Coppa Davis: gladiatore Lorenzi, annulla tre matchpoint e vince dopo quasi cinque ore!

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Coppa Davis: gladiatore Lorenzi, annulla tre matchpoint e vince dopo quasi cinque ore!

All’ Adriatic Arena di Pesaro, Paolo Lorenzi esce vincitore da una battaglia di quasi cinque ore contro Marco Chiudinelli, annullando tre matchpoint consecutivi nel quinto set. L’azzurro era andato in vantaggio 2-0, prima di accusare crampi e farsi raggiungere fino al parziale decisivo. Chiudinelli, autore di una prestazione straordinaria, recrimina per un vantaggio di 5-2 nel quinto set, prima della serie di cinque game consecutivi che danno il primo fondamentale punto all’Italia. Ora Seppi-Laaksonen

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Coppa Davis: Bolelli e Seppi, compitino facile contro le riserve svizzere?

ITALIA – SVIZZERA

 

P. Lorenzi b. M. Chiudinelli 7-6(14) 6-3 4-6 5-7 7-5 (dal nostro inviato a Pesaro, Alessandro Stella)

Coppa Davis 2016 - Statistiche

Sul lungomare di Pesaro il sole mitiga splendidamente il freddo invernale, ma l’accoglienza dell’Adriatic Arena è persino migliore: il pre-partita è allietato dalle note di una piccola orchestra, le cui armonie si sostituiscono alle decise pallate dei singolaristi intenti ad affinare le ultime tattiche prima di ritirarsi negli spogliatoi (non però Lorenzi e Chiudinelli, che saranno i primi a scendere in campo). Il sottofondo musicale accompagna l’ingresso nel palazzetto degli spettatori, prima soltanto a tinte azzurre, poi anche – vivacemente – rossocrociati; sono proprio i supporter della selezione elvetica a “sporcare” le armonie classiche con il tintinnìo dei loro tipici campanacci, segnalandoci il loro arrivo. All’inizio silenziosi i tifosi di casa attendono il placarsi dell’orchestra per far sentire la loro voce: l’atmosfera è ora abbastanza calda per la cerimonia d’apertura, nonostante persista sugli spalti qualche spazio vuoto. Presentazione dei protagonisti, inni nazionali e subito i primi a scendere in campo prendono possesso delle rispettive metà di campo: Paolo Lorenzi risponderà alla sinistra del giudice di sedia Pascal Maria, dall’altra parte Marco Chiudinelli inizierà a servire.

Il primo quattro 15 sono svizzeri e le campane d’oltralpe non mancano di sottolinearlo: Chiudinelli sembra ben intenzionato a fare partita pari. La risposta di Paolo è decisa: i primi due ace dell’incontro lo portano sull’1-1. Il canovaccio tattico fatica a delinearsi perché comandano i servizi, e la superiorità dell’italiano ancora non emerge: sul 3-2 arrivano addirittura le prime due palle break per il tennista elvetico, che chiude un ottimo scambio con uno smash. Il senese si salva d’esperienza e con tre punti consecutivi impatta sul 3-3. Il settimo game si apre con un ace di Chiudinelli sportivamente concesso da Lorenzi (palla inizialmente chiamata fuori) e si chiude con un passante svizzero vincente: 4-3 e match ampiamente in equilibrio. Anche nel gioco successivo il tennista azzurro va in difficoltà, e sotto 0-30 deve alzare il livello del suo tennis per evitare di concedere altre occasioni di break al suo avversario che continua a spingere bene da fondocampo. Chiudinelli dal canto suo non trema e tiene a 15 la battuta, mettendo alle strette Paolo che era deve servire per rimanere nel set. Lorenzi finalmente tiene il suo turno di battuta con autorità ma lo stesso fa l’elvetico per issarsi sul vantaggio di 6-5: la superficie è sicuramente più regolare rispetto ai primi scambi di questa settimana ma sembra anche abbastanza veloce, e questo favorisce il dominio dei servizi come nei primi game del set. Uno smash azzurro vincente inaugura un game in cui si rivede un buon Lorenzi: il secondo punto lo vince dopo aver neutralizzato un tentativo di lob elvetico e il terzo si conclude con un’ottima volèe di diritto che porta il set al suo epilogo più giusto.

