A Miami... si vive solo due volte! Fedal atto 37

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A Miami… si vive solo due volte! Fedal atto 37

Tredici anni dopo il loro primo scontro a Miami, Roger Federer e Rafa Nadal disputano a Crandon Park la loro 37a sfida. Per Federer sarebbe il 91° titolo in carriera, il 26° nei M1000 e il 3° in Florida. Nadal è a caccia del 70° successo, il primo a Miami dopo quattro finali perse

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Persino l’araba fenice ne sarebbe invidiosa. Ma chi è capace di “rinascere” così? E poi, da che ceneri! Roger Federer e Rafa Nadal stanno beffando e scardinando le leggi del tempo e di un tennis che sembrava non concedere più molto spazio ai due mostri sacri della racchetta. E invece… Da tre mesi, quando sentiamo parlare di questi due signori, siamo costretti a darci un pizzicotto per sapere se sia tutto vero. Sì, è tutto straordinariamente vero. Federer ha davvero vinto il 18° slam in Australia a 35 e mezzo (il primo trofeo major dal 2012) dopo sei mesi di stop per infortunio e, per giunta, contro l’eterno rivale Rafa Nadal. E Nadal – a 30 anni e anch’egli dopo un complicato problema al polso – è davvero approdato alla finale australiana, ed è stato ad un passo dal vincerla! Federer ha poi trionfato a Indian Wells, battendo ancora lui, Rafa Nadal, anche se questa volta soltanto al terzo turno.

E Poi? Poi c’è la finale di Miami. E ci sono ancora loro. Il Fedal n. 37, per servirvi! 37 sigilli, 37 tappe di un cammino storico e irripetibile per due campioni che hanno scritto e stanno ancora miracolosamene scrivendo la storia dello sport e di una rivalità sportiva praticamente irripetibile.

Roger Federer (35 anni, 7 mesi e 35 giorni) e Rafael Nadal (30 anni, 9 mesi e 30 giorni), si incontrano oggi per la 3a volta in 62 giorni, nella loro 2a finale del 2017, la 23a in totale. Nei 36 head-to-head, lo spagnolo è in testa con 23 vittorie rispetto alle 13 dello svizzero e con 14 finali vinte a fronte delle 8 conquistate da Roger. Tuttavia, i due sono 9-9 nelle partite sul duro, con Federer vittorioso nelle ultime tre (Indian Wells 2017, Melbourne 2017 e Basilea 2015). Il maiorchino è in vantaggio 7 a 3 nelle finali dei 1000 e 12 a 5 in tutti i match della stessa categoria.

 

È inoltre il loro 4° scontro a Miami, dopo quello avvenuto il 28 marzo 2004 (il 1° in assoluto tra i due, vinto da Nadal), dopo la finale maratona del 2005 (conquistata da Roger) e la semifinale del 2011 (intascata dallo spagnolo). Per Rafa si tratta della 5a finale al Miami Open, unico Masters 1000 a mancare al suo palmares insieme al torneo di Paris-Bercy. Se dovesse vincere, i trofei M1000 sarebbero 29, solo uno in meno rispetto a Djokovic (30).

Come dicevamo, i due si ritrovano in finale a Miami dopo ben 13 anni il loro primo scontro di sempre. Coincidenza carica di significato, a testimonianza di quanto Roger e Rafa siano riusciti ad essere longevi; e anche perché quel match del 28 marzo 2004 ha davvero segnato una svolta nelle loro due carriere. Nadal, a soli 17 anni, riesce a superare l’allora n. 1 del mondo con un perentorio e doppio 6-3, dando il via a una serie lunghissima di successi su Roger. Per Federer comincia una rivalità che lo spingerà oltre il limite, poiché, come ha dichiarato dopo la vittoria a Melbourne quest’anno, “è anche grazie a Rafa se negli anni ho alzato il livello e se sto ancora migliorando alla mia età“. I due si ritrovano nuovamente a Key Biscane l’uno contro l’altro l’anno successivo, il 3 aprile 2005, questa volta in finale. Lo spagnolo è in vantaggio due set a zero e 4-1 nel terzo (allora la finale si disputava al meglio dei 5 set) per poi farsi riprendere dallo svizzero che si impone 2-6 6-7 7-6 6-3 6-1. Poi, sempre a Miami, nel 2011, sarà nuovamente Rafa a sorprendere Roger, in semifinale.

Per Roger Federer, dalla “rinascita” del gennaio 2017, il percorso è stato pressoché perfetto. Lo svizzero è 18 a 1 per quanto riguarda le vittorie finora (il suo miglior inizio di stagione dopo quello del 2006, in cui è arrivato a 33-1). Unico scivolone, a Dubai, contro il russo Donskoy, con Roger forse ancora in calo di tensione e in fase di recupero dopo lo sforzo titanico e le grandi emozioni dell’exploit australiano. Dopodiché, la perfezione. Arriva il 25° titolo 1000 con la vittoria a Indian Wells, trofeo n. 90 tout court. A Miami travolge Tiafoe e un certo… Del Potro! Pur restando in controllo per tutto il match, deve stare attento a Bautista Agut, avversario sempre ostico e mai domo. Tuttavia, l’ostacolo spagnolo viene presto superato. Incontra poi la prima vera difficoltà con un ritrovato Tomas Berdych che lo costringe, sì, al terzo set ma poi, sulla palla del match per lo svizzero, il ceco si scioglie con un sanguinoso doppio fallo. E poi Nick Kyrgios. Il 21enne Aussie spinge Roger all’estremo, imponendogli un ritmo infernale, obbligandolo ad alzare sempre il livello di guardia. Roger c’è, resta attaccato allo score, impassibile anche dopo aver fallito due mathpoint. Si va al terzo set. Tre titanici tiebreak scandiscono quella che sarà certamente una delle partite più belle ed entusiasmanti della stagione 2017. Dall’alto dei suoi 35 anni e 7 mesi, Roger Federer doma il futuro campione e vendica la sconfitta impostagli da Nick nel loro primo incontro, nel 2015 a Madrid. Leggero, fluido, potente e sempre in spinta, lo svizzero sembra andare ancora oltre il limite, per issarsi nella 139a finale in carriera.

Lo aspetta Rafa Nadal che arriva all’ultimo step del Miami Open avendo speso meno energie rispetto a Roger. Non dimentichiamo che il maiorchino è più giovane dello svizzero, cosa non da poco. In semifinale, Nadal è riuscito a sbrigare alquanto agevolmente la pratica Fognini anche se Fabio è riuscito a mettergli una certa pressione nel secondo set. Inoltre ha perso un solo set nel torneo subendo un 6-0 di “arrembaggio” da parte di Kohlschreiber che, però, dura poco e viene a sua volta travolto dalla reazione di Rafa.

A differenza di Nadal, Federer infatti potrebbe risentire dello sforzo enorme prodotto nel match contro Kyrgios; 3 ore e 11 minuti di ritmo martellante e senza esclusioni di colpi. Eppure il “veterano” di Basilea ha coperto il campo come una gazzella e, se riuscisse a recuperare ad hoc per l’ultimo round, avrebbe davvero la chance di realizzare per la seconda volta in carriera (2006) la tripletta Melbourne – Indian Wells e Miami. Grazie al “nuovo” rovescio a tutto braccio e in spinta sfoggiato in Australia, ora lo svizzero pressa più che mai l’avversario e, a fortiori, un avversario come Nadal, cercando così di evitare di lasciarsi ingarbugliare nel turbinio dei fendenti di Rafa. Roger cercherà più che mai di entrare con i piedi dentro il campo – ulteriore novità del 2017 che porta anche il marchio di Ivan Ljubicic – per imporre il suo ritmo allo spagnolo e accorciare al massimo gli scambi.

In caso di vittoria, per Federer si tratterebbe del 26° Masters 1000 (25 titoli e 18 finali finora) e del 91 ° titolo in carriera. Sarebbe la terza doppietta Indian Wells -Miami, dietro a Novak Djokovic che ne vanta ben 4 (2011, 2014-2016). In quanto a Rafa, se riuscisse a superare Roger, diventerebbe il primo tennista iberico a trionfare a Crandon Park; la vittoria in Florida gli varrebbe il 70° titolo in carriera, il 29° Masters 1000 e il primo torneo sul duro dopo quello conquistato a Doha nel 2014.

Insomma, sono ancora qui. Entrambi capaci di creare una leggenda e “rinascere” per riscriverne un’altra e un’altra ancora.  Ma attenzione, Roger e Rafa… si vive solo due volte!

 

H2H Roger Federer vs Rafa Nadal: 13-23

 

2017 Indian Wells           R16   Roger Federer     6-2 6-3

2017 Australian Open     F       Roger Federer     6-4 3-6 6-1 3-6 6-3

2015 Basilea                      F       Roger Federer     6-3 5-7 6-3

2014 Australain Open     SF     Rafa Nadal         7-6 6-3 6-3

2013 ATP Finals               SF     Rafa Nadal         7-5 6-3

2013 Cincinnati                QF     Rafa Nadal         5-7 6-4 6-3

2013 Roma                         F        Rafa Nadal         6-1 6-3

2013 Indian Wells            QF     Rafa Nadal         6-4 6-2

2012 Indian Wells            SF     Roger Federer     6-3 6-4

2012 Australian Open     SF     Rafa Nadal         6-7 6-2 7-6 6-4

2011 ATP Finals               RR     Roger Federer     6-3 6-0

2011 Roland Garros         F       Rafa Nadal         7-5 7-6 5-7 6-1

2011 Madrid                      SF     Rafa Nadal           5-7 6-1 6-3

2011 Miami                       SF     Rafa Nadal           6-3 6-2

2010 ATP Finals               F       Roger Federer     6-3 3-6 6-1

2010 Madrid                     F       Rafa Nadal           6-4 7-6

2009 Madrid                    F       Roger Federer       6-4 6-4

2009 Australian Open    F       Rafa Nadal           7-5 3-6 7-6 3-6 6-2

2008 Wimbledon            F       Rafa Nadal           6-4 6-4 6-7 6-7 9-7

2008 Roland Garros       F       Rafa Nadal           6-1 6-3 6-0

2008 Amburgo                 F       Rafa Nadal            7-5 6-7 6-3

2008 Montecarlo             F       Rafa Nadal           7-5 7-5

2007 Tennis Masters Cup   SF Roger Federer       6-4 6-1

2007 Wimbledon                 F   Roger Federer       7-6 4-6 7-6 2-6 6-2

2007 Roland Garros            F   Rafa Nadal             6-3 4-6 6-3 6-4

2007 Amburgo                     F   Roger Federer       2-6 6-2 6-0

2007 Montecarlo                 F   Rafa Nadal             6-4 6-4

2006 Tennis Masters Cup   SF Roger Federer 6-4 7-5

2006 Wimbledon                 F    Roger Federer   6-0 7-6 6-7 6-3

2006 Roland Garros             F   Rafa Nadal       1-6 6-1 6-4 7-6

2006 Roma                             F   Rafa Nadal       6-7 7-6 6-4 2-6 7-6

2006 Montecarlo                 F     Rafa Nadal       6-2 6-7 6-3 7-6

2006 Dubai                          F     Rafa nadal       2-6 6-4 6-4

2005 Roland Garros          SF   Rafa Nadal     6-3 4-6 6-4 6-3

2005 Miami                         F     Roger Federer   2-6 6-7 7-6 6-3 6-1

2004 Miami                         R32   Rafa Nadal 6-3 6-3

 

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ATP

ATP Montreal, Kyrgios: “La vittoria su Medvedev? Non è la prima volta che batto un n.1”

L’australiano aggiunge: “L’aver battuto il n. 1 del mondo non eleverà la mia classifica portandomi in Top 10, è solo una partita”

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Nick Kyrgios - Montreal 2022 (foto Twitter @atptour)

E’ un Nick Kyrgios consapevole dei suoi mezzi (ma la sicurezza in sè stesso l’ha sempre avuta) oltre che totalmente determinato per quanto riguarda i piani futuri, quello che si presenta in sala stampa dopo aver centrato la 27esima vittoria contro un Top 10 nonché la 14esima contro un Top 5 superando il n. 1 del tabellone dell’Omnium Banque National presented by Rogers Daniil Medvedev. L’obbiettivo è chiaro, quello di arrivare ad essere una testa di serie importante a Flushing Meadows, e per questo c’è un torneo da vivere da protagonista a Montreal, un torneo in cui si candida ad arrivare in fondo. L’attuale n. 37 del mondo sembra consapevole del fatto che il tennis si dimentichi facilmente di quello che accade, del fatto che ci sarà sempre una nuova partita o un nuovo torneo a soddisfare l’insaziabile passione e del fatto che soprattutto questo è uno sport che richiede continuità. Ecco le parole di Kyrgios in conferenza stampa dopo la vittoria su Medvedev.

IL MODERATORE: Nick, grande partita. Hai battuto il numero 1 del mondo. Come ti senti?

Nick Kyrgios: “Sì, è stata una partita difficile. Voglio dire, non sono andato sul campo pensando che fosse il numero 1 del mondo. Ci eravamo già affrontati tre volte. Mi aveva battuto l’ultima volta, io l’ho battuto due volte. Sapevo che si sentiva sicuro, quindi dovevo mettere in pratica uno stile di gioco che non gli avrebbe dato troppo ritmo. Ho fatto il serve&volley praticamente su ogni punto.  Ho servito bene, prendendo la rete abbastanza bene. Ho avuto un ottimo atteggiamento anche oggi. Nonostante la stanchezza, mi sono procurato due set point anche nel primo set. Sono stato in campo focalizzato fin dall’inizio. Quindi sono davvero contento di come ho espresso il mio tennis, della mia attitudine. Per quanto riguarda l’aver vinto contro il n. 1, alla fine è solo una partita, non modifica l’ordine delle cose. Anche questo è il tennis. Questo successo da solo non eleverà la mia classifica portandomi in top 10. È solo una partita, quindi devo prepararmi per la prossima”.

 

D: Dopo il primo set, come hai reagito psicologicamente? Sei tornato alla tua sedia e hai semplicemente svuotato la mente? Come hai affrontato il secondo set?

Nick Kyrgios: “Ho avuto delle occasioni pure nel primo set. Sono andato vicinissimo a vincerlo. Ma lui ha eseguito due incredibili servizi sui set point. Mi sentivo come se fossi proprio in controllo alla partita. Mi sentivo se come se meritassi di vincere il primo set. Dopo averlo perso, ho soltanto avuto una specie di reset. Ho guardato la mia squadra e ho detto loro: ‘Vedete cosa abbiamo fatto la scorsa settimana. Abbiamo trascorso una settimana fantastica’, questo mi ha permesso di caricarmi facendomi togliere un po’ di pressione. Ero in un mood del tipo: ‘Divertiamoci, giochiamo totalmente liberi nei game di risposta, senza alcuno schema predefinito’. Così sono riuscito a partire molto bene nel primo gioco del secondo set. Gli ho tolto subito il servizio e con lo slancio derivante dal break, sono riuscito a cambiare l’inerzia da quel momento in poi per tutto il resto del match. Oggi ho giocato bene i grandi punti, quelli decisivi. Sento che il mio gioco e la mia fiducia sotto pressione sono ai massimi storici. Questo è tutto ciò che ho davvero fatto”.

D: Ti è piaciuta la reazione della folla? Hai mandato alcune palle fuori dallo stadio, dopo averli rallegrati con le tue giocate, e ti hanno fischiato. Era una situazione di amore-odio?

Nick Kyrgios “Voglio dire, faccio tutto quello che voglio fare in campo. Cerco di giocare nel modo in cui voglio giocare. Che alla folla non piaccia o piaccia… Lo stadio era di nuovo pieno. Questo è tutto ciò che so”.

D. Fisicamente come ti senti? Sei arrivato piuttosto tardi da Washington. Fisicamente sei ancora a posto, al 100%?

Nick Kyrgios: “ A questo punto della stagione, penso che tutti sono costretti a scendere in campo con alcuni fastidi, non sentendosi fisicamente freschi. Ma sicuramente mi sento un po’ stanco, i miei riscaldamenti sono ora più brevi. Sto cercando di fare il minimo indispensabile per preservare la mia energia in vista delle prossime partite. Oggi mi sono riscaldato letteralmente per circa 10 minuti, poi sono tornato negli spogliatoi, per andare a posizionarmi sul tavolo del fisioterapista. Questa volta è un enorme sollievo avere con me il mio fisioterapista a tempo pieno. Non ho potuto farlo l’anno scorso a causa del Covid-19. È stato difficile gestire il mio corpo. Ora sto effettuando due, tre ore di fisioterapia ogni giorno. Ma sono in grado di analizzare le partite molto meglio di quanto probabilmente abbia mai fatto. In generale sto vivendo un periodo, di buona mentalità. La mia attitudine è positiva. La mia ragazza mi aiuta a mantenermi positivo. Il mio team intorno a me lo fa, tutti sanno che il tennis presuppone un buon approccio mentale. Se mi svegliassi ogni giorno ed essere in uno stato del tipo: ‘non ho voglia di giocare oggi’ sarei mentalmente lento, di conseguenza probabilmente sarei anche fisicamente piuttosto lento. Devo rimanere da un punto di vista mentale positivo, ricordandomi solo che sto vivendo un buon momento di forma, e ho avuto modo di capitalizzarla già la settimana scorsa, quindi …”.

D: Hai parlato della fatica. Ovviamente mentalmente non sembra che tu sia stanco. Andando verso lo US Open, sei chiaramente molto motivato, giusto? Come hai intenzione di assicurarti di non esagerare sul piano dello sforzo agonistico? Hai qualcuno a cui appoggiarti per quel tipo di consiglio, come i giocatori del passato o i giocatori attuali? Ne parli con qualcuno?

Nick Kyrgios: “Mi sento come se dovessi continuare a fare le cose giuste. Non giocherò la settimana prima degli US Open. Ho sicuramente quella settimana per riposare. L’anno scorso ho giocato a Winston-Salem. Ho firmato per il torneo, ma certamente mi ritirerò. Quest’anno ho intenzione di mantenere quella settimana libera da impegni nel circuito per essere fresco ed arrivare a New York, potendo gestire al meglio la mia routine. Tuttavia non lascerò nulla nel serbatoio in queste due settimane, pensando a New York. Soprattutto l’ho detto prima, senza i punti a Wimbledon, la mia classifica non mi garantisce di essere testa di serie in tutti i tornei. Ho bisogno di capitalizzare in queste due settimane, di fare più punti possibili. Queste sono due settimane fondamentali. Ho avuto successo a Cincinnati in passato.  Ho fatto la finale lì, ed ora mi sento molto fiducioso nei miei mezzi. Ma, voglio dire, non c’è nulla di garantito. Non ci sono mai garanzie nella vita. Potrei andare agli US Open, sentirmi fresco, giocare contro qualcuno nel giorno in cui è semplicemente troppo forte ed uscire subito comunque. In quel caso mi pentirei solo se non avessi lasciato tutto quello che avevo nel serbatoio a Montreal e Cincinnati. Sto affrontando il tutto, un giorno alla volta, non guardo troppo avanti. C’è così tanto sforzo nella mia routine quotidiana ora, non penso minimante a quello che verrà dopo. Penso che il modo migliore per vivere la mia vita sia semplicemente affrontare giorno per giorno, cercando di migliorarmi quotidianamente. Quando arriverò agli US Open, allora ci penserò. Mancano ancora tre settimane. C’è così tanto che può andare storto. Potrei farmi male alla caviglia, ad esempio. Come, toccando ferro, potrei piegarmi la caviglia camminando verso la macchina o qualcosa del genere. Non ho intenzione di pensarci. È così lontano”.

D: Cosa hai imparato su di te dalla partita di oggi?

Nick Kyrgios: “Voi ragazzi vi state comportando come se non avessi mai battuto i numeri 1 del mondo prima o qualcosa del genere. Ma l’ho già fatto prima. Avevo già battuto Medvedev. Ho battuto Roger, Novak, Rafa. Io sento che la mia fiducia in me stesso c’è sempre stata. Potrei perdere cinque partite di fila e so per certo che manterrei intatta la convinzione dentro di me, di essere in grado di battere chiunque. Non so se ho imparato qualcosa su me stesso oggi. So che sto giocando molto di più per me stesso ora, rispetto al passato. Guardo oggi e vedo che sono a Montreal, sul campo centrale, uno dei campi più belli del mondo contro Medvedev. Sarei un po’ egoista, se non andassi là fuori e cercassi di dare al pubblico una buona prestazione, a me stesso una buona prestazione, alla mia squadra una buona prestazione, a tutti la possibilità di guardare un grande spettacolo. Se non mi fossi presentato al top della forma oggi, avrei fatto un cattivo servizio a molte persone. Questo è ciò di cui lo sport ha bisogno, lo sport ha bisogno di partite come questa. Guarda il pubblico. Sono sicuro che tutti i giocatori la stavano guardando. È importante che i grandi giocatori e i giocatori iconici si presentino a partite come questa perché mantiene vivo lo sport”.

IL TABELLONE DEL MASTERS 1000 DI MONTREAL

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ATP

Atp Montreal, Medvedev dopo il ko con Kyrgios: “Mi sono mancati alcuni colpi”

Spiega così, il numero uno al mondo, la sconfitta subita da Kyrgios. “Sentivo che mancava qualcosa, mancavano i miei colpi migliori; di sicuro giocare con Nick il primo turno non mi ha aiutato”

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Daniil Medvedev - Miami 2022 (foto Twitter @atptour)

Formalmente è stato un secondo turno di un mille, in sostanza un match che avremmo potuto e voluto vedere più avanti nel torneo. Abbiamo assistito, anche ultimamente, a finali dal livello tecnico e dall’entusiasmo mediatico sicuramente inferiori rispetto al match tra Nick Kyrgios e Daniil Medvedev; il primo, alla vigilia, vincitore degli ultimi 13 match sui 14 disputati (passando per Wimbledon, dettaglio non da poco), il secondo “soltanto” il numero 1 al mondo. Ne è venuto fuori, infatti, un match bello, intenso e dal risultato che ha dato ragione all’australiano, mai come adesso assolutamente “on fire”. Ne è consapevole Medvedev che nella conferenza stampa post match non nasconde il proprio stato d’animo:

Credo di essere stato un po’ sfortunato ad affrontare subito Nick, finalista di Wimbledon e fresco vincitore a Washington. Continuando così chiuderà l’anno tra i primi 15/10 giocatori al mondo. Forse sarebbe stato meglio incontrarlo in una fase più avanzata del torneo, dopo aver rotto il ghiaccio qui. Se ci fossimo incontrati nei quarti avrei potuto vincere 6-4, 6-4 e lo stesso avrebbe potuto fare lui; il tema è un altro. Come a Los Cabos anche oggi sentivo che mi mancavano dei colpi. Mi ricordo la mia prima partita in Messico giocata con Rinky Hijikata, che credo sia numero 230 al mondo (217 n.d.r.); anche quella volta stessa sensazione, mi mancavano dei colpi ma quelli che avevo sono stati sufficienti per batterlo e andare avanti. Con Nick no. Ad esempio nel secondo set sul 15-40 e mio servizio (game terminato poi con il break a favore di Kyrgios) ho messo in rete un dritto stretto che in altre situazioni, magari anche più avanti nel torneo, avrei colpito più forte e più sicuro”.

Nonostante questo – continua il numero uno al mondo – stavo comunque giocando piuttosto bene, il match è stato in equilibrio ma, come ho detto prima, sentivo che mancavano dei colpi. E’ un peccato. Devo prenderne atto”.  

 

Pragmatico e comunque consapevole di avere sulle spalle il grosso peso del campione in carica, Medvedev, oltra al titolo di Montreal e i suoi relativi punti, ormai andati, dovrà difendere anche, tra qualche settimana, il titolo di New York. Non una passeggiata. 

In questo momento è dura – ammette Medvedev in totale sincerità – ho appena perso, non mi sento felice e nemmeno sicuro di me. I prossimi due-tre giorni non sanno semplici, sapendo che tutti stanno ancora giocando a Montreal, lottando per vincere un 1000. Ho avuto momenti difficili durante la mia carriera, questo non è il più difficile. Adesso devo preparare bene Cincinnati e poi gli US Open. Quando dico “bene” è perché questi tornei li voglio vincere. So che ci saranno tanti contendenti, molti giocatori che stanno giocando piuttosto bene: Nick, Stefanos, Carlos, forse torna Sascha, Rafa, Novak. Insomma un sacco di ottimi giocatori (non una parola sugli italiani, vabbè…n.d.r.). Quello che voglio fare è mostrare a tutti il mio miglior tennis, con tutti i suoi colpi e fare meglio di quanto ho fatto finora”.

I match con Kyrgios poi non sono mai match istituzionalmente perfetti: chi scende in campo con lui sa che prima o poi qualcosa succederà. A livello comportamentale, a livello tennistico è sempre lecito aspettarsi sorprese. Ma quanto poi incide tutto questo sui suoi avversari? La risposta ce la dà proprio il russo: “Questi colpi di solito interrompono il ritmo: un tweener, un servizio da sotto, un pallonetto sono tutti colpi che spezzano il ritmo. Quello che io faccio è pensare a me stesso e a come rispondere cercando appunto di far sì che il mio ritmo di gioco non venga interrotto. Oggi ha servito da sotto due volte: una volta ha sbagliato, un’altra ha fatto punto, ma sempre in situazioni di vantaggio. Prossima volta spero lo faccia sul 30-40”.

E adesso? Come detto Medvedev proverà a ricaricarsi: “Farò un giro a Montreal, non ho mai visto bene la città. Poi in realtà non ho ancora deciso. Cincinnati è in mezzo al nulla ma credo che comunque andare lì sia la situazione migliore per ambientarmi, allenarmi e tornare a giocare il mio tennis al 100%”. 

QUI IL TABELLONE AGGIORNATO DEL MASTERS 1000 DI MONTREAL

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Flash

WTA Toronto: Serena cede a Bencic e si congeda dal Canada, Andreescu agli ottavi

Belinda Bencic liquida Serena Williams in due set e sancisce la fine della sua carriera su suolo canadese

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Bianca Andreescu - Toronto 2022 (foto Twitter @NBOtoronto)

La prima partita disputata da Serena Williams dopo l’annuncio del suo ritiro non poteva che essere uno show di grande impatto emotivo. Il centrale del Sobeys Tennis Center di Toronto con il pubblico delle grandi occasioni, e l’attenzione mediatica in Canada tutta concentrata sulla città dell’Ontario, nonostante a Montreal fosse in corso il Masters 1000 maschile con l’idolo di casa Felix Auger-Aliassime ancora in gara.

Tuttavia la “vicenda agonistica” (come era solito chiamarla il compianto Gianni Clerici) non è stata all’altezza dell’enfasi e dell’anticipazione riservata all’evento: davvero troppa la differenza tra le due giocatrici, soprattutto dal punto di vista atletico. La capacità di movimento di Serena non è ancora tale (e forse non lo sarà mai più) da permetterle di competere con una tennista del calibro di Belinda Bencic, che comunque ha svolto il suo compito alla perfezione senza lasciarsi distrarre dal sostegno del pubblico per la grande campionessa americana.

In un’ora e 17 minuti la svizzera ha chiuso la pratica ed ha anche chiuso la carriera in Canada di Serena Williams che ha lasciato il campo in lacrime con un mazzo di fiori, le maglie dei Toronto Maple Leafs (hockey) e dei Toronto Raptors (basket) per se stessa e per sua figlia Olympia, e ovviamente l’ennesima standing ovation della sua carriera, la prima di tantissime che riceverà nel suo “tour d’addio” fino allo US Open.

 

Mi sono sempre divertita moltissimo qui [a Toronto], dentro e fuori dal campo – ha detto Serena Williams prima di uscire dal campo ai microfoni di Sportsnet, la televisione canadese che trasmette l’evento in Canada – Tornerò come semplice turista a visitare la città. È stato tutto molto bello, ho giocato partite incredibili su questo campo, con splendide vittorie e un match altrettanto incredibile contro di te [Bencic n.d.r] alcuni anni fa. È stato un piacere giocare per voi oggi, e grazie per il sostegno.”

In conclusione di giornata, l’incontro finale della sessione serale sul Centrale ha visto l’ultima canadese rimasta in gara, Bianca Andreescu, sudare per oltre due ore e 10 minuti per avere la meglio della francese Alize Cornet. Dopo essere stata avanti 6-4, 3-1, Andreescu ha patito il ritorno dell’avversariache ha infilato quattro giochi consecutivi e poi ha chiuso il set 6-4.

Nel terzo set la canadese ha comunque mantenuto il comando del match e del punteggio chiudendo per 6-3 e prenotando l’appuntamento negli ottavi con la giovane promessa cinese Qinwen Zheng, che ha beneficiato del ritiro di Ons Jabeur.

Il tabellone completo del WTA di Toronto

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