ATP Montreal: Kyrgios a valanga, delPo chirurgico. Fuori Fabbiano

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ATP Montreal: Kyrgios a valanga, delPo chirurgico. Fuori Fabbiano

L’argentino batte Isner in due set lottati. In 50 minuti di gioco Nick spazza via dal campo Troicki. L’azzurro lotta ma non basta, vince Harrison. Monfils passa in tre

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R. Harrison b. [Q] T. Fabbiano 6-3 7-5 (da Montreal, Gabriele Ferrara)

Thomas Fabbiano gioca quasi alla pari con Ryan Harrison, numero 44 ATP e recente finalista ad Atlanta, ma non riesce a fare la differenza nei momenti importanti ed esce sconfitto in due set con il punteggio finale di 6-3 7-5.

 

La partita inizia con l’italiano che cerca di comandare il gioco con il proprio dritto, facendo muovere Harrison e inchiodandolo soprattutto nell’angolo sinistro del campo. Thomas sembra carico e centrato, con lo statunitense che fatica a spostare i suoi 84 kg – è alto 1,85 m – e che si affida soprattutto al proprio servizio. Nel quinto game due ottime accelerazioni di dritto portano Fabbiano a palla break, ma Harrison si salva con una prima vincente sulla “T”, approfittando poi di due errori evitabili con il rovescio da parte del pugliese. Nel game successivo Fabbiano non riesce a mettere i piedi in campo, Harrison fa valere la maggior pesantezza di palla e si procura due palle break: sulla prima sbaglia un recupero di rovescio, ma subito dopo rimedia con un gran passante proprio dal lato sinistro: 4-2. Ora Thomas appare un po’ sfiduciato e sbaglia dritti che fino a pochi minuti prima facevano molto male al suo avversario. “Fagli correre chilometri”, gli dice dagli spalti Manuel Jorquera, che lo segue qui a Montreal. Harrison non si distrae al servizio e chiude agevolmente il set d’apertura con il punteggio di 6-3.

Nel primo gioco del secondo parziale Thomas cede la battuta in seguito a un passante di rovescio che termina in rete e a un errore in lunghezza con il dritto in manovra. Nel game successivo Harrison commette un paio di gratuiti che portano Fabbiano sul 15-30, ma l’italiano non è preciso con il dritto e consente al californiano di consolidare il break: 2-0. Fabbiano reagisce e nel quarto game conquista tre chance di break consecutive: le prime due sfumano dopo altrettanti errori al volo, mentre sulla terza spedisce in rete un dritto non impossibile, con Harrison che alla fine se la cava e allunga sul 3-1. L’azzurro non demorde e sul 3-2 si rende nuovamente pericoloso in risposta, portandosi ancora una volta sullo 0-40, ma stavolta riesce a sfruttare l’opportunità grazie a un errore di rovescio di Harrison. Ora Fabbiano sa che il suo avversario sbaglia di più e, soprattutto, ha perso sicurezza; sotto 4-3, il numero 91 del mondo gioca in maniera estremamente aggressiva e arriva nuovamente a palla break, ma Harrison fa lo stesso nei tre punti successivi: 4 pari. Si lotta su ogni palla, Fabbiano sta riuscendo a spostare la partita sul piano della corsa e della resistenza; un drop shot che finisce a malapena in rete porta Thomas sul 5-4 30 pari, ma Ryan si salva senza troppi problemi. Nell’undicesimo game il pugliese sente la tensione e due errori di dritto e un doppio fallo lo condannano, portando lo statunitense a servire per il match. Tuttavia l’azzurro si conferma un grande combattente e trova due splendidi vincenti di dritto che valgono il 15-40; Harrison le annulla con due ace centrali, ne trova un altro, ma Fabbiano annulla il match point e scende a rete per procurarsi la terza chance di break, che però sfuma a causa di un errore in larghezza con il rovescio lungolinea. Ryan, però, riesce a superare il momento di difficoltà grazie a due prime, aggiudicandosi così l’incontro dopo un’ora e 25 minuti.

J.M. del Potro b. [14] J. Isner 7-5 7-5 (da Montreal, Vanni Gibertini)

L’inizio della sessione serale alle 18.30, anomalia tipica del torneo di Montreal che vuole evitare per quanto possibile di competere con i “late night show” come invece ha fatto regolarmente il Citi Open di Washington la settimana scorsa, dovrebbe garantire il sole ancora alto in cielo all’avvio del primo match, ma in questo lunedì inaugurale della Rogers Cup una fitta coltre di nubi ha reso l’ambiente decisamente più… “serale”. Mezz’ora prima dell’inizio previsto, alcune gocce di pioggia hanno fatto tremare i polsi degli organizzatori, che hanno puntualmente mandato in campo i raccattapalle a tenere asciutte le righe del campo. Fortunatamente si è potuti iniziare in orario, anche se buona parte degli ospiti della serata erano ancora impegnati con i Cabernet Sauvignon californiani serviti nel cocktail di benvenuto offerto da Tennis Canada sul ristorante “La Terrasse Sur Le Toit”, la terrazza sul tetto che solitamente ospita i cambi in terra battuta.

Nel match dei giganti (il più basso dei due è alto due metri, un po’ come nella canzone dei “watussi”) Isner e del Potro hanno iniziato il match esattamente come ci si aspettava: gran mazzate, scambi brevi ma godibili, da parte di due picchiatori dalla mano gentile che possono all’occasione anche lavorare la palla. Più del Potro che Isner, certo, ma anche il buon “Long John” sa manovrare all’occorrenza lo scambio per schiacciare l’argentino nell’angolo sinistro, quello del rovescio menomato dai due interventi al polso, e caricare poi con il diritto o con estemporanei rovesci lungolinea. Juan Martin, che si era allenato un paio d’ore prima del match esclusivamente a colpire di diritto, è però molto più efficace in risposta, con la quale piazza la zampata vincente all’undicesimo gioco, issandosi sul 15-40 ed incassando il primo break del match grazie ad un doppio fallo di Isner. Non c’è però tempo per chiudere il parziale, perché la pioggia inizia a scendere con crescente intensità, tanto da costringere i due protagonisti a riguadagnare lo spogliatoio dopo aver atteso per cinque minuti seduti nei propri scranni. I minuti di interruzione sono 31, al termine dei quali la vittoria del primo set viene perfezionata da del Potro con il punteggio di 7-5.

Nel secondo parziale il pallino del gioco si sposta, lentamente ma inesorabilmente, verso le manone di Juan Martin, che rompe gli indugi dalla parte sinistra, rinunciando al rovescio in taglio in favore a quel che rimane del suo poderoso colpo a due mani, che non è più l’arma letale che era un tempo, ma è più che sufficiente per prendere Isner in velocità. Lo statunitense, sempre più nervoso, si aggrappa disperatamente al suo super-servizio, che lo tiene a galla nelle due palle break sul 4-4, in altre due sul 5-5, ma alla terza occasione un suo rovescio in rete sancisce il break della sconfitta.

Affermazione di grande concretezza, quindi, per Juan Martin del Potro, che elimina la testa di serie nell’ottavo di Nadal e si candida a sfidare il campione spagnolo in un settore di tabellone che vede comunque anche i giovani rampanti Shapovalov e Coric come pretendenti ad un posto nella parte finale della Rogers Cup. Per Isner invece, dopo i due successi nei “250” di Newport ed Atlanta ed il forfait a Washington, una battuta d’arresto (certamente giustificabile perché arrivata contro un avversario di grande valore assoluto) che gli impedisce di conquistare punti importanti in questa che è la sua parte preferita della stagione.

[16] N. Kyrgios b. V. Troicki 6-1 6-2 (da Montreal, Luca Baldissera)

Inaugurano il centre court di Montreal, il bellissimo Uniprix Stadium, per l’edizione 2017 della Rogers Cup, il serbo Viktor Troicki (31 anni, 45 ATP) e l’australiano Nick Kyrgios (22 anni, 24 ATP). Non ci sono precedenti tra i due, la giornata qui in Canada è bella e piuttosto fresca, con il vento che aveva disturbato non poco gli incontri di qualificazione fino a ieri che si è ridotto a una brezza leggera. La curiosità del match è vedere in che modo si presenterà in campo Nick, sia atleticamente che a livello di voglia e impegno, dopo le vicissitudini sentimentali e fisiche degli ultimi tempi. Nel warm-up pre partita, giusto un quarto d’ora contato, Kyrgios ha solo tirato qualche pallata ridendo e scherzando, il che può voler dire qualsiasi cosa nel bene e nel male.

A giudicare dall’inizio del match, però, pare proprio che l’australiano abbia intenzione di interpretare la vicenda in modo serio: va lui alla battuta, e dà subito il via a un bombardamento notevole con il servizio e il dritto, manovrando e difendendo bene anche di rovescio. Con tutto il rispetto per un ex 12 del mondo come Viktor, un buon Kyrgios gli è superiore di due categorie, e il risultato è il perentorio 6-1 in poco più di 20 minuti con cui il ragazzo di Camberra chiude il primo set. Poco da commentare finora, 26 punti a 14 dovrebbe essere un dato sufficiente.

A inizio secondo parziale, subito il terzo break per Nick, che sta andando certamente come un treno, ma è anche facilitato dalla prestazione onestamente incolore di Troicki. Il serbo continua a venire letteralmente preso a pallate, tra il mormorio del pubblico che nel momento in cui ci si ritrova 4-0 per Kyrgios, e Viktor conquista al servizio il secondo game, esplode nel più classico dagli applausi di incoraggiamento, del tipo “vogliamo una partita!”. Siamo 42 punti a 18, in nemmeno 40 minuti, li capisco perfettamente. Nick nel frattempo si concede anche diversi dei suoi tocchi da accademia, quasi a voler compensare gli spettatori, con lo spettacolo, della partita totalmente a senso unico. Viktor alla battuta annulla quattro match point sul 5-1, ma poco dopo il servizio di Nick mette fine alla sua partitaccia, 6-1 6-2 in 50 minuti. Se potremo rivedere il gran Kyrgios del cemento americano di questa primavera dovranno essere impegni più tosti a dircelo, ma l’inizio è stato a dir poco scoppiettante.

In conferenza stampa, Nick è sembrato tranquillo, e inevitabilmente un po’ guascone: “Mi fanno ancora male il braccio e l’anca, e poi per come sono fatto a volte mi sveglio e ho voglia di giocare, altre no. Oggi era un giorno ok. Non ho colpito al massimo, ma Viktor aveva qualche problema, lo conosco bene, siamo amici. Il prossimo turno con Tiafoe o Lorenzi? Dura con entrambi, Frances è anche lui un amico, è giovane e ha il futuro davanti, Lorenzi è un esempio di lottatore, non molla mai. Io e Tomic siamo stati a volte maltrattati dalla stampa australiana, ma possono scrivere quello che vogliono, siamo anche stati i migliori giocatori del nostro paese negli ultimi 5 anni. E Bernard ha diritto di trovare felicità in quello che fa, anche se non dovesse essere il tennis. Montreal mi piace moltissimo, è una città che voglio esplorare“.

G. Monfils b. S. Johnson 2-6 7-6(1) 6-1 (Andrea Ciocci)

Uno, il francese Gael Monfils, capace di tuffi spettacolari quanto, spesso, inutili e pericolosi. L’altro, lo statunitense Steve Johnson, tennista della porta accanto, campione di quella normalità che non esalta le folle, ma che di norma ti fa battere chi vale meno di te. Quest’oggi, nel primo turno della Coupe Rogers, il transalpino diseguale ha prevalso in un match tutt’altro che coinvolgente. Nel primo set Gael, finalista a Eastbourne, mostra il peggio del suo repertorio. Nessuna trama tattica a legare i suoi colpi, che sparacchia un po’ dove capita. E capita spesso che lo faccia fuori. Dall’altra parte della rete, Steve incassa, senza investire molto, se non un po’ di solido tennis percentuale. Da cui ricava una rendita di due break, di cui uno a freddo, per il comodo 6-2 finale. Segue l’immancabile MTO, in cui Monfils si fa fasciare entrambe le ginocchia. Nella seconda frazione, comunque, il parigino scalda il dritto e tira alcuni traccianti che svegliano gli spettatori dal torpore. Al francese è bastato ridurre il numero di errori non forzati per fare partita pari. Più che logico che il set si concluda al tie-break. Meno che il californiano ceda di schianto. Un solo punto per lui in mezzo a una sequela di orrori. Si va al terzo. Ma Johnson ha ormai spento l’interruttore. In totale confusione, cede due servizi e decide che è ora di fare la doccia. Un solo game racimolato, a sancire un tracollo agonistico come se ne vedono pochi. Per Monfils ora ci sarà l’ostacolo Nishikori. Se non scenderà dal letto con il piede sbagliato, si prospetta un match intrigante.

Gli altri incontri (Michele Trabace)

Apre la prima giornata qui a Montreal la vittoria con un doppio tie break dell’americano Jared Donaldson ai danni di Lucas Pouille, numero 13 del seeding. Il primo set è dominato dal servizio, c’è solo una palla break annullata dal giocatore francese. Al tie-break Pouille conduce 5-3, ma Donaldson ribalta fino a al 7-5. Nel secondo parziale, il recente vincitore a Stoccarda riesce a strappare il servizio a Donaldson per la prima volta nel match, ma il rappresentante della Next Gen si riprende subito il break e sembra poter chiudere la contesa: ha un primo match point sul 5-4 con Pouille che se la cava; è il tie break ad essere ancora decisivo con Donaldson che lo vince per 10 punti a 8 al quarto match point (quinto in totale) e dopo essere riuscito anche ad annullare un set point. Altra piccola sorpresa è la vittoria di Robin Haase contro Albert Ramos-Vinolas. L’olandese approfitta della poca preparazione sul cemento del suo avversario per avere la meglio con un duplice 6-3. L’inossidabile David Ferrer, risalito in classifica alla posizione 33 ATP dopo la vittoria sulla terra rossa di Bastad, sconfigge in rimonta il britannico Kyle Edmund. Il primo set è a favore di Edmund al tie-break, ma lo spagnolo è bravo a non perdersi d’animo e a conquistare i successivi due parziali con il punteggio di 6-4 e 6-3. Non si vedeva in campo dalla sconfitta al primo turno di Wimbledon Richard Gasquet, il quale cede un set nella sua vittoria contro la wild card canadese Brayden Schnur (197 in classifica). Il francese, finalista in Canada nelle edizioni 2006 e 2012 entrambe disputate a Toronto, vince il primo parziale al tie-break, poi perde 7-5 la seconda partita, ma nella terza ritrova il suo tennis che lo porta a dilagare con il punteggio di 6-1. Al prossimo turno Richard sfiderà Alexander Zverev. Giornata no invece per un altro esponente della Next Gen, Daniil Medvedev: il francese Adrian Mannarino lo travolge 6-3 6-1 e stacca il pass per il secondo turno, dove ad attenderlo ci sarà Milos Raonic.

Risultati:

[16] N. Kyrgios b. V. Troicki 6-1 6-2
R. Haase b. A. Ramos-Vinolas 6-3 6-3
J. Donaldson b. [13] L. Pouille 7-6(5) 7-6(8)
M. Zverev b. [Q] N. Gombos 6-4 6-7(5) 6-3
D. Ferrer b. K. Edmund 6-7(5) 6-4 6-3
B. Paire b. D. Young 6-3 5-7 6-4
G. Monfils b. S. Johnson 2-6 7-6(1) 6-1
R. Harrison b. [Q] T. Fabbiano 6-3 7-5
R. Gasquet b. [WC] B. Schnur 7-6(5) 5-7 6-1
D. Schwartzman b. [Q] R. Opelka 6-3 6-7(2) 6-4
D. Medvedev vs A. Mannarino b. D. Medvedev 6-3 6-1
[14] J. Isner vs J.M. del Potro b. [14] J. Isner 7-5 7-5
[12] R. Bautista Agut b. [Q] T. Smyczek 7-6(4) 6-1
[WC] P. Polansky b. [WC] V. Pospisil 7-5 6-2

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Classifica ATP: eppur si muove

Nadal torna fra i primi cinque, Sinner rientra in Top 10 dopo una settimana. Best ranking per Auger-Aliassime, grandi exploit per Cressy e Kokkinakis

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Jannik Sinner - ATP Cup 2022 Sydney (foto Facebook ATP Cup)

Il caso Djokovic rischia di diventare per il tennis l’equivalente di un buco nero in astrofisica: una vicenda che inghiotte tutto ciò che la circonda. Per ribellarci a questo destino, dedichiamo tempo e attenzione anche a ciò che accade al di fuori delle vicende che hanno coinvolto il tennista serbo e le autorità australiane, cominciando dalla classifica ATP che, nonostante la stagione sia appena cominciata, “eppur si muove”.

