Serena Williams: “Le altre tenniste giocano sempre la partita della vita contro di me”

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Serena Williams: “Le altre tenniste giocano sempre la partita della vita contro di me”

In una concisa conferenza stampa, la n.1 del ranking WTA ha commentato la sconfitta in tre set contro la russa Svetlana Kuznetsova, affermando che le avversarie danno sempre il meglio contro di lei e negando di aver sofferto le difficili condizioni climatiche di Miami

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È una Serena Williams delusa ma che non cerca attenuanti quella che si è presentata in conferenza stampa dopo l’eliminazione agli ottavi di finale dal Miami Open per mano della veterana russa Svetlana Kuznetsova, attualmente n.19 del ranking WTA, con il punteggio di 6-7 6-1 6-2.

Il gioco di gambe della 21 volte campionessa Slam non è sembrato funzionare al meglio durante il match. “Non penso che sia opportuno criticare la maniera in cui mi sono mossa in questo momento”, ha ribattuto alle critiche tuttavia la minore delle sorelle Williams che ha invece sottolineato come le sue avversarie rendano sempre al massimo contro di lei “Ho fatto il meglio che ho potuto. Non posso vincere ogni partita. Le altre giocatrici quando scendono in campo contro di me giocano come mai hanno fatto prima nella loro vita. Devo essere al 300 per cento ogni giorno”.

Serena non ha dato la colpa del suo calo nel secondo e nel terzo set al terribile clima caldo-umido, che ha causato tanti ritiri nel corso di questa settimana. “Fisicamente sto bene. Sono abituata a questo clima quindi per me le condizioni non erano un problema”, ha affermato l’americana, “Non lo so suppongo di non essermi mossa bene oggi. In generale, ho sempre grandi aspettative su me stessa. È difficile a volte essere all’altezza”.

 

Con questa sconfitta la n.1 del mondo ha interrotto una striscia di 20 vittorie consecutive a Key Biscane, torneo nel quale ha trionfato per ben 8 volte. “Sono delusa ovviamente. Ma qua ho vinto molto quindi è tutto OK”, ha concluso Serena.

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US Open 2022, il montepremi: oltre 60 milioni di dollari, è record

Un ulteriore pezzo di storia per l’ultimo Slam dell’anno, con un sensibile aumento di prize money

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Daniil Medvedev con il trofeo - US Open 2021 (Garrett Ellwood/USTA)

Si dice che il tennis sia lo sport del diavolo, per motivi che esulano dal denaro, spesso anch’esso definito un volto del male. Ma, nel caso dello US Open 2022, ultimo Slam dell’annata, non si può non parlare dell’importanza che va ad assumere il montepremi, il più alto della storia del torneo. Si parla di cifre propriamente faraoniche, con ben 60 milioni di dollari (come riporta il sito della USTA) messi a disposizione per i tabelloni di singolare e doppio, sia nel maschile che nel femminile. Anche il tabellone delle qualificazioni avrà un incremento non indifferente, ben il 223% in più rispetto all’edizione del 2016, con 6,25 milioni di dollari impiegati per il seeding cadetto, e 44.000 per coloro che arriveranno all’ultimo turno prima del tabellone principale, di cui ora vedremo le cifre nel dettaglio.

Verranno impiegati, rispetto all’ultimo anno, 2 milioni e mezzo in più nel prize money totale del tabellone principale, con il vincitore del trofeo del singolare che intascherà un assegno da ben 2.6000.000 dollari, e l’esatta metà per il finalista. Le novità sensibili in fatto di guadagno si trovano però nel primo e nel secondo turno, con chi verrà eliminato all’esordio che guadagnerà 80.000 dollari, e chi invece passi almeno un turno arriverà a 121.000. Percentuali che si alzano da capogiro rispetto a soli 6 ann fa, rispettivamente dell’85 e del 57%, in un accordo con le associazioni ATP e WTA dei giocatori che andasse proprio ad aumentare il prize money dei primi turni, dando una buona mano ai tanti tennisti di secondo piano che non sempre fanno tanta strada. Buone novità anche per i doppisti, con la coppia vincente che intascherà 688.000 dollari, come riportato nelle tabelle sottostanti per approfondire tutti i numeri.

Tabellone principale – Singolare

 
Vincitore$2.600.000
Finalista$1.300.000
Semifinali$705.000
Quarti$445.000
Ottavi$278.000
Terzo turno$188.000
Secondo turno$121.000
Primo turno$80.000

Tabellone principale – Doppio

Vincitore$688.000
Finalista$344.000
Semifinali$172.000
Quarti$97.500
Ottavi$56.400
Secondo turno$35.800
Primo turno$21.300

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Eugenie Bouchard e la foto “sbagliata” sul pass del torneo

Sul badge di Genie all’Odlum Brown VanOpen non hanno messo la classica fototessera: gaffe o siparietto?

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Eugenie Bouchard - Guadalajara 2021 (via Facebook, @AbiertoZapopan)

Eugenie Bouchard è tornata alle competizioni questa settimana al WTA 125 di Vancouver dopo l’intervento alla spalla dello scorso anno. Comprensibilmente, l’esito del suo match di esordio non è stato positivo, con l’ex n. 5 del mondo sconfitta da Arianne Hartono 6-2 6-2, ma la trasferta pare sia stata arricchita da un bizzarro episodio. Perché, stando a quanto ha pubblicato Eugenie sulle sue storie di Instagram, ecco il pass che le hanno dato una volta arrivata all’impianto. Spoiler: il problema è la fotina.

