Roma, Nadal: "Thiem il giocatore con più probabilità di successo su terra"

Interviste

Roma, Nadal: “Thiem il giocatore con più probabilità di successo su terra”

ROMA – Rafael Nadal dopo la vittoria contro Sock: “Rispetto a Madrid le condizioni dei campi qui sono molto diverse”

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Non è stato un avversario facile stasera, uno che sa giocare molto bene su questa superficie, ma devi essere contento del modo in cui hai vinto in due set e hai un po’ di tempo per recuperare, invece di giocare fino a tarda notte?
Sì, bene. È sempre una buona vittoria contro Jack, no? È un avversario duro. Ha colpito la palla con grande rotazione e così forte. Sì, penso di aver cominciato bene il match e dopo anche nel secondo set. Non ho servito bene sull’uno a zero e dopo ho avuto alcuni momenti difficili, qualche game dopo che lui mi ha breakkato nel secondo game. Ma più tardi penso di aver finito giocando più aggressivo e servendo molto meglio, no? Alla fine del match ho pensato che il mio servizio ha funzionato molto meglio, questo è importante per me. Io penso di poter giocare un po’ più aggressivo di quello che ho fatto stasera. Penso che devo farlo. Ma in generale sono contento del modo in cui ho giocato, ovviamente.

Dopo la finale di Madrid avevi detto che eri un po’ più stanco, ma adesso le tue condizioni sembrano molto buone.
Bene, è sempre importante porre l’attenzione sulle prime partite all’inizio del torneo. Sai, pochi giorni dopo il grande cambiamento da Madrid a qui sono pericolosi, ma allo stesso tempo sono stato molto in fiducia dopo la vittoria a Madrid. Sono qui per dare il meglio di me. So che è un torneo duro. Non ho un tabellone facile qui. Fin dall’inizio, è vero che quello che è successo ad Almagro è stata una brutta notizia, ma ancora oggi, il secondo turno contro Sock è stato difficile e domani contro Thiem, è il giocatore con maggiori probabilità di successo sulla terra oggi, no? Così domani sarà un’altra battaglia dura e cercherò di giocare al meglio.

Le condizioni rispetto a Madrid ti sembrano completamente diverse? Cosa pensi di cambiare o aggiungere giocando contro Thiem domani?
Beh, le condizioni cambiano molto, no? Perché a Madrid i campi sono molto più veloci. Poi durante il giorno, se qui è caldo, la palla è ancora più veloce. Un po’ meno di Madrid, ma pur sempre veloce. Poi durante la sera è completamente differente. Le partite sono più lente qui. Ma le condizioni sono buone, e se non c’è vento ci sono buone condizioni per giocare un buon tennis e spero di essere pronto a giocare domani per continuare a giocare bene. È importante per me essere nuovamente nei round finali dei Masters 1000, quindi mi sforzerò di essere pronto per domani. Penso che sto giocando bene, quindi è una partita domani che ho davvero bisogno di giocare bene se voglio avere le possibilità di passare.

 

Stai giocando con molta fiducia. Stai vincendo ovunque. Hai giocato una buona partita stasera. Vedi margini di miglioramento, alcuni aspetti del tuo gioco che puoi perfezionare?
C’è sempre modo per migliorare. Ecco perché mi sveglio ogni mattina per allenarmi. Vado ad allenarmi con la motivazione di migliorare qualcosa, no? Posso servire meglio, posso colpire meglio i vincenti con il rovescio, ed è qualcosa su cui sto lavorando ogni giorno per cercare di riuscirci. Ma in generale è evidente che sto giocando bene e dovrei essere molto felice di questo.

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ITF Grado, Cocciaretto in semifinale: “Sono venuta qui con l’obiettivo di migliorarmi” [ESCLUSIVA]

Semifinale raggiunta in Friuli con l’obiettivo Top100: “Devo ripartire da zero. Obiettivo fare più partite possibili”. In campo anche Errani

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Elisabetta Cocciaretto a Grado
Elisabetta Cocciaretto - Guadalajara 2021 (Foto Facebook Abierto Zapopan 2021)

L’attenzione degli appassionati di tennis è tutta concentrata su Parigi, dove il gotha del tennis femminile sta dando spettacolo, con molti colpi di scena, diverse teste di serie cadute e nomi nuovi che si stanno facendo luce. Tuttavia, per coloro che non sono rientrate tra le 128 elette del main draw dello slam parigino, il circuito ITF ha offerto una vasta possibilità di scelta con ben 12 tornei in contemporanea. I più importanti sono i due W60 in corso di svolgimento ad Orlando in Florida e il torneo italiano di Grado.

E proprio nel comune dell’Alto Adriatico, situato tra Trieste e Venezia brillano i colori italiani, con ben due nostre rappresentanti che hanno raggiunte le semifinali. Sara Errani, testa di serie numero 5 del tabellone, che ha sconfitta l’austriaca Haas ed Elisabetta Cocciaretto, testa di serie numero 4, che ha sconfitto la svizzera Waltert.

