Zverev: "Sto giocando il miglior tennis della mia vita. Obiettivo Londra"

Interviste

Zverev: “Sto giocando il miglior tennis della mia vita. Obiettivo Londra”

Il tedesco ormai lanciatissimo punta tutto sul talismano Ferrero: “Da quando è nel mio angolo non ho ancora perso”

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Quest’anno hai battuto Roger Federer, Novak Djokovic e Stan Wawrinka. Ti senti di essere un giocatore di quel livello adesso?
No, non penso di essere al livello dei Fab 4 perché loro hanno vinto così tanto nella storia del tennis, hanno vinto Slam. Adesso sono n.7 del mondo, sto salendo in classifica, una cosa è sicura, sono un Top 10. Ovviamente vincere due Masters 1000 nello stesso anno è incredibile. Certo, spero di poter vincere quanto hanno vinto loro un giorno.

Quanta fiducia ti ha dato aver vinto Washington e Montreal in vista di Cincinnati e US Open?
Beh, ho giocato bene vincendo a Washington e qui. È fantastico una settimana dopo l’altra, mi sento alla grande, sto giocando il miglior tennis della mia vita, però Cincinnati è un torneo duro, non so se sarò in grado di andare fino in fondo là perché mi sento un po’ stanco. Ma riguardo al gioco e alla fiducia, sono felicissimo di come stanno andando le cose.

Federer ieri ha detto che forse una delle ragioni per cui lui è ancora nel Tour è poter giocare contro i giocatori della nuova generazione. Lui una volta giocò contro Agassi quando era più giovane. Federer e tutti questi giocatori, compreso Nadal, sono i tuoi Agassi?
Sì, è accaduto un po’ prima che arrivassi io. Sono sicuro che a lui giocare contro gente come Agassi o Sampras abbia dato le stesse sensazioni speciali che ho avuto io giocando contro di lui. È sempre bello essere sul campo con lui, giocare contro di lui, è qualcosa di veramente speciale. Farlo nella finale di un Masters 1000 è ancora più speciale. Vincere questo match è stato meraviglioso. Sono molto contento, ma come avete detto anche voi, adesso c’è Cincinnati, un Masters 1000. Inizia domani. Devo riordinare le idee e concentrarmi di nuovo per provare a fare bene anche là.

 

Qualche giorno fa, ci hai detto che la tua crescita esponenziale in classifica ti sembrava quasi troppo veloce, considerato quanto tempo hai passato nel tour. Cosa ci vorrà perché non ti sembri più un’ascesa troppo veloce? Una vittoria Slam?
Insomma, più velocemente cresco, meglio è per me, in realtà. Non è un problema, non credo che lo sia per nessuno. Mi sento bene. Sono nei Top 10 da Roma, ne sono uscito per qualche settimana ma ci sono tornato. Sento di star giocando il tennis giusto, abbastanza buono per essere a questo livello. Mi sembra che stia tutto succedendo in maniera naturale. Ovviamente chiunque sarebbe fiero di aver vinto due Masters 1000, e anche stupito, ma io sono felice che sia successo.

Quanto ti ha influenzato avere Ferrero nel tuo “angolo” nelle ultime settimane, e quanto ha influenzato il tuo gioco?
Credo che abbiamo cercato di lavorare molto sul mio gioco aggressivo, abbiamo fatto attenzione ai dettagli, ovviamente anche quelli mentali. Sa come ci si sente a giocare grandi partite, e questo è molto utile, avere qualcuno con cui parlare in questo tipo di situazioni. Finora non abbiamo mai perso insieme, spero che possa continuare così. So che molto probabilmente non accadrà, se il nostro rapporto durerà per qualche anno, però fino ad ora sta andando tutto alla grande.

Quali erano i tuoi obiettivi per questa stagione? Durante la preparazione avevi come obiettivo un certo numero di tornei vinti? Come vedi il resto della stagione dopo quello che è accaduto?
Qualificarmi per Milano era il mio obiettivo… (Sorride). No, qualificarmi per Londra è uno dei miei obiettivi, e ora sono in un’ottima posizione per raggiungerlo. Ma ovviamente dovrò continuare a giocare a questo livello, continuare a migliorare, continuare a cercare di vincere tornei. Ci sono ancora molti tornei grossi, arriverà un altro Slam, qualche Masters 1000, spero di continuare a giocare così. Poi vedremo dove sarò al termine della stagione.

