Wimbledon: sicuri Fognini, Schiavo e Seppi. Vinci, dolore e sconfitta

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Wimbledon: sicuri Fognini, Schiavo e Seppi. Vinci, dolore e sconfitta

Fognini facile contro Tursunov. La leonessa lascia due giochi a Minella, adesso Svitolina. Andreas troverà Anderson. Roberta (sofferente alla schiena) out con la Pliskova minore

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[28] F. Fognini b. D. Tursunov 6-1 6-3 6-3 (da Londra, Laura Guidobaldi)

Fabio Fognini sul velluto. Il ligure sbriga rapidamente la pratica Tursunov in 1 ora e 33 minuti con lo score di 6-1 6-3 6-3, impiegando sei minuti in meno di Seppi che ha battuto Gombos in quattro set. Un match dal sapore di un “allenamento” per Fabio che ha condotto sempre le danze. Il 35enne russo, n. 715 del mondo, non gode certo della sua forma migliore dopo un periodo di assenza dai campi ed è apparso alquanto lento e falloso. Fognini giocava per la nona volta a Church Road. L’anno scorso aveva perso al secondo turno con Feliciano Lopez. Il suo bilancio passa in attivo perché ora l’azzurro a Wimbledon ha vinto 9 partite a fronte delle 8 sconfitte; vi ha perso due volte al primo turno, quattro al secondo e due al terzo. Ora lo aspetta il vincente tra Vesely e Marchenko.

Le sensazioni di Fabio dopo il match: “Sto bene” ha detto ai giornalisti italiani presenti nella saletta 5 dello spazio dedicato alle conferenze stampa. “A prescindere dal risultato, sto bene, mi sono allenato come si deve, ho preso 3 settimane di pausa ma ora non mi fermerò, andrò sulla terra. Ho lavorato intensamente 15 giorni sul fisico. Ho l’obiettivo di giocare bene. Poi punto sulla tournée americana. Se sto bene fisicamente il tennis esegue, ma se non sono al meglio, poi il tennis e la capoccia se ne vanno per i cavoli loro. Ora sono tra i primi 30. Spero di raggiungere il 3° turno con Murray. I 10 ace? Bene! Ho lavorato tanto sul servizio. Per 10 giorni mi ha allenato Salvatore Navarro perché non c’era Davin ma ora Franco è qui“.

 

Ma è vero che ha detto a Flavia di tornare a giocare? “Mah, io gliel’ho buttata lì, ma non credo che ora ci ripenserebbe, poi adesso con il bimbo, è impegnatissima”. La cosa più bella di essere papà? “Vedere il piccolo crescere. Adesso verranno con me a Umago e Gstaad. Poi quando sarò in America andranno a Ostuni. E poi il bimbo verrà anche dalla mia famiglia perché mia nonna non ha avuto ancora l’occasione di vederlo“.

F. Schiavone b. M. Minella 6-1 6-1 (da Londra, Laura Guidobaldi)

Esordio perfetto in quello che potrebbe essere l’ultimo Wimbledon (il 17esimo) per Francesca Schiavone. La 37enne di Milano regola in 53 minuti (e con una interruzione per pioggia), la n. 82 del ranking, Mandy Minella. Partita perfetta per Schiavo che ha messo in campo il suo più bel repertorio, sfoggiando un tennis efficace, ordinato e divertente, al contrario della sua avversaria, incostante e sprecona. Ora la attende Elina Svitolina.