Al termine della sfida contro la numero 211 al mondo durata quasi due ore giocata in condizioni abbastanza complicate, Cocciaretto è stata intervistata dal nostro Massimo Gaiba: “C’era abbastanza vento, lei comunque è una giocatrice forte, serve bene, risponde bene, ha una palla abbastanza pesante quindi diciamo che ho avuto molti alti e bassi, però sono contento di aver vinto e di giocare un’altra partita”.

 

Cocciaretto, che ha abbandonato prematuramente Parigi dopo la sconfitta nel secondo turno di qualificazione contro la russa Selekhmeteva, ha scelto di giocare a Grado per trovare la giusta condizione: “Io sono venuta qui con l’obiettivo di migliorarmi, di fare più partite possibili e giocarne un’altra mi da l’opportunità di migliorare e giocare ancora, cosa che mi serve molto quest’anno”.

L’ultimo successo permetterà all’italiana, al momento numero 157 delle classifiche mondiali, di riprendere la cavalcata verso la top 100, fortemente penalizzata da una tendinopatia al ginocchio sinistro: “Sono stata ferma sette mesi, mi sono operata quindi devo ripartire da zero, per questo l’obiettivo è di fare più partite possibili.

Nella strada verso la finale Cocciaretto affronterà la slovena Jakupovic, numero 311 WTA ma con un best ranking al numero 69 datato novembre 2018. Nell’altra semifinale Errani affronterà la testa di serie numero 1 del torneo Ylena In-Albon.

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ATP

Roland Garros, Djokovic: “Felice perché i rifugiati di Melbourne sono stati rilasciati. Tornare in Australia? Lo farei subito”

Il numero uno del mondo spiega: “Non porto rancore nei confronti dell’Australia, mi piacerebbe molto giocare di nuovo l’Australian Open”

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Novak Djokovic - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Novak Djokovic non spreca energie per passare alla seconda settimana del Roland Garros 2022: la vittoria in tre set contro Aljaz Bedene è facile e così in conferenza stampa, più che della partita in sé, si è parlato di argomenti collaterali (come anche il capitolo Boris Becker, che riportiamo a parte). Ecco cosa ha detto Nole Djokovic.

D: Sei passato ancora una volta agli ottavi. Cosa pensi del tuo prossimo avversario, Diego Schwartzman?

Djokovic: “Si tratta di uno dei giocatori più rapidi che abbiamo sul circuito, e i suoi migliori risultati in carriera sono arrivati sulla terra; quindi, senza dubbio è un avversario tosto. Lo conosco bene. Abbiamo giocato contro diverse ottime partite su superfici diverse. Quando giochi contro di lui devi sempre aspettarti che la pallina torni indietro. Sono pronto per una battaglia molto fisica. Non ho speso molto tempo fin qui in campo. E sto colpendo la palla molto bene, quindi non vedo l’ora di giocare”.

 

D: Arsene Wenger stava guardando la tua partita oggi, non so se lo sai, così come Zidane e Woody Harrelson. Hai avuto la possibilità di parlare con qualcuno di loro? Cosa pensi del fatto che queste persone vengono a vederti?

Djokovic: “Ho visto Arsene e Seedorf. E’ un onore che queste leggende del calcio vengano a guardare le mie partite. La maggior parte di noi giocatori di tennis è tifoso di calcio, guardiamo i club, le nazionali, tutte le competizioni. Quindi è un bel feeling vedere gente del loro livello e del loro palmares venire al campo. Ti dà ulteriori motivazioni. Ho visto Arsene a inizio match oggi. Questo ha avuto un buon impatto su di me, avevo ancor più motivazioni nel fare bene”.

D: Una domanda su Bedene. Ha iniziato con la Slovenia, poi ha rappresentato la Gran Bretagna, ma ha avuto problemi nel cambio di nazionalità e dunque è tornato indietro. Sono curioso di sapere come la pensi tu su queste regole.

Djokovic: “Non so bene i dettagli della sua vicenda, ma è una buona domanda. Non ho una chiara opinione in merito, perché da un lato mi piace vedere un giocatore rimanere della sua nazionalità, ma dall’altro non mi sento di giudicare se qualcuno vuole cambiare nazionalità, perché ci sono un sacco di motivi per cui uno lo può fare. Non si tratta solo di soldi, a volte ci sono ragioni familiari o di vita. Quindi, se un giocatore decide di cambiare paese, può avere le sue ragioni per farlo e dovrebbe avere la possibilità di riuscirci. Ora, parlando di questa regola, non sono sicuro di come funzioni nei dettagli; quindi, non so dire se è troppo severa o no. So che se giochi la Davis Cup o la Fed Cup per un paese allora è più difficile cambiare, ci vuole più tempo. Difficile per me dire ora cosa sia giusto e cosa sia sbagliato. Io mi sono trovato in una situazione simile quando avevo 14 anni. C’è stato un dialogo con la Gran Bretagna ma insieme ai miei genitori ho deciso di stare in Serbia e sono felice che abbiamo preso questa decisione. Ma ci sono molti giocatori in tutto il mondo che cercano migliori opportunità e non posso giudicarli. Tutti cercano di ottenere le migliori condizioni possibili per sé stessi e la famiglia”.