Ti sei accorto che qualcosa non andava in Roger alla fine del primo o all’inizio del secondo set? La velocità delle sue prime palle è molto diminuita. È qualcosa di cui ti sei accorto e di cui hai cercato di approfittare?
Certo che me ne sono accorto. Quando eravamo 2 pari il suo servizio è diventato più lento. Ma dovete chiedere a lui cosa è successo, io non lo so, ma certamente me ne sono accorto subito.

Ci avevi parlato del fatto che avresti avuto bisogno di servire meglio che nella semifinale. Sei arrivato al 69% con la prima palla. Pensi di aver servito al meglio e come mai hai scelto di essere più aggressivo con la tua seconda palla?
No, beh, non penso di aver servito in maniera eccezionale, ma ho sicuramente servito bene. Ho cercato anche di essere aggressivo sulla seconda per cercare di mettere pressione e non farlo rispondere tranquillo in modo da non permettergli di comandare gli scambi. Quando lo fa, non hai grandi speranze di vincere la partita. Mi sono concentrato su questo, evidentemente ha funzionato. Comunque ho servito sicuramente meglio degli ultimi giorni.

Ieri hai detto che ti sei sentito teso verso la fine del match con Shapovalov, oggi sei sembrato in controllo dall’inizio alla fine. Come sei riuscito a rimanere tranquillo in questa grande partita?
Sì, beh, ieri il mio avversario era due anni più giovane, non mi era mai capitato in carriera, è stato qualcosa di nuovo, ma ero teso anche oggi, solo che mi sono controllato meglio. Credo che ieri sia stato un match molto teso, sarebbe potuto finire in qualunque modo, oggi ho giocato meglio, ieri non controllavo così bene i colpi. Quando sto giocando bene, quando sento bene la palla, la tensione se ne va, perché sento di sapere quello che sto facendo. Ovviamente ho giocato a buon livello anche ieri, ma niente di paragonabile ad oggi.

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Australian Open

Liyanage, data analyst di Sabalenka: “Non parlo direttamente con Aryna, ma prima con il suo coach. Bisogna evolversi in base allo status del giocatore” [ESCLUSIVA]

Shane Liyanage ha svelato ai microfoni di Ubitennis alcuni segreti e curiosità sul mondo delle statistiche, che hanno portato alla grande crescita di Aryna Sabalenka e non solo

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Aryna Sabalenka - Australian Open 2023 (foto Twitter @AustralianOpen)

Aryna Sabalenka è certamente la giocatrice del momento. Ancora imbattutta in quasto 2023, la bielorussa ha vinto due titoli e undici match su altrettanti incontri disputati, conquistando ben 22 set su 23 (l’unico lasciato per strada è il primo parziale della finale dell’Australian Open). Per tornare al n°2 del ranking, Aryna si è affidata ad un servizio stratosferico, che tanti problemi le aveva creato in passato ma che, finalmente, è riuscita a far rendere al meglio.

Per arrivare ad essere così efficace, Sabalenka si è servita dell’aiuto di un esperto di biomeccanica, con il quale ha iniziato a lavorare dall’estate 2022. Da allora, il livello del suo gioco è ampiamente salito: oltre ai due successi in Australia, non vanno dimenticate le semifinali a Cincinnati e allo US Open e la finale alle WTA Finals. Contanto che, nei suoi primi 37 match disputati la scorsa stagione, la bielorussa aveva commesso oltre 300 doppi falli (media superiore agli otto a partita), il bilancio è decisamente positivo. Anche perché la media del 2023 si è quasi dimezzata: con 51 doppi errori negli 11 incontri finora disputati, ci si aggira a poco più di 4,6 doppi falli a match, comunque compensati da 81 ace (quasi 7,4 a partita).

Il nostro Federico Bertelli ha provato ad andare più in profondità intervistando Shane Liyanage, CEO e fondatore della società di statistiche che collabora con la n°2 del mondo. Non solo con lei a dire il vero, perché la Data Drive Sports Analytics (DDSA) segue anche Ons Jabeur, Emil Ruusuvouri e Taro Daniel. Nella sua lunga chiacchierata con Ubitennis, Liyanage ha fornito diversi interessanti spunti di riflessione, dal processo di raccolta dei dati fino al suo utilizzo vero e proprio, passando per il rapporto costruito con Sabalenka. Di seguito il video integrale dell’intervista.

