ATP Halle: Federer senza troppe difficoltà, ai quarti avrà Goffin

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ATP Halle: Federer senza troppe difficoltà, ai quarti avrà Goffin

Successo di routine per Roger Federer, che nonostante un break di svantaggio nel secondo set non da mai segnali di difficoltà contro il tunisino Malek Jaziri. Ad attenderlo c’è David Goffin, aiutato dalla fortuna contro Stakhovsky. Philip Kohlschreiber resiste al bombardamento di Ivo Karlovic e incontra dopo pochi giorni Dominc Thiem, giustiziere di Gabashvili

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Nonostante la pioggia di ieri tutti i match in programma sono stati completati, e dunque quest’oggi non restano che gli ultimi quattro incontri per completare i quarti di finale ed in campo avremo altrettante teste di serie. Qui ad Halle c’è il sole ed il tetto resta aperto e di conseguenza un leggero venticello rinfresca l’aria all’interno del grande impianto.

Il primo giocatore a scendere in campo è Philipp Kohlschreiber che viene accolto calorosamente anche se gli spalti non sono ancora affatto gremiti, ma presto si riempiranno; il suo avversario odierno è Ivo Karlovic e i due si sono già affrontati quattro volte spartendosi equamente le vittorie. Entrambi hanno ottenuto buoni risultati sull’erba la scorsa settimana: il tedesco è arrivato in finale a Stoccarda mentre il croato si è fermato un gradino più in basso a ‘s-Hertogenbosch. Kohlschreiber parte bene con un gioco pulito e limita al minimo gli errori e qualche volta riesce persino a trovare la via del passante col dritto. Nei primi otto game solo quattro punti vengono vinti da chi è in risposta, questo per dimostrare quanto il servizio faccia da padrone nel match, ma quando è in campo il numero 28 del mondo non è certo una novità. Nel decimo game il tedesco, con una risposta di rovescio in allungo trova la linea e il gran colpo viene confermato anche dall’occhio di falco e, oltre ad essere palla break, è anche set point ma Karlovic mette tre prime e va 5-5. Dopo 38 minuti di batti e ribatti si giunge al tie-break. Nel secondo punto Kohlschreiber riesce a guadagnarsi un mini-break rispondendo sui piedi di Ivo il quale manda in rete la volée. Il vantaggio acquisito permetterà al tedesco di avere tre set point ma sull’ultimo di essi, l’unico sul servizio del tedesco, il croato trova una risposta vincente di dritto del tutto inaspettata che lo rimette in corsa e, dopo aver avuto il tempo di annullare un’altra palla set, chiuderà il tie-break per 9-7.

Nel secondo set, vista la delusione del primo, Kohlschreiber parte in maniera più aggressiva e per due game consecutivi si guadagna delle palle break, ma come avvenuto in precedenza a Karlovic basta mettere dentro la prima. La cosa però non sarà sufficiente nel nono game, e oltre alla prima neanche la seconda va dentro e con due doppi falli dell’avversario, il numero 25 del mondo conquista un break meritato che gli consente di servire per portare il match al terzo, cosa che gli riuscirà senza difficoltà. Il terzo parziale prende un andamento soporifero e fino al 5-5 non accadono cose particolari. Nell’undicesimo game, con Ivo al servizio, Kohlschreiber infila un paio di ottime risposte e arriva a palla break. Il croato le annulla e avrebbe persino delle chance per chiudere il game ma il giocatore di casa è tenace e si guadagna un’altro break point. Karlovic si lascia andare sul più bello e commette un altro fatale doppio fallo. Il tedesco chiude l’incontro poco più tardi dopo due ore e quattordici minuti e per lui, tra singolare e doppio e tra Stoccarda e Halle, è il decimo giorno consecutivo in campo. Con la vittoria di oggi raggiunge Michael Stich a quota 385.

