ATP Queen's: Londra trema, Kyrgios scivola, Shapovalov danza

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ATP Queen’s: Londra trema, Kyrgios scivola, Shapovalov danza

Altro attentato, ma la vita quotidiana e il tennis non cedono. Gran successo del canadese, Nick si infortuna e si ritira

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dall’inviato a Londra

Un minuto di silenzio, prima delle sei ore di tennis. Londra si è svegliata con un altro atto di terrore contro i suoi cittadini, ma come un umoristico avviso della tube ricordava tempo fa: “This is London and whatever you do to us, we will drink tea and jolly well carry on”. Il modo perfetto per combattere chi vuole farci smettere di vivere in pace, in fondo, è proprio continuare a farlo. E in una giornata come quella di oggi, c’era forse modo migliore che andare a vedere i campioni di tennis al Queen’s Club?

I primi due di loro a venire convocati sull’immacolato, virgineo prato centrale non hanno sofferto né gli avversari né l’incredibile caldo. Jo-Wilfried Tsonga prima e Grigor Dimitrov poi hanno perso appena quattro game a testa, in match problematici forse sulla carta, di certo non sull’erba degli Aegon Championships. Il bulgaro ha sfoggiato la sua mano contro gli attacchi in controtempo di Ryan Harrison, che in preda alla frustrazione ha scagliato a mani nude una pallina oltre le tribune. Il match del neo-papà francese è stato invece reso più gradevole grazie ad un maggiore contributo dello sconfitto, il connazionale Adrian Mannarino: il tennis dai movimenti piatti e recisi del mancino si addiceva meglio alla superficie, e ha invogliato all’applauso specialmente nelle fasi iniziali e finali dell’incontro. Purtroppo per lui, come detto, non è stato mai sufficiente a costituire una minaccia per il favorito: quando la palla di quest’ultimo arrivava forte ed esplosiva, come spesso è capitato, non c’era contrattacco che tenesse.

 

Le piccole distrazioni di Tsonga, che un paio di volte si è fatto recuperare fino al deuce in game quasi vinti, sono proseguite anche fuori dal campo: del tutto dimentico di avere una conferenza stampa programmata, Jo ha candidamente lasciato l’impianto. L’unica soluzione è stata farla via telefono, con i giornalisti assiepati attorno all’iPhone del responsabile ATP. In attesa che questo squillasse, qualcuno ha domandato: “Sarà mica questo il futuro della professione?”“Non diamo loro altre idee…” lo ha rimbrottato un collega più saggio.

La successiva conferenza stampa è stata ben più mesta, ahitutti. Nick Kyrgios in carne, ossa e anca sinistra piena di antidolorifici è giunto dietro ai microfoni di quella che per il resto dell’anno è una sala da biliardo, comprensibilmente frustrato dalla sconfitta per ritiro contro Donald Young. Uno scivolone su un dritto in contropiede dello statunitense, 4-pari nel primo set, gli aveva riportato a galla il dolore che lo aveva infastidito a Madrid e costretto a saltare gli Internazionali. A nulla è valsa la manciata di punti conquistati col solo servizio da lì al termine della partita: il desiderio di arrivare a Wimbledon al 100% della salute è stato troppo forte per continuare a tentare, persino in uno di quei giorni in cui la voglia di giocare a tennis c’era. “Non avrei continuato neppure se avessi vinto il primo set, non ne valeva la pena” ha detto. Per la terza volta in tre anni, la sfortuna ha voluto che il suo Queen’s durasse appena un turno.

Visto che anche Tomas Berdych aveva vinto in due set, c’è stato bisogno dell’ultimo incontro per ottenere almeno il minimo sindacale di tensione e di incertezza. Sul nuovo centrale, ingrandito a scapito del resto del circolo, Denis Shapovalov ha ritrovato oltre la rete Kyle Edmund. A quattro mesi e mezzo dal fattaccio di Coppa Davis, pur non essendo quella odierna una sfida “di ritorno” ufficiale, questo rematch a campi invertiti è stato un ottimo pretesto per vedere quanto il diciottenne canadese fosse maturato, da quel giorno a Ottawa in cui accecò il giudice di sedia.

