Coppa Davis, play-off: Kuznetsov riporta la Russia nel World Group, Svizzera salva, Germania ok

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Coppa Davis, play-off: Kuznetsov riporta la Russia nel World Group, Svizzera salva, Germania ok

A Mosca Kuznetsov chiude i conti con il Kazakhstan batendo nettamente Kukushkin (6-1 6-2 6-2). I russi tornano nel World Group dopo 5 anni, il Kazakhstan retrocede in serie B. Bellier dà il punto decisivo alla Svizzera in Uzbekistan dopo che Istomin aveva siglato il 2-2 battendo Laaksonen. Vince anche la Germania che a Berlino supera la Polonia 3-2 grazie alla vittoria del suo nr.2 nel singolare decisivo

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COPPA DAVIS, Play-off

RUSSIA-KAZAKHSTAN 3-1 (Tommaso Voto)

M. Kukushkin b. E. Donskoy 6-7(7) 6-2 4-6 6-2 6-2

 

Dopo la pioggia e l’interruzione per oscurità,  Kukushkin rimonta un volitivo Donskoy e riporta la sfida tra Russia e Kazakhstan sull’1-1. È stata una partita dura, in cui il tennista di casa si è battuto in modo egregio, ma alla fine è uscita la maggior completezza di gioco di Mikhail.

Il primo parziale è decisamente equilibrato, anche perché Kukushkin ha una cattiva resa sulle palle break (0 su 6), ma nel tie break il russo, al terzo tentativo, chiude sul 9-7 e si aggiudica il set. Il servizio è il fondamentale che aiuta Evgeny ad ottenere punti facili, mentre il suo avversario da fondo è più sicuro e controlla con maggior sicurezza i colpi.
Al nono tentativo, il kazako finalmente conquista il break ed inizia la sua rimonta, che si sostanzia in un netto 6-2 nel secondo parziale, in cui il n.90 del mondo ha man mano smarrito il suo tennis. C’è un equilibrio evidente, anche se Kukushkin manca sempre il guizzo decisivo e continua a fallire le chance di break in modo anche clamoroso.
Lo “spirito” della Davis galvanizza Donskoy, che ritrova smalto e convinzione e, con qualche decisione contestata dal kazako, passa a condurre 2-1 nel computo complessivo dei set.
Poi c’è la reazione emotiva e tecnica di Kukushkin, che chiude facilmente il quarto parziale, ma, sul più bello, viene fermato dall’oscurità di Mosca.
La ripresa è tutta a favore del kazako, che parte subito con un break e gestisce le operazioni con facilità senza concedere la possibilità al russo di rientrare in partita. Il doppio sarà il discrimine fondamentale in questa sfida di Coppa Davis, anche perché la formazione di casa in singolare sembra avere qualche possibilità in più.

 

K. Kravchuk/ A. Rublev b. A. Golubev/ A. Nedovyesov 6-3 6-7(3)6-2 7-5

La coppia  formata dalle promesse Kravchuk e Rublev  supera gli esperti Golubev-Nedovyesov e porta la Federazione Russa  sul 2-1 nella sfida di play-off contro il Kazakhstan.
Il doppio è una disciplina particolare, perché richiede affiatamento e schemi ben coordinati per poter coprire il campo nel migliore dei modi. Il duo di casa, più forte dal punto di vista individuale, ha saputo interpretare meglio le dinamiche di gioco e si è aggiudicato quasi tutti i punti più delicati. I kazaki hanno in Golubev l’elemento più solido e preciso, mentre Nedovyesov ha commesso qualche incertezza di troppo sotto rete, che alla fine è stata decisiva per la vittoria russa. C’era anche molta curiosità sulla prestazione di Rublev, che in questi ultimi mesi è precipitato in classifica, ora è addirittura n.200 del mondo, ma è un diciannovenne di prospettiva e su cui Tarpischev punta per ricostruire tutto il movimento russo.

