ATP Estoril: Kyrgios come un treno, con lui in semi Paire, Carreno e Almagro

ATP

ATP Estoril: Kyrgios come un treno, con lui in semi Paire, Carreno e Almagro

Nel torneo ATP dell’Estoril si sono disputati nella giornata odierna i quarti di finale. Nella manifestazione fondata nel 1990 passano il turno Benoit Paire, Pablo Carreno-Busta, Nicolás Almagro e Nick Kyrgios, autore di una impressionante dimostrazione di forza

Pubblicato

il

 

Venerdì dedicato ai quarti di finale dell’edizione 2016 del Millenium Estoril Open. Una settimana fin qui avara di sorprese, con sette delle prime otto teste di serie in grado di giocarsi l’accesso alle semifinali. Fuori anzitempo il solo Joao Sousa – beniamino di casa e quarto favorito del seeding lusitano – per mano del redivivo Nicolás Almagro. Erano tre gli italiani al via, il migliore è risultato ancora una volta Paolo Lorenzi fermato ieri negli ottavi dall’argentino Leonardo Mayer.

Protagonisti del match di apertura sul campo centrale sono il francese Benoit Paire e lo spagnolo Guillermo Garcia-Lopez, rispettivamente terza e quinta testa di serie. Paire, che ha usufruito di un bye all’esordio, ha sconfitto il britannico Edmund mentre Garcia-Lopez ha regolato prima Berrer e poi Robert. Si tratta del quarto scontro diretto con il transalpino che conduce per due successi a uno e lo spagnolo bravo ad aggiudicarsi l’ultimo precedente, due anni fa sulla terra di Casablanca. Si parte con il nativo di Albacete al servizio e subito costretto agli straordinari per annullare a freddo tre palle break. Nonostante ciò, Paire dimostra in avvio di non avere il giusto piglio e complici una tattica sorprendentemente attendista, la latitanza della prima di servizio e qualche errore di troppo, si ritrova in una manciata di minuti ad inseguire sotto 4 giochi a 1 nel punteggio. In questa fase ad avere la meglio è dunque la ragnatela imbastita da Garcia-Lopez, a cui è sufficiente tenere la palla in campo per passare con puntualità all’incasso. Come spesso accade nel tennis, però, basta un nonnulla per modificare l’andazzo di una partita apparentemente incanalata secondo rigidi schemi. Paire si ricorda che se oggi è il n.21 al mondo è grazie soprattutto ad un tennis brillante e propositivo e, assumendo finalmente una posizione più avanzata sul campo, comincia a produrre gioco. Soprattutto a sinistra dove con il rovescio è in grado di esplorare con costrutto ogni angolo di campo. Nel corso del settimo game il tennista d’Avignone torna a procurarsi una palla break che immediatamente capitalizza, prima di agganciare l’avversario sul punteggio di 4 pari. La partita ora offre qualche spunto tecnico di maggior interesse anche se l’impressione è quella di un Paire dotato di una cilindrata superiore e in grado di allungare da un momento all’altro. Cosa che puntualmente avviene nell’undicesimo game quando Garcia-Lopez è costretto a cedere nuovamente la battuta spedendo il rivale a servire per il parziale. Nel game successivo, però, c’è tutto il Paire che abbiamo imparato a conoscere. Quello del tennis-champagne in grado di salire a doppio set point e quello che con un doppio fallo, uno sciagurato serve and volley ed una smorzata larga un metro rimette in corsa un incredulo avversario. Si va dunque al tie-break. Quello che i francesi chiamano jeu décisif di fatto non ha storia finendo per premiare in fretta il talentuoso transalpino. Sei velocissimi punti, infatti, consentono a Paire di girare avanti 5 a 1, preludio del 7 a 2 che chiude un set che non passerà agli annali. Sono due giochi interlocutori ad aprire la seconda partita. La qualità del match stenta a decollare ma almeno la battaglia pare essere più serrata. Tra il terzo ed il settimo gioco i due giocatori si scambiano palle break a volontà ed il più lesto ad approfittarne è ancora una volta Paire che si porta sul 4 a 2. L’ultimo treno per Garcia-Lopez passa nel gioco successivo ma anche in questa circostanza è bravo il suo avversario a uscire con coraggio dalla buca. Il mancato contro-break di fatto chiude l’incontro, con lo spagnolo ormai scorato che cede senza opporre resistenza anche l’ultimo servizio per il 7-6 6-2 finale.

In chiusura di programma, dopo le sconfitte pomeridiane contro le indicazioni del computer di Gilles Simon – primo favorito del seeding – per mano di Pablo Carreno-Busta e di Leonardo Mayer contro Nicolás Almagro, è stata la volta del match forse più atteso di giornata – un inedito tra l’altro – che ha visto protagonisti due dei teenager di maggior prospettiva oggi in circolazione come l’irrequieto australiano ventunenne Nick Kyrgios e il “ragioniere” croato Borna Coric, di due anni più giovane. Kyrgios, finalista qui nel 2015 e accreditato della testa di serie n.2 e pertanto esentato dal primo turno, ha avuto la meglio di Cervantes mentre Coric si è sbarazzato di Arnaboldi e Dutra Silva.

 

Fa abbastanza freddo e tira vento, sugli spalti fanno capolino le prime coperte con il giovanotto di Zagabria che apre le danze con un ace. Dopo quattro giochi di studio è di Kyrgios il primo scossone e con la complicità involontaria di un Coric oltremodo falloso si prende un break, subito confermato per il 4 a 2. Come era lecito attendersi è sempre Kyrgios a dettare i tempi e i modi degli scambi con Coric, per la verità gran corsa la sua, bravo nel controbattere colpo su colpo. Il match segue ora l’andamento dei servizi e sul 5-4 l’australiano serve per il parziale. Istrionico sì, ma anche battitore di lusso: 3 ace e set in cascina. Fatali ad un buon Coric i peccati di gioventù commessi con il diritto nel quinto game. Si ricomincia ed è ancora Coric che prova a fare corsa di testa ma due risposte fulminanti di Kyrgios indirizzano inesorabilmente il terzo game, poi vinto alla terza palla break. E, manco a dirlo, subito confermato. La sensazione, per come l’australiano gestisce i propri turni di battuta, è che potrebbe già essere la svolta decisiva dell’incontro. Per lui, fino a questo punto, ottimi numeri al servizio con 7 prime in campo su 10 e già 8 ace a referto. Sul 4-2, il croato – dopo un diritto al salto di inaudita potenza del suo avversario (forse) mai visto prima d’ora – si trova costretto a fronteggiare una palla break che tanto assomiglia ad un match point. In quanto a temperamento, però, nulla da dire: Coric, infatti, con le unghie resta aggrappato al game e ad una partita che scorre via velocissima a tutto vantaggio di un Kyrgios a tratti semplicemente devastante. In un amen il gigante di Canberra fa 5-3 costringendo l’avversario a servire per rimanere nel match quando l’orologio a bordo campo non segna ancora l’ora di gioco. Kyrgios, caldo ed in piena trance agonistica, bombarda con tutti i fondamentali un rivale che ora mostra i primi segnali di impotenza e che si vede costretto a cancellare con encomiabile tenacia ben tre match point. Ma per l’epilogo è questione di minuti. Sul punteggio di 5 a 4, Kyrgios – per la prima volta costretto a ricorrere ai vantaggi – non trema e chiude alla propria maniera set e incontro. L’impressione avvertita quest’oggi è che in questo momento tra i due sicuri protagonisti della “next generation” intercorra una categoria di differenza a tutto vantaggio del funambolico australiano.

Risultati:

[3] B. Paire b. [5] G. Garcia-Lopez 7-6(2) 6-2
[8] P. Carreno-Busta b. [1] G. Simon 6-3 6-4
N. Almagro b. [7] L. Mayer 6-4 7-6(5)
[2] N. Kyrgios b. [6] B. Coric 6-4 6-4

Continua a leggere
Commenti

ATP

ATP/WTA Montreal, cambia il direttore del torneo: Eugene Lapierre cede il passo

A prendere le redini del National Bank Open sarà Valerie Tetrault. Lo storico direttore: “Farò il consigliere, voglio aiutare a promuovere il torneo”

Pubblicato

il

IGA Stadium - Montreal 2022 (foto Ubitennis)

