Scintille Muguruza-Sumyk: "Non dirmi mai più di chiudere la bocca"

Video

Scintille Muguruza-Sumyk: “Non dirmi mai più di chiudere la bocca”

Il rapporto tra Garbine Muguruza e il suo coach Sam Sumyk è sempre stato un po’ conflittuale. Nel match contro McHale i toni si sono alzati un po’ troppo

Pubblicato

il

 
 

Coaching e tennis, un connubio che non ha mai smesso di far discutere. Sono più quelli che lo eliminerebbero anche nel tennis femminile piuttosto che coloro che lo estenderebbero al circuito maschile. Episodi come quello intercettato dalle telecamere sul 6-0 4-2 in favore di McHale contro Muguruza fanno probabilmente il gioco dei detrattori. Garbine è in totale confusione e sembra ormai vicina all’eliminazione, tanto che il crescente nervosismo la porta a rivolgersi in modo poco “cordiale” al suo coach. Sumyk si riappropria prontamente della sua autorità (“non dirmi mai più di chiudere quella c… di bocca!“), la spagnola si scusa e i due ritornano in sintonia: “Siamo d’accordo, quindi adesso lottiamo”. Alla fine l’alterco funziona perché Muguruza rimonterà e vincerà la partita.

Continua a leggere
Commenti

evidenza

Valmora crede nel boom del tennis come nello sci all’epoca di Alberto Tomba [AUDIO]

Scanagatta intervista il direttore generale di Valmora, Luca Ruffini: “Lavoriamo per presentarci come l’acqua di chi pratica tennis”

Pubblicato

il

Ubaldo Scanagatta e il direttore generale di Valmora, Luca Ruffini - Roma 2022 (foto Francesca Micheli)

Ubaldo Scanagatta, intervistando il direttore generale di Valmora, Luca Ruffini, va alla scoperta dell’origine del rapporto tra l’acqua Valmora e il mondo del tennis. Lavoriamo per presentarci come l’acqua della FIT, l’acqua di chi pratica questo sport” spiega il direttore Ruffini, che per far ciò si è dato da fare agli Internazionali BNL d’Italia con la speed cage. Un progetto così descritto: “Avvicinare il pubblico al prodotto attraverso un gioco, la battuta del tennis, e abbiamo avuto un riscontro importante”.

Scanagatta propone un paragone tennis scii che viene subito accolto. Ci ricordiamo tutti che quando scendeva Tomba si fermava l’Italia; noi cerchiamo di puntare anche sul mondo dei giovani tennisti italiani e ci piacerebbe festeggiare momenti clamorosi anche nel tennis italiani”. Al momento il loro roster di sponsorizzazioni vede come fiore all’occhiello il n.28 del mondo. “Noi sosteniamo Lorenzo Sonego, che è di Torino dall’inizio della sua carriera, e puntiamo molto sull’italianità di questo sport che sta dando risultati promettenti”.

Lorenzo Sonego – Montecarlo 2022 (foto Roberto Dell’Olivo)

Oltre al Foro Italico, è possibile trovare le sponsorizzazioni Valmora anche alle ATP Finals di Torino, ai tornei ATP in Sardegna e ad altri eventi in Italia. “L’origine della nostra acqua è nelle Alpi Cozie e nel comune di Rorà all’interno di un bosco certificato – spiega ancora il Sig. Ruffini – quindi è un’area protetta dove la natura si esprime al suo massimo, e noi abbiamo particolarmente cura nel cercare di gestire questo tipo di sorgente. Dunque l’acqua la imbottigliano così come viene dalla natura”.

 

.

.

Il tabellone del WTA Roma

Continua a leggere

Editoriali del Direttore

ATP Roma, Swiatek-Jabeur e Djokovic-Tsitsipas: perché è molto facile sbagliare il pronostico per entrambe le finali [VIDEO]

ROMA – E se il bilancio dei confronti diretti ingannasse? La mia sensazione è che i precedenti possano venire smentiti. Dovessi giudicare dalla forma intravista vedrei vincenti Swiatek e Tsitsipas

Pubblicato

il

C’è una finale che se uno non conosce i precedenti sembra scontata, quella femminile, e un’altra finale che invece certamente non lo sembra pur conoscendo i precedenti ed è ovviamente quella maschile.

Quella solo apparentemente scontata è quella che giocheranno Iga Swiatek e Ons Jabeur, con la polacca che ha vinto 27 match di fila di cui 22 in 2 set, e ha così già eguagliato la seconda miglior striscia di nientepopodimeno che Serena Williams (che si fermò a quota 27 a Madrid 2015). Ma se Iga vincesse anche i 7 match del prossimo Roland Garros, supererebbe in tromba le 32 vittorie consecutive di Justine Henin (l’ultima vittoria arrivò all’Australian Open 2008) e le 34 della miglior striscia di Serena (ultima vittoria a Wimbledon 2013), uguagliando le 35 di Venus Williams (Linz 2000).

.

