AO interviste, Sharapova: "Non c'è nient'altro che farei se non continuare a giocare a tennis"

Interviste

AO interviste, Sharapova: “Non c’è nient’altro che farei se non continuare a giocare a tennis”

Australian Open interviste, terzo turno. M. Sharapova b. L. Davis 6-1 6-7 6-0. L’intervista del dopo partita a Maria Sharapova

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Con oggi sono 600 vittorie in carriera. È un traguardo difficile da realizzare?
Non molto (ride). Ho dovuto affrontare cose più difficili, ma credo che sia un traguardo di cui andare fiera. Gioco da molti anni e quando sono in campo non faccio caso a questi “numeri”, fino a quando il match non è finito e qualcuno me li ricorda. Insomma, sapere quante partite ho vinto nella mia carriera non è un chiodo fisso, ma sono felice di averlo fatto.

Dovresti ricordare bene la tua prima vittoria, suppongo.
È stato a Palm Springs?

Sì, è stato molto tempo fa.
Bene (ride). Contro Samantha Reeves? Me lo ricordo bene perché dopo ero stata letteralmente annientata da Monica Seles.

 

Ti sei mai detta “Oddio, sono davvero tanti anni che faccio questo mestiere”?
Sì, certo. Sono tanti anni, è un dato di fatto. Ma in questo momento non c’è nient’altro che vorrei fare più di questo. Credo che se pensassi che sono ormai troppi anni che sono nel circuito, potrebbe sembrarmi tutto un po’ pesante, come se non avessi più motivazioni. Invece, devi sempre trovare nuove inspirazioni, prefissarti nuovi obiettivi, trovare nuovi scopi che ti carichino la mattina.

Con la vittoria di oggi approdi alla seconda settimana. Come pensi sia andata questa settimana in generale?
Non mi piace giudicare l’andamento di ogni settimana. Penso ad un match alla volta. Per come ho gestito l’incontro di oggi, penso di aver fatto un buon lavoro fino ad adesso. Anche se oggi in alcuni tratti del secondo set mi sono lasciata andare, credo di aver avuto l’atteggiamento giusto nel terzo parziale per portare a casa la partita. Se continuo così, credo di avere buone possibilità di avanzare nel torneo.

La tua prossima avversaria sarà Belinda Bencic. Cosa ne pensi?
È una tennista incredibile. È la “nuova generazione” che ha già fatto sentire la propria presenza l’anno scorso, battendo tante top players. Sarà un quarto turno difficile. Non ci siamo mai incontrate prima, ma sono sicura che giocheremo una contro l’altra per molto tempo. È bello iniziare a farlo proprio qui.

Una domanda difficile. 600 vittorie. Se potessi cambiare uno o due match della tua carriera, quale o quali sarebbero?
Non mi piace cambiare le cose. Credo che ogni match, ogni situazione in generale vada come deve andare. Fa tutto parte del viaggio della vita di ognuno di noi.

Come lavori per trovare il giusto equilibrio nella tua carriera? Come ti hanno influenzata o guidata nel tuo “viaggio” il tuo team e le persone a te vicine nella vita di tutti i giorni?
Mio padre ha aperto le porte del mio sogno. Mia mamma mi ha guidata dal punto di vista culturale ed educativo. Ho ricevuto diversi insegnamenti da entrambi i miei genitori. Per quanto riguarda le persone che sono entrate ed uscite dalla mia vita ho imparato molto da tutti loro. Devo il mio successo a diversi team e allenatori. In questo momento nel mio team siamo molto legati l’uno all’altro. C’è un leader, ma ognuno contribuisce a suo modo.

Considerando da quanto tempo sei nel circuito, come fai a mantenerti inspirata ogni giorno?
Amo quello che faccio. Anche se adoro sedermi su una spiaggia a leggere un libro bevendo margaritas, dopo un po’ mi annoio. Mi rendo conto di quanto amo il tennis quando, dopo un paio di settimane fuori dal tour, a causa di qualche infortunio, torno in campo. È una bella sensazione. All’inizio mi sento un po’ arrugginita, ma colpire la palla e sentirla è meraviglioso. Questo è quello che mi piace fare e non esiste sensazione migliore.

C’è un video della reazione di Roger Federer al tiebreak del tuo match di oggi. Era nello spogliatoio aspettando che finisse il tuo match per scendere in campo a disputare il suo. Una reazione “animata” rispetto al fatto che l’incontro stesse andando per le lunghe. Come ci si sente quando aspetti di scendere in campo e il match precedente dura più del previsto?
Io sono piuttosto tranquilla a riguardo. Non guardo molto il match che precede il mio perché di solito mi alleno. È il mio coach a dirmi i punteggi. È ovvio che se l’incontro dura più del previsto devi iniziare e fermare il riscaldamento più di una volta. È l’unico inconveniente del tennis. Il più delle volte non hai una scaletta precisa, non sai mai precisamente a che ora scenderai in campo.

Traduzione di Yelena Apebe

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Roland Garros, Swiatek non si nasconde “Sono pronta alle conseguenze di una sconfitta”

La n. uno del mondo Iga Swiatek continua la sua striscia di vittorie, e non ha paura delle prossime partite “Metto più pressione nelle avversarie”

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Iga Swiatek - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

La striscia di vittorie consecutive di Iga Swiatek non sembra in procinto di fermarsi, e la stessa tennista polacca che si presenta in conferenza stampa dopo il suo netto 6-0 6-2 ad Alison Riske è perfettamente consapevole delle sue possibilità. “Il solo fatto di vincere tutte queste partite mi ha dato molto fiducia ma sapevo anche che poteva buttarmi giù se non mi ci adattavo bene. Sì, sento di star usando la mia nuova posizione per mettere di più pressione sui miei avversari. Sono molto felice di poter “utilizzare” la mia striscia in questo modo. Sì sento che ho sempre più fiducia.“. A livello tecnico però la numero uno del mondo non sente che è cambiato troppo da prima di questo periodo di forma incredibile e adesso che sembra in grado di non perdere più. “Penso che tutto il lavoro che abbiamo fatto, anche la scorsa stagione, alla fine ha fatto clic in qualche modo. Sai, l’ultima stagione è stato un anno per me in cui ho davvero guadagnato così tanta esperienza. Quest’anno sento di starla usando nel modo corretto. […] Quindi penso che sia, sai, il lavoro fisico che ho svolto ma anche quello fatto con il mio psicologo, penso sia il lavoro anche di tutta la squadra. Sono contenta che tutto si stia mettendo insieme adesso.“.

Sempre sulla sua incredibile striscia di vittorie si soffermano le domande della conferenza stampa, anche normale visto che su un match che la polacca ha dominato in maniera netta non c’è moltissimo da dire. In questo caso però è più una riflessione sul contraccolpo psicologico che potrebbe avere un eventuale sconfitta, Swiatek però non ha paura. “No, sono pronta per questo, onestamente. Beh, lo dico fin dall’inizio che di sicuro arriverà il momento in cui perderò una partita, ed è normale, lo sai. Ho perso partite nel tennis per molto tempo. Di sicuro le cose che stiamo facendo bene ora sono piuttosto straordinarie, ma nel tennis solo una persona può vincere. (se perderò) Non ho problemi. Di sicuro non è divertente perdere, ma io penso che non sarebbe diverso da qualsiasi altra sconfitta, sai, nella mia carriera“.

Non manca la domanda su Rafa Nadal, idolo dichiarato di Swiatek e sostanzialmente oggetto di domanda in tutte le sue conferenze stampa, in questo caso per quanto riguarda l’influenza sul suo gioco e comportamento in campo. “Beh, lanciavo via spesso la racchetta da bambina. Sfortunatamente Rafa non era un’influenza così grande allora. Ma ho smesso quando io avevo tipo 15 anni […] certo, Rafa, è una grande fonte di ispirazione, ma non è come se stessi scrivendo su un taccuino esattamente come sta giocando e poi provo a fare lo stesso, perché, beh, prima di tutto, è un uomo. È piuttosto difficile per noi ragazze giocare come uomini, perché hanno più potenza, di sicuro. Però ho sempre voluto giocare in topspin, quindi penso che mi abbia influenzato in quel modo.“.

 

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

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Flash

Roland Garros: Leolia Jeanjean, i sogni che a volte ritornano

Dai contratti pubblicitari a 12 anni all’università negli USA. Ora l’exploit al Roland Garros: forse è arrivato il momento per inseguire il suo sogno di bambina

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Leolie Jeanjean - Roland Garros 2022 (foto Twitter @FFTennis)

Soprattutto in questo periodo di orrori quotidiani che invadono i notiziari giornalieri, c’è la tendenza di rivolgersi allo sport per trovare le cosiddette “feel good stories”, quelle storie che danno speranza e possono restituire un po’ di ottimismo. Quest’anno al Roland Garros è stata la 26enne francese Leolia Jeanjean (il cui cognome ha scatenato i social media contribuendo a creare qualche esilarante clip), che dopo essere stata una bambina prodigio tra i 12 e i 15 anni, si era allontanata dal tennis a causa di una sequenza di infortuni che l’avevano portata a cercare altre strade.

Arrivata prepotentemente sulla scena nazionale francese nel 2007 all’età di 12 anni, si era segnalata come il miglior prospetto del Paese tanto da essere trasferita al CNE (il Centro Nazionale di Allenamento) del Roland Garros e addirittura seguita da un coach personale. Da lì a poco erano arrivati contratti pubblicitari con Nike e Babolat, ma erano anche cominciati gli infortuni, compresa una tripla lussazione della rotula sinistra che l’ha poi costretta a subire un’operazione chirurgica nel 2011. Il ritorno veniva ritardato da altri guai fisici, tra cui una peritonite, ma la mancanza di risultati e la perdita del sostegno economico dei suoi sponsor e anche della Federazione Francese la consigliavano di tornare sui libri e di accantonare per il momento i suoi sogni di gloria nel mondo del tennis.

Dopo una pausa per frequentare l’università negli Stati Uniti, dove alla Lynn University e alla University of Arkansas ha conseguito una laurea in sociologia e giustizia criminale, oltre a un master in finanza e investimenti, nel 2020 ha deciso di riprendere la carriera professionistica partendo dagli ITF, il gradino più basso del circuito, raggiungendo la finale a Porto e a Croissy-Beaubourg e trionfando a metà aprile a Calvi, in Corsica. Entrata in tabellone al Roland Garros grazie a una wild card come n. 227 della classifica, ha raggiunto il terzo turno sconfiggendo la testa di serie n. 8 Karolina Pliskova (6-2, 6-2) proiettandosi intorno al 150° posto alla fine del torneo.

 

Non mi so spiegare quello che è successo – ha detto Jeanjean alla stampa francese – non credo di essermene ancora resa conto. Pensavo avrei perso al primo o al secondo turno, invece eccomi qua”.

Al primo turno aveva sconfitto la spagnola Parrizas Diaz (6-4, 6-3) e ora affronterà nei sedicesimi di finale la rumena Irina Camelia Begu, graziata giovedì pomeriggio durante la sua partita per aver ricevuto solamente un warning dopo che una sua racchetta lanciata a terra con stizza era andata a colpire un bambino sugli spalti.

Il suo allenatore attuale è Thomas Delgado (nessuna parentela con Jamie Delgado che ha allenato Murray e Shapovalov), fondatore dell’accademia “SmashIt Tennis” alle porte di Parigi. “Certamente non è una stupida – dice Delgado della sua allieva – il 90% di cose che le dico le conosce già, mi limito ad aggiungere qualche consiglio pratico. Ha una intelligenza tattica mostruosa, sa utilizzare tutti i colpi che ha al momento giusto, e ne ha davvero tanti”. Ha ricevuto anche i complimenti di Gilles Cervara, allenatore del n. 2 mondiale Daniil Medvedev: “Quello che sta facendo merita di essere sottolineato, anche se non la conosco personalmente. È la dimostrazione della forza mentale dell’essere umano e degli sportivi. È fonte di ispirazione per le altre persone”.

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evidenza

Roland Garros, Sinner: “Non credo di aver giocato male. Ogni partita è un passo in avanti” [VIDEO]

Soddisfatto della sua prestazione Jannik che in conferenza stampa rilancia: “Certo, devo migliorare, ma credo comunque di aver giocato una buona partita”

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Jannik Sinner - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)
Jannik Sinner - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Il dibattito che si è scatenato tra gli appassionati di tennis sulle varie piattaforme digitali è: Sinner ha giocato bene o ha giocato male? Jannik nel battere Carballes Baena ha espresso il suo miglior gioco? Assodato che ormai l’asticella delle aspettative sul ragazzo si è, vivaddio, notevolmente alzata già discutere sul come si vince è un motivo di grande soddisfazione, per tutti. Anche per lui. In altri ambienti sportivi, che facciamo fatica a citare ma che prendiamo in questo caso in prestito, è consuetudine dire: “vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”. A questo punto del torneo, potremo essere d’accordo.

Interessante dunque è capire cosa ne pensi Sinner, sia sul match in generale che sulla propria prestazione: ”E’ stato un match molto duro specialmente all’inizio, tanti scambi e molto lunghi. Fondamentale è stato fare i punti decisivi nei momenti importanti e sono felice di esserci riuscito. Sono ancora giovane, sto imparando qualcosa di più ogni giorno da ogni partita che gioco negli Slam. Affronto quasi sempre giocatori che ne hanno più di me, ma ogni match in più è un piccolo passo in avanti. Vediamo quanto lontano riesco ad andare”.

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

Più netto invece il giudizio sulla propria prestazione scendendo nel dettaglio anche di alcuni aspetti tecnici: “Non credo di aver giocato male, per il match ero preparato avevo studiato il mio avversario guardando molti video con Simone; ho servito bene e sono soddisfatto della mia partita soprattutto nel quarto set, quello decisivo. Sicuramente c’è molto margine, le condizioni del campo non erano le migliori, il campo era pesante e non riuscivo a fare andare la palla. Potevo far meglio nel primo set sfruttando le palle break che ho avuto e forse lì sarebbe stata ancora un’altra partita ma…col senno di poi, chi può dirlo?

 

Al prossimo turno affronterà Mackenzie McDonald, giocatore che riporta alla mente piacevoli ricordi in Sinner, ovvero la vittoria in finale al torneo di Washington. “Quella è stata l’unica volta che ci siamo incontrati. Non abbiamo mai giocato sulla terra e sono curioso di vedere il suo gioco. Lui è un tennista che si muove molto, che corre tantissimo e che tende a spostare sempre il gioco. Di sicuro sarà una partita difficile e da domani ci metteremo subito al lavoro con Simone per capire come affrontarlo al meglio”.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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