Coppa Davis, Argentina-Italia 0-2: bene Lorenzi e Seppi

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Coppa Davis, Argentina-Italia 0-2: bene Lorenzi e Seppi

Nessun problema per il senese: triplo 6-3 a Guido Pella. Seppi schierato al posto di Fognini, colpito da gastrenterite, si complica la vita contro Berlocq ma alla fine chiude al tie break del quarto set

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COPPA DAVIS, Ottavi di finale

ARGENTINA-ITALIA 0-2

Lorenzi-Pella

 

Italia ad un passo dai quarti di finale, ad un punto dall’estromettere i campioni in carica dell’Argentina. Meglio di così diciamoci la verità non poteva andare. Alla fine hanno prevalso la migliore condizione fisica ed il maggior tasso tecnico dei nostri tennisti rispetto ai loro avversari.

Troppo solido e regolare Lorenzi per Guido Pella, più incisivo e continuo Andreas Seppi (in campo al posto di Fognini colpito da gastroenterite) rispetto a Charly Berlocq. Anche se, mentre Lorenzi con un triplice 6-3 si è sbarazzato agevolmente del suo avversario, Andreas come al solito ci ha fatto penare al momento di chiudere la sua partita. Avanti 5-2 nel quarto set con doppio break di vantaggio e 6-3 nel tie break finale, l’azzurro ha conquistato il 2-0 solo al quarto sospiratissimo match point. Ma come si dice in questi casi, tutto bene quel che finisce bene, ora proveremo a chiudere la contesa con il doppio di domani. Vedremo quale sarà la coppia schierata da Barazzutti, visto che Bolelli è al rientro e Fognini al momento indisposto.

P. Lorenzi b. G. Pella 6-3 6-3 6-3

Nel primo singolare della sfida tra Argentina e Italia sono Paolo Lorenzi, nr.1 italiano, e Guido Pella, nr.2 argentino a scendere in campo. Gli spalti del Parque Sarmiento sono abbastanza vuoti (colpa del giorno lavorativo), la temperatura invece pare alquanto alta. Sono due i precedenti tra i due tennisti, ma entrambi a livello di challenger, situazione in perfetta parità, 1-1.

Lorenzi va a servire per primo e tiene la battuta senza problemi, qualche piccola sofferenza in più per Pella che invece il suo game lo tiene ai vantaggi. Il tema tattico del match si delinea subito, Lorenzi cerca la profondità e la palla molto alta, soprattutto sul diritto del suo avversario, di modo da non dargli ritmo. Il mancino argentino di contro prova a metterla sulla potenza e cerca di prendere quando può l’iniziativa, ma non sempre i suoi colpi sono accompagnati dalla precisione. Fa capolino anche Maradona sugli spalti, “aficionados” sfegatato del team tennistico “albiceleste”, mentre Lorenzi concede la prima palla break del match con un paio di gratuiti di rovescio, ma poi con lo stesso colpo si salva e porta a casa la battuta. Si seguono i turni di battuta sino al 3-2 Lorenzi, poi nel sesto game Pella sbaglia un paio di diritti e concede il break all’azzurro. L’argentino ha subito 3 opportunità per rientrare in partita, ma difetta in continuità ed alterna ottime scelte a svarioni clamorosi. Lorenzi si salva con il servizio (la percentuale di prime è vicina al 60% ma quando Paolo mette la prima fa 8 punti su 10) e conferma il break, salendo 5-2. Pella perde progressivamente fiducia, i gratuiti aumentano, l’argentino si salva nell’ottavo game dove annulla ben 3 set point, ma nulla può nel gioco successivo sul servizio di Lorenzi, che così dopo 49 minuti chiude il primo set 6-3. Aberrante il bilancio vincenti-gratuiti del tennista di casa, 3-11, non tanto meglio Lorenzi (5-15) che però nei momenti cruciali si è dimostrato più solido.