 

Dopo la fine del primo incontro gran parte del pubblico lascia l’impianto e si rimane in pochi ad assistere al match tra il qualificato Stakhovsky e il numero 5 del seed Goffin. Il belga al suo primo torneo su erba dopo il Roland Garros guida gli head to head per due a zero ma in carriera non ha buone percentuali sull’erba, mentre del suo avversario tutti ricorderano la sconfitta inflitta a Federer nel Wimbledon del 2013. David non parte bene al servizio e concede già tre palle break, l’ucraino è poco preciso e non le sfrutta ma il break arriverà comunque al terzo gioco e si rivelerà decisivo. Il gioco del belga è troppo passivo e non impensierisce minimamente il numero 100 del mondo, il quale potrebbe addirittura chiudere 6-3 con un secondo break: Goffin glielo impedisce ma capitola poco dopo, 6-4. Nel secondo set il numero 11 del ranking non cambia stile, anzi è Stakhovsky ad essere sempre più aggressivo, a cercare le linee e a scendere a rete ed un’altro servizio rubato, a 15, non tarda ad arrivare. Goffin a fatica tiene i suoi turni di battuta e, complicandosi la vita con tre doppi falli in un game interminabile, dovrà addirittura salvare altre palle break. Dopo un’ora e venti minuti di gioco però c’è un plot twist che nessuno si sarebbe aspettato: Stakhovsky serve per il match, e considerando l’incostanza odierna di David, la questione sembrava già risolta, invece Goffin arriva a palla break e, proprio durante questo punto, l’ucraino scivola nell’impattare un rovescio e cade sulla schiena. Impiegherà parecchio tempo a rialzarsi e verrà chiamato subito un medical time-out. Sergiy lascia il campo per qualche minuto per ricevere le cure dovute, ma al suo rientro in campo le cose non sembrano migliorare perché subisce subito il break che assegna il set all’avversario. Del terzo set si giocano solo due game entrambi vinti da Goffin, prima che l’ucraino decida di ritirarsi.

Il match più atteso è senza dubbio quello seguente tra Roger Federer e Malek Jaziri, al loro secondo faccia a faccia dopo Dubai nel 2013 dove vinse Federer. Le chance del tunisino non sono altissime, considerando anche il fatto che non ha mai battuto un top 10 in carriera, tuttavia parte davvero forte e spinge su ogni palla e questo lo porta ad avere un break point già nel terzo game: Roger non si scompone e con qualche servizio vincente riporta tutto alla normalità. Jaziri continua a tirare con violenza e qualche volta riesce anche a trovare il vincente, ma Federer riesce a gestire la situazione e nel settimo game si porta persino avanti di un break e chiude il primo set in meno di mezz’ora. Lo svizzero viene spesso a rete a prendersi i punti e gli scambi che ne vengono fuori divertono la gente che riempie gli spalti. Il numero 64 del mondo non sembra sentire la pressione e all’inizio del secondo parziale spinge ancora più forte di quanto non stia già facendo, e con tre risposte fulminee, brekka a 0 l’avversario. Il vantaggio di Malek però non è destinato a durare molto e Federer non deve fare altro che attendere che l’intensità dell’avversario cali. Ciò avviene nel settimo game dove Jaziri prima commette un doppio fallo sul 30-30 e poi interrompe lo scambio successivo per chiedere il challenge, ma la chiamata si rivelerà errata e regala così il contro-break. Sul finale di set il tunisino inizierà ad essere ancora più falloso e con due errori di dritto e una volée in rete manda il campione elvetico a servire per il match. La cosa risulta essere una formalità per l’ex numero 1 che chiude con due ace e un dritto vincente in un’ora e otto minuti e domani, a cercare di rendergli le cose più complicate, sarà Goffin. Oggi Federer non ha brillato ma ha certamente mostrato, contro un avversario che lo ha impensierito solo a tratti, di essere sulla buona strada per ritornare presto in ottima forma.

