Statistiche WTA - seconda parte. Serena Williams comanda, ma con un dato allarmante

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Statistiche WTA – seconda parte. Serena Williams comanda, ma con un dato allarmante

Conferme ma anche sorprese nei dati statistici WTA. Tanti numeri e tante protagoniste: da Serena Williams a Sara Errani, da Vika Azarenka a Venus Williams

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QUI la prima parte dell’articolo relativo alle statistiche WTA.

In questa seconda parte relativa alle statistiche del 2015 ho utilizzato come fonte la stessa WTA, che mette a disposizione nel suo sito ufficiale alcuni dati relativi all’intera stagione.
Personalmente considero questi dati interessanti in sé, ma di limitata possibilità di approfondimento. Mi spiego: il fatto che vengano indicate solo le prime dieci tenniste di ciascuna classifica impedisce il più delle volte di avere un quadro completo del rendimento di una giocatrice, e così ci si deve accontentare di sapere se compare o meno in quel particolare elenco. Per cercare di aumentare il grado di approfondimento ho scelto di presentare solo alcune statistiche, ma con la serie storica relativa agli ultimi quattro anni, in modo da poter valutare l’evoluzione nel tempo.

1. Numero di Ace
Classifica senza troppi fronzoli e preoccupazioni sulla sua attendibilità: chi ha servito più ace nel 2015 sta in cima. E’ evidente che è avvantaggiata chi gioca molti match, possibilmente con molti turni di servizio: se si disputano tanti incontri di tre set è più facile mettere a segno un gran numero di ace rispetto a chi gioca meno partite e magari le conclude in due set.

 

Stats WTA - Numero ace
In sostanza: nel 2015 Pliskova ha superato Williams, con 517 ace contro 498, ma Karolina li ha realizzati in 75 partite, Serena in 53.
Questa statistica (come le successive) è leggermente incompleta, perché Serena in stagione ha giocato 56 incontri (e non 53) e Pliskova 79 (e non 75). Probabilmente non sono stati inclusi i match di Fed Cup, ma non ne sono certo.

2. Punti vinti con la prima di servizio
Ecco un dato molto più attendibile per come è calcolato, e quindi più interessante. Comanda Serena, che nel 2015 si è ripresa la testa della classifica, superando Vandeweghe. Williams nel 2015 ha aumentato la percentuale rispetto alle due stagioni precedenti, anche se è rimasta sotto al dato del 2012: l’anno del torneo olimpico, in cui spazzò via la concorrenza grazie a colpi di inizio gioco di efficacia assoluta.

TAB 2 - WTA Stats Perc prima serv
Curiosamente in questa classifica Sharapova è presente solo negli anni dispari, quelli per lei “sfortunati”, in cui non ha mai vinto uno Slam, e con un valore identico (71,5%); come a dire che non sempre comparire ai vertici di una particolare statistica significa automaticamente aver giocato meglio.
Nomi ricorrenti: Vandeweghe, Pliskova, Venus, Hradecka, Safarova, Keys, Stosur, Kvitova.

3. Punti vinti con la seconda di servizio: Serena scricchiola?
Questo è da sempre uno dei dati cruciali del tennis, in particolare per le donne, che faticano a vincere più del 50% dei punti quando servono la seconda. In questo caso secondo me la serie storica è interessante soprattutto per un aspetto: mostra che per la prima volta Serena non è riuscita a superare la soglia del 50%. E dal 2012 in poi la sua percentuale è in costante calo: 54,0, 51,2, 50,3, 48,8%.

TAB 3 - WTA Stats Perc sec serv
Se fossi un tifoso di Serena prenderei questi dati con una certa preoccupazione: significa che Williams, anno dopo anno, rende sempre un po’ meno nella fase del match in cui prevale lo scambio; e quindi per raggiungere i grandi risultati fa soprattutto affidamento sull’incisività della prima di servizio. Il colpo da fermo è sempre più l’elemento determinante, mentre nella fase di gioco successiva il rendimento rimane alto, ma con una tendenza costante al peggioramento.
La domanda che ci si pone è: basterà nel 2016 la sua straordinaria battuta a fare ancora la differenza? E se dovesse calare ulteriormente il rendimento sulla seconda di servizio potrebbe arrivare un punto oltre il quale l’equilibrio complessivo del suo gioco ne risentirà? Tra qualche giorno riprendono i tornei e avremo le prime risposte.

