Wimbledon 2008: Federer-Nadal, la finale del secolo commentata da Rino Tommasi e Gianni Clerici

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Wimbledon 2008: Federer-Nadal, la finale del secolo commentata da Rino Tommasi e Gianni Clerici

L’epico incontro di otto anni fa fra Roger Federer e Rafael Nadal vissuto attraverso i microfoni di Rino Tommasi e Gianni Clerici, sostituito dal compianto Roberto Lombardi dopo l’ennesimo stop per pioggia a serata inoltrata

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Domenica 6 luglio 2008, ore 14.00.
All England Lawn Tennis and Croquet Club, Londra.

Roger Federer e Rafael Nadal stanno guadagnando il perimetro di gioco appena usciti dagli spogliatoi. Il primo è il giocatore più forte, nonché più popolare del pianeta, vincitore qui da un lustro: quest’anno ha raggiunto la finale senza mai cedere un set, battendo rispettivamente Robin Soderling, Lleyton Hewitt, Mario Ancic e Marat Safin. Il secondo è il rivale che nessuno vorrebbe avere, che in questo 2008 arriva maggiormente preparato all’appuntamento per l’ambito trofeo, avendo ottenuto per la prima volta la vittoria al Queen’s, contro Novak Djokovic. Nel 2006 era giunto in finale a sorpresa, da sfavorito, mentre l’anno seguente si era portato più vicino al trionfo trascinando l’elvetico al quinto set ma venendo poi surclassato nei momenti finali, rimediando una bruciante sconfitta che lo aveva profondamente colpito, a partire dai secondi immediatamente successivi la stretta di mano, quando si trovava all’interno dello spogliatoi, accovacciato sul pavimento della doccia, in una crisi di pianto solitaria.

Mentre Federer e Nadal si stanno dirigendo verso le rispettive panchine, poco più su, in cabina di commento, i due signori della televisione italiana stanno calzando le cuffie; il primo, in maniche di camicia arrotolate, mago delle statistiche e previsioni tennistiche, è tra i maggiori esperti di pugilato al mondo, nonché di tennis e calcio. Il secondo, giacca e cravatta d’ordinanza, ex tennista agonista prima dell’Era Open, scriba romanziere di successo – segni particolari – ha una firma in calce nella Hall of Fame del tennis, non proprio attestato di partecipazione al circolo di paperopoli; è dotato di un piccante senso dell’humor all’inglese.

 

Transitando sotto la tribuna d’onore, appena fuori dal tunnel degli spogliatoi, prima di posizionarsi in panchina, Federer e Nadal incrociano Manolo Santana, e l’iberico è talmente concentrato e teso che quasi non lo vede.
Clerici: “Nadal saluta Manolo Santana che era lì francamente in una posizione abbastanza insolita. Non me lo aspettavo lì, me lo aspettavo in tribuna d’onore, di solito ci va!”.

Il No.2 del mondo inizia fin da subito con i suoi rituali: sprint in mezzo al campo, bottigliette, sistemazione del vestiario.
Tommasi: “Eccolo! Questo qui è lo scatto che…”
Clerici: “Nadal prende posto in una zona dove l’erba pare abbastanza battuta… E non penso che nemmeno oggi verrà particolarmente danneggiata l’erba di centrocampo. E nemmeno andrà molto avanti Federer”.
Tommasi:“L’ultimo Wimbledon vinto senza perdere un set lo ha vinto Borg nel 1976. Quell’anno andarono in finale Borg e Nastase senza perdere un set. Nel 1963 vinse Chuck McKinley senza mai perdere un set”.
Clerici: “E mi fece pure vincere una grossa somma!”.
Tommasi: “Poi ha vinto una volta Tony Trabert e Donald Budge nel 1938 senza perdere un set, in totale 4 giocatori hanno vinto Wimbledon senza mai perdere un set”.

In sovrimpressione vengono mostrati gli Head to Head fra i due giocatori.
Clerici: “Allora, vediamo un po’ qua, questo è importante: 11 a 6 per Nadal, ahi-ahi-ahi…”
Tommasi: “Le ultime tre partite diventano quattro perché Nadal ha battuto Federer anche nella finale di Montecarlo”.
Clerici: “Quindi deve solo sperare in santa erba”.
Tommasi: “Eh beh, è il migliore alleato per Federer l’erba, però questo qui sta imparando… Ha imparato talmente in fretta!”.

Il riscaldamento sta per concludersi.
Clerici: “Nadal non si ferma mai, mentre Federer si è concesso una sosta ai box; è andato lì e si è tirato giù il cardigan. E questo qua vediamo se continua a saltellare…”
Tommasi: “Adesso farà il suo scattino verso la riga di fondo…”
Clerici: “Grande applauso per la discesa sul palcoscenico di Federer. Vediamo un po’ l’applausometro: ci sarà lo stesso applauso anche per Nadal?”.

