ATP Montecarlo: Carreno è maledetto. Zverev domina Seppi [VIDEO]

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ATP Montecarlo: Carreno è maledetto. Zverev domina Seppi [VIDEO]

MONTECARLO – Fognini cede (ancora) a Carreno Busta. Esordio incolore per Andreas Seppi che non onora la wild card: troppo forte Sascha Zverev. Berdych in tre

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[13] P. Carreno-Busta b. F. Fognini 7-6(0) 6-7(4) 6-3 (da Montecarlo, Laura Guidobaldi)

Epilogo amaro per Fabio Fognini che, per la 5a volta in carriera su 5 scontri diretti, soccombe allo spagnolo Pablo Carreno Busta dopo un match lottato 7-6 6-7 6-3. Incontro segnato dalle innumerevoli smorzate da parte di entrambi ma soprattutto dello spagnolo che ha cercato, fin dall’inizio, di far spostare Fognini, pressarlo da fondo campo per poi sorprenderlo con repentini dropshot. Solido e mai domo, il 25enne di Gijon ha saputo concretizzare il vantaggio nei momenti chiave del match anche se il tennis dell’azzurro è apparso complessivamente di maggiore qualità.

 

Sembra estate al Principato. Un sole cocente picchia senza sosta sul Court Rainier III in cui fa il suo ingresso un acclamatissimo Fabio Fognini. L’azzurro affronta nel suo primo turno monegasco un avversario a lui da sempre ostico. Con Pablo, che sta vivendo il miglior momento in carriera, finora il ligure ha infatti sempre perso nei loro 4 scontri diretti. I due si studiano fin dai primi scambi, che scorrono via all’insegna dell’equilibrio fino al 2-2. Nel 6° game, lunghissimo, Carreno riesce a fare la differenza strappando il servizio a Fabio dopo ben 5 palle break sfumate.  Prende ancora le distanze sul 4-2 ma ecco che Fabio riesce a reagire, non solo realizzando il controbreak ma ripareggiando i conti sul 4-4Escalation positiva per il ligure che ora sale in vantaggio 5-4, prendendo in mano le redini della partita e degli scambi. Tantissime le smorzate e i cambi di ritmo da parte di entrambi anche se il tennista di Gijon ora sembra più distratto e falloso. Tuttavia, tiene il passo sul 5-5 per poi imporsi nuvamente 6-5. Ancora dropshot a non finire tra i due, soprattutto da parte dello spagnolo che, appena può, fa fare delle gran corse in avanti a Fabio. Questi comunque non si dà per vinto e si assicura il tie-break. Ma ecco che nei punti decisivi, il tennista di Arma di Taggia si fa sorprendere dal gioco preciso e solido di Pablo che, con 7 severi e inappellabili punti a  zero intasca la prima frazione.

Nonostante il passaggio a vuoto nel tie-break, il 29enne di Arma di Taggia parte deciso anche nel secondo set, portandosi in vantaggio 1-0 e 40-0. Carreno annulla due palle break anche se un rovescio in rete consegna il break all’azzurro che ora sale 2-0, per la gioia dei tantissimi italiani sugli spalti scatenati in un tifo appassionato. Lo spagnolo si avvicina sull’1-3 e riesce a mettere a segno il break accorciando le distanze sul 2-3. Fabio sale 4-2. Ora arriva il break per Carreno Busta che fa un passo in avanti sul 3-4, scatenando le ire di Fognini che, dopo aver scaraventato la palla oltre le tribune, subisce un penalty point. Lo spagnolo lo incalza, continuando a martellare fiducioso Fabio che, alla fine, sbaglia ancora, consegnandogli il pareggio del 4-4. Fognini resta tuttavia attaccato allo score, andandosi a prendere il 9° game e salendo così ancora in vantaggio sul 5-4. Viene nuovamente raggiunto dal n. 19 del mondo sul 5-5. Fabio fa e disfa concedendo ora tre palle break all’avversario. Ne salva una ma la seconda è tutta spagnola e permette a Pablo di andare a servire per il match sul 6-5. Ma il ligure estrae dal cilindro l’ennesima deliziosa smorzata conquistando così una palla break. Il pubblico ci crede ancora ed esulta all’impazzata quando Fabio ha la possibilità di allungare il set. Ed ancora tie-break. Sul pareggio del 2-2, Fognini continua ad essere aggressivo e propositivo; va avanti, prende il tempo a Carreno che, dal canto suo, non è da meno, continuando a far spostare l’azzurro da un angolo all’altro del campo. Mantengono l’equilibrio sul 3-3. Ma ecco che Fognini allunga il passo sul 5-4. Il boato del pubblico non si fa attendere quando, in vantaggio 6-4,  il ligure riesce finalmente a conquistare il secondo parziale.

Tutto da rifare dunque. È il secondo set che Fognini strappa a Carreno sulla terra (il primo l’aveva conquistato in Portogallo nel 2013). Lo stesso copione si ripete anche nel set decisivo. Equilibrio perfetto fino al 3-3 ma, sul 4-3 per Carreno, questi fa la differenza imponendosi sul servizio dell’azzurro e allungando il passo sul 5-3. Niente da fare per Fabio. Pablo Carreno Busta chiude l’incontro per 7-6 6-7 6-3. Peccato davvero per l’azzurro che, nonostante un match lottato e ricco di soluzioni pregevoli, paga troppi errori e discontinuità nei momenti decisivi del match. “Ho giocato bene” ha dichiarato un fiducioso Fognini in conferenza stampa, “ho incontrato un tennista che per ora è tra i primi 15 della race e che sta avendo ottimi risultati. Perché ci ho perso 5 volte su 5? Non so, sono statistiche, ma so che posso essere contento di come sto giocando. Mi sento bene e sono fiducioso per i prossimi tornei. Cerco di essere aggressivo. Franco (Davin) mi chiede di andare a prendere i punti, di essere aggressivo in campo, sto cercando di farlo”.

[14] A. Zverev b. [WC] A. Seppi 6-1 6-2 (da Montecarlo, Carlo Carnevale)

Poco più di un’ora di sgambata basta al gioiellino Sascha Zverev, per dare un buon impulso alla sua stagione sulla terra. Ne paga il dazio Andreas Seppi, wild card qui a Monaco alla sua undicesima partecipazione (miglior risultato gli ottavi del 2014, persi con Nadal); appena tre i giochi conquistati dal bolzanino, evidentemente a disagio nel contenere le potentissime bordate da fondo del giovane tedesco. Due palle break, annullate da un ace e una manovra di autorità, sono tutto quello che l’italiano vede passarsi di fronte sotto il piacevolissimo sole monegasco (ma è prevista pioggia per mercoledì e giovedì); Seppi non riesce a sopperire alla partenza da moviola (0-3 pesante in avvio), mancando di trovare soluzioni alla problematica sul lato sinistro, sul quale Zverev insiste senza sosta. Sascha, seppur in una partita mai in discussione (primo confronto diretto), si conferma prototipo del tennista del futuro, dai violentissimi colpi a rimbalzo ma con buona mobilità laterale; da migliorare quella in avanti, oltre al gioco di volo scolastico. “Ho buone sensazioni, sono contento di aver giocato molto bene già al primo test su terra rossa”, dice Zverev nell’intervista a caldo. Al prossimo turno lo aspetta il vincente tra Feliciano Lopez e Daniil Medvedev, un altro alfiere della scacchiera Next Gen.

Gli altri incontri 

Bernard Tomic non rende intera la mezza idea di rimonta che aveva messo in campo contro Diego Schwartzman: perso il primo set senza lottare, l’australiano va a servire per portare il match alla frazione decisiva, ma si scioglie sopratutto con il suo dritto ballerino e lascia strada all’avversario, come al solito tignoso e mai domo. Pablo Cuevas asfalta Viktor Troicki, infiliggendogli un sonoro bagel nel secondo set: il serbo si rifarà nel pomeriggio in doppio, quando in coppia con Djokovic supererà in due set il team dei Gilles, Simon/Muller. Il francese sarà l’avversario di Djokovic nel secondo turno di domani. Successo per Kyle Edmund, nel derby britannico contro Daniel Evans, che in conferenza stampa scherza: “Almeno mi sono risparmiato la figuraccia contro Nadal”, che attendeva il vincente al secondo turno. Tomas Berdych chiude il programma, vincendo in tre set contro Kuznetssov: il russo, ottimo colpitore da fondo, strappa il primo set con il suo tennis pulito e ficcante, forte anche delle partite di qualificazione già nelle gambe. Berdych ingrana dal secondo parziale, trovando maggiore continuità al servizio e garantendosi sempre più colpi comodi per chiudere il punto in pochi scambi.

Risultati:

[12] R. Bautista Agut b. N. Basilashvili 1-6 6-3 7-5
D. Schwartzman b. B. Tomic 6-1 7-6(3)
[16] P. Cuevas b. V. Troicki 6-3 6-0
N. Almagro b. [Q] M. Klizan 4-6 6-3 6-1
[14] A. Zverev b. [WC] A. Seppi 6-1 6-2
A. Mannarino b. G. Garcia-Lopez 1-6 6-3 6-4
K. Edmund b. D. Evans 7-5 6-1
[13] P. Carreno-Busta b. F. Fognini 7-6(0) 6-7(4) 6-3
[15] A. Ramos b. [Q] R. Olivo 6-2 6-3
[9] T. Berdych b. A. Kuznetsov 4-6 6-3 6-4

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Comunicato congiunto di ATP, WTA e ITF: il coronavirus ferma il tennis fino al 13 luglio

Si attendeva soltanto la cancellazione di Wimbledon, da cui è scaturita una nuova sospensione dei circuiti. Cancellata anche la stagione su erba

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Queen's 2019 (foto Alberto Pezzali/Ubitennis)

L’orizzonte della ripresa si allontana di altri quaranta giorni. Dopo la cancellazione ufficiale di Wimbledon, ormai segreto di Pulcinella, a pochi minuti di distanza è arrivato un altro comunicato congiunto di ATP, WTA e ITF che fa seguito a quello che due settimane fa aveva sospeso l’attività professionistica fino al 7 giugno e congelato i ranking. Non ci sarà tennis fino al 13 luglio, ovvero sparisce dal calendario anche la stagione su erba ad eccezione del torneo di Newport, che resiste sul ramo pericolante costituito dalla terza settimana di luglio.

Oltre a Wimbledon, la sospensione riguarda l’intera stagione europea ATP/WTA su erba, ovvero gli eventi maschili di ‘s-Hertogenbosch, Stoccarda, Queen’s, Halle, Maiorca e Eastbourne, nonché quelli femminili di ‘s-Hertogenbosch, Nottingham, Birmingham, Berlino, Eastbourne e Bad Homburg“, si legge nel comunicato. “La sospensione ha effetto a tutti i livelli dell’attività professionistica, incluso il circuito challenger e l’ITF World Tennis Tour. Al momento, i tornei programmati dal 13 luglio in avanti rimangono in calendario per essere disputati nelle date previste“. Una speranza che abbiamo, purtroppo, imparato a interpretare solo come tale.

“ATP e WTA hanno compreso l’importanza e la responsabilità di rendere prioritaria la salute e la sicurezza della comunità tennistica mentre continuano a valutare la fattibilità della ripresa dei circuiti”.

 

Purtroppo, l’attuale pandemia di COVID-19 ci ha lasciato senza alcuna possibilità che quella di sospendere ulteriormente il Tour, una decisione che abbiamo preso in stretta collaborazione con gli altri organi di governance del tennis” ha dichiarato Andrea Gaudenzi, chairman ATP. “La salute e la sicurezza rimangono in cima alle nostre priorità mentre affrontiamo una sfida senza precedenti. Faremo tutto quello che possiamo per ricominciare il prima possibile quando sarà possibile farlo in sicurezza“.

La WTA e i suoi membri non hanno preso questa decisione alla leggera, tuttavia rimaniamo vigili nel proteggere la salute e la sicurezza di atleti, staff e tifosi” ha detto invece Steve Simon, chairman e CEO della WTA. “Mentre condividiamo la delusione per l’ulteriore rinvio della ripresa, la nostra priorità rimane lavorare insieme come sport in preparazione al ritorno alle competizioni“.

Non sono arrivate ulteriori precisazioni sulle due classifiche, che dunque rimangono congelate fino a nuovo ordine. Il bilancio degli eventi spazzati via dal calendario sale così a 21 maschili e 20 femminili, comprese le finali di Fed Cup.

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Orfani del tennis: i dieci momenti memorabili della storia del torneo di Miami

La rimonta di Federer con Nadal, le sei vittorie di Agassi e lo splendido gesto di fair play del 1994, il primo sigillo di Djokovic: riviviamo i momenti indimenticabili del torneo di Miami

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Secondo il calendario originale, oggi sarebbe stato il giorno di ‘scollinamento’ del Masters 1000 di Miami, che disteso sui canonici dieci giorni si sarebbe concluso fra una settimana – domenica 5 aprile. Nulla di tutto ciò è accaduto, dacché la pandemia di COVID-19 si è abbattuta anche sul tennis e ha fermato tutto, ma grazie a un articolo pubblicato sul sito ufficiale dell’ATP possiamo rivivere i momenti più significativi della storia di questo torneo che si è disputato senza interruzioni dal 1985 al 2019.

