Caso Sharapova, Pennetta: "Non assocerò mai il nome di Maria al doping". Nadal: "Se ha sbagliato, paghi"

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Caso Sharapova, Pennetta: “Non assocerò mai il nome di Maria al doping”. Nadal: “Se ha sbagliato, paghi”

Dopo lo scandalo doping che ha colpito Maria Sharapova, in questi giorni, sono arrivati i commenti di molti colleghi. Da Novak Djokovic a Rafael Nadal passando per le colleghe Flavia Pennetta, Serena Williams e Caroline Wozniacki

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Dopo l’iniziale silenzio, alla spicciolata, stanno arrivando le dichiarazioni di molti tennisti sul caso Maria Sharapova. D’altronde starsene in silenzio nella società di oggi era senza dubbio impossibile. Le prime parole che riportiamo sono quelle di Flavia Pennetta: “Come sempre Maria ha dimostrato coraggio. Non assocerò mai il suo nome al doping, l’ho incontrata tante volte e non ho mai minimamente pensato che stessi giocando contro una tennista dopata”.

Queste invece le parole di Novak Djokovic, indiscusso numero uno del mondo: “Ovviamente, le auguro tutto il meglio. La conosco da molto tempo e sento quello che sta passando. Spero solo che ne esca forte, questo è tutto quello che posso dire”. 

Dopo il sintetico Nole è doveroso riportare i pensieri delle colleghe della russa. Da Indian Wells giungono le parole di Radwanska e Kvitova. La polacca ha definito, quello dell’annuncio, “Un giorno triste per il tennis”. Continuando poi dicendo: “Nessuno si aspettava questo. Siamo tutti in attesa di vedere che cosa hanno intenzione di fare al riguardo”. Molto solidale la Kvitova che definisce “Errore enorme quello della Sharapova”

 

Diverso il commento della storica rivale Serena Williams, soffermatasi sul lato umano della vicenda: “Credo che la maggior parte delle persone siano state felici che lei abbia mostrato un sacco di coraggio ad ammettere quello che aveva fatto e che aveva trascurato di controllare nella lista di fine anno. È stata un’assunzione di responsabilità, nella quale si è definita pronta a tutto quello che verrà. Ora dobbiamo solo sperare il meglio per tutti in questa situazione”. Generiche invece le parole della Wozniacki  che si è soffermata sull’attenzione che i tennisti devono avere ai medicinali: “Dobbiamo controllare due, tre, quattro volte. Perché può capitare che delle gocce per la tosse o uno spray nasale siano sulla lista”.

Sempre da New York sono arrivati anche i pensieri di Justin Henine e di Marat Safin, connazionale della Sharapova. La campionessa belga è rimasta molto vaga definendosi “In grado di non poter giudicare”, mentre il campione russo ha escluso che Sharapova prendesse intenzionalmente il meldonium, aggiungendo però: “Voglio credere che sia così”.

Rafael Nadal invece ha parlato di “una terribile notizia per il nostro sport, che deve cercare di restare pulito”. Il maiorchino però a differenza di alcuni colleghi non è andato per il sottile. “Mi dispiace per lei e voglio credere che si sia trattato di un errore da parte sua, ma è stata negligente e dovrà pagarne le conseguenze”.

 

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ATP Sofia e Tel Aviv: sfumano i main draw per Andreas Seppi e Luca Nardi

Per Seppi l’ultimo tabellone principale fu a s’Hertogenbosch. Nardi manca l’occasione di giocare la quarta partita ufficiale ATP

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Si è concluso il cammino verso i tabelloni principali del Garanti Koza Sofia Open e del Watergen Open per Andreas Seppi e Luca Nardi.

Per Seppi, sconfitto in tre set dal francese Geoffrey Blancaneaux sfuma la possibilità di entrare per la sesta volta in stagione in un main draw ATP; l’ultima è stata a s’Hertogenbosch. Peccato perché l’altoatesino era partito forte vincendo il primo set in cui ha comandato gli scambi e servito con grande costanza. Il secondo set parte male con break immediato sull’ 1-0 per Blancaneaux che mette subito Seppi nella posizione di dover rincorrere. Il terzo set è deciso, come il precedente, da un unico break nel quinto gioco, dopo che l’italiano ha sprecata l’occasione di mettersi avanti nel punteggio nel game precedente. Dopo due ore e mezza di gioco Seppi cede 2-6 6-3 6-4.

Giornata amara anche per il diciannovenne Luca Nardi che all’ATP 250 di Tel Aviv esce per mano dell’israeliano Edan Leshem, 64 76(4), in poco più di un’ora e tre quarti di partita. Leshamn, già giustiziere di Lorenzo Giustino al primo turno di qualificazioni, toglie così la possibilità a Nardi di disputare la quarta partita della sua giovane carriera a livello ATP. Nel primo set il break arriva nel game più lungo della partita, il nono, dove Nardi è bravo a tornare sotto nel punteggio dopo essere stato in svantaggio 0-40. Il secondo è la cartina tornasole dell’attuale livello di Nardi: dopo il break inziale l’azzurro si ritrova sopra 5-2 nel punteggio ma la poca esperienza maturata ha permesso all’avversario di tornare in partita. Leshman recupera il break di svantaggio e porta Nardi al tie-break dove chiude i giochi per 7 punti a 4 aggiudicandosi così il main draw del Watergen Open.

 

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Federer e la Laver Cup, legame fortissimo: “Auguro ai miei avversari un ritiro dal tennis come il mio”

Prima di lasciare Londra, il fuoriclasse svizzero ha ribadito il suo apprezzamento per l’evento e il format, specificando: “Non sarò capitano di Team Europe, al momento non è nei piani. Non sono nemmeno interessato a rivestire ruoli politici. Ci sarò sempre, pur senza incarichi, se potrò dare una mano al tennis”.

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Roger Federer e Rafa Nadal - Laver Cup 2022 (foto via Twitter @LaverCup)

Il legame tra Roger Federer e la Laver Cup è destinato a rimanere indissolubile, dopo che la quinta edizione di Europa-Resto del Mondo ha fatto da cornice all’ultimo atto della sua carriera. Innegabilmente, anche per il torneo – che già di per sé ha dimostrato di funzionare – essere stato “scelto” per un appuntamento da libri di storia dello sport ha rappresentato uno slancio promozionale significativo. Al punto da spingere gli addetti ai lavori a ragionare anche su quello che può essere un binomio d’immagine inscindibile, tra la Laver Cup e il marchio Federer, pur con un fisiologico cambio di prospettiva.

AMBASCIATORE – “Mi dispiace non aver ottenuto la vittoria,- ha raccontato prima di lasciare la capitale britannica -, l’ho detto anche negli spogliatoi a Andy (Murray), perdere non mai è divertente. Però questo fine settimana è stato per me comunque straordinario. Non vedo l’ora di essere a Vancouver per la prossima edizione, ovviamente in una veste diversa“. Pensiero che ha fatto venire in mente, a più di qualcuno, l’ipotesi di una suggestiva successione in panchina. “No, il mio ruolo non sarà quella di capitano – ha voluto subito smentire -, visto che Borg sta facendo un ottimo lavoro, la sua sostituzione non è nei piani attuali, un giorno chissà. Anche il format è solido e non subirà sostanziali modifiche, in cinque anni siamo stati in città fantastiche, anche Londra con la O2 Arena non ha tradito le attese. Magari più avanti estenderemo l’orizzonte anche oltre il Nord America. Come ho detto, intendo rimanere nel mondo del tennis e dare una mano, ma in questa fase senza un incarico ufficiale“.

L’AUGURIO – L’aspetto emotivo, allo scorrere dei titoli di coda, ha comunque avuto il predominio mediatico su quello del campo. Al netto delle considerazioni sulla prima vittoria di Team World, Federer ha tenuto a sottolineare come la Laver Cup sia intesa dai protagonisti come tutt’altro che un’esibizione: “C’è un bel clima, ma rimane sport e l’atmosfera agonistica in campo deve essere feroce, dura, così la manterremo sempre. Poi ci sono altri aspetti: durante la settimana mi è piaciuto molto cenare con Novak ed Andy, li ho conosciuti meglio, sono felice di aver trascorso del tempo con loro, vedere come lavorano gli altri campioni. Momenti che non tolgono nulla all’intensità di una rivalità sportiva. Venerdì essere circondato da quelli che sono stati i miei più grandi avversari è stata un’emozione unica. Auguro a loro di vivere le stesse sensazioni uniche e speciali nel giorno in cui decideranno di lasciare il tennis giocato. Per me è stato davvero bellissimo.

 

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John McEnroe soddisfatto: “Nessuno batte il Team World cinque volte di seguito”

“I miei ragazzi andranno forte, anche oltre la Laver Cup, l’evento più bello di tutti”, così il capitano del Team World dopo aver vinto la competizione per la prima volta

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Team World festeggia la vittoria della Laver CUp 2022 (Twitter @LaverCup)

Con la soddisfazione per il trofeo per la prima volta conquistato dal Team World, John McEnroe ha colto l’occasione per un omaggio al suo vecchio amico scomparso Vitas Gerulaitis: “Nessuno batte il Team World cinque volte di seguito – ha sorriso -, e voglio così ricordare una delle più grandi citazioni dello sport, quando Vitas disse ‘Nessuno batte Gerulaitis 17 volte di seguito’. Questo risultato è fantastico per noi, e ottima per l’evento. Ringrazio Rod Laver e Roger Federer per l’amore dimostrato; la verità è che si tratta di un evento spettacolare, ma si spera che possa diventare ancora più grande in futuro”.

Il capitano della squadra ‘Resto del Mondo’ ha espresso parole di elogio anche per i membri del suo team: “In questo formato del torneo, che ha dimostrato ancora una volta di funzionare, le cose possono cambiare rapidamente: Sock è stato fantastico per il gruppo, ringrazio anche Auger-Aliassime, abbiamo avuto un grande spirito di squadra lottando dall’inizio alla fine. Questi ragazzi andranno forte nell’immediato futuro, non solo in Laver Cup. Abbiamo avuto un grande spirito di squadra, abbiamo lottato fin dall’inizio, le circostanze sono totalmente diverse da quelle di cinque anni fa. Aggiungo anche che i doppi sono molti importanti per questo evento, al netto del dibattito che c’è su questa specialità: questo, per me, è l’evento più bello di tutti, e parlo dopo aver giocato per 15 edizioni la Coppa Davis“.

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