ATP Stoccarda: Federer è nervoso ma supera Mayer, c'è Thiem in agguato. Avanza del Potro

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ATP Stoccarda: Federer è nervoso ma supera Mayer, c’è Thiem in agguato. Avanza del Potro

Roger Federer, ancora in leggero rodaggio, supera con due tiebreak il padrone di casa Florian Mayer, annullando tre set point. “Ho servito bene, e mi sento meglio ogni giorno che passa. Vincere il torneo sarebbe un sogno”. Ad aspettarlo in semifinale c’è Dominic Thiem, che ha superato un ottimo Mikhail Youzhny. Nella seconda semifinale si sfideranno Kohlschreiber e del Potro che ha superato Simon per 6-0 al terzo

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dal nostro inviato a Stoccarda

Il quinto giorno a Stoccarda, quello dedicato ai quarti di finale, vede scendere in campo 3 delle prima 4 teste di serie (manca all’appello il numero 2 Marin Cilic fatto fuori ieri da Stepanek) e ben due qualificati. Il programma, per essere un torneo 250, è a dir poco interessante e per la seconda giornata consecutiva le condizioni meteo non sono avverse agli organizzatori e tutti i match rispetteranno i loro orari come previsto.

I primi ad inforcare le racchette, per la prima volta in carriera, sono Dominic Thiem e Mikhail Youzhny. Entrambi partono forte e l’austriaco si guadagna subito il break con un vincente di rovescio dopo un lungo ed emozionante scambio. Il russo recrimina per una mancata chiamata dell’arbitro su una sua prima di servizio che effettivamente aveva preso il nastro. Il vantaggio dell’austriaco però non dura molto in quanto al quarto game, con due doppi falli e uno smash a rete, perde il servizio e si torna in parità. All’ottavo gioco Thiem si appresta a battere con palle nuove; Youzhny non spinge più di tanto e si limita a rimandare la palla dall’altra parte del campo, il suo avversario è impreciso e perde a 15 il game concedendo così la chance al russo di servire per il primo set. Chance che viene efficacemente sfruttata e dopo 30 minuti si va al secondo. Nei primi game assistiamo a numerosi vincenti da ambo i lati e proprio grazie a due di essi, in risposta col rovescio, Youzhny si guadagna una palla break. Thiem la annulla con uno smash e un ace seguito da un “come on”; l’attuale numero 7 del ranking sa di dover alzare il suo livello e di dover fare qualcosa in più perché di fronte a lui c’è un giocatore in giornata, ed infatti ciò accade sul 5-4: la profondità di Thiem induce il russo all’errore svariate volte che perde così il set di vantaggio. Le prime emozioni del terzo parziale arrivano all’ottavo gioco con il numero 76 del ranking al servizio. Thiem si guadagna due palle break dopo uno scambio avvincente fatto di smorzate e contro-smorzate, ma nei punti successivi Mikhail ritrova la prima e si porta sul 4-4. La successiva palla break arriva tre giochi più tardi e questa volta è in favore del nativo di Mosca, ma viene annullata da un serve and volley dell’austriaco il quale, scampato quest’ultimo pericolo, prova l’assalto finale nel game successivo per evitare il tie-break. Con la complicità del russo, Dominic si guadagna due match point e il secondo sarà quello decisivo: vincente di dritto e pugni al cielo.

 

Nelle dichiarazioni post-match definirà questo risultato“la mia più grande vittoria sull’erba, contro un giocatore esperto di questa superficie”. Inoltre ci tiene a far sapere che è “orgoglioso del risultato perché non ho avuto molto tempo per prepararmi e ora ciò che otterrò da questo torneo sarà tutto di guadagnato”. Dunque seconda semifinale consecutiva, dopo quella al Roland Garros, per il ventiduenne che oggi si è portato a casa un match combattuto mostrando di saper vincere anche senza brillare e che, nonostante la giovane età, riesce comunque ad imporre il suo gioco dimostrando tenacia e pazienza.

Il secondo match, iniziato puntuale alle 14:00, vede scendere in campo Roger Federer contro il qualificato Florian Mayer ed è proprio lui a sembrare più in palla nei primi game e riesce facilmente a trovare la via per giocare dei vincenti. Nel primo gioco Federer concede subito una palla break annullata poi senza difficoltà, tuttavia bisogna aspettare la seconda metà del set per vedere lo svizzero a suo agio sui suoi turni di battuta. Il tedesco, col suo gioco eclettico fatto di rovesci affettati e attacchi in contro tempo, impedisce a Roger di trovare il ritmo. Nel dodicesimo game Federer vorrebbe evitare il tie-break e gioca più aggressivo e arriva addirittura a set point, ma stecca due palle e ridà fiducia al tedesco che prende svariate volte la rete e lo raggiunge sul 6-6. Il primo mini-break lo fa Federer al secondo punto grazie ad un attacco di rovescio e poi giocherà solo prime vincenti. Un altro mini-break lo strappa prima del cambio campo dopo lo scambio più lungo del match e successivamente chiuderà con un ace questo primo parziale di non straordinaria bellezza. Nel primo game del secondo set, durato 7 minuti, un Federer aggressivo arriva a palla break annullata da una serie consecutiva di bei colpi del tedesco il quale, nel gioco successivo, sarà lui ad avere l’opportunità del break. Roger manda in rete un altro rovescio ed è 2-0 Mayer. Lo svizzero non ci sta e inizia a spingere ancora di più col dritto e se la cosa negativa è che gli errori non diminuiscono, quella positiva è che comincia a sbagliare anche Mayer che gli ridà il break. L’ex numero 1, oltre che falloso, pare anche un po’ nervoso e dopo una chiacchierata con l’arbitro durante un cambio campo va a servire sul 6-5 in favore del tedesco. Sorprendentemente gli concede tre set point ma il numero 226 del ranking non è abbastanza aggressivo e dunque tie-break anche qui. Il tedesco esordisce con un errore gratuito, mentre gli altri due mini-break è lo svizzero a doverseli guadagnare con due accelerazioni di dritto a dimostrazione che, nonostante non abbia brillato durante il set, nei momenti chiave l’esperienza prevale. Il secondo dei sei match point è quello decisivo e così Federer può esultare dopo 1 ora e 28 minuti di gioco.

Dopo l’uscita di scena dell’acclamato numero 3 del mondo, gli applausi non si placano perché a fare il suo ingresso in campo è Philipp Kohlschreiber, l’ultimo tedesco rimasto in competizione, sempre molto amato quando gioca in casa. Ad affrontarlo troviamo un sempre verde Stepanek che proviene addirittura delle qualificazioni. Le prime emozioni le viviamo nel terzo game dove, grazie a due vincenti, uno di dritto e uno di rovescio, Philipp ottiene la prima palla break, annullata da un servizio vincente; il break tuttavia arriverà ma più tardi, per la precisione al nono game dopo una lunga serie di alti e bassi da entrambe le parti. Grazie a questo vantaggio il numero 26 del mondo riesce a portarsi a casa il set. Nel secondo gioco del secondo parziale però sarà lui, causa un doppio fallo e una volée vincente del ceco a dover difendersi da due break point e lo fa con un dritto e un servizio entrambi vincenti. A questo punto del match entrambi i giocatori sembrano un po’ deconcentrati e si alternano vincenti di alta fattura ad errori gratuiti ad inizio scambio. Nel quinto gioco altra palla break per Stepanek generata da un errore gratuito, annullata da un ace. Match che non regala particolari emozioni fino all’undicesimo game dove sul 5 pari, a causa di una volée di rovescio lunga del ceco, Kohlschreiber ha una palla break che sa di match point. Stepanek commette un altro errore gratuito (manda lungo un approccio a rete) e il tedesco emette un piccolo urlo di liberazione. Kohlschreiber servendo per il match non mostra segni di cedimento e senza problemi vince l’incontro. Questa è stata la prima vittoria per il tedesco contro il ceco dopo sei sconfitte consecutive e quando glielo viene fatto notare dall’intervistatrice, lui sottolinea come abbia dovuto “cambiare il mio stile; non ho giocato molti cross a tagliare il campo come al solito, bensì mi sono preso più rischi con la seconda. Tuttavia non sono soddisfatto del mio gioco e di buono c’è che mentalmente sono stato solido nei momenti che contano”.  Inoltre ha aggiunto che “è stato un match intenso e sull’erba è così: per via del serve and volley gli scambi possono essere brevi”.

Sarà per il sole che ha picchiato duro sulle teste degli spettatori (e degli inviati) per tutta la giornata, sarà per il gioco un po’ ipnotizzante di Simon, fatto sta che l’ultimo incontro odierno all’inizio ha un che di soporifero, tuttavia i punti a cui assistiamo sono di discreta fattura e non mancano gli scambi che superano i 10 colpi. Entrambi i giocatori non hanno problemi nei loro turni di battuta e addirittura quello che spinge di più al servizio è il francese. Dopo 41 minuti e 0 palle break si giunge al tie-break dove Simon inizia a tessere la sua tela ed al secondo punto, inducendo l’argentino all’errore, è già mini-break. Del Potro prova ad aumentare la velocità dei suoi colpi da fondo, ma quando si affaccia a rete viene passato senza pietà e addirittura, dopo il cambio campo, si complica le cose da solo con un doppio fallo. A questo punto, sul 5-2 per Simon, l’argentino comincia a colpire al massimo su ogni palla, ma questo non significa rimonta bensì un altro doppio fallo e così il francese vince il tie-break 6 punti a 3. Nel quarto game del secondo set arriva la prima palla break del match ed è in favore di del Potro il quale, stanco di subire il gioco di Simon, decide di aumentare di marcia e vince un corpo a corpo a rete. Purtroppo per lui il francese non si tira indietra quando si tratta di spingere e il break non si concretizza. Nel gioco successivo sarà l’ex numero 4 a dover difendersi da due palle break e la cosa gli riuscirà in maniera efficace grazie alla prima di servizio. Nell’ottavo gioco un paio di distrazioni del francese offrono 2 opportunità di break all’argentino che, con un’accelerazione di dritto, si porta a servire per il set. Tre prime vincenti e un errore di Simon portano tutto al terzo.

Il francese inizia a dare segni di frustrazione e spesso si lamenta con l’arbitro per il rimbalzo irregolare della palla, mentre del Potro riesce a trovare le contromisure al gioco dell’avversario: tiene lo scambio sulla diagonale del rovescio con il back e poi spinge col dritto a sventaglio. Proprio con questa tattica riesce a guadagnarsi il break nel game di apertura ed il secondo arriva quando il francese era aventi addirittura 40-15, ma poi mette a referto una serie di errori gratuiti e al cambio campo siamo 3 a 0 pesante. L’ex numero 8 si improvvisa giocatore di serve-and-volley ma senza troppa convinzione e subisce così anche il terzo break; il giocatore è polemico un po’ con tutti ma non si capisce bene il perché. Intanto il suo avversario chiude il match dopo 2 ore e 4 minuti, con un bagel ed approda nelle semifinali del torneo. Successivamente dichiarerà: “Ringrazio il pubblico per avermi aiutato a giocare ancora meglio. Dopo 3 operazioni e 2 anni di lontananza, torno a godermi il tennis. Non so se domani il pubblico mi supporterà ma io cercherò di fare un buon match”.

Le semifinali che si giocheranno domani saranno Federer contro Thiem e Del Potro contro Kohlschreiber, davvero niente male.

Risultati:

[3] D. Thiem b. M. Youzhny 3-6 6-4 7-5
[1] R. Federer b. F. Mayer 7-6(2) 7-6(1)
[7] P. Kohlschreiber b. R. Stepanek 6-4 7-5
[WC] J.M del Potro b. [4] G. Simon 6-7(3) 6-3 6-0

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ATP Montreal: Il magic moment di Kyrgios, battuto Medvedev in rimonta. Alcaraz piegato da Paul, gli avversari di Carlos si esaltano

L’australiano centra la seconda vittoria contro un n. 1 della classifica mondiale: ci riuscì nel 2014 contro Nadal a Wimbledon. Le due partite sembrano segnare altrettante fasi della carriera di Nick

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Nick Kyrgios - Washington 2022 (Twitter - @atptour)
Nick Kyrgios - Washington 2022 (Twitter - @atptour)