Il primo set parte con il break a favore dei tennisti locali, che rischiano immediatamente di perdere la battuta, ma sono molto attenti a respingere l’offensiva kazaka. Una volta prese le misure agli avversari hanno controllato le operazioni facilmente ed hanno chiuso sul 6-3.
Rublev/Kravchuk sono più solidi e passano in vantaggio anche nel secondo parziale, ma sul 3-1 rimettono in carreggiata gli avversari, che senza fare nulla di straordinario pareggiano i conti. I kazaki con l’ausilio del servizio di Nedovyesov annullano 4 set point ai russi, che hanno poco da recriminare, in quanto Aleksandr è stato perfetto nell’esecuzione del suo colpo migliore. Nel tiebreak Golubev sale in cattedra e con qualche diritto ben assestato, permette ai kazaki di conquistare il secondo parziale, dopo aver rischiato di soccombere in più di un’occasione.
I russi sistemano un po’ i loro meccanismi e dominano il terzo set, che si aggiudicano con un netto 6-2, ma nello stesso tempo alla coppia locale manca continuità. È soprattutto Kravchuk a distrarsi ad inizio del quarto atto, quando subisce il break. Il controbreak arriva immediato (bellissimo passante di Kostantin) e praticamente il match per i kazaki finisce qui, perché i due baby russi ritrovano  convinzione. Sotto pressione, nell’undicesimo game, i kazaki scivolano 0-40 e  consegnano il break ed il match al team russo, che ora passa in vantaggio.

A. Kuznetsov b. M. Kukushkin 6-1 6-2 6-2

La Russia torna nel World Group dopo 5 anni. Merito di Andrey Kuznetsov che nel gelo di Mosca (oggi 8 gradi) supera in maniera roboante uno spento Mikhail Kukushkin. Il Kazakhstan così torna in serie B per la prima volta dal 2010, dopo aver disputato ben 4 volte i quarti di finale negli anni di permanenza nel World Group, aver battuto l’Italia in casa ed aver sfiorato clamorosi colpacci contro la Svizzera di Federer e Wawrinka, la Serbia di Djokovic e l’Australia di Kyrgios e Hewitt. Certo ora la risalita sarà difficile, perché dietro i Kukushkin e i Golubev non si vedono nel breve alternative, a meno che la federazione kazaka non ricorra ad una nuova campagna “acquisti”.

La partita non ha avuto mai storia, Kuznetsov è partito subito alla grande, mostrandosi solido e pronto alla battaglia. Tutto il contrario del suo avversario, parso lontano dalla condizione migliore. Eppure Kukushkin aveva giocato ad inizio giornata un ottimo quinto set contro Evgeny Donskoy nel singolare sospeso ieri (venerdì non si era proprio giocato per la pioggia) per oscurità, conseguendo il provvisorio 1-1 per i kazaki. Nell’ultimo singolare però il nr.1 ospite non è mai stato in partita, e dopo appena 101 minuti è uscito sconfitto dal campo con un netto 6-1 6-2 6-2 che ha decretato al retrocessione kazaka ed il ritorno della Russia in serie A.

 

UZBEKISTAN-SVIZZERA 2-3 (Paolo di Lorito)