Pella inizia il secondo set alla battuta ma lo fa nel modo peggiore, subito break di Lorenzi che pare ora avere il vento in poppa, praticamente padrone degli scambi. Pella al di là di un paio di diritti vincenti in corsa non sembra avere ben chiare le idee su come ribaltare l’inerzia del match ma soprattutto non riesce mai a sfruttare quelle occasioni che il match gli propone. Così l’argentino salva una pericolosa palla dello 0-3, ma poi manca due opportunità del controbreak con Lorenzi che ancora una volta trova il servizio nel momento topico. Pella continua nei suoi alti e bassi e annulla altre due pericolose palle break nel quinto game, ma poi ne spreca a sua volta ancora una nel gioco successivo. L’argentino inanella 3 gratuiti di rovescio sul 2-4 e cede nuovamente la battuta, Lorenzi va a servire per il secondo set ma Pella prova a ravvivare la sua partita, centrando il primo break dell’incontro e provando a rimettere in discussione il parziale. L’illusione dura il tempo di un game, quello successivo, disastroso da parte dell’argentino che perde per la terza volta la battuta e cede anche il secondo set con il punteggio di 6-3. Se pensiamo che Lorenzi lo ha vinto con il 43% di prime messe in campo, abbiamo chiaro che partita di livello mediocre stia giocando il suo avversario, al di là dei meriti e della regolarità del tennista italiano.

La musica non cambia nel terzo set, Lorenzi di base non fa alcuna fatica a tenere la sua battuta, Pella invece soffre sempre oltre il limite, complici gratuiti sia di diritti che di rovescio che non hanno né capo né coda. Il puntuale break di Lorenzi arriva nel quarto game, la partita sembra in discesa oramai, ma Pella (che oltretutto pare non stare proprio bene fisicamente), decide di provare ad allungarla, stavolta grazie anche ad uno dei rari momenti di distrazione di Lorenzi che dal 30-0 cede la battuta complici anche due doppi falli. Ma Pella fa e disfa a suo piacimento, Lorenzi ora indovina anche un paio di palle corte millimetriche e riallunga immediatamente, break per il 4-2, subito dopo confermato senza esitazioni. Pella salva un match point nel game successivo ma nulla può nel nono gioco, nel quale Lorenzi tiene la battuta a zero e sigla l’1-0 Italia. Partita sicuramente non bella esteticamente, ma giocata in maniera tatticamente perfetta dal nostro atleta.

Queste le dichiarazioni di Lorenzi a fine match: “I primi due set sono stati molto duri, nel terzo ho accusato un po’ di stanchezza ma anche lui è calato e quindi sono soddisfatto di come sia andata la partita. Il mio obiettivo era allungare quanto più possibile gli scambi e direi che ci sono riuscito. Ho avuto qualche problema con il servizio, devo migliorare la percentuale di prime, la velocità va bene, ma la percentuale no”.

A. Seppi b. C. Berlocq 6-1 6-2 1-6 7-6(6)

Berlocq-Seppi

Charly Berlocq, chiamato all’ultimo minuto al posto dell’infortunato Zeballos, si ritrova addirittura titolare nella sfida con l’Italia, viste le non perfette condizioni fisiche di Diego Schwartzman, sulla carta il nr.1 locale. Così Berlocq festeggia il suo compleanno in campo (è nato infatti il 3 febbraio del 1983) affrontando Andreas Seppi, con l’obiettivo di portare l’Argentina sull’1-1 dopo la sconfitta di Pella contro Lorenzi. I due si sono affrontati anche nella sfida di Davis del 2014, con Berlocq che dopo aver perso il primo set travolse il nostro giocatore lasciandogli le briciole nei restanti tre set.

Il tennista di casa comincia molto bene tenendo la battuta a zero, ma sarà per circa un’ora l’unico segno di vita dell’argentino. Seppi infatti parte piano, ma a poco a poco sale in cattedra, giocando molto profondo e spostando a piacimento il suo avversario da una parte all’altra del campo. Seppi fa male con il servizio e con le sue accelerazioni improvvise, Berlocq cede la battuta nel terzo game e scompare letteralmente dal campo, messo in un angolo dal tennista italiano. L’unico momento di difficoltà di Seppi è sul 4-1, quando si vede costretto ad annullare 3 palle break. Ma per il resto il parziale è una passeggiata di salute, Berlocq cede nuovamente la battuta nel settimo game per il 6-1 dell’azzurro.

