WTA Indian Wells: out Muguruza e Kerber! Ottima Bouchard, vince Azarenka

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WTA Indian Wells: out Muguruza e Kerber! Ottima Bouchard, vince Azarenka

La rassegna californiana perde la testa di serie n.2 Angelique Kerber, che cede in due set a Denisa Allertova, ceca, n.64 WTA. La tedesca ora rischia di perdere la seconda piazza del ranking, insidiata da Agnieszka Radwanska. Continua il momento negativo per Garbine Muguruza, che in due set cede il passa alla statunitense McHale. Agevole il successo di Victoria Azarenka contro la kazaka Diyas, mentre Eugenie Bouchard annulla cinque set point nel secondo parziale per avere la meglio su Sloane Stephens. Vince Belinda Bencic, Caroline Wozniacki esce sconfitta dopo un match maratona di 3 ore e mezza contro la cinese Zhang

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E. Bouchard b. [21] S. Stephens 7-5 7-5 (Giovanni Vianello)

L’atteso “derby” nord-americano tra la canadese Eugenie Bouchard (n. 42 WTA) e la statunitense Sloane Stephens (n.22 e t.d.s. 21) va, forse contro-pronostico, alla nativa del Quebec, che non ha risentito dei tre set giocati nel primo turno e si è mostrata molto in forma sotto il punto di vista atletico. La partita è stata di livello molto alto, in particolare nel primo set, in cui si è vista una grande quantità di eccellenti scambi da fondo giocati da entrambe le giocatrici in pressing, operato in particolare alternatamente da chi serviva. La Stephens è stata superiore nel servizio e negli scambi corti, ma la Bouchard è stata costantemente profonda nella risposta ed in generale nella ribattuta da fondo e questo ha messo spesso in difficoltà l’americana. Entrambe le giocatrici si sono distinte per alcune sporadiche ma pregevoli giocate di volo. Nel primo set la prima a portarsi a palla break è stata la nativa del Quebec, sull’1-0 in suo favore, ma la Bouchard è stata anche la prima a concedere il break di vantaggio all’avversaria, cedendo la battuta nel game successivo. Il terzo game appena citato è stato il primo di quattro giochi che hanno visto la giocatrice alla risposta operare il break. Dal 3-3 in poi però il gioco ha seguito i servizi fino al 6-5 per la Bouchard. Nel dodicesimo gioco la Stephens mette molte seconde su cui la canadese ha modo di spingere e di aggiudicarsi così il set. Il secondo parziale si apre con un immediato vantaggio di 2-0 per la canadese, ma la Stephens rimonta fino al 2-2. Il gioco, che cala lievemente di livello, non vede altri break fino al 4-4, quando la canadese perde la battuta commettendo doppio fallo sul 30-40 (doppio fallo su palla break che si è verificato tre volte nella partita ad opera della Bouchard). La Stephens va così a servire per il secondo set e si porta 40-0, ma spreca ben 5 set point, di cui uno con un clamoroso errore di dritto a campo aperto ed infine cede la battuta. La partita in pratica si conclude qui, la Stephens esce mentalmente dal campo e perde anche i successivi due game.

C. McHale b. [4] G. Muguruza 7-5 6-1 (Brunetto Apicella)

 

Salta anche la testa di serie numero 4 del torneo di Indian Wells. Garbine Muguruza, numero 4 del mondo, è stata sconfitta in due set dalla statunitense Christina McHale che occupa la posizione numero 62 del ranking Wta. Un match che ha evidenziato ancora una volta i problemi, i dubbi e la mancanza di continuità che la tennista iberica, capace nel 2015 di raggiungere la finale a Wimbledon e di conquistare il torneo Premier Mandatory di Pechino, non riesce a trovare da inizio stagione.