L’ultimo match odierno vede il trentunenne Gabashvili contro il ventiduenne Thiem affrontarsi per la seconda volta in carriera, la prima fu vinta dall’austriaco tre anni fa nella finale del Challenger di Kenitra in Marocco. Il russo vuole la rivincita e nel terzo game, con delle ottime risposte, si porta 0-40. Dominic sbaglia clamorosamente una smorzata ed è subito break. Galvanizzato dal vantaggio Gabashvili continua sempre più a spingere ed ottiene ancora delle palle break, ma Thiem sa che se vuole restare in corsa per il set non può concedere un doppio vantaggio, mette dentro delle solide prime e tiene il servizio. Nel game successivo, dopo scambi combattuti e alti e bassi da entrambe le parti, il numero 7 del mondo riesce a strappare la battuta al numero 95 e da quel momento in poi il suo gioco sarà sempre un crescendo che lo porterà a vincere, dopo 47 minuti e un’altro break, il primo parziale per 6-4. Il russo continua a spingere ma non con la stessa precisione di prima e non si rende conto che dovrebbe cambiare strategia perché il suo avversario rimanda tutto e varia spesso il gioco da fondo, e con facilità strappa due volte il servizio all’avversario. L’austriaco ha persino il tempo di deliziare il pubblico con una volée in tuffo e verrà ripagato con degli scroscianti applausi. Il secondo set passa davvero come un lampo e Thiem impiega un solo minuto in più rispetto a Federer per accedere ai quarti, che saranno un remake della finale del torneo di Stoccarda di pochi giorni fa: Kohlschreiber contro Dominic. Ma il modo in cui Thiem ha giocato oggi fa supporre che non ci sarà storia.

Risultati:

[8] P. Kohlschreiber b. I. Karlovic 6-7(7) 6-4 7-5
[5] D. Goffin b. [Q] S. Stakhovsky 4-6 7-5 2-0 rit.
[1] R. Federer b. M. Jaziri 6-4 7-5
[3] D. Thiem b. T. Gabashvili 6-4 6-1

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Wimbledon: il sogno di Norrie continua, rimonta Goffin da 2 set a 1 sotto e vola in semifinale

La tds n. 9 vince una battaglia incredibile e diventa il quarto britannico nell’Era Open a qualificarsi per il penultimo atto dei Championships

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Cameron Norrie - Wimbledon 2022 (Twitter - @Wimbledon)
Cameron Norrie - Wimbledon 2022 (Twitter - @Wimbledon)

[9] C. Norrie b. D. Goffin 3-6 7-5 2-6 6-3 7-5

Dopo Roger Taylor, Tim Henman e Andy Murray: Cameron Norrie diventa il quarto tennista di Sua Maestà a potersi fregiare di una semifinale a Wimbledon nell’Era Open. Un risultato storico, che dopo l’uscita di scena di Hurckacz – alla vigilia dato come il favorito numero uno a raggiungere il penultimo atto nella parte alta, insieme a Djokovic – aveva ingigantito il macigno da sostenere per il giramondo di casa. Una pressione che anche nel match odierno ha colpito forsennatamente la tds n. 9, la quale però non ha mollato e lottando è riuscita man mano che la partita proseguiva a trovare il suo tennis, dopo una prima parte di gara da incubo con il dritto. Alla fine, il giocatore di origini sudafricane ma di padre scozzese e madre gallese, cresciuto in Nuova Zelanda e formatosi tennisticamente in un college del Texas; si è imposto su David Goffin per 3-6 7-5 2-6 6-3 7-5 dopo una battaglia di 3h31. Esce invece di scena l’imperscrutabile belga, l’ex n. 7 del ranking per la quarta volta in altrettante occasioni non riesce a superare l’ostacolo dei quarti a livello Slam, complice un problema alla spalla destra. Un solo precedente tra i due, nel 2021 a Barcellona il nativo di Liegi si ritirò nel secondo set.

IL MATCH – C’era grande curiosità alla vigilia di questa sfida, per capire in quali condizioni fisiche si sarebbe presentato al suo secondo quarto di finale in quel di Wimbledon (nel 2019 fu fermato dal cannibale serbo) David Goffin. Il belga era infatti reduce dalla maratona di oltre quattro ore e mezza vinta con Frances Tiafoe, ma almeno inizialmente non sembra soffrire sul piano aerobico. La partita si prospettava molto interessante, considerando il tennis di cui dispongono i due protagonisti. Due stili di gioco molto similari, che si caratterizzano per la pulizia e la linearità delle esecuzioni. La differenza riscontrabile tra i due, è da ricercare sul piano della potenza, decisamente superiore la cilindrata dei colpi di Norrie. Al contempo, il 31enne di Liegi può invece contare su una mobilità degli spostamenti e su una capacità nella ricerca della palla su questa superficie, di straordinaria qualità e che vede pochi altri giocatori in grado di esprimere un livello così alto nel muoversi con la provvidenziale frequenza di passettini, essenziali per sapersi districare sugli infidi manti erbosi.

