Next Gen ATP: Francia, vuoto generazionale e Nouvelle Vague

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Next Gen ATP: Francia, vuoto generazionale e Nouvelle Vague

Nonostante sia il Paese dominante nelle prime 100 posizioni del ranking, la Francia è nel pieno di una crisi. Il compito di salvarla è affidato a una schiera di giovani talenti, ma sullo sfondo c’è un sistema sclerotizzato

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Alcuni commentatori lo hanno già etichettato annus horribilis del tennis francese. La ragione risiederebbe nel fatto che al Roland Garros appena concluso soltanto un terzo dei francesi nei due tabelloni di singolare è riuscito a qualificarsi al secondo turno: quarto peggior risultato dell’era Open. In verità, lo Slam parigino è storicamente il luogo in cui il tennis francese ha fatto registrare il peggior rendimento. Ancora scolpita nella memoria collettiva è naturalmente la vittoria di Yannick Noah (1983); prima di lui  Marcel Bernard (1946), Nelly Landry (1948) e Françoise Dürr (1967), mentre in tempi recenti la coppa è stata sollevata solo da Mary Pierce (2000), che per luogo di nascita e storia personale di francese ha ben poco. Le altre vittorie nei Major, tutte rigorosamente femminili (Mauresmo e Bartoli), sono arrivate altrove. Più in generale, sembra che più il tennista francese sia lontano dalla terra rossa di Porte d’Auteuil, tanto più riesca a esprimersi. Makis Chamalidis, psicologo presso la Fédération Française de Tennis (FFT) ha raccontato dei demoni che puntualmente affollavano, per dirne una, la mente di Amélie Mauresmo sulla terra del Philippe Chatrier.

Il problema del tennis francese oggi si chiama vuoto generazionale. E a poco serve replicare che la Francia, nonostante tutto, sia la nazione più rappresentata nelle prime cento posizioni del ranking mondiale: i suoi esponenti di spicco sono infatti ormai trentenni che, salvo tardivi exploit, hanno lasciato il meglio della carriera alle proprie spalle. In una prospettiva di breve-medio periodo, l’unico tennista competitivo sembra il ventitreenne Lucas Pouille, al quale i francesi molto si affidano per instillare nei giovanissimi la fame di successo. Se fra Pouille e la “vecchia guardia”, in termini anagrafici, c’è poco e niente, alle sue spalle si agita una nutrita schiera di talenti della cosiddetta Next Gen. Per comprendere lo stato attuale del tennis francese, occorre fare un passo indietro. Negli anni ottanta la vittoria di Noah, come puntualmente accade nella storia sportiva, innesca un forte processo emulativo: gli investimenti si moltiplicano, sorgono nuove strutture, cresce esponenzialmente il numero di tesserati, chiunque acquista una racchetta.

Ed è sulla coda lunga del successo di Noah che è venuta a formarsi la generazione dei cosiddetti “nuovi moschettieri” (Tsonga, Simon, Gasquet, Monfils), a rievocare i quattro moschettieri dell’unica età d’oro del tennis francese (Lacoste, Cochet, Borotra, Brugnon). Il bilancio di questa generazione è noto. Per gli uomini nessun successo Slam, un paio di Masters 1000 (vedi Tsonga 2008 e 2014), tante magnifiche corse morte sul più bello e nessuna nuova età d’oro per il tennis francese. Nonostante i migliori auspici e le facce (vedi Gasquet, Herbert) troppo precocemente sbattute sulle prime pagine dei giornali. Non che questi abbiano sfigurato, ma l’era dei dominatori ha inevitabilmente offuscato il valore dei francesi; per esempio quello di Tsonga, che nell’anno del suo best ranking (n. 5 nel 2012) candidamente confessava quello che i francesi sapevano ma non volevano sentire: “Non c’è alcuna possibilità che qualcuno di noi possa vincere il Roland Garros. Né oggi, né domani”.