 

Certo che Ash Barty, ritirandosi, le ha spalancato una autostrada, ma Iga si merita certamente i successi che si sta conquistando. Attenzione però: la Jabeur ha un tennis assai vario capace di mettere in difficoltà un po’ tutte, e se si va a vedere il bilancio dei confronti diretti si scopre che effettivamente la Jabeur alla Swiatek ha dato parecchio fastidio se è vero che l’ha battuta due volte su tre (anche se mai si sono incontrate sulla terra rossa).

La ragazza tunisina le ha inflitto anche punteggi severi nei due match del 2021: 6-3,6-3 a Cincinnati, 5-7,6-1,6-1 a Wimbledon, mentre la sola vittoria di Iga risale al 2019, 4-6,6-4,6-4 a Washington.

Però quando si sono vinte 27 partite di fila e si è campionesse in carica a Roma, vittoriosa in un Roland Garros, sembra abbastanza difficile credere che la Jabeur, sia pure in virtù del suo tennis anomalo e imprevedibile, possa sovvertire il pronostico. Vero che la Swiatek scenderà in campo con quella apprensione che i precedenti negativi di solito si trascinano dietro, ma la Jabeur, oltretutto ha terminato ieri sera piuttosto provata dopo la maratona con la Kasatkina vinta quasi miracolosamente.

Ons era però su di giri per aver recuperato un break e annullato un matchpoint nel terzo set. Dopo che il giorno prima aveva rimontato la Sakkari che era avanti 6-1,5-2. Quel matchpoint lo ha annullato con un dritto tirato sulla riga, con grande nonchalance. E come l’ha tirato si è girata all’indietro, senza nemmeno aspettare la conferma dell’arbitro. “Ero sicura che era buona…e ora sappiate che sono stanca di perdere le finali!” ha detto sorridendo. Ragazza davvero molto simpatica, spiritosa. Insomma c’è da credere che non mollerà tanto facilmente anche se, come dicevo, la stanchezza potrebbe farsi sentire: “A Indian Wells e Miami si gioca un giorno sì e un altro no…Qui tutti i giorni ed è abbastanza dura”.

.

Viene da una serie di match giocati e vinti tutti i giorni Novak Djokovic. Contro Casper Ruud ha vinto il suo match numero mille, e bene hanno fatto gli organizzatori a preparargli una torta di panna (meringa?) con quel numero scritto sopra con cifre in rosso. Era stata più elettrizzante la partita della sera prima contro Auger Aliassime, perché la superiorità di Novak non è mai stata in discussione, soprattutto dopo un inizio folgorante.

Dall’inizio del torneo Ruud non aveva ceduto che un game di servizio su 37. E aveva salvato 9 pallebreak su 10. Ma il norvegese non aveva ancora affrontato il miglior ribattitore del pianeta. Dopo 14 minuti al n.10 del mondo erano arrivati già due break.

Così Novak ha fatto un altro passettino nella storia del tennis, perché a superare le mille vittorie nel circuito professionistico erano stati solo 4 giocatori: Jimmy Connors con 1.274, Roger Federer con 1.251, Ivan Lendl con 1068, Rafa Nadal con 1051. Io dico che a Djokovic non dispiacerebbe raggiungere e superare Nadal non solo nel numero degli Slam vinti, ma anche nel numero dei successi. Se il fisico gli regge… Intanto ha conquistato la dodicesima finale al Foro Italico e se vince con Tsitsipas pareggia il numero delle vittorie e delle sconfitte in finale, sei e sei. E comunque vada a finire da domani lunedì sarà n.1 del mondo per la settimana n.370. E quello è un record che sarà molto ma molto difficile da battere. Se non come i 13 successi di Nadal al Roland Garros, record secondo me impossibile da superare (ma magari i tifosi di Alcaraz possono anche pensare che non sia impossibile…), quasi. In realtà l’unico record impossibile da superare sono le 164 presenze in Coppa Davis di Nicola Pietrangeli.

Però, dato a Djokovic quel che è di Djokovic, a me è piaciuto più lo Tsitsipas del secondo e del terzo set contro Zverev. Nel primo il ragazzo di Atene aveva servito maluccio quando aveva subito l’unico break sul 3 pari, ma poi invece aveva mostrato ben altra completezza e varietà di schemi rispetto al tedesco che a rete combina ancora arrosti incredibili e poi quando deve servire la seconda palla non è ancora sempre tranquillo. Quando ha subito i suoi break nel secondo e nel terzo set ha commesso sempre almeno un doppio fallo. Ma avete visto a che velocità? Quei due doppi falli che hanno consentito a Tsitsipas di salire sul 2-0 lo hanno visto mettere in rete due seconde a 151 e 120 km orari! Insomma, uno serve molto più piano della velocità abituale (intorno ai 210 km orari) e tuttavia non riesce a scavalcare la rete sebbene serva dall’alto del suo metro e 98cm. Più racchetta, braccio e saltello fanno quasi 4 metri.