E i movimenti che compie sono interessanti. Di seguito la Top 20:

17/01/2022Giocatore03/01/2022Differenza
1Djokovic10
2Medvedev20
3Zverev30
4Tsitsipas40
5Nadal6+1
6Rublev5-1
7Berrettini70
8Ruud80
9Auger-Aliassime11+2
10Sinner100
11Hurkacz9-2
12Norrie120
13Schwartzman130
14Shapovalov140
15Karatsev18+3
16Thiem15-1
17Federer16-1
18Bautista Agut19+1
19Garin17-2
20Monfils21+1

 

Qualche annotazione:

  • Il canadese Felix Auger-Aliassime – grazie alla vittoria del Canada nella ATP Cup, ottenuta anche con il suo decisivo contributo – torna ad occupare una posizione tra i 10 migliori giocatori del mondo, la numero 9, dopo una fugace apparizione al numero 10 lo scorso novembre. Hubert Hurkacz scende al numero 11: Jannik Sinner torna dunque in Top 10 dopo una fugace uscita la scorsa settimana.
  • Aslan Karatsev, grazie alla vittoria conquistata a Sidney, eguaglia il proprio best ranking: il numero 15.
  • Il francese Arthur Rinderknech – finalista ad Adelaide 2 – entra tra i primi 50. È numero 48.
  • Maxime Cressy – uno degli ultimi interpreti del serve & volley – è stato protagonista di un grande inizio di stagione, prima con la finale di Melbourne e poi con i quarti di finale a Sidney. Questi risultati gli sono valsi l’ingresso per la prima volta in carriera nella top 100; oggi lo troviamo al numero 70.
  • Lo statunitense Cressy non è l’unico giocatore ad avere varcato per la prima volta la soglia della Top 100 nel corso di questo mese; il tedesco Oscar Otte (96) e il danese Holger Rune (99) hanno fatto altrettanto. Non ce ne vorrà Otte ma in termini prospettici ci sembra più significativo l’exploit compiuto dal danese; con il suo arrivo, Carlos Alcaraz non è più l’unico tennista nato nel 2003 presente tra i primi 100.

Nell’ultima classifica pubblicata lo scorso anno, nove tennisti italiani occupavano una delle prime 100 posizioni; oggi ne troviamo uno in meno:

17/01/2022NOMENATO NEL
7Berrettini1996
10Sinner2001
26Sonego1995
32Fognini1987
60Musetti2002
65Mager1994
95Cecchinato1992
98Travaglia1991

Andreas Seppi è scivolato al numero 101. Inizio di stagione importante sotto il profilo statistico per il diciannovenne Flavio Cobolli; il tennista fiorentino è entrato tra i primi 200 giocatori del pianeta, al numero 199.

Un mese di gennaio indimenticabile per Thanasi Kokkinakisl’australiano in un sol colpo ad Adelaide ha vinto il primo torneo della carriera, ha ricevuto un messaggio di congratulazioni da Roger Federer e si è portato a sole tre posizioni di distanza dalla Top 100. Forse non è troppo tardi per immaginare un futuro importante per un ragazzo di 25 anni che a 20 era arrivato a occupare la poltrona numero 69 e che poi a causa di un’infinita serie di problemi fisici era caduto in una profonda depressione e sembrava perduto per il tennis che conta.

Bentornato Thanasi.

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ATP

Australian Open uomini: Zverev avanti. Bene Shapovalov, Monfils e Alcaraz, Korda asfalta Norrie. Maratona Karatsev

Un primo turno allenante per Sascha contro Altmaier. Sorprende il giovane americano: lasciati solo sette giochi al britannico numero 12 del mondo. Servono quasi cinque ore ad Aslan per battere Munar

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Alexander Zverev - Australian Open 2022 (Twitter - @AustralianOpen)
Alexander Zverev - Australian Open 2022 (Twitter - @AustralianOpen)

Dopo tanta attesa e tante distrazioni extra-tennistiche è iniziato nella notte italiana tra domenica e lunedì il primo Slam della stagione. La prima giornata degli Australian Open 2022 non ha riservato grandi sorprese per quanto riguarda il tabellone maschile e tutti i principali favoriti hanno vinto piuttosto agevolmente il loro primo turno. Ecco la carrellata di quello che è successo nel Day 1 oltre ai match che hanno visto protagonisti gli italiani, di cui parliamo in altri articoli: dalla vittoria di Matteo Berrettini contro Nakashima a quella di Sonego contro Querrey.