Comincia la 122ma Finale di Wimbledon. Primo punto dell’incontro e subito va in scena uno scambio spettacolare, di una dozzina di colpi. Federer serve esterno e Nadal risponde quasi con il telaio: lo svizzero si sposta sul diritto aggredendo il rovescio di Nadal, che però si difende bene, prima insistendo in lungolinea per poi aprirsi il campo col diritto sul rovescio dello svizzero che sfodera una difesa diagonale in back di rovescio sorprendente. È Nadal a chiudere eseguendo un dritto vincente sulla riga di fondo.
Tommasi: “Ohlàllà!!!”.
Clerici: “Questa qua è una partita sull’erba?!”.

Rafael Nadal avanti 2 set a 1: va in scena il secondo tie-break consecutivo del match, e i due giocatori registrano forse il più spettacolare tie-break che il tennis abbia mai visto. A spuntarla, come ben sappiamo, sarà Roger Federer, che se lo aggiudicherà per 10 punti a 8, grazie ad alcune giocate da cineteca del tennis, e nonostante la resistenza dello spagnolo.

1° punto del tie-break: Nadal esegue un servizio lento ma carichissimo di slice a rientrare; Federer risponde cortissimo e Nadal avanza aggredendo con un diritto in top spin sul rovescio dello svizzero: il No.1 di Basilea cerca la chiusura con un rovescio diagonale piatto, ma Nadal, che è già a rete, para in salto giocando una volée artigianale, molto lenta che però plana sulla riga. Federer a questo punto tenta il lob ma Nadal retrocede e riesce a schiacciare in veronica. Lo svizzero però anticipa e arriva bene sul colpo a chiudere con un diritto lungolinea che sorvola il corridoio e atterra a fondo campo.
Clerici: “Nooo, miracoloso!” (la veronica di Nadal, nda).
Tommasi: “Eeeeeeeh, si era salvato con un colpo straordinario”.
Clerici: “Nadal ha giocato un colpo impossibile, se il regista non me lo fa rivedere vado lì e lo aggredisco! Un colpo assolutamente incredibile”.
Tommasi: “Una veronica di una difficoltà….”
3-1 Nadal, ace in slice esterno.
Tommasi: “Servizio esterno micidiale”.
Rafael Nadal si porta sul 4-1.
Clerici: “Se Federer si tira su da questo punteggio è una resurrezione”.
Doppio fallo di Nadal sul 5-2 avanti e 1 minibreak recuperato da Federer.
Tommasi: “Anche Nadal!”
Clerici: “Anche Nadal può tremare! Ma non è vero! Mamma mia! La sindrome di Wimbledon, la paura della storia”.
Nadal sbaglia un rovescio, sovrastato dall’aggressività del dritto di Roger Federer, che si porta sul 5-4.

Clerici: “Oooooooh, ma non è vero!”
Tommasi: “Sbaglia di rovescio Nadal, si aggrappa alla partita Federer”.
Clerici: “Rino, io ho parlato di resurrezione, ma dal 5-2 è difficile crederci!”.
Tommasi: “Con due servizi Nadal tra l’altro…”
Clerici: “Mi era parso un po’ emozionato il papà di Nadal”.
(Sebastian Nadal viene inquadrato in tribuna visibilmente provato dalla tensione del match). Roger Federer si porta avanti sul 6-5 con due punti abbastanza rapidi, resi tali dalla determinazione dello svizzero con i due servizi a sua disposizione. Ora a servire tocca al mancino di Manacor per salvare il set.
Tommasi: “Nadal sbaglia la prima”.
Clerici: “Ullallà, aumentano le chances di Federer. Una realtà romanzesca. Scambio bellissimo fatto di 19 scambi, con Federer che manda in corridoio un diritto”.
Tommasi: “Si è fatto ingolosire da una fetta di campo che era rimasta un po’ scoperta…”
Clerici: “Era anche arrivato a non aver più ossigeno”.
Federer annulla il match point a Nadal sul punteggio di 6-7 con una prima vincente esterna: lo spagnolo chiama il falco ma la pallina risulta nettamente dentro.
Tommasi: “Ha spaccato la riga. Sette pari”.

Va in scena un altro scambio memorabile: Federer serve una una buona seconda esterna e si fa largo con una profonda manovra di dritto sul rovescio di Nadal che però, quasi solo col braccio, butta di là meglio del previsto. Il numero 1 al mondo attacca colpendo un dritto piatto, anche in questo caso profondissimo e dalla parte opposta. Lo spagnolo sembra non arrivarci ma arpiona e sfodera un passante lungolinea da cineteca.
Clerici: “Cosa ha giocato!”.
Tommasi: “Il passante, il passante, straordinario! Non facile”.
Clerici: “Miracoloso! Straordinario, in allungo, in equilibrio instabile, con Federer a rete, accidenti! Cosa ha giocato!”.
Tommasi: “Doppio circoletto rosso per questa palla”.
Clerici: “Passante di diritto clamoroso di Nadal”.
Altro match point a favore del mancino di Manacor, che serve una prima in campo non velocissima ma molto angolata: Federer risponde corto e Nadal insiste sul rovescio di Federer, in avanzamento col dritto. A questo punto lo svizzero esegue un passante di rovescio straordinario, in corsa, che sorvola il corridoio e si va a posare a fondo campo, con Nadal a rete che non può nulla.
Tommasi: “Però! Da parte di Federer l’aver giocato il colpo meno sicuro del suo repertorio sul match point Nadal è una grande prova di classe”.
Clerici: “Incredibile”.
Clerici: “È disperato!”.
Tommasi: “Dì quello che vuoi ma bisogna saperlo fare!”.
Clerici: “Ma ceerto….”
Si conclude il parziale: Nadal manda lunga la risposta di rovescio e Federer conquista il 4° set per 10 punti a 8 annullando due match point allo spagnolo.
Tommasi: “È lunga la risposta di Nadal! Roger Federer vince il quarto set! Questa finale va al quinto!”.

Tommasi: “Di nuovo in diretta dal centrale di Wimbledon per una straordinaria finale del singolare maschile: io non mi vorrei fare prendere troppo dall’entusiasmo, ma questa è una partita che sta offrendo qualità ed emozioni. Anche l’anno scorso la finale fra questi due giocatori è andata al 5° set, però oggi abbiamo circostanze un po’ particolari: Nadal ha preso due set di vantaggio, 6-4 il primo, 6-4 il secondo, e poi ci sono stati due tie-break per aggiudicare il 3° e il 4° set. Il terzo Federer lo ha vinto per 7 punti a 5, ma nel 4° ha dovuto annullare due match point prima di riuscire a chiudere per 10 punti a 8″.

Dopo una prima interruzione per pioggia alla fine del terzo set, di ben 1 ora e 20 mininuti, nel quinto e decisivo parziale, sul punteggio di 2 game pari, mentre Rafael Nadal sembra nuovamente rinvigorito dopo aver perso clamorosamente il 4° set, il match viene nuovamente sospeso per l’ennesimo scroscio di pioggia.
Tommasi: “Questa è una beffa!”.
Clerici: “Qui è molto difficile che la partita possa terminare”.
I due giocatori rientrano negli spogliatori e anche la cabina di commento subisce una variazione: sono quasi le 20 e al posto di Gianni Clerici subentra Roberto Lombardi. Quinto set, 4 game pari.
Tommasi: “Considera che una qualità così alta in rapporto all’importanza dell’incontro, e le difficoltà dell’incontro, viene esaltata ancora di più eh… Facile giocare colpi del genere al 1° turno…”
Lombardi: “Siamo a livelli stratosferici”.

7-7, indietro 0-30, Roger Federer blocca un passante a Nadal giocando una volée vincente incredibile.
Lombardi: “Che volée ragazzi…”
Tommasi: “Ma che volete, che volete!”.
Lombardi: “Nadal il passante l’ha tirato, non è che sia rimasto lì…”
7-7, 15-30. Nadal viene portato fuori dal campo da un dritto angolatissimo di Federer: l’iberico sbraccia a due mani e tenta un colpo impossibile, la palla atterra quasi nel quadrato di servizio risultando vincente.
Tommasi: “Stra-ord-di-na-rio: cross di rovescio vincente di Nadal!”.
Lombardi: “Mamma mia, un campione”.
Tommasi “No, no, ha giocato un punto… Un coraggio…”
Sul 15-40 Roger Federer gioca una prima sulla riga segnando l’ennesimo ace.
Tommasi: “Cosa dire???”.
Lombardi: “Puntuale”.
Sul 40 pari Rafael Nadal, spostato sull’angolino del rovescio ancora una volta, gioca un bimane molto stretto che mette fuori giri Federer, che manda in rete.
Tommasi: “Nadal si è procurato un’altra palla break con un cross di rovescio che ha quasi buttato Federer in tribuna”.

Nadal prende il break e va a servire per il match sul 8-7 avanti. 0-15, dopo un banale errore di diritto, il maoirchino serve esterno e chiude a rete con un’efficace volée.
Tommasi:“Capito Nadal?! Che non è uno schema abituale per lui….”
40-30: match point Nadal. Federer dà sfoggio, per l’ennesima volta, di grande classe, confezionando un rovescio vincente assolutamente incredibile, annullando il match point e lasciando immobile Nadal, firmando uno dei punti più memorabili del torneo, una giocata memorabile che ricorderanno tutti. Rino Tommasi e Roberto Lombardi scatenano la loro euforia per la spettacolare giocata di Federer.
Tommasi: “Non ci credo! Non ci credo!”.
Lombardi: “Questa è finta, questa è virtuale! Risposta di rovescio impressionante…”
Tommasi: “Questo è un fotomontaggio, è un fotomontaggio, non è possibile!”.
Lombardi: “Sì sì, ci hanno fatto uno scherzo. Chiama la regia e dì che non facessero questi scherzi e mandassero lo schema vero. Dai!”.
Tommasi: “Cross di rovescio micidiale”.
Lombardi: “In risposta poi… Che non è proprio la sua specialità…”

Dopo la giocata spettacolare di Roger Federer, sul 40-40, Rafael Nadal gioca un servizio vincente all’incrocio delle righe esterne: è Championship point. Roger Federer manda in rete un diritto in leggero avanzamento: Rafael Nadal è Campione.
Lombardi: “Mi dispiace per Roger, ma sono molto contento per Rafa”.
Tommasi: “Se l’è meritata tutta, perché ha giocato questa partita…  Anche i match point… È tornato al quinto ed è riuscito a giocarlo con questa qualità e intensità…”
Lombardi: “Che atleta straordinario”.
Tommasi: “Un’agonista come pochi”.
Lombardi: “Una volontà di ferro”.