4. Game vinti in risposta: Errani ai vertici, scende Azarenka
Chi si domanda come faccia Sara Errani a stare ai piani alti del ranking con un servizio non di primo livello, troverà la risposta in questa statistica: Errani è fortissima nei game di risposta, tra le migliori al mondo, e quanto più lo scambio prescinde dal colpo di inizio gioco, tante più possibilità ha di prevalere.

TAB 4 - WTA Return game won
Per quanto riguarda questi dati suggerisco di non fermarsi solo alla posizione in classifica, ma di controllare bene i numeri. E se guardiamo i numeri scopriamo che mentre Sara è più o meno rimasta costante attorno al 51% (a parte il 2014), altre giocatrici hanno subito notevoli oscillazioni. Spicca Azarenka scesa dal 52,8% e 54,5% delle due annate migliori (2012 e 2013) al 45,4% del 2015. Un dato che le vale ancora il terzo posto ma con il 9% in meno rispetto a due anni fa; peggioramenti tanto marcati difficilmente non incidono sui risultati, e anche per questo Vika è passata dai vertici mondiali a una posizione attorno al ventesimo posto.

5. Altri numeri e curiosità
Per chiudere alcuni dati e curiosità recuperati direttamente dal sito WTA.

Maggior numero di tornei vinti (finali V-P): Serena 5 (5-0), Kerber 4 (4-1), Halep 3 (3-2), Kvitova 3 (3-1), Radwanska 3 (3-1), Jankovic 3 (3-1), Venus 3 (3-0).

Maggior numero di partite vinte in stagione (V-P): Serena 53-3, Kerber 53-22, Pliskova 52-25, Radwanska 51-25, Halep 49-17.

Maggior numero di vittorie su cemento (V-P): Halep 41-11, Pliskova 40-20, Radwanska 37-19, Venus 34-9, Jankovic 31-14.

Maggior numero di vittorie su terra (V-P): Errani 24-9, Kerber 17-3, Serena 16-1, Schmiedlova 16-6, Stosur 15-5.

Maggior numero di vittorie su erba (V-P): Bencic 14-3, Radwanska 12-3, Giorgi 8-2, Jankovic 8-3, Mladenovic 8-3, Vandeweghe 8-4.

Partita con il maggior numero di game (43) e di maggior durata (3h 50 min): Schiavone def Kuznetsova 6-7, 7-5, 10-8 (Roland Garros, R64)

Maggior numero di partite giocate al terzo set (V-P): Errani 31 (19-12), Kerber 27 (15-12), Suarez Navarro 26 (19-7), Pliskova 26 (19-7), Garcia 25 (12-13).

Maggior numero di partite vinte al terzo set (V-P): Suarez Navarro 19-7, Pliskova 19-7, Errani 19-12, Serena 18-2, Bacsinszky 16-4.

Maggior numero di tiebreak disputati (V-P): Safarova 33 (18-15), Pliskova 24 (13-11), Errani 21 (14-7), Barthel 20 (10-10), Bencic 19 (11-8), Lisicki 19 (9-10)

Tiebreak più lunghi: 19-17 Allertova vs Konta (Roland Garros), 16-14 Gajdosova vs Vesnina (Roma), 15-13 Tsurenko vs Bondarenko (Istanbul), 15-13 Davis vs Linette (Nottingham).

Maggior numero di ace in una partita: Lisicki 27 (Birmingham, vittoria contro Bencic), Keys 21 (Wimbledon, vittoria contro Voegele), Krajicek 21 (‘sHertogenbosch, sconfitta contro Giorgi).

Maggior numero di doppi falli (match totali): Giorgi 458 (46), Cornet 302 (49), Lucic-Baroni 274 (42), Pavlyuchenkova 260 (55), Jankovic 256 (64).

Sara Errani nelle 76 partite del 2015 ha servito 9 ace e 109 doppi falli.

Match più brevi: 36 min. Kvitova def Bertens 6-1 6-0 (Wimbledon), 38 min. Pliskova def Gibbs 6-0 6-0 (Sydney), 39 min. Petkovic def Rogers 6-0 6-0 (Wimbledon).

Minor numero di game persi in un torneo vinto: Radwanska 18 (Tianjin), Stephens 20 (Washington), Sharapova 21 (Brisbane).

Più giovane e più anziana vincitrice di un torneo WTA nel 2015: Ana Konjuh (17 anni, 5 mesi, 12 giorni) a Nottingham. Venus Williams (35 anni, 4 mesi, 23 giorni) a Zhuhai.