La prima testa di serie di rilievo a scendere in campo in ordine cronologico è stata la n. 14, cioè Denis Shapovalov, che in quattro set ha superato Laslo Djere per 7-6(3) 6-4 3-6 7-6(3) in 3 ore e 23 minuti. Il canadese, reduce dalla vittoria della ATP Cup, non è apparso al meglio sotto l’aspetto tecnico (68 errori gratuiti) ma sicuramente sta facendo progressi sotto quello mentale; “Sto lavorando col mio team per raggiungere una mentalità alla Nadal”, ha confermato lui. Sopra 5-2 nel quarto set, Shapovalov stava servendo per chiudere la partita ma si è creato da solo dei problemi quando con tre errori non forzati e un doppio fallo ha prolungato la sua permanenza in campo. Il n. 51 del mondo ha annullato un match point sul 5-4 e ha brekkato il canadese due volte per giungere al tiebreak, ma lì Djere ha ceduto concedendo la vittoria a Shapovalov.

Alla sua seconda partecipazione all’Australian Open Carlos Alcaraz raggiunge il secondo turno replicando il risultato dello scorso anno dove aveva battuto anche in quel caso un qualificato. Questa volta ha superato nel match di esordio il cileno Alejandro Tabilo 6-2 6-2 6-3 con una prestazione travolgente con un leggero tentennamento solamente nel primo set dove parecchi game ai vantaggi hanno prolungato l’incontro. Lo spagnolo, che dodici mesi fa si presentava a questo torneo da n. 141 mentre ora è n. 31, quest’oggi farà parlare di sé forse più per il vestiario che per la sua vittoria agevole e si potrebbe dire scontata. Il 18enne infatti è sceso in campo con una canotta smanicata che molto ha ricordato lo stile del giovane Nadal, e che ha messo in mostra i suoi muscoli molto più definiti rispetto a quelli del suo connazionale ex n. 1 del mondo.

 

Altre vittorie di tennisti di alto profilo sono quelle di Gael Monfils che ha iniziato la stagione con il titolo vinto nell’ATP 250 di Adelaide 1. Il francese, alla sua 17esima partecipazione in carriera agli Australian Open, ha superato nettamente l’argentino Federico Coria per 6-1 6-1 6-3 concedendo 6 palle break e salvandole tutte. Ha lasciato un set per strada invece il kazako Alexander Bublik contro il ripescato statunitense Ernesco Escobedo. Il n. 37 del mondo ha vinto in rimonta 3-6 7-6(5) 6-3 6-3 e ora se la vedrà proprio contro Monfils in una sfida tra due tennisti estrosi che promette scintille.

Il risultato più sorprendente della giornata è rappresentato forse dalla vittoria di Sebastian Korda su Cameron Norrie. Il numero 12 del mondo, che ha partecipato da Alternate alle ATP Finals di Torino, esce mestamente al primo turno, e con un risultato pure netto: 6-3 6-0 6-4 il risultato a favore del giovane americano, che fino a pochi giorni fa era in quarantena dopo essere risultato positivo al Covid. Korda, che a Melbourne vinse il trofeo junior, alla Kia Arena ha sostanzialmente dominato dalla prima all’ultima pallina, vincendo in un’ora e 42 minuti. “Non è stato facile, non ho avuto una grande preparazione – ha detto Korda -. E non avevo ancora potuto giocare un match quest’anno. Però su questi campi mi trovo molto bene e le mie tattiche hanno funzionato alla perfezione”. Il figlio d’arte Sebastian affronterà al secondo turno Corentin Moutet, vittorioso nel derby francese contro Lucas Pouille.

Nell’ultimo match della sessione serale sulla Rod Laver Arena, Sascha Zverev – uno dei primissimi favoriti del torneo vista l’assenza di Djokovic – ha staccato il suo biglietto per il secondo turno vincendo in tre set contro il compatriota Daniel Altmaier. Non è stata una passeggiata per il vincitore delle ATP Finals di Torino: 7-6 6-1 7-6 il risultato finale, con il meno noto dei due tedeschi, attuale 87 del mondo, che ha dato tutto costringendo il rivale a giocare due tie-break. Zverev ha commesso qualche sbavatura ma nei momenti decisivi ha messo grande concentrazione. Vedere per credere il momento in cui, così preso dalla partita, non si è accorto di aver vinto dopo aver trasformato il match point decisivo con una prima vincente. “Ho vinto, ma per il resto non è andato tutto secondo i piani. Se non sei Roger o Rafa sai che difficilmente inizi perfettamente un torneo già dalla prima partita – ha detto Zverev nell’intervista in campo, in cui c’è stato un simpatico siparietto per il fatto che il tedesco non capisse alla perfezione l’accento fortemente australiano dell’intervistatore -. Millman? L’ho affrontato un paio di volte a Parigi, una volta un match molto lungo al Roland Garros. Lui è difficile da battere qui in Australia e ricordo un match epico contro Roger. Mi auguro sarà una bella partita e non vedo l’ora di tornare in campo”.

