"Jelena Ostapenko, maneggiare con cura"

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“Jelena Ostapenko, maneggiare con cura”

Anabel Medina prova a scuotere la sua allieva in crisi nella semifinale di Wuhan contro Ashleigh Barty. Ma la giovane lettone non è dell’umore: “Vai via”

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Jelena Ostapenko sta disputando una stagione clamorosa. La ventenne di Riga ha vinto il suo primo titolo nel tour maggiore addirittura al Roland Garros; ha messo in bacheca un altro trofeo la settimana scorsa a Seoul ed è favoritissima per qualificarsi alle Finals di Singapore. Tutto fantastico, ma si sa, le giovani giocatrici sono piuttosto soggette ad alti e bassi, dunque sembra del tutto normale che, dopo un periodo ricco di successi, intervenga un inopinato rovescio a smorzare qualsiasi entusiasmo. Reduce da una striscia di otto vittorie consecutive adornata dallo scalpo della numero uno del mondo Garbine Muguruza ottenuto giusto ieri, Jelena ha smarrito la bussola durante la semifinale del torneo di Wuhan, malamente persa contro la lanciatissima Ashleigh Barty.

Chiusosi il primo set sul 6-3 in favore della tennista di Brisbane, Anabel Medina, coach di Ostapenko, è intervenuta nel corso del cambio campo per provare a scuotere la propria allieva in crisi, scontrandosi però con l’atteggiamento, per così dire, poco collaborativo di Jelena. “Sei sotto di un set, ma prova a metterla in difficoltà. Sta giocando per la finale, prima o poi sentirà la pressione“. Ostapenko, la cui faccia durante il breve monologo di Medina era tutta un programma, ha tagliato corto, pretendendo che l’allenatrice lasciasse il campo senza proferire ulteriore verbo. Da navigata donna di sport la povera Anabel ha eseguito, tornando velocemente sugli spalti. Del resto si sa, con i giovani bisogna avere pazienza.

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‘Sotto rete’, la storia delle ATP Finals raccontata da Ubaldo: Masters 1980, quando Bjorn Borg perse la testa

SPONSORIZZATO – Nono episodio della webseries di Intesa Sanpaolo in collaborazione con Ubitennis. L’attuale assenza dei giudici di linea ci fa rimpiangere episodi come questo?

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Nel 1980 si giocava il Masters al Madison Square Garden di New York e uno degli episodi principali di quell’edizione vide coinvolto il campione in carica Bjorn Borg. Lo svedese alla fine riuscì a bissare il successo dell’anno prima battendo nettamente in finale Ivan Lendl ma qualcosa nella sua maschera di ghiaccio iniziò a incrinarsi, e a creargli queste crepe sorprendentemente non fu nessuno dei suoi avversari più temibili. A differenza della maggior parte dei tornei attuali infatti, all’epoca erano presenti i giudici di linea che con le corde vibranti della loro laringe facevano risuonare la voce a suon di ‘out’. Nel match tra Borg e McEnroe, uno di questi fece perdere la pazienza ad Ice Borg e di questo ce ne ha parlato il Direttore Scanagatta. Ma all’interno di questo videoracconto potrete risentire tutta la storia che piano piano ha portato alla progressiva scomparsa dei giudici di linea, dall’arrivo del Cyclops a Wimbledon nel ’79, ai gustosi episodi di Nastase e McEnroe che sotto gli occhi del direttore arrivarono a prendersela con la “macchinetta” che “ce l’aveva con loro”, perchè…li conosceva!, all’US open che adottò le linee elettroniche per…risparmiare (da 350 giudici di linea a 80!) nonostante il costo esorbitante per metterle su ogni campo. Si parla anche del World Team Tennis del marito di Billie Jean King, di Connors che dà del vigliacco a Ivan Lendl e tanti altri aneddoti che dovrebbero essere in grado di interessarvi

SOTTO RETE, STORIE DELLE NITTO ATP FINALS – Guarda le puntate precedenti

Per ascoltare l’intero episodio, restare aggiornati sulle prossime tappe o per rivivere e riascoltare quelle precedenti, trovate tutto a questo link sul portale di Intesa Sanpaolo.

 

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‘Sotto rete’, la storia delle ATP Finals raccontata da Ubaldo: Masters 1975, lo scandalo di Stoccolma

SPONSORIZZATO – Ottavo episodio della webseries di Intesa Sanpaolo in collaborazione con Ubitennis. Fra Ilie Nastase e Arthur Ashe l’unico singolare che fu perso da tutti e due i tennisti

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Nel 1975 a Stoccolma si giocava il Masters con Adriano Panatta tra i protagonisti e sorteggiato nel girone con Ashe Nastase e Orantes. Nell’altro girone Borg, 19enne ma già due volte vincitore del Roland Garros, Vilas, Ramirez e Solomon. Se Stoccolma si era candidata per ospitare l’evento in un’Arena da soli quattro mila posti era grazie al giovane Bjorn che, seppur non imbattibile su superfici diverse dalla terra rossa, rappresentava l’astro nascente del tennis mondiale. In quella edizione successe qualcosa di irripetibile e inimmaginabile per certi versi tra Nastase e Ashe. Cosa? Ce lo racconta come sempre Ubaldo Scanagatta.

SOTTO RETE, STORIE DELLE NITTO ATP FINALS – Guarda le puntate precedenti

Per ascoltare l’intero episodio, restare aggiornati sulle prossime tappe o per rivivere e riascoltare quelle precedenti, trovate tutto a questo link sul portale di Intesa Sanpaolo.

 

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Indian Wells: alcuni dei punti più belli dell’ultima giornata

Da Schwartzman a Ruud passando per Jabeur. I punti più spettacolari del lunedì di Indian Wells

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Ons Jabeur - Indian Wells 2021 (via Twitter, @BNPPARIBASOPEN)

Nonostante il dio del vento Eolo ieri sia sceso in campo come elemento di disturbo in parecchi match, sui campi di Indian Wells sono stati comunque i tennisti ad offrire lo spettacolo e il tanto pubblico presente non ha avuto di ché lamentarsi. Rivediamo alcuni dei punti più interessanti e partiamo dalla sfida che ha aperto il programma tra Schwartzman ed Evans dove non sono mancate ovviamente le discese a rete, ma una delle volée più belle del match l’ha messa a segno l’argentino.

Un altro match altamente equilibrato e denso di punti interessanti è stato quello tra il norvegese Ruud, sempre più a suo agio fuori dalla terra rossa, e il sudafricano Harris. Anche ieri Ruud ha dimostrato di possedere un buon tocco per gestire le bordate che spesso si è visto arrivare dall’altra parte del campo.

 

Una menzione a parte come sempre va lasciata a Ons Jabeur, indiscutibilmente la tennista più talentuosa della WTA, che ieri ha fatto impazzire Collins con le palle corte giocate con disinvoltura tanto con rovescio che con il dritto.

Diamo un po’ di spazio anche al doppio femminile dove in questa sfida di primissimo piano tra Mattek-Sands/Swiatek contro Mertens/Hsieh si è registrato nel tiebreak decisivo uno scambio lungo e lottato deciso da una grande giocata della polacca. Persino Murray negli spogliatoi è rimasto incollato alla TV per seguire questo finale di match appassionante, andato poi in favore della coppia belga-taiwanese.

Il tabellone aggiornato di Indian Wells 2021

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