Il tie-break rispecchia la parità emersa dai primi 12 giochi: entrambi i tennisti appaiono estremamente concentrati e prima Lorenzi risolve uno scambio iniziato con una seconda pericolante , poi Chiudinelli disinnesca un ottimo passante con una demi-volèe vincente. Lorenzi ritrova la prima di servizio al momento giusto e fa 5-5, ma il punto successivo è svizzero e vale il primo set-point dopo 50 minuti di gioco. Lorenzi annulla, Chiudinelli però ritrova la calma per salire 7-6 e ne guadagna un secondo. Fino all’11-11 il parziale segue la regola dei servizi, con Lorenzi che si gioca il primo c’mon dell’incontro dopo aver conquistato il punto del 10-9.L’atmosfera sugli spalti è insolita, perché il pubblico azzurro forse stupito dall’andamento dell’incontro si è fatto silenzioso mentre i campanacci svizzeri continuano a sottolineare ogni punto messo a segno da Chiudinelli. Sul 12-12 Lorenzi sbaglia una risposta semplice, è un piccolo segnale che precede il mini-break svizzero (solo il terzo dell’intero tie-break): la beffa è evitata da un gratuito di rovescio commesso dallo svizzero, che tradisce forse per la prima volta un po’ di tensione. Lorenzi annusa l’occasione e con uno splendido diritto vincente prima e un ace poi ribalta la situazione: l’Italia porta a casa il primo, sudatissimo, set. Nel tie-break sono serviti 16 punti a Lorenzi, ben sei giocati con la pressione del set-point avversario.

Il secondo parziale si apre subito con una sorpresa. Chiudinelli strappa il servizio a Lorenzi e manda un segnale alla panchina azzurra (in cui spicca Fognini, di nero vestito) che sembrava essersi rilassata: la partita non è ancora finita. Lo svizzero va al servizio ma non riesce a concretizzare il vantaggio, e alla prima occasione di contro-break Paolo rimette le cose a posto con un lob chirurgico. L’inerzia dell’incontro sembra ora essersi spostata dalla parte del tennista toscano: il ritmo dello svizzero è calato e il nostro riesce ad aggirare meglio la palla per liberare il diritto, con il quale può sempre comandare lo scambio. Arriva infatti un altro break, ancora a favore di Lorenzi, a cui l’italiano riesce però a dare seguito: il 4-1 vale la prima vera fuga dell’incontro. La sensazione è che Chiudinelli giochi con più agio le traiettorie in corsa, e tenda invece a sbagliare le esecuzioni da metà campo, quando ha meno angolo per colpire. Il gioco è adesso meno spettacolare e questo sembra andare a beneficio di chi conduce le danze. Sul 4-2 Chiudinelli prova a scuotarsi e tira due risposte di fila a tutto braccio: la prima fulmina Lorenzi, la seconda finisce fuori di poco. Lo svizzero però vuole rientrare in partita e la sua audacia viene premiata da un nastro fortunato che rende vincente un già ottimo passante: Paolo annulla la palla-break, il suo coetaneo si porta di nuovo avanti, Paolo annulla ancora e frustra le residue speranze svizzere con due pregevoli esecuzioni nei pressi della rete. Il game del 5-2 è il più entusiasmante del set e vale per l’Italia un allungo che sembra decisivo. L’azzurro rifiata, concede il 5-3 al suo avversario e poi chiude senza patemi il parziale: dopo 1h e 47 minuti di gioco un ace regala all’Italia il vantaggio di 2-0.