Il primo set è stato molto lottato con la spagnola che è partita forte conquistando subito un break di vantaggio; break che Muguruza è riuscita a confermare dopo aver tenuto un turno di battute durato 18 punti. McHale, però, non ha mollato un punto. Ha continuato a difendersi, a contenere le accelerazioni e la potenza della Muguruza provocando gli errori dell’iberica. Il match ha iniziato poi a seguire l’andamento del servizio con Muguruza che si trova sul 6 – 5 McHale a servire per portare il set al tie break. Dopo aver annullato due set point, però, la spagnola affossa un colpo al volo di rovescio in rete. Muguruza sfoga la sua rabbia e la tensione distruggendo la racchetta.
Nel secondo set McHale conquista il break e sul 2 a 0 e servizio riesce ad annullare sei palle break respingendo i tentativi di Muguruza di dare una svolta al match. La spagnola conquista il primo game del set ma non riesce a trovare  continuità nel suo gioco forzando i colpi e commettendo diversi gratuiti (a fine match saranno 41 gli errori commessi a fronte di 17 vincenti). Sul 5 a 1 McHale non trema e si regala il terzo turno ad Indian Wells.

[13] V. Azarenka b. Z. Diyas 6-3 6-2 (Gabriele Ferrara)

Vittoria in due set per Vika Azarenka, che supera la kazaka Zarina Diyas con il punteggio di 6-3 6-2 in un’ora e ventotto minuti di gioco.
Si comincia con la bielorussa che sul 2-1 salva una palla break grazie ad uno schiaffo al volo di rovescio, chiudendo poi il game con un ottimo dritto in diagonale. Nel gioco seguente la Azarenka inizia a comandare gli scambi da fondocampo con maggiore continuità, facendo sbagliare molto la sua avversaria dalla parte del rovescio- specialmente su palle che rimbalzano sopra l’altezza delle spalle o sotto quella del bacino- e conquistando così il break. La numero 15 del mondo cerca sempre di far giocare la tennista kazaka dalla parte sinistra del campo, trovando ottime accelerazioni sia con il rovescio in diagonale sia con il cambio in lungolinea di dritto. Dal canto suo, la Diyas cerca di uscire da questa ragnatela con il suo dritto lungolinea – che esegue davvero bene colpendo la palla con grande anticipo-, ma deve cedere il primo parziale alla numero 13 del seeding con il punteggio di 6-3.
Nel secondo set la campionessa degli Australian Open 2012 e 2013 si procura subito un’opportunità per strappare la battuta alla Diyas, che sul 30 pari commette un sanguinoso doppio fallo. Tuttavia, la Azarenka non ne approfitta e la numero 87 del mondo riesce a portarsi sull’1 pari. Il break, però, è solo rimandato: la ventiduenne di Almaty, infatti, nel quarto gioco sbaglia due dritti in manovra e consente a Vika di scappare sul 3-1. Ciò nonostante, la ventiseienne di Minsk continua ad alternare ottime giocate ad errori piuttosto banali – talvolta mostrando anche poca reattività negli spostamenti laterali-, cedendo la battuta nel gioco successivo. Tuttavia, la Diyas fa troppa fatica al servizio – anche a causa di un lancio di palla troppo alto e di un’accelerazione della testa della racchetta insufficiente -, non riuscendo peraltro a tenere con continuità il ritmo da fondocampo imposto dall’ex numero uno del mondo: la Azarenka dunque strappa nuovamente il servizio alla kazaka, stavolta consolidando il vantaggio e portandosi sul 5-2. Nel game seguente la bielorussa, dopo l’ennesimo errore di rovescio della Diyas, archivia la partita, chiudendo con lo score di 6-3 6-2. Prestazione poco convincente da parte della bielorussa, che al prossimo turno troverà la cinese Zhang che ha superato Caroline Wozniacki in un match durato tre ore e mezza.

[7] B. Bencic b. L. Davis 6-3 3-6 6-3   (Chiara Nardi)

Belinda Bencic supera per la seconda volta in carriera in altrettanti match la statunitense Lauren Davis. L’altro precedente risale ad Osaka 2013, quando la giovanissima svizzera si impose per 6-3 7-5. La Davis parte meglio e strappa il servizio all’avversaria nel terzo game grazie ad una risposta vincente. Nel sesto game la Bencic recupera il break e mette a segno quello deciso nel turno di risposta successivo, approfittando di alcuni errori di rovescio della Davis, chiudendo il set per 6-3. Buon primo set da parte della Davis, ma a fare la differenza è soprattutto la maggiore pesantezza di palla della Bencic. Nel secondo set la statunitense ottiene subito il break e sale 3-0. La Bencic tenta la rimonta, ma sul 3-2 subisce nuovamente il break. Lauren approfitta del troppo nervosismo di Belinda e chiude il secondo set con il punteggio di 6-3. Davis molto solida, al contrario Bencic troppo fallosa. Nel terzo set la Davis è molto brava ad annullare una palla break con un rovescio incrociato vincente, e nel game successivo è lei ad avere due possibilità di strappare il servizio, ma sulla seconda palla break il suo rovescio esce di poco. Al sesto gioco arriva il break per la tennista svizzera, che però non riesce a confermare. Nell’ottavo gioco arriva il terzo break consecutivo e questa volta è quello decisivo per la Bencic, che chiude il set per 6-3. Ottimo atteggiamento mostrato dalla tennista statunitense, mentre la tennista svizzera è sembrata troppo nervosa.