Da Sky Sport, luglio 2008.

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Editoriali del Direttore

Sonego e Nadal non muoiono mai. Se l’azzurro batte anche Rublev non mi stupisco più

ROMA – Per come ha sconfitto un grande Thiem n.4 può farcela anche con il russo n.7. Ma avrà recuperato? Stesso interrogativo si pone per Rafa Nadal di fronte a Zverev

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Lorenzo Sonego - ATP Roma 2021 (ph. Giampiero Sposito)

Qualcuno ha titolato un magazine speciale sugli Internazionali d’Italia “Il Futuro è Jannik” con Sinner nella foto di copertina. Spero tanto che queo qualcuno abbia ragione, che l’abbia proprio azzeccato quel titolo, e del resto lo pensano in tanti, ma intanto il presente al Foro Italico è Lorenzo Sonego! Nemmeno Matteo Berrettini che ha giocato alla pari solo un set contro Tsitsipas, il primo, finendo per essere dominato nel secondo.

Il match che Lori ha vinto ieri sera contro Thiem, n.4 del mondo, campione in carica dell’US Open, due volte finalista e due volte semifinalista al Roland Garros, è stato stupendo, magnifico, così bello e intenso da apparirmi quasi incredibile. L’ho seguito soffrendo fino al match point annullato a un Thiem che ha lottato alla grande come se fosse la finale di uno Slam, seduto a pochi metri dall’arbitro, in mezzo ai Sonego-friends gioendo fino all’ultimo punto trasformato, quello del trionfo e del balletto spontaneo di Lorenzo e dei suoi amici più cari, fidanzata, coach e padre putativo Gipo Arbino e compagna, Umberto Rianna, Filippo Volandri, il manager Corrado Tschabuschnig e compagna, Diego Nepi Molineris, un paio di dirigenti di Reale Mutua sponsor di Lorenzo… nonché del video che vi invito a cliccare.

Ammetto che, assai poco professionale, mi sono trovato a ballettare in mezzo a loro perfino io subito dopo il match point trasformato da Lorenzo grazie a un gran servizio. Ma non parteciperò al prossimo “Ballando tra le stelle“, tranquilli.

 

Mi avevano caricato di adrenalina i primi due set finalmente vissuti in mezzo alla gente, in un catino ribollente d’entusiasmo come quello del Grand Stand, ben più piccolo e rimbombante del Centrale, e alla presenza di un pubblico molto più giovane di quello che era solito frequentare il Foro Italico. Un bel segnale per il tennis, il ringiovanimento della sua audience. 

L’ho sentita io quella carica, figurarsi Sonego e Thiem. Nei primi due set insieme agli spettatori finalmente ritrovati un’atmosfera davvero bella e trascinante. Mi è sembrato di rivivere, non ho quasi avvertito la terribile umidità che aveva costretto ad arrendersi quasi tutti i colleghi. Un’atmosfera carica è in qualche modo sopravvissuta anche per il terzo set, sebbene fossimo rimasti in pochissimi, sebbene Thiem avesse solo il papà ad incoraggiarlo e Lorenzo invece una ventina di persone quando, a conclusione del secondo set e intorno alle 21,30, Diego Nepi Molineris si è trovato nella scomoda posizione di dover allontanare il pubblico per via del coprifuoco e dell’obbligatorio rientro a casa entro le 22. 

Si è generosamente beccato qualche fischio, qualche buuh ma neppure troppi perché ha saputo gestire bene la situazione, ricordando che essere tornati in deroga governativa a vedere due ore di gran tennis non era stata una conquista da poco. Di come mi sono goduto quella terza ora più intima, più fredda eppure più calda, lo scrivo più in basso.

RAFA – Non sarebbe giusto ignorare, nel nome di Sonego, la battaglia Nadal-Shapovalov. Anche nel pomeriggio avevo visto una bella ed emozionante partita, con Nadal che sotto 6-3 e 3-0 con la palla del 4-0 per Shapovalov – Sciupavolov? – ha vinto la sua sedicesima battaglia in carriera annullando almeno un match point.

Due stavolta, come due erano stati quelli che gli ho ricordato aveva cancellato a Roger Federer qui al Foro nella finale del 2006 (di quella partita mio figlio conserva gelosamente la maglietta gialla ancora imbrattata di terra rossa che Rafa gli donò dopo essere rotolato appena conquistato l’ultimo punto di quel 7-6 al quinto) e che lui ha detto essere quelli che gli sono rimasti più in mente: “Non li ricordo tutti e 16 i match vinti con il match point contro, in questo momento, ma non mi pare di averne mai annullati nella finale d’uno Slam. Quindi quelli della finale di Roma sono probabilmente i più significativi. Oggi contano meno perchè era una partita di terzo turno” ha spiegato lo spagnolo che anche quando non gioca bene non si arrende mai, non muore mai.

Bravo Rafa, un po’ pollo Shapovalov che però ha un tennis super divertente e spettacolare seppur …natalizio. Fa davvero troppi regali.

E Rafa? Non è più il vero Rafa, secondo me, anche se trova ancora il modo di vincere. Lo ha fatto, annullando match point anche lì, a Barcellona con Tsitsipas, si è ripetuto qui, ma soffre troppo, subisce troppo, ha meno spunto di velocità, finisce troppo facilmente sospinto indietro, verso i teloni di fondocampo e così lascia scoperti troppi angoli. Per un set e mezzo Shapovalov lo ha infilato come un tordo, di qua e di là. Poi però ha commesso troppi errori nei frangenti decisivi.

Smettetela di chiedermi ogni santo giorno se sto progredendo rispetto al giorno prima! ha sbuffato Rafa – Per carità ci penso anch’io… capisco perché lo fate, volete capire anche voi come me se sarò pronto al massimo delle mie possibilità per il Roland Garros che è certamente il mio primo obiettivo. però di rispondere a questa continua misura dei miei progressi, giorno dopo giorno, non se ne può più”.

Rafael Nadal – Roma 2021 (via Twitter, @InteBNLdItalia)

Allora, prima di tornare a scrivere del mio eroe Lorenzo Sonego la taglio corta: mai come quest’anno mi pare che Rafa rischi di perdere lo scettro del Roland Garros, dopo 13 trionfi. Anche se magari oggi dovesse vendicare la sconfitta patita con Zverev a Madrid questo Nadal mi convince meno di sempre. Spesso è in affanno, è nervoso, sbaglia colpi che di solito non sbaglia mai, gioca spesso corto. Compensa tutto con quell’indomita grinta da guerriero che gli consente di inseguire e recuperare palle irrecuperabili per chiunque altro, non molla mai neppure nelle situazioni apparentemente più disperate, ma i i suoi sono diventati quasi tutti match in salita. E non è possibile che tutti quelli che lo battono o lo mettono in difficoltà, Rublev, Tsitsipas, Zverev, Shapovalov giochino per l’appunto il match della vita contro lui. È lui che dà loro una mano a far bella figura, esattamente l’opposto di quello che ha fatto per anni. 

Per affrontare Zverev certamente Madrid è per me il peggior torneo sulla terra battuta, è certo meglio per me giocarci a Roma, Montecarlo, Barcellona e Parigi”.

Non mi sento di escludere che da qui al 30 di maggio le cose cambino, che magari la distanza dei tre set su cinque lo favorisca come è sempre stato in passato, ma a 35 anni – quanti ne compierà il 3 giugno – è più probabile che i tempi di recupero fra una maratona e l’altra si allunghino. Già oggi con Zverev vedremo se Rafa si sarà ripreso dalla faticaccia di ieri. A Parigi, secondo me, molto dipenderà dal sorteggio, dal tabellone.

TORNANDO A SONEGO – Ma ora, voglio esprimere tutta la mia ammirazione per Lorenzo Sonego che al di là del match straordinario che ha saputo giocare per oltre tre ore contro un osso duro, durissimo come Thiem, ha fatto vedere tali e tanti progressi tecnici da lasciarmi esterrefatto. Servizio, rovescio, a due mani come tagliato a una mano, la smorzata di dritto come di rovescio, la volée alta di rovescio che diventa quasi uno smash, il pallonetto liftato. Solo a rete non mi ha sempre convinto. Ha sbagliato qualche voleée davvero facile.

Credo che molti colleghi si sentiranno forse un po’ in colpa per avergli dato meno spazio e credito di quello che Lorenzo meritava. Per quanto mi riguarda c’è un articolo che ho scritto in cui mi ero invece piuttosto sbilanciato sulle sue possibilità. Lo avevo messo quasi sullo stesso piano del suo gemello diverso Berrettini, perché molto più agile e rapido in difesa. Matteo o comanda o va sotto. Lorenzo no. Il suo dritto però fa meno male di quello di Matteo.

Forse ero stato allora influenzato dal suo coach e Pigmalione Gipo Arbino, una persona che stimo molto e che mi aveva magnificato i suoi progressi tecnici, dal servizio al rovescio, al tocco di palla, alla facilità nell’inventare gioco e schemi, la smorzata, il rovescio tagliato. Si è scritto nella settimana di Madrid di un Berrettini trascurato colpevolmente dai media, invaghitisi della nouvella vague costituita dai Sinner, dai Musetti… ma che dire allora di Sonego? Quanti lo hanno considerato capace di giocare ad armi pari con un tipo come Thiem sulla terra rossa, con il n.4 del mondo?

Beh, in tutta onestà fino a questo livello neppure il sottoscritto si era fatto grandi illusioni. Pensavo che perdesse, in tutta sincerità, oppure che vincesse contro un Thiem non in grande forma. E invece ha battuto un ottimo Thiem, voglio assicurarlo a chi non abbia visto il match in TV. E vi dirò che vederlo dal vero è un’altra cosa. Perché il ritmo e la profondità di quegli scambi era pazzesco. Non so come facessero, davvero. Soprattutto non so come facesse Lorenzo. Applausi, applausi e standing ovation.