Venus Williams ha vinto nel 2015 tre titoli WTA. Il maggior numero di tornei vinti in stagione dal 2008.

Quattordici volte la testa di serie numero 1 ha vinto il torneo: S. Williams (5 volte), S. Halep (2 volte), Wozniacki, Begu, Jankovic, Pliskova, Sharapova, Errani, Zheng.

Giocatrici vincitrici di un torneo WTA con la classifica peggiore: n°130 Teliana Pereira (Bogotà), n°117 Nao Hibino (Tashkent), n°112 Margarita Gasparyan (Baku).

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I migliori colpi in WTA: le demivolée

Decima puntata della serie dedicata alle giocatrici migliori nel singolo colpo. Chi possiede le demivolée più efficaci del circuito?

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Ons Jabeur

Le puntate precedenti:
1. I migliori colpi in WTA: il servizio
2. I migliori colpi in WTA: la risposta
3. I migliori colpi in WTA: il dritto
4. I migliori colpi in WTA: il rovescio a due mani
5. I migliori colpi in WTA: i rovesci a una mano
6. I migliori colpi in WTA: la smorzata
7. I migliori colpi in WTA: il pallonetto
8. I migliori colpi in WTA: volée e schiaffo di dritto
9. I migliori colpi in WTA: volée e schiaffo di rovescio


Per la serie dedicata ai migliori colpi in WTA, ecco l’articolo che affronta il terzo tema del gioco di rete: le demivolée di dritto e di rovescio. Ricordo che la classifica è riservata alle tenniste in attività, comprese fra le prime 100 del ranking.

Trovate la spiegazione completa sui criteri utilizzati per definire le graduatorie nella prima parte dell’articolo dedicato al dritto. Mentre per quanto riguarda le logiche che mi hanno portato alla suddivisione del gioco di rete in quattro temi, rimando all‘articolo di due settimane fa. In sintesi, le categorie previste sono queste:
– Volée e schiaffo al volo di dritto
– Volée e schiaffo al volo di rovescio
– Demivolée
– Overhead

 

Le demivolée
Ormai in questa serie di articoli l’ho scritto infinite volte: nel tennis contemporaneo il gioco di rete è diventato minoritario, poco praticato rispetto a periodi del passato ricchi di giocatrici che adottavano il serve&volley o che comunque cercavano la rete con insistenza. Di conseguenza anche la demivolée è diventata un colpo più raro; anzi forse il più raro di tutti, visto che si devono verificare situazioni particolari perché venga utilizzato in uno scambio.

D’altra parte, nel tennis di oggi, basato sulla aggressività del gioco da fondo, sono aumentate le occasioni nelle quali si colpisce di mezzo volo dalla linea di fondo. Una scelta compiuta per non perdere campo e non lasciare l’iniziativa alla avversaria.

Occorre quindi un chiarimento, perché il colpo di controbalzo da fondo campo e quello nei pressi della rete richiedono doti un po’ differenti. In quello effettuato da dietro, che normalmente è eseguito su palle molto veloci, è necessario soprattutto un grande timing; in quello eseguito in avanti, di solito eseguito su palle più lente, è richiesta soprattutto una grande “mano”. Questo non significa che non possa capitare di giocare anche da fondo colpi tecnicamente molto simili alle demivolée “da rete”, ma si tratta di situazioni molto meno frequenti.

Per rimanere nel tema prestabilito, noi qui ci interessiamo del colpo giocato in avanti. Destrezza, sensibilità, rapidità di pensiero, capacità da giocoliere, sono alcune delle doti che aiutano a diventare abili esecutrici di demivolée nei pressi della rete. Ma aggiungerei anche una questione mentale. Per primeggiare nella demivolée è indispensabile un atteggiamento deciso e sereno: per riuscire in questo genere di colpi si deve essere convinte che attraverso il movimento in avanti si sta mettendo la maggiore pressione possibile all’avversaria.

Se, al contrario, chi si trova a rete si sente indebolita, come se fosse uscita dalla trincea inerme di fronte all’artiglieria nemica, allora è molto probabile che al momento di eseguire una demivolée si farà prendere dall’ansia, e finirà per sbagliare il colpo. Di recente in una intervista rilasciata a Eurosoport, Simona Halep ha detto testualmente: “Mi spavento quando sono nei pressi della rete” (“I get scared when I am around the net”). Si capisce che con uno stato d’animo del genere tutto diventa più difficile.

Veniamo alla scelta dei nomi. Avessi scritto questo articolo un paio di anni fa, avrei segnalato innanzitutto due giocatrici, che purtroppo nel frattempo si sono ritirate: Agnieszka Radwanska e Magdalena Rybarikova. Radwanska racchiudeva in sé il meglio sul piano della improvvisazione e della delicatezza di mano; Rybarikova invece era una specie di giocoliera prestata al tennis: in diverse interviste aveva raccontato come sin da piccola eccellesse in qualsiasi attività di destrezza eseguita con la palla, ben al di là delle esigenze richieste dal suo sport professionistico.

Senza loro due in gara, la scelta è diventata più ardua. Anche perché sono così infrequenti le occasioni in cui si esegue una demivolée che risulta davvero difficile, almeno per me, stabilire una gerarchia precisa. Sinceramente faccio anche fatica a separare l’esecuzione di dritto da quella di rovescio, ed è la ragione per cui ho preferito definire una graduatoria comune.

In sostanza mi sono trovato a non avere certezze granitiche. Per cui se avrete da ridire su chi è stata esclusa e chi no, ammetto subito di non possedere argomenti davvero persuasivi per difendere le mie posizioni. Tra le escluse cito (in ordine alfabetico): Andreescu, Bertens, Garcia, Kontaveit, Kuznetsova, Kvitova, Mertens, Sevastova, Stephens, Townsend, Vekic, Vondrousova, Serena Williams, Zheng Saisai.

Per la stessa difficoltà a definire valori precisi, alla fine ho sì scelto dieci nomi, ma ho preferito rinunciare a una gerarchia di merito. Mi sono limitato all’ordine alfabetico. Se ne avrete voglia, lascio a voi stabilire chi dovrebbe occupare le posizioni più alte della classifica di questa settimana.

a pagina 2: I primi cinque nomi (dalla A alla L)

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I migliori colpi in WTA: volée e schiaffo di rovescio

Nona puntata della serie dedicata alle giocatrici migliori nel singolo colpo. Chi possiede i colpi al volo di rovescio più efficaci del circuito?

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Karolina Muchova - WTA Elite Trophy 2019

Le puntate precedenti:
1. I migliori colpi in WTA: il servizio
2. I migliori colpi in WTA: la risposta
3. I migliori colpi in WTA: il dritto
4. I migliori colpi in WTA: il rovescio a due mani
5. I migliori colpi in WTA: i rovesci a una mano
6. I migliori colpi in WTA: la smorzata
7. I migliori colpi in WTA: il pallonetto
8. I migliori colpi in WTA: volée e schiaffo di dritto


Per la serie dedicata ai migliori colpi in WTA, ecco l’articolo che affronta il secondo tema del gioco di rete: volèe e schiaffi al volo di rovescio. Ricordo che la classifica è riservata alle tenniste in attività, comprese fra le prime 100 del ranking. Trovate la spiegazione completa sui criteri utilizzati per definire le graduatorie nella prima parte dell’articolo dedicato al dritto. Mentre per quanto riguarda le logiche che mi hanno portato alla suddivisione del gioco di rete in quattro temi, rimando all’articolo della scorsa settimana. In sintesi, le categorie previste sono queste:
– Volée e schiaffo al volo di dritto
– Volée e schiaffo al volo di rovescio
– Demivolée
– Overhead

Volée e schiaffo al volo di rovescio
Cambiano le epoche, cambiano gli attrezzi, cambiano le tecniche e le esecuzioni dei colpi, e di conseguenza devono cambiare anche i criteri di valutazione. Nell’epoca delle racchette di legno e del rovescio prevalentemente a una mano, probabilmente era più semplice e naturale eseguire la volée di rovescio che quella di dritto. Oggi non sono sicuro sia più così. Del resto, nell’epoca della racchette di legno, non esisteva nemmeno lo schiaffo al volo (swinging volley) come colpo codificato; il primo a utilizzarlo regolarmente direi che è stato Andrè Agassi e poi si è diffuso con successo nel tennis femminile, per esempio grazie alle sorelle Williams.

 

Per quanto riguarda il gioco di volo, dalla parte del rovescio si sono avuti cambiamenti ancora più evidenti rispetto al dritto. Nel tennis contemporaneo la gran parte delle giocatrici esegue il rovescio da fondo a due mani in topspin, e una tecnica simile viene riproposta per lo schiaffo. Ma la volée classica prevede l’uso di una sola mano: in sostanza si è determinata una differenza profonda tra due opzioni che a volte possono essere quasi intercambiabili, almeno su alcune traiettorie.