D. Allertova b. [2] A. Kerber 7-5 7-5 (Raffaello Esposito)

Allertova-Kerber

Fuori anche la testa di serie n° 2 nel WTA di Indian Wells!
Dal trionfo di Melbourne, che l’ha portata al n°2 mondiale, Angelique Kerber aveva giocato solo tre incontri perdendone due. Il primo contro Belinda Bencic nel tie di Davis contro la Svizzera, il secondo a Doha contro la cinese Zheng. Dopo il bye al primo turno la mancina Angelique incrociava oggi la n° 64 WTA Denisa Allertova, in gran forma e giustiziera di Cetkovska in un match istantaneo al primo turno.

Kerber gioca con una fasciatura alla coscia sinistra che sembra limitarla molto in spinta e ci si rende subito conto che ha smarrito lo smalto australe, il servizio è poco efficace e il palleggio molto corto. Così è Allertova a comandare giocando potente e profondo e non soffrendo particolarmente in battuta. Kerber lotta molto di più per difendere i propri turni, deve annullare due palle break nell’ottavo gioco ma nel dodicesimo l’impresa non riesce e la ventitreenne ceca le strappa servizio e set con una palla corta seguita da un passante. Denisa ha un numero molto alto di vincenti ma onestamente i colpi dell’avversaria sono una facile preda perché rimbalzano quasi sempre nei pressi della linea di servizio.

Angelique però è una dura e nel secondo set sfodera il suo carattere d’acciaio forgiato alla Krupp, brekka a zero nel quinto gioco e sembra finalmente aver trovato il bandolo della matassa. Nel nono gioco Kerber avrebbe anche due set point consecutivi ma Denisa glieli annulla alla grandissima con ace e dritto. E mal gliene incoglie perché Allertova cavalca il momento e con qualche minuto di gran tennis le strappa la battuta, tiene la propria a zero e sorpassa sul 6-5.
Il momento è drammatico per la tedesca che non ce la fa ad assorbire la botta. La tennista ceca ringhia in risposta e sul 15 pari Kerber crolla. Prima affossa in rete un facile colpo in palleggio, poi commette un doppio fallo e infine, sul primo match point mette lungo un dritto.

È una grossa sorpresa ma Kerber è una tennista particolare e per essere efficace nel suo gioco di corsa e ritmo deve essere veramente al massimo della forma fisica. Se questa condizione non si verifica la granitica forza di volontà non può bastare. Allertova non ha rubato nulla ed ora potrà infilarsi nel corridoio di tabellone riservato alla seconda testa di serie.

Risultati:

D. Allertova b. [2] A. Kerber 7-5 7-5
E. Bouchard b. [21] S. Stephens 7-5 7-5
[14] A. Ivanovic b. C. Giorgi 2-6 6-2 7-6(5)
C. McHale b. [4] G. Muguruza 7-5 6-1
[7] B. Bencic b. [WC] L. Davis 6-3 3-6 6-3
[13] V. Azarenka b. Z. Diyas 6-3 6-2
[25] J. Konta b. M. Brengle 6-4 6-0
[18] Ka. Pliskova b. [WC] S. Rogers 6-2 6-4
[WC] S. Zhang b. [20] C. Wozniacki 4-6 7-6(8) 7-5
[12] T. Bacsinszky b. T. Pironkova 6-2 6-1
[26] S. Stosur b. Y. Wickmayer 2-6 6-4 7-6(8)
[9] R. Vinci b. M. Gasparyan 6-3 6-7(7) 7-6(5)
D. Kasatkina b. [LL] A.L. Friedsam 7-5 6-3
M. Puig b. [28] A.K. Schmiedlova 6-1 6-2
M. Rybarikova b. [31] D. Gavrilova 2-6 7-5 6-4
[17] E. Svitolina b. A. Beck 4-6 7-6(0) 6-1