In coda di giornata è arrivata anche la prima vera maratona del torneo, quella che ha visto coinvolti Aslan Karatsev, semifinalista uscente, e Jaume Munar. Il russo ha prevalso per 3-6 7-6(1) 6-7(3) 6-4 6-4, ma gli sono servite quattro ore e 52 minuti per avere ragione dell’iberico classe 1997; al prossimo turno affronterà lo statunitense Mackenzie McDonald. Un Karatsev estremamente falloso, soprattutto se si ripensa alla prestazione pressoché perfetta di due giorni fa contro Andy Murray nella finale del torneo si Sydney: Aslan ha infatti concluso con ben 107 errori non forzati contro 87 vincenti, andando in attivo nel saldo solo negli ultimi due parziali e prevalendo solo negli scambi corti (117-91, mentre Munar ha vinto quelli superiori ai cinque colpi per 93-72).

Inizio davvero negativo per lui. Nel primo set ha fatto fatica a trovare il campo (appena 7 vincenti) e ha fatto sembrare la prima del rivale quella di un peso massimo (14/15 Munar nel parziale). Andato sotto 3-0 nel secondo, e pur continuando a regalare (26 errori contro i 3 del rivale), Karatsev è riuscito a prendere in mano il pallino del gioco nel secondo (21-4 il conto dei vincenti), colmando il gap e finendo per dominare il tie-break senza più concedere opportunità nei propri turni. Nel terzo, tuttavia, percentuali negative al servizio (63% con la prima, 40% con la seconda) l’hanno visto andare sotto in due circostanze: prima Munar si è portato avanti 2-0, e poi ha potuto servire per il set sul 6-5. Pur salvandosi, Karatsev è andato sotto 3-1 nel tie-break, ma ancora una volta non è riuscito a sfruttare il mini-break recuperato sul 3-4 ed è andato nuovamente in svantaggio.

All’inizio del quarto, tuttavia, il semifinalista uscente è riuscito a portarsi avanti nel set per la prima volta, vincendo un lungo game in cui ha avuto cinque palle break a disposizione e doppiando per il 3-0 pesante. A sorpresa, Munar è riuscito a rimontare solo per riperdere immediatamente il servizio, venendo così trascinato al quinto nonostante i tre set point salvati sul 3-5. Anche nel parziale decisivo Karatsev si è preso due break di vantaggio, ma Munar si è riavvicinato sul 3-4 e ha anche avuto un ghiotto 0-40 nell’ottavo game per pareggiarla, ma Aslan ha tenuto ed è riuscito a chiudere la contesa (e il Day 1) nel turno di battuta successivo.

QUI IL TABELLONE COMPLETO DELL’AUSTRALIAN OPEN MASCHILE 2022

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ATP

Caso Djokovic, l’ATP: “L’assenza di Novak una perdita per l’Australian Open. Ma la vaccinazione è raccomandata”

L’ATP descrive gli eventi degli ultimi giorni come “profondamente deplorevoli” e augura buona fortuna al numero uno del mondo

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Novak Djokovic alle Nitto ATP Finals 2021 (Credit: @atptour on Twitter)

A poche ore dal termine dell’udienza che ha visto i giudici australiani della Corte Federale revocare il visto a Novak Djokovic, si è espressa con un breve comunicato anche l’Association of Tennis Professionals. Qui la traduzione integrale del documento firmato ATP:

“La decisione odierna di confermare la cancellazione del visto australiano di Novak Djokovic segna la fine di una serie di eventi profondamente deplorevoli. In definitiva, devono essere rispettate le decisioni delle autorità giudiziarie in materia di salute pubblica. È necessario più tempo per fare il punto sui fatti e per trarre gli insegnamenti da questa situazione. Indipendentemente da come è stato raggiunto questo punto, Novak è uno dei più grandi campioni del nostro sport e la sua assenza dagli Australian Open è una perdita per il nostro gioco. Sappiamo quanto siano stati turbolenti gli ultimi giorni per Novak e quanto volesse difendere il suo titolo a Melbourne. Gli auguriamo ogni bene e non vediamo l’ora di rivederlo presto in campo. L’ATP continua a raccomandare vivamente la vaccinazione a tutti i giocatori.”

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