Erano 21 anni che le prime due teste di serie di un torneo di categoria “1000”, oggi denominati ufficialmente Masters 1000, non venivano eliminate contemporaneamente al primo turno, che nel loro caso potendo godere di un bye è il secondo round. Infatti a succedere alle cocenti sconfitte di Guga Kuerten (n. 1) e Andre Agassi (n. 2) a Stoccarda 2001 per mano rispettivamente del bielorusso Max Mirnyi e del marocchino Hicham Arazi, ci sono i ko di Daniil Medvedev e Carlos Alcaraz al Omnium Banque Nationale presented by Rogers. Una situazione, che andando ad approfondire per gli amanti dei numeri, non si verificava all’Open del Canada addirittura dal 1996, quando Thomas Muster e Goran Ivanisevic abbandonarono l’evento nordamericano sotto i colpi del padrone di casa Daniel Nestor e dello svedese Mikael Tillstrom.

N. Kyrgios b. [1] D. Medvedev (2)6-7 6-4 6-2

Il match del torneo, quello che tutti fremevano di ammirare appena dopo l’esito dell’urna del sorteggio, è andato a Nick Kyrgios. Continua l’incredibile annata del rilancio per l’australiano, che sta approdando finalmente verso i lidi del tennis mondiale che competono al suo magnifico talento. Oggi ne ha dato l’ennesima riprova, mostrando crescenti progressi sul piano psicologico: ha saputo andare oltre la fatica e la stanchezza, con fine abilità nel perseguire una partita impostata sul serve&volley. Il 27enne di Canberra ha prevalso in rimonta sul n. 1 del tabellone Daniil Medvedev per (2)6-7 6-4 6-2 in due esatte di gioco. Un confronto tra due giocatori in ottima forma, considerando che entrambi avevano vinto un titolo la scorsa settimana – a Washington e Los Cabos – ma allo stesso tempo molto provati fisicamente visto anche i due trofei back-to-back in doppio da un lato e l’inattività prolungata, che potrebbe far risentire maggiormente la cavalcata in un torneo, dall’altra.

 

Con questa affermazione Nick può vendicarsi della sconfitta subita in quattro set all’inizio dell’anno, a casa sua, in Australia portandosi sul 3-1 nel computo degli H2H, avendo anche vinto nel 2019 a Roma e nella finale di Washington. Ma probabilmente il dato più rilevante è che per Kyrgios, si tratta della seconda vittoria della carriera contro il n. 1 del ranking ATP, ci era riuscito soltanto nel 2014 agli ottavi di Wimbledon contro Nadal. Quella fu la partita che fece conoscere Nick al grande pubblico, ma soprattutto fu la dichiarazione di cosa era capace di fare. Il talento ce sempre stato, la continuità mentale pare averla raggiunta adesso. Perciò sono due match epocali, che fanno da spartiacque segnando, per certi versi, un prima e un dopo nella sua carriera: dal successo ad appena 19 anni sul campo più importante del mondo contro uno dei più grandi agonisti della storia sportiva, con il proprio nome sulla cresta dell’onda ma che invece di dare inizio ad una epopea imperiale di dominio e di trionfi Slam a raffica, fu solo uno dei tanti exploit – dei successivi 8 anni – privi di stabilità per raggiungere grandi risultati; al trionfo della maturità raggiunta, a 27 anni, e che potrebbe regalare a Nick nell’ultima parte della sua vita da atleta le vittorie che il suo braccio merita.

IL MATCH – Il primo game della partita è già indicativo in merito allo stato delle condizioni fisiche dell’australiano, Kyrgios si proietta costantemente verso la rete mostrando chiaramente la sua strategia tattica per la sfida odierna: ha intenzione di utilizzare frequentemente il serve&volley per sprecare il meno possibile a livello di energie ed evitare d’invischiarsi nel terreno di caccia preferito dal russo, quello del palleggio da fondocampo. Ovviamente è facile intuire che se Nick vorrà perseguire uno schema di gioco estremamente aggressivo, sarà fondamentale per lui avere una resa al servizio inossidabile e continua.

La prima parte del set ci dice che la battuta, come del resto sta avvenendo nell’ultimo periodo, funziona a meraviglia. S’intravedono alcuni scambi soltanto durante i turni di servizio di Medvedev, ma anche il n. 1 del mondo è molto solido con il fondamentale d’inizio gioco. In particolar modo Daniil sta brillando nel primo colpo in uscita dal servizio, giocando la prima esecuzione con eccezionale precisione. Questo gli permette di comandare immediatamente il punto, per poi sfiancare il giocatore di Canberra sulla diagonale sinistra. Nel sesto gioco si vedono le prime variazioni con il back del n. 37 ATP e la smorzata dell’orso di Mosca, ma l’equilibrio regna sovrano.

Si giunge sul 4-4, con le ribattute che hanno raccolto solamente 5 punti complessivi. Nick è invalicabile alla battuta, sostanzialmente non parte mai lo scambio nei suoi turni: il massimo a cui si può assistere è un tentativo di passante del moscovita quando la prima o la volée non si rivelano definitive. Questa totale assenza di pericolosità in risposta innervosisce e non poco il campione dello Us Open, perché sa perfettamente che se il finalista di Wimbledon non calasse sarebbe dura per lui impensierirlo. Più passano i minuti e più si consolida la sensazione di maggiore insidia per la battuta di Medvedev. La percezione diventa realtà nel decimo game, dove Daniil chiamato a prolungare il set inciampa in due doppi falli ma soprattutto Nick trova un paio di soluzioni da cineteca: prima una rispostona in allungo vincente di dritto, all’incrocio delle righe, poi il capolavoro con lo slice a rallentare e l’uscita bimane folgorante in lungolinea. Arrivano così le prime due palle break del match, che dunque sono anche set point: sono opportunità che pesano come un macigno, ma Medvedev è inappuntabile con il servizio scagliando una prima vincente e un ace.

In realtà il 26enne deve soffrire ancora, prima di preservare il proprio turno di battuta, a causa di qualche imprecisione nelle esecuzioni eppure senza rischiare ulteriormente si salva. L’ex n. 13 a questo punto deve affrontate le prime reali difficoltà della sua partita, con il primo game ai vantaggi al servizio per via di qualche seconda di troppo, che lo costringe a fare gli straordinari al volo. Tuttavia ancora una volta facendo leva sul proprio repertorio da doppista, peraltro in scia di un doppio trionfo nella specialità tra Atlanta e Washington, Nick non concede nessuna concreta chance. Si arriva così al prevedibile tie-break, dove si deciderà tutto ai punti e nel quale anche la più piccola disattenzione potrebbe costare il parziale: il primo a sbagliare è Kyrgios, tra il terzo ed il quarto punto ricerca un angolo troppo pronunciato con la volée di rovescio e poi sempre nello stesso lato del corridoio manda largo uno schiaffo al volo, regalando due mini fughe al russo. Così Daniil senza fare nulla di trascendentale si ritrova sul 6-1, Nick allora perde le staffe e scaraventa una pallata fuori dall’impianto, inevitabile il warning. Infine altro gratuito a rete, che chiude il set 7 punti a 2.

L’australiano però non demorde, parte forte nel secondo set e grazie ad un bellissimo cross di dritto breakka immediatamente per poi consolidare l’allungo, nonostante vada sotto 0-30, e salire 2-0 con anche un pericoloso 30-30 che non riesce a trasformare in una possibilità di doppio break. Continua l’ex n. 1 a non patire il bimane moscovita, reggendo alla grande quella direttrice oltre a mostrare un’eccezionale capacità di anticipo sulla palla per prendere campo e togliere tempo all’avversario. In questo secondo set si scambia decisamente di più, Daniil mette ancora pressione con un altro 30-30 nel quarto gioco ma il n. 37 non se vuole sapere di cedere il servizio. I fondamentali d’inizio gioco a questo punto non lasciano neanche le briciole e Nick vince 6-4 il secondo set, durato 36 minuti.