Cambio della guardia al torneo di Montreal, dove lo storico direttore del torneo Eugene Lapierre ha lasciato il suo posto da guida del National Bank Open. A sostituirlo sarà Valerie Tetrault, precedentemente direttrice della comunicazione di Tennis Canada, nonché commentatrice tv ed ex giocatrice professionista. Sotto la guida di Lapierre, il torneo ha conosciuto una enorme crescita. Lapierre, in una conferenza stampa tenutasi oggi a Montreal, ha fatto sapere di rimanere all’interno di Tennis Canada come consigliere. “Voglio focalizzare la mia attenzione sulla promozione del tennis – ha detto Lapierre -. Tennis Canada è stata molto brava a far crescere il movimento dal basso, sino a produrre i grandi giocatori attuali. Ora vogliamo sfruttare il loro aiuto per diffondere il tennis tra i giovani”. Lapierre lascia un ruolo che esercitava dal 2001 (era arrivato nel 1999 come assistente direttore). “Eugene ha dato un contributo fondamentale nel far conoscere il Quebec come fucina di talenti tennistici – ha detto Peter Kruyt di Tennis Canada -. Lo ringraziamo per la sua decisione di rimanere con noi per continuare a promuovere il torneo”. Quello di Montreal non è l’unico grande torneo ad aver salutato una storica guida quest’anno. A Montecarlo, infatti, Zeljko Franulovic ha lasciato il posto a David Massey.

Continua a leggere

ATP

ATP Astana: Djokovic e Medvedev avanti tutta, schiantati Van De Zandschulp e Ruusuvuori

I due ex numeri uno del mondo proseguono senza intoppi il loro cammino in Kazakistan, conquistando due successi molto simili nel punteggio

Pubblicato

il

Novak Djokovic - ATP Astana 2022 (foto: twitter @atptour)

I due incontri che chiudono la sessione serale all’Astana Open (qui gli altri match della giornata) vedono protagonisti due ex numeri 1 del mondo, gli ultimi prima dell’ascesa al trono di Carlos Alcaraz. Nel primo match Novak Djokovic, testa di serie numero 4, doma 6-3 6-1 Botic Van De Zandschulp, in una partita comunque più complicata di quanto non possa apparire guardando soltanto al punteggio finale. Vince e convince anche Daniil Medvedev, numero due del seeding, eccezionale come sempre da fondo e al servizio. Il russo si impone 6-3 6-2 su Emil Ruusuvuori e raggiunge i quarti di finale, dove lo attende Roberto Bautista Agut. In caso di vittoria – e di contemporaneo successo di Djokovic su Khachanov – i due si scontrerebbero in semifinale.

[4] N. Djokovic b. B. Van De Zandschulp 6-3 6-1

L’incontro parte all’insegna dell’equilibrio nei primi turni di servizio, dov’è proprio questo fondamentale a farla da padrone. Djokovic muove bene il suo avversario ed è quasi sempre padrone indiscusso dello scambio. Un po’ a sorpresa, tuttavia, è proprio il serbo ad essere costretto ai vantaggi per la prima volta nel match. Nel quinto game, un suo brutto errore a rete e un gran vincente di Van De Zandschulp con un rovescio incrociato dal centro del campo contribuiscono alla prima parità della partita, comunque ben gestita dalla testa di serie numero 4, che sale 3-2. Al cambio campo viene rapidamente medicato al pollice della mano destra, ma il problema è talmente irrisorio che Djokovic quasi si indispettisce con Mohamed Lahyani per aver chiamato il medical time-out.

 

L’ex numero 1 del mondo non mostra segni di cedimento e, nel sesto gioco, trova il break che deciderà le sorti del primo set. Va detto che, in realtà, il serbo non abbia proprio grandi meriti, perché di fatto è Van De Zandschulp a consegnarsi. L’olandese commette tre gravi errori gratuiti e un doppio fallo in un game totalmente da dimenticare: Djokovic ringrazia e si porta avanti di un break. Il 35enne di Belgrado viene nuovamente trascinato ai vantaggi nel settimo gioco e, questa volta, è costretto anche ad annullare un break point. Grazie ad un attacco robusto riesce comunque a salvarsi, chiama a raccolta il pubblico e si porta sul 5-2. A questo punto, per il 21 volte campione Slam chiudere 6-3 il primo set è una semplice formalità.

Il secondo set è un assolo di Djokovic che, specialmente nelle parti iniziali, appare particolarmente nervoso verso il pubblico. Dopo aver perso il primo game, in ogni caso, l’attuale numero 7 ATP vince sei giochi consecutivi. Sull’1-1 il serbo trova il primo break del secondo set grazie ad un’ottima risposta sulla palla break nei piedi di Van De Zandschulp, che non riesce a gestirla e perde la battuta. Nel quinto gioco un altro turno di risposta sontuoso del campione di Wimbledon gli consegna un doppio break, confermato a fatica poco dopo. Il numero 34 del ranking riesce a procurarsi una chance di break nel settimo gioco, ma è di fatto impossibilitato ad entrare nello scambio e, sotto 1-5, alza bandiera bianca. Djokovic sublima il 6-3 6-1 finale con un gran punto sul match point, raggiungendo i quarti di finale: lo attende Karen Khachanov, che ha eliminato in rimonta Marin Cilic.

[2] D. Medvedev b. E. Ruusuvuori 6-3 6-2

L’avvio di partita è decisamente shock per Ruusuvuori, che incappa in alcuni errori di troppo: Medvedev non perdona, si esalta in difesa fin dai primi scambi e si porta subito in vantaggio 2-0. Dopo aver perso otto dei primi nove punti, il finlandese prova a scrollarsi di dosso un po’ di timore, lasciando andare di più il braccio e provando a mantenersi in scia. Per il 23enne di Helsinki, però, incidere in risposta è un compito decisamente arduo, visto che il russo concede solamente tre punti in quattro turni di battuta. Sotto 2-4 Ruusuvuori riesce in qualche modo a resistere ad un game da 16 punti, tenendo il servizio dopo aver salvato con coraggio tre palle break. La sentenza, tuttavia, è solamente rimandata di pochi minuti, perché sul 5-3 Medvedev trova un nuovo break, che gli consegna 6-3 il primo parziale.

Il russo ora può anche sfruttare il piccolo vantaggio di servire per primo e, esattamente come accaduto nella prima frazione, trova un break importante nel primo gioco in risposta. Due gratuiti di dritto di fila dal 30-30 condannano Ruusuvuori che, però, sotto 0-2 trova un’insperata reazione. Coadiuvato anche da un passaggio a vuoto di Medvedev (che commette un doppio fallo sul 15-30), il finlandese il primo break della sua partita, conquistando in un solo game di risposta più punti di quanti ne aveva conseguiti in tutto il primo set. Il numero 53 ATP riesce poi a completare l’opera, ricucendo lo strappo sul 2-2 grazie a due splendide smorzate.

Nel momento migliore della sua partita, tuttavia, Ruusuvuori non riesce a mantenersi a contatto con il suo avversario, che da quando viene raggiunto torna sugli alti livelli del primo set, strappando di forza gli ultimi quattro giochi dell’incontro. Sotto 2-3, infatti, il finlandese sbaglia ancora qualcosina di troppo e viene di fatto condannato alla sconfitta. Medvedev conquista un altro break allunga rapidamente sul 5-2. Al servizio per rimanere nel match, il 23enne di Helsinki si fa recuperare da 40-15 e, ai vantaggi, il numero 4 del ranking chiude i conti. Il 6-3 6-2 finale spedisce il russo ai quarti di finale (il nono in stagione), dove troverà la sua bestia nera Roberto Bautista Agut: lo spagnolo, infatti, ha vinto quattro dei cinque precedenti incontri, inclusi tutti e tre i match giocati sul cemento.

Il tabellone completo dell’ATP500 di Astana

Continua a leggere

ATP

Moutet e Andreev multati per la rissa di Orleans

I due tennisti se la cavano senza squalifica per il brutto episodio andato in scena nel Challenger francese

Pubblicato

il

La decisione dell’ATP sul caso Moutet-Andreev dopo la rissa a Orleans è arrivata in tempi rapidi. Diecimila euro di multa per entrambi i giocatori e nessuna squalifica per quanto avvenuto in campo, mentre Moutet è stato multato ancora per cinquemila euro a causa del suo comportamento fuori dal campo. Questo il verdetto secondo quanto è stato riportato da Tennis Majors.

I fatti hanno fatto il giro del web durante la scorsa settimana, con i due giocatori venuti a contatto dopo la stretta di mano seguita alla vittoria del tennista bulgaro al Challenger di Orleans. Moutet, dopo la partita, su Instagram scriveva di non volersi scusare, e anzi, di attendere il momento per fronteggiare l’avversario ancora una volta fuori dal campo. Dal canto suo il bulgaro nei giorni seguenti ha postato su Instagram il video di un frangente del riscaldamento di quella partita, in cui Moutet gli tirava forte al corpo. Il giocatore ha spiegato che le ruggini risalivano ad un match giocato la settimana precedente a Genova, sempre con la vittoria del bulgaro in tre set.

“Durante il match continuava a provocarmi, chiedendomi quale fosse il mio problema, ma io non avevo problemi con lui – ha detto Andreev in una conferenza stampa -. A Genova l’ho battuto e lui alla fine mi ha mandato a quel paese. Quindi è lui ad avere un problema, non io”. Il coach di Moutet ha poi spiegato che nel postpartita di Orleans i due giocatori sono stati tenuti lontani senza dar loro occasione di avere un altro confronto.

 

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement