ATP Stoccarda: Federer non è ancora pronto, finale Thiem-Kohlschreiber

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ATP Stoccarda: Federer non è ancora pronto, finale Thiem-Kohlschreiber

Dominic Thiem annulla due match point ed è il primo finalista dell’ATP di Stoccarda. Svanisce la testa di serie numero 2 a Wimbledon per Roger Federer, ancora in ritardo di condizione. Kohlschreiber si conferma fortissimo in Germania e interrompe l’ascesa di Juan Martin del Potro

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dal nostro inviato a Stoccarda

[7] P. Kohlschreiber b. [PR] J.M. del Potro 6-3 6-4

La seconda semifinale del torneo inizia senza dare al pubblico (e agli inviati) neanche un attimo di respiro e vede faccia a faccia, per la nona volta in carriera, Juan Martin del Potro e Philipp Kohlschreiber. L’argentino è in vantaggio per 6 a 2 ma non si sono mai affrontati sull’erba e l’ultimo incontro sulla terra di Munich lo ha vinto il tedesco, il quale in questo torneo non ha ancora perso un set. Nonostante in campo ci siano due tra i giocatori più amati del pubblico, l’atmosfera non è affatto calda, e anche quando Philipp conquista un break al terzo gioco a causa di un errore di rovescio dell’argentino, sugli spalti non sembra esserci una reazione particolare. I due scambiano bene da fondo e Kohlschreiber cerca spesso di rompere il ritmo all’argentino facendo uso di palle corte e del Potro sembra accusarle un po’. Nel sesto gioco è proprio lui ad avere la chance per riconquistare il break, ma la prima di servizio del tedesco è ingiocabile. Due game più tardi il gigante di Tandil è alla battuta e commette tre errori gratuiti concedendo così i primi set point per il tedesco, il quale sfrutterà il secondo vincendo il parziale 6-3.

 

Del Potro non sembra ancora essere entrato completamente in partita e nel quarto gioco del secondo set, dopo un paio di accelerazioni vincenti di Kohlschreiber, deve difendersi da due palle break e riuscirà nell’intento grazie al servizio. A questo punto, in maniera del tutto prevedibile, cominciano a cadere dal cielo grosse gocce d’acqua, e ben presto la densità della pioggia raggiunge un livello che rende impraticabile il campo che viene prontamente coperto. L’arbitro dichiara il match sospeso con il cronometro che segna 51 minuti di gioco.
Sembrava davvero che per oggi sarebbe finita lì, ma dopo più di un’ora ecco che i due giocatori tornano in campo, non prima che il manto erboso sia stato asciugato a dovere. Del Potro anche ieri si era ritrovato un set sotto con Simon e aveva reagito iniziando a spingere per rimettersi in partita, oggi invece non fa nulla di ciò e continua con un gioco monotono senza acuti. All’orizzonte enormi cumuli di nubi minacciano un’altra interruzione che potrebbe essere definitiva, tuttavia il tedesco non ci sta e prende l’iniziativa. Nel decimo gioco con un dritto vincente si guadagna due match point. L’argentino li annulla con un ace e un dritto vincente, però poi con lo stesso fondamentale, commette un errore gratuito e la terza palla match è quella buona. Kohlschreiber non ha neanche il tempo di alzare le braccia al cielo che, proprio dal cielo, comincia a venir giù tanta di quell’acqua da far scappare tutti alla ricerca di un riparo.

Il tedesco, nella conferenza dopo il match, dirà di essere soddisfatto della sua aggressività e spende qualche parola anche per il suo avversario di domani, Dominc Thiem: “Ci alleniamo spesso insieme e lo conosco bene. Il modo in cui sta migliorando è spaventoso. Qui sull’erba ha raggiunto questo risultato senza neanche prepararsi. Domani sarà sicuramente il favorito ma io gioco in casa e spero conti a qualcosa.

[3] D. Thiem b. [1] R. Federer 3-6 7-6-(7) 6-4 

Stats Federer-Thiem

Qui a Stoccarda siamo arrivati alla penultima giornata e questo significa che è tempo delle semifinali. Nella parte alta del tabellone troviamo i grandi favoriti per la vittoria finale la testa di serie numero 1 e quella numero 3, mentre dall’altra parte ci sono un ritrovato Del Potro e l’idolo di casa Kohlschreiber.

I primi a scendere in campo sono Federer e Thiem i quali hanno giocato solo due match prima di arrivare a questo appuntamento, ma per entrambi non è stata una passeggiata: lo svizzero nel match di esordio se l’è vista col diciottenne Fritz il quale gli ha strappato persino un set, mentre ieri il veterano Mayer lo ha portato al tie-break per due volte; il giovane austriaco invece nel primo match ha dovuto fronteggiare il battitore Groth senza riuscire a strappargli il servizio per tutto l’incontro e ieri, contro Youzhny, ha vinto in rimonta. Quest’anno si sono già affrontati due volte e Roger ha vinto sul cemento di Brisbane nel primo torneo dell’anno (dove ha raggiunto la sua ultima finale) mentre Dominic ha trionfato sulla terra romana; questa è la prima sfida sull’erba.

Federer vince il sorteggio e decide di servire e proprio nel primo game esordisce con tre serve-and-volley. Nessuno dei due giocatori sembra avere problemi per via della pesantezza del campo ed effettivamente l’unica differenza rispetto ai giorni precedenti è che la pallina non genera nessuna nuvola bianca una volta che colpisce la linea. Nel quarto gioco anche Thiem, che non vuole sfigurare contro il suo idolo, prova ad usare il serve-and-volley ma con risultati altalenanti, e dopo una sfida a colpi di challenge (per altro tutti sbagliati) arriva il break in favore dello svizzero che terrà poi il servizio senza fatica portandosi sul 4-1. Nonostante il Federer di oggi appaia decisamente più centrato rispetto a quello di ieri, nel settimo gioco concede una palla break, anzi è Thiem a guadagnarsela a suon di passanti, ma la prima di servizio dell’ex numero 1 lo tira fuori dai guai. Poco più tardi invece farà ricorso ad una smorzata, una volée ed un dritto per tenere il servizio a 0 e vincere il primo set in 29 minuti.

Nel secondo il livello di gioco sale ancora di più e nel secondo game Federer, per abbreviare gli scambi, prende sempre la rete ma non fa i conti con i passanti e i pallonetti di Thiem che gli ruba il servizio per la prima volta nel match. Lo svizzero accusa il colpo ed inizia ad essere più falloso ed insieme a tre errori gratuiti regala all’austriaco un’altro break, mentre vincerà il suo primo game del secondo parziale, quello del 1-5, con un punto delizioso: smorzata seguita da un pallonetto e poi di nuovo smorzata nello stesso posto di quella precedente. Thiem servendo per il set non è impeccabile e mette poche prime e riconcede a Federer un break, ma per sua fortuna ne ha ancora uno da difendere. La pioggia inizia a scendere in maniera più consistente e forse per questo motivo, o forse per il supporto incondizionato del pubblico nei confronti di Roger, che l’austriaco perde di nuovo la battuta e poi Federer, tenendo il servizio si riporta sorprendentemente sul 5-5. Thiem nonostante l’enorme vantaggio sciupato, non perde la concentrazione e torna finalmente a conquistare un game mettendo a referto due volée vincenti di rovescio da applausi. L’arbitro struscia la mano sul suolo per sincerarsi delle condizioni del campo ma non prende nessuna decisione, dunque si va al tie-break, il quale sarà pieno di emozioni. Nel quinto punto Thiem commette doppio fallo concedendo un mini-break, ma lo svizzero commette lo stesso errore nel punto successivo e si cambia campo 3-3. Sul 4-5, Federer si affaccia a rete due volte e con una volée in allungo di dritto si guadagna un match point che poi sbaglierà per demerito suo. Punto successivo, Thiem sbaglia in uscita dal servizio, altro match point. Federer gioca un serve-and-volley sulla seconda di servizio ma l’austriaco lo passa col rovescio. La pioggia aumenta di intensità, lo svizzero manda a rete un rovescio in back concedendo set point all’avversario che chiuderà con uno smash. Match sospeso per pioggia, giocatori e pubblico lasciano il campo in gran fretta.

Dopo una ventina di minuti di pausa il match riprende e nei primi game entrambi i contendenti concedono delle palle break, ma nessuno dei due spinge abbastanza da concretizzarle. Nel settimo game però il break arriva e ad ottenerlo è Thiem il quale non si tira indietro quando si tratta di attaccare Federer sul lato del rovescio, che sembra ora un po’ spazientito. Le condizioni meteo avverse costringono i due tennisti a lasciare il campo nuovamente ma questa volta lo stop dura solo qualche minuto ed al rientro in campo, dopo un’ora e 50 minuti di gioco, Thiem tiene il servizio senza problemi e la stessa cosa vale per Federer. L’attuale numero 7 torna a battere per portarsi a casa il match e non trema affatto, mette dentro tre prime e porta a casa l’incontro, sconfiggendo per la seconda volta in carriera Roger Federer. Subito dopo descrive la situazione come “un sogno” ed aggiunge che “nel secondo set ero un po’ nervoso e per battere uno dei più forti hai bisogno di un po’ di fortuna. Non ho fatto niente di speciale per migliorarmi sull’erba, mi sono solo allenato su tutti i colpi.”

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Gestaccio di Elias Ymer a Salisburgo: con una pallata rompe la telecamera

Ancora episodio di intemperanza nel circuito ATP, con protagonista il maggiore dei fratelli svedesi

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Elias Ymer - Roland Garros 2018 (foto Roberto Dell'Olivo)

Abbiamo tutti ancora negli occhi la partita di sabato tra Nick Kyrgios e Stefanos Tsitsipas, uno spettacolo dal punto di vista del gioco, una vergogna per quello che hanno combinato entrambi. Se ormai le multe e le intemperanze di Kyrgios sono all’ordine del giorno (già due multe in questo Wimbledon, la prima per lo sputo verso uno spettatore dopo il match con Jubb) aveva sorpreso l’improvvisa perdita della ragione di Tsitsipas. Il greco infatti, dopo aver perso il secondo set, ha scagliato una pallina in tribuna, e ciò gli è valso 10.000 dollari di multa.

Senza entrare nei meriti di chi abbia ragione tra i due, anche perché hanno più probabilmente entrambi torto, ieri c’è stato un altro episodio che con lo sport ha poco a che fare. Elias Ymer, il più grande dei due fratelli svedesi, ha avuto un accesso d’ira dopo un errore non forzato a fine primo set nella sua partita (poi persa 2-0), al Challenger di Salisburgo contro Corentin Moutet. Ancora una volta, preso dalla rabbia, si vede il giocatore scagliare violentemente la pallina verso le tribune… solo che in questo caso la corsa si è fermata prima. Ymer infatti riesce a colpire, e chiaramente anche a rompere, la videocamera di Challenger TV posta in alto, spargendo vetri sul campo e causando l’interruzione del match da parte dell’arbitro, per verificare la praticabilità.

Ora, chiaramente si può sindacare sulla volontà o meno di centrare proprio la telecamera da parte di Ymer, ma resta il gesto di scagliare una pallina con tanta forza e veemenza verso l’alto, alla cieca, e spesso anche verso il pubblico: celebre tra questi episodi poco edificanti per professionisti come questi, quello di Djokovic allo US Open 2020, che colpendo una giudice di linea con una violenta pallata, fu anche costretto a subire la squalifica dal torneo. Dunque, al di là del livello o del nome del giocatore, sempre meno raramente accade che gesti di rabbia per un errore o un punto perso generino reazioni di questo genere, che alla lunga possono essere pericolose. E, più che procedere con delle multe, il modo migliore per iniziare ad eliminare questo fastidioso vizio sarebbe passare direttamente alle squalifiche.

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Wimbledon, Goffin vince una maratona di 4h30′ contro Tiafoe e va ai quarti: troverà Norrie, la speranza Brit

Il belga torna nei quarti a Wimbledon dopo averli raggiunti anche nel 2019. Sfiderà Cameron, il primo suddito della Regina nei quarti da Murray 2017

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Cameron Norrie - Wimbledon 2022 (Twitter - @Wimbledon)
Cameron Norrie - Wimbledon 2022 (Twitter - @Wimbledon)

D. Goffin b. [23] F. Tiafoe 7-6 5-7 5-7 6-4 7-5

David Goffin eguaglia il suo miglior risultato a Wimbledon (e negli Slam). Il belga ha superato al quinto set (7-6 5-7 5-7 6-4 7-5) dopo una maratona di oltre 4 ore e mezza Frances Tiafoe ed è così tra gli ultimi 8 giocatori in gara ai Championships 2022: aveva raggiunto questo traguardo a Londra anche nel 2019 e altre due volte (una a Parigi e una a Melbourne). È stato un match a tratti entusiasmante, con continui colpi di scena. David è stato nel complesso più continuo e spesso anche più propositivo rispetto all’avversario che ha comunque mostrato un livello di attenzione costante, a dimostrazione della maturità ormai raggiunta dall’americano. Goffin si conferma però un raffinato interprete dell’erba. Contro Norrie avrà una grande occasione per conquistare la prima semifinale Slam della carriera.

IL MATCH – Dopo il break in apertura di Goffin, nel quarto game gli standard di gioco si alzano decisamente: Goffin cerca spesso la rete, Tiafoe fa il tergicristallo anche da molto lontano rispetto alla linea di fondo campo ma riesce a trovare un paio di guizzi che gli permettono di effettuare il contro break alla seconda opportunità. Dopo aver chiuso il punto che vale il 2-2 con una volée colpita in risposta a un passante di ovescio quasi a botta sicura di Goffin, l’americano dà un primo assaggio delle sue doti di showman avvicinandosi e stringendo le mani ad alcuni spettatori che si complimentano con lui. Nei giochi successi non mancano le occasioni di break da entrambe le parti, ma nessuno riesce a concretizzarle più per meriti dell’avversario che per demeriti propri. Dopo oltre un’ora di set molto equilibrato si arriva così al tie-break, da cui esce vincitore il più propositivo dei due: Goffin.

 

Tiafoe non ha però intenzione di arrendersi dopo solo un set. Sull’1-1 Goffin non sfrutta ben sei occasioni per tenere il servizio in un gioco in cui era avanti 40-0 e l’americano, più propenso a prendere in mano le redini dello scambio, brekka. Pochi minuti dopo ha anche diverse occasioni per operare il doppio break e andare in fuga. Il belga, però, non regala nulla e dopo essersi salvato ha la forza e il cinismo per riagganciare l’avversario sul 3-3. In ogni game è battaglia: Tiafoe dà l’impressione di avere il potenziale per accelerare ma sbaglia spesso sul più bello. Non, però, all’ennesima palla break del set sul 5-5: Frances entra bene in campo e chiude con una volée a campo aperto. È lo strappo decisivo per vincere un parziale che poteva finire con più di venti minuti di anticipo. Invece, dopo 2 ore e 15 inizia una partita al meglio dei tre set.

Il match rimane equilibrato anche nel terzo. L’unica novità è che i giochi scorrono molto più rapidamente (soprattutto quelli in cui batte il belga) e le palle break sono meno frequenti. Fino al 5-5 le uniche, nel sesto game, sono appannaggio di Goffin che però non sfrutta una percentuale bassissima di prime in campo dell’avversario. Nell’undicesimo gioco, però, Tiafoe cambia passo e trasforma la prima opportunità di break in suo favore del set. Sul 6-5 Frances si conferma solido e aggressivo e porta a casa il parziale.

Inaspettatamente Tiafoe ha bisogno di un medical time out nella pausa tra terzo e quarto, pur non mostrando particolari problemi fisici. In ogni caso, l’avvio del nuovo parziale è a tinte belghe: David vince 12 dei primi 15 punti e si porta rapidamente sul 3-0 in virtù di una ritrovata spinta che così mancava dal primo set (e di un calo d’attenzione dell’americano). Goffin va anche vicino a mettere un’ipoteca sul parziale quando ha l’occasione per portarsi sul 4-0, ma un dritto lungo linea che sarebbe stato vincente finisce per pochi centimetri in corridoio. La fuga del belga arriva pochi minuti dopo, ma sul 5-1, quando anche Tiafoe era probabilmente già con la testa al quinto set, inizia il black-out di David. Frances non può credere ai suoi occhi e così ne approfitta per recuperare i due break di svantaggio e servire per agganciare l’avversario sul 5-5. Ma qui arriva un altro colpo di scena: Tiafoe sente il momento, commette due doppi falli, sbaglia una chiamata con il falco e non riesce a completare la rimonta. Goffin, senza essersi ripreso più di tanto dal passaggio a vuoto, riesce quindi a chiudere sul 6-4 e a portare la partita al quinto.