Sicura e chirurgica Francesca Schiavone nel primo set contro Mandy Minella. In 23 minuti la Leonessa rifila un secco 6-1 alla tennista del Lussemburgo che, nonostante i tentativi di pressare Francesca con potenza e tenerle testa con il back di rovescio, non riesce a metterla in difficoltà, incorrendo per giunta in tanti errori e ingenuità. Decisamente insufficiente il rendimento di Minella, soprattutto nei pressi della rete e, dopo 23 minuti, Francesca agguanta il primo set per 6-1. Soddisfatto il pubblico del campo n. 11 che ogni volta accompagna i punti di Francesca con un ammirato “Oh nicee!”. La milanese continua a “servire” all’avversaria palle diverse e lavorate prendendo il largo poi nel secondo set sul 4-1. Arriva l’immancabile pioggia londinese e il gioco viene interrotto per circa mezz’ora. Quando si riprende, il destino della lussemburghese è già segnato. L’azzurra chiude in 53 minuti il primo turno a Church Road con un doppio 6-1. Schiavone mette a segno 17 vincenti, a fronte degli 8 di Minella; incorre in soli 5 gratuiti contro i 15 dell’avversaria.

Kr. Pliskova b. [31] R. Vinci 7-6(6) 6-2 (da Londra, Luca Baldissera)

Non è un match facile, sulla carta, l’esordio a Wimbledon 2017 di Roberta Vinci (34 anni, 33 WTA), opposta a Kristyna Pliskova (25 anni, 44 WTA). La gemella mancina di Karolina ha vinto i due confronti diretti (su tre) più recenti, quest’anno a Dubai e Biel, sul cemento. Sull’erba di Londra un primo set lottato chiuso da un tie-break sfortunato, e un secondo set sempre in affanno condannano purtroppo alla terza sconfitta dell’anno Vinci, che evidentemente soffre Pliskova in modo particolare.

Il campo 16 è molto bello, il terzo a partire dalla terrazza del press centre, il pomeriggio è splendido dopo una breve “shower” di pioggia, gli spettatori si godono il sole oltre al tennis. Parte subito alla grande l’azzurra, piazzando il break al secondo game, e sembra padrona del campo fino al 4-1 in suo favore. L’erba, contro una giocatrice potente ma non mobilissima come Pliskova, maschera bene il gap di pesantezza di palla di Roberta nei suoi confronti, esaltando al contempo le caratteristiche migliori della tarantina, su tutte l’ormai leggendario slice di rovescio. Ma una picchiatrice come Kristyna, per di più mancina, è sempre pericolosissima, e può svegliarsi da un momento all’altro, cosa che puntualmente avviene con due turni di servizio e un controbreak conquistati a forza di botte con la battuta e il drittone.

4 pari, tutto da rifare, serve Roberta, rientrando bene in partita e tenendo ai vantaggi dopo aver annullato una pericolosissima palla break. Filano bene i tagli di Vinci, schioccano altrettanto bene le accelerazioni piatte di Pliskova, è una buona partita in questa fase. Arriva a set point Roberta nel decimo game, ma lo fallisce pressata da Kristyna, peccato. Senza ulteriori sussulti si approda al tie-break, con forse qualche piccolo rimpianto per Roberta, ma certamente senza grandi colpe. Va avanti di un mini-break l’azzurra, ma poi perde due punti di fila sul suo servizio, dall’altra parte anche la ceca sbaglia una palla facile in avanzamento, siamo 3 pari. Due gratuiti evitabili di Vinci mandano Pliskova avanti 5-3, la ceca restituisce il favore con errore da fondo e doppio fallo, 5 pari. Ancora una pallaccia in rete per Roberta che fronteggia un set point, ma lo annulla molto bene con la volée di rovescio. 6 pari, dopo il cambio campo un nastro vincente terribile in favore di Kristyna e una risposta larga di Vinci le consegnano il primo parziale. Bello il set, brutto il tie-break, l’azzurra deve reagire subito, la sento parlottare tra se e se al cambio campo, è comprensibilmente contrariata.

