Peccato Fognini, impresa sfiorata. Ferrer la spunta in volata (audio)

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Peccato Fognini, impresa sfiorata. Ferrer la spunta in volata (audio)

Il nr.1 italiano va avanti due set a uno dopo una pessima partenza prima di cedere 6-4 al quinto. È la decima vittoria su dieci sfide dello spagnolo contro Fognini

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[11] D. Ferrer b. F. Fognini 6-0 4-6 5-7 6-1 6-4 (da New York, Ferruccio Roberti)

Neanche il 13, il numero del campo di Flushing Meadows dove si è disputato il decimo confronto tra Fognini e Ferrer, porta fortuna a Fabio per sfatare il suo tabù col valenciano. Se le statistiche non fossero utili solo per aiutare ad avere probabili previsioni, ma anche a predire con certezza il futuro, i precedenti degli scontri diretti tra Fognini e Ferrer avrebbero del resto consigliato al nostro giocatore di perdere ogni speranza nell’entrare in campo nella tarda sera newyorkese contro lo spagnolo. Nove sconfitte in nove incontri contro lo spagnolo, partite nelle quali aveva conquistato tra l’altro tre soli set. Dando un’occhiata attenta ai precedenti, appariva poi un altro dato allarmante per le speranze dell’italiano: negli ultimi quattro scontri diretti non aveva mai vinto più di sette giochi a partita. A far essere pessimisti sulle possibilità del ligure, era anche l’estremamente diverso percorso col quale erano arrivati a questo match di secondo turno, con Fabio reduce da una maratona di cinque set al primo contro Gabashvili e Ferrer invece in campo appena trentanove minuti prima che Dolgopolov si ritirasse.

 

L’italiano parte male dai blocchi, sembra ancora non essersi ripreso dalle quasi cinque ore giocate martedì ed ha un atteggiamento svogliato: già nel secondo game, sullo 0-15, chiede, nonostante sui campi limitrofi si stia normalmente giocando, al giudice di sedia Mohamed Lahyani se si debba interrompere la partita, perché il cemento del campo numero 13, teatro della sfida gli sembra scivoloso e quindi pericoloso. Sono pessimi segnali, che purtroppo vengono confermati dal responso del campo: se Fabio è estremamente falloso, Ferrer è molto centrato e prende subito il comando del match. Dopo 14 minuti lo spagnolo conduce già 4-0 ed in appena 25 si chiude il primo set senza che il ligure abbia vinto alcun game. Fabio richiede il medical time out: si fa massaggiare lungamente per un problema che appare avere alla gamba destra.

Per fortuna, con l’inizio del nuovo parziale la musica cambia: dopo 39 minuti, con un servizio vincente Fabio conquista il primo game della sua partita. Il ligure subisce una vera e propria scossa e già nel terzo game ha due palle break, che non sfrutta, ma sono comunque il segnale che Fabio sia entrato in partita. Nel quinto game Fabio approfitta di un dritto affossato in rete da Ferrer per conquistare il primo break dell’incontro. Fabio perde il servizio nel gioco successivo, ma ormai è aggressivo e sente la palla: nuovamente brekka lo spagnolo e si porta 4-3 e servizio che mantiene con sicurezza nei due turni di battuta successivi senza andare neanche ai vantaggi.

Dopo un’ora e quindici minuti di gioco è dunque ristabilita la parità e si interrompe la serie di set vinti dallo spagnolo: il pubblico, che ormai gremisce le tribune del campo numero 13, richiedendo intervento degli addetti per evitare che gli spettatori si seggano sugli scalini, è dalla parte di Fognini . Una per il tennis maschile inusuale serie di tre turni di servizio consecutivi persi da chi serve, porta Fabio sul 2-1 nel terzo. Nel sesto game, sul 30 pari, una volee facile di rovescio sbagliata, causa il primo lancio di racchetta, subito ripetuto perché un errore di rovescio riporta in parità il set. La partita inizia a farsi molto bella, entrambi i giocatori regalano punti spettacolari per potenza o tocco ed il pubblico si diverte tanto, mentre da di fuori si sentono le proteste di chi vuole entrare ad assistere all’incontro, ma ne è impossibilitato: molti si arrampicano all’inpiedi sulle panche del limitrofo campo 14 pur di godersi lo spettacolo. Nel nono game sul 15-30 un doppio fallo di Ferrer regala a Fabio due palle break, ma lo spagnolo prima le annulla con un dritto e con il servizio e dopo conquista il game. L’appuntamento col break è solo rimandato: due dritti sbagliati e due doppi falli regalano al ligure la possibilità per andare a servire per il set. Ferrer è in difficoltà, sbaglia tanto, ma Fabio è in gran spolvero, come dimostra un grandissimo passante di rovescio che accende la folla: dopo 2 ore e 10 minuti, dunque, l’italiano conduce due set a uno.

A inizio di quarto set, in tredici minuti un calo di concentrazione di Fognini, che nel secondo game fa due doppi falli, di cui uno sulla palla break, mandano Ferrer sul 3-0 e riaprono l’incontro. Il parziale è compromesso e così il set si chiude 6-1 e dopo 2 ore e trentacinque minuti complessive di partita si va al quinto set.

Subito si preannuncia tempesta per Fognini, che perde il servizio in apertura, sbagliando una palla corta. Ferrer però non se la sente di chiudere i conti: nel gioco successivo, pensa bene di fare tre doppi falli e così i conti sono di nuovo in parità, che si mantiene sino al settimo gioco: Fabio parte male con un doppio fallo, poi spara fuori due dritti ed è 0-40. Annulla due palle break grazie alla complicità di Ferrer, ma un errore di dritto manda lo spagnolo sul 4-3 e servizio. Si arriva al redde rationem del decimo game senza ulteriori sussulti: Fabio riesce ad issarsi alla palla break, sostiene lo scambio e prepara il punto, ma il dritto risolutivo va fuori. Si scatena una vera e propria battaglia di nervi, col pubblico in visibilio per il grande equilibrio. Fognini ha occasione di guadagnarsi seconda palla break, ma sul passante di Ferrer (che probabilmente sarebbe finito fuori) sbaglia la volee alta di rovescio. Fabio non molla e con un gran dritto causa errore di rovescio di Ferrer, annullando il primo match point. Due rovesci sbagliati del ligure renderanno tutto inutile: dopo 3 ore e 24 minuti Fognini deve prendere atto che neanche il decimo tentativo è quello buono per sconfiggere il valenciano.

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US Open, il CDC allenta le misure anti-Covid. C’è speranza per Djokovic? Intanto si cancella da Cincinnati

Negli ‘States’ i non vaccinati seguiranno le stesse linee guida dei vaccinati. Si attende la decisione sui viaggi internazionali, in cui spera Novak Djokovic

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Novak Djokovic - Bercy 2021 (foto Roberto Dell'Olivo)

Continua inesorabile il countdown verso lo US Open 2022, al via il prossimo 29 agosto. Già il primo Masters 1000 della stagione estiva su cemento nordamericano si avvia verso la conclusione, quello di Montreal, e subito un altro sta per cominciare a Cincinnati. Insomma, è quasi la vigilia dell’ultimo Slam dell’anno. Quasi fosse una storia da racchiudere in un romanzo, come accaduto in Australia, Novak Djokovic sembra costretto alla rinuncia, dal momento che ad oggi, 12 agosto, gli Stati Uniti non accettano stranieri senza doppia dose di vaccino contro il Covid-19. Tuttavia le probabilità di vedere il fresco campione di Wimbledon in campo, che fino a non molte ore fa erano vicine allo 0, sono aumentate.

Infatti il CDC (Centre for Desease Control and Prevention) oltreoceano ha annunciato giovedì 11 agosto un alleggerimento delle misure anti-Covid. Niente più obbligo di quarantena se venuti in contatto con un soggetto positivo, oltre a un ridimensionamento del sistema di screening su chi non ha sintomi e modifiche ai regolamenti scolastici sui test per gli alunni. Greta Massetti del CDC ha dichiarato che in seguito ad avvenuta infezione o vaccinazione, ormai si stima che il livello di immunità della popolazione sia al 95%. I tempi sono dunque maturi per “responsabilizzare” la popolazione. Ciò che risulta più rilevante nelle indicazioni del CDC è che i non vaccinati seguiranno le stesse linee guida dei vaccinati. Ancora però non è stato comunicato nulla riguardo gli ingressi ai non vaccinati, in particolare da viaggi esteri. Tale comunicazione verrà data “nelle prossime settimane” si legge alla fine del comunicato del CDC.

Come detto però, mancano poco più di due settimane al via dello US Open. Che sia ora il momento dell’USTA per spingere verso un’accelerazione delle procedure per avere Djokovic a Flushing Meadows? Ricordiamo che per quanto concerne la Federazione statunitense Novak potrebbe giocare comunque il torneo. Certo è che, visto questo rilassamento delle misure contro il virus, la scelta di consentire l’accesso anche ai non vaccinati provenienti dall’estero è tutt’altro che improbabile. Djokovic sarebbe sicuramente pronto a volare negli States anche a ridosso del torneo, ma una tempestiva comunicazione da parte degli organismi in gioco scongiurerebbe episodi simili a quello avvenuto in Australia. Almeno dal punto di vista tennistico, dove non si rischia di avere un tabellone influenzato dal forfait di Djokovic, nel caso in cui al momento del sorteggio la questione sui viaggi internazionali sia ancora aperta. Non ci sono gli elementi per pronosticare cosa succederà.

 

Tra il sapere e il non sapere, Novak sta continuando ad allenarsi su cemento, il che dimostra che lui ci ha creduto sin dall’inizio. Ha però sempre ribadito che se non è certo di poter passare la frontiera, non viaggerà. Ecco perché ha dovuto cancellarsi dal Masters 1000 di Cincinnati (di cui si conoscono le teste di serie). Al suo posto entrerà Brandon Nakashima nella lista. Il sorteggio del tabellone principale è in programma alla mezzanotte tra venerdì e sabato, ora italiana (le 18 in Ohio).

Intanto a Cincinnati è arrivato invece Rafael Nadal, che potrebbe anche conquistare la prima posizione mondiale al termine dell’evento. Deve vincere il titolo e sperare che Medvedev non raggiunga i quarti. Rafa si è subito allenato con Marc Lopez

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ATP

US Open, spiraglio per Djokovic? Dal Congresso degli Stati Uniti chiedono a Biden di farlo giocare

Alcuni rappresentanti del congresso degli USA hanno ufficialmente richiesto di far entrare sul suolo statunitense l’ex numero uno del mondo

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Novak Djokovic – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @rolandgarros)
Novak Djokovic – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @rolandgarros)

Da poche ore è arrivata la notizia ufficiale del forfait di Novak Djokovic dalla Rogers Cup, impossibilitato a partecipare al torneo di Montreal per le note restrizioni sui vaccini anti-covid. Un’altra rinuncia a causa della sua ostinazione a rifiutare l’ipotesi di vaccinarsi contro il Covid, che sta compromettendo la sua stagione. Per come stanno le cose oggi, il serbo è destinato a saltare anche il successivo ‘1000’ di Cincinnati e, soprattutto, l’ultimo slam della stagione, al quale comunque per ora è regolarmente iscritto.

Mancano poco più di tre settimane all’inizio dello US Open e per l’ex numero uno del mondo potrebbe aprirsi un piccolo spiraglio. Due rappresentanti del Congresso degli Stati Uniti, infatti, hanno formalmente richiesto al presidente Joe Biden che venga concesso ai tennisti stranieri non vaccinati di entrare negli USA. Si tratta di Claudia Tenney e Louie Gohmert, entrambi repubblicani, con la prima in particolare che insiste affinché “Novak Djokovic e ogni altro atleta internazionale possano disputare lo US Open”, definendo ridicola la legge attualmente in vigore. Questo perché la manifestazione è ritenuta di interesse nazionale.

Per Djokovic, dunque, le speranze di partecipazione aumentano, nel senso che c’è chi lo sta spalleggiando in via ufficiale (anche perché, a dire il vero, prima erano prossime allo zero…). Con un atto formale come l’esenzione chiesta da Tenney e Gohmert, infatti, potrebbe aprirsi un iter ufficiale per permettergli di competere.

 

È bene ricordare che lo US Open – come ogni altro torneo ATP – non impone alcun obbligo vaccinale per poter giocare. Di conseguenza, il problema del 21 volte campione Slam non è formalmente dato dal torneo, quanto piuttosto dalla (attuale) impossibilità ad entrare negli Stati Uniti. Sono infatti stati diversi i commenti di tennisti che hanno preso le parti del serbo, da Millman a Isner passando per Sandgren. Quest’ultimo non è vaccinato ma è statunitense, quindi potrà regolarmente scendere in campo per lo US Open (lui stesso definisce ridicola questa situazione).

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John Millman, il Covid negli USA e il caso Djokovic: “Non capisco perchè lui non possa giocare”

L’australiano ha poi aggiunto: “Se tutti rispettassero le regole sarei favorevole a leggi più restrittive, ma se i cittadini non vaccinati possono giocare…”

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John Millman - Eastburne 2022 (foto: profilo Instagram @johnnyhm)

Con ogni probabilità Novak Djokovic non prenderà parte ai più importanti tornei estivi, dato che questi si disputano negli Stati Uniti. Niente Open del Canada, Cincinnati e US Open dunque per l’ultimo vincitore di Wimbledon, dato che le politiche di entrata negli USA sono piuttosto severe e restrittive. Nessuno straniero, infatti, può mettere piede sul suolo statunitense se – come Djokovic – non è vaccinato.

Non è la prima volta che si vengono a creare dibattiti a tal proposito, visto che ad inizio anno è stato fatto tanto clamore mediatico per l’ingresso in Australia (e la successiva espulsione) dell’ex numero uno del mondo. A schierarsi dalla parte di Djokovic, nelle ultime ore, è stato proprio un australiano: John Millman.

L’attuale numero 76 ATP è stato costretto al ritiro dall’ATP250 di Los Cabos (qui il tabellone aggiornato) per via della sua positività al Covid-19. Il 33enne di Brisbane ha contratto il virus proprio negli Stati Uniti, dove la scorsa settimana era impegnato ad Atlanta (sconfitto 7-6 6-4 da Nakashima al secondo turno).

 

Millman ha dunque avuto il tempo necessario per farsi un’idea di quanto (poco) negli USA siano rispettate le norme anti-covid, come da lui stesso spiegato via twitter. A questo punto, l’australiano si è chiesto perché, nonostante il relativo disinteresse per il contenimento del virus, Novak Djokovic non possa giocare i tornei negli Stati Uniti. Tornei ai quali, fra l’altro, possono partecipare cittadini statunitensi non vaccinati, poichè non sono le organizzazioni degli eventi a frapporre questo tipo di restrizione.

Ho contratto il covid – spiega Millman sul suo profilo twitter ufficiale. “Ero negli USA e non mi è sembrato che qui molte persone rispettassero raccomandazioni e indicazioni. Per me non è un problema, ma a questo punto non capisco perché Novak Djokovic non possa competere.

L’australiano, per evitare fraintendimenti, ha poi proseguito e chiarito: “Voglio essere chiaro: se tutti seguissero le regole io sarei favorevole ad una politica vaccinale restrittiva in entrata. Tuttavia, per quel che ho potuto vedere, nessuno se ne curava molto. Inoltre, i tornei permettono di giocare ai cittadini non vaccinati e solo il 30% dei giocatori ha la dose booster– conclude Millman, che qualche ora dopo ha anche commentato: “Twitter è pieno di persone con opinioni diverse su questioni differenti, ma se un atleta dà un giudizio su qualcosa che esula dal suo sport gli viene ripetuto di pensare al proprio sport”.

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