D. Istomin b. H. Laaksonen 6-7(3) 7-6(6) 7-6(6) 7-5

Dopo la netta vittoria nel doppio di ieri, la Svizzera ha una ghiotta occasione per chiudere la sfida con un rubber di anticipo e tutta la fiducia viene riposta ancora una volta su Henri Laaksonen, giocatore al suo attuale best ranking, 138, che in passato a partecipato alla Davis anche con la Finlandia e tre anni fa Wawrinka ebbe anche da ridire sul suo comportamento poco professionale durante una sessione di allenamento. Il suo avversario odierno è Istomin, al suo quarantunesimo match in singolare nella competizione.
Lo svizzero è quello che parte in maniera più aggressiva e fin dai primi game mette in difficoltà l’avversario con il suo dritto incrociato giocato dal centro del campo, e se poi ci aggiungiamo un doppio fallo di Istomin il break è servito. All’uzbeko tuttavia va dato il merito di esser rimasto sempre attaccato a Laaksonen e nel sesto game lo induce a commettere quattro errori, tutti col dritto, che rimettono le cose in parità. Il tennista di casa è senza dubbio quello che cerca di variare di più il gioco, purtroppo per lui però nel dodicesimo game mentre si apprestava a compiere uno spostamento laterale accusa un dolore alla caviglia sinistra e resta a terra per svariati minuti. Il tie break è un assolo elvetico fatto di prime vincenti, passanti di rovescio e contro-smorzate.
Il secondo set, almeno fino al 5-4, non offre emozioni particolari: tutti i game vengono vinti da chi batte e a chi risponde restano solo le briciole. L’uzbeko va a servire per restare in corsa nel parziale ma non è particolarmente deciso e Laaksonen va a due punti dal set. L’occasione gli si presenta ma manda in rete un comodo dritto, e nel gioco successivo subisce il break commettendo errori con ogni colpo possibile – doppio fallo, smorzata a rete, un dritto e un rovescio larghi. L’ex numero 33 del mondo va a servire sul 6-5 ma ancora una volta manca di cattiveria e commette addirittura doppio fallo su palla break. Il tie break che ne segue è costellato di errori da entrambe le parti, e come spesso accade in queste situazioni è il giocatore più esperto ad avere la meglio; in questo caso è Istomin che con tre rovesci lungolinea vincenti uno più bello dell’altro chiude al secondo set point e riporta l’incontro in parità.

Forse affaticato dalle due ore di gioco, il nativo di Orenburg inizia il terzo set in maniera confusionaria e va subito sotto, 3-0 pesante. Tuttavia Laaksonen, a causa del suo servizio altalenante, prima si fa recuperare un break e poi, al momento di servire 5-4 arriva a set point ma, per la gioia del pubblico, non riesce a chiudere e un terzo tie break è inevitabile. Istomin si issa sul 4-2 con minibreak di vantaggio ma un paio di scelte tattiche errate e un paio di belle giocate dello svizzero ribaltano la situazione, e quest’ultimo si procura altri due set point. Dà il massimo ma non le concretizza e dopo il cambio campo commette due gratuiti perdendo dunque il parziale. Nel quarto set ancora una volta chi è alla battuta la fa da padrona, entrambi i giocatori sono in riserva e il livello di tennis, che già non era altissimo, cala ancora di più. Sul 5 pari Denis aumenta l’intensità del suo gioco e ottiene un break preziosissimo. Nel game successivo, andando a servire per il match, non commette gli errori fatti in precedenze, anzi è impeccabile e chiude con un dritto vincente. Sugli spalti sventolano solo bandiere uzbeke e ora sono tutti in fibrillazione per l’ultimo singolare tra il giocatore di casa Karimov (che sostituisce Fayziev) e Bellier

A. Bellier b. J. Karimov 6-2 6-4 6-7(6) 6-3

Sfida tra teenager per il quinto rubber dei play off all’Olympic Tennis School di Tashkent dato che Fayziev, inizialmente designato, viene sostituito un po’ a sorpresa da Jurabek Karimov, classe 1998 e numero 769 ATP, che affronta Antoine Bellier classe 1996.
Il nativo di Ginevra, numero 507 del ranking, parte al massimo e con il suo dritto mancino, dall’apertura ampia e pulita, mette spesso in difficoltà l’avversario, soprattutto quando lo gioca a sventaglio; in appena 12 minuti va 4-0. Il diciottenne uzbeko, al suo primo match assoluto in Davis, appare un po’ emozionato e non riesce a trovare subito le misure del campo. L’elvetico chiude il set, dopo mezz’ora di gioco, con uno splendido rovescio a una mano in avanzamento.
Nel secondo parziale Karimov cerca spesso la smorzata ma il suo avversario riesce a leggere queste scelte tattiche e si porta di nuovo in vantaggio di un break; quantomeno l’incontro comincia ad essere più combattuto. Bellier per due volte si vede costretto a ricorrere ai vantaggi per tenere il servizio e finalmente il giocatore di casa riesce a raggiungerlo sul 4-4. Però quando gli si chiede di fare uno sforzo ulteriore, viene travolto da 8 punti consecutivi – molti dei quali dati da gratuiti – e cede anche il secondo set.
Il numero 8 juniores, che quest’anno aveva rimediato un brutto infortunio a Wimbledon contro Tsitsipas, continua con la sua serie di errori grossolani e subisce il break anche nel gioco di apertura del terzo set. Bellier non resta semplicemente a guardare, anzi spinge ancora di più sull’acceleratore, e i successivi game vinti sono tutto merito suo. Sotto 5-1 l’uzbeko non ha più nulla da perdere e forse proprio per questo motivo che inizia a giocare con più scioltezza, e annullando persino un match point, vince cinque giochi consecutivi e si regala il tie break. A questo punto il dritto di Bellier torna ad essere efficace e si guadagna altri 2 match point, tuttavia gli alti e bassi sono una caratteristica di questo incontro e 4 punti consecutivi di Jurabek rimettono in corsa il team uzbeko.
Nel quarto set è sempre lo svizzero ad essere più aggressivo e propositivo anche se inizialmente Karimov si difende bene e passa addirittura in vantaggio di un break. Vantaggio che non dura in quanto ben presto l’uzbeko torna ai livelli precedenti e, innervosito con se stesso e da un paio di chiamate dubbie dell’arbitro, commette altri gratuiti che gli costano la battuta e questa volta il break sarà decisivo. Bellier va al servizio 5-3 e, dopo aver salvato altre due palle del contro-break, riesce a chiudere il match con 49 minuti di ritardo.
Con questo risultato dunque l’Uzbekistan fallisce il nono play-off della sua storia, mentre la Svizzera resta in serie A e, nonostante l’idea di vedere Federer o Wawrinka prendere parte alla competizione, per l’Italia non è una bella notizia in quanto la squadra azzurra viene estromessa dalle prime otto del ranking (sarebbe stato il contrario in caso di vittoria uzbeka) e sarà il team capitanato da Severin Luthi ad essere testa di serie nel sorteggio del World Group 2017.

 

GERMANIA-POLONIA 3-2 (Stefano Tarantino)

K. Majchrzak b. F. Mayer 6-2 4-6 6-2 6-2

Avevamo detto ieri che i tedeschi avrebbero fatto bene a non sottovalutare i singolaristi polacchi nell’ultima giornata e i fatti ci hanno dato ragione. Un fallosissimo Florian Mayer perde infatti in 4 set da Kamil Majchrzak e la Polonia così pareggia inaspettatamente i conti a Berlino, rinviando all’ultimo singolare tra Jan-Lennard Struff e Hubert Hurkacz il verdetto finale. I tedeschi restano favoriti, ma la Polonia ha davvero fatto una grandissima figura sin qui allo Steffi Graf Stadium. Per Majchrzak è la prima vittoria in Davis, crediamo comunque vada che la ricorderà a lungo.

Solita partenza lenta di Florian Mayer, il tedesco è molto falloso, il suo avversario ne approfitta subito. In un amen va sul 4-0, Mayer recupera un break ma poi cede di nuovo la battuta nell’ottavo game e con essa il primo set.
Il tedesco prova a darsi una mossa, prende di più l’iniziativa e quando può cerca la rete. Si seguono i servizi sino al 4 pari, poi arriva finalmente il break del nr. 59 Atp. Mayer lo conferma e porta a casa il secondo set.
Il nr.1 locale però perde subito la verve e ricominciano i problemi. Majchrzak non fa nulla di eccezionale, ma mostra una buona solidità, quel che basta per far sbagliare Mayer in continuazione. Il polacco strappa la battuta all’avversario nel quarto game, salva con bravura due palle del controbreak sul 4-2 e poi trova un nuovo break per il 6-2 finale.
Mayer è sconsolato, capitan Kohlmann prova a consolarlo, ma il tedesco pare giù di corda. Il quarto set ha un minimo di equilibrio fino al 2 pari, poi Majchrzak dilaga. Il tennista di casa sbaglia di tutto e il polacco con il terzo 6-2 della giornata porta la Polonia sul 2-2.