 

Chiaramente la chiave dirimente del match, sarà il rendimento del dritto da parte del 26enne di origini sudafricane; il fondamentale certamente più costruito della tds n. 9 e che se attaccato a dovere, con l’apertura alare che si ritrova, potrebbe sfornare gratuiti a non finire. Il dritto del mancino britannico è però allo stesso tempo il colpo che potrebbe permettergli di far sentire maggiormente il suo peso di palla superiore, e di conseguenza garantirgli il differenziale decisivo ai fini del risultato. L’ex n. 7 del mondo, a sua volta è consapevole dell’importanza della diagonale sinistra, e mette in campo alla perfezione il piano tattico preparato: attraverso la sua straordinaria abilità nell’anticipo, con il suo bimane toglie costantemente il tempo al diritto del nativo di Johannesburg. La strategia del n. 58 ATP si rivela assolutamente efficacie anche e soprattutto per i meriti dell’ex vice maestro delle Finals 2017, che a furia d’infierire sul dritto macchinoso del suddito di Sua Maestà raccoglie i frutti derivanti dalla sua magnifica pressione con tanto di timing chirurgico in fase ascendente, e centra il primo allungo della sfida nel sesto game. Break amministrato con puntuale sapienza da parte di Goffin, che così facendo si mette in saccoccia il primo set per 6-3 dopo 34 minuti. Da sottolineare la risposta non pervenuta del padrone di casa, il 31enne – finalista al Bonfiglio nel 2008 – ha infatti vinto addirittura l’85% dei punti con la seconda

Il belga dopo lo strappo si è sciolto ancora di più, mostrando la sua eccezionale capacità geometrica nel disegnare il campo andando a trovare qualunque filo di erba possibile. Sembra di assistere alla tesi di laurea di un ingegnere della racchetta, e David sale sempre di più in cattedra. Il tallone d’Achille dell’incontro condotto finora da Cameron è stato rappresentato indubbiamente dall’impossibilità del n. 12 del ranking di potersi giocare tanti punti sulla diagonale destra, dove grazie al suo inconsueto rovescio – che ricorda molto quello di Jimmy Connors – super filante può sicuramente creare diverse problematiche al dritto del mitico Davidino. Ma il finalista di Cincinnati 2019, è sempre stato in grado di evitare quella situazione di gioco a lui sfavorevole, con un uso magistrale del lungolinea per spostare il punto sulla direttrice a lui più congeniale. Probabilmente un altro spunto riflessivo, da tenere presente per cercare di dare una spiegazione all’andamento della partita che non sia di matrice tecnica o tattica; è l’enorme macigno psicologico con il quale si è presentato a questo appuntamento storico per la sua carriera e per l’intero movimento tennistico britannico, il campione d’Indian Wells 2021. Mentre è certamente giunto con più tranquillità il giocatore belga, e questo opposto stato emotivo non può non aver contribuito. Infatti oggi Norrie non sta mettendo in mostra la sua proverbiale solidità, in particolar modo molto falloso con il dritto (a fine incontro saranno 46 non forzati a testa). David ha una chance di strappare il servizio avversario già nel primo gioco della seconda frazione, ma il tennista di casa si salva sospinto dagli spalti. La storia si ripete sul 2-2, ma questa volta il giocatore cresciuto nel college texano di Fort Worth, ne cancella addirittura tre riemergendo dallo 0-40.

Ma come dice il detto “non c’è due senza tre”, dinnanzi al secondo 0-40 in fila soccombe. Sul 4-3, in battuta, per consolidare il vantaggio e avviarsi verso la conquista anche del secondo parziale, il n. 58 inspiegabilmente accusa il primo passaggio a vuoto del suo match: con un doppio fallo e due unforced serve su un piatto d’argento il contro-break alla tds n. 9. Dal possibile 2-0, ci si ritrova invece in un amen sul 1-1, visto che chiamato a servire una seconda volta per rimanere nel set nel dodicesimo gioco, David concede il parziale. Adesso sembra arrivare più lentamente sulla palla, e questo permette al rovescio di Cameron di dominare gli scambi (7-5, dopo 54 minuti).