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WTA Finals: trionfo di Garbine Muguruza davanti al “suo” pubblico

Garbine Muguruza supera in finale Anett Kontaveit e chiude l’anno con il prestigioso trofeo delle Finals. Titolo di doppio a Krejcikova/Siniakova

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Garbine Muguruza - WTA Finals Guadalajara 2021 (foto WTA Finals)

G. Muguruza b. A. Kontaveit 6-3 7-5

Con una progressione di condizione e adattamento ai 1600 metri sul livello del mare di Guadalajara, Garbine Muguruza è riuscita a conquistare il titolo delle Akron WTA Finals 2021, prima giocatrice spagnola ad aggiudicarsi questo prestigioso torneo nella storia della manifestazione.

Credo abbia un’importanza simile ai tornei dello Slam, perché anche se manca la tradizione che rende gli Slam speciali, qui ogni due giorni si gioca una finale di un torneo importante contro una giocatrice fortissima”. Questo aveva detto Muguruza durante la conferenza stampa dopo la semifinale vinta con Paula Badosa. E la sua reazione al momento della vittoria, con le mani portate al volto, lo sdraiarsi a terra e la celebrazione in gruppo del suo team guidato dall’allenatrice Conchita Martinez conferma quanto ci tenessero tutti a questa vittoria, soprattutto perché arrivata durante la prima edizione delle Finals disputata in America Latina.

 

L’inizio di partita è stato titubante per le due giocatrici, ma certamente lo è stato di più per Kontaveit, all’esordio in partite di questa importanza, che ha commesso decisamente molti più errori del solito: 22 grautiti per lei alla fine del primo parziale, contro solamente sei colpi vincenti.

Dopo essersi fatta recuperare immediatamente il break di vantaggio preso al terzo gioco, Muguruza è riuscita a infilare una serie di cinque giochi consecutivi che ha chiuso il primo set per 6-3 in 43 minuti. Nel secondo parziale, a causa di un calo di Muguruza soprattutto al servizio (dal 75 al 55 per cento di prime palle) e di alcuni errori grossolani a rete in alcune occasioni delicate, è stata Kontaveit ad andare in vantaggio di un break sul 4-3 per poi arrivare a servire per il match sul 5-4. Lì, come aveva tremato Muguruza qualche game prima regalando il turno di battuta con quattro errori gratuiti, anche Kontaveit ha dimostrato di non avere i nervi d’acciaio ed ha restituito il favore per il 5-5. Sul rush finale del set è stato evidente che era Muguruza quella ad avere più benzina nel serbatoio e il parziale finale di 12-4 ha siglato la fine del match e la vittoria delle WTA Finals per Muguruza.

Mi sento davvero felice, e anche un po’ sollevata – ha raccontato la spagnola in conferenza stampa – perché all’inizio del torneo ho fatto fatica a trovare un buon gioco, ma poi sono riuscita progressivamente ad adattarmi. Questa vittoria significa ancora di più perché è stata ottenuta qui in America Latina, e specialmente in Messico, dove il pubblico mi ha sempre sostenuta fin dalla prima volta che sono venuta a giocare qui, quando ero una giocatrice sconosciuta”.

Credo davvero che questa sia stata la mia migliore stagione in carriera, anche se non ho vinto tornei dello slam. È stata una stagione in cui sono riuscita a trovare continuità nel gioco, anche se con alti e bassi nel risultato. Le ultime stagioni sono state altalenanti, ma mai per colpa del mio tennis: qualche volta magari non riesco a mettere tutti i pezzi insieme, ma il mio tennis è sempre lì. Ora sono riuscita a trovare un equilibrio verso cui ho lavorato tanto con il mio team: questa vittoria ci dimostra che il lavoro paga e che stiamo seguendo la strada giusta.

I tornei dello Slam sono più grandi, più famosi, c’è la tradizione. Ma qui alle Finals si sa che ci sono soltanto le migliori, e se si vince questo torneo si può davvero dire di essere la migliore dell’anno”.

Con questo successo Muguruza sale alla terza posizione della classifica mondiale, mentre la finalista Kontaveit, reduce da un finale di stagione straordinario ma sconfitta due volte su due negli ultimi tre giorni da Muguruza, conclude questa sua magnifica annata al n. 7.

Nel torneo di doppio, vittoria della testa di serie n. 1 Barbora Krejcikova/Katerina Siniakova che hanno sconfitto in finale Su Wei Hsieh/Elise Mertens per 6-3, 6-4.

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WTA Finals: Muguruza di forza, Kontaveit di grinta. Saranno loro a contendersi il titolo di “maestra”

Garbine Muguruza vince il derby spagnolo con Paula Badosa e in finale ritrova Anett Kontaveit, vincitrice di Maria Sakkari

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Garbine Muguruza - WTA Finals Guadalajara 2021 (foto WTA Finals)

G. Muguruza b. P. Badosa 6-3 6-3

C’è stata sicuramente la tensione di un match importante tra due atleti dello stesso Paese, soprattutto due Top 10 che non si erano mai incontrate prima, ma non c’è stato l’equilibrio della grande sfida. Nella prima semifinale delle Akron WTA Finals di Guadalajara Garbine Muguruza ha battuto senza appello Paula Badosa, che si era classificata prima nel suo girone Chichen Itza, ma che forse nella inutile partita di lunedì persa contro Iga Swiatek ha perso il ritmo gara ed ha finito per entrare in campo senza il giusto spirito.

Non so per quale motivo oggi il mio tennis non era in campo – ha detto Badosa dopo la sconfitta – se lo sapessi forse avrei potuto fare qualcosa mentre ero in campo. Non mi sono sentita me stessa durante il match, fin dall’inizio, ma non voglio togliere meriti a [Garbine] che ha fatto quello che doveva fare, cogliendo le occasioni che ha avuto e vincendo con pieno merito la parita”.

 

Muguruza ha strappato il servizio all’avversaria al terzo game e sulla sua battuta è stata granitica, concedendo le briciole nei suoi turni di servizio. Badosa dopo il break, è invece sempre stata in affanno, dovendo rimontare due volte da 0-30 e perdendo la battuta una seconda volta alla fine del set. Muguruza ha mantenuto quasi costantemente in mano il pallino del gioco, aprendo il campo alla prima occasione senza aver paura di esporsi ai colpi di Badosa. Molto profonda negli scambi da fondo, Muguruza ha usato molto bene i lungolinea per spostare l’avversaria e crearsi delle aperture per chiudere sia a rete sia a fondo.

Il match ha preso definitivamente la strada di Muguruza nei primi game del secondo set: sullo 0-1 Badosa ha servito un game da 16 punti nel quale ha finito per cedere la battuta alla quarta palla break; subito dopo si è giocato l’unico gioco combattuto del match sul servizio Muguruza, nel quale Badosa non è riuscita a concretizzare ben tre occasioni del controbreak.

Una volta capitalizzato il vantaggio sul 3-0 Muguruza ha inserito il pilota automatico fino alla fine, e il punteggio avrebbe potuto anche essere più severo dato che Badosa ha continuato a faticare nei propri turni di servizio senza avere mai la chance di poter fare qualcosa alla risposta.

In totale Muguruza ha sfruttato solamente tre delle 11 palle break avute, ed ha avuto occasioni per strappare il servizio a Badosa in altre due occasioni rendendo il punteggio molto più pesante di quello che in realtà è stato.

“Sono molto contenta di come ho giocato oggi – ha confermato Garbine alla stampa – sicuramente è stata la mia miglior partita in questo torneo. Era un match difficile, due spagnole una contro l’altra, in un’occasione così importante, in un match inedito che comporta sempre qualche aggiustamento. La partita si è giocata molto di più a livello mentale che non tecnico, e sono stata concentrata e decisa dal primo minuto di gioco. Sono felice di essere riuscita a migliorare progressivamente il mio modo di giocare in queste condizioni di altura, soprattutto al servizio, ma anche negli altri reparti del mio gioco”.

A. Kontaveit b. M. Sakkari 6-1 3-6 6-3

Per decidere l’avversaria di Garbine Muguruza in finale si sono affrontate nella sessione serale la vincitrice del girone Teotihuacan Anett Kontaveit e la vincitrice del “quarto di finale virtuale” del girone Chichen Itza Maria Sakkari. Due giocatrici che si conoscono molto bene (11 precedenti incontri diretti, 6-5 in favore di Kontaveit il bilancio) e si rispettano.

