AO, donne: Azarenka - Kerber vale una finale. Konta elimina Makarova, continua il sogno di Zhang

Australian Open

AO, donne: Azarenka – Kerber vale una finale. Konta elimina Makarova, continua il sogno di Zhang

Ci sarà una grossa sorpresa nelle semifinali femminili dell’Australian Open, perché Shuai Zhang ha superato Madison Keys e affronterà Johanna Konta che ha vinto la maratona contro Ekaterina Makarova. L’altra semifinale verrà decisa dallo scontro tra Angelique Kerber e Victoria Azarenka

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Zhang b. (15) M. Keys 3-6 6-3 6-3 (Chiara Gheza) 

Nell’umida notte australiana, a chiudere il programma, scendono sul cemento della Rod Laver Arena Madison Keys e Shuai Zhang. La giovane promessa americana, già semifinilasta a Melbourne lo scorso anno, è giunta agli ottavi di finale dopo aver sconfitto in tre set Ana Ivanovic in un match dai risvolti drammatici a causa del malore che ha colpito l’allenatore della serba sugli spalti.

L’atleta cinese, partita invece dalle qualificazioni, ha perso un solo set in sei incontri giocati  e vanta l’eliminazioni al primo turno della testa di serie numero due del torneo, Simona Halep. Prima d’ora la Zheng non aveva mai vinto un incontro nel tabellone principale di uno slam.

 

Parte contratta Shuai che cede subito la battuta, impotente davanti alle risposte fulminanti di Madison. Il primo set scivola via senza ulteriori break fino al 5 – 3 quando la Keys strappa il servizio decisivo alla cinese. La Zhang non riesce a trovare il ritmo di gioco per via delle accelerazioni di dritto dell’americana che, malgrado qualche errore gratuito di troppo (ben 16), domina il parziale. I colpi di Shuai sono privi di peso anche a causa di una stanchezza fisica che alla settima partita in due settimane sui campi di Melbourne inizia a farsi sentire. Le fila del gioco paiono saldamente nelle mani dell’americana che dimostra però di non avere nessun piano tattico se non quello di tirare ogni colpo al massimo della potenza. Gli spettatori rimasti sugli spalti del campo centrale non assistono certo a un incontro di particolare livello. L’angolo della Zhang cerca di coinvolgere il pubblico a favore della propria giocatrice ma gli sbadigli superano gli applausi.

Tutto cambia però nel terzo game del secondo set quando la cinese riesce a ottenere la seconda palla break dell’intero incontro e a trasformala, sfruttando l’ennesimo errore della Keys, che ha completamente perso il controllo dei suoi colpi. A questo punto l’americana lamenta un dolore all’anca sinistra, chiama il medical time-out ed esce dal campo per il trattamento. Al suo rientro, con una vistosa fasciatura, appare dolorante e, come già si era notato all’inizio di questo parziale, il gioco scivola lentamente dalle forti mani dell’americana a quelle delicate della cinese. Il dolore non dà tregua a Madison che dopo gli scambi più lunghi si accascia sulla racchetta mentre gli occhi le si riempiono di lacrime. Un doppio fallo della sofferente Keys consegna alla Zhang un set condizionato dall’infortunio della giovane americana.

Madison cerca stoicamente di resistere e inizia il terzo set tentando di giocare da ferma. La Zhang non approfitta della menomazione dell’avversaria e diventa via via più fallosa facendo di tutto per perdere una partita che pareva ormai nelle sue mani. Il pubblico si risveglia per sostenere la lottatrice americana che tra una smorfia di dolore e un pianto disperato non vuole arrendersi. La Keys si trascina per il campo mentre la Zhang sempre più in confusione trova il coraggio di urlare dei come on disperati in faccia all’avversaria in lacrime. All’ottavo gioco Madison non ha più forze e cede un turno di battuta che manda la cinese a servire per il match. Shuai non sbaglia e fa suo questo drammatico incontro. Da ventisei anni non si vedeva una qualificata ergersi nei quarti di uno slam.

Nel prossimo turno incontrerà l’altra grande sorpresa di questi Open d’Australia, Johanna Konta. Nessuna delle due giocatrici intende smettere di sognare.

[14] V. Azarenka b. B. Strycova 6-2 6-4 (Gabriele Ferrara)

Azarenka e Strycova si affrontano per la quinta volta nella loro carriera (la terza a Melbourne, con la bielorussa che si è sempre imposta in due set), con la ceca alla caccia del secondo quarto di finale in uno torneo dello Slam (ci arrivò a Wimbledon nel 2014), mentre la tennista di Minsk cerca di arrivare per la quinta volta in carriera tra le migliori otto agli Australian Open.

Si inizia con la Strycova che salva ben quattro palle break nel terzo gioco, riuscendo a tenere un’ottima percentuale di prime palle in campo, ma che deve cedere il servizio sul 2 pari dopo il terzo gratuito di dritto del game. La nativa di Plzen cerca di variare il gioco con il rovescio in back e con il drop shot, ma Azarenka riesce sempre ad imporle il proprio ritmo fin dalla risposta, comandando lo scambio da fondo campo a proprio piacimento (soprattutto sulla diagonale di dritto) e chiudendo il primo parziale con il punteggio di 6-2.
Ad inizio secondo set la giocatrice ceca riesce a tenere testa alla rivale, utilizzando molto bene la smorzata incrociata di rovescio (oltre ad alcune pregevoli discese a rete da ottima doppista qual è), ma nel settimo game la bielorussa riesce ad incidere con la risposta e ad entrare con i piedi dentro al campo con il suo rovescio, conquistando così il break sul 3 pari. Nel gioco successivo la numero 16 del mondo è costretta ad annullare due palle break (sulla prima la Strycova sbaglia un dritto in manovra, mentre sulla seconda la ceca cede dopo uno scambio lungo), ma allunga sul 5 a 3, chiudendo poi l’incontro nel decimo game.

Ottimo match da parte della numero 48 del mondo, che ha dimostrato di avere buone possibilità di rientrare tra le top 30. Buona prova, invece, di Azarenka (anche se non eccezionale come le precedenti), che accede così ai quarti di finale, dove affronterà Angelique Kerber, con la tedesca sotto 6-0 negli head to head (compresa la finale di Brisbane di 15 giorni fa e la meravigliosa sfida di New York dello scorso anno).

Le parole di Azarenka a fine match:Barbora è una giocatrice difficile da affrontare, una grande lottatrice. Ha spinto moltissimo, soprattutto nel secondo set. Ho giocato in maniera intelligente e aggressiva. Ho colto le mie opportunità e ho mantenuto il controllo”.

[7] A. Kerber b. A. Beck 6-4 6-0 (Daniele Maialetti)

Partita scorbutica per la Kerber che ha dovuto fronteggiare in questo derby teutonico la giovane, classe 1994, Annika Beck, che con il suo gioco leggero, basato su una grande regolarità ed una mobilità da fare invidia a chiunque, ha messo in grande difficoltà la connazionale. Per la Beck (alla prima apparizione in un ottavo di finale in una prova dello Slam) l’arduo compito di superare per la seconda volta in carriera una top ten (record 1-9). La sua unica vittoria arrivò contro Simona Halep a ‘s-Hertogenbosch nel 2014 sfruttando il ritiro della rumena sul 5-7 3-2.

Primo set che si apre subito con il break della Kerber, che sfrutta al meglio le occasioni venutesi a creare. Testa di serie numero 7 che conferma il break iniziale portandosi così sul 2 a 0 nel gioco successivo. Nel game successivo la Beck conquista il primo gioco della sua partita ed è anche l’inizio di una battaglia fisica ed emozionale davvero intesa, fatta di scambi lunghissimi, di rincorse incredibili e di vincenti di ottimo livello. Nel quarto gioco la più giovane delle tedesche conquista il contro break ed è l’inizio di una girandola di break e contro break tra le due giocatrici, che in questa fase della partita non lesinano le energie tanto da imbattersi in giochi lunghissimi. Arrivati sul quattro pari, servizio Beck, la numero 55 del mondo riesce a portarsi avanti nel punteggio 30 a 0 ma la Kerber infila quattro punti di fila, che la portano all’ennesima palla break dell’incontro, che viene però annullata dalla Beck, che prova in tutti i modi a non perdere il servizio che manderebbe la Kerber a servire per il set. Un incauto doppio fallo concede una nuova opportunità alla più grande delle due tedesche, che questa volta sfrutta al meglio l’occasione ed ottiene il break del 5 a 4 in suo favore. Kerber riesce a mantenere il servizio senza grossi problemi, chiudendo il set con un servizio slice sul 40 a 30 che gli consente di aprirsi il campo e prendere il comando dello scambio, causando un errore in recupero della Beck.

Secondo set che ha poco da dire, se non una Kerber padrona del campo che deve fronteggiare una sola palla break nel secondo gioco, ma che sostanzialmente non ha più nulla da temere da una giocatrice svuotata di testa e di fisico dopo un primo set giocato sopra il suo livello abituale. Ora per la Kerber la sfida con la Azarenka che la vede indietro 6 a 0 negli scontri diretti e con cui ha perso l’ultima finale disputata a Brisbane.

Le parole di Kerber a fine partita: “Nel match di primo turno avevo praticamente già un piede sull’aereo di ritorno verso la Germania (ha salvato match point contro Misaki Doi, ndr) per cui sono davvero felice di essere nei quarti. È stata un partita molto dura. Voglio congratularmi con Annika, ha giocato in maniera fantastica. È una grande giocatrice e ha un grande futuro“.

J. Konta b. [21] E. Makarova 4-6 6-4 8-6 (Brunetto Apicella)

Johanna Konta raggiunge i quarti di finale per la prima volta in un torneo dello slam e lo fa proprio in Australia: il paese in cui è nata e dal quale poi è andata via ottenendo la cittadinanza britannica. Sono servite tre ore di gioco alla tennista inglese per sconfiggere la russa Ekaterina Makarova, testa di serie n. 21 del torneo, e semifinalista lo scorso anno battuta solo da Maria Sharapova. Konta è così la prima britannica a conquistare il quarto di finale degli Australian Open dal 1983 quando ci era riuscita Jo Durie. In precedenza era stata Virginia Wade nel 1972 a raggiungere i quarti e conquistare poi il torneo. Johanna Konta ha vinto il suo match in rimonta perdendo il primo set dopo aver sprecato un break di vantaggio a suo favore. Con la russa che più volte è stata costretta a difendersi dall’aggressività e dalla solidità da fondo dell’avversaria. Un match nel corso del quale il ritmo degli scambi è stato molto intenso ed elevato. Konta si è portata sul 3 a 1 ma è stata la russa a reagire, recuperando il break. Il match è proseguito in parità fino al 4-4. Nel nono game Makarova ha tenuto il servizio e si è giocata tutto in risposta dove è riuscita conquistarsi tre set point consecutivi. Chiudendo alla terza occasione sul 6 a 4, grazie al doppio fallo dell’avversaria.
Nel secondo set la tennista inglese ha reagito e conquistato il primo game recuperando uno svantaggio di 40 a 0. Konta ha strappato il break che sarà decisivo per l’esito del secondo set. La russa ha provato a reagire ma si è dimostrata molto nervosa in campo. È stata la britannica, quindi, a chiudere il parziale con il suo servizio e a rimandare l’esito dell’incontro al terzo set.
Che si è aperto con le due giocatrici che hanno tenuto i loro turni di servizio fino al 4 pari. Quando è proprio Konta a mettere in campo prima un passante di dritto e poi ad affondare con il rovescio. La britannica si guadagna due palle break e consecutive; sfrutta la prima e serve per il match. La semifinalista dell’edizione 2015 non molla, si fa aggressiva e conquista il game di risposta a 30 tenendo poi il successivo turno di battuta. Il match va sul 6 pari e sarà la russa a perdere la battuta grazie anche a buoni vincenti trovati dalla Konta che, per la seconda volta, serve per i quarti conquistando tre match point consecutivi. Il primo è quello decisivo. L’incontro si chiude sull’8 a 6 e per la tennista inglese si tratta di un risultato importante che segue i progressi fatti nell’ultimo anno e soprattutto dall’agosto scorso quando ha conquistato gli ottavi a New York. Ottavi di finale che aveva conquistato partendo dalle qualificazioni.

La tennista britannica non ha trattenuto le lacrime e a fine match ha ringraziato “il pubblico per averla sostenuta nei momenti di difficoltà. Ho dato tutto a livello fisico, mentale ed emozionale. Ora – ha detto – devo mangiare e dormire, mangiare e dormire e riposare”. Per il tennis inglese si tratta di un risultato importantissimo, infatti, se Andy Murray raggiungerà i quarti di finale sarebbe la prima volta dal dicembre 1977 che due inglesi saranno in corsa nello slam australiano. L’ultima volta ci erano riusciti Sue Barker, nel singolare femminile, e John Lloyd e Robin Drysdale in quello maschile.

Risultati:

[7] A. Kerber b. A. Beck 6-4 6-0
[14] V. Azarenka b. B. Strycova 6-2 6-4
J. Konta b. [21] E. Makarova 4-6 6-4 8-6
[Q] S. Zhang b. [15] M. Keys 3-6 6-3 6-3

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Australian Open, il padre di Djokovic: “Sotto questi ricatti è probabile che Novak non giochi”

Intervistato da un programma televisivo in Serbia, Srdjan spiega: “Novak vorrebbe giocare, ma è suo diritto dire o non dire se si è vaccinato”

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Novak Djokovic - Nitto ATP Finals Torino 2021 (foto Twitter @atptour)

“È improbabile che Novak Djokovic giochi l’Australian Open se le condizioni sono queste”. Ad affermarlo è Srdjan Djokovic, il padre del numero uno del mondo, durante un’intervista in Serbia, a TV Prva. Come noto, il primo Slam dell’anno ha imposto la vaccinazione obbligatoria per i giocatori che vorranno prendere parte al torneo, mentre Novak, nove volte campione del torneo, non ha mai detto ufficialmente se si sia vaccinato o meno (e ciò fa pensare, ovviamente, che abbia rifiutato di sottoporsi all’immunizzazione).

Mentre il figlio Novak è impegnato in Coppa Davis, Srdjan interviene sul tema e lo fa senza mezzi termini: “L’essere vaccinati o meno risponde a un diritto personale di ogni individuo. Nessuno può violare la privacy del singolo perché ognuno ha il diritto di decidere per la propria salute. Se Novak si è vaccinato o meno è un argomento che riguarda esclusivamente lui: non lo so e anche se lo sapessi non lo direi pubblicamente. Non credo che lo rivelerà, e sotto questi ricatti probabilmente non giocherà l’Australian Open. Inoltre non è chiaro il perché vaccini come quello russo e quello cinese non siano ritenuti validi secondo i criteri dell’Australia”.

Djokovic senior rincara la dose, facendo capire quale sia al momento la linea di pensiero del numero uno del mondo: “È imbarazzante il fatto che ci sia qualcuno che possa prendersi il diritto di escludere dal torneo il nove volte campione dell’Australian Open. Novak vorrebbe competere, ma se giocherà o meno dipenderà dalla posizione delle autorità e degli organizzatori”.

 

Djokovic, a proposito della questione, è stato evasivo durante una conferenza stampa alle ATP Finals di Torino, trincerandosi dietro un “aspettiamo e vedremo quello che succede”. Se Djokovic saltasse l’Australian Open, oltre a rinunciare alla possibilità di rincorrere quel Grande Slam saltato nel 2021 solo per la sconfitta in finale allo US Open, perderebbe la chance di arrivare a 21 Slam vinti, superando Roger Federer e Rafael Nadal nella classifica dei giocatori con più titoli di sempre (Rafa dovrebbe essere regolarmente in campo a Melbourne e potrebbe quindi cercare a sua volta di staccare i rivali). Djokovic ha sempre giocato a Melbourne Park sin dal 2005.

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Australian Open

Australian Open 2022, vaccino obbligatorio. E Djokovic che farà?

Il direttore del torneo Craig Tiley afferma che la decisione sui vaccini è definitiva; confermata anche la capienza al 100%. Anche le qualificazioni si giocheranno a Melbourne

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Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Il CEO di Tennis Australia Craig Tiley è intervenuto al programma mattutino “The Today Show” alla vigilia della presentazione ufficiale dell’Australian Open 2022 (visibile a questo link), e ha confermato una volta per tutte che per giocare il torneo sarà necessario vaccinarsi.

Non è un mistero che gli interrogativi in materia riguardino soprattutto Novak Djokovic, la cui partecipazione rimane in dubbio. Queste le parole di Tiley: “Ci aspettiamo che Novak partecipi. Ovviamente ci sono state tante speculazioni sul tema vaccinale, ma abbiamo conferma del fatto che quasi tutti i giocatori e le giocatrici l’hanno ricevuto. Novak ha sempre detto che per lui si tratta di una questione privata, ma è un torneo in cui ha sempre avuto grande successo e che gli ha permesso di iniziare alla grande la stagione, quindi ci auguriamo che ci sia”. Djokovic, come noto, ha sempre rifiutato di confermare pubblicamente la sua decisione sull’adesione alla vaccinazione. E intanto a Torino, nella giornata che vede il numero uno del mondo impegnato nella semifinale delle ATP Finals contro Alexander Zverev, arriva ai giornalisti la richiesta di inviare le domande per la conferenza stampa post-partita in anticipo e in forma scritta. Probabile segnale del fatto che Nole voglia mantenere il riserbo su alcune questioni.

Tornando all’Australian Open, il dirigente sudafricano è passato subito al dunque, parlando dei giocatori che sicuramente saranno presenti: per quanto riguarda il campo femminile sono confermate Ashleigh Barty, Serena Williams, Naomi Osaka, Emma Raducanu e Leylah Fernandez; si tratterà peraltro della centesima edizione del torneo femminile, ricorrenza simbolicamente celebrata dalla nuova programmazione delle semifinali che vedrà un incontro in prime time per genere.

 

In campo maschile, invece, Rafa Nadal ci sarà, e lo stesso vale per Daniil Medvedev, Stefanos Tsitsipas, Alexander Zverev e Carlos Alcaraz. Più in generale, il tasso di vaccinazioni fra i tennisti ATP ha superato l’80%, e questo significa che i forfait saranno sparuti, se ci saranno. Di sicuro sarà tuttavia assente Roger Federer: “Roger è un amico e amiamo vederlo giocare ma si sta riprendendo da un’operazione, e a 40 anni ha bisogno di più tempo per recuperare. Probabilmente ci vorrà un po’ prima di vederlo in campo, probabilmente non prima di marzo o aprile [in realtà lo svizzero ha detto che sarebbe vederlo in campo già a luglio, ndr]. Rafa o Nole potrebbero superare il suo record qui a Melbourne”.

PUBBLICO E QUALIFICAZIONI

Durante la presentazione è stata confermata anche la full capacity: “Non avremo restrizioni a livello di pubblico e potremo ricevere spettatori da tutta l’Australia, sarà un torneo magnifico. […] Continueremo a rispettare i protocolli ma non ci sarà obbligo di mascherina”. Inoltre è stata ufficializzata la permanenza dell’Australian Open a Melbourne fino al 2044, ed è stato presentato il nuovo Show Court da 5000 posti, parte di un investimento da un miliardo di dollari australiani nel corso degli ultimi dieci anni da parte del governo.

Infine, Tiley ha confermato che le qualificazioni si giocheranno a Melbourne (a dispetto dei report iniziali che ipotizzavano un secondo trasloco consecutivo in Medio Oriente), così come gli eventi preparativi (al momento le indiscrezioni parlano di quattro tornei oltre alla ATP Cup, che dovrebbe avere 16 squadre, meno del numero previsto di 24 ma più delle 12 dello scorso febbraio).

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Australian Open

Australian Open: i giocatori vaccinati potrebbero essere esentati dalla quarantena

Una lettera inviata alle giocatrici WTA confermerebbe che la quarantena in Australia sarà richiesta solo ai non vaccinati. Le qualificazioni si giocheranno a Melbourne

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Melbourne Park - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Buone notizie per i giocatori e i membri del loro staff che dovranno recarsi in Australia il prossimo gennaio per disputare l’Australian Open. Secondo una lettera confidenziale inviata dalla WTA alle giocatrici, il cui contenuto è comunque trapelato ben presto alla stampa specializzata, le informazioni che sono circolate nei giorni scorsi secondo cui agli atleti non vaccinati non sarebbe permesso di entrare in Australia non sono veritiere.

Il Governo dello Stato di Victoria, dove si trova Melbourne, non ha ancora approvato il piano messo a punto da Tennis Australia e dalle associazioni dei giocatori, ma secondo quando comunicato alle atlete tutti coloro che saranno completamente vaccinati (quindi due dosi, assunte da almeno 14 giorni) potranno entrare in Australia a partire dal 1° dicembre previo un test negativo effettuato 72 ore prima della partenza. Ci sarà un test all’arrivo entro 24 ore dallo sbarco in Australia, ma a parte questa incombenza non ci saranno altre restrizioni: nessuna quarantena, nessuna limitazione ai movimenti, insomma una trasferta normale.

Per coloro che invece non sono vaccinati, le condizioni previste al momento sono le seguenti: la data d’arrivo possibile sarà sempre quella del 1° dicembre, ma sarà previsto l’obbligo di due settimane di quarantena in un albergo deciso dal governo; rimarrà l’obbligo di avere un test negativo entro 72 ore dalla partenza, e durante la quarantena i soggetti saranno sottoposti a frequenti test. Nessuna concessione a possibilità di allenarsi come era successo lo scorso anno per coloro che non avevano avuto contatti stretti con soggetti positivi: chi non sarà vaccinato dovrà passare 14 giorni chiuso in una camera d’albergo senza poter giocare a tennis.

La lettera conferma la presenza di voli charter che saranno organizzati da vari aeroporti di partenza per facilitare l’arrivo degli atleti in Australia, ma non sarà obbligatorio utilizzarli. L’Australia ha infatti deciso di riaprire progressivamente i confini a partire dal mese di novembre (per il momento solamente per cittadini e residenti) e le compagnie aeree stanno adeguando la loro offerta per consentire a chi vuole recarsi nel nuovissimo continente di poterlo raggiungere.

Ovviamente la situazione è ben lungi dall’essere definita: si tratta della proposta su cui si sta lavorando al momento, ma che comunque non ha ancora ottenuto il nulla osta da parte delle autorità competenti. Mancano anche informazioni su quel che riguarda il trattamento dei cosiddetti “close contacts”, ovvero coloro che sono stati a contatto di un individuo poi risultato positivo, siano questi vaccinati o meno.

Quello che sembra confermato, e che contraddice comunicazioni che erano state date in precedenza, è che le qualificazioni dell’Australian Open 2022 si disputeranno a Melbourne Park, e non in Medio Oriente come precedentemente dato a intendere. Ciò significa che l’Australia si prepara ad accogliere una quantità di giocatori, allenatori e staff molto superiore a quella che ha effettuato il viaggio verso Melbourne lo scorso febbraio, e che molto probabilmente viene dato per scontato che la maggior parte di queste persone sarà vaccinata. In caso contrario, infatti, sarebbe necessario mettere a loro disposizione un numero molto elevato di camere d’albergo per la quarantena, in un periodo in cui ci sono ancora decine di migliaia di australiani che attendono da oltre un anno di poter rientrare in patria dalle loro famiglie.

Se si danno per valide queste indicazioni, quindi, si può dedurre che la vaccinazione non sarà un prerequisito per arrivare in Australia, ma fornirà un vantaggio enorme a chi vorrà giocarsi le proprie chance di far bene al primo Slam stagionale, o anche soltanto poter vivere una vita normale durante il soggiorno australiano. È necessario infatti ricordare che, oltre alla quarantena iniziale in albergo senza la possibilità di allenarsi sul campo o in palestra, la non-vaccinazione metterebbe gli individui in condizione di non poter fare praticamente nulla in Australia, dal momento che per qualunque attività pubblica (ristoranti, bar, cinema, etc…) è necessario il pass vaccinale, ed è fortemente improbabile che questo requisito venga abolito prima della metà del prossimo anno.

Il trattamento dei tennisti verrebbe quindi equiparato a quello degli australiani che tornano in patria: da qualche settimana infatti prima il New South Wales (lo stato di Sydney) e poi il Victoria hanno iniziato a consentire agli australiani vaccinati di evitare la quarantena in albergo, mantenendo comunque la necessità per tutti coloro che non sono vaccinati. Certo i tennisti sarebbero esonerati dalle quote di arrivi attualmente stabilite, e sarebbe possibile l’ingresso in Australia anche ai non australiani, cosa invece non permessa per tutti i comuni mortali non collegati all’Australian Open, ma il trattamento una volta giunti nella terra dei canguri dovrebbe essere similare a quello riservato ai cittadini.

Sicuramente ci saranno parecchi aggiornamenti sulla questione nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, ma è auspicabile che si arrivi a definire i dettagli piuttosto rapidamente perché non manca molto a dicembre ed è necessario dare ai tennisti la possibilità di pianificare la loro preparazione ed eventualmente la loro vaccinazione con sufficiente preavviso.

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