Ci si aspetterebbe ora la resa di Chiudinelli ma lo svizzero conscio di essere vicino alla sconfitta ricomincia a giocare a braccio sciolto, e quasi sorprende Lorenzi sul 2-1: la prima palla-break del set non viene però sfruttata dallo svizzero. L’unico sussulto prima del 3-3 è un gran punto ottenuto da Paolo con una traiettoria a sventaglio. Il game successivo dimostra che il n.1 elvetico di questa sfida (in assenza di Roger e Stan) non ha ancora voglia di mollare: il dettaglio stona con l’espressione di Luthi, che in panchina sembra crederci troppo poco. Non basta il serve&volley vincente dell’elvetico (che vale il punto del 4-3) a risvegliare il tecnico così come il pubblico rossocrociato, che ora perde nettamente la sfida del tifo con i supporter italiani. Nel mentre Lorenzi ha leggemente calato il ritmo e permette al suo avversario di raggiungerlo sul 40-40 nell’ottavo game: schiaffo al volo, diritto incrociato e il problema è risolto, 4-4. Si entra nella fase che può decidere l’incontro e infatti lo svizzero tentenna, finendo per concedere a Paolo la prima palla-break del set (la seconda in totale): nuova reazione, tre punti consecutivi per il tennista d’oltralpe e 5-4. Quando però Chiudinelli fa 15-15 arriva l’incoraggiamento di Luthi, che sortisce gli effetti sperati: arrivano prima due palle break, Lorenzi annulla, poi un rovescio lungolinea regala alla Svizzera una nuova chance e questa volta l’italiano commette un errore sanguinoso. In 49 minuti Chiudinelli conquista la terza frazione e rimette in gioco la prima sfida di questo week-end.

Lorenzi deve ora rimediare a questo calo di tensione, mentre Chiudinelli può sfruttare un rinnovato entusiasmo. Fognini cambia posto in panchina per la terza volta, pochi metri più dietro la sua futura moglie dimostra d’essere meno tesa. Adesso in campo si scambia poco, fino al 3-3 ci sono errori e un paio di dropshot apprezzabili che risaltano poco meno del diverbio tra Lorenzi e Maria Pascal per una palla dubbia. La prima situazione spinosa del set viene risolta dal conterraneo di Federer con un altro serve&volley apprezzabile, ora siamo 4-3. Si avvicinano le fasi decisive del set – e forse dell’incontro – e il livello di gioco torna a salire, aumenta anche l’intensità dei colpi di Chiudinelli, ora ritornato a esprimersi sui livelli di inizio partita. Non ci sono palle break fino al 5-5, quando l’occasione capita sulla racchetta di Paolo: lo svizzero mette in campo tutto il sangue freddo dei suoi 34 anni e si salva. E poi gela l’Adriatic Arena: con il terzo vincente del suo set (un rovescio incrociato) ottiene un break chirurgico e trascina la contesa al quinto e decisivo parziale .

La statistica delle zero vittorie di Lorenzi nei tre confronti (sebbene datati) con il suo avversario odierno inizia ora ad assumere un senso, e anche la panchina azzurra sembra avere di che pensare a riguardo: quando abbiamo ormai superato le 3 ore e mezzo di gioco l’incontro è quantomai lontano dall’avere un vincitore. Dopo un primo game fiume (in cui lo svizzero annulla due palle-break) a complicare la situazione in casa Italia arriva però l’MTO chiamato da Paolo Lorenzi, sotto 1-2 15/30: la causa è un problema muscolare, probabilmente alla coscia destra. L’italiano adesso fatica a tenere una buona profondità di palla, mentre Chiudinelli accelera con entrambi i colpi palesando un’insolita freschezza atletica: la trasferta sudamericana sta probabilmente incidendo sul rendimento del tennista toscano. Il pubblico adesso percepisce il pericolo e diventa molto indisciplinato, costringendo l’arbitro a ripetuti richiami. Il break svizzero però è nell’aria, e si materializza sul punteggio di 3-2: Chiudinelli ci mette del suo andando a segno con un notevole passante di diritto. Senza altre occasioni di break si arriva al 5-3, con il tennista ospite che può servire per il match. E siccome le emozioni non possono finire dopo “sole” 4h e 20m di gioco, un nuovo ribaltamento di fronte esalta la frangia azzurra dell’Arena pesarese: Lorenzi firma il break a zero e torna in partita. Nuovo game, nuove emozioni. Questa volta il tracollo sembra a un passo quando Lorenzi deve fronteggiare tre match-point, sotto 0-40: gli astri però si allineano ancora per i colori azzurri, e il senese annulla. Adesso la partita è estenuante, la paura prevale e entrambi i tennisti pensano più a non sbagliare: qualcuno in tribuna stampa – un nostalgico, sembrerebbe – azzarda un “Pallettari!”, ma finisce per portare fortuna a Lorenzi che finalmente riesce a portarsi avanti di un break e andare a servire per l’incontro (4h e 40, sarebbe anche ora!). 30/15, 40/15, due gratuiti di rovescio e siamo 40/40. Poi finalmente due punti consecutivi Lorenzi e la portiamo a casa: l’azzurro batte per la prima volta in carriera Chiudinelli, sventa una rimonta che sembrava ormai cosa fatta e regala all’Italia il primo punto al termine di un incontro – inaspettatamente – ricco di emozioni.