“Qualcuno dell’ufficio credenziali del VanOpen Tennis può spiegare, per favore?” domanda la tennista sotto la sua immagine che risale al servizio fotografico di Sports Illustrated del 2018.

Indubbiamente, l’addetto alle credenziali del torneo ha senso dell’umorismo. E pure senso estetico. Che abbia ancora un lavoro non è dato sapere. Certo, qualcuno potrebbe obiettare, “Genie, se quelle sono le foto che posti sul tuo profilo Instagram, quelle usano”. In ogni caso, Bouchard ha pubblicato subito dopo l’immagine di un altro pass, accompagnata dal commento “ne ho avuto uno vero”.

 

Non è chiaro – ma un’ipotesi non sarebbe azzardata – se sia trattato di una gaffe oppure di un’amichevole burla dell’organizzazione o della stessa tennista; comunque sia, visto che i suoi commenti sono accompagnati da simpatiche faccine, ci siamo sentiti autorizzati a scherzare.

Ma, parafrasando un ingenuo luogo comune, non bisogna mischiare foto sexy e tennis professionistico. Insomma, la risposta a quel primo badge è un no categorico. O, per usare un’espressione inglese, (Bouc)hard pass.

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Raducanu: “A fine torneo rifletterò sul fatto di aver battuto due grandi campionesse come Serena e Vika”

Dopo Serena Williams, anche Azarenka viene travolta dalla campionessa in carica dello US Open

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Due grandi vittorie ottenute contro due grandi campionesse della storia del tennis. Prima Serena Williams, poi Azarenka, entrambe battute da Emma Raducanu che sembra tornare a dare segnali importanti in un torneo di Cincinnati nella quale sta recitando il ruolo di protagonista.

È stata un’altra partita davvero difficile. Vika è una grande campionessa che ha vinto tanti tornei e slam. Sapevo che dovevo pensare al mio gioco e non dovevo guradare la mia avversaria. L’obiettivo era prepararsi al meglio e adesso sono molto soddisfatti di come ho giocato e di come sono riuscita a conservare a lungo la concentrazione”.

Nel corso del secondo set la britannica ha conquistato undici punti di fila tracciando la rotta definitiva: “Non stavo pensando troppo al punteggio, volevo raccogliere quanti più punti possibili e ha funzionato. Ci sono stati sicuramente alcuni momenti in cui l’inerzia avrebbe potuto cambiare e lei avrebbe potuto recuperare quel secondo set. Sono davvero contenta di come sia riuscita a superare quei momenti”.

 

Che significa aver superato Williams e Azarenka nel giro di 24 ore?

“È ​​sempre difficile quando le cose vanno troppo bene (scherza). Quando vinci tante partite di fila senti che qualcosa potrebbe facilmente andare storto. Per questo ho sempre cercato di restare concentrata anche quando ero avanti un set e 4-1. Mi sono davvero concentrata sul tenere il servizio, specialmente nell’ultimo game di servizio, perché penso che verso la fine stesse colpendo delle palle davvero centrate e gli scambi stavano diventando complicati”.

La numero tredici del ranking WTA ha impressionato col servizio e con i colpi da fondo: Penso che quando giochi con due grandi campionesse come Williams e Azarenka, sei entusiasta dal poter condividere il campo con loro e prendi qualsiasi lezione, e apprezzi davvero l’opportunità nel confrontarti con due campionesse del genere. Iniziare il game bene era fondamentale contro entrambe. Vika ha un rovescio incredibile, mentre Serena ha il miglior servizio del circuito. Per questo mi sono concentrata su me stessa: non si può pensare a chi c’è oltre la rete”.

Raducanu ha ribadito di voler trovare una continuità importante: “In altre circostanze ho giocato molto tesa. La sfera emotiva ha spesso preso il sopravvento. Mi sono detta di dover far bene questi due tornei americani e ci sto riuscendo fin qui”.

Poi ha parlato del suo stato di forma fisico: “Sto cercando continuità. Non è importante la vittoria in sé, quanto la possibilità di poter continuare a giocare e trovare continuità. Determinati comportamenti li alleni solo in gare ufficiali. Vediamo come va questo torneo e poi decidiamo cosa fare per il prosieguo”.

La prossima sfida opporrà Raducanu all’americana Pegula. “Ha vissuto una settimana fantastica a Toronto ed è nella top 10. Sta giocando un buon tennis, di sicuro. Sarà un’altra partita difficile per me, e giocando qui penso che il pubblico la supporterà. Ho vissuto questa situazione contro Serena. Non credo che sarà peggio di quella sfida dal punto di vista ambientale, quindi sono preparata”.

Poi ha sottolineato l’affetto della gente ricevuto dopo la vittoria su Serena Williams: “Molti messaggi, ma non potevo rispondere o esaminarli tutti. Mi sento sempre un pò male a non farlo, ma sto solo cercando di rimanere davvero concentrata, e questo mi ha sicuramente aiutata. Non ho aperto molti messaggi, solo poche persone. Non ho davvero guardato il mio telefono. Un’ora dopo, poco prima di entrare, dovevo chiamare il mio fisioterapista, e ho appena visto i messaggi, non si sono aperti. Ero tipo, devo solo concentrarmi (ndr ridendo)”.

Quando finirà il torneo dovrà pensare a quanto fatto a Cincinnati: “Penso che dopo il torneo dovrò fare due passi indietro e pensare al fatto di aver battuto due campionesse incredibili. È un risultato davvero buono che sottolinea i sacrifici fatti”.

Paolo Michele Pinto

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