Mondo Challenger: Shapovalov non concede il bis a Guadalajara

Challenger

Mondo Challenger: Shapovalov non concede il bis a Guadalajara

Il giovane canadese perde in finale contro Basic con un doppio 6-4, a Quanzhou Fabbiano si aggiudica la finale tutta italiana contro Berrettini con due tie-break

Pubblicato

il

Guadalajara, Messico ($50.000 + H) – A una settimana di distanza dalla sua prima vittoria Challenger, Denis Shapovalov sfiora il bis sul cemento messicano di Guadalajara. Il canadese elimina al secondo turno con un doppio 6-3 il connazionale ex 25 del mondo Vasek Pospisil, poi è costretto nei due match tirati contro il qualificato Lloyd Glasspool e Jerzy Janowicz, vinti entrambi in rimonta. A vincere il torneo è il bosniaco Mirza Basic, il quale nella parte alta del tabellone elimina ai quarti l’unico top 100 in tabellone Victor Estrella Burgos 6-3 6-7(3) 6-3 e in semifinale Jason Jung (tds numero 4) con un doppio 6-3. In finale il classe ’91 si impone 6-4 6-4 in un match che l’ha visto sempre tenere il servizio grazie all’ottima riuscita della prima di servizio (27 punti sui 30 giocati). Per Basic si tratta del ritorno alla vittoria in un Challenger dopo quello vinto a Recanati nel 2015.

Risultato finale:

M. Basic b. D. Shapovalov 6-4 6-4

 

Quanzhou, Cina ($50.000 + H) – Come lo scorso marzo, Thomas Fabbiano vince in Cina. Non a Zhuhai, dove comunque è arrivato in finale, ma a Quanzhou, battendo Matteo Berrettini in un match tirato e durato quasi due ore e mezza. Il tennista di Grottaglie è stato più freddo rispetto al giovane Berrettini (alla sua seconda finale in un Challenger) in entrambi i tie-break che hanno deciso l’incontro: nel primo ha perso quattro punti consecutivi sul 5-3 in suo favore con un servizio da giocare, mentre nel secondo ha avuto addirittura la possibilità di portare il match al terzo con un set point sul 6-5 e servizio Fabbiano. La finale conquistata comunque vale per il giovane romano il suo best ranking, posizione 259, per la prima volta nella top 300.

Risultato finale:

[6] T. Fabbiano b. [Q] M. Berrettini 7-6(5) 7-6(7)

Continua a leggere
Commenti

Challenger

Cobolli unico azzurro nei quarti di finale del Challenger di Forlì

Il 19enne romano prevale su Kotov al termine di un match entusiasmante durato oltre tre e mezzo

Pubblicato

il

Flavio Cobolli - Challenger Bergamo 2021 (foto Antonio Milesi)

Se Tallon Griekspoor in questo 2021 ha battuto il record dei Challenger vinti, Cosimo Napolitano ha polverizzato il record di quelli organizzati perché con questi due di Forlì, che si aggiungono ai sette di Biella e ai due di Napoli/Ercolano, è arrivato a quota undici. Il movimento tennistico italiano ha maturato un grosso debito verso di lui e verso il MEF di Marcello Marchesini che in pratica hanno allestito il palcoscenico per la maggior parte degli eventi di questa stagione che ha vissuto, in gran parte, ancora sotto la spada di Damocle della pandemia.

Tornando al campo erano dieci gli italiani in tabellone in questo Challenger 80, penultimo torneo della stagione. E tra questi dieci uno scatenato Flavio Cobolli che ci ha regalato quella che probabilmente verrà ricordata come la migliore partita dell’anno. Non sapremmo come altro definire il match che lo ha visto prevalere sull’ostico russo Pavel Kotov (n.270 ATP) al termine di un incredibile incontro durato 3 ore e 39 minuti e decisosi con un triplo tie-break 6-7(3) 7-6(6) 7-6(7). L’alternarsi delle emozioni è stato da cardiopalma e ha entusiasmato il pubblico presente, non numeroso ma molto partecipe.

L’azzurro perde il primo set, dopo aver avuto ben quattro palle break sul 4-4. Ma non si demoralizza e mette in mostra quella determinazione che probabilmente sarà la cifra tecnica della sua carriera. Nel secondo tie-break infatti, pur trovandosi sotto 2-5, recupera e chiude al secondo set-point. Anche nel parziale decisivo è costretto ad una gara di rincorsa, ma sul 2-4 strappa il servizio al russo e si guadagna l’ennesimo tie-break che chiude al terzo match-point. Tecnicamente Cobolli ha sempre condotto il gioco ma, come detto, la sua vera bravura è stata quella di rimanere solido e di non innervosirsi davanti alle mille astuzie di un avversario che, a soli 23 anni, conosce già tutti i trucchi del mestiere: la protesta nel momento giusto, il piccolo e apparentemente casuale ritardo quando l’onda sta per travolgerlo. Per Flavio quindi non è solo una vittoria importante che lo proietta al nuovo best ranking al n.202 ATP, ma anche tanta esperienza che mette in magazzino per i match che verranno, a cominciare dall’incontro che lo vedrà opposto all’austriaco Jurij Rodionov (n.141 ATP) con cui non ci sono precedenti.

Veniamo invece alle note dolenti e iniziamo da uno sfortunatissimo Andrea Vavassori che, confermando il suo ottimo periodo di forma, stava facendo gara di testa contro il rumeno Radu Albot (n.125 ATP e terza testa di serie). Dopo aver vinto al tie-break il primo set, nel secondo parziale era avanti 4-3 e servizio. Sul 15-15 veniva data buona una sua volée che probabilmente era fuori. Albot, in mancanza di overrule, iniziava a protestare, inscenando un teatrino indecente che sarebbe durato la bellezza di almeno dieci minuti d’orologio. Con l’involontaria complicità della giudice arbitro che avrebbe dovuto troncare la recita, o chiamando subito il supervisor o infliggendogli un penalty point. Nel frattempo il povero Vavassori si raffredda e perde completamente il ritmo, come dimostrerà nel prosieguo del set. Il torinese, da noi interpellato, ci ha detto: Una pausa così lunga mi ha fatto raffreddare e in pratica mi è costata il secondo set. Dopo ho lottato ma devo riconoscere che il mio avversario è riuscito ad alzare il proprio livello”. Le parole di un vero gentleman che purtroppo se n’è tornato negli spogliatoi sconfitto 6-7(2) 6-4 7-6(2).

 

Matteo Viola arriva al secondo turno, battendo il tedesco Yannick Maden (n.300 ATP, in tabellone col ranking protetto). Poi contro Maxime Cressy non c’è stata praticamente partita e l’americano di origine francese vince 6-4 6-4 con un break a set, senza concedere nemmeno una palla break al mestrino. Fuori al primo turno Luca Nardi che perde in tre set (6-4 5-7 6-4) contro l’ucraino Vitaliy Sachko (n.260 ATP), facendosi rimontare dal 4-1 nel parziale decisivo. Anche Andrea Arnaboldi si fa rimontare nel derby con Cobolli (1-6 6-3 6-4), mentre l’altro veterano Thomas Fabbiano lotta con coraggio contro il russo Alexey Vatutin ma deve cedere con un doppio tie-break.

Eliminati subito anche Francesco Forti che perde 6-3 7-5 dal tedesco Oscar Otte (n.102 ATP e testa di serie n.1, nonché fresco vincitore di Bari, Ortisei e Ismaning) e Raul Brancaccio che cede 7-5 6-2 col turco Altug Celikbilek (n.164 ATP) che si conferma cliente ostico, soprattutto per gli italiani. Breve anche il percorso di Matteo Gigante che spreca la sua wild-card contro il qualificato olandese Jelle Sels (n.362 ATP) e di Federico Gaio che contro Julian Lenz, in gara col ranking protetto, appare svogliato e poco combattivo (6-0 6-3).

Continua a leggere

Challenger

Al Challenger di Bari, la Germania batte l’Italia

Dei sei italiani arrivati ai quarti nessuno riesce a guadagnarsi la finale che ha visto protagonisti i tedeschi Otte e Masur

Pubblicato

il

Oscar Otte - US Open 2021 (Kathryn Riley/USTA)

Oscar Otte si aggiudica 7-5 7-5 il derby con Daniel Masur e vince il Challenger 80 di Bari (cemento outdoor). Un torneo che era alla sua prima edizione e che è stato, tutto sommato, un bel successo organizzativo. Se non fosse per il fatto che giocare all’aperto a fine novembre rappresentava un bel rischio, come purtroppo ha confermato la pioggia che non si è fatta attendere, ergendosi a sgradita protagonista della manifestazione. Comunque sia la finale, pur priva di giocatori italiani, è stata divertente e molto incerta. Nel primo set, break e contro-break fino a che Masur non va a servire sul 5-6 e perde il servizio a zero. Identico lo svolgimento del secondo parziale: tentativo di fuga di Otte ma immediato contro-break di Masur che serve di nuovo sul 5-6 per salvare la partita. Purtroppo per lui il risultato è identico a quello del set precedente e un altro break a zero regala al 28enne tedesco di Colonia il quinto trofeo in carriera, il terzo di questo suo mese da ricordare (Ismaning e Ortisei i precedenti).

Per Otte c’è anche il nuovo best ranking al n.103 ATP, con vista sul tabellone principale degli Australian Open. E se non bastasse può sempre sperare di ritoccare la classifica al Challenger di Forlì in cui partirà con la testa di serie n.1. Nuovo best anche per Masur che entra per la prima volta in top 200, precisamente alla posizione n.184. Anche per lui appuntamento a Forlì sui campi del Circolo Tennis Villa Carpena.

In semifinale Oscar Otte e Daniel Masur non avevano avuto nessun riguardo per i padroni di casa Fabbiano e Vavassori e, unici due intrusi in un tabellone che ai quarti vedeva ben sei azzurri, sono riusciti a monopolizzare la finale. Esemplare il percorso di Masur che, fino all’atto finale, ha incontrato solo italiani, eliminando in sequenza Andaloro, Forti, Nardi e Vavassori. Ad onor del vero il tedesco ha fatto fatica con quasi tutti loro, ma è sempre riuscito a rimanere più freddo nei momenti decisivi, soprattutto in semifinale contro un bravissimo Andrea Vavassori che lo ha portato al tie-break del set decisivo. Per l’azzurro è comunque l’ennesimo buon torneo (semifinale come nel Challenger settembrino di Como) che gli consente di migliorare ulteriormente il proprio best alla posizione n.262, da cui comincia a guardare con fiducia alle prossime qualificazioni degli Australian Open. Tra l’altro il torinese ha giocato anche la finale di doppio in cui, in coppia con lo spagnolo Vega Hernandez, ha perso 6-3 6-0 contro gli anglo-finnici Glasspool/Heliovaara.

Molto bravo anche Thomas Fabbiano che, pur perdendo in modo netto (6-4 6-4) la semifinale contro Otte, ottiene comunque il miglior risultato stagionale, regalandosi una bella iniezione di fiducia per il 2022. Best ranking anche per Luca Nardi che sale al n.419 e per Flavio Cobolli che col suo n.208 ATP può già cominciare a preparare le valigie per l’Australia.

Al Challenger 80 di Brasilia (terra battuta) Luciano Darderi, in coppia con Genaro Olivieri, si arrende per la seconda volta consecutiva 6-3 6-3 nella finale del torneo di doppio. Questa volta a fermarlo sono i padroni di casa Mateus Alves e Gustavo Heide, mentre a Montevideo erano stati Rafael Matos e Meligeni Rodrigues ad infrangere i sogni del 19enne italo-argentino. La doppia finale gli consente comunque di migliorare il proprio best ranking di doppio al n.286 ATP.

In singolare la finale è tutta di Federico Coria che onora la sua prima testa di serie e chiude il torneo senza lasciare per strada un solo set. Lo spagnolo Jaume Munar oppone una gagliarda resistenza ma, stanco per le dure battaglie che nel suo caso hanno preceduto questa finale (ha sempre vinto in tre set, contrariamente al suo avversario), dopo due ore di gioco deve cedere 7-5 6-3 e rassegnarsi alla sua quarta sconfitta su cinque finali in questo suo non entusiasmante 2021 (unica eccezione il Challenger di Antalya in gennaio quando batté in finale proprio il nostro Musetti). Per il vincitore è il secondo successo stagionale (Prostejov in giugno il precedente) che gli consente di risalire al n.63 ATP, a due sole posizioni dal suo best ranking.

Al Challenger 80 del Bahrain (cemento outdoor) Ramkumar Ramanathan (n.222 ATP) vince il torneo superando 6-1 6-4 il russo Evgeny Karlovskiy (n.302 ATP) in una finale molto più semplice del previsto e conclusasi in appena un’ora di gioco. Per il 27enne indiano è la prima vittoria Challenger dopo ben sei finali perse.

 

Continua a leggere

Challenger

Il Challenger di Bari parla italiano: bene Nardi, Vavassori e Cobolli

Ben sei azzurri raggiungono i quarti di finale nel capoluogo pugliese. Eliminati Matteo Viola in Bahrain e Luciano Darderi a Brasilia

Pubblicato

il

Andrea Vavassori – ATP Stoccolma 2021 (foto via Twitter @sthlm_open)

Al Challenger 80 di Bari (cemento outdoor) erano ben 14 gli italiani presenti in tabellone e sei di loro sono arrivati ai quarti di finale. A cominciare da Thomas Fabbiano che mai quest’anno aveva superato più di un turno. Qui a Bari, sarà forse l’aria di casa, ha prima battuto Roberto Marcora in un derby molto combattuto 7-6(8) 6-3 e poi con un netto 6-4 6-3 la diciannovenne promessa inglese Jack Draper (N.258 ATP, semifinalista a Ortisei e nei quarti all’ATP 500 del Queen’s). Che sia l’inizio di un’inversione di tendenza, dopo un anno da incubo, per il tennista pugliese? Il quarto di finale contro Brancaccio ci darà una prima risposta.

E proprio Raul Brancaccio è stato autore della sorpresa di giornata, eliminando Carlos Taberner (N.101 ATP e prima testa di serie) in un match durato due giorni, sospeso per pioggia nel tie-break del primo set sul 6-4 per l’italiano. Alla ripresa Raul accusa la partenza a freddo e commette un doppio fallo che potrebbe costargli caro. Per sua fortuna non è che lo spagnolo sia molto più caldo e restituisce il favore con la stessa moneta. Vinto il tie-break, per l’azzurro il resto della partita è una passeggiata di salute fino al 7-6(6) 6-3 che lo promuove al turno successivo.

Anche un bravissimo Flavio Cobolli si guadagna i quarti al termine di un incontro molto tirato contro Tobias Kamke (N.250 ATP). Drammatico poi il primo set che il romano si aggiudica al tie-break 12-10, nonostante la maggiore esperienza del trentacinquenne veterano tedesco. Dopo aver rifiatato nel secondo parziale, l’azzurro domina il set decisivo, ottenendo il break decisivo nel quarto gioco. Il confronto che lo attende nei quarti contro l’altro tedesco Oscar Otte (N.112 ATP e recente vincitore di Ortisei e Ismaning) è di quelli impegnativi.

 

Un altro tedesco aspetta nei quarti il nostro Luca Nardi, quel Daniel Masur (N.204 ATP) che ha eliminato nei turni precedenti due italiani (Fabrizio Andaloro e Francesco Forti), ma siamo certi che il giovane marchigiano, incurante di ogni scaramanzia, saprà farsi valere. Del resto le due vittorie contro Maxime Cressy (N.122 ATP e recente finalista a Ortisei ed Eckental) e Julian Lenz sono di quelle importanti, soprattutto per il modo autoritario in cui sono state ottenute.

Nel derby tra Andrea Vavassori e Andrea Pellegrino, il pugliese parte meglio e nel terzo gioco ottiene il break che gli consente di portare a casa il primo parziale e quasi il risultato pieno: il tie-break del secondo set sembra più volte prendere la strada di Pellegrino, che però non riesce a sfruttare ben quattro match point. Bravissimo infatti Vavassori a resistere e a vincere 12-10, portando l’incontro a un terzo set che dominerà. Il piemontese, con il punteggio di 4-6 7-6(10) 6-2, vince così il quarto dei sette scontri diretti con Pellegrino e guadagna il pass per i quarti. Dove dovrà affrontare un altro derby contro Filippo Baldi che ha eliminato Andrea Arnaboldi 6-4 3-6 6-3, complice anche un problema alla spalla sinistra accusato dal mancino milanese nel terzo set. Peccato perché all’esordio Arnaboldi aveva battuto addirittura Holger Rune, ritiratosi per un problema al gomito quando era sotto 6-4 1-0.

Al Challenger 80 del Bahrain (cemento outdoor) era presente il solo Matteo Viola che, dopo aver superato 6-4 7-5 il cinese di Taipei Yu Hsiou Hsu (N.358 ATP), è andato letteralmente a sbattere contro il britannico Jay Clarke che gli ha inflitto un severo 6-2 6-1.

Al Challenger 80 di Brasilia (terra battuta), Luciano Darderi era l’unico italiano in gara e si è molto ben comportato, superando due turni di qualificazioni non banali. Poi sfortuna ha voluto che si trovasse accoppiato con la testa di serie N.1 Federico Coria. Il diciannovenne italo-argentino si è difeso con coraggio ma alla fine ha dovuto cedere 6-3 7-6(7).

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement