Tennys Sandgren sarà la wild card “americana” al Roland Garros

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Tennys Sandgren sarà la wild card “americana” al Roland Garros

Con la semifinale raggiunta al Challenger di Savannah, il 25enne tennista del Tennessee si è aggiudicato l’accesso nel main draw di uno slam per la prima volta in carriera

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Tennys entrerà nell’olimpo del tennis. Sembra un assurdo gioco di parole e invece è la realtà. Grazie alla vittoria nei quarti di finale del Challenger di Savannah contro lo svizzero Henri Laaksonen, il 25enne Tennys Sandgren ha matematicamente vinto la “USTA PRO CIRCUIT Roland Garros wild card Challenge”, ormai consueta competizione per ottenere la wild card per lo Slam parigino accordata alla federazione statunitense. Sandgren aveva ottenuto gli altri punti per conquistare questa mini-race all’ATP 250 di Houston, dove ha superato le qualificazioni e, soprattutto, al Challenger di Sarasota, dove è stato fermato solo in finale dal giovanissimo connazionale Frances Tiafoe.

Curioso comunque come, nonostante l’allargamento della competizione ai tornei ATP su terra fuori dal suolo americano, gli siano bastati questi risultati per ottenere la wild card al Roland Garros. Ciò dipende sicuramente dal fatto che alcuni giovani talenti a stelle e strisce come lo stesso Tiafoe, Escobedo e Donaldson abbiano un ranking sufficiente per entrare direttamente in tabellone ma evidenzia anche le scarse attitudini in generale dei giocatori americani sulla terra, anche quella verde di casa.

Ad approfittare di queste circostanze è stato proprio Sandgren che dunque entrerà per la prima volta in carriera nel tabellone principale di un major. Originario di Gallatin, Tennessee, ha ereditato il suo curioso nome dal bisnonno svedese. Il tennis è comunque una cosa di famiglia visto suo padre David era un giocatore e gli ha infilato una racchetta in mano all’età di cinque anni. Dopo una discreta carriera a livello junior e poi universitario, Tennys è diventato professionista nel 2011. Il suo percorso è stato rallentato da alcuni problemi all’anca ma dalla scorsa estate Sandgren ha ottenuto ottimi risultati a livello Challenger fino a raggiungere il suo attuale best ranking di n.130.

Fuori dal campo da tennis, l’americano è un tipo piuttosto originale al limite del controverso. Appassionato di videogiochi e musica metal, si presenta in campo con dei baffi in stile cowboy. Recentemente sul suo profilo a Twitter ha replicato in maniera estremamente brillante ad alcuni “haters” ma anche attaccato l’industria dei media “liberal” negli Stati Uniti ed espresso supporto per la misura di Trump che impediva l’ingresso negli Stati Uniti di cittadini provenienti da diversi paesi a maggioranza musulmana.

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Coronavirus, i dati italiani aggiornati al 7 aprile. 106 pazienti in meno in terapia intensiva

604 nuovi decessi, diminuiscono ancora i casi (3039 nuovi positivi oggi)

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Ubitennis è un portale che si occupa di tennis, tautologia delle tautologie. Questi però sono giorni troppo assurdi e diversi dagli altri per fare finta che fuori non stia accadendo nulla. Per questo, fino al termine della pandemia di coronavirus che sta colpendo l’Italia in maniera durissima, abbiamo deciso di fornirvi un aggiornamento giornaliero sulla situazione italiana. Non pretendiamo di diventare un riferimento né di inerpicarci in analisi particolarmente complesse, ma semplicemente di aiutarvi a decodificare la realtà difficile che stiamo affrontando. Sperando di poter dedicare le nostre preoccupazioni ad altro, il prima possibile.


I DATI DELLE ULTIME 24 ORE

  • Nuovi decessi: 604
  • Nuovi casi: 3039 (9% dei tamponi testati)
  • Nuove guarigioni: 1555
  • Nuovi tamponi analizzati: 33713
  • Nuovi ricoverati in terapia intensiva: 106 pazienti in meno di ieri

I DATI DELL’EPIDEMIA ITALIANA (COMPLESSIVI)

 
  • Decessi totali: 17127
  • Casi totali: 135586
  • Guarigioni totali: 24392
  • Tamponi effettuati: 755445
  • Casi attivi: 94067
  • Ricoverati in terapia intensiva: 3792

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Il direttore commenta la finale dello ‘Scontro tra titani’ su Radio Sportiva: vince Federer