Un singolo risultato non può avere valore assoluto, ma di certo questa vittoria in tre set dice è piena di piccoli segnali positivi giganteschi. L’incontro è stato dominato dal servizio – due soli i break – e il sangue freddo mantenuto in una situazione di punteggio costantemente precaria è stato il colpo vincente nella vittoria di Shapovalov. Il tie-break chiuso al terzo set point, con tanto di recupero da terra coronato da un passante lungolinea a una mano la cui delicatezza ha fatto apparire Edmund goffo come un palombaro; la bravura nel non uscire dal secondo set nonostante il servizio perso in avvio, prezzo da pagare per la concentrazione appena spesa; i due giochi finali, in cui ha prima tenuto il servizio senza attendere mai che fosse l’altro a cavarlo dai guai, poi lo ha visto crollare con due doppi falli consecutivi e una stecca a concludere. Magari perderà al prossimo turno contro Berdych, magari perderà anche i prossimi due o tre incontri, sia chiaro, ma da stasera il ragazzo va contato tra uno dei cavalli destinati ad arrivare al traguardo. Del resto, se gioca così, per scommettergli contro serve più fegato di quanto ne abbia lui.

Risultati:

[5] J.W. Tsonga b. A. Mannarino 6-2 6-2
[6] G. Dimitrov b. R. Harrison 6-3 6-1
[7] T. Berdych b. S. Darcis 7-5 6-3
D. Young b. [9] N. Kyrgios 7-6(3) rit.
[Q] D. Shapovalov b. K Edmund 7-6(4) 4-6 6-4

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Medvedev: “Non importa se Nadal e Djokovic non ci sono, vincere è sempre una sensazione particolare”

Un rilassato Daniil Medvedev ha incontrato la stampa a Montreal: “Visto che non ho potuto giocare Wimbleodn ho fatto una intensa preparazione fisica”

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Daniil Medvedev - Los Cabos 2022 (foto Twitter @AbiertoLosCabos)

Un abbronzatissimo Daniil Medvedev, reduce dalla vittoria all’Abierto de Tenis Miftel di Cabo San Lucas, si è presentato per la consueta conferenza stampa pre-torneo all’Omnium Banque Nationale di Montreal con circa due ore di anticipo, dal momento che la pioggia aveva cancellato la sua sessione di allenamento e quindi si è “liberato” molto prima del previsto.

La mancata partecipazione a Wimbledon a causa del ban nei confronti dei giocatori russi ha permesso al n. 1 del mondo di prendersi un po’ di pausa in questo periodo che solitamente è molto intenso, e anche di lavorare molto dal punto di vista fisico. “Ho fatto una settimana di vacanza a Maiorca dopo il mio ultimo torneo, poi mi sono riposato a Monaco per qualche altro giorno, e successivamente ho fatto un blocco di preparazione fisica piuttosto intensa di circa tre settimane. Quando si hanno 16, 18 anni è bene lavorare sulla tecnica del gioco, perché è in quell’area che si possono fare miglioramenti importanti. Quando invece si è un po’ più vecchi è bene lavorare più sull’aspetto fisico, perché non ci sono più molti margini sull’aspetto tennistico. Mi sento molto bene fisicamente, sono contento di aver vinto a Los Cabos e spero di poter giocare delle buone partite qui”.

L’assenza di Nadal e Djokovic in questo torneo non fa troppa differenza per Medvedev: “Sono qui per vincere. Ho sempre fame di vittorie, l’obiettivo è quello di vincere tutti i tornei ai quali partecipo. Ovviamente è più semplice se non ci sono loro, dato che vincono quasi tutti i tornei ai quali partecipano, ma l’obiettivo per me rimane vincere, sia che dall’altra parte ci sia il n. 2 del mondo, sia che ci sia un qualificato o una wild card. Certo le sensazioni sono diverse se si batte uno dei Big 3, anche se non ho mai battuto Federer, però vincere un torneo importante come questo è comunque un’ottima sensazione”.

 

Ora che la stagione si appresta a lanciare la sua tornata finale, con l’ultimo Slam alle porte che poi tirerà la volata verso le Nitto ATP Finals di Torino, si inizia a guardare con interesse chi può essere in corsa per il n.1 di fine anno, che oltre a costituire un titolo di grande prestigio tende anche a garantire bonus importanti nei contratti di sponsorizzazione. “Non seguo troppo le classifiche – ha detto Medvedev – per esempio quando a Los Cabos sono arrivato in finale l’intervistatrice sul campo mi ha detto che sarei arrivato sicuramente allo US Open da n. 1. Non ne avevo idea… In ogni modo ci sono 4000 punti in palio in questi tre tornei, e l’obiettivo è ottenere il massimo. So che Nadal e forse anche Alcaraz sono piuttosto lontani nella Race, tuttavia proverò ad ottenere il massimo che posso raggiungere”.

Medvedev esordirà probabilmente mercoledì dopo aver usufruito di un bye al primo turno e se la dovrà vedere con il vincente della sfida tra Sebastian Baez e Nick Kyrgios.

Il tabellone completo dell’ATP di Montreal

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ATP Montreal, Alcaraz: “Incredibile essere seconda testa di serie”. Tsitsipas: “Punto a un grande finale di stagione”

Ad Alcaraz piacciono i campi e il clima canadesi. Tsitsipas arriva riposato per puntare in alto

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Stefanos Tsitsipas e Carlos Alcaraz – ATP Montreal 2022 (foto via Twitter @OBNmontreal)

Il torneo Master 1000 di Montreal rappresenta per Carlos Alcaraz una prima volta. Quello di quest’anno sarà infatti il suo esordio nel mille canadese, e lo affronterà da testa di serie n.2. Carlos è reduce da due finali, prima ad Amburgo e poi ad Umago dove si è arreso ai nostri Musetti e Sinner.

Proprio con quest’ultimo lo spagnolo si è allenato nella giornata di ieri a Montreal, e proprio sull’altoatesino ha voluto spendere due parole: Sinner è sicuramente il giocatore che più mi ha sorpreso. Per il modo di stare in campo e per il livello di aggressività che riesce a esprimere in ogni scambio. In campo ci diamo battaglia ma fuori siamo amici e a Umago gliel’ho detto: troverò il modo di batterlo“. Le domande dei cronisti si spostano dunque sul suo esordio nel torneo e sull’affetto della gente: “Sono molto felice di giocare a Montreal per la prima volta. Mi piacciono il clima e il campo da gioco. Le condizioni mi soddisfano. Mi sento bene, ma avrò un primo turno difficile. Non vedo l’ora di giocare qua davanti al pubblico di Montreal. Sento molto amore da parte delle persone e questo è molto bello“.

In merito ai recenti traguardi il n.4 del ranking dice: “”Sono cresciuto molto velocemente. Raggiungere un Master 1000 come seconda testa di serie è qualcosa di incredibile, che non mi aspettavo di certo all’inizio dell’anno. Sinceramente non ci credo nemmeno adesso. È qualcosa che desideravo dall’inizio della stagione, essere al top e ovviamente essere uno dei favoriti per vincere i tornei più importanti“. Certo non si può dire che il 19enne di Murcia non sia un giocatore duttile dato che nel giro di poche settimane è passato dall’erba di Wimbledon alla terra rossa delle competizioni in Europa (Amburgo e Umago), prima di volare nell’America settentrionale per la parte di annata su cemento: “Ho cambiato molto negli ultimi tempi. Faccio un lavoro specifico per trovare le sensazioni giuste in ognuna di esse”.

 

In chiusura una domanda sul suo rapporto con Nadal e se lo ha sentito di recente prima di Montreal: “Non ho parlato con Rafa prima di venire qua a Montreal, non abbiamo avuto occasione di parlare a proposito del torneo“. Poi tutta la sua maturità esce fuori quando gli viene chiesto se soffre il paragone con il maiorchino: Io continuo a seguire la mia strada. Sono Carlitos Alcaraz e sarò sempre lo stesso”.

Stefanos Tsitsipas – ATP Montreal 2022 (foto via Twitter @OBNmontreal)

Uno Stefanos Tsitsipas riposato nel fisico, ma molto determinato nello spirito. Il greco torna sulla scena del tennis internazionale e lo fa dopo la sconfitta contro Kyrgios a Wimbledon. Rispetto alle passate stagioni, ha cambiato preparazione per cercare di ottimizzare il finale di stagione e arrivare al top in classifica.

È arrivato in anticipo in terra canadese per cercare di riposare il più possibile e recuperare da un piccolo problema fisico: “Ho fatto un sacco di giorni di preparazione fisica e allenamento e il mio corpo si sente molto bene. Una buona vacanza mi ha aiutato tanto a raggiungere gli States con il giusto spirito. Adesso non vedo l’ora di scendere in campo”.

Montreal rappresenta un viatico importante per quello che saranno gli US Open: “Qui ho tanti punti da difendere [la semifinale persa contro Opelka, ndr] e non credo che nessun giocatore vorrebbe sprecare quell’opportunità. Punto a un grande finale di stagione, con un ottimo piazzamento nel ranking. Fare bene qui significa concentrarmi bene sui tornei importanti che ci separano dalla fine della stagione”. Qui ha trovato campi un po’ più lenti che potrebbero aiutarlo: “Certamente le caratteristiche di questi campi potrebbero aiutarmi molto assieme ai sostenitori che troverò lungo il torneo. Dopo tanto sacrificio devo giocar il mio miglior tennis”.

Inevitabile la domanda sull’assenza prolungata di Djokovic e Nadal: “Capiterà anche altre volte che non ci saranno e continueremo a chiederci dell’effetto che fa. È normale. Giocare contro di loro è stimolante. Quando non ci sono, abbiamo l’obbligo di sfruttare l’occasione. Poi questo è un momento in cui dobbiamo confrontarci con stelle nascenti come Alcaraz e Sinner, per cui davvero è un momento in cui è sempre bello affrontare nuove sfide”.

Tsitsipas parla dello spagnolo: “Non vedo l’ora di avere opportunità di confronto con lui in campo. E’ migliorato molto negli ultimi due anni ed è diventato un avversario difficile. Lo vedo sempre come un avversario molto serio con cui giocare”.

Approccio diverso del greco a Montreal rispetto agli ultimi tre anni: “Ho cambiato preparazione. Nel senso che prima di arrivare in Canada passavo da Washington. Stavolta ho deciso di arrivare direttamente qui e di riposare. Ho giocato tanto tennis nella prima parte di stagione e ho pensato che per me sarebbe stato meglio riposare e farmi trovare pronto per la seconda parte”.

Tsitsipas, assieme a Medvedev, è uno dei veterani del torneo: “Siamo stati un po’ più a lungo sui campi e questo ci aiuta tanto. Capisci tante situazioni che quando eravamo giovani non capivamo. Ora ci conoscono tutti, all’inizio il nostro modo di giocare era diverso. Ora che tutto è svelato, l’esperienza ci aiuta tantissimo comunque”.

Il greco è arrivato in anticipo in Canada, ha visitato Montreal e ha avuto modo di rilassarsi. Adesso scalpita, non vede l’ora di tornare a dire la sua sui campi.

(Press Tsitsipas a cura di Paolo Michele Pinto)

Il tabellone dell’ATP 1000 di Montreal

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ATP Montreal e WTA Toronto, il programma di oggi (pioggia permettendo): nel pomeriggio Trevisan, Fognini nella notte

Martina sfida Haddad Maria, Fabio se la gioca contro Rune a Montreal

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Fabio Fognini (ITA) playing against Andrey Rublev (RUS) in the third round of the Gentlemen's Singles on No.3 Court at The Championships 2021. Held at The All England Lawn Tennis Club, Wimbledon. Day 5 Friday 02/07/2021. Credit: AELTC/Simon Bruty

Con oggi, lunedì 8 agosto, prendono il via i tornei 1000 di Montreal (ATP) e Toronto (WTA). Per quanto riguarda gli italiani, sono due gli azzurri in campo. Fabio Fognini, che è riuscito a qualificarsi, sfida il giovane danese Holger Rune come ultimo match sul Court Rogers, presumibilmente non prima delle 2 italiane di martedì. Sarà il primo confronto tra i due e Fabio proverà a sfruttare l’inerzia favorevole contro un giocatore che ha raccolto ben poco dopo aver stupito tutti con i quarti di finale al Roland Garros. Per quanto riguarda il resto del programma, sul centrale si inizia alle 18 con Wawrinka-Ruusuvuori, poi Murray-Fritz. Nel programma serale, non prima delle 00.30 italiane, ecco Shapovalov-De Minaur e Schwartzman-Davidovich Fokina. L’ATP Montreal è visibile sui canali Sky Sport.

Per quanto riguarda il WTA Toronto, oggi l’attenzione italiana sarà catturata da Martina Trevisan che se la vedrà con la temibile brasiliana Beatriz Haddad Maia. Le due si sono sfidate solo nel 2016, a Santa Margherita di Pula, e vinse l’azzurra, reduce oggi dai quarti raggiunti a Budapest. In caso di vittoria, se la vedrebbe con Sanders o Fernandez. Sul Centrale, il programma inizierà alle 18 e vedrà grandi protagoniste entrambe le sorelle Wiliams. Si parte alle 18 italiane con Halep-Vekic; poi attenzione a Serena Williams che tornerà in campo contro Parrizas-Diaz. In seguito il derby americano Stephens-Kenin, Sanders-Fernandez e, come ultimo match, Venus Williams contro Teichmann.

Sulla giornata di tennis di questo lunedì pesa comunque l’incognita pioggia nella regione del Canada orientale: su Montreal è prevista pioggia durante tutta la giornata.

 

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