Le parole di Lorenzi a caldo: “Mi sono complicato la vita, ma sono soddisfatto. Lui non ha regalato nulla, è stata una battaglia”. “Il tiebreak del primo set è stato fondamentale, fisicamente stavo bene e annullare sei setpoint mi ha aiutato anche psicologicamente. Non sono stato aggressivo sulle palle break dal terzo set in avanti, ma lui poi è crollato”. “Sui matchpoint ho cercato di fare gioco e non sbagliare scelte”. “Emozione unica, è il sogno di bambino per me, vincere in Davis dopo cinque ore davanti al pubblico italiano”. “Andreas sta bene, la nostra squadra è forte e so che faremo bene”.

Prime osservazioni di Ubaldo Scanagatta: Che battaglia quella fra Paolo Lorenzi e Marco Chiudinelli! Credevo che Lorenzi, vinto in maniera rocambolesca il primo set al tiebreak al suo quarto setpoint annullando 6 setpoint , di cui due sul servizio di Chiudinelli al tiebreak, avrebbe finito per portare a casa abbastanza rapidamente il match. Il secondo set vinto per 6-3 sembrava confermare questa mia fallace sensazione. Poi però Lorenzi ha avuto pallebreak sul 3 pari del terzo, sul 4 pari del quarto, all’inizio del quinto set senza riuscire a trasformarle. Giocando da 3 ore e 40 e un vero favorito non c’è più. Chi starà meglio fisicamente? Certo questo Chiudinelli a questo livello non ce lo aspettavamo. Da 54 Atp  a 146 non ci sono davvero quasi 100 posti di differenza.

Italia-Svizzera 3-3

11-14 giungo 1932, Europe Quarterfinal, Montreux
Svizzera-Italia 2-3

Fisher-Palmieri 68 64 16 61 63
De Stefani-Aeschliman 64 75 86
Palmieri/Sertorio- Aeschliman/Fischer 36 64 64 64
Palmieri-Aeschliman 63 61 75
Fisher-De Stefani 36 06 97 86 86

8-10 giugno 1934, Europe Quarterfinal, Roma, Terra rossa
Italia-Svizzera 5-0

De Stefani-Ellmer 63 63 63
Rado-Fisher 61 60 119
Quintavalle/Taroni- Aischliman/Steiner 06 06 63 63 64
De Stefani-Fisher 63 62 63
Rado-Ellmer 64 62 64

13-15 giugno 1980, Europe Semifinal, Torino, Terra rossa
Italia-Svizzera 5-0

Barazzutti-H. Gunthardt 64 61 64
Panatta-Stadler 64 108 61
Bertolucci/Panatta- Gunthardt H./Gunthardt M. 79 108 16 64 62
Barazzutti-Stadler 63 64
Ocleppo-Du Pasquier 60 63

2-4 aprile 1999, 1R World Group, Neuchatel, Carpet, indoor
Svizzera-Italia 3-2

Rosset-Pozzi 76(2) 64 76(0)
Federer-Sanguinetti 64 67(3) 63 64
Manta/Rosset- Pescosolido/Tieleman 76(4) 46 75 63
Sanguinetti-Heuberger 63 36 76(8)
Pozzi-Federer 64 76(4)

18-20 settembre 2009, Play-off World Group, Genova, Terra rossa
Italia-Svizzera 2-3

Wawrinka-Seppi 64 61 62
Federer-Bolelli 63 64 61
Bolelli/Starace- Chiudinelli/Wawrinka 64 62 76(3)
Federer-Starace 63 60 64
Fognini-Lammer 75 76(4)

12-14 settembre 2014, Semifinale, Ginevra, hard
Svizzera-Italia 3-2

Federer-Bolelli 7-6(5) 6-4 6-4
Wawrinka-Fognini 6-2 6-3 6-2
Bolelli/Fognini-Chiudinelli/Wawrinka 7-5 3-6 5-7 6-3 6-2
Federer-Fognini 6-2 6-3 7-6(4)
Seppi-Lammer 6-4 1-6 6-4

 

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Quanto vale davvero la World Cup of Tennis (alias Coppa Davis)?

Un’analisi di business del nuovo formato. Al momento siamo allineati a un ATP 500 top, ma il trend è in crescita

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Dopo un weekend di intense emozioni a seguito del commovente saluto di Federer che non dimenticheremo facilmente, comincia una nuova settimana abbastanza soft, con soltanto tornei ATP 250. Ne approfittiamo allora per guardare avanti e parlare un po’ di questa nuova Davis Cup, che speriamo possa regalarci nel prossimo futuro belle soddisfazioni.

Riavvolgiamo allora il nastro;

ANNO 2018: Il board ITF votò l’OK alla nuova formula della Davis sulla base di una proposta che parlava di un total financial commitment iperbolico di 3 miliardi di euro in 25 anni, ovvero 125 milioni all’anno (col senno di poi sarebbe interessante leggere il report di Deloitte che all’epoca redasse la due diligence per ITF sulla “soundness” della proposta di Kosmos; purtroppo il documento è riservato). Tuttavia già all’epoca la quota “reale” di prize money destinata ai giocatori era ben diversa, nell’ordine dei 15 milioni di euro totali.

 

ANNO 2019: la grande discontinuità comincia nel 2019, con la prima edizione che si tiene a Madrid nella Caja Magica. Tutte le fasi finali con le migliori 16 squadre tutte assieme appassionatamente, nei round robin che hanno determinato poi il quadro a eliminazione diretta dai quarti in poi. Due cose sono rimaste di quell’edizione: un nuovo capitolo della leggenda di Nadal che si caricò lettaralmente sulle spalle la Spagna per portarla alla vittoria finale; e il delirio organizzativo con un numero folle di match compressi in una settimana, col risultato di sessioni mattutine dagli spalti vuoti e session serali che si prolungavano fino a notte fonda.

ANNO 2020: niente da segnalare, le finali di Davis non hanno luogo causa Covid, e causa deficit registrato a seguito della prima edizione del nuovo corso, con gli organizzatori che colgono la palla balzo per evitare guai ulteriori

ANNO 2021: primo aggiustamento della formula, con la distribuzione della fase a gironi presso 4 sedi staccate per ampliare la partecipazione di pubblico e snellire le finals ai match più significativi di semifinali e finali. Esperimento parzialmente riuscito in quanto l’idea delle sedi staccate appare azzeccata per avere in una di quelle sedi un home team che traina la partecipazione di pubblico (meglio se però in città affamate di tennis). Il tallone d’achille fu però una programmazione che rendeva di fatto irrealistico per i fan organizzarsi per andare a seguire alle finali la propria squadra e rendere l’atmosfera speciale, visto che fra quarti e semifinali/finali il lag temporale era di circa 10 giorni.