Andreas non ha alcuna intenzione di fermarsi, la sua è una cavalcata travolgente e trionfale, Berlocq appare completamente impotente ed oltretutto lontano dalla condizione fisica migliore. Seppi va con un parziale di 12 punti a 1 subito sul 3-0 ed amministra il vantaggio abbastanza tranquillamente, correndo qualche rischio solo sul 4-2 quando deve annullare in un game lunghissimo (16 punti giocati) due palle break. Scampato il pericolo Andreas breakka nuovamente Berlocq e chiude anche il secondo set con il punteggio di 6-2, lasciando intravedere una facile vittoria.

Ma Berlocq è animale da Davis e vende cara la pelle sempre, anche nelle giornate peggiori. Ecco che la partita cambia improvvisamente volto. Seppi perde la battuta ad inizio terzo set e il suo avversario si galvanizza, ritrovando grinta e colpi, al contrario del tennista italiano che invece si spegne gradualmente, lasciando campo libero al suo avversario. Berlocq diventa una furia, non molla una palla, le prende tutte. In un attimo l’argentino porta a casa il terzo set con il punteggio di 6-1, sospinto da una folla che crede alla clamorosa rimonta.

Una dote di Seppi è sicuramente quella della pazienza, della calma. L’azzurro riordina con calma le idee, fa passare la sfuriata dell’argentino e poi riprende il filo del discorso interrotto nel terzo set. Difatti, dopo i primi 4 game che seguono i servizi, è Andreas che con due diritti vincenti strappa la battuta a Berlocq è riparte in testa. L’argentino a questo punto sembra sfinito, fuori dal match di testa e di fisico. Arriva un altro break di Seppi che va a servire per il set sul 5-2. Sembrerebbe finita…sembrerebbe. Seppi come spesso gli capita si inceppa sul traguardo, Berlocq dal canto suo riprende a crederci, succede l’impossibile. L’argentino infila 4 giochi di seguito e addirittura si porta sul 6-5, Seppi è incredulo, ma deve dare tutto se stesso per non portare il match al quinto, lo stadio diverrebbe una bolgia. Il tennista altoatesino tiene tranquillamente la battuta e porta il set al tie break. Tie break che chiaramente segue la falsariga del set, Seppi spreca a ripetizione e si complica la vita. L’azzurro allunga sul 4-2, perde il minibreak di vantaggio, poi approfitta di due clamorosi gratuiti di Berlocq e sale 6-3 con 3 match point a disposizione di cui 2 sul suo servizio. Finita? Macché, Berlocq risale sul 6-6, Andreas trova un diritto vincente, 7-6, quarto match-point. Stavolta è quello buono, gratuito di Berlocq, 2-0 Italia, ma che sofferenza…

La gioia e il sollievo di Seppi per aver chiuso un incontro che si era fatto sempre più spinoso trovano quindi sfogo in un gesto goliardico, rivolto verso i compagni dopo la stretta di mano con l’avversario. Qualcuno, sempre alla ricerca di polemiche, lo ha voluto interpretare come una mancanza di rispetto verso i tifosi argentini seduti sugli spalti retrostanti la panchina azzurra. Ma quel qualcuno non deve avere ben chiaro l’uomo Seppi: la serie di abbracci, “cinque alti” e sorrisi che hanno fatto da immediato seguito testimoniano a favore dell’altoatesino, regalandoci inoltre un’istantanea del bel clima che si respira nel “nostro” spogliatoio. Queste le dichiarazioni di Seppi a fine partita: “Nei primi due set ho giocato davvero bene. Ma si sa, nei match 3 su 5 è sempre difficile mantenere un buon livello di gioco con continuità. Sono stato però bravo a tornare aggressivo nel quarto set, la potevo chiudere prima, ma va bene così”.

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No, non è vero che le finali di Coppa Davis sono state cancellate a causa del coronavirus

Secondo l’Equipe (e in realtà un po’ secondo tutti) è stata una questione di soldi: nel 2019 l’evento aveva perso tra 35 e 50 milioni. E la scusa del virus ha consentito di… risparmiare. L’accusa di Mahut e Piqué

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Il bacio di Rafael Nadal a Feliciano Lopez - Davis Cup Finals 2019 (via Twitter, @DavisCupFinals)

Questa cancellazione è una via d’uscita più economica“, si legge in un pezzo pubblicato da L’Equipe sull’annullamento (o rinvio al 2021 che dir si voglia) delle finali di Coppa Davis 2020 previste per questo novembre a Madrid. La frase riportata dall’articolo del quotidiano francese è stata pronunciata da una fonte interna a una grande federazione, la cui identità non è specificata, e non nasconde una verità già intuita da qualcuno: la pandemia da coronavirus potrebbe essere stata solo la scusa ideale per cancellare un evento che prometteva di perdere altri soldi.