La grande battaglia dei servizi continua nella frazione finale, anche se l’equilibrio rischia di rompersi già in apertura come accaduto ad inizio secondo parziale. Il 27enne di Canberra adesso infatti accusa la stanchezza, essendo perciò costretto a diminuire la velocità del suo servizio per prediligere soluzioni più lavorate in slice affinché possa ricercare maggiormente gli angoli e avere di conseguenza più tempo per scendere a rete. Nick oggi è perfetto nelle sistematiche discese in avanti, di vecchia scuola; tuttavia qualche errore in più per via dell’appannamento fisico è fisiologico. Dall’altra parte inoltre è molto concentrato e attento Medvedev, pronto a sfruttare il minimo passaggio a vuoto dell’avversario: ecco quindi materializzarsi due pericolosissimi break point, l’ex vincitore dell’Australian Open 2013 allora decide di mostrare tutti i progressi fatti sul piano mentale quest’anno, con l’ace numero dieci e undici pareggia (1-1). Questo salvataggio si rivelerà decisivo e propedeutico per lo strappo finale, nel quinto gioco infatti anche se le energie stanno venendo meno il talento trascina l’australiano, che mette in fila una serie di risposte sensazionali con spettacolare anticipo. Break sigillato da un passante bimane incrociato tirato da posizione invereconda, con Nick ormai incontenibile che consolida a 0. Il match si conclude qui, Medvedev si spegne: commette un doppio fallo e due marchiani errori di rovescio. Anche il nastro gli è sfavorevole, doppio break (5-2) e Kyrgios al servizio certifica il suo approdo agli ottavi.

T. Paul b. [2] C. Alcaraz (4)6-7 7-6(7) 6-3

ALCARAZ MOSTRA I PRIMI SCRICCHIOLII – Dopo due finali consecutive, seppur perse per mano degli azzurri Musetti e Sinner, Carlos Alcaraz non mantiene fede al suo status di seconda testa di serie e all’esordio nel Canada Open viene estromesso immediatamente da Tommy Paul (n. 34 ATP) subendo la rimonta dell’americano per (4)6-7 7-6(7) 6-3, questo lo score finale a conclusione di una battaglia infernale di quasi tre ore e mezza di gioco (3h24). Una versione dell’allievo di Ferrero, che comincia a mostrare i primi scricchiolii e le prime crepe del suo tennis, dopo la devastante prima parte di stagione. Sapevamo che un giocatore con le sue caratteristiche, non potesse reggere quel livello per 12 mesi, ma la sensazione sempre più incalzante è che in un certo senso porti gli avversari ad innalzare il loro livello massimone avevamo già parlato dopo Miami.

Un match pazzesco, che lo statunitense avrebbe potuto perdere anche in due set se solo il 19enne murciano non avesse mancato un match point sul proprio servizio al tie-break, gioco decisivo al quale si è giunti dopo che lo stesso campione junior del Roland Garros 2015 ha gettato al vento l’opportunità di servire per il parziale sul 5-4. Ma l’intero set ha avuto un andamento abbastanza ondivago: Carlos va avanti 3-0 salvo poi farsi recuperare e vedere sfumare in volata la vittoria, con l’avversario che ha rischiato seriamente di finire nel burrone. Infine l’apoteosi del parziale finale, con Tommy a frantumare due break point in apertura e a rompere gli indugi con il break del quarto game. Per completare, l’ultimi scampoli in versione thriller: Alcaraz annulla altri 4 match point (dopo quello sprecato da lui), due di fila, e dopo 12 punti rimane in scia. Questo sforzo gli garantisce un’opportunità per riaprire tutto, ma Paul supera brillantemente l’ultima curva e vince al quinto match ball. Per lui 42 vincenti e 32 non forzati, Alcaraz da questo punto di vista in perfetto equilibrio (36/36), ma paga la poca efficienza della seconda.