La famosa emittente radiofonica lancia uno scontro tra i 32 tennisti più forti della storia del tennis: gli ascoltatori decretano la vittoria di Federer su McEnroe. Il direttore Scanagatta… concorda

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Ubaldo Scanagatta - US Open 2019 (foto Art Seitz c2019)

In assenza di tennis giocato, con l’unica possibilità di rievocare le gesta dei campioni del presente e del passato, segnaliamo la bella iniziativa di Radio Sportiva che ha declinato anche in senso tennistico lo ‘Scontro tra titani’ già utilizzato per eleggere, su insindacabile parere degli ascoltatori, il giocatore più amato di ogni sport.

Il torneo si è disputato tra 32 giocatori, sedici dei quali dotati di una testa di serie.

  • 1 Federer
  • 2 Nadal
  • 3 Djokovic
  • 4 Laver
  • 5 Sampras
  • 6 Borg
  • 7 McEnroe
  • 8 Connors,
  • 9 Lendl
  • 10 Agassi
  • 11 Becker
  • 12 Edberg
  • 13 Rosewall
  • 14 Emerson
  • 15 Newcombe
  • 16 Tilden

A riempire il tabellone sedici outsider… che proprio outsider non sono, visto che si tratta comunque di campionissimi: Fred Perry, Don Budge, Pancho Gonzales, René Lacoste, Mats Wilander, Guillermo Vilas, Arthur Ashe, Andy Murray, Ilie Nastase, Jim Courier, Guga Kuerten, Lleyton Hewitt, Nicola Pietrangeli, Adriano Panatta, Marat Safin e Corrado Barazzutti.

 

Alla finale si sono qualificati Roger Federer (che ha battuto Sampras in semifinale) e John McEnroe (vincitore su Djokovic), e per commentare in diretta l’esito dell’ultimo scontro è stato invitato in trasmissione il direttore Ubaldo Scanagatta. Di seguito potete ascoltare la registrazione della trasmissione (disclaimer: contiene un aneddoto di Ubaldo e John a Firenze!):

Approfittiamo di questa pubblicazione per annunciare che il direttore, motivato da questa competizione virtuale, ha deciso di dare fondo alla sua memoria storica per registrare delle video-pillole sui titani del tennis che verranno pubblicate nei prossimi giorni. Si comincia con tre campioni australiani: Newcombe, Emerson e Rosewall.

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Australian Open 2021, ipotesi porte chiuse e tennisti in quarantena

Craig Tiley di Tennis Australia delinea quello che potrebbe essere lo scenario per il primo Slam del 2021. “Resta tutto in divenire, ma dobbiamo farci trovare pronti”

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Australian Open 2020 (via Twitter, @AustraliaOpen)

L’Australian Open, a inizio 2020, è stato l’ultimo Slam che abbiamo avuto il piacere di seguire. Con Wimbledon cancellato e le situazioni in bilico di US Open e Roland Garros, il peggiore degli scenari vedrebbe ricominciare il tennis a livello major proprio da Melbourne Park. Ma la realtà sarà comunque parecchio diversa da quella che ci siamo lasciati alle spalle. Il Ceo di Tennis Australia, Craig Tiley, ha spiegato come non sia da escludere per il 2021 un’edizione molto lontana dall’ordinarietà. “I tempi straordinari che stiamo vivendo necessitano di una pianificazione flessibile e che esplori un’ampia gamma di opzioni – le sue parole riportate da The Age -, dobbiamo essere pronti per un mondo diverso e non sappiamo quali misure di sicurezza sanitaria dovranno essere portate avanti anche a medio-lungo termine, quando l’emergenza sarà cessata“.

SI RAGIONA – “Organizzando un evento che dipende strettamente dagli spostamenti internazionali – ha proseguito – stiamo valutando come organizzarci nel caso fosse necessario un periodo di quarantena per i giocatori appena arrivati in Australia. C’è anche da valutare in quale misura potranno essere consentiti gli assembramenti, in riferimento alla presenza del pubblico sugli spalti. Se dovessero essere vietati o comunque fortemente limitati, dovremmo organizzare un evento fortemente orientato alla trasmissione televisiva“. In un contesto in cui tutto il tennis a livello mondiale è sospeso fino al 13 luglio e si sta valutando di completare la stagione andando oltre novembre (quindi azzerando la teorica off season), la navigazione rimane obbligatoriamente a vista.

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