Diciamo ‘altri’, perché secondo l’Equipe il bilancio dell’edizione 2019, la prima disputata con il nuovo formato introdotto dalla rivoluzione del gruppo Kosmos, è stato in rosso di almeno 35 milioni e più probabilmente di oltre 50. Con queste premesse, e considerando che lo scorso anno l’organizzazione ha scucito oltre 15 milioni in premi per i giocatori e circa 8 a beneficio delle federazioni, sembra abbastanza verosimile che Kosmos abbia deciso di cogliere la palla al balzo per non riproporre un format in perdita. Si aggiunga che quest’anno le finali si sarebbero disputate molto probabilmente senza pubblico, o comunque con ingressi assai contingentati, a ridurre ulteriormente gli incassi alla voce ticketing (non che lo scorso anno gli spalti fossero pieni, partite della Spagna a parte).

Insomma, Kosmos ha pensato bene di risparmiare almeno i 15 milioni di montepremi mentre non è chiaro se il contributo alle federazioni dovrà essere ugualmente corrisposto (l’Equipe parla addirittura di una cifra vicina ai 20 milioni).

 

Sembra invece piuttosto chiaro ed evidente l’alone di grottesco che attornia il confronto tra il Mutua Madrid Open, in programma a partire dal 13 settembre, e le finali di Davis che si sarebbero dovuti disputare nello stesso impianto, la Caja Magica, due mesi più tardi. Per reintegrare in calendario il combined di Madrid – lo ricordiamo, inizialmente gli organizzatori avevano dato appuntamento al 2021 salvo poi cambiare idea – il CEO Gérard Tsobanian e il proprietario del torneo Ion Tiriac hanno fatto i salti mortali, reclamando assieme agli Internazionali d’Italia la creazione di un mini-swing autunnale sulla terra battuta, mentre la Coppa Davis non è mai stata all’ordine del giorno delle riunioni che si sono svolte per via telematica in questi mesi.

Gerard Piqué, fondatore e presidente del gruppo Kosmos, aveva già espresso incertezze sulla disputa delle finali nel pieno della pandemia. Il vice-presidente di Tennis Canada, Louis Borfiga – che peraltro è di origini francesi; verosimilmente è lui la fonte de l’Equipe su tutta la linea – ha detto in un’intervista al quotidiano francese che lo sforzo del gruppo Kosmos (che in questo progetto ha promesso di immettere circa 2,5 miliardi nell’arco di 25 anni, lo ricordiamo) è andato in direzione perfettamente contraria. Ho l’impressione che Piqué abbia fatto il possibile per evitare che la Coppa Davis si disputasse quest’anno. I leader di Kosmos hanno addotto motivazioni sanitarie e spero che sia davvero così, perché non potremmo dire nulla in proposito. Ma quando ho letto il comunicato ufficiale sono rimasto molto sorpreso da una cosa: Piqué ha parlato per primo, seguito poi dal presidente dell’ITF David Haggerty“. Il quale ha detto che è stata una decisione difficile da prendere, ma sarebbe stato troppo difficile garantire la sicurezza e la salute in un evento internazionale di questa portata. Come se lo US Open e il Roland Garros, ufficialmente in calendario, fossero rispettivamente un torneo di rubamazzo tra ragazzini del Queens e una partita a dadi tra pensionati di Auteuil.

Con il solito intuito per queste faccende, anche Nicolas Mahut ha annusato il trend e ha dichiarato di avere l’impressione che nessuno, in seno all’organizzazione dell’evento, fosse particolarmente impegnato a cercare delle soluzioni. “Il messaggio che stanno trasmettendo mi sembra questo: ‘se sarà troppo complicato giocare a Madrid, cancelleremo l’evento per risparmiare un po’ di soldi’. Vorrei che mettessero più energie nel tentativo di salvare la Coppa Davis da loro creata, la stessa che hanno utilizzato per distruggere la formula che era in piedi da oltre cento anni“.