Ora il Court 1 è un’autentica bolgia infernale, ma l’entusiasmo viene spento bruscamente e inaspettatamente in avvio di secondo set. Dopo aver fatto sua una seconda frazione molto dura, la tensione torna a fare capolino e il giocatore di padre scozzese ne è vittima inesorabile. Parziale di 14 punti a 2 e 4-0 Goffin, con il dritto di Cameron nuovamente in rottura prolungata. La partita adesso scema di qualità, si assiste a parecchi errori e anche il belga partecipa al festival dell’orrore, complice un’eccessiva tensione ma soprattutto un problema fisico alla spalla destra, che viene manifestato in tanti non forzati quando esegue il dritto in parallelo – non riesce a spingerlo. In verità si è toccato quella parte del corpo, sicuramente dolorante, già dall’inizio della sfida, ora però sembra essere riacutizzatosi. Dal 4-1, quindi, viene fuori un filotto di due break di fila, ma che non cambiano l’esito del set: 6-2 per il biondo di Liegi in meno di mezz’ora.

Nella quarta frazione, il duello ritorna sui canoni richiesti da uno scontro di tale portata. Norrie finalmente riesce nell’intento di alzare il proprio livello, il set scorre seguendo i servizi anche se entrambi rischiano più volte di offrire break point. Il primo scossone giunge a metà parziale, quando sul 3-2 si materializza la prima palla break, in favore del tennista di casa. Ma David si dimostra glaciale, frantuma l’occasione e si porta in parità. Il classe ’95 è salito decisamente di giri, grazie alla sua caparbietà nel non voler mollare e che lo ha sospinto a ricercare soluzioni alternative per provare a sbrogliare la matassa: si esibisce in ottime smorzate e in perfidi back di rovescio. Nel fatidico settimo game, il mancino british ha altre due possibilità. La seconda di queste certifica lo strappo, confermato nell’ottavo gioco per il 6-3 conclusivo, che manda la contesa al quinto e decisivo set.

Frazione finale, che vede come cornice un Campo 1 dove oramai il sole londinese è quasi completamente tramontato ad eccezione di una piccola parte – nelle prossimità del tabellone luminoso – ancora colpita dai raggi. Inoltre, anche il Box Reale è al gran completo con il Principe Henry e sua moglie Katie trasferitisi sul secondo impianto di Church Road, dopo aver seguito sul Centre Court Djokovic-Sinner. Il parziale conclusivo è semplicemente una battaglia di nervi, ambedue sono cresciuti sensibilmente con il fondamentale di inizio gioco. In realtà Goffin ha fornito una prestazione in battuta perennemente costante, affidandosi ad un’essenziale varietà di angoli non potendo né contare su una spiccata velocità né su una grande potenza. Chi invece ha innalzato la qualità della propria battuta è il n. 12, che dal quarto set in poi ha fatto uso sistematico e letale dello slice, principalmente con la curva mancina. Va evidenziato anche come il dritto del tennista nativo del Sudafrica, si sia trasformato da origine di tutti i mali in cenere della rinascita – o fate vobis della rimonta. Perché è proprio Norrie, dopo aver cancellato una delicatissima palla break nel secondo gioco, ha cogliere l’occasione della vita breakkando sul 6-5. Al secondo tentativo può alzare le braccia al cielo, è in semifinale a Wimbledon.

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Wimbledon, Goffin vince una maratona di 4h30′ contro Tiafoe e va ai quarti: troverà Norrie, la speranza Brit

Il belga torna nei quarti a Wimbledon dopo averli raggiunti anche nel 2019. Sfiderà Cameron, il primo suddito della Regina nei quarti da Murray 2017

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Cameron Norrie - Wimbledon 2022 (Twitter - @Wimbledon)
Cameron Norrie - Wimbledon 2022 (Twitter - @Wimbledon)

D. Goffin b. [23] F. Tiafoe 7-6 5-7 5-7 6-4 7-5

David Goffin eguaglia il suo miglior risultato a Wimbledon (e negli Slam). Il belga ha superato al quinto set (7-6 5-7 5-7 6-4 7-5) dopo una maratona di oltre 4 ore e mezza Frances Tiafoe ed è così tra gli ultimi 8 giocatori in gara ai Championships 2022: aveva raggiunto questo traguardo a Londra anche nel 2019 e altre due volte (una a Parigi e una a Melbourne). È stato un match a tratti entusiasmante, con continui colpi di scena. David è stato nel complesso più continuo e spesso anche più propositivo rispetto all’avversario che ha comunque mostrato un livello di attenzione costante, a dimostrazione della maturità ormai raggiunta dall’americano. Goffin si conferma però un raffinato interprete dell’erba. Contro Norrie avrà una grande occasione per conquistare la prima semifinale Slam della carriera.

IL MATCH – Dopo il break in apertura di Goffin, nel quarto game gli standard di gioco si alzano decisamente: Goffin cerca spesso la rete, Tiafoe fa il tergicristallo anche da molto lontano rispetto alla linea di fondo campo ma riesce a trovare un paio di guizzi che gli permettono di effettuare il contro break alla seconda opportunità. Dopo aver chiuso il punto che vale il 2-2 con una volée colpita in risposta a un passante di ovescio quasi a botta sicura di Goffin, l’americano dà un primo assaggio delle sue doti di showman avvicinandosi e stringendo le mani ad alcuni spettatori che si complimentano con lui. Nei giochi successi non mancano le occasioni di break da entrambe le parti, ma nessuno riesce a concretizzarle più per meriti dell’avversario che per demeriti propri. Dopo oltre un’ora di set molto equilibrato si arriva così al tie-break, da cui esce vincitore il più propositivo dei due: Goffin.

 

Tiafoe non ha però intenzione di arrendersi dopo solo un set. Sull’1-1 Goffin non sfrutta ben sei occasioni per tenere il servizio in un gioco in cui era avanti 40-0 e l’americano, più propenso a prendere in mano le redini dello scambio, brekka. Pochi minuti dopo ha anche diverse occasioni per operare il doppio break e andare in fuga. Il belga, però, non regala nulla e dopo essersi salvato ha la forza e il cinismo per riagganciare l’avversario sul 3-3. In ogni game è battaglia: Tiafoe dà l’impressione di avere il potenziale per accelerare ma sbaglia spesso sul più bello. Non, però, all’ennesima palla break del set sul 5-5: Frances entra bene in campo e chiude con una volée a campo aperto. È lo strappo decisivo per vincere un parziale che poteva finire con più di venti minuti di anticipo. Invece, dopo 2 ore e 15 inizia una partita al meglio dei tre set.

Il match rimane equilibrato anche nel terzo. L’unica novità è che i giochi scorrono molto più rapidamente (soprattutto quelli in cui batte il belga) e le palle break sono meno frequenti. Fino al 5-5 le uniche, nel sesto game, sono appannaggio di Goffin che però non sfrutta una percentuale bassissima di prime in campo dell’avversario. Nell’undicesimo gioco, però, Tiafoe cambia passo e trasforma la prima opportunità di break in suo favore del set. Sul 6-5 Frances si conferma solido e aggressivo e porta a casa il parziale.

Inaspettatamente Tiafoe ha bisogno di un medical time out nella pausa tra terzo e quarto, pur non mostrando particolari problemi fisici. In ogni caso, l’avvio del nuovo parziale è a tinte belghe: David vince 12 dei primi 15 punti e si porta rapidamente sul 3-0 in virtù di una ritrovata spinta che così mancava dal primo set (e di un calo d’attenzione dell’americano). Goffin va anche vicino a mettere un’ipoteca sul parziale quando ha l’occasione per portarsi sul 4-0, ma un dritto lungo linea che sarebbe stato vincente finisce per pochi centimetri in corridoio. La fuga del belga arriva pochi minuti dopo, ma sul 5-1, quando anche Tiafoe era probabilmente già con la testa al quinto set, inizia il black-out di David. Frances non può credere ai suoi occhi e così ne approfitta per recuperare i due break di svantaggio e servire per agganciare l’avversario sul 5-5. Ma qui arriva un altro colpo di scena: Tiafoe sente il momento, commette due doppi falli, sbaglia una chiamata con il falco e non riesce a completare la rimonta. Goffin, senza essersi ripreso più di tanto dal passaggio a vuoto, riesce quindi a chiudere sul 6-4 e a portare la partita al quinto.

Nonostante le quattro ore di match nelle gambe, nel set decisivo il livello di gioco torna ad alzarsi dopo un quarto set piuttosto negativo per entrambi. Le occasioni di break, però, latitano: la stanchezza si fa comunque sentire e i giocatori, dopo essersi concentrati sui rispettivi turni di servizio, si lasciano un po’ andare in risposta. Il punto che porta l’americano sul 5-5, con un botta e risposta di colpi difensivi che diventano offensivi, è uno dei più belli del match. Frances si carica e capisce che deve cogliere l’attimo, ma Goffin tira fuori non uno ma tre jolly (ovvero altrettanti servizi vincenti) per annullare due palle break e salire sul 6-5. L’americano accusa il colpo, mentre il belga è un muro e sul match point ha il coraggio di attaccare. Quando il timer sul campo segna 4 ore e 37, David taglia il traguardo di questa divertente maratona.

[9] C. Norrie b. [30] T. Paul 6-4 7-5 6-4

La prima volta in un quarto Slam non potrebbe essere più dolce per Cameron Norrie: l’inglese centra questo traguardo proprio a Wimbledon, dimostrando la sua solidità con una vittoria in tre set su Tommy Paul. In due ore e 21 minuti Cameron, che non aveva mai oltrepassato il terzo turno in uno Slam prima di questo torneo, è il primo britannico a finire nei Last 8 da Andy Murray nel 2017 ed il quinto suddito della Regina ad avercela mai fatta. Per farcela, nella sua quinta apparizione all’All England Club, ha superato Munar in una battaglia di cinque set, ma poi non ha concesso nulla a Pablo Andujar e a Steve Johnson così come a Paul. Tommy abbandona così quello che è stato per lui un ottimo torneo: agli USA, vista anche l’eliminazione di Frances Tiafoe, restano le carte Brandon Nakashima e Taylor Fritz. Norrie, invece, ha l’occasione della vita: David Goffin è un avversario decisamente ostico, ma in quarti di finale a Wimbledon si può trovare di peggio.

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John Isner nuovo primatista mondiale di aces: superato Ivo Karlovic

L’americano ha commentato così il suo record: “Continuando a giocare il numero totale salirà ancora: potrei restare lassù molto a lungo”

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John Isner - Roma 2022 (foto Twitter @ATPTour_ES)

L’ace con cui è salito 30-30 nel terzo gioco della partita contro Jannik Sinner poteva sembrare un ace qualunque, per John Isner. Ma non lo era: con quella bordata centrale l’americano ha battuto il record mondiale per il numero totale di aces messi a segno in carriera, salendo a quota 13.729. Il primato precedente del dato, che l’ATP registra dal 1991, apparteneva al croato Ivo Karlovic. Isner, che contro Sinner ha tirato in tutto 24 aces, ha dichiarato in merito: “È davvero fantastico. È una cosa di cui sono molto orgoglioso. Sarò il leader di tutti i tempi. Continuerò a giocare, continuerò ad aumentare il mio totale… E non so se la cifra finale sarà battuta. Potrei restare in vetta davvero per molto tempo”.

Il 37enne originario della North Carolina, diventato professionista nel 2007, ha ottenuto risultati notevoli nell’arco della sua carriera (tra cui una semifinale a Wimbledon nel 2018, due quarti agli US Open nel 2011 e nel 2018, con il quarto turno raggiunto in tutte le prove dello Slam) sfruttando il servizio come arma principale. Oltre al record messo a segno contro Sinner a Wimbledon, l’americano è anche in testa alla classifica degli ace del 2022 con 629 in 28 partite. Isner si è classificato al primo posto dell’ATP Tour per numero di ace in sette stagioni e ha superato la soglia dei 1000 ace per sette volte, compreso il record di carriera di 1260 del 2015.

Se è vero che i record sono fatti per essere battuti, sarà di certo difficile trovare un servizio migliore di quello di John: è evidente che Isner sia aiutato dalla sua altezza (è uno spilungone di 208 cm e alzando la racchetta scaglia la pallina a terra da quasi 4 metri), ma è altrettanto chiaro che ciò non basta per tirare fuori dal servizio ciò che ha saputo ottenere lui, che in carriera ha vinto il 92% dei suoi game di servizio, compreso il 79% dei punti con la prima palla. Subentrano infatti altre qualità tecniche e mentali. E lo ha confermato anche un altro grande battitore come Andy Roddick. “Isner, sempre Isner. Ci sono stati grandi servitori che sono stati giocatori più forti, ma il suo servizio è il migliore di sempre”. Come dargli torto.

 

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