 

Nei primi minuti si parla del gran lavoro svolto con Sabalenka e di quanto Liyanage sia fiero e felice per i risultati ottenuti (“Aryna ha lavorato davvero duro, sono molto contento per lei e per il suo team”). Viene analizzato inoltre anche lo sforzo in termini sia di raccolta dati che di produzione di servizi e report su misura per il singolo giocatore.

I dati vengono raccolti in molti modi diversi, analizzando video manuali e automatizzati, oltre agli Hawkeye data. Non esiste un modello univoco per mettere insieme le diverse statistiche, poiché ogni torneo ATP, WTA e i quattro Slam hanno un approccio diverso di condivisione dei dati, anche se tutti questi arrivano in tempo reale. Ad esempio, Tennis Australia ha ideato un’applicazione che consente ai giocatori e ai rispettivi team di ottenere l’accesso diretto a informazioni approfondite e dati grezzi forniti da occhio di falco, che triangola la posizione della palla e raccoglie dati relativi ad ogni singolo colpo di un match.

Un altro punto interessante riguarda la presentazione, l’analisi e lo studio dei vari dati, che devono poi essere trasformati in informazioni utili. Questa è probabilmente la la parte più impegnativa da un punto di vista intellettuale. Per questo motivo, nella squadra d’analisi di Liyanage è presente anche un allenatore di alto livello, che accompagna l’esperienza di Shane sia nel tennis che nell’analisi dei dati. La presenza di quest’ultima figura è fondamentale per costruire un ponte tra persone con competenze diverse.

Spostandoci invece più nello specifico, la relazione tra Sabalenka e Liyanage vede in realtà una terza persona tra i due, ossia il coach della bielorussa. Al contrario di quanto si potrebbe forse pensare, infatti, Shane non comunica direttamente con Aryna, ma è il suo allenatore a fornire le informazioni necessarie alla n°2 del mondo: L’allenatore capisce la sua giocatrice e le sue emozioni meglio di me. Lui può decidere quali informazioni sono importanti e quali meno, quali passare ad Aryna e quali no”.

Non si parla soltanto di numeri relativi alle prestazioni di Sabalenka, bensì anche a quelli delle sue avversarie: l’analisi di servizio, risposta e movimenti in campo (soltanto per citare alcuni aspetti) sono all’ordine del giorno. Per quanto riguarda Rybakina, ada esempio, Liyanage non ha voluto sbilanciarsi molto: “Non voglio dirvi troppo apertamente su quali aspetti abbiamo lavorato e quali abbiamo analizzato di più. Probabilmente dovremo affrontare Elena ancora molte volte in futuro, non voglio rivelare tutti i nostri segreti!”. L’aspetto più importante, comunque, è fare in modo che il giocatore si senta davvero consapevole delle proprie potenzialità, poiché soltanto in queste condizioni lo studio e l’analisi dei dati potranno essere efficaci al 100%.

Le relazioni tra i data experts e i team dei vari giocatori inevitabilmente variano, tanto in base al carattere del singolo tennista quanto al suo status. È normale e fisiologico, ad esempio, che tra un top10 e un junior ci siano molte differenze. Nel caso specifico di Sabalenka, la sua crescita nel corso degli ultimi tre anni è stata evidente. Questa è stata anche accompagnata da un cambiamento caratteriale, ragion per cui anche il suo allenatore ha dovuto cambiare approccio e prospettive nella comunicazione dei diversi dati.

“Negli ultimi tre anni con Aryna, così come negli ultimi quattro con Ons Jabeur, ci siamo dovuti evolvere notevolmente e in modo diverso per ogni giocatore– spiega Liyanage. “Quest’anno poi, all’Australian Open, arrivavano i dati live direttamente da occhio di falco. C’erano molti data analyst nei box dei vari tennisti: io cercavo di scovare alcuni aspetti interessanti da comunicare al coach, che poi riferiva direttamente al giocatori”.

Spostando il focus sui giocatori in rampa di lancio, con cui Shane ha alcuni rapporti, è ovviamente più complicato (se non quasi impossibile, tolti alcuni campi principali degli Slam junior) avere accesso ai dati di hawk-eye. “Di solito con i tennisti junior non si ha accesso alle statistiche fornite da occhio di falco, quindi la soluzione è prendere dati a mano, che comunque è un metodo da non sottovalutare perché anch’esso può essere molto preciso”.