Un secolo e un paio di decenni in cui la Coppa Davis è sempre stata assegnata tranne che in dodici occasioni: nel 1901, nel 1910 e poi altre dieci volte a causa delle guerre mondiali. Il 2020 sarà dunque la tredicesima stagione a non vedere una nazionale sollevare l’insalatiera; l’ultima volta era accaduto nel 1945, come nel caso di Wimbledon. L’economia di Madrid perderà circa 50 milioni generati dall’indotto dell’evento, anche se quest’anno la cifra sarebbe stata probabilmente inferiore senza i (o con meno) tifosi, e la Spagna di Nadal rimarrà per due anni la nazionale campione in carica di un evento rivoluzionato perché non morisse… e ora ugualmente in pericolo di vita. Nonostante i quasi 3 miliardi.

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Coppa Davis 2020, il sorteggio: Italia con USA e Colombia

Gli azzurri nel Girone E con gli Stati Uniti e la Colombia. Serbia con Germania e Austria, Spagna con Russia ed Ecuador

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Madrid, Finali Coppa Davis 2019 (foto via Twitter, @DavisCupFinals)

Si è tenuta come da programma presso gli uffici ITF di Londra la cerimonia per il sorteggio dei gironi delle Finals di Madrid della Coppa Davis giunte alla loro seconda edizione dopo il cambio di format della manifestazione. La cerimonia, come ovvio che fosse, si è svolta in tono molto dimesso per la minaccia Coronavirus che oltre a destare preoccupazione per la salute di tutti noi a causato lo stop praticamente di tutto lo sport nel mondo (o quasi). Il presidente Haggerty ha infatti subito preso la parola e parlato del rinvio delle Finals di Fed Cup (che avrebbero dovuto svolgersi a Budapest la settimana dopo Pasqua) e dei relativi play-off. Mentre ha poi dichiarato (e probabilmente si è augurato) che per le Finals di Madrid non ci dovrebbero essere problemi (e ce lo auguriamo tutti).

La cerimonia ha visto come madrina e moderatrice Anabel Croft, ex tennista e giornalista di Eurosport che proprio in collaborazione con il presidente Haggerty ha poi avviato la cerimonia del sorteggio. Buone notizie per l’Italia, finita nel girone E in compagnia degli Stati Uniti, come l’anno scorso, e la Colombia, che rispetto al Canada dell’edizione 2019 rappresenta un avversario sicuramente più abbordabile seppur con un doppio di primissimo livello (Cabal/Farah, numeri 1 della speciale graduatoria).

Ma andiamo per ordine. La Spagna campione in carica e inserita nel gruppo A avrà come avversarie di nuovo la Russia e la grande sorpresa dell’Ecuador, autore di una qualificazione davvero storica e inaspettata. È chiaro che qui la lotta per il primato nel girone ci sarà tra i padroni di casa e la Russia come l’anno scorso. Nel gruppo B i vice campioni del Canada sono stati accoppiati con Kazakistan e Svezia. Se al completo i canadesi partono con i favori del pronostico, occhio però al solito Kazakistan dei miracoli in Davis con la stellina Bublik. La Svezia dei fratelli Ymer pare la vittima sacrificale.

Nel gruppo C la Francia, testa di serie nr.3 se la vedrà con la Gran Bretagna e la Repubblica Ceca. Sicuramente la Francia parte favorita ma occhio ai britannici che hanno un doppio di primo livello che nelle sfide 2 su 3 ha un peso specifico non indifferente. La Repubblica Ceca non è più lo squadrone di qualche anno fa, Vesely e Rosol sembrano non poter impensierire francesi e Gran Bretagna. Nel gruppo D la Croazia, campione 2018 e vera delusione della passata edizione, affronterà Australia e Ungheria. Testa a testa interessante tra croati e “aussie” con questi ultimi leggermente favoriti. Anche in questo caso la squadra di terza fascia pare avere poche possibilità di dire la sua.

Passiamo quindi al nostro raggruppamento. Gli Stati Uniti ci hanno battuto l’anno scorso 2-1 con il famoso doppio finito alle 4.05 di notte. Fish come capitano sta puntando sulle nuove leve, in primis Opelka, Fritz e Paul. I Bryan hanno giocato contro l’Uzbekistan e dovrebbe essere stato il loro addio alla manifestazione, cambieranno idea a novembre? Occhio anche a Jack Sock che sembra in ripresa e che potrebbe tornare tra i convocati. La Colombia come detto non dovrebbe rappresentare un ostacolo insormontabile, Galan e Giraldo sul veloce sono ampiamente (ad oggi)) alla portata dei nostri. Il doppio invece è davvero superlativo. Cabal e Farah hanno vinto a Wimbledon nel 2019 e sono davvero ostici. Insomma, dovremmo giocarci il passaggio del turno con gli USA, speriamo stavolta di riuscire a passare ai quarti, da questo punto di vista il sorteggio una piccola mano ce l’ha data.