Lori non è solo cuore. Quello sul campo da tennis lo ha sempre dimostrato fin da quando lo chiamavano “Polpo” per i recuperi che riusciva a fare su palle impossibili grazie alle sue lunghe leve e a una mobilità fuori dal comune per un ragazzo così alto (1.91). È diventato ormai ricorrente e – lasciatemi dire –  piuttosto banale accennare sempre al suo tifo per il Torino, al suo cuore granata. Vero è, peraltro, che si batte con un’ostinazione pazzesca anche quando le cose volgono al peggio, tipo ieri nel terzo set quando da 2-0 avanti si è ritrovato indietro 4-2 e 5-3 e ad annullare un match point seguendo il servizio a chiudendo una gran volée, mente Gipo insisteva a gridargli “Non si molla, Lori, non si molla

Un monento terribile è stato quando con Lorenzo avanti 5-3 nel tie-break: Thiem ha sparato due rovesci lungolinea formidabili, ai confini dell’incoscienza… beh quei due vincenti pazzeschi avrebbero tramortito un toro vero, con la t minuscola, altro che cuore o non cuore granata. “È la miglior partita che gli ho mai visto giocare!” mi ha confessato, con gli occhi ancora arrossati per l’emozione e la commozione, Gipo mentre uscivamo dal campo dove si era celebrata l’apoteosi con tanto di balletto. Se lo dice Gipo che lo conosce meglio di chiunque, potete crederci. Io posso solo dire, dopo aver visto migliaia di partite, che questa è stata una di quelle che non scorderò.

E ADESSO I QUARTI – Lorenzo sarà in grado di ripetersi contro Rublev? Non lo so perché non posso sapere quanto Lorenzo abbia speso fisicamente e mentalmente. Intanto è arrivato a un tiro di fionda da Fabio Fognini che è n.28 ATP con 1958 punti. Sei punti più indietro, a n.29 virtuale con 1952 punti c’è Lorenzo. Dovesse vincere con Rublev, che ha disposto abbastanza agevolmente di Bautista Agut con un doppio 6-4, due break conquistati per set e uno ceduto, ovviamente sarebbe sorpasso nei confronti di Fabio

Fra lui e il russo, senza contare un precedente antico (2016 a Cortina, Rublev vinse 6-3 7-5) c’è l’unico confronto diretto che conta, la finale di Vienna 2020. Sonego aveva battuto un Djokovic che non valeva, per determinazione e voglia di vincere, la metà di Thiem ieri sera. In finale perse contro Rublev più nettamente del punteggio, 6-4 6-4. Ma sulla terra rossa, con le varianti che Lorenzo può mettere in campo, la smorzata, gli attacchi improvvisi, l’aggressione sulla seconda palla non irresistibile del russo, se non è stanco Lorenzo potrà giocarsela. Ecco, già dire che affrontando uno dei tennisti più “caldi” del 2020-2021 e n.7 del mondo, Lorenzo può giocarsela alla pari, dice tutto.

In breve accenno alla notevole curiosità che mi destano tutti i quarti di finale maschili odierni: Djokovic-Tsitsipas sarà presto una finale in qualche Slam, Zverev-Nadal potrebbe esserlo anche a Parigi, di Rublev-Sonego ho detto. Non c’è dubbio che il “quarto” più sorprendente e inatteso è quello fra Delbonis, l’argentino dal servizio sincopato, brutto quanto efficace e sulla terra capace di battere anche grandi giocatori (ricordo Federer fra le sue vittime in quel di Amburgo) e il gigante di 2 metri e 11 cm Opelka.

Questi è una vera sorpresa sulla terra rossa. In tutta la sua vita, mi ha segnalato Claudio Giuliani che si occupa brillantemente della nostra newsletter – e se non vi ci iscrivete mi date un dispiacere, siamo a quota 4.700… ci leggete in oltre 100.000 al giorno, se non si arriva velocemente  a 10.000 iscritti mi deludete! – Opelka aveva vinto due sole partite sulla terra rossa. Qui a Roma ne ha già vinte tre. 

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Chissà, forse Reilly Opelka, si sta ribellando alla scoraggiante situazione del tennis statunitense: per la prima volta nella storia dal XX secolo in poi, non c’è neppure un tennista americano fra i primi 30 del mondo! Mentre i francesi si sono lamentati qui perchè per la prima volta da non ricordo più quando nessun francese è approdato al secondo turno di un Mille.

Scusate se dopo tutte le emozioni della giornata, stanco quasi come Sonego, accenno solo brevemente alla situazione del torneo femminile: una sola testa di serie superstite nella metà bassa, Pliskova che affronta Ostapenko, e l’altro quarto è Martic-Pegula. In alto invece due duelli molto più  interessanti: Barty-Gauff, Swiatek-Svitolina. Ma sono le 4 del mattino e mi scuserete se ora vado a letto. Oggi Sonego, Nadal e io abbiamo una giornata pesante.  

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Roma città aperta (più o meno)

Lo sport riapre al pubblico in Italia proprio agli internazionali 2021. Abbiamo comprato un biglietto e vi raccontiamo com’è andata

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Roma 2021 (via Twitter, @InteBNLdItalia)

Tra i privilegi più grandi per chi ha avuto l’onore e il piacere di di essere inviato al Roland Garros e Wimbledon, ai primi posti figurano le cene con Gianni Clerici. Una volta, tra un aneddoto sui fantasmi della sua villa sul lago di Como (“Giuro che ci sono davvero, anche se il Parroco li ha esorcizzati via citofono”) e un brindisi per la finale persa dalla Juve con il Real (“Gli Agnelli non mi sono mai stati simpatici”) ci disse: Non penso sia il caso di scrivere gli articoli narrando in prima persona. A meno di non essere Clerici”.

Ecco, appunto, non essendo Clerici (“Ma lo sai che siamo colleghi? Non perché tu sia giornalista, non mi permetterei mai, ma perché io da ragazzo ho esercitato da avvocato penalista per alcuni anni, prima che i miei genitori si arrendessero all’evidenza”), ci siamo sempre ispirati a quella lezione. Questo però vale per un cronista, non per un “povero spettatore pagante”. Pertanto, non essendo al Roland Garros o a Wimbledon, ma a Roma, ed avendo contribuito a rimpinguare le casse federali, procederò da umile spettatore che narra le sue avventure in prima persona.

L’ultimo match dal vivo che ho visto prima di oggi è stata la finale di Wimbledon 2019, una partitella come un’altra, per cui in ogni caso il paragone sarebbe imbarazzante. Con il bagno di umiltà connesso al passaggio dal Centre Court con l’accredito al collo al GrandStand (ex NextGen Arena) da 74 €, ho messo la sveglia alle 05.00 e programmato una giornata romana. Dopo il voucher e supervoucher della scorsa edizione, la federazione ha pensato bene di lasciare i biglietti in vendita anche durante tutto l’inverno in zona rossa.

Negli ultimi giorni però cominciavano a filtrare voci circa una parziale apertura e così ho osato, rischiando di finire nel nuovo valzer dei voucher. Invece, mi è andata bene e tutto sommato anche il programma del giorno non è male. Certo, al momento dell’acquisto sul sito il mio biglietto prevedeva 3 match di singolare maschile e 2 di femminile. Me ne hanno tolto uno, inventandosi la sessione serale sul GrandStand: ci sta, perché c’è il coprifuoco, ma magari un parziale rimborso…

 

Alle 09.15 io e il mio amico Luigi siamo i primi ad entrare, non c’è fila, praticamente non c’è nessuno. Controlli rapidissimi, la temperatura non ce la misura nessuno, qualche storia per la borraccia. “De alluminio nun pó entrà”, “è di plastica” faccio io. “Mah” fa l’addetto che evidentemente nelle ore di educazione tecnica alle medie dormiva, e si rivolge ad un collega fortunatamente più ferrato (è il caso di dire): “Te pare plastica questa?”. “Sì” e la sfanghiamo.

All’ingresso in campo mi dicono: Le ricordiamo che non può mangiare, non può fumare. Ma può bere”. Mi viene umano rispondere: “Come è umana lei”, e almeno strappo un sorriso all’addetta. La quale, poveretta, passerà tutto il primo set di Karatsev-Opelka a redarguire gli spettatori-scolaretti che tengono la mascherina abbassata o provano a mangiare un biscotto di nascosto. Memorabile la scena che si consuma quando l’addetta di cui sopra si rivolge ad un ragazzo che mastica sotto la mascherina. Manca solo il “TU MANGIAAAA?” di fantozziana memoria.

Per fortuna Binaghi ci regala l’amuchina, d’altra parte con quello che gli do da 20 anni a questa parte tra internazionali e tesseramento è il minimo. Ci fanno sedere lasciando tre sediolini liberi tra uno spettatore e l’altro, inutili le richieste di un papà con figlio di 7 anni che chiede di sedersi accanto. L’addetto in camicia nera ha lo sguardo cattivo e l’inflessibilità degli inetti. Intanto Opelka è indemoniato più di Karatsev, ma per la cronaca, andate altrove, sono solo un umile spettatore pagante.

Il foro è diviso in tre aree per evitare assembramenti, ma i più sfigati sono quelli come me che hanno il biglietto per il GrandStand. Eh si perché “quelli del Centrale” hanno ampi spazi, “quelli dei Ground” possono spaziare dal Pietrangeli ai campi secondari con tutti i viali annessi e connessi. A noi poveretti invece ci tocca il giro dello stadio e poco altro. Comunque l’italopiteco che sposta le transenne e va dove non potrebbe c’è sempre. Anzi, una volta che il capoultras ha aperto il varco, si infilano a seguire numerosi adepti, finché qualcuno se ne accorge, ma i buoi sono già scappati.

Il mistero glorioso di questa edizione degli internazionali resta l’assenza dei cestini per i rifiuti, introvabili ovunque. Passano ogni tanto dei poveri spazzini con annesso cestino a rotelle con la gente che gli si assembra attorno per gettare i rifiuti: geniale. Abbiamo provato a chiedergli il perché di questa scelta: “Boh, così ci hanno detto, così facciamo”. Elementare. Il pubblico romano regala sempre qualche magia: un tizio intona il classico po-po-po-po-po-po-po-po-pooo- ueeeeee e viene subito apostrofato in salsa Covid: “A questo gli hanno fatto astrazeneca”.

Arrivano Berrettini e Tsitsipas e il pubblico si scalda (anche se a Roma non si sa perché si passa dai 30 gradi quando c’è il sole ai 10 di quando passano le nuvole e sia alza il vento). Quando Matteo contesta il doppio rimbalzo su un recupero di Tsitsipas un tifoso gli fa: “Chiama il Var” e un altro gli risponde: “È inutile, tanto c’è Mazzoleni”. Siamo al cabaret puro. La partita è bella, il primo set è molto combattuto anche perché Matteo… no! No! No! Sono solo uno spettatore, non devo fare cronaca.

Allora scatto qualche foto, faccio qualche video e li posto sui social, tutte cose vietate agli inviati. Dite che ci sono fior fior di inviati che fanno tutto il contrario, popolando i social di foto e video? E vabbè. Dopo Berrettini, è la volta delle ragazze. Gente che ha vinto Slam o fatto finali, quindi livello alto. Si esce per assaggiare il caffè dell’unico stand a disposizione: il silenzio è l’unico commento possibile senza improperi. Dietro una balaustra scorgo Andy Murray che gioca il doppio, prima addirittura su quel campo c’era Paire, tutto il contrario di ciò che Andy rappresenta, e ho subito cambiato strada. Fa un po’ male al cuore vedere il tramonto di un grande campione, ma la classe di Andy non ha età. Non si può chiudere una giornata romana con tristezza e infatti l’arancia che rosseggia sui sette colli ci accompagna verso casa.

L’inflessibile controllore separa con malcelata soddisfazione una coppia che si abbraccia in tribuna ordinandogli il distanziamento. “Siamo sposati” dicono, ma non c’è verso. Quanto sei bella Roma quando è sera, ma le coppiette, se non si possono abbracciare, se ne vanno via.

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ATP

Roma, Djokovic in crescendo: steso Davidovich Fokina, adesso un quarto di finale da top 10

Poco più di un’ora è bastata al numero uno ATP per superare lo spagnolo, messo subito fuori dalla partita. “Ho vinto bene – ha commentato -, contro Berrettini o Tsitsipas mi attende una grande sfida”

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Novak Djokovic - Roma 2021 (via Twitter, @InteBNLdItalia)

In attesa di un quarto di finale nobile (affronterà Stefanos Tsitsipas), Novak Djokovic ha archiviato velocemente l’inedito incrocio con l’emergente Alejandro Davidovich Fokina, 21 anni. Uno che di tempo ne avrà per togliersi di dosso la fisiologica timidezza che viene fuori questi livelli. Dopo aver lottato contro Medvedev a Madrid, lo spagnolo – risalito dalle qualificazioni – si è questa volta schiantato su un ostacolo più alto. Eppure il primo set, per la testa di serie numero uno degli Internazionali, è arrivato a destinazione più facilmente di quanto potesse sembrare in avvio. Questo perché il numero 48 ATP era partito anche bene: subito prendendosi il break al primo game, poi facendosi applaudire per un pregevole lob e – in sostanza – costringendo Djokovic ad alzare immediatamente il livello.

ACCELERATA – Sul 2-2, in ogni caso, il serbo ha cambiato passo tra accelerazioni improvvise sulle diagonali e palle corte che hanno spezzato il ritmo da fondo campo. Il primo parziale si è concluso con 11 punti su 12 finiti dalla parte di Djokovic, che ha spaccato così la partita intimidendo l’avversario anche sul piano psicologico. Un significativo passo in avanti in termini di sicurezza rispetto al primo turno, quando ha superato Fritz viaggiando però a marce più basse. Totalmente senza storia il secondo set, in cui Davidovich Fokina non è mai riuscito a tenere il servizio se non alla fine, giusto in tempo per evitare il peso del 6-0. Pratica archiviata in un’ora e undici minuti, con lo sguardo subito puntato sulla Grand Stand Arena per scoprire il prossimo avversario.

In ogni caso affronterò un top 10 – ha commentato Nole in sala stampa – sono contento di come ho vinto oggi e sicuramente andrò incontro a una grande sfida. Berrettini non mi ha sorpreso raggiungendo la finale di Madrid. È vero, è stato infortunato (e quindi protetto dalla classifica, ndr), ma si è guadagnato del tutto la posizione che ha raggiunto“. Purtroppo, nonostante le belle parole di Nole, non sarà Berrettini a sfidarlo ai quarti ma Stefanos Tsitsipas. Il greco ha severamente impegnato Djokovic nell’ultimo confronto al Roland Garros, allungandolo fino al quinto set.

 

Ma il numero uno ha voglia di rivincita. Dopo le delusioni di Montecarlo e Belgrado, per Djokovic Roma sembra in ogni caso il posto giusto per riavvicinarsi agli standard di inizio stagione. “Mi sento sempre a casa quando vengo agli Internazionali – ha raccontato -, non soltanto per i tifosi, anche per il rapporto con gli organizzatori, persino gli autisti che mi portano in giro. Probabilmente aiuta il fatto che parlo italiano. ‘La gioia della vita’, come dicono qui“.

Il tabellone maschile di Roma con tutti i risultati aggiornati

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