale cocktail dell’International Club di Francia. Invitato quale segretario onorario dell’International Club d’Italia, il cui presidente (e inesauribile “motore”) è Marco Gilardelli, ex prima categoria italiano, sono diventato membro onorario di quello di Francia…ma siccome pochi sanno cosa sia l’International Club, fondato il 26 novembre 1924 dagli inglesi, con il club francese che gli fece seguito il 24 luglio 1929, e quello statunitense che si è aggiunto nel 1931, vi inserisco qui un link molto datato ma che ne spiega la storia, non senza avervi detto che attualmente i club nazionali che vi aderiscono nel mondo sono nel frattempo diventati 42.

Questi club hanno la vocazione di restaurare attraverso incontri tennistici (e conviviali…) amichevoli di buon livello, i rapporti di amicizia sorti in tanti anni di gare fra tennisti di svariati International Club di vari Paesi. All’inizio quei rapporti erano sorti primariamente fra le nazioni che avevano sofferto le tragedie della guerra 15-18. Il primo presidente dell’International Club di Francia è stato uno dei quattro moschettieri, Jean Borotra. Poi lo sono stati anche Brugnon, Bernard e Cochet (tutti nomi che hanno fatto la storia del tennis francese e mondiale). Quindi Pierre Darmon, antico rivale di mille battaglie contro Nicola Pietrangeli, Beppe Merlo e Fausto Gardini. L’Italia ha sempre fatto fatica ad allineare squadre competitive dell’International Club, nonostante i mille sforzi del suo presidente Gilardelli. Ma le trasferte a volte sono onerose, anche se di solito viene offerta l’ospitalità dal club di casa, e non è facile coinvolgere i nostri migliori giocatori anche per motivi – per così dire – culturali.

Ogni anno si disputano decine e decine di incontri amichevoli bilaterali in tutto il mondo, dalle Bahamas all’Australia (il cui presidente è Frank Sedgman, ma ultimamente in un incontro a Sydney fra Australia e Francia padrone di casa è stato Ken Rosewall, ottantottenne lucidissimo che ogni tanto mi telefona per chiedere degli amici italiani), ma talvolta anche minicompetizioni a squadre, come la Potter Cup che si disputa sempre in Spagna, prima a Maiorca e in tempi più recenti a Barcellona. Recentemente, ad esempio, si è giocato Italia-Francia al TC Parioli alla vigilia degli Internazionali d’Italia. I francesi, nostro ospiti, e per un giorno ospiti anche al Foro Italico in tribuna d’onore, hanno vinto il confronto per 8 incontri a 5. Ha partecipato all’incontro anche Sandrine Testud che ha naturalmente giocato per la Francia. Per l’Italia c’era Vincenzo Franchitti, il solo tennista italiano ad aver battuto Bjorn Borg. E anche lui ha vinto. Giocano di solito questi incontri ex campioni, che hanno vestito i colori delle nazionali (anche junior, anche veterani), ma con il tempo sono stati nominati membri anche dirigenti, personaggi che hanno contribuito al successo del tennis.

E’ stato il presidente francese dell’International Club di Francia Thierry Pham a darmi la cravatta argentea con le sole due strisce rosa.  

Quello britannico ne ha una, quello americano 3, e poi c’è tutta una complicatissima grafica che con gli stessi colori disegna le cravatte di ognuno dei 42 club.

L’altra sera qui a Parigi c’erano più di 200 membri dell’IC di Francia. Incluso il presidente della Federazione Francese Gilles Moretton che mi ha ricordato di aver battuto Adriano Panatta nel mio circolo di Firenze nel 1981: “Ma Adriano cominciava ad essere vecchietto…” ha scherzato. Beh,a vedere certi “vecchietti” di oggi, i Federer che ha vinto fino a 37, Djokovic che vince a 35, Nadal a 36…Adriano nel maggio ’81 non aveva ancora 31 anni! Ma aveva fatto un’altra vita, Adriano. Meno da atleta. Più da bon-vivant. Ognuno fa le sue scelte.

Moretton ha detto alcune cose interessanti: “Stiamo collaborando molto di più di quanto si facesse prima noi dei 4 Slam, cerchiamo di uniformare più cose, ad esempio i tiebreak del set finale a 10, ma anche altro. Poi, però ogni Slam mantiene la sua autonomia, tant’è che noi abbiamo accolto i tennisti russi e bielorussi al Roland Garros, mentre a Wimbledon sono stati di diverso avviso. Stiamo cercando di collaborare maggiormente anche con ATP e WTA, mentre per quanto riguarda l’ITF non siamo in genere contenti di come è stata trasformata la Coppa Davis…vorremmo tornare all’antico. Era più bella prima. Faremo pressioni sull’ITF in tal senso. Anche questo fatto che prima la fase finale dovesse essere a Abu Dhabi, poi in Spagna (Malaga…), o che per la Billie Jean King Cup non sappiamo ancora dove dovremmo giocare…Mah…!” 

A far da madrina alla serata dell’IC al Roland Garros nel Club des Loges l’ex campionessa australiana (avversaria di Lea Pericoli) Gail Sherriff che è stata poi sposata a due tennisti francesi di prima categoria, Lovera e Chanfreau, ma ora ha un italiano Benedetti. Una signora simpatica e molto vivace più a suo agio con francese e inglese di Moretton. Fra i nuovi membri dell’IC de France, con nuova cravatta anche lui, anche il marocchino Youness el Aynaoui (ricordate il suo match maratona contro Roddick all’Australian Open: 21-19 cito a memoria…). Youness che parla benissimo italiano, fu uno degli allievi di Alberto Castellani, ora vive a Nantes: “Mio figlio è centrocampista nel Nantes, ha 18 anni e già diverse richieste da procuratori italiani…”. E io: “Stai attento, c’è un sacco di gente senza troppi scrupoli…”. Lui: ”Lo so, lo so!”

Chiudo questo editoriale diverso dal solito rimandandovi al prossimo perché questo era già fin troppo lungo. In sintesi hanno perso altre teste di serie importanti, dopo la Jabeur domenica e cioè la Krejcikova testa di serie n.2 campionessa in carica ma ferma per il tennis elbow da Doha, quindi da tre mesi,  e k.o. anche la Kontaveit testa di serie n.5 e battuta dall’ex compagna di Matteo Berrettini, Ajla Tomljanovic. La sconfitta di Naomi Osaka con la Anisimova invece non può destare grande sorpresa. Dopo la Swiatek la Anisimova è la ragazza che ha vinto più match di tutte sulla terra battuta. Neppure lei ci aveva fatto caso.

Ho visto vincere alla grande Martina Trevisan cui non sarà dispiaciuta la sconfitta della Jabeur che avrebbe dovuto affrontare al secondo turno. La polacca Linette che l’ha battuta è certo avversaria più addomesticabile. Martina non ricordava di averci giocato in…casa sua, al torneo di Santa Croce sull’Arno diversi anni fa. Meno male che ha avuto l’ispirazione di andare a vederla giocare contro la Jabeur. “Di solito non guardo mai oltre al mio round in tabellone…ma stavolta ho guardato quella partita”.

Io non ho mai capito perché non si debba guardare un tabellone. Mi sembra pura superstizione. Basta non pensare alle semifinali, o anche agli ottavi, quando si deve giocare ancora il primo turno. Però dare un’occhiata ai propri potenziali avversari non dovrebbe distrarre troppo un giocatore e potrebbe invece essere molto utile quando non si sa come giochino tutti e si può andare a studiarseli un pochino. Se poi si perde potrà servire per una prossima volta, no?

Martina, dopo l’exploit di Rabat che l’ha issata a n.59 WTA, punta a raggiungere un posto tra le prime 32 del mondo a fine anno, in modo da essere testa di serie all’Australian Open. Battere la Linette, e poi la vincente di Kvitova-Saville, e poi già che c’è anche la Raducanu (che ha vinto in 3 set sulla Noskova che confesso di non conoscere…) vorrebbe dire essere sulla buona strada. Mi sembra miglioratissima e in fiducia, soprattutto al servizio su cui ha lavorato molto e si vede.

Hanno perso, e avrete letto le cronache i due italiani ripescati dalle qualificazioni, Agamenone (cui è difficile non pronunciare una enne in più se appena si è letto Omero) e Giannessi, quest’ultimo dopo 4 ore e 58 minuti. Decisamente il croato Gojo a noi non porta bene. Peccato perché se avesse vinto lo spezzino avrebbe affrontato poi un argentino dal nome italiano, Carebelli, uscito dalle qualifizionei e protagonista di un’altra maratona (con Karatsev, la prima conclusa al tiebreak a 10 punti nell’ultimo set).

Stava un set pari invece Paolini con Begu. Oggi otto italiani in campo, sette dall’inizio più Paolini per il terzo set con la Begu. E i sette sapete chi sono. Ovviamente il match che ci interessa di più sembra essere Musetti-Tsitsipas. Magari Lorenzo riuscisse a dare battaglia al greco come un anno fa qui contro Djokovic quando vinse i primi due set. Se giocano cinque set e si fa le due di notte …io ci sto. Tanto ho lo scooter Piaggio che mi riporta a casa!

Nel mezzo spero e credo che Sinner non ci faccia brutti scherzi con Fratangelo, idem Sonego con Gojowczyk, Giorgi con Zhang. Sulla carta il Cecchinato d’una volta potrebbe battere Andujar che ha più anni di lui, mentre temo sia molto dura per la Bronzetti con la Ostapenko e per Zeppieri con Hurkacz. E’ – dopo il 2 a 2 di questi primi due giorni, ok Fognini e Trevisan, ko Agamenone e Giannessi, in attesa del terzo set fra Paolini e Begu –  giornata azzurra da 4 pari, 3-5 o 5-3. Un quarto e diverso risultato mi stupirebbe.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

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