Come purtroppo spesso succede con questo tipo di giocatrici, le bombardiere che vanno disinnescate e tenute sotto il più possibile, una volta avanti Kristyna inizia a picchiare a braccio sempre più sciolto, Roberta va in difficoltà, e in un attimo siamo 3-0 per Pliskova, con un break ottenuto al secondo game. Prova anche soluzioni di tocco la ceca, a sottolineare il suo buon momento. Si riprende Vinci, tiene un paio di servizi senza difficoltà, ma altrettanto fa Pliskova, siamo 5-2. E qui l’azzurra al servizio si inceppa, sbaglia altre due soluzioni non impossibili, va sotto 0-40 e tre match point, e il dritto che le vola largo sul secondo conclude l’incontro. Speriamo davvero che non sia stata questa la sua ultima volta sull’erba di Wimbledon.

In sala conferenze, Roberta ci ha rivelato di essere assai sofferente alla schiena da un paio di giorni (aveva difficoltà a stare dritta sulla sedia, infatti). “Contro questo tipo di giocatrice devi essere al meglio fisicamente, mi sentivo bloccatissima e mi faceva molto male. Una volta perso, anche con sfortuna, il primo set, lei è salita ancora e non ho potuto fare molto di più. Non lo so se è stata l’ultima volta che mi vedete qui a Wimbledon, sono cose a cui penserò più avantiVedere Venus Williams e Francesca Schiavone che giocano ancora non mi stimola, bravissime loro, per me dipende da altro, io non so nemmeno quanti Wimbledon ho giocato! La maternità? Certo che ci penso, è naturale, ma non mi dispiacerebbe rimanere nel mondo del tennis, come coach, quando smetterò. È vero, il mio tennis richiede pensiero e tattica, quindi potrei fare bene aiutando un ragazzo o una ragazza a crescere. Chissà se mi chiamerà qualcuno, però! Ma non vorrei viaggiare così tanto quanto ho fatto finora, non avrebbe senso. Però rimarrò certamente nel mondo del tennis. Con il doppio direi che ho chiuso, devo concentrarmi sul singolare, ho già vinto tanto con Sara, adesso basta, non mi dà più stimoli, ed è pesante giocare singolo e doppio tutti i giorni. E sì, finalmente gli americani hanno smesso di chiedermi di Serena ogni volta che mi vedono!“.

A. Seppi b. N. Gombos 6-2 3-6 6-2 6-1 (Chiara Nardi)

Andreas Seppi, n. 87 del mondo, supera in quattro set lo slovacco Norbert Gombos, n.93 e alla prima partecipazione in un tabellone principale di uno slam, eguagliando così il risultato ottenuto lo scorso anno. Dopo il buon torneo disputato la scorsa settimana, la sorte gli ha donato un primo turno sulla carta morbido. Il risultato sarebbe potuto essere più netto se non si fosse rilassato nella seconda parte del secondo set.

La pioggia si presenta dopo cinque minuti di match, con Seppi al servizio sul 1-1 15-0. Al rientro in campo per Gombos iniziano le prime difficoltà; il suo obiettivo è chiudere rapidamente gli scambi, affidandosi al servizio e alle accelerazioni da fondo campo. Nel sesto game commette però quattro errori su cinque punti (tra cui due doppi falli consecutivi), perdendo quindi la battuta dopo un buon inizio. Seppi gioca bene e usa spesso il rovescio slice per non dare ritmo all’avversario, ma nel game successivo commette due errori e Gombos si procura due palle break con un vincente di dritto lungo linea; Andreas è bravo ad annullarle entrambe servendo bene (100% con la prima di servizio) e riesce a vincere il game salendo 5-2. Seppi non vuole perdere tempo e con un dritto incrociato vincente si procura due set point; lo slovacco è bravo ad annullare il primo con un ace, ma sul secondo manda il dritto sulla rete e consegna così il set all’azzurro. Il secondo parziale inizia con qualche difficoltà per Seppi, che vince il primo game ai vantaggi dopo essersi fatto recuperare da 40-0. Nel terzo gioco ha due palle break, che Gombos annulla con un servizio vincente e un ace. Lo slovacco sbaglia molto meno rispetto al primo set e da fondo campo riesce spesso a costringere Seppi a difendersi. Il settimo game è giocato malissimo da Andreas, che con un dritto in rete regala tre palle break consecutive all’avversario, che converte la seconda grazie ad un errore di rovescio slice dell’italiano. Avanti 5-3, Gombos si procura un set point grazie ad un altro errore di Seppi e con un vincente di dritto si aggiudica meritatamente il parziale.

Nel terzo set lo slovacco ricomincia a commettere molti errori, cambiando inspiegabilmente strategia con variazioni mal eseguite. Seppi approfitta del momento di confusione dell’avversario e sale velocemente 4-0. Andreas serve molto bene, non concede alcuna palla break e chiude con un ace al primo set point. Gombos riesce a salvarsi nel primo game del quarto set, vinto dopo aver cancellato due palle break con altrettanti errori dell’altoatesino. Sarà l’unico conquistato dallo slovacco, che va sotto di un break nel turno di servizio successivo scivolando sulla seconda palla break, ma riuscendo a colpire comunque la palla, senza però rimetterla in gioco. Nel quinto game prova ad impedire la conquista del doppio break a Seppi, ma un errore con la volée consegna il punto del 4-1 ad Andreas, che tiene poi il servizio senza problemi. Nel game successivo si procura un match point con una buona risposta che mette in difficoltà Gombos, trasformandolo grazie ad un errore di rovescio di quest’ultimo. Al prossimo turno affronterà per la prima volta in carriera l’ostico Kevin Anderson.

Risultati:

F. Schiavone b. M. Minella 6-1 6-1
Kr. Pliskova b. [31] R. Vinci 7-6(6) 6-2
A. Seppi b. N. Gombos 6-2 3-6 6-2 6-1
[28] F. Fognini b. D. Tursunov 6-1 6-3 6-3

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Il primo capitolo ufficiale della saga Sinner-Musetti

Dopo la prefazione delle pre quali di Roma del 2019, i due si ritroveranno di fronte per la prima volta nel circuito ATP, al secondo turno di Anversa

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Jannik Sinner e Lorenzo Musetti - Roma 2019, pre quali (foto Felice Calabrò)

È arrivato quel giorno, il giorno in cui i due golden boy del tennis italiano si ritroveranno uno di fronte all’altro per la prima volta nel circuito maggiore dell’ATP. È vero, tra Lorenzo Musetti e Jannik Sinner c’è già stato un precedente, nelle pre quali di Roma nel 2019: a vincere quella volta fu Sinner che si impose per 6-7(5) 7-6(6) 6-3 in un match che vide nell’intensità degli scambi e nella durata dello stesso (2h e 39 minuti) quasi un presagio su quello che era, ai tempi, considerato un antipasto di sfide più importanti e su ciò che sarebbe stata la carriera dei due. Musetti ebbe un paio di matchpoint.

Il palcoscenico di questo primo incontro forse non sarà dei più prestigiosi; il secondo turno ad Anversa, un 250, non è sicuramente il teatro dei sogni, ma è comunque significativo sia per i due contendenti, sia – scontato ma da ribadire – per il tennis italiano.

La partita, che si giocherà oggi (non prima delle 18:30, diretta su Supertennis), ha nel veloce indoor forse un punto che pare favorire nel pronostico, al di là del diverso ranking, le caratterostiche tecniche dell’altoatesino, fresco vincitore di Sofia e favorito numero uno del torneo. C’è da dire però che ieri Musetti ha iniziato molto bene il proprio torneo, battendo al primo turno in un altro derby, Gianluca Mager per 7-6(2) 7-6(3) al termine di quasi due ore di match. Ma scendendo nel dettaglio vediamo quali sono i temi della sfida di oggi.

 

In primis, va sottolineato il fatto che entrambi siano alla ricerca di punti importanti: se per Sinner in palio c’è il Masters di fine anno di Torino, per Musetti l’obiettivo è quello di centrare la qualificazione alle ISP Next Gen Finals di Milano per le quali Jannik è già qualificato ed è ancora campione in carica, non essendosi disputato il torneo nel 2020. Praticamente coetanei (19 anni Musetti, 20 Sinner), i due ragazzi incarnano alla perfezione due modi diversi di intendere il tennis e due carriere assai eterogenee.

Se Musetti ha avuto un percorso da junior molto più luccicante, raggiungendo anche la finale dell’ US Open, Sinner ha nella sostanza bypassato la gavetta da junior per presentarsi, de facto, sul palcoscenico del tennis dei grandi compiendo una scalata nel ranking ATP che ha pochi, pochissimi precedenti. Tali da consentirgli di mettere nella propria bacheca ben quattro titoli ATP, tre di questi conquistati quest’anno a Melbourne, Washington e Sofia. Non male per un giovanotto che fino a qualche anno fa sembrava una promessa dello sci azzurro, fulminato poi sulla via del tennis.

Jannik Sinner – 2021 US Open (Darren Carroll/USTA)

Più lenta e altalenante la scalata di Musetti alla classifica, che lo vede oggi attestato sulla 69esima posizione e che ha avuto in un caldo pomeriggio di maggio il riassunto del proprio tennis. Sì, stiamo parlando proprio della partita con Novak Djokovic a Parigi. Ricordate? Avanti 2-0, riuscì a far girare la testa (e non solo…) al numero 1 al mondo, salvo poi crollare – forse prima mentalmente e poi fisicamente – ma dimostrando a tutti e anche a se stesso di potersela giocare con tutti.

Ecco, la differenza sostanziale tra i due giocatori azzurri sta proprio qui: Sinner è un giocatore tecnicamente e mentalmente più pronto a questi palcoscenici e questi ritmi, Musetti invece, seppur forse dotato secondo chi scrive di una varietà di colpi maggiore, ha ancora troppi passaggi a vuoto. Troppi per non subirne gli effetti nei risultati e dunque nella classifica. Eppure però, proprio per questi motivi, forse il tennista toscano potrebbe avere margini di crescita ancora maggiori rispetto a Jannik… Il gap c’è, oggi come oggi. Il modo di colmarlo spetta a coach Tartarini e al suo allievo.

Di sicuro possiamo dire che in prospettiva coppa Davis, manifestazione romantica e dal sapore quasi nostalgico per un tennis che sembra andare in tutt’altra direzione, questi due giovanotti possono rappresentare il futuro del nostro tennis. Per almeno un decennio dovrebbero quasi certamente esserne protagonisti. Chissà quante sfide tra i due racconteremo e chissà quante emozioni sapranno regalarci. Oggi iniziamo, dopo il prologo delle pre- quali di Roma, a scrivere il primo capitolo di un libro che non vediamo l’ora di leggere.

Lorenzo Musetti – Roland Garros 2021 (via Twitter, @atptour)

Dimenticavamo, a proposito di… ore: sono entrambi testimonial Rolex (Musetti & Sinner), brand che di solito sulla scelta dei propri ambassador sbaglia raramente. Valore aggiunto (apprezzato per entrambi… anche da Intesa Sanpaolo che recentemente ha abbinato i due giovani italiani nelle sue campagne advertising).

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Verso Musetti-Sinner, coach Tartarini: “Jannik è fortissimo, è una partita come un’altra”

Le parole dell’allenatore di Musetti dopo il successo di Lorenzo contro Mager: “Una vittoria che fa bene al morale, si sentiva in palla”. Oggi alle 18:30 il derby contro Sinner ad Anversa

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Musetti e Tartarini allo US Open 2021

Nel match di esordio ad Anversa, Lorenzo Musetti ha sconfitto con un doppio tiebreak Gianluca Mager regalandosi un altro derby agli ottavi di finale. Alle 18:30 di oggi (mercoledì 20 ottobre) affronterà infatti Jannik Sinner. Abbiamo raggiunto telefonicamente Simone Tartarini alla vigilia della sfida con Jannik, ecco le sue parole.