Ma questo è solo un aspetto, le cose sono più complesse di così. Per la giocatrice che si presenta a rete, infatti, non si tratta semplicemente di decidere se staccare o no una mano prima di colpire, perché schiaffo o volée implicano non solo gesti differenti, ma anche differenti impugnature (e questo vale anche per il dritto). Alla fine tutto questo si traduce in un ulteriore problema per chi decide di abbandonare lo scambio da fondo e avventurarsi in avanti.

Per chi nello scambio da fondo si affida quasi esclusivamente al rovescio bimane in topspin, l’esecuzione della volée classica è diventata qualcosa di molto lontano, dalla meccanica del tutto a sé stante, a volta anche abbastanza indigesta. Tanto è vero che capita di vedere perfino volée bimani; anche se la presa doppia implica limiti oggettivi e ineliminabili negli allunghi.

Una volée bimane di Barbora Strycova a Wimbledon

Se aggiungiamo che quando si è a rete i tempi per decidere sono più ristretti, si capisce quanto diventi importante possedere un istinto capace di scegliere in un attimo l’esecuzione più adatta a cui affidarsi. E forse per alcune tenniste la difficoltà nel districarsi tra le diverse opzioni contribuisce alla riluttanza nel muoversi in avanti.

Tutto sommato, oggi si percepisce una maggiore sicurezza nei confronti della volée classica di rovescio da parte delle giocatrici che da fondo campo sono abituate a colpire anche slice a una mano; questo perché ritrovano anche nel colpo senza rimbalzo una esecuzione affine.

A tutto ciò va aggiunta una questione fondamentale, che vale sia per i colpi di dritto che di rovescio: per essere una buona giocatrice di rete in singolare, è indispensabile sapere eseguire nel modo migliore la transizione. Ne ho già parlato a lungo la scorsa settimana, qui ci ritorno in sintesi. Innanzitutto questo: per scendere a rete, se si è veloci e scattanti è meglio, ma in realtà per eseguire una buona discesa occorre innanzitutto avere sensibilità tattica. Sensibilità per capire quando partire in avanti, quando effettuare lo split step, e quando terminare l’avanzamento con l’esecuzione del colpo vero e proprio.

Chi è più tempista, ed è capace di far coincidere al centesimo di secondo lo split step con la lettura della direzione del colpo avversario, poi si troverà con i tempi ideali per direzionare la corsa e finalizzarla con l’esecuzione del colpo. Chi invece non riuscirà a sviluppare la sequenza in modo appropriato, trovandosi in ritardo (o peggio ancora in controtempo) probabilmente avrà perso il punto prima ancora di avere raggiunto la rete.

Ecco perché non conta poi così tanto essere buone doppiste: è molto diverso eseguire la volée o lo schiaffo al volo in continuità con la corsa in avanti, rispetto alla situazione più statica del gioco di coppia. E così, se dovessi dire chi sono oggi le migliori volleatrici di rovescio, più che alle doppiste penserei alle giocatrici in possesso di due caratteristiche. Primo: la capacità di effettuare la transizione al meglio. Secondo: avere familiarità con le esecuzioni in backspin, cioè con il rovescio slice da fondo campo.

Prima di presentare la classifica delle prime dieci, il solito spazio dedicato alle escluse dell’ultima scrematura. Citerei intanto qualche singolarista ottima anche nel doppio: Elise Mertens, Kiki Mladenovic, Hsieh Su-Wei. Ma a loro aggiungerei anche Top 30 meno vincenti nel tennis di coppia come Johanna Konta, Garbiñe Muguruza e Donna Vekic.

Ultima nota. Sono stato tentato di inserire fra le prescelte Camila Giorgi, penalizzata però da una stagione 2019 opaca; di sicuro nel 2018 aveva dimostrato di avere sviluppato una ottima fase di transizione, caratterizzata da tempi precisi e grande rapidità. E questa dote le aveva permesso di vincere partite importanti a Wimbledon, sino a raggiungere i quarti di finale. Ricordo una statistica di quel torneo: fra le otto giocatrici approdate almeno ai quarti, nessuna aveva vinto tanti punti a rete quanto Camila. Come interpretare il dato? Anche se con una tecnica di volo non proprio fluidissima (però molto decisa), Giorgi aveva dimostrato che grazie alla qualità nella transizione si possono ottenere risultati significativi a rete.

a pagina 2: Le posizioni dalla 10 alla 6

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I migliori colpi in WTA: volée e schiaffo di dritto

Ottava puntata della serie dedicata alle giocatrici migliori nel singolo colpo. Chi possiede i colpi al volo di dritto più efficaci del circuito?

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Taylor Townsend

Le puntate precedenti:
1. I migliori colpi in WTA: il servizio
2. I migliori colpi in WTA: la risposta
3. I migliori colpi in WTA: il dritto
4. I migliori colpi in WTA: il rovescio a due mani
5. I migliori colpi in WTA: i rovesci a una mano
6. I migliori colpi in WTA: la smorzata
7. I migliori colpi in WTA: il pallonetto


Per la serie dedicata ai migliori colpi in WTA, ecco l’ottavo articolo, che affronta il primo tema legato al gioco di volo. Ricordo che la classifica è riservata alle tenniste in attività, comprese fra le prime 100 del ranking. Per una spiegazione completa sui criteri utilizzati per definire le graduatorie rimando alla prima parte dell’articolo dedicato al dritto, che illustra nel dettaglio la questione.

Come trattare il gioco di rete?
Questo articolo comincia ad affrontare il gioco di rete. Come organizzare il tema? Avrei potuto cavarmela con un solo articolo, riunendo tutti i colpi in un’unica classifica; del resto la definizione complessiva esiste (appunto “gioco di rete”) e quindi non sarebbe stata una decisione illogica.

 

Ma questo metodo non mi soddisfaceva. Troppe qualità diverse da confrontare, troppe situazioni di gioco accorpate. Tanto che mi sono convinto che, alla fine, più che sui punti di forza avrei dovuto cominciare a ragionare sulle diverse debolezze: capire quali sarebbero state meno gravi per arrivare a una lista conclusiva piena di falle e di controindicazioni. Insomma, a mio avviso un approccio troppo generico e brutale.

All’estremo opposto ci sarebbe stata la via che considerava a sé stante ogni singolo colpo eseguibile nei pressi della rete: un colpo, un articolo. Ma penso che il risultato sarebbe stato eccessivo. Ecco un elenco sommario:
– Volée di dritto
– Schiaffo al volo di dritto
– Demivolée di dritto
– Volée di rovescio
– Schiaffo al volo di rovescio
– Demivolée di rovescio
– Smash
– Gancio
– Veronica (volée alta dorsale di rovescio)

E questo sarebbe solo il punto di partenza, visto che le volée normalmente si suddividono ancora, considerando il punto di impatto:
– Volée bassa (se colpita sotto al livello della rete)
– Volée “normale”
– Volée alta

Potenzialmente ci sarebbe stata la possibilità di dividere il tema in una decina o più categorie. Davvero troppo, anche perché oggi gli scambi che portano a colpi nei pressi della rete non sono così frequenti. Alla fine ho scelto una via intermedia, e così ho suddiviso il tutto in quattro temi:

1. Volèe di dritto + schiaffo al volo di dritto
2. Volée di rovescio + schiaffo al volo di rovescio
3. Demivolée (di dritto e di rovescio)
4. Overhead (smash, veroniche, ganci)

Capisco chi mi criticherà per avere accorpato volée e schiaffo al volo (swinging-volley per gli inglesi), ma nel momento in cui si sovrapponevano alcune categorie ho preferito tenere separati i due lati del del corpo (diritto e rovescio) piuttosto che la modalità esecutiva (schiaffo o volée classica). Anche perché a volte la stessa giocatrice sceglie esecuzioni diverse sulla stessa identica traiettoria.

Categoria a sé le demivolée, gli unici colpi al rimbalzo usati nei pressi della rete, e quindi inevitabilmente da trattare a parte. Infine gli overhead; definizione inglese, che non ha una diretta traduzione italiana, ma che invece a mio avviso identifica una caratteristica piuttosto precisa del giocatore di tennis: la capacità di gestire le parabole al di sopra della testa (appunto over head), in condizioni di equilibrio e con riferimenti diversi da tutti gli altri colpi. Normalmente overhead è sinonimo di smash, ma può capitare di dover ricorrere a opzioni differenti: veroniche, ganci. Colpi rari che però alcune tenniste sanno utilizzare nel momento opportuno.

a pagina 2: Volèe e schiaffo di dritto

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