Insomma Tsitsipas mi è sembrato più solido del tedesco e anche del Djokovic visto fin qui e se dovessi azzardare un pronostico sulla base di quanto ho visto in questi giorni punterei più su lui che sul serbo. Però poi per scrupolo sono andato a guardarmi i confronti diretti e ho visto che Djokovic sta avanti 6-2 con Tsitsipas e soprattutto che sulla terra rossa ha vinto 4 match su 4.

Due dei quali li ricordavo benissimo, entrambi in 5 set al Roland Garros. Nella finale dello scorso anno il greco aveva vinto i primi due set ma perse gli altri tre. Due anni prima invece vinse terzo e quarto ma cedette 6-1 al quinto.

E allora dare per sfavorito Djokovic è un bell’azzardo, sempre un bell’azzardo. Però io vorrei provare a fidarmi di quello che ho visto questa settimana e anche quella precedente a Belgrado. Per me Djokovic non è ancora il miglior Djokovic. E allora se Tsitsipas è stato capace di trascinarlo al quinto due volte, quando non aveva ancora la maturità che ha oggi e quando aveva di fronte un Djokovic più in forma, io penso che stavolta il greco abbia il 51% di chance di battere il serbo che lo ha sempre battuto sulla terra battuta. Certamente Stefanos non potrà permettersi di cominciare come ha fatto contro Zverev. Il servizio lo deve mettere dentro fino dall’inizio.

Abbiamo già combattuto diverse battaglie – ha detto Djokovic – e lui sulla terra ha dimostrato di essere uno dei primi due o tre tennisti più forti del mondo. Sarà un’altra battaglia ma io sono pronto” ha chiuso, dopo aver accennato ai primi quattro game con Ruud: “Penso di aver giocato benissimo. Sono partito in modo fantastico, 4-0…poi ho rallentato un po’, il mio livello è calato, per 15 minuti non mi sono sentito benissimo sul campo, e lui ne ha approfittato per tornarmi sotto nel set. Al decimo game però l’ho chiuso, poi sono tornato a giocare benissimo (very well…) negli ultimi 4 game del secondo set”.

La chiave della vittoria anche stavolta secondo me starà nella continuità. E nella completezza del gioco. Lo ha fatto capire anceh Tsitsipas: “Il margine è molto piccolo. Può dipendere dalla precisione dei tuoi colpi, dalle scelte che fai, dai tipi di colpi, ci sono molti fattori che determinano…Ho analizzato le mie due partite perse con Djokovic (al quinto set) e ci sono cose che non hanno funzionato bene per me un anno fa quand’ero avanti due set a zero. Sono stato sempre un po’ testardo, non ho voluto cambiare qualcosa (che avrei dovuto…sottintende), perchè fino a quel momento aveva funzionato…” si racconta con un sorriso rispondendo a una mia prima domanda cui segue quella sulla sua conoscenza dell’italiano visto che sui 13-14 anni con suo padre veniva nelle Puglie per giocare per il TC Galatina e quindi la frequentazione dell’Italia e degli italiani era stata prolungata: “Giocare a Roma è un po’come giocare a Atene…siamo vicini di casa, ho imparato qualche frase italaina, posso capire quasi tutto quello che la gente dice, ma sono un po’ timido (per rischiare di dire qualcosa …-lascia capire). La mia frase italiana preferita all time, e che condivido, è certamente: “Una faccia, una razza! Che è vero…” e ride soddisfatto.

 La notte italiana al Foro si è chiusa con la sconfitta di Fognini e Bolelli davanti ai croati Pavic e Mektic. Almeno al terzo set gli azzurri meritavano di andare. Hanno perso il secondo al tiebreak dopo essere stati avanti 4 punti a 1 con due minibreak di vantaggio. Ma Fognini ha perso due volte il punto al servizio.

Peccato. Il pubblico però si è divertito, ha fatto un tifo infernale, con mille “po-po-po-po-o” dopo le Ola riservate invece durante il match Djokovic-Ruud.

Oggi sono certo che si divertirà ancora di più. Le due finali promettono spettacolo.

Il tabellone del WTA Roma

Continua a leggere

Flash

[AUDIO] ATP Roma: il direttore Scanagatta: “Prima del grande show di Djokovic ieri sera il mio favorito era il vincente di Tsitsipas-Zverev. Ora però…

L’intervento integrale di Ubaldo Scanagatta a Radio Sportiva

Pubblicato

il

Novak Djokovic - Roma 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Il direttore Ubaldo Scanagatta interviene a Radio Sportiva ed esprime le sue impressioni sul match del serbo, e sulla semifinale in programma tra Tsitsipas e Zverev. Senza tralasciare uno sguardo generale a questa edizione degli Internazionali BNL d’Italia.

 

Gli articoli da non perdere

[EDITORIALE] A me Sinner è piaciuto più che nei giorni scorsi anche se ha perso da Tsitsipas. I progressi che ho intravisto

PREVIEW SEMIFINALI MASCHILI

PREVIEW SEMIFINALI FEMMINILI

Cronaca Djokovic – Auger Aliassime

Le quote delle semifinali

Fognini e Bolelli ancora in corsa in doppio

Il tabellone del WTA Roma

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement