WTA Miami: Serena Williams costretta al terzo, bene tutte le big. Fuori Stephens

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WTA Miami: Serena Williams costretta al terzo, bene tutte le big. Fuori Stephens

Serena Williams resta in campo per due ore, si vede annullare un matchpoint nel secondo set, prima di chiudere con una prova di grande esperienza contro Christina McHale. Sconcertante prestazione di Sloane Stephens che dal 3-1 perde 11 game di fila contro Heather Watson. Comodi esordi per Petra Kvitova e Ana Ivanovic che in due set eliminano rispettivamente Irina Falconi e Teliana Pereira. Simona Halep supera la giovane Kasatkina

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[5] S. Halep b. D. Kasatkina 6-3 7-5 (Gabriele Ferrara)

Si preannunciava una partita molto interessante quella che vedeva di fronte Simona Halep – che, dopo le difficoltà di inizio stagione, ad Indian Wells è apparsa in ripresa – e Daria Kasatkina, numero 36 del mondo ed astro nascente del tennis femminile. Non ci sono precedenti tra le due giocatrici.

Il match inizia con entrambe le tenniste che fanno molta fatica a tenere il servizio e che perdono la battuta per due volte nei primi sei giochi dell’incontro. La numero 5 del mondo, però, trova un altro break sul 3-3, riuscendo stavolta a confermarlo nell’ottavo game grazie a due ottime accelerazioni di dritto. La ragazza di Togliattigrad non regge il ritmo imposto dalla Halep – che spesso trova rovesci lungolinea eccezionali -, che chiude il primo set con lo score di 6-3. Nel secondo parziale la tennista di Constanta continua a difendersi egregiamente e a trovare notevoli soluzioni con il rovescio lungolinea – chiudendo poi spesso con un dritto dall’altra parte del campo -, riuscendo a centrare il break nel quarto gioco e a portarsi poi sul 4-1. La diciottenne russa appare troppo passiva e non riesce a prevalere né nei palleggi sulla diagonale sinistra, né in quelli giocati sul lato del dritto, accorciando o sbagliando molti colpi sia in contenimento che in fase di manovra. Ciò nonostante, sul 5-3 in suo favore, la Halep perde la battuta dopo due gravi errori di dritto. La numero 5 del mondo adesso spinge meno da fondocampo e subisce maggiormente il gioco di Kasatkina, che riesce a portarsi sul 5-5. Tuttavia, una volta ristabilita la parità, Halep innalza nuovamente il livello e l’intensità del suo gioco, aggiudicandosi i due game successivi ed archiviando così la partita con il punteggio di 6-3 7-5 in un’ora e ventiquattro minuti di partita. Buona prestazione da parte della Halep, che però nel prosieguo del torneo dovrà migliorare sotto il profilo della continuità di rendimento. Delude,invece, la giovane russa, che deve ancora progredire in termini di aggressività, personalità ed incisività al servizio.

[1] S. Williams b. C. McHale 6-3 5-7 6-2 (Bruno Apicella)

 

Serena Williams soffre, subisce nel secondo set la rimonta dell’avversaria che le annulla anche un match point, resta in campo per più di due ore ma riesce a portare a casa un match lottato che le consente di accedere al terzo turno del Premier Mandatory di Miami. La numero uno al mondo è riuscita a vincere d’esperienza la partita d’esordio contro la connazionale numero 56 del ranking Christina McHale, che la settimana scorsa aveva sconfitto la numero 4 Garbine Muguruza. Nel corso del  match la minore delle sorelle Williams ha subito diversi passaggi a vuoto e ha commesso molti errori di dritto. Dopo la vittoria dell’anno scorso, la numero uno al mondo cerca la quarta vittoria consecutiva e il suo nono titolo a Miami.
Serena inizia il primo set al servizio e sembra in controllo del match, nonostante qualche errore di troppo a cui riesce a rimediare grazie alla potenza dei suoi colpi. Williams sale 3-0 ,con McHale che prova ad allungare i ritmi dello scambio. Serena, nonostante alcuni game siano molto lottati, si porta sul 5-2 e riesce a chiudere il primo set sul 6-3 in suo favore. Nel secondo, Serena parte subito con un break che sembra indirizzare il match ai titoli di coda, anche se McHale dà una grande prova di personalità nei suoi turni di battuta riuscendo a servire bene e a trovare diversi vincenti di dritto. Proprio quando il match sembra avviato alla conclusione con un match point a favore della Williams, McHale alza il livello del suo gioco. Annulla il match point, si guadagna una palla break grazie ad un vincente di rovescio lungolinea e conquista il break su un dritto affossato in rete da Serena. La numero 1 del ranking nel game successivo prova a riportarsi avanti nel punteggio: spinge tutti i colpi, ma McHale respinge ogni tentativo e chiude il game del 6-5 con un dritto a sventaglio. Serena serve per portare il match al tie – break ma  commette troppi errori, soprattutto negli scambi più lunghi, mentre McHale chiude subito i punti che le regalano tre set point: il terzo è quello buono. Nel terzo set, Serena continua a spingere e, già dal primo game,  si guadagna tre palle break che, però, non sfrutta. McHalle alla seconda palla game si porta sull’1-0. È Serena poi a conquistare il primo break del set e a portarsi avanti sul 2-1. La numero uno al mondo ritrova il servizio, mette a segno qualche ace e inizia anche a sbagliare di meno con il dritto. Sul 4-2 e servizio McHale, grazie ad una risposta di rovescio vincente, si guadagna la palla per il doppio break che le permettono di servire per il set. Anche l’ultimo game del match è lottato con Serena che si trova costretta ad annullare due palle break prima di chiudere il match con il dodicesimo ace.

H. Watson b. [22] S. Stephens  6-3 6-0 (Bruno Morobianco) 

Heather Watson batte agevolmente in poco più di un’ora di gioco, la più quotata avversaria, numero 22 del ranking WTA, Sloane Stephens, aggiudicandosi la quinta vittoria su sette incontri diretti.
Partita dal doppio volto, con una successione di punti di gioco agli antipodi e che lascia basiti per l’incredibile andamento della gara. Nel primo set, al terzo gioco la statunitense Stephens, interrompe l’ordine di servizio e ottiene il primo break della gara e si porta avanti di due giochi sul 3-1. È l’inizio della fine per l’americana, sorpresa positiva della prima parte della stagione con ben due tornei vinti ad Auckland e Acapulco in un momento in cui sembra iniziare a scricchiolare il regno di Serena Williams.
Proprio sul 3-1 è iniziata un’altra partita per entrambe le giocatrici, con la Watson salire in cattedra, confermare il buono stato di forma in questo inizio di torneo, colmare lo svantaggio iniziale e addirittura vincere il primo set 6-3, con cinque game consecutivi. La Stephens ha subito l’inerzia della britannica cadendo in un black-out difficile da interpretare, per venire successivamente travolta anche nel secondo set con un secco 6-0  che non lascia spazio ad alcun alibi. Una serie di errori gratuiti interminabili in uno stato confusionale dell’americana che hanno confermato il suo non eccellente stato di forma e per la seconda volta consecutiva la Stephens esce al primo turno come ad Indian Wells, questa volta in maniera troppo negativa per la dinamica della gara disputata ben al di sotto delle proprie potenzialità e del suo ranking.
La Watson incontrerà ai sedicesimi di Miami, una non testa di serie come lei, la belga Yanina Wickmayer che a sorpresa ha eliminato Lucie Safarova.

[23] C. Wozniacki b. V. King  7-5 6-2  (Diego Serra)

Pronostico segnato nel match tra Caroline Wozniacki e Vania King, numero 183 della WTA, del resto se nei tre precedenti incontri, tutti sul cemento tra America e Australia, aveva vinto sempre Caroline, lasciando un solo set alla King, qualcosa vorrà pur dire.  Avversario di altro spessore per la danese al prossimo turno, contro la Svitolina. Primo set e le due tenniste si scambiano il servizio nel settimo e ottavo game, poi è brava Vania King a ribattere due palle break danesi nel nono game col servizio, ma Vania cede di nuovo un break nel dodicesimo game, cadendo al primo set point. Ha corso tanto Vania, perdendo però il set ai punti decisivi.  Secondo set e ci sono due break Wozniacki nel secondo e quarto game, con Vania King decisamente in difficoltà alla battuta, visto che tiene il servizio una sola volta nel set, nel sesto game. E visto che lo spettacolo in questo secondo set latita, ci pensa Caroline Wozniacki, giocando, con la battuta a disposizione, due match point nel settimo game, sbagliandoli tutti e due e facendosi brekkare dalla statunitense successivamente. Un fulmine a ciel sereno, perché King non riesce a riaprire il match, perdendo di nuovo la battuta nel game seguente, stavolta capitolando al secondo match point, decisivo per la partita.

[3] A. Radwanska b. A. Cornet 6-0 6-1  (Chiara Nardi)

Si affrontano per l’ottava volta in carriera Agnieszka Radwanska e Alizè Cornet, vincitrici rispettivamente a Shenzen e a Hobart. La polacca conduce per 6 a 1. Il primo set si apre subito con un break in favore della numero 2 del mondo, aiutata da due errori gravi commessi dalla Cornet. La Radwanska tiene il servizio dopo aver annullato una palla del contro break. La tennista francese cede ancora il servizio commettendo un doppio fallo sulla terza palla break del game. Nel quinto gioco la Cornet non sfrutta le tante occasioni per sbloccarsi e la Radwanska le strappa ancora il servizio. La tennista polacca non si distrae e con un vincente di dritto conquista il primo set per 6-0 senza grandi difficoltà. Nel secondo parziale il primo break per Agnieszka arriva nel terzo game grazie a un errore di dritto in uscita dal servizio della Cornet. Al cambio campo la tennista francese richiede l’intervento della fisioterapista per problemi alla schiena. Sul 3-1 la Cornet concede un’altra palla break, ma la annulla giocando una buona smorzata, colpo che in tutto il match le ha dato poche soddisfazioni. Ma il doppio break arriva due punti più tardi con un rovescio di Alizè che finisce sulla rete. L’incontro si conclude sul servizio della francese che commette un doppio fallo sul terzo match point, consentendo alla Radwanska di chiudere il set per 6-1. La Cornet era al rientro da un infortunio ed è apparsa in una condizione non sufficiente per poter scalfire la solidità della Radwanska, commettendo tantissimi errori e mostrando incapacità di chiudere molti punti a rete. Al prossimo turno la Radwanska affronterà la statunitense Madison Brengle.

[8] P. Kvitova b. I. Falconi 6-1 6-4 (Emmanuel Marian)

Esordio morbido nel torneo per Petra Kvitova, accreditata dell’ottava testa di serie. La ceca affronta Irina Falconi, numero 83 del ranking WTA, che al primo turno ha eliminato Francesca Schiavone.
Il primo set resta in equilibrio per due game, che equivalgono al tempo necessario alla Kvitova a registrare la potenza dell’archibugio. In verità Falconi deve affrontare una palla break già durante il secondo gioco dell’incontro, ma la ceca, ancora piuttosto scentrata, commette tre errori in lunghezza con il rovescio e le permette di restare agganciata. Dura poco, però, perché quando la mancina di Bilovec inizia a tenere le accelerazioni in campo con più costanza il muro di Irina si sgretola piuttosto facilmente. I primi pezzi di intonaco vengono giù nel quarto game: Kvitova si procura altre due palle break con due accelerazioni di dritto, che prontamente vanifica tirando out due risposte comode, ma alla terza occasione è l’americana a regalarle il 3-1 commettendo un esiziale doppio fallo. La ceca prende nettamente il comando delle operazioni e Falconi cerca conforto nei consigli del coach, ma l’intervento di Anibal Aranda non riesce a impedire un parziale di 12 punti a 1 a sfavore della sua assistita: 6-1 Kvitova in 29 minuti.

Il secondo set sembra ricalcare la trama del primo, con la Kvitova che scappa avanti di un break al terzo gioco per gentile concessione di una Falconi intenta a sbagliare il possibile e l’impossibile, ma quando le due sembrano pronte per la doccia la numero sette del mondo decide di riammettere l’avversaria nel match commettendo due doppi falli e facendosi riagguantare sul quattro pari. Kvitova non è però in vena di ulteriori regali e toglie il servizio alla nativa di Portoviejo nel lunghissimo nono gioco alla quinta palla break, chiudendo l’incontro al termine del successivo turno di servizio.
La ceca è stata al solito molto altalenante, ma la cilindrata di cui è in possesso è bastata e avanzata contro l’avversaria di oggi. Al terzo turno dovrà affrontare una verifica molto più dura contro Ekaterina Makarova.

[16] A. Ivanovic b. T. Pereira 6-3 6-0 (Simone Brugnoli)

Sul campo 2 apre il programma la sfida di secondo turno tra la testa di serie numero 16 Ana Ivanovic, che ha beneficiato di un bye al primo turno, e la brasiliana Teliana Pereira, in quello che è un incontro inedito tra le due giocatrici.
La serba, da subito intenzionata a spendere meno energie possibili, esce alla grande dai blocchi strappando immediatamente la battuta all’avversaria grazie a due risposte vincenti e stordendo la Pereira a suon di vincenti. Dopo essersi fatta riprendere sul 2-2 la numero 17 del mondo torna a macinare gioco e, nonostante evidenti problemi sul lancio di palla al servizio (3 i doppi falli nella frazione di apertura), piazza ulteriori due break che le consentono di chiudere la prima partita per 6-3 in 35 minuti.
Il secondo parziale comincia in fotocopia rispetto al primo con la Ivanovic subito molto aggressiva che vola rapidamente sul 3-0 in suo favore. La partita sostanzialmente termina qui, troppo demoralizzata e remissiva la numero 50 del ranking WTA, che cedendo altre due volte il servizio all’avversaria firma la propria resa con un perentorio 6-0 in poco più di 1 ora complessiva di gioco. Troppo marcata la differenza tra le due giocatrici e la serba, pur senza strafare, è riuscita a portare a casa la vittoria senza dover faticare troppo. Al prossimo turno l’impegno sarà certamente più difficile, contro la testa di serie numero 19 Timea Bacsinszky.

Risultati:

[WC] H. Watson b. [20] S. Stephens 6-3 6-0
[1] S. Williams b. C. McHale 6-3 5-7 6-2
[5] S. Halep b. D. Kasatkina 6-3 7-5
[8] P. Kvitova b. I. Falconi 6-1 6-4
[3] A. Radwanska b. A. Cornet 6-0 6-1
[23] C. Wozniacki b. V. King 7-5 6-2
[16] A. Ivanovic b. T. Pereira 6-3 6-0
[12] E. Svitolina b. S. Zhang 6-3 6-0
J. Goerges b. [26] S. Stosur 3-6 6-1 6-4
[15] S. Kuznetsova b. C. Witthoeft 6-3 4-6 6-4
[30] E. Makarova b. L. Tsurenko 3-6 6-4 6-3
C. Garciab. [21] A. Petkovic 7-6(5) 3-6 7-6(2)
[19] T. Bacsinszky b. M. Gasparyan 6-3 6-1
M. Brengle b. [28] A.K. Schmiedlova 7-5 6-4
Y. Wickmayer b. [11] L. Safarova 6-2 6-3
Z. Diyas b. [31] D. Gavrilova 7-5 6-3

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WTA Finals: trionfo di Garbine Muguruza davanti al “suo” pubblico

Garbine Muguruza supera in finale Anett Kontaveit e chiude l’anno con il prestigioso trofeo delle Finals. Titolo di doppio a Krejcikova/Siniakova

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Garbine Muguruza - WTA Finals Guadalajara 2021 (foto WTA Finals)

G. Muguruza b. A. Kontaveit 6-3 7-5

Con una progressione di condizione e adattamento ai 1600 metri sul livello del mare di Guadalajara, Garbine Muguruza è riuscita a conquistare il titolo delle Akron WTA Finals 2021, prima giocatrice spagnola ad aggiudicarsi questo prestigioso torneo nella storia della manifestazione.