 

Perché questo? Perché forse c’è un elemento caratteristico della tradizione francese. Reeves Wiedeman, in un pezzo apparso qualche anno fa sul New Yorker, si sforza di individuarlo nel gesto eccentrico o artistico. Wiedeman risale indietro nel tempo, ai comportamenti della “divina” Suzanne Lenglen, al basco di Borotra, all’eccentricità intrinseca nel personaggio di Noah. In tempi a noi più vicini, ritroviamo quell’elemento nel talento quadrumane di Santoro, nei rovesci di Pioline e Gasquet, nei gesti inspiegabili di Monfils, nei colpi smorzati di Paire, nelle deliziose volée di Mahut e Herbert (questi ultimi, perlomeno, vincitori di due Slam in doppio). È come se, per dirla con Phillippe Bouin, il filo rosso della scuola francese contemporanea fosse rappresentato dalla bellezza, ma non dalla tenacia. I francesi sono ottimi giocatori, a volte dotati di un talento cristallino, ma non sono tenaci lottatori. E quindi non vincono.

Quello dell’attitudine mentale è un problema che si ripropone oggi con rinnovata forza, in un momento cruciale per una federazione chiamata a superare l’epoca del vuoto generazionale e a gettare le basi per un futuro più luminoso. Fra gli addetti ai lavori prevale però un certo scetticismo. Georges Deniau, uno dei tecnici più esperti di Francia, ha denunciato una involuzione dell’insegnamento. Agli allenatori mancherebbero addirittura le basi essenziali del proprio mestiere. Tutti bravi a usare software e tecnologie avanzate, osserva Deniau, ma non serve a niente se poi sono tecnicamente scarsi nel momento in cui si mette loro una racchetta in mano.

Altrettanto critico Cedric Nouvel, presidente dell’accademia des Hairs de Nimes, che imputa alla federazione francese di aver “burocratizzato” il percorso dei tennisti nel delicatissimo passaggio dal mondo juniores a quello professionistico. Come? Disegnando per tutti i tennisti la stessa traiettoria, senza curarsi dei loro bisogni e delle loro specifiche attitudini. Per ogni giovane, al contrario, ci si dovrebbe domandare: è necessario sradicarlo dal suo ambiente? Fino a quando il suo club d’origine sarà in grado di coltivarne le qualità? Ma Nouvel punta il dito anche contro l’assenza di qualsiasi principio di merito nel percorso degli allenatori della federazione, così come contro l’atteggiamento dei giovanissimi: troppo assistiti, con troppe pretese, separati dalle famiglie. Un complesso di fattori che determina mancanza di educazione e di punti di riferimento, come del resto dimostra il comportamento puerile del Next Gen Maxime Hamou.

In estrema sintesi, non vi sarebbero le condizioni che consentono di formare dei campioni sotto ogni aspetto, soprattutto quello dell’attitudine mentale, a prescindere dal loro talento. E parlare dell’attitudine mentale necessaria per vincere significa, appunto, parlare del problema probabilmente più serio del tennis francese contemporaneo. Eppure, nonostante i giudizi impietosi e le debolezze del sistema tennistico nazionale, da più parti viene evidenziata una certa vitalità nella nuova generazione di talenti.

I volti della Next Gen francese: segue nella prossima pagina

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ATP

ATP Washington, il tabellone: torna in campo Nadal, presenti anche Sinner e Seppi

Dopo quasi due mesi di stop e l’assenza a Wimbledon e Tokyo, Rafael Nadal torna in campo a Washington. C’è anche Jannik Sinner, che cerca di riscattarsi

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Rafa Nadal - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Appena dopo il termine del Roland Garros, che per lui si è concluso in semifinale al cospetto di un sontuoso Novak Djokovic, Rafael Nadal ha annunciato che non avrebbe partecipato a Wimbledon e alle Olimpiadi di Tokyo 2020 per la necessità di recuperare le energie in vista della parte conclusiva di stagione.

Lo spagnolo, che vanta già due ori olimpici (in singolare a Pechino 2008 e in doppio a Rio 2016), ha compiuto una scelta tutto sommato comprensibile. Con l’approssimarsi del trittico Toronto-Cincinnati-US Open e il dichiarato obiettivo di rimettere tennis nelle gambe, dopo quasi due mesi di stop, Nadal sarà a Washington, dove parteciperà per la prima volta in carriera al torneo di categoria ATP 500. Per Nadal sarà anche la prima volta che gioca un torneo sul duro tra la stagione sull’erba e i due Masters 1000 estivi nordamericani.

Lo spagnolo avrà ovviamente la prima testa di serie sulle spalle e dopo un bye al primo turno affronterà il vincitore della sfida tra Sock e Nishioka. L’eventuale ottavo di finale, secondo proiezione del seeding, sarebbe contro Lloyd Harris che però non sta attraversando un periodo di forma eccellente (una vittoria negli ultimi tre tornei disputati). Ai quarti Nadal incrocerebbe probabilmente uno tra Bublik e Norrie, che stanno disputando la miglior stagione della carriera e non sono avversari da sottovalutare – anche se con Norrie, Rafa, avrebbe il vantaggio di giocare ‘allo specchio’ contro un mancino.

 

Di seguito la parte alta del tabellone dell’ATP 500 di Washingon, che vede Dimitrov come seconda testa di serie più alta e ipotetico avversari di Nadal in semifinale. Il bulgaro però non si esprime ai suoi livelli da diversi mesi, e la sensazione è che Evans e Fritz, in un periodo di forma decisamente migliore (Fritz sembra aver recuperato rapidamente dall’operazione al menisco), abbiamo più chance di spingersi avanti. Occhio anche a Nick Kyrgios, sconfitto nettamente da Norrie ad Atlanta e opposto al primo turno a McDonald; l’eventuale sfida contro Paire al secondo turno accenderebbe facilmente gli entusiasmi del pubblico di Washington.

(clicca per ingrandire)

Un italiano, il deluso Jannik Sinner reduce dalla brutta sconfitta di Atlanta contro O’Connell, si trova invece in cima alla parte bassa del tabellone. La strada che potrebbe portare Sinner, quinta testa di serie, ad affrontare il secondo favorito Auger-Aliassime in semifinale è però lastricata di difficoltà e lo scarso periodo di forma del tennista italiano (forse anche influenzato dalle critiche per la scelta di non andare a Tokyo) non contribuisce ad aumentare la fiducia. L’esordio di Sinner avverrà contro un qualificato o più probabilmente contro Emil Ruusuvuori; una sfida già non semplice, ma il livello di difficoltà si alzerebbe ulteriormente agli ottavi contro – probabilmente – Sebastian Korda. Ai quarti ci sarebbe poi de Minaur; insomma, non certo un sorteggio ideale per chi ha bisogno di ritrovare la vittoria, e magari anche più di una.

ll secondo italiano presente in tabellone, Andreas Seppi, potrebbe invece essere il primo avversario di Auger-Aliassime ma prima dovrà superare il primo turno contro un qualificato. In questa zona di tabellone è da tenere d’occhio anche a Opelka – reduce dai quarti di Atlanta.

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A.S.

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ATP

Kyrgios perde ad Atlanta e bisticcia con Ruud su Twitter

L’australiano cede a Norrie con un netto 6-1 6-4 e poi polemizza con il norvegese sui social. “Stai rubando punti nei tornei minori”

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Nick Kyrgios ad Atlanta 2021 (Credit: @ATLOpenTennis on Twitter)

Altro giorno, altra polemica che coinvolge Nick Kyrgios. Ad Atlanta l’australiano è stato eliminato da Cameron Norrie con un netto 6-1 6-4, senza di fatto mai entrare in partita, e si è poi reso protagonista dell’ennesima scaramuccia social. Da quando le sue apparizioni sul Tour si sono fatte più rare, si sono invece moltiplicate le discussioni sui social o le dichiarazioni controverse, anche se forse è solo il fatto che certi sassi siano lanciati da lontano che amplifica poi l’effetto. Il teatro della nuova diatriba è stato Twitter, coprotagonista del dramma Casper Ruud. Tra i due non corre buon sangue dal (tristemente) noto episodio della squalifica di Kyrgios a Roma 2019: l’australiano fu punito e multato per aver lanciato una sedia in campo (tra le altre cose), mentre il norvegese accolse la sanzione esultando platealmente per il passaggio del turno, ricevendo poi gli sberleffi di Nick per tale gesto.

Stavolta il norvegese, che attende di giocare a Kitzbuhel la sua terza semifinale consecutiva dopo aver vinto i tornei di Bastad e Gstaad, ha risposto ironicamente a un Tweet del profilo ufficiale dell’ATP nel quale si chiedeva di formulare qualche domanda per Kyrgios. “Qual è il suo torneo su terra preferito?” ha scritto Ruud con intenti evidentemente ironici (se non apertamente polemici).

La risposta, anzi, le risposte dell’australiano non hanno tardato ad arrivare. Ufficialmente infatti la replica di Nick è un commento sferzante, ma pacato: “Questo è un classico. Casper Ruud sei un buon giocatore, ma sappiamo tutti che stai rubando punti grazie a quei tornei“. Il riferimento è ovviamente alla finora trionfale campagna del norvegese nei tornei minori su terra post-Wimbledon, storicamente più poveri di concorrenza e frequentati per lo più da amanti del rosso in cerca di punti. In precedenza Kyrgios aveva anche commentato con un “facepalm” (la faccina che si batte la fronte con la mano in segno di disappunto) l’elenco dei quattro semifinalisti del torneo di Kitzbuhel.

 

C’è però il sospetto che questa sia soltanto la seconda risposta di Kyrgios, perché su Twitter è stato diffuso uno screen che riporta una frase molto meno elegante, un laconico “tua mamma“. Il commento non è più reperibile o perché cancellato rapidamente o perché mai esistito. Non sarebbe impensabile infatti che lo screen possa essere stato allestito ad arte e non ci sono conferme attendibili della veracità del commento. Tuttavia per dovere di cronaca vale la pena menzionare la cosa.

Qui il tabellone aggiornato di Atlanta e degli altri tornei di questa settimana

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Flash

Si può giocare a tennis in Moncler? Courmayeur ospiterà un torneo WTA

La Val d’Aosta aprirà una mini-stagione indoor italiana che includerà Next Gen Finals, ATP Finals e Coppa Davis. La WTA annuncia anche altri tre tornei: Chicago, Portoroz e Tenerife

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Courmayeur, dove si svolgerà un torneo WTA 250 in ottobre (Photo Courtesy of Courmayeur Mont Blanc)

Grandi novità per il tennis italiano: Courmayeur, nota meta sciistica ai piedi del Monte Bianco, organizzerà un WTA 250 sul cemento indoor fra il 23 ed il 31 ottobre. Il torneo al Courmayeur Sport Center e avrà un montepremi di 235.238 dollari, e sarà il primo evento femminile indoor a disputarsi in Italia dai tempi del sintetico di Cesena 1992 (l’anno prima si era invece giocata l’unica edizione WTA del torneo di Milano).

Non è da escludere che diversi nomi di spicco possano decidere di partecipare, visto che sarà l’ultima occasione di andare a punti in ottica WTA Finals; qualora le ultime posizioni fossero ancora in bilico, quindi, è presumibile che le contendenti possano decidere di darsi al tennis alpino come tappa finale per volare a Shenzhen. Ricordiamo che quest’ultime (e l’Elite Trophy di Zhuhai) sono gli unici eventi dello swing asiatico a non essere stati cancellati, motivo per cui si è resa necessaria la creazione di nuovi tornei autunnali.

Il torneo sarà operato da Makers, gruppo che si occupa dell’organizzazione di eventi (fra cui il Challenger di Milano), ma stando al comunicato ufficiale è stato fondamentale anche l’apporto dell’amministrazione comunale, in un luogo digiuno di tennis dal 2011, quando si svolse l’unica edizione del Challenger maschile vinta da Nicolas Mahut.

 

“Il ritorno del grande tennis a Courmayeur Mont Blanc è una conferma per la nostra località”, ha detto il sindaco Roberto Rota. “Ci candidiamo a ospitare eventi che possano attrarre non solo pubblico in presenza, ma anche accendere i riflettori del grande sport sulle nostre strutture e sulla località in generale. Siamo felici e orgogliosi che Courmayeur e i suoi campi da tennis indoor siano stati scelti dalla WTA per una competizione del circuito in un mese come ottobre, fondamentale per il nostro turismo e per la nostra idea di destagionalizzazione e promozione di stagioni come l’autunno, meravigliose per le attività sportive e outdoor. Courmayeur Mont Blanc è per tradizione e natura la culla dell’alpinismo e degli sport di montagna, ma è anche dotata di infrastrutture all’altezza, come il Courmayeur Sport Center che ospiterà l’evento, e di una sensibilità particolare nei confronti delle altre discipline sportive, questo evento ne è la prova”.

IL TRIANGOLO DEL TENNIS

Si prospetta dunque un autunno italocentrico dal punto di vista tennistico, visto che il torneo di Courmayeur farà da apripista alle Next Gen Finals di Milano (non svoltesi lo scorso anno) e soprattutto alla prima edizione torinese delle ATP Finals; successivamente il capoluogo piemontese ospiterà anche due gironi delle finali di Coppa Davis. A questo encore si aggiungono i tornei sul rosso già giocatisi a Cagliari (maschile), Parma (femminile e maschile in settimane consecutive), Roma (combined) e Palermo (femminile); nonostante alcuni di questi tornei siano probabilmente destinati ad essere dei monouso, è innegabile l’attestato di fiducia della comunità del tennis internazionale nei confronti del tennis italiano.

NUOVI TORNEI WTA

Oltre a Courmayeur, tre nuovi tornei rimpolperanno la programmazione femminile, come detto orfana di quasi tutti i tornei orientali. Questo il calendario post-US Open (i nuovi tornei sono evidenziati in rosso):

  • La settimana del 13 Settembre si giocherà in Lussemburgo e a Portoroz in Slovenia (entrambi WTA 250)
  • La settimana del 20 settembre si giocheranno il 500 di Ostrava e il 250 di Seoul
  • La settimana del 27 settembre si disputerà il nuovo 500 di Chicago
  • Nelle due settimane che vanno dal 4 al 17 ottobre si giocherà Indian Wells
  • Nella settimana del 18 ottobre si disputeranno il 500 di Mosca e il 250 di Tenerife
  • Dal 25 ottobre (le qualificazioni iniziano il 23) avrà luogo per l’appunto Courmayeur.

Nelle due settimane successive si dovrebbero giocare prima Zhuhai (dal primo novembre) e poi Wuhan (dall’8); in questo momento però non sono confermati sul sito della WTA. Steve Simon, il chairman del circuito, ha rilasciato una breve dichiarazione in merito, inclusa nel comunicato ufficiale: “Quest’ultima fase del calendario del WTA Tour porterà il numero dei tornei sopra i 50, continuando ad offrire una piattaforma globale per promuovere il tennis femminile […]. Siamo felici del novero di tornei che abbiamo organizzato per la fine della stagione e non vediamo l’ora di poter dare maggiori informazioni riguardanti le WTA Finals”.

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