ANNO 2022: qua siamo arrivati al nadir della storia della Davis con l’opzione di Abu Dhabi che sembrava emergere prepotentemente come sede favorita delle Finals, sull’onda di chissà quanti petrodollari; una decisione che è stata schivata per sollevazione popolare, visto che una fetta consistente degli addetti ai lavori, in modo più o meno rumoroso, espresse la propria disapprovazione per l’ipotesi che avrebbe definitivamente ucciso ogni rimando al vecchio formato. L’altra innovazione al formato introdotta infine è stata quella di spostare i quarti nello stesso slot temporale e nella stessa sede della fase finale, grazie ad un’estensione dello slot a calendario dedicato alla manifestazione.

Nell’attesa insomma di vedere gli sviluppi del braccio di ferro Kosmos – Tennis Australia che dovrebbe portare all’unione fra ATP Cup e Davis Cup, con ogni evidenza la soluzione di maggior buon senso sotto tutti i punti di vista, con l’attuale formula Kosmos e ITF sembrano aver trovato un minimo di equilibrio. Ma è davvero così?

Andiamo allora a vedere come si colloca su queste basi la Davis rispetto ad altri tornei ATP e se i fondamentali economici e sportivi siano sballati o meno. L’analisi che faremo verterà su tre dimensioni:

  • Appeal sportivo
  • Ritorno economico per i giocatori
  • Ritorno economico per gli organizzatori

Su queste 3 dimensioni cercheremo per quanto possibile di fare una comparazione con diverse categorie di tornei ATP e a squadra, come la Laver Cup e l’ATP Cup.

APPEAL SPORTIVO: misure fisiche oggettive ovviamente non ce ne sono, ma proviamo comunque a porci la seguente domanda: quanto è attraente la Davis per un tennista? Lasciamo da parte le nostalgie della vecchia formula, per cui la Davis era sì un traguardo ambito da raggiungere, ma non in maniera seriale. Se da un lato un grande campione nei decenni in genere ha sempre cercato di mettere in bacheca una Davis oltre ai trofei del grande Slam, è anche vero che lo sforzo che veniva richiesto per l’insalatiera era tale che ci si considerava liberati dopo aver iscritto anche solo una volta il proprio nome nell’albo d’oro (come ci confermava anche Albert Costa in una chiacchierata al torneo di Barcelona). A un Roland Garros in più in bacheca invece non si dice mai di no…vero Rafa?

Ma scherzi a parte un modo per vedere se l’interesse dei giocatori è reale o meno possiamo considerare che questi hanno sempre la possibilità di “votare con i piedi”, ovvero di non rispondere alle convocazioni; pertanto andare a vedere ad esempio quale sia il ranking dei migliori 8 giocatori che partecipano alle varie competizioni è un modo per avere un’idea di quanto siano più o meno considerate

Il caso dell’ATP CUP poi evidenzia come ulteriori fattori quali la collocazione in calendario e la disponibilità di punti ATP siano un fattore non irrilevante nel considerare le scelte.

*(classifiche al 26/09/22).

Fra parentesi per ogni torneo almeno le prime 8 teste di serie, se rientranti nei primi 20 del ranking ATP all’atto del torneo.

Il caso dell’ATP CUP poi evidenzia come ulteriori fattori quali la collocazione in calendario e la disponibilità di punti ATP siano un fattore non irrilevante nel considerare le scelte. Inoltre, la formula inclusiva che ai nastri partenza un numero di nazioni ben superiore a quello di fasi finali della Davis rende più facile la presenza di tutti i migliori. Questo era un po’ il ragionamento che era stato adottato anche per l’edizione 2019 della Davis, ma che poi è stato scartato causa calendario troppo compresso. Anche in questo senso, il vantaggio di calendario dell’ATP cup è evidente.