1991: Jim Courier completa il primo “Sunshine Double”

Iniziata con il trionfo di Boris Becker su Ivan Lendl all’Australian Open, la stagione 1991 vide tra gli indiscussi protagonisti il ventunenne americano Jim Courier. Vincitore prima di allora di un solo torneo (Basilea 1989), il tennista di Sanford, numero 23 della classifica ATP, riuscì a trionfare prima a Indian Wells battendo in finale il francese Guy Forget e poi a Miami superando il connazionale David Weathon. Con il successo ottenuto sia in California che in Florida, Jim Courier divenne il primo tennista della storia a vincere nello stesso anno entrambi i tornei americani di inizio stagione.

1994: trionfa Sampras, ma il premio sportività va ad Agassi

Nell’edizione 1994 Andre Agassi era numero 31 della classifica mondiale, la posizione più bassa da lui ricoperta dal 1987. Dopo aver battuto, tra gli altri, sia Boris Becker che Stefan Edberg, riuscì a qualificarsi per la finale, la prima da lui disputata sotto la guida dell’allenatore Brad Gilbert. Prima dell’inizio del match Agassi entrò nello spogliatoio. Il campione in carica Sampras, però, non era in grado di scendere in campo nell’orario di inizio previsto a causa di un’intossicazione alimentare. Il “Kid di Las Vegas” avrebbe potuto vincere per walk over ma non volle. Accettò di posticipare l’inizio dell’incontro. Pete si sottopose a una flebo di 90 minuti, scese in campo, a stomaco vuoto, e vinse: 5-7, 6-3, 6-3 il punteggio finale. Un grande gesto di fair play costato caro al tennista di Las Vegas. “Se non riesco a battere il miglior giocatore del mondo, non merito il trofeo e certamente non lo merito se non riesco a batterlo quando sta male” ammise Agassi al termine del match. “Ha mostrato grande classe, questo gesto non lo dimenticherò mai” dichiarò Sampras.

 

1997: l’ultima rinascita di Muster

Otto anni prima, nel 1989, Thomas Muster subì a Miami l’infortunio più sfortunato della storia. Dopo aver battuto Yannick Noah in una splendida semifinale recuperando due set di svantaggio, l’austriaco, mentre stava tornando in hotel, venne colpito da un auto, una Lincoln Continental guidata dal trentasettenne Robert Norman Sobie. Thomas fu sbalzato per sei metri subendo un gravissimo infortunio al legamento crociato del ginocchio sinistro. La finale che avrebbe dovuto giocare con Ivan Lendl ovviamente saltò, svanendo così, anche se solo temporaneamente, il sogno di vincere il torneo americano. Nel 1997 Muster, ancora a Miami, riuscì a completare ciò che la sfortuna aveva interrotto otto anni prima. Da numero 2 del ranking, dopo aver battuto Jim Courier in semifinale, sconfisse in finale lo spagnolo Sergi Bruguera in tre set. A distanza di otto anni, dopo quel drammatico 1° aprile 1989, finalmente poté alzare al cielo la coppa del vincitore. Per l’austriaco fu il 44° e ultimo trionfo in carriera, il primo in un Masters 1000 sul cemento.

1998: Marcelo Rios diventa numero 1 del mondo

Venti giorni straordinari, passando dal deserto della California al caldo umido della Florida, regalarono a Marcelo Rios la prima posizione mondiale nel marzo 1998. Il talentuoso tennista cileno, che ad inizio marzo aveva 939 punti in meno del numero 1 del mondo Pete Sampras, sconfisse nella finale di Indian Wells il britannico Greg Rusedski e a Miami Andre Agassi. I match del Miami Open che portarono Rios sulla vetta del ranking mondiale furono seguiti in tv da tutto il Cile. Un’intera nazione letteralmente incollata davanti ai televisori. Il tennista di Santiago rimase in vetta al ranking complessivamente per quattro settimane, dal 30 marzo al 27 aprile, e poi nuovamente per altre due settimane, dal 10 al 24 agosto, sempre nell’anno 1998. Ad oggi è il primo e unico tennista cileno ad aver raggiunto la prima posizione mondiale, nonché il primo e unico tennista ad aver raggiunto tale posizione senza aver mai vinto un torneo dello Slam.

2003: Agassi trionfa per la terza volta di fila, sesta complessiva a Miami

Dopo il trionfo all’Australian Open di qualche settimana prima, il campione in carica di Miami Andre Agassi si presentava a Key Biscayne con grandi aspettative e con i favori del pronostico. Aspettative che non furono deluse. Il trentatreenne americano, numero 2 del ranking, dominò la finale contro la testa di serie numero 5, Carlos Moya, aggiudicandosi per la sesta volta in carriera il titolo di campione. Per Agassi si trattò del terzo trionfo consecutivo dopo quello del 2001 contro Jan-Michael Gambill e del 2002 contro Roger Federer. I sei titoli di Agassi conquistati a Miami sarebbero stati poi eguagliati da Novak Djokovic nel 2016.

2005: Federer e Nadal si sfidano per la prima volta in finale

Nel 2004 Roger Federer e Rafael Nadal si affrontarono per la prima volta in carriera al terzo turno del Miami Open, dando vita al primo capitolo della loro rivalità. Nel 2005 di nuovo l’uno contro l’altro: questa volta però in finale. Dopo essere stato in svantaggio di due set e a soli due punti dalla sconfitta, Roger Federer riuscì nell’impresa di ribaltare l’incontro, ottenendo la 18° vittoria consecutiva nelle finali a livello di tour: 2-6, 6-7 (4), 7-6 (5), 6-3, 6-1 il punteggio finale in tre ore e quarantuno minuti di gioco. “Non mi aspettavo di riuscire a ribaltare la partita. Non ne ho recuperate tante quando sono stato in svantaggio di due set a zero, sono estremamente felice ed esausto” dichiarò Federer al termine del match.

2007: Novak Djokovic si aggiudica il primo Masters 1000 della carriera

Vincitore (prima di Miami) di soli tre titoli ATP e numero 10 del ranking mondiale, nel 2007 sul cemento di Key Biscayne, Novak Djokovic si aggiudicò il primo Masters 1000 della carriera battendo in finale il qualificato argentino Guillermo Canas. Il serbo con i suoi diciannove anni divenne il più giovane campione nella storia del torneo. “Ogni volta che vinci qualcosa, o comunque se sei il giocatore più giovane a farlo, o se fai qualsiasi record è sempre fantastico. Significa che il tuo nome è nella storia di questo sport. Ne sono orgoglioso. So di aver lavorato duramente per raggiungere tale traguardo. Spero che questo sia solo l’inizio di una lunga carriera” disse il serbo ai giornalisti al termine dell’incontro. Sarebbe andata esattamente in quel modo.

2011: Un Djokovic perfetto batte Nadal in una finale mozzafiato

Già vincitore di Australian Open, Dubai e Indian Wells, Novak Djokovic arrivò a Miami in forma smagliante. Fu un inizio di stagione incredibile per il tennista serbo che, anche nella finale di Key Biscayne, mise in mostra il suo miglior tennis dando una dimostrazione pazzesca di solidità. Dopo tre ore e ventuno minuti di battaglia Novak Djokovic riuscì ad avere la meglio su Rafael Nadal con il punteggio di 4-6, 6-3, 7-6 (4). “È stata una partita super equilibrata, poteva finire in entrambi i modi. È stata una delle migliori che abbia mai giocato in carriera” dichiarò Nole. Nel 2011 il serbo rimase imbattuto fino al Roland Garros, quando si arrese in semifinale a Roger Federer. 

2017: Federer vs. Kyrgios: uno dei match dell’anno

Dopo l’incredibile Australian Open culminato con il successo in finale contro Rafael Nadal, Roger Federer diede spettacolo anche a Miami. La semifinale dell’edizione 2017 tra Roger Federer e Nick Kyrgios fu la partita del torneo. Un match epico, lottato dal primo all’ultimo punto. Una carrellata di emozioni in cui lo svizzero riuscì a salvare vari set e l’australiano match point. Dopo tre ore e dieci minuti di battaglia, il tennista di Basilea si impose per 7-6 (9), 6-7 (9), 7-6 (5). “È stato fantastico. Non capita spesso di vincere una partita con tre tiebreak” dichiarò lo svizzero. “È stato bello vincere in questo modo, anche perché ricordo ancora la sfida contro di lui a Madrid nel 2015”. (ndr. In quell’occasione vinse Kyrgios per 6-7 (2), 7-6 (5), 7-6 (12) dopo aver annullato a Roger due match point).

2019: Benvenuti all’Hard Rock Stadium…

Dopo trentadue edizioni disputate a Crandon Park (dal 1987 al 2018), il torneo di Miami ha dato addio allo storico impianto di Key Biscayne. Dal 2019, infatti, il torneo si è trasferito all’Hard Rock Stadium, l’impianto che ospita la squadra di football dei Miami Dolphins. La nuova sede presenta 29 campi da gioco di cui 11 costruiti nei parcheggi meridionali dell’Hard Rock Stadium. La prima edizione nella nuova sede è stata vinta da Roger Federer che si è imposto in finale sull’americano John Isner.

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Coronavirus: tennis fermo fino a giugno, ranking congelati. Tutti contro il Roland Garros

Comunicato congiunto dei due tour: non si giocherà a Roma e Madrid, né da altre parti sulla terra battuta. Tutti d’accordo e schierati contro la FFT

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Lo stadio Pietrangeli gremito durante gli Internazionali BNL d'Italia 2019 (foto Felice Calabrò)

Lo spostamento del Roland Garros da maggio a settembre lo aveva lasciato intuire, ma adesso c’è anche l’ufficialità: dopo i tornei di aprile, salta anche tutto il mese di maggio dei circuiti ATP e WTA. In pratica, per il momento non ci sarà alcuna stagione su terra battuta. Questo impatta sui due grandi tornei combined rossi, il Mutua Madrid Open e gli Internazionali BNL d’Italia di Roma.

Gli spagnoli hanno già confermato la cancellazione del torneo per il 2020: in prima pagina sul sito ufficiale del torneo campeggia la notizia che l’edizione di quest’anno non avrà luogo. Stesso iter per l’ATP 250 di Estoril. La Federtennis italiana invece non ha ancora preso una posizione ufficiale, sebbene permanga la certezza che il torneo non potrà disputarsi nelle date previste. Il comunicato pubblicato sui sociali degli IBI prende atto della sospensione ma non conferma la cancellazione definitiva del torneo.

In uno scenario in cui ormai si procede da un rinvio all’altro, si dovrebbe riprendere a giocare – condizionale quantomai d’obbligo – con i tornei su erba previsti per la settimana dall’8 al 14 giugno, che al momento restano programmati come previsto. Si tratta dei tornei di Stoccarda (maschile) e Nottingham (femminile) assieme al combined di ‘s-Hertogenbosch.

Ultima notizia rilevante: i ranking ATP e WTA rimarranno congelati fino a quella data. Dunque i punti conquistati nella scorsa stagione non verranno scalati, per il momento.

 

Di seguito proponiamo la traduzione completa del comunicato congiunto di ATP, WTA, ITF e delle organizzazioni di tre Slam su quattro; è escluso solo il Roland Garros, al quale è rivolto un attacco più o meno velato in coda al comunicato.

“Dopo attenta analisi e a causa dell’epidemia in corso di COVID-19, tutti i tornei ATP e WTA della stagione primaverile sulla terra battuta non saranno giocati nelle date inizialmente previste. Questo include i tornei combined ATP/WTA di Madrid e Roma, insieme ai tornei WTA di Strasburgo e Rabat e ai tornei ATP di Monaco, Estoril, Ginevra e Lione.

La stagione del tennis professionistico è ora sospesa fino al 7 giugno 2020, inclusi i tornei Challenger e ITF. Al momento i tornei previsti dall’8 giugno in avanti sono ancora in calendario come previsto. In seguito a questa decisione, i ranking ATP e ATP saranno congelati per tutto questo periodo e fino ad ulteriore comunicazione.

Le sfide che comporta la pandemia di COVID-19 per il tennis professionistico richiedono la più ampia collaborazione di sempre da parte di tutti nella comunità tennistica, in modo che il nostro sport possa andare avanti nell’interesse di giocatori, tornei e tifosi.

Stiamo vagliando tutte le opzioni per preservare al massimo il calendario tennistico in base a varie possibili date di ripresa dei due Tour, data che resta sconosciuta in questo momento. Siamo in prima linea per risolvere tali questioni con i nostri giocatori e responsabili dei tornei oltre agli altri enti che governano il tennis nelle settimane e nei mesi a venire”.

Come detto, arriva in coda la chiara stoccata alla Federazione francese che ieri ha annunciato lo spostamento dello slam parigino destando stupore e sdegno tra gli addetti ai lavori:

Questo non è il momento di agire unilateralmente bensì all’unisono. Tutte le decisioni relative all’impatto del Coronavirus sul tennis necessitano di adeguati consulti e revisioni con le parti in causa, un’opinione condivisa da ATP, WTA, ITF, AELTC, Tennis Australia e USTA”.

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