 

J. Struff b. h. Hurkacz 7-6(4) 6-4 6-1

E’ Jan-Lennard Struff l’eroe della tre giorni tedesca di Coppa Davis. La Germania infatti batte 3-2 la Polonia grazie al doppio e ai due punti del suo nr.2, che nel singolare decisivo batte in tre set il nr.2 polacco Hubert Hurkacz e consente al suo team la permanenza nel World Group, mentre gli ospiti dopo appena un ano tornano nel purgatorio della serie B.
C’è stata partita solo nel primo set, perché alla distanza Struff è venuto fuori con autorità, mentre il giovane polacco ha pian piano perso fiducia, comprendendo che l’impresa diveniva via via impossibile. Certo, in un prossimo futuro se i due giovani singolaristi polacchi matureranno adeguatamente e Janowicz tornerà nel team la Polonia potrebbe non solo risalire in serie A ma diventare anche una mina vagante.
Hurkacz parte benissimo e strappa subito il servizio a Struff per il 2-0, ma il tedesco rientra in partita e centra subito il controbreak. Il match ha un andamento strano, tutto regolare sino al 4 pari, poi ci sono ben 4 break consecutivi con Struff che per due volte serve per il set e cede la battuta. Si arriva così al tie break, si seguono i servizi sino al 4-3 per il tedesco che poi allunga sul 6-3 e al secondo set point porta a casa il parziale.
Struff sembra ben più consistente ed in partita del suo connazionale Mayer nel primo singolare della giornata, ma Hurkacz non demorde ed ancora una volta allunga ad inizio set andando sul 2-0. Struff però reagisce subito e riacciuffa di nuovo l’avversario sul 2-2. Il tedesco sale in cattedra mentre Hurkacz inizia a calare, tenendo a fatica il ritmo del suo avversario. Lo strappo decisivo arriva nel decimo gioco, un gratuito di rovescio del polacco regala non solo il break ma anche il set a Struff che chiude 6-4.
Ora Hurkacz ha una montagna da scalare e difatti dà dimostrazione di non crederci più. Stavolta è Struff che allunga subito sul 2-0 e mette una seria ipoteca sulla sfida. Il polacco non ne ha più, Struff chiude 6-1 e può festeggiare con tutta la squadra la permanenza nel tabellone princcipale della Davis

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Quanto vale davvero la World Cup of Tennis (alias Coppa Davis)?

Un’analisi di business del nuovo formato. Al momento siamo allineati a un ATP 500 top, ma il trend è in crescita

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Dopo un weekend di intense emozioni a seguito del commovente saluto di Federer che non dimenticheremo facilmente, comincia una nuova settimana abbastanza soft, con soltanto tornei ATP 250. Ne approfittiamo allora per guardare avanti e parlare un po’ di questa nuova Davis Cup, che speriamo possa regalarci nel prossimo futuro belle soddisfazioni.

Riavvolgiamo allora il nastro;

ANNO 2018: Il board ITF votò l’OK alla nuova formula della Davis sulla base di una proposta che parlava di un total financial commitment iperbolico di 3 miliardi di euro in 25 anni, ovvero 125 milioni all’anno (col senno di poi sarebbe interessante leggere il report di Deloitte che all’epoca redasse la due diligence per ITF sulla “soundness” della proposta di Kosmos; purtroppo il documento è riservato). Tuttavia già all’epoca la quota “reale” di prize money destinata ai giocatori era ben diversa, nell’ordine dei 15 milioni di euro totali.

 

ANNO 2019: la grande discontinuità comincia nel 2019, con la prima edizione che si tiene a Madrid nella Caja Magica. Tutte le fasi finali con le migliori 16 squadre tutte assieme appassionatamente, nei round robin che hanno determinato poi il quadro a eliminazione diretta dai quarti in poi. Due cose sono rimaste di quell’edizione: un nuovo capitolo della leggenda di Nadal che si caricò lettaralmente sulle spalle la Spagna per portarla alla vittoria finale; e il delirio organizzativo con un numero folle di match compressi in una settimana, col risultato di sessioni mattutine dagli spalti vuoti e session serali che si prolungavano fino a notte fonda.