Un aspetto importante da tenere in considerazione è ovviamente anche quello economico, per cui quando si lavora su un junior si fa una sorta di investimento: “È chiaro che da giovani non si hanno risorse sufficienti per potersi permettere i dati completi e specifici come invece accade con un tennista professionista. Da parte nostra si fa quindi un investimento, ma in coloro con cui scegliamo di lavorare vediamo molto potenziale e crediamo che potrà crescere molto”.

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Flash

Vagnozzi su Sinner: “Con i migliori scende in campo per vincere”

Il coach marchigiano sul giovane altoatesino Jannik Sinner: “Siamo contenti dell’aspetto tattico e atletico”

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Simone Vagnozzi - Montecarlo 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Jannik Sinner è uscito agli ottavi di finale dell’ultimo Australian Open, ma sono più i messaggi positivi che l’attuale numero 17 del mondo può prendersi dal primo Major stagionale, avendo perso in cinque set contro il finalista del torneo Stefanos Tsitsipas, mostrando netti progressi nell’annata svolta in collaborazione con l’allenatore Simone Vagnozzi, oltre al contributo del “super-coach” Darren Cahill. Proprio l’ex coach di Marco Cecchinato e Stefano Travaglia ha parlato del giocatore di Sesto Pusteria in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport: “Sinceramente non ci interessa giocarcela con onore contro i top 5. Siamo scesi in campo per vincere, consapevoli di aver lavorato duramente nelle settimane invernali. Si è trattato di un match particolare, a un anno esatto di distanza da quando abbiamo iniziato a lavorare e da quando aveva affrontato lo stesso Tsitsipas, quindi è inevitabile che ci fosse un po’ di pressione. E infatti nei primi due set avrebbe potuto fare sicuramente qualcosa di più, però ci è andato davvero vicino, come era accaduto nelle ultime tre occasioni”.

Vagnozzi su Sinner: “La forza mentale di Jannik è la sua arma in più”

Vagnozzi ha spiegato lo sviluppo di Sinner avvenuto nella scorsa stagione, sia dal punto di vista atletico che dal punto di vista tattico: “Sicuramente siamo molto contenti dell’aspetto atletico su cui abbiamo lavorato tantissimo. Prima Jannik arrivava in fondo agli scambi lunghi in debito di ossigeno. Solo la sua grande forza mentale gli permetteva di chiudere il punto. Ora arriva più fresco e quindi più lucido per fare la scelta migliore”.

Quando Tsitsipas è entrato in campo si è visto che aveva un piano ben preciso. Jannik gioca bene d’istinto ma a volte è importante anche mettere in campo degli schemi. Lui fa un po’ fatica a far convivere i due aspetti. È costretto a piegare il suo istinto alla logica e per questo di fronte a scelte giuste, magari sbaglia il colpo. È un percorso che darà i suoi frutti, insieme al lavoro che continuiamo a fare sul servizio e sulla parte atletica. Lo scorso anno siamo stati fermati spesso da tanti piccoli intoppi, ora Sinner è integro fisicamente e possiamo finalmente allenarci con continuità“.
Vagnozzi ha infine confermato che rivedremo in campo Sinner a Montpellier, Rotterdam e Marsiglia sull’indoor europeo a febbraio, prima di volare negli Stati Uniti per i 1000 di Indian Wells e Miami: una programmazione fitta per trovare continuità nelle competizioni dopo i tanti problemi della scorsa stagione.

 

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Coppa Davis

Coppa Davis, il ct croato Martic: “Con l’Austria sarà dura, servirà l’aiuto del pubblico”

Nel weekend, a Fiume, la Croazia priva di Cilic ospita l’Austria di Thiem nello spareggio per le Finals di Davis. Tra l’assenza del n. 1 ed i risultati non entusiasmanti di Melbourne, il selezionatore Vedran Martic predica prudenza: “Non sarà facile batterli, ma i ragazzi si stanno allenando per essere pronti per sabato”

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Il ct croato Vedran Martic durante la sessione di allenamento di martedì a Fiume (Foto: Mario ĆUŽIĆ/HTS)

Neanche il tempo di archiviare il primo Slam stagionale ed è già tempo di Coppa Davis, con i riflettori puntati soprattutto sui match di qualificazione alle fasi finali del prossimo settembre. Dodici gli incontri in programma nel prossimo weekend, tra i quali la sfida tra la Croazia, n. 1 del ranking ITF e semifinalista della scorsa edizione, e l’Austria, che si è garantita la permanenza nel World Group I con la vittoria sul Pakistan nei play-off dello scorso settembre. Il tie si disputerà in terra croata, per la precisione a Fiume (e noi di Ubitennis ci saremo per raccontarvelo).

I favori del pronostico vanno alla squadra di casa, ma sicuramente rispetto al momento del sorteggio, a fine novembre, c’è un po’ più di preoccupazione tra le fila croate. In primis per il forfait di Marin Cilic, operatosi un paio di settimane fa al ginocchio , ma anche per le prestazioni non certo entusiasmanti del resto della squadra all’Australian Open (in singolare Coric, tds n. 21, è stato eliminato al primo turno da Lehecka; in doppio la coppia Pavic e Mektic, n. 4 del seeding, è uscita al secondo turno per mano degli australiani Saville e Bolt). Non che gli austriaci stiano molto meglio a dire il vero, considerato che il loro n. 1 Thiem a Melbourne nel corso dell’incontro di primo turno (poi perso) contro Rublev ha accusato un infortunio ai muscoli intercostali e quindi le sue condizioni saranno tutte da verificare. Ma l’Austria è comunque una squadra equilibrata, che può scegliere il secondo singolarista tra due solidi top 150 ATP come Dennis Novak e Jurij Rodionov, e fare affidamento in doppio sulla coppia formata da Erler e Miedler, attualmente 18esima nella Race di specialità (semifinalisti ad Adelaide quest’anno, sconfitti proprio da Pavic e Mektic, dopo aver eliminato al primo turno gli azzurri Fogni e Bolelli).

Insomma, la Croazia rimane la favorita ma non può permettersi di prendere sottogamba i vicini mitteleuropei. Ne è ben conscio il selezionatore della nazionale balcanica, Vedran Martic, intervistato martedì dai media locali al termine della sessione di allenamento riservata alla squadra di casa. “Sono una buona squadra, sono pericolosi. Non sarà facile batterli. Thiem è un giocatore fantastico e anche se non sappiamo in quale stato di forma si presenterà a Fiume non sarà semplice batterlo. Gli altri due singolaristi sono attorno alla centesima posizione ATP, ma sono dei giocatori veramente bravi. Ed in doppio Erler e Miedler stanno crescendo sempre di più e giocano sempre assieme“. 

 

Martic ha poi confermato che i due singolaristi croati saranno i due Borna, Coric e Gojo (“Negli ultimi due anni hanno giocato delle partite fantastiche. Coric ha dato sempre tutto, ha giocato in modo eccelso, e Gojo quando gioca in nazionale è in grado di esprimere un tennis eccezionale, spero accada di nuovo“), con Nino Serdarusic in veste di riserva, chiamato in sostituzione di Cilic. Completa la squadra, ovviamente, una delle migliori coppie di doppio al mondo, quella composta da Mate Pavic e Nikola Mektic (15 titoli ATP vinti insieme dal 2021 ad oggi, l’ultimo ad Adelaide poche settimane fa). Ad allenarsi con loro sul Rebound Ace del Palazzetto dello Sport Zamet, sede del match, ci sono però anche un altro doppista sopraffino come il 38enne Ivan Dodig, n. 11 del ranking di specialità, e le due maggiori promesse croate in campo maschile, il 18enne Mili Poljičak, vincitore lo scorso anno del singolare juniores di Wimbledon, ed il 17enne Dino Prizmic, che ha finito il 2022 vincendo tre tornei ITF di fila e ha iniziato il 2023 con due quarti di finale consecutivi a livello Challenger, entrambi già tra i primi 500 della classifica mondiale. “Con noi ci sono ì giovani e anche Ivan Dodig, che ringrazio veramente tanto per essere venuto. Non è stato bene in Australia, ma ha stretto i denti per essere con noi qui a Fiume. I ragazzi sono qui per fare esperienza e giocare con i giocatori più maturi. Sono due juniores di talento dai quali ci aspettiamo molto in futuro.”

Il capitano croato (e coach di Khachanov) si è infine soffermato sulle condizioni di gioco, da lui valutate in modo assolutamente positivo. “Le condizioni sono ottime. Il palazzetto è stupendo e spero che ci sia il tutto esaurito nel weekend (anche se i prezzi dei biglietti non sono proprio economici: minimo 50 euro per la singola giornata, 80 euro per le due giornate, ndr). I ragazzi si stanno allenando per abituarsi alle condizioni, alla superficie ed alle palline e confidiamo di essere pronti per sabato.”

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