Interessantissimo il girone F, come si dice in questi casi il veleno è nella coda. La Serbia di Novak Djokovic sfiderà la Germania (senza Zverev?) e l’Austria (con Thiem?). Ipotizzando le tre squadre al completo è tecnicamente il girone più valido, vedremo chi aderirà alla manifestazione. Certo la Serbia pare favorita, ma occhio anche alle altre due squadre.

Sorteggiato già anche il tabellone dai quarti in poi dove passano le vincenti di ogni girone più le due migliori seconde. La vincente del girone A e la vincente del girone B situate all’estremità del tabellone saranno sorteggiate con le due migliori seconde. La vincente del girone C affronterà invece quella del girone F e quella del girone D la vincente del girone E. Quindi ipotizzando di passare il turno l’avversario potrebbe essere o l’Australia o la Croazia (sulla carta). Ecco il dettaglio dei gironi e del tabellone.

Gruppo A
Spagna
Russia
Ecuador

Gruppo B
Canada
Kazakistan
Svezia

Gruppo C
Francia
Gran Bretagna
Repubblica Ceca

Gruppo D
Croazia
Australia
Ungheria

Gruppo E
USA
Italia
Colombia

 

Gruppo F
Serbia
Germania
Austria

Tabellone fase finale
W Gruppo A vs Migliore seconda 1 o 2
W Gruppo C vs W Gruppo F

W Gruppo E vs W Gruppo D
Migliore seconda 1 o 2 vs W Gruppo B

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Coppa Davis

Coppa Davis: l’Italia fa il suo, sorpresa Ecuador. Il ritorno di Austria e Svezia

Fognini & Co. superano la Corea del Sud. Passano secondo pronostico USA, Croazia, Germania e Australia. Si confermano Colombia e Kazakistan. Gran rimonta Ungheria, la Repubblica Ceca vince il derby con la Slovacchia

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Lorenzo Sonego, Fabio Fognini e Simone Bolelli - Italia-Corea del Sud, Coppa Davis 2020 (foto Felice Calabrò)

Il weekend di Coppa Davis che oramai secondo il nuovo format va in scena su due giorni (venerdì e sabato) ci ha lasciato in dote come al solito molte emozioni ma soprattutto le 12 squadre qualificate per le Finals di Londra che si vanno ad aggiungere alle 4 semifinaliste dell’anno scorso (Spagna, Canada, Gran Bretagna e Russia) e alle due nazionali omaggiate di wild card (Francia e Serbia). Eccovi di seguito la lista delle nazionali vincenti in questo week-end: Italia, Ungheria, Croazia, Australia, USA, Repubblica Ceca, Austria, Kazakistan, Germania, Colombia, Ecuador e Svezia. Per Ungheria, Repubblica Ceca, Austria e Svezia sarà la prima volta alle Finals, solo Germania e Australia tra le 12 qualificate avevano superato l’anno scorso la fase a gironi, venendo poi eliminate entrambe ai quarti.

Il sorteggio per la composizione dei 6 gruppi a 3 squadre che troveremo alle Finals di Madrid (23-29 novembre) avverrà nella sede dell’ITF a Londra giovedì 12 marzo alle ore 17 italiane. La Spagna, campione in carica, verrà automaticamente inserita come testa di serie nel gruppo A, il Canada vicecampione invece sarà inserito nel gruppo B. Le altre squadre verranno dotate di testa di serie seguendo il ranking per squadre nazionali che verrà pubblicato lunedì 9 marzo dall’ITF. Va da sé che le squadre classificate tra le prime quattto oltre Canada e Spagna saranno inserite con sorteggio nei gironi dal C al F, le seguenti sei saranno sorteggiate casualmente ognuna in uno dei singoli gironi e così via per le restanti sei con teste di serie più basse. Le perdenti di questo weekend saranno invece sorteggiate venerdì 13 marzo con le vincenti dei vari raggruppamenti zonali del World Group I per aggiudicarsi la possibilità di giocarsi le Qualificazioni alle Finals 2021.