Nonostante le quattro ore di match nelle gambe, nel set decisivo il livello di gioco torna ad alzarsi dopo un quarto set piuttosto negativo per entrambi. Le occasioni di break, però, latitano: la stanchezza si fa comunque sentire e i giocatori, dopo essersi concentrati sui rispettivi turni di servizio, si lasciano un po’ andare in risposta. Il punto che porta l’americano sul 5-5, con un botta e risposta di colpi difensivi che diventano offensivi, è uno dei più belli del match. Frances si carica e capisce che deve cogliere l’attimo, ma Goffin tira fuori non uno ma tre jolly (ovvero altrettanti servizi vincenti) per annullare due palle break e salire sul 6-5. L’americano accusa il colpo, mentre il belga è un muro e sul match point ha il coraggio di attaccare. Quando il timer sul campo segna 4 ore e 37, David taglia il traguardo di questa divertente maratona.

[9] C. Norrie b. [30] T. Paul 6-4 7-5 6-4

La prima volta in un quarto Slam non potrebbe essere più dolce per Cameron Norrie: l’inglese centra questo traguardo proprio a Wimbledon, dimostrando la sua solidità con una vittoria in tre set su Tommy Paul. In due ore e 21 minuti Cameron, che non aveva mai oltrepassato il terzo turno in uno Slam prima di questo torneo, è il primo britannico a finire nei Last 8 da Andy Murray nel 2017 ed il quinto suddito della Regina ad avercela mai fatta. Per farcela, nella sua quinta apparizione all’All England Club, ha superato Munar in una battaglia di cinque set, ma poi non ha concesso nulla a Pablo Andujar e a Steve Johnson così come a Paul. Tommy abbandona così quello che è stato per lui un ottimo torneo: agli USA, vista anche l’eliminazione di Frances Tiafoe, restano le carte Brandon Nakashima e Taylor Fritz. Norrie, invece, ha l’occasione della vita: David Goffin è un avversario decisamente ostico, ma in quarti di finale a Wimbledon si può trovare di peggio.

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John Isner nuovo primatista mondiale di aces: superato Ivo Karlovic

L’americano ha commentato così il suo record: “Continuando a giocare il numero totale salirà ancora: potrei restare lassù molto a lungo”

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John Isner - Roma 2022 (foto Twitter @ATPTour_ES)

L’ace con cui è salito 30-30 nel terzo gioco della partita contro Jannik Sinner poteva sembrare un ace qualunque, per John Isner. Ma non lo era: con quella bordata centrale l’americano ha battuto il record mondiale per il numero totale di aces messi a segno in carriera, salendo a quota 13.729. Il primato precedente del dato, che l’ATP registra dal 1991, apparteneva al croato Ivo Karlovic. Isner, che contro Sinner ha tirato in tutto 24 aces, ha dichiarato in merito: “È davvero fantastico. È una cosa di cui sono molto orgoglioso. Sarò il leader di tutti i tempi. Continuerò a giocare, continuerò ad aumentare il mio totale… E non so se la cifra finale sarà battuta. Potrei restare in vetta davvero per molto tempo”.

Il 37enne originario della North Carolina, diventato professionista nel 2007, ha ottenuto risultati notevoli nell’arco della sua carriera (tra cui una semifinale a Wimbledon nel 2018, due quarti agli US Open nel 2011 e nel 2018, con il quarto turno raggiunto in tutte le prove dello Slam) sfruttando il servizio come arma principale. Oltre al record messo a segno contro Sinner a Wimbledon, l’americano è anche in testa alla classifica degli ace del 2022 con 629 in 28 partite. Isner si è classificato al primo posto dell’ATP Tour per numero di ace in sette stagioni e ha superato la soglia dei 1000 ace per sette volte, compreso il record di carriera di 1260 del 2015.

Se è vero che i record sono fatti per essere battuti, sarà di certo difficile trovare un servizio migliore di quello di John: è evidente che Isner sia aiutato dalla sua altezza (è uno spilungone di 208 cm e alzando la racchetta scaglia la pallina a terra da quasi 4 metri), ma è altrettanto chiaro che ciò non basta per tirare fuori dal servizio ciò che ha saputo ottenere lui, che in carriera ha vinto il 92% dei suoi game di servizio, compreso il 79% dei punti con la prima palla. Subentrano infatti altre qualità tecniche e mentali. E lo ha confermato anche un altro grande battitore come Andy Roddick. “Isner, sempre Isner. Ci sono stati grandi servitori che sono stati giocatori più forti, ma il suo servizio è il migliore di sempre”. Come dargli torto.

 

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