IL TABELLONE DEL MASTERS 1000 DI MONTREAL

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ATP Montreal: Sinner batte in rimonta Mannarino e raggiunge Carreno Busta agli ottavi

Jannik Sinner parte male ma esce alla distanza contro Mannarino anche grazie all’aiuto del servizio. Agli ottavi sfida con Pablo Carreno Busta

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Jannik Sinner - Montreal 2022 (foto Ubitennis)

[7] J. Sinner b. [Q] A. Mannarino 2-6 6-4 6-2 (da Montreal, il nostro inviato)

Esordio non semplice per Jannik Sinner, che ha faticato più di quanto ci si potesse aspettare a entrare in partita contro Adrian Mannarino, cedendo nettamente nel primo set per poi uscire molto bene alla distanza, aiutato anche dal servizio in netto miglioramento. “Ci ho messo un po’ di tempo per capire come giocava, perché sapevo che veniva da tre vittorie e quindi era sicuramente in condizione – ci ha detto Sinner dopo il match – ho provato a trovare una soluzione, perché lui all’inizio stava giocando bene e sbagliava poco. Ho cominciato a servire meglio, poi lui ha fatto un paio di errori nei momenti importanti quando sono riuscito a fargli il break e poi da lì in poi sono riuscito ad alzare il livello”.

IL MATCH – Che non sarebbe stata una giornata facile per Sinner si era capito subito dal secondo game, quando sulla prima palla break in favore di Mannarino il francese si vedeva regalare il punto da un nastro vincente micidiale che lo mandava subito avanti 2-0. Passato attraverso le qualificazioni, il transalpino è una vecchia volpe dei campi e si trova certamente a suo agio nei palleggi ad alta velocità sui quali solitamente Sinner imposta le sue partite.

 

Il servizio dell’altoatesino è sicuramente un’arma più letale, ma grazie alla rotazione mancina e ai movimenti molto puliti anche Mannarino sa farsi rispettare. Il primo set è volato via in 38 minuti senza che Sinner ci abbia capito un gran ché: un po’ troppi errori da parte sua negli scambi da fondocampo, e pochi punti gratuiti ottenuti con il servizio nonostante ottime velocità di punta ottenute con la prima, comparabile a quelle di Berrettini del giorno precedente.

Il secondo set non iniziava meglio del primo: Mannarino continuava a giocare da fermo dando l’impressione di non essere minimamente in difficoltà sugli scambi da fondo e Sinner, nonostante la decisione di aumentare la “net clearance” e aggiungere un po’ più di “curva” ai suoi colpi continuava a commettere errori per lui piuttosto inusuali.

A metà set cambiava qualcosa: Sinner iniziava a far correre l’avversario, muovendo di più il gioco e togliendosi dalle solite diagonali. Con l’assistenza del servizio che consentiva di rilassarsi un poco nei propri turni di battuta, trovava la chiave per iniziare a girare la partita quando, sul 4-4, riusciva a ottenere il break per la prima volta nel match chiudendo con uno splendido passante di rovescio lungolinea. Nel game successivo riaffioravano due errori gratuiti che inguaiavano Sinner sullo 0-30, ma con quattro punti consecutivi l’azzurro in 46 minuti chiudeva il secondo parziale e trascinava il match al terzo.

Mentre il sole vinceva definitivamente la sua battaglia sulle nuvole e il livello superiore del Court Rogers veniva riempito dagli spettatori reduci dalla sconfitta di Alcaraz sul Centrale, Sinner iniziava il set decisivo con il piglio giusto: aiutato anche da un doppio fallo sanguinoso di Mannarino sul 30-30 nel game d’apertura, Jannik prendeva subito un break di vantaggio passando per la prima volta nel match a condurre. Il francese appariva visibilmente contrariato e continuava a toccarsi il ginocchio destro, per il quale finiva poi per chiedere il medical time-out al primo cambio di campo del set.

La fasciatura ottenuta dal medico durava solo un paio di giochi, ma la nave era già salpata per Mannarino: Sinner aveva trovato il suo assetto ideale negli scambi da fondo e riusciva a martellare tenendo saldamente il pallino del gioco in mano sua. Un secondo break sul 4-2 e quattro servizi nel game seguente hanno chiuso il match dopo due ore e 5 minuti di lotta mandando Sinner al terzo turno dove dovrà affrontare Pablo Carreno Busta (precedenti in parità sull’1-1, con l’ultimo incontro disputatosi a Miami la primavera scorsa).

“Dovrò giocare bene contro di lui, che ha battuto Berrettini e Rune in questo torneo. Mi devo preparare bene e vediamo come andrà domani”.

Sinner è arrivato a questo torneo avendo giocato fino a 10 giorni fa sulla terra battuta, per cui ha dovuto gestire il cambiamento di superficie, oltre al repentino abbassamento della temperatura che ha interessato Montreal da lunedì in poi. “Quando si cambia superficie è necessario colpire tante più palle possibili per capire il rimbalzo, la velocità del campo e anche come rispondono le palline. Qui ci siamo allenati molto e abbiamo fatto anche qualche piccola modifica sulla tensione delle corde. La prima volta che abbiamo provato a cambiare la tensione delle corde, mezzo chilo in più, mezzo chilo in meno, è stato a Umago due settimane fa: Simone [Vagnozzi] mi aveva detto che la palla era un po’ lenta, quindi abbiamo provato a modificare la tensione. Qui invece siamo rimasti con un chilo in più, perché spesso la palla tende a volare. Da questo punto di vista mi è molto utile avere Darren [Cahill] e Simone [Vagnozzi] che mi stanno aiutando a migliorare anche da questo punto di vista”.

Il tabellone completo dell’ATP di Montreal

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Laver Cup: anche Tsitsipas e Ruud nel Team Europe. Regalo di compleanno per Rod

Annunciati altri due top 10 per la formazione europea, il giorno dopo il compleanno dell’ex campione

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delray beach, florida, january, 1982 grand slam tennis champion, rod laver at laver's resort. exclusive photo by art seitz

La più grande esibizione del mondo tennistico, intitolata all’unico in grado di portare a casa il Grande Slam nell’anno solare (ben due volte) si arricchisce di altre due partecipazioni illustri: Stefanos Tsitsipas e Casper Ruud. Curiosamente, ieri 9 agosto (un giorno dopo quello di Federer) Rod Laver ha compiuto 84 anni, e la partecipazione ufficiale del greco e del norvegese con il Team Europe, rispettivamente n.5 e 7 del mondo, suona quasi come un regalo di compleanno per la Laver Cup (e dunque per Rod stesso). Già la presenza dei Fab 4 da sola sarebbe bastata per un’audience smisurata, aggiungere due giovani top 10 e finalisti Slam può solo arricchire il menù e gli introiti.

Per Tsitsipas, dopo quelle del 2019 e del 2021, si tratta della terza partecipazione a questa manifestazione, sempre vinta dal Team Europe di Bjorn Borg, apparso ben contento (probabilmente a differenza di John McEnroe, capitano del Team World) di accogliere altri due campioni: “Una formazione straordinaria. Stefanos e Casper guidano la nuova generazione di giocatori. Entrambi hanno eccelso nella competizione della Laver Cup e non ho dubbi che apprezzeranno l’opportunità di stare al fianco dei Big Four. Sarà un evento straordinario a Londra“. E anche il greco, che deve ritrovare la giusta rotta dopo un periodo non esaltante, non lesina sulla sua gioia di poter far essere anche quest’anno della partita: “La Laver Cup è un evento a cui mi diverto a prendere parte poiché faccio squadra con i miei rivali e divento parte del Team Europe, giocando contro alcuni dei migliori concorrenti che il Team World ha da offrire. Sono più che orgoglioso di rappresentare il Team Europe“.

 

Ruud invece, dopo aver raggiunto le prime finali Slam e 1000, e il best ranking di 5 al mondo, giocherà per la seconda volta in carriera (esordio l’anno scorso) la Laver Cup, in quella che probabilmente passerà alla storia come la squadra più forte di tutti i tempi, potendo schierare Djokovic, Federer, Nadal e Murray insieme.Sono orgoglioso di far parte di una formazione storica del Team Europe“, dice Ruud, “è stata un’esperienza straordinaria gareggiare a Boston e non vedo l’ora di avere questi incredibili giocatori come miei compagni di squadra a Londra“.

Rod Laver ha festeggiato tante volte nella carriera e nella vita, ma questa è la prima volta che come regalo di compleanno riceve due top 10 per il torneo che porta il suo nome, e dunque, con la speranza che per la prima volta il Team Europe possa non vincere, o almeno che ci sia un po’ di pepe in più nella sfida, auguriamo anche noi di Ubitennis un buon compleanno (con un giorno di ritardo) all’ex campionissimo.

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