Quale il bilancio di questo weekend di Coppa Davis? Come al solito tante emozioni, spettacolo e anche una buona partecipazione di pubblico, soprattutto nella seconda giornata ed è ovvio essendo il sabato festivo per la maggior parte del pubblico potenziale.

 

Come detto in precedenza ci stiamo abituando a questo nuovo format su due giorni e con le gare al meglio dei 3 set. Cosa possiamo dire dopo due anni della nuova formula? Da un punto di vista pratico i vantaggi ci sono. In due giorni le sfide finiscono, operativamente per gli addetti ai lavori è tutto più facile e meno estenuante, le emozioni (e lo vedremo di seguito) comunque non mancano. Certo, il 3 su 5 è un altro sport, i risultati epici di una volta un po’ ci mancano, forse si potrebbe lasciare i doppi al meglio dei 5 set, il problema però starebbe poi nel far giocare eventualmente uno dei doppisti subito in uno dei singolari seguenti dell’ultima giornata e ipotizzando una durata lunga la cosa non sarebbe fattibile. Insomma, un minimo di nostalgia della vecchia formula c’è, ma forse a conti fatti i vantaggi del nuovo format superano i difetti.

Cosa ci rimane da un punto di vista agonistico della due giorni appena conclusa? Innanzitutto la prova onesta e autoritaria dei nostri ragazzi, che chiamati ad affrontare la modesta Corea, oltretutto priva di due buoni giocatori (Chung e Kwon), hanno assolto il loro compitino. Un 4-0 rotondo, senza il minimo tentennamento, senza lasciare un set, per confermare che comunque come dice il nostro capitano, “siamo una squadra forte e a Madrid vogliamo giocarci le nostre carte”. Nulla da dire sulla prova corale dei nostri tennisti. Bene Fognini, benissimo Mager chiamato ad un esordio che qualche insidia l’ha nascosta ma dalla quale ha saputo venire fuori con orgoglio e cuore, bene Bolelli in doppio, pedina importantissima anche in ottica Finals, in scioltezza Travaglia nell’ultimo singolare ininfluente. Certo, non è che la vittoria sulla Corea ci metta di conseguenza tra le nazionali favorite per la vittoria finale, ma cosa avremmo detto se avessimo perso un solo set oppure un incontro? E ricordiamoci che mancavano Berrettini e Sinner (non senza qualche velata polemica dei presenti), due elementi che in condizioni normali si giocheranno un posto tra i titolari, quindi nessuna esaltazione ma complimenti ai ragazzi. Esistono i match facili sulla carta che poi bisogna però vincere sul campo.

Negli altri match segnaliamo le vittorie altrettanto agevoli della Croazia sull’India (dove Paes e Bopanna hanno ancora dato lezioni in doppio), degli USA sull’Uzbekistan nella splendida cornice di Honolulu (con l’addio naturalmente vittorioso dei Bryan alla manifestazione), dell’Australia non senza patemi su un ostico Brasile. Da rimarcare la vittoria del doppio brasiliano Demoliner/Meligeni e le buone prove di Seyboth Wild e Thiago Monteiro che solo un Millman concentratissimo e tenace poteva battere. Le assenze di Kyrgios e De Minaur potevano essere un macigno pesantissimo per l’australiano, che però ne è venuto fuori con grandissima maturità aiutato non poco dal suo capitano Hewitt.

Vittorie autoritarie anche per Germania e Repubblica Ceca. I tedeschi hanno superato la Bielorussia di Gerasimov, troppo solo per portare il suo team alla vittoria. I cechi invece hanno vinto un match duro in Slovacchia. Molto bene Jiri Vesely che nel circuito è sparito da un po’ ma che nel weekend di Davis ha messo l’anima in campo in entrambi i singolari poi vinti. Chiaramente fondamentale l’ultimo, quello in cui ha recuperato un set ed un break di svantaggio allo slovacco Martin prima di vincere con tanto di match point annullato. Kazakistan e Colombia sono invece le piacevoli conferme del weekend. Le imprese kazake oramai non fanno più notizia, certo con un Bublik in più nel motore e con un ritrovato Golubev in doppio il Kazakistan qualche grattacapo lo potrà creare alle Finals, occhio a sottovalutarlo. Molto bene anche la Colombia che ha battuto nel derby sudamericano l’Argentina. Ambiente caldissimo a Bogotà sugli spalti, Galan e il doppio Cabal/Farah eroi della “due giorni”, gli argentini sono arrivati alla sfida senza un vero leader.