Si pensava che il fattore atletico potesse giocare un ruolo in favore di Kontaveit, che aveva avuto un giorno di riposo in più tra il girone e la semifinale, e invece è stata proprio la estone a dare l’impressione di essere più stanca verso la fine delle 2 ore e 2 minuti di match, ma è riuscita a supplire con la “garra” alla minore prestanza atletica, approfittando di una Sakkari che ancora una volta ha tentennato nei momenti più importanti del match.

Il primo set è volato nelle mani di Kontaveit in soli 27 minuti: troppi errori per Sakkari (13, contro solamente 2 vincenti), decisamente tesa per l’occasione e incapace di lasciare andare i suoi colpi usuali colpi vincenti da fondocampo. La greca tuttavia non si è persa d’animo e ha iniziato a combattere colpo su colpo, prima aggrappandosi ai propri turni di servizio e poi, dopo aver tenuto un difficile game da 16 punti sul 3-3 ha piazzato la zampata vincente aggiudicandosi il secondo parziale per 6-3 e trascinando la partita al terzo con un’avversaria che pareva decisamente in difficoltà con le gambe.

Il grande equilibrio dell’inizio del terzo set sembrava essersi interrotto quando Sakkari ha dato un colpo di acceleratore prendendosi il campo e il break di vantaggio per il 3-2. Ma dopo aver restituito immediatamente il favore (cedendo la battuta a zero, peraltro), ha commesso l’errore fatale quando, sul 3-4, si è fatta rimontare un game di servizio da 40-0, invischiandosi in una battaglia di 18 punti chiusa con un doppio fallo e un errore gratuito e consegnando quindi la vittoria a Kontaveit.

Davvero troppi i 31 errori gratuiti di Sakkari contro solamente 17 vincenti (32-34 il bilancio per Kontaveit), che non è riuscita a nascondere la delusione davanti ai microfoni dopo la fine della partita: “Ero molto vicina a cogliere questa grande occasione e l’ho buttata via, un’altra occasione sprecata. Questo è uno degli aspetti su cui voglio lavorare per la prossima stagione, soprattutto dal punto di vista mentale”.

“Partita molto dura – ha dichiarato invece Kontaveit – Maria ha migliorato molto il suo gioco dopo il primo set, soprattuttu al servizio Quando sono andata in svantaggio di un break nel terzo set mi sono detta che mi sarei divertita il più posibile per cui sono riuscita a decontrarmi e a giocare in maniera più rilassata.”

I precedenti ufficiali tra Muguruza e Kontaveit parlano di 3 vittorie a 2 in favore di Muguruza, l’ultima delle quali arrivata proprio due giorni fa in questo stesso torneo. Tuttavia tre di questi cinque incontri sono datati 2016 e 2017, quindi il loro risultato probabilmente non è troppo rilevante.

La finale si giocherà mercoledì sera alle 19.30 locali, le 2.30 in Italia.

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WTA Finals: Sabalenka smarrisce il servizio, in semifinale va Sakkari

Tra equilibrio e tanti errori Maria Sakkari supera Aryna Sabalenka e raggiunge Kontaveit in semifinale

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Maria Sakkari - WTA Finals Guadalajara 2021 (foto WTA Finals)

M. Sakkari b. A. Sabalenka 7-6(1) 6-7(7) 6-3

È indubbio che il tennis è uno sport creato per l’eliminazione diretta, dove chi vince va avanti e chi perde va a casa. Semel in anno si gioca con il girone all’italiana, nelle Finals dei due circuiti, ma è quando si può assaporare l’atmosfera del “dentro o fuori” che il tennis dà il meglio di sé.

Alle Akron WTA Finals di Guadalajara l’ultimo incontro del round robin nel gruppo Chichen Itza tra Aryna Sabalenka e Maria Sakkari era di fatto un quarto di finale, perché la vincitrice avrebbe conquistato il secondo posto nel girone avanzando alle semifinali per incontrare Anett Kontaveit, vincitrice del gruppo Teotihuacan.