ANNO 2020: niente da segnalare, le finali di Davis non hanno luogo causa Covid, e causa deficit registrato a seguito della prima edizione del nuovo corso, con gli organizzatori che colgono la palla balzo per evitare guai ulteriori

ANNO 2021: primo aggiustamento della formula, con la distribuzione della fase a gironi presso 4 sedi staccate per ampliare la partecipazione di pubblico e snellire le finals ai match più significativi di semifinali e finali. Esperimento parzialmente riuscito in quanto l’idea delle sedi staccate appare azzeccata per avere in una di quelle sedi un home team che traina la partecipazione di pubblico (meglio se però in città affamate di tennis). Il tallone d’achille fu però una programmazione che rendeva di fatto irrealistico per i fan organizzarsi per andare a seguire alle finali la propria squadra e rendere l’atmosfera speciale, visto che fra quarti e semifinali/finali il lag temporale era di circa 10 giorni.

ANNO 2022: qua siamo arrivati al nadir della storia della Davis con l’opzione di Abu Dhabi che sembrava emergere prepotentemente come sede favorita delle Finals, sull’onda di chissà quanti petrodollari; una decisione che è stata schivata per sollevazione popolare, visto che una fetta consistente degli addetti ai lavori, in modo più o meno rumoroso, espresse la propria disapprovazione per l’ipotesi che avrebbe definitivamente ucciso ogni rimando al vecchio formato. L’altra innovazione al formato introdotta infine è stata quella di spostare i quarti nello stesso slot temporale e nella stessa sede della fase finale, grazie ad un’estensione dello slot a calendario dedicato alla manifestazione.

Nell’attesa insomma di vedere gli sviluppi del braccio di ferro Kosmos – Tennis Australia che dovrebbe portare all’unione fra ATP Cup e Davis Cup, con ogni evidenza la soluzione di maggior buon senso sotto tutti i punti di vista, con l’attuale formula Kosmos e ITF sembrano aver trovato un minimo di equilibrio. Ma è davvero così?

Andiamo allora a vedere come si colloca su queste basi la Davis rispetto ad altri tornei ATP e se i fondamentali economici e sportivi siano sballati o meno. L’analisi che faremo verterà su tre dimensioni:

  • Appeal sportivo
  • Ritorno economico per i giocatori
  • Ritorno economico per gli organizzatori

Su queste 3 dimensioni cercheremo per quanto possibile di fare una comparazione con diverse categorie di tornei ATP e a squadra, come la Laver Cup e l’ATP Cup.

APPEAL SPORTIVO: misure fisiche oggettive ovviamente non ce ne sono, ma proviamo comunque a porci la seguente domanda: quanto è attraente la Davis per un tennista? Lasciamo da parte le nostalgie della vecchia formula, per cui la Davis era sì un traguardo ambito da raggiungere, ma non in maniera seriale. Se da un lato un grande campione nei decenni in genere ha sempre cercato di mettere in bacheca una Davis oltre ai trofei del grande Slam, è anche vero che lo sforzo che veniva richiesto per l’insalatiera era tale che ci si considerava liberati dopo aver iscritto anche solo una volta il proprio nome nell’albo d’oro (come ci confermava anche Albert Costa in una chiacchierata al torneo di Barcelona). A un Roland Garros in più in bacheca invece non si dice mai di no…vero Rafa?

Ma scherzi a parte un modo per vedere se l’interesse dei giocatori è reale o meno possiamo considerare che questi hanno sempre la possibilità di “votare con i piedi”, ovvero di non rispondere alle convocazioni; pertanto andare a vedere ad esempio quale sia il ranking dei migliori 8 giocatori che partecipano alle varie competizioni è un modo per avere un’idea di quanto siano più o meno considerate

Il caso dell’ATP CUP poi evidenzia come ulteriori fattori quali la collocazione in calendario e la disponibilità di punti ATP siano un fattore non irrilevante nel considerare le scelte.

*(classifiche al 26/09/22).

Fra parentesi per ogni torneo almeno le prime 8 teste di serie, se rientranti nei primi 20 del ranking ATP all’atto del torneo.

Il caso dell’ATP CUP poi evidenzia come ulteriori fattori quali la collocazione in calendario e la disponibilità di punti ATP siano un fattore non irrilevante nel considerare le scelte. Inoltre, la formula inclusiva che ai nastri partenza un numero di nazioni ben superiore a quello di fasi finali della Davis rende più facile la presenza di tutti i migliori. Questo era un po’ il ragionamento che era stato adottato anche per l’edizione 2019 della Davis, ma che poi è stato scartato causa calendario troppo compresso. Anche in questo senso, il vantaggio di calendario dell’ATP cup è evidente.

RITORNO ECONOMICO PER I GIOCATORI: Qua le comparazioni son un po’ più complicate in quanto gli schemi sono differenti fra un torneo e l’altro e inoltre un valore assoluto come il prize money non è comparabile fra tornei a squadre e tornei individuali, in quanto gli schemi di remunerazione sono differenti e meno sbilanciati verso un singolo individuo vincitore del torneo.

Per i tornei ATP il dato è di facile lettura. Per i tornei a squadre invece la lettura è un po’ più articolata:

  • Per la Laver Cup è previsto uno schema semplificato per cui ognuno dei 6 membri di ogni team riceve 250k $ in caso di vittoria, e 125k in caso di sconfitta. A queste somme vengono aggiunte delle participation fees variabili in funzione del ranking. Non sono distribuiti punti ATP.
  • Nel caso della Davis Cup nel 2021 il prize money era distribuito fra 16 team composti da 5 membri ognuno, che a partire dai round robin si sono scontrati fino alla fase a eliminazione diretta, dai quarti di finale in poi. Non ci sono differenze di remunerazione in funzione del ranking e di singoli match vinti, conta soltanto il risultato di squadra. Non sono distribuiti punti ATP. Sono inoltre previsti altri 5 milioni da ripartire fra le federazioni
  • Lo schema di remunerazione dell’ATP CUP infine è quello più complessa di tutti, basata su participation fees che variano in funzione del ranking, vittorie individuali e vittorie di squadra. Inoltre, oltre ad una discreta sommetta, i giocatori ricevono fino ad un massimo di 750 punti ATP per il singolare e 250 per il doppio. Le participation fees sono un bel richiamo per attirare i top player, che garantiscano ai top ten un cachet di ingresso di oltre 150k, indipendentemente dalle prestazioni di team o individuali. I team partecipanti sono 24, contro i 16 della Davis.

RITORNO ECONOMICO PER GLI ORGANIZZATORI: Il ritorno economico per gli organizzatori ovviamente dipende da variabili che prescindono dal semplice “sbigliettato”. Tuttavia se un torneo “tira” a livello di pubblico sugli spalti, è ragionevole pensare che l’evento abbia un certo appeal e che questa possa essere una proxy anche dell’appeal televisivo. 

Andando anche in questo caso ad analizzare per i vari tornei l’affluenza di pubblico registrata e i prezzi dei biglietti messi in vendita per diverse tipologie di settore ci possiamo farci un’idea a livello comparativo.

** Dato stimato per il 2022: la fase a gironi di settembre nelle 4 sedi di Valencia, Bologna, Glasgow e Amburgo ha fatto registrare ottimi risultati di pubblico con oltre 110.000 presenza complessive. A metà settembre 2022 inoltre oltre il 20% dei biglietti per le Finals di Malaga risulta già venduto e pertanto, stante una capienza dell’impianto pari a 11.000 spettatori un target di 160.000 biglietti venduti appare raggiungibile

CONCLUSIONI: che la Davis sia ancora in una fase di assestamento è indubbio. Al momento sulla base della nostra analisi diremmo che sotto vari aspetti la manifestazione è un appeal che come minimo è pari a quello di un 500 top come Vienna o Barcellona. Che questo sia sufficiente a far quadrare gli “economics” (come dicono quelli bravi…i conti della serva per chi non ha vezzi da consulente) è tutto da vedere anche perché il dettaglio della proposta fatta da Kosmos ad ITF non è stato reso pubblico. Sicuramente la strada intrapresa è quella giusta, in quanto la formula delle 4 città per i round robin per avere l’effetto traino di una nazione che gioca in casa funziona. e una collocazione in calendario a fine anno che veda quarti semifinali e finali nella stessa settimana e nella stessa location è utile sia ai fan per organizzarsi che per far crescere il pathos dell’evento. Staremo a vedere come andrà a finire, noi ovviamente saremo in prima fila a tifare azzurri contro il team USA.