Ungheria e Austria sulla carta erano favorite contro Belgio e Uruguay, ma le loro vittorie fanno piacere ai vecchi appassionati della Davis. Perché seppur in epoche diverse i due movimenti tennistici hanno brillato in passato e ritrovare queste due nazionali alle Finals fa piacere. Era dai tempi di Muster e Skoff che l’Austria non raccoglieva un risultato di prestigio e l’assenza di Thiem rende la vittoria conseguita a Graz ancor più importante. Bravissimo Denis Novak, vincitore di entrambi i fratelli Cuevas, ma fondamentale il doppio costituito dai veterani Marach e Melzer che dando per scontata le presenza di Thiem a Madrid costituiranno sicuramente un fattore importante e renderanno gli austriaci la mina vagante dei sorteggi.

L’Ungheria invece la ricordiamo ai tempi dell’ottimo Balasz Taroczy, autore contro l’Italia di una delle vittorie più importanti della storia ungherese in Davis nel 1978. L’assenza di Goffin ha sicuramente facilitato il compito agli ungheresi, ma poi ci vuole anche la forza di ribaltare l’1-2 dopo il doppio a favore degli avversari. Bravissimi Balasz e Fucsovics a vincere i due singolari finali per la storica rimonta ungherese. Le sorprese più belle sono però state date probabilmente da Ecuador e Svezia.

Era dai tempi di Andres Gomez e i fratelli Lapentti che l’Ecuador non saliva alla ribalta della cronaca in Coppa Davis. Inoltre la trasferta in Giappone pareva proibitiva, anche dopo il fofait del numero 1 locale Kei Nishikori. E invece Emilio Gomez (figlio di Andres, campione Roland Garros nel 1990) e il cugino Roberto Quiroz (a sua volte nipote di Andres Gomez), frequentatori di challenger e niente più, hanno giocato due singolari stupendi battendo Soeda e Uchiyama, sicuramente più esperti e tecnicamente superiori. L’impresa davvero storica è stata completata dal doppio Escobar/Hidalgo (alzi la mano chi li ha mai sentiti nominare) per il 3-0 definitivo. L’Ecuador sarà una cenerentola a Madrid ma il solo fatto di essere lì sarà per i suoi componenti un risultato eccezionale.

Fa invece tanto piacere ritrovare nel tennis che conta la Svezia, sprofondata nel 2017 nella serie C della manifestazione. Sono ancora lontani i tempi dei vari Wilander, Edberg, Jarryd e così via, ma qualcosina si inizia a intravedere. E guarda caso la qualificazione alle Finals arriva con Robin Soderling in panchina. Uno dei pochi a potersi vantare di aver battuto Rafa Nadal e Roger Federer al Roland Garros. Terminata la carriera per colpa della mononucleosi, Soderling in panchina ha guidato Mikael Ymer al fondamentale successo contro Alejandro Tabilo nel match decisivo della sfida contro il Cile. Sul 2-1 per gli svedesi, grazie al doppio Eriksson/Lindstedt (43 anni), Ymer ha saputo ribaltare con coraggio e un po’ di fortuna un match incredibile. Sotto un set e 4-5 match point contro, lo svedese ha poi vinto al terzo portando la Svezia alle Finals. Sarà tutta esperienza a Madrid per i fratelli Ymer, in attesa che arrivi qualcun altro alle loro spalle per riportare il movimento svedese ai fasti di un tempo.

I match Ymer-Tabilo e quello Martin-Vesely vanno sicuramente rimarcati tra i più emozionati del weekend, ma i due singolari di Millman in Australia-Brasile e il doppio della stessa sfida e quello di Croazia-India sicuramente a livello di spettacolo e agonismo non sono stati da meno. Appuntamento a giovedì per il sorteggio dei gironi, speriamo che l’urna sia benevola con i nostri ragazzi che hanno voglia a Madrid di regalarci e regalarsi un’impresa.

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