Oggi Lorenzo l’abbiamo visto davvero bene, in una partita molto combattuta.

Effettivamente oggi ha giocato molto bene, soprattutto rispetto alle ultime prestazioni (ride, ndr).

Mager era partito molto forte.

Sì, Gianluca ha giocato un ottimo primo set, ma Lorenzo è stato bravo a non lasciare la partita, infatti non si è mai lamentato ed è rimasto concentrato sul gioco. È riuscito così a colpire sempre in spinta e nel primo tie-break è stato quasi perfetto.

 

Una vittoria che fa bene al morale.

Sì, fa bene al morale e fa bene a lui che capisce che se si lavora con impegno i risultati arrivano. Infatti in settimana si era preparato molto bene e si sentiva in palla.

Qui ad Anversa i campi non ci sono sembrati velocissimi.

Sono un po’ più veloci rispetto a Sofia e Indian Wells ma niente di eccessivo, assomigliano ai campi francesi. Poi le palline sono ottime, l’usura è lenta e si gioca molto bene.

Domani il derby con Sinner che si sta giocando dei punti pesanti in ottica Finals. Con lui sta forse nascendo una nuova rivalità tipo Coppi-Bartali?

Ma no! (ride, ndr). Per me è una partita come un’altra. Lo stesso direi per Lorenzo. Poi certamente Jannik è fortissimo, ma dicendo questo non scopro nulla. Domani prima faremo un po’ di warm-up, poi alle 18:30 in campo e speriamo per il meglio.

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WTA Tenerife: Giorgi avanza nonostante due penalty game!

Al termine di un match incredibile Camila la spunta nonostante ripetute ammonizioni. Al secondo turno giocherà con Kovinic

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Camila Giorgi a Wimbledon 2021 (Credit: AELTC/Ian Walton)

Camila Giorgi ha conquistato il passaggio al secondo turno del Tenerife Ladies Open in una partita rocambolesca come poche nella quale ha ricevuto ammonizioni a ripetizione, arrivando persino a dover cedere un punto e ben due game per le intemperanze sue e del padre Sergio.

La tennista marchigiana ha sconfitto la spagnola Alione Bolsova per 7-6(4) 3-6 6-4 in un match durato ben oltre le tre ore durante il quale ci sono state parecchie proteste da parte di Camila per le chiamate dei giudici di linea. Il primo warning era arrivato per una discussione prolungata da parte di Sergio Giorgi con l’arbitro, proseguita anche dopo che l’ufficiale di gara aveva invitato a terminare la conversazione. Poi ne sono arrivate altre per abuso di palla e per aver lanciato la racchetta nella rete, peraltro nemmeno troppo lontana dal raccattapalle, rischiando quindi una squalifica diretta.

Dopo aver vinto il primo set in volata al tie-break, Giorgi si era portata in vantaggio per 3-0 “pesante” nel secondo set, ma è stato proprio in quel momento che il nervosismo di Giorgi è arrivato al culmine, rimediando “warning” a ripetizione fino al penalty game del 3-2. Bolsova ha sfruttato il nervosismo della giocatrice italiana mettendo a segno una serie di sei giochi consecutivi che le hanno consegnato il secondo set.

 

Nella terza partita Giorgi ha ripreso il controllo del match, salendo fino al 5-2, ma poi facendosi “strappare il servizio” per colpa di un altro penalty game proprio quando avrebbe dovuto servire per il match. Fortunatamente per lei, Camila è poi riuscita a conquistare il game finale su servizio di Bolsova chiudendo quindi questa incredibile partita.

Giorgi, testa di serie n. 4 del torneo, se la dovrà vedere al secondo turno con la macedone Danka Kovinic (n. 74 WTA), contro la quale non ha mai giocato in match ufficiali.

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