 

In un match tra due giocatrici non certo famose per i loro nervi d’acciaio, è stata Maria Sakkari a mantenere maggiormente il controllo delle sue emozioni nelle due ore e 47 minuti di gioco. Una grossa mano gliel’ha data il servizio dell’avversaria, in una delle sue peggiore giornate in quel colpo: 59% di prime palle, ma 36% di punti vinti sulla seconda e soprattutto 19 doppi falli, di cui due consecutivi molto pesanti nel tie-break del primo set. La qualità del tennis non è stata eccelsa: 29 vincenti e 56 errori gratuiti per Sabalenka, 27 vincenti e 36 gratuiti per Sakkari. Ma l’equilibrio, la tensione e la grande partecipazione del pubblico, che ha inneggiato ora l’una ora l’altra giocatrice hanno reso il match speciale.

All’inizio del match il nervosismo per la posta in palio era palpabile, nessuna delle due riusciva a dare continuità al proprio gioco. Lo stile di gioco delle due protagoniste è noto, simile ma diverso: più potente per Sabalenka, più atletico per Sakkari. Due rapidi break nelle fasi iniziali hanno subito dato l’impressione che i servizi non avrebbero dettato legge nella partita, anche se non è mai capitato che una delle due giocatrici di avvantaggiasse sull’altra di più di due game. Sakkari cedeva un game tostissimo dal 40-15 mandando Sabalenka a servire per il match, ma l’occasione se ne andava più velocemente di quanto non fosse arrivata. Si arrivava a una piccola chance sul 6-5 30-30 per la Bielorussa, ma il suo diritto volava in corridio. Si giungeva quindi al tie-break, dove la differenza la faceva questa volta la battuta: tre aces per Sakkari, due doppi falli per Sabalenka, e 7-1 per la greca.

Il secondo set è andato via abbastanza tranquillo per i primi sei game, fino al break subito da Sakkari sul 3-3. Sabalenka sul 5-3 si procurava anche due set point sul servizio dell’avversaria, ma era Sakkari ad annullare con gran coraggio. Lo psicodramma a quel punto era in pieno svolgimento: tre break degli ultimi tre giochi del set, e nuovo tie-break. Questa volta si procedeva punto a punto, il primo doppio fallo di Sabalenka arrivava sul 3-3, ma si rimaneva con il testa a testa. Il primo set point è per Aryna, ma è il secondo a essere quello buono.

Oltre due ore di gioco per arrivare al terzo set. Inevitabilmente all’inizio del parziale decisivo c’è stato un po’ di rilassamento, e Sabalenka iniziava con il suo show di doppi falli, minimo due per turno di battuta. Due break nei primi due giochi, poi la bielorussa metteva male un piede, ma le reazioni si limitavano a qualche smorfia. Sul punto a punto era Aryna ad avvantaggiarsi sul 3-1, ma da quel momento in poi diventava schiava del suo servizio: “Davvero non riesco a credere di aver servito così male oggi – ha detto una comprensibilmente delusa Sabalenka dopo il match – non sono riuscita a trovare il ritmo per tutta la partita ed è stato un disastro”. Ben 19 per lei i doppi falli totali, di cui 10 soltanto nei cinque turni di battuta del terzo set. Con una striscia di cinque games di fila Sakkari prendeva il controllo del punteggio, se non della partita, e conquistava la semifinale alla sua prima partecipazione alle WTA Finals.

È stata davvero una partita da montagne russe – ha dichiarato Sakkari nell’incontro post-match con la stampa – prima era avanti lei, poi io, alla fine ho giocato con il cuore e sono riuscita a vincere. Giocare per la prima volta di notte è ho impiegato un po’ ad abituarmi alle condizioni. Aryna ha un’apertura alare notevole, è difficile riuscire a servire in modo da metterla in difficoltà, ma una volta che sono riuscita a trovare il giusto schema le cose sono migliorate”.

Il torneo ovviamente non è ancora finito, ma sono molto contenta di essere arrivata in semifinale, cercherò di divertirmi il più possibile domani“.

Nel pomeriggio si era disputata l’altra partita del girone, totalmente ininfluente ai fini della qualificazione, nella quale la spagnola Paula Badosa, già con la testa alla semifinale di martedì, aveva perduto contro la già eliminata Iga Swiatek per 7-5 6-4.

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