D: I rifugiati che erano nel centro di detenzione con te a Melbourne sono stati tutti rilasciati nelle ultime settimane. Mi chiedo cosa pensi di questo e se pensi che la tua esperienza abbia a che fare qualcosa con questo. E inoltre in Australia abbiamo un nuovo governo. Secondo te questo avrà qualche effetto sul tuo ritorno a Melbourne nel 2023?

Djokovic: “Tutti i rifugiati hanno lasciato il centro?”

D: “A quanto mi risulta sì”

Djokovic: “Se questo è vero sono ovviamente molto felice, perché so quanto le condizioni fossero difficili per loro. Particolarmente per coloro che erano lì da nove anni. Sono rimasto lì per una settimana, e non posso immaginare cosa voglia dire starci per nove anni. Non hanno fatto nulla di sbagliato, cercavano asilo e basta. Questo è qualcosa che non ho mai capito, ma se ho portato un po’ di attenzione sulla questione in un modo positivo per loro ne sono molto felice. Ho visto una foto di Ali, un ragazzo con cui parlavo, so che è andato negli Stati Uniti. Sono molto felice di sapere che è vivo e libero. A volte sottovalutiamo la libertà. Finchè non vivi una situazione così, non sai quanto sia importante. Per quanto riguarda il governo australiano, sì, ho sentito la news, ma non so dire se il mio visto sarà restituito e se sarò autorizzato ad entrare in Australia. Mi piacerebbe. Vorrei andarci e giocare l’Australian Open. Non porto rancore. E’ successo quel che è successo. Se avessi l’opportunità di tornare in Australia per giocare in un posto dove ho ottenuto i miei migliori risultati, sarei felice di farlo”.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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Caso Becker, Djokovic: “Mi si spezza il cuore nel vederlo affrontare tutto questo”

Il tennista serbo sul suo ex-coach in carcere per bancarotta fraudolenta: “Sono stato in contatto con uno dei suoi figli e ho chiesto se c’è qualcosa che io possa fare”

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Ha fatto scalpore nel mondo del tennis e non solo la condanna a due anni e mezzo di reclusione di Boris Becker per bancarotta fraudolenta con il tre volte vincitore di Wimbledon che dovrà scontare almeno metà della pena in carcere.

Chi è rimasto molto colpito dalla situazione che ha coinvolto il suo ex allenatore è stato sicuramente Novak Djokovic che sin dal giorno successivo alla condanna aveva manifestato la sua vicinanza. Il numero uno del mondo ha espresso un pensiero su Becker anche nella conferenza stampa post match contro lo sloveno Bedene.

Sono passate ormai tre settimane dal momento in cui Becker ha messo piede nel carcere di Wandswort, definito come “fatiscente, sovraffollato e infestato dai topi”, uno dei peggiori del Regno Unito. “Mi si spezza il cuore nel vederlo affrontare tutto questo” ha dichiarato Novak Djokovic. Tuttavia, il serbo non ha espresso un giudizio sulla situazione: “Non voglio entrare nel merito del processo, di cosa è giusto o di cosa non lo sia”.

 

Nole dal canto suo non dimentica l’importanza del rapporto tra lui e Becker: “Considero Boris davvero un amico e un membro della famiglia, davvero, è sempre stato così gentile con me e la mia famiglia, e abbiamo avuto un ottimo rapporto nel corso degli anni, in particolare nei tre anni in cui abbiamo lavorato insieme e raggiunto grandi obiettivi in questo sport.”

E a conferma del fatto che il loro rapporto andava oltre la sfera lavorativa è confermata dal fatto che anche adesso Nole ritiene Becker parte del suo mondo: “Anche quando abbiamo smesso di lavorare insieme, la nostra relazione è andata avanti. Sono stato in contatto con uno dei suoi figli, Noah, e gli ho chiesto se c’è qualcosa che io possa fare, per aiutare, o anche essere solamente d’aiuto per i suoi familiari, perché io non riesco a contattarlo direttamente.”

L’augurio di Nole è che Boris possa resistere a questo periodo difficile: “Quello che sta accadendo è terribile. Non so cosa dire. Sono solo molto triste che qualcuno che conosco così bene, e ovviamente qualcuno che è una leggenda del nostro sport, stia attraversando quello che sta passando. È passato solo meno di un mese e sappiamo quanto altro tempo deve passare lì. Spero solo che rimanga sano e forte.”

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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