Credo abbia un’importanza simile ai tornei dello Slam, perché anche se manca la tradizione che rende gli Slam speciali, qui ogni due giorni si gioca una finale di un torneo importante contro una giocatrice fortissima”. Questo aveva detto Muguruza durante la conferenza stampa dopo la semifinale vinta con Paula Badosa. E la sua reazione al momento della vittoria, con le mani portate al volto, lo sdraiarsi a terra e la celebrazione in gruppo del suo team guidato dall’allenatrice Conchita Martinez conferma quanto ci tenessero tutti a questa vittoria, soprattutto perché arrivata durante la prima edizione delle Finals disputata in America Latina.

 

L’inizio di partita è stato titubante per le due giocatrici, ma certamente lo è stato di più per Kontaveit, all’esordio in partite di questa importanza, che ha commesso decisamente molti più errori del solito: 22 grautiti per lei alla fine del primo parziale, contro solamente sei colpi vincenti.

Dopo essersi fatta recuperare immediatamente il break di vantaggio preso al terzo gioco, Muguruza è riuscita a infilare una serie di cinque giochi consecutivi che ha chiuso il primo set per 6-3 in 43 minuti. Nel secondo parziale, a causa di un calo di Muguruza soprattutto al servizio (dal 75 al 55 per cento di prime palle) e di alcuni errori grossolani a rete in alcune occasioni delicate, è stata Kontaveit ad andare in vantaggio di un break sul 4-3 per poi arrivare a servire per il match sul 5-4. Lì, come aveva tremato Muguruza qualche game prima regalando il turno di battuta con quattro errori gratuiti, anche Kontaveit ha dimostrato di non avere i nervi d’acciaio ed ha restituito il favore per il 5-5. Sul rush finale del set è stato evidente che era Muguruza quella ad avere più benzina nel serbatoio e il parziale finale di 12-4 ha siglato la fine del match e la vittoria delle WTA Finals per Muguruza.

Mi sento davvero felice, e anche un po’ sollevata – ha raccontato la spagnola in conferenza stampa – perché all’inizio del torneo ho fatto fatica a trovare un buon gioco, ma poi sono riuscita progressivamente ad adattarmi. Questa vittoria significa ancora di più perché è stata ottenuta qui in America Latina, e specialmente in Messico, dove il pubblico mi ha sempre sostenuta fin dalla prima volta che sono venuta a giocare qui, quando ero una giocatrice sconosciuta”.

Credo davvero che questa sia stata la mia migliore stagione in carriera, anche se non ho vinto tornei dello slam. È stata una stagione in cui sono riuscita a trovare continuità nel gioco, anche se con alti e bassi nel risultato. Le ultime stagioni sono state altalenanti, ma mai per colpa del mio tennis: qualche volta magari non riesco a mettere tutti i pezzi insieme, ma il mio tennis è sempre lì. Ora sono riuscita a trovare un equilibrio verso cui ho lavorato tanto con il mio team: questa vittoria ci dimostra che il lavoro paga e che stiamo seguendo la strada giusta.

I tornei dello Slam sono più grandi, più famosi, c’è la tradizione. Ma qui alle Finals si sa che ci sono soltanto le migliori, e se si vince questo torneo si può davvero dire di essere la migliore dell’anno”.

Con questo successo Muguruza sale alla terza posizione della classifica mondiale, mentre la finalista Kontaveit, reduce da un finale di stagione straordinario ma sconfitta due volte su due negli ultimi tre giorni da Muguruza, conclude questa sua magnifica annata al n. 7.

Nel torneo di doppio, vittoria della testa di serie n. 1 Barbora Krejcikova/Katerina Siniakova che hanno sconfitto in finale Su Wei Hsieh/Elise Mertens per 6-3, 6-4.

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WTA Finals: Muguruza di forza, Kontaveit di grinta. Saranno loro a contendersi il titolo di “maestra”

Garbine Muguruza vince il derby spagnolo con Paula Badosa e in finale ritrova Anett Kontaveit, vincitrice di Maria Sakkari

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Garbine Muguruza - WTA Finals Guadalajara 2021 (foto WTA Finals)

G. Muguruza b. P. Badosa 6-3 6-3

C’è stata sicuramente la tensione di un match importante tra due atleti dello stesso Paese, soprattutto due Top 10 che non si erano mai incontrate prima, ma non c’è stato l’equilibrio della grande sfida. Nella prima semifinale delle Akron WTA Finals di Guadalajara Garbine Muguruza ha battuto senza appello Paula Badosa, che si era classificata prima nel suo girone Chichen Itza, ma che forse nella inutile partita di lunedì persa contro Iga Swiatek ha perso il ritmo gara ed ha finito per entrare in campo senza il giusto spirito.

Non so per quale motivo oggi il mio tennis non era in campo – ha detto Badosa dopo la sconfitta – se lo sapessi forse avrei potuto fare qualcosa mentre ero in campo. Non mi sono sentita me stessa durante il match, fin dall’inizio, ma non voglio togliere meriti a [Garbine] che ha fatto quello che doveva fare, cogliendo le occasioni che ha avuto e vincendo con pieno merito la parita”.

 

Muguruza ha strappato il servizio all’avversaria al terzo game e sulla sua battuta è stata granitica, concedendo le briciole nei suoi turni di servizio. Badosa dopo il break, è invece sempre stata in affanno, dovendo rimontare due volte da 0-30 e perdendo la battuta una seconda volta alla fine del set. Muguruza ha mantenuto quasi costantemente in mano il pallino del gioco, aprendo il campo alla prima occasione senza aver paura di esporsi ai colpi di Badosa. Molto profonda negli scambi da fondo, Muguruza ha usato molto bene i lungolinea per spostare l’avversaria e crearsi delle aperture per chiudere sia a rete sia a fondo.

Il match ha preso definitivamente la strada di Muguruza nei primi game del secondo set: sullo 0-1 Badosa ha servito un game da 16 punti nel quale ha finito per cedere la battuta alla quarta palla break; subito dopo si è giocato l’unico gioco combattuto del match sul servizio Muguruza, nel quale Badosa non è riuscita a concretizzare ben tre occasioni del controbreak.

Una volta capitalizzato il vantaggio sul 3-0 Muguruza ha inserito il pilota automatico fino alla fine, e il punteggio avrebbe potuto anche essere più severo dato che Badosa ha continuato a faticare nei propri turni di servizio senza avere mai la chance di poter fare qualcosa alla risposta.

In totale Muguruza ha sfruttato solamente tre delle 11 palle break avute, ed ha avuto occasioni per strappare il servizio a Badosa in altre due occasioni rendendo il punteggio molto più pesante di quello che in realtà è stato.

“Sono molto contenta di come ho giocato oggi – ha confermato Garbine alla stampa – sicuramente è stata la mia miglior partita in questo torneo. Era un match difficile, due spagnole una contro l’altra, in un’occasione così importante, in un match inedito che comporta sempre qualche aggiustamento. La partita si è giocata molto di più a livello mentale che non tecnico, e sono stata concentrata e decisa dal primo minuto di gioco. Sono felice di essere riuscita a migliorare progressivamente il mio modo di giocare in queste condizioni di altura, soprattutto al servizio, ma anche negli altri reparti del mio gioco”.

A. Kontaveit b. M. Sakkari 6-1 3-6 6-3

Per decidere l’avversaria di Garbine Muguruza in finale si sono affrontate nella sessione serale la vincitrice del girone Teotihuacan Anett Kontaveit e la vincitrice del “quarto di finale virtuale” del girone Chichen Itza Maria Sakkari. Due giocatrici che si conoscono molto bene (11 precedenti incontri diretti, 6-5 in favore di Kontaveit il bilancio) e si rispettano.

Si pensava che il fattore atletico potesse giocare un ruolo in favore di Kontaveit, che aveva avuto un giorno di riposo in più tra il girone e la semifinale, e invece è stata proprio la estone a dare l’impressione di essere più stanca verso la fine delle 2 ore e 2 minuti di match, ma è riuscita a supplire con la “garra” alla minore prestanza atletica, approfittando di una Sakkari che ancora una volta ha tentennato nei momenti più importanti del match.

Il primo set è volato nelle mani di Kontaveit in soli 27 minuti: troppi errori per Sakkari (13, contro solamente 2 vincenti), decisamente tesa per l’occasione e incapace di lasciare andare i suoi colpi usuali colpi vincenti da fondocampo. La greca tuttavia non si è persa d’animo e ha iniziato a combattere colpo su colpo, prima aggrappandosi ai propri turni di servizio e poi, dopo aver tenuto un difficile game da 16 punti sul 3-3 ha piazzato la zampata vincente aggiudicandosi il secondo parziale per 6-3 e trascinando la partita al terzo con un’avversaria che pareva decisamente in difficoltà con le gambe.

Il grande equilibrio dell’inizio del terzo set sembrava essersi interrotto quando Sakkari ha dato un colpo di acceleratore prendendosi il campo e il break di vantaggio per il 3-2. Ma dopo aver restituito immediatamente il favore (cedendo la battuta a zero, peraltro), ha commesso l’errore fatale quando, sul 3-4, si è fatta rimontare un game di servizio da 40-0, invischiandosi in una battaglia di 18 punti chiusa con un doppio fallo e un errore gratuito e consegnando quindi la vittoria a Kontaveit.

Davvero troppi i 31 errori gratuiti di Sakkari contro solamente 17 vincenti (32-34 il bilancio per Kontaveit), che non è riuscita a nascondere la delusione davanti ai microfoni dopo la fine della partita: “Ero molto vicina a cogliere questa grande occasione e l’ho buttata via, un’altra occasione sprecata. Questo è uno degli aspetti su cui voglio lavorare per la prossima stagione, soprattutto dal punto di vista mentale”.

“Partita molto dura – ha dichiarato invece Kontaveit – Maria ha migliorato molto il suo gioco dopo il primo set, soprattuttu al servizio Quando sono andata in svantaggio di un break nel terzo set mi sono detta che mi sarei divertita il più posibile per cui sono riuscita a decontrarmi e a giocare in maniera più rilassata.”

I precedenti ufficiali tra Muguruza e Kontaveit parlano di 3 vittorie a 2 in favore di Muguruza, l’ultima delle quali arrivata proprio due giorni fa in questo stesso torneo. Tuttavia tre di questi cinque incontri sono datati 2016 e 2017, quindi il loro risultato probabilmente non è troppo rilevante.

La finale si giocherà mercoledì sera alle 19.30 locali, le 2.30 in Italia.

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WTA Finals: Sabalenka smarrisce il servizio, in semifinale va Sakkari

Tra equilibrio e tanti errori Maria Sakkari supera Aryna Sabalenka e raggiunge Kontaveit in semifinale

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Maria Sakkari - WTA Finals Guadalajara 2021 (foto WTA Finals)

M. Sakkari b. A. Sabalenka 7-6(1) 6-7(7) 6-3

È indubbio che il tennis è uno sport creato per l’eliminazione diretta, dove chi vince va avanti e chi perde va a casa. Semel in anno si gioca con il girone all’italiana, nelle Finals dei due circuiti, ma è quando si può assaporare l’atmosfera del “dentro o fuori” che il tennis dà il meglio di sé.

Alle Akron WTA Finals di Guadalajara l’ultimo incontro del round robin nel gruppo Chichen Itza tra Aryna Sabalenka e Maria Sakkari era di fatto un quarto di finale, perché la vincitrice avrebbe conquistato il secondo posto nel girone avanzando alle semifinali per incontrare Anett Kontaveit, vincitrice del gruppo Teotihuacan.

 

In un match tra due giocatrici non certo famose per i loro nervi d’acciaio, è stata Maria Sakkari a mantenere maggiormente il controllo delle sue emozioni nelle due ore e 47 minuti di gioco. Una grossa mano gliel’ha data il servizio dell’avversaria, in una delle sue peggiore giornate in quel colpo: 59% di prime palle, ma 36% di punti vinti sulla seconda e soprattutto 19 doppi falli, di cui due consecutivi molto pesanti nel tie-break del primo set. La qualità del tennis non è stata eccelsa: 29 vincenti e 56 errori gratuiti per Sabalenka, 27 vincenti e 36 gratuiti per Sakkari. Ma l’equilibrio, la tensione e la grande partecipazione del pubblico, che ha inneggiato ora l’una ora l’altra giocatrice hanno reso il match speciale.

All’inizio del match il nervosismo per la posta in palio era palpabile, nessuna delle due riusciva a dare continuità al proprio gioco. Lo stile di gioco delle due protagoniste è noto, simile ma diverso: più potente per Sabalenka, più atletico per Sakkari. Due rapidi break nelle fasi iniziali hanno subito dato l’impressione che i servizi non avrebbero dettato legge nella partita, anche se non è mai capitato che una delle due giocatrici di avvantaggiasse sull’altra di più di due game. Sakkari cedeva un game tostissimo dal 40-15 mandando Sabalenka a servire per il match, ma l’occasione se ne andava più velocemente di quanto non fosse arrivata. Si arrivava a una piccola chance sul 6-5 30-30 per la Bielorussa, ma il suo diritto volava in corridio. Si giungeva quindi al tie-break, dove la differenza la faceva questa volta la battuta: tre aces per Sakkari, due doppi falli per Sabalenka, e 7-1 per la greca.

Il secondo set è andato via abbastanza tranquillo per i primi sei game, fino al break subito da Sakkari sul 3-3. Sabalenka sul 5-3 si procurava anche due set point sul servizio dell’avversaria, ma era Sakkari ad annullare con gran coraggio. Lo psicodramma a quel punto era in pieno svolgimento: tre break degli ultimi tre giochi del set, e nuovo tie-break. Questa volta si procedeva punto a punto, il primo doppio fallo di Sabalenka arrivava sul 3-3, ma si rimaneva con il testa a testa. Il primo set point è per Aryna, ma è il secondo a essere quello buono.

Oltre due ore di gioco per arrivare al terzo set. Inevitabilmente all’inizio del parziale decisivo c’è stato un po’ di rilassamento, e Sabalenka iniziava con il suo show di doppi falli, minimo due per turno di battuta. Due break nei primi due giochi, poi la bielorussa metteva male un piede, ma le reazioni si limitavano a qualche smorfia. Sul punto a punto era Aryna ad avvantaggiarsi sul 3-1, ma da quel momento in poi diventava schiava del suo servizio: “Davvero non riesco a credere di aver servito così male oggi – ha detto una comprensibilmente delusa Sabalenka dopo il match – non sono riuscita a trovare il ritmo per tutta la partita ed è stato un disastro”. Ben 19 per lei i doppi falli totali, di cui 10 soltanto nei cinque turni di battuta del terzo set. Con una striscia di cinque games di fila Sakkari prendeva il controllo del punteggio, se non della partita, e conquistava la semifinale alla sua prima partecipazione alle WTA Finals.

È stata davvero una partita da montagne russe – ha dichiarato Sakkari nell’incontro post-match con la stampa – prima era avanti lei, poi io, alla fine ho giocato con il cuore e sono riuscita a vincere. Giocare per la prima volta di notte è ho impiegato un po’ ad abituarmi alle condizioni. Aryna ha un’apertura alare notevole, è difficile riuscire a servire in modo da metterla in difficoltà, ma una volta che sono riuscita a trovare il giusto schema le cose sono migliorate”.

Il torneo ovviamente non è ancora finito, ma sono molto contenta di essere arrivata in semifinale, cercherò di divertirmi il più possibile domani“.

Nel pomeriggio si era disputata l’altra partita del girone, totalmente ininfluente ai fini della qualificazione, nella quale la spagnola Paula Badosa, già con la testa alla semifinale di martedì, aveva perduto contro la già eliminata Iga Swiatek per 7-5 6-4.

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