RITORNO ECONOMICO PER I GIOCATORI: Qua le comparazioni son un po’ più complicate in quanto gli schemi sono differenti fra un torneo e l’altro e inoltre un valore assoluto come il prize money non è comparabile fra tornei a squadre e tornei individuali, in quanto gli schemi di remunerazione sono differenti e meno sbilanciati verso un singolo individuo vincitore del torneo.

Per i tornei ATP il dato è di facile lettura. Per i tornei a squadre invece la lettura è un po’ più articolata:

  • Per la Laver Cup è previsto uno schema semplificato per cui ognuno dei 6 membri di ogni team riceve 250k $ in caso di vittoria, e 125k in caso di sconfitta. A queste somme vengono aggiunte delle participation fees variabili in funzione del ranking. Non sono distribuiti punti ATP.
  • Nel caso della Davis Cup nel 2021 il prize money era distribuito fra 16 team composti da 5 membri ognuno, che a partire dai round robin si sono scontrati fino alla fase a eliminazione diretta, dai quarti di finale in poi. Non ci sono differenze di remunerazione in funzione del ranking e di singoli match vinti, conta soltanto il risultato di squadra. Non sono distribuiti punti ATP. Sono inoltre previsti altri 5 milioni da ripartire fra le federazioni
  • Lo schema di remunerazione dell’ATP CUP infine è quello più complessa di tutti, basata su participation fees che variano in funzione del ranking, vittorie individuali e vittorie di squadra. Inoltre, oltre ad una discreta sommetta, i giocatori ricevono fino ad un massimo di 750 punti ATP per il singolare e 250 per il doppio. Le participation fees sono un bel richiamo per attirare i top player, che garantiscano ai top ten un cachet di ingresso di oltre 150k, indipendentemente dalle prestazioni di team o individuali. I team partecipanti sono 24, contro i 16 della Davis.

RITORNO ECONOMICO PER GLI ORGANIZZATORI: Il ritorno economico per gli organizzatori ovviamente dipende da variabili che prescindono dal semplice “sbigliettato”. Tuttavia se un torneo “tira” a livello di pubblico sugli spalti, è ragionevole pensare che l’evento abbia un certo appeal e che questa possa essere una proxy anche dell’appeal televisivo. 

Andando anche in questo caso ad analizzare per i vari tornei l’affluenza di pubblico registrata e i prezzi dei biglietti messi in vendita per diverse tipologie di settore ci possiamo farci un’idea a livello comparativo.

** Dato stimato per il 2022: la fase a gironi di settembre nelle 4 sedi di Valencia, Bologna, Glasgow e Amburgo ha fatto registrare ottimi risultati di pubblico con oltre 110.000 presenza complessive. A metà settembre 2022 inoltre oltre il 20% dei biglietti per le Finals di Malaga risulta già venduto e pertanto, stante una capienza dell’impianto pari a 11.000 spettatori un target di 160.000 biglietti venduti appare raggiungibile

CONCLUSIONI: che la Davis sia ancora in una fase di assestamento è indubbio. Al momento sulla base della nostra analisi diremmo che sotto vari aspetti la manifestazione è un appeal che come minimo è pari a quello di un 500 top come Vienna o Barcellona. Che questo sia sufficiente a far quadrare gli “economics” (come dicono quelli bravi…i conti della serva per chi non ha vezzi da consulente) è tutto da vedere anche perché il dettaglio della proposta fatta da Kosmos ad ITF non è stato reso pubblico. Sicuramente la strada intrapresa è quella giusta, in quanto la formula delle 4 città per i round robin per avere l’effetto traino di una nazione che gioca in casa funziona. e una collocazione in calendario a fine anno che veda quarti semifinali e finali nella stessa settimana e nella stessa location è utile sia ai fan per organizzarsi che per far crescere il pathos dell’evento. Staremo a vedere come andrà a finire, noi ovviamente saremo in prima fila a tifare azzurri contro il team USA.

BONUS TRACK: Abbiamo scelto di non fare comparazioni con roma e madrid in quanto combined event, mentre Bercy ha solo il tabellone ATP. In ogni caso nelle nostre ricerche abbiamo dato un occhiata anche ad altri tornei di nostro interesse come Roma e Madrid e ci siamo accorti che il torneo capitolino non ha ancora pubblicato il programma delle partite per l’edizione 2023, a differenza della Villa spagnola: fate attenzione se state pensando di acquistare in anticipo i biglietti per Roma, visto che potrebbe essere adottato lo schema di Madrid, e magari il sabato, anziché le semifinali maschili potrebbe aver luogo la finale femminile, scelta fatta da Madrid e già resa pubblica.

A Roma invece, per quanto riguarda il torneo femminile (categoria WTA 1000), sono ancora in corso colloqui con la WTA per adeguarlo alla lunghezza e alla dimensione di quello maschile, in maniera analoga ai tornei dello stesso livello. Insomma i biglietti sono già in vendita, ma su come verranno i definiti i contenuti delle singole giornate ancora non v’è certezza. Insomma, occhio!

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Coppa Davis

Santopadre: “Matteo si rialza sempre! Andiamo a Malaga tra le favorite ma nessuna squadra è debole”

Il coach di Berrettini racconta al direttore la settimana bolognese di Coppa Davis e le prospettive per la fase finale di Malaga

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Coppa Davis

Coppa Davis in crisi? No, il pubblico negli stadi cresce rispetto agli anni scorsi

La nuova versione della Coppa Davis ha attirato molte critiche per la nuova formula, ma stando a quanto comunicato dall’ITF l’affluenza nelle quattro sedi di gara dice che al pubblico piace sempre

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Matteo Berrettini - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Matteo Berrettini - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

La rivoluzione della Coppa Davis andata in scena negli ultimi anni ha proposto una competizione sicuramente molto diversa rispetto a quella che eravamo abituati a conoscere. E ovviamente non sono mancate le critiche, sia per la formula a gironi, sia per la diminuzione dei match (da cinque a tre per ogni incontro), sia per il fatto che spesso i match finiscono a tarda ora (l’ultimo a lamentarsene è stato Andy Murray). La ITF, al fianco del partner Kosmos, ha respinto tutte le critiche – vedi anche l’intervista rilasciata al direttore Ubaldo Scanagatta dal presidente David Haggerty – e sta cercando tuttora di far evolvere in senso positivo la competizione. Ad esempio, quest’anno la fase a gironi è stata anticipata da novembre a settembre, in modo da staccarla da quella a eliminazione diretta, per rendere meno impegnativo il calendario dei giocatori coinvolti.

Da notare c’è che stando ai dati diramati oggi dalla ITF e da Kosmos, la Coppa Davis non ha perso il suo fascino da massima competizione mondiale del tennis per nazioni, e nemmeno il pubblico all’interno dei palazzetti di gara (nella scorsa settimana si è giocato a Casalecchio di Reno, Glasgow, Valencia e Amburgo). Infatti, viene comunicato che un totale di 113.268 persone hanno acquistato un biglietto per la fase appena chiusa, con 26.445 persone presenti nella sola domenica di gare. Un dato che grossomodo equivale a quello fatto registrare nel 2021, per la fase finale che si è giocata tra Torino e Madrid. Insomma, considerando che si deve giocare la fase più calda della competizione (a Malaga dal 21 al 27 novembre), l’affluenza di quest’anno finirà per essere maggiore rispetto a quella della passata edizione.

“I numeri di oggi sono molto simili a quelli visti nelle intere edizioni del 2019 e del 2021 – ha affermato Enric Rojas, il Ceo di Kosmos -. Ci aspettiamo tra le 50mila e le 60mila persone a Malaga. Il miglioramento in termini di affluenza, percentuale di riempimento degli stadi e fan engagement sarà, a nostro giudizio, enorme”. Per ora a Malaga sono stati venduti 20mila biglietti circa e verosimilmente, ora che si sanno le squadre protagoniste, tra cui c’è anche l’Italia, inizia il periodo più caldo per le vendite dei biglietti.

 

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