BONUS TRACK: Abbiamo scelto di non fare comparazioni con Roma e Madrid in quanto combined event, mentre Bercy ha solo il tabellone ATP. In ogni caso nelle nostre ricerche abbiamo dato un occhiata anche ad altri tornei di nostro interesse come Roma e Madrid e ci siamo accorti che il torneo capitolino non ha ancora pubblicato il programma delle partite per l’edizione 2023, a differenza della Villa spagnola: fate attenzione se state pensando di acquistare in anticipo i biglietti per Roma, visto che potrebbe essere adottato lo schema di Madrid, e magari il sabato, anziché le semifinali maschili potrebbe aver luogo la finale femminile, scelta fatta da Madrid e già resa pubblica.

A Roma invece, per quanto riguarda il torneo femminile (categoria WTA 1000), sono ancora in corso colloqui con la WTA per adeguarlo alla lunghezza e alla dimensione di quello maschile, in maniera analoga ai tornei dello stesso livello. Insomma i biglietti sono già in vendita, ma su come verranno i definiti i contenuti delle singole giornate ancora non v’è certezza. Insomma, occhio!

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Matteo Berrettini - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Matteo Berrettini - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

La rivoluzione della Coppa Davis andata in scena negli ultimi anni ha proposto una competizione sicuramente molto diversa rispetto a quella che eravamo abituati a conoscere. E ovviamente non sono mancate le critiche, sia per la formula a gironi, sia per la diminuzione dei match (da cinque a tre per ogni incontro), sia per il fatto che spesso i match finiscono a tarda ora (l’ultimo a lamentarsene è stato Andy Murray). La ITF, al fianco del partner Kosmos, ha respinto tutte le critiche – vedi anche l’intervista rilasciata al direttore Ubaldo Scanagatta dal presidente David Haggerty – e sta cercando tuttora di far evolvere in senso positivo la competizione. Ad esempio, quest’anno la fase a gironi è stata anticipata da novembre a settembre, in modo da staccarla da quella a eliminazione diretta, per rendere meno impegnativo il calendario dei giocatori coinvolti.

Da notare c’è che stando ai dati diramati oggi dalla ITF e da Kosmos, la Coppa Davis non ha perso il suo fascino da massima competizione mondiale del tennis per nazioni, e nemmeno il pubblico all’interno dei palazzetti di gara (nella scorsa settimana si è giocato a Casalecchio di Reno, Glasgow, Valencia e Amburgo). Infatti, viene comunicato che un totale di 113.268 persone hanno acquistato un biglietto per la fase appena chiusa, con 26.445 persone presenti nella sola domenica di gare. Un dato che grossomodo equivale a quello fatto registrare nel 2021, per la fase finale che si è giocata tra Torino e Madrid. Insomma, considerando che si deve giocare la fase più calda della competizione (a Malaga dal 21 al 27 novembre), l’affluenza di quest’anno finirà per essere maggiore rispetto a quella della passata edizione.

“I numeri di oggi sono molto simili a quelli visti nelle intere edizioni del 2019 e del 2021 – ha affermato Enric Rojas, il Ceo di Kosmos -. Ci aspettiamo tra le 50mila e le 60mila persone a Malaga. Il miglioramento in termini di affluenza, percentuale di riempimento degli stadi e fan engagement sarà, a nostro giudizio, enorme”. Per ora a Malaga sono stati venduti 20mila biglietti circa e verosimilmente, ora che si sanno le squadre protagoniste, tra cui c’è anche l’Italia, inizia il periodo più caldo per le vendite dei biglietti.

 

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