ATP Pechino: Nadal graziato da Pouille

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ATP Pechino: Nadal graziato da Pouille

Rafa annulla due match point nel tiebreak del secondo set (risalendo da 4-6 a 8-6). Chiude al terzo per 7-5. Nick Kyrgios domina, Dimitrov soffre. Lorenzi lotta ma non basta. E del Potro…

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POUILLE SI ILLUDE… – Archiviata la Laver Cup e il doppio da sogno con Federer, Nadal si rituffa nel tennis che conta, anche se con un po’ di angoscia per i fatti riguardanti la sua Spagna come da lui dichiarato, e lo fa con una vittoria su Lucas Pouille, numero 23 ATP, dal sapore particolare, perchè perde il primo parziale, sbanda nel secondo quando addirittura cancella due match point al tie-break (era dalla vittoria contro Sascha Zverev a Indian Wells nel 2016 che non vinceva un match annullando match point) e nel terzo nel momento di maggiore lotta viene fuori il guerriero che ha sempre contraddistinto la sua carriera. Rafa non disputava un incontro ufficiale dalla finale vinta agli Us Open, già proprio gli Us open teatro dell’ultimo confronto andato in scena nel 2016 tra i due giocatori, vinto da Pouille, mentre il bilancio totale prima di questo match era di 1-1. L’inizio del numero 1 al mondo fa ben sperare visto che tiene il servizio a zero nel primo game, poi però fa fatica in battuta e diventa poco reattivo in risposta, col risultato di permettere a Pouille di portarsi in vantaggio di un break nel quinto gioco grazie ad un errore di dritto di Nadal. Il transalpino nel nono game si ritrova avanti 0-30, con un gran rovescio vincente lungolinea arriva al set point, Rafa si salva col servizio, ma nulla può quando Pouille nel gioco successivo chiude 6-4 al secondo set point con un errore del tanto amato dritto, che nel primo parziale non lo assiste considerati i zero vincenti del colpo migliore del mancino spagnolo.

… MA RAFA NON MOLLA MAI – Alla ripresa del gioco la musica non cambia, è Pouille a comandare da fondo, Nadal non tiene il ritmo, è costretto a variare i sui colpi e i suoi movimenti (talvolta anche esagerati considerata la caduta nel quinto game quando addirittura perde una scarpa), annulla una palla break nel terzo gioco, ma per il momento si tiene a galla con il servizio. Eppure Nadal c’è, è vivo, riesce ad arrivare 0-40 nell’ottavo game, ma Pouille affronta con freddezza questa situazione e si riporta in parità sul 4 pari. Entrambi mantengono, pur con qualche apprensione, i propri turni di battuta e allora decisivo diventa il tie-break con Nadal che ci arriva con due punti in più: il primo a trovare un mini-break è Pouille, Rafa però gioca con coraggio e al termine di uno scambio intenso, grazie allo smash da fondo trova il punto del 3 a 3 con un pubblico estasiato. Il francese gioca a tutto braccio, trova il punto del 5 a 3, solo uno straordianrio rovescio in recupero tiene a galla Nadal che accorcia sul 5-4. Pouille arriva a match point sul 6-4, ma grazia Nadal sul primo con un dritto comodo a botta sicura che stampa sul nastro, mentre sul secondo il maiorchino si viene a prendere il punto a rete per il 6 pari e addirittura si procura un primo set point con il servizio vincente. Rafa si sa, è duro a morire e difatti sfrutta l’errore causato dalla delusione per le occasioni mancate del suo avversario che sbaglia ancora col dritto. Secondo set Nadal al tie-break per 8 punti a 6 con due match point annullati. Il terzo set è all’insegna dell’equilibrio, è una dura lotta a livello mentale e fisico che il sedici volte vincitore slam riesce a sbloccare nell’undicesimo game con un parziale di 8 punti a 1 che consegnano una grande e sofferta vittoria per 7-5 al nativo di Manacor dopo due ore e trenta minuti complessivi. Il pubblico è contento, potranno rivederlo in campo nel prossimo turno.

NICK ISPIRATO – Avevamo lasciato Nick Kyrgios con le lacrime alla Laver Cup. Lo ritroviamo a Pechino, alla sua prima partecipazione in questo torneo dopo che l’anno scorso disputò e vinse quello di Tokyo, come numero 8 del seeding e subito convincente all’esordio contro il georgiano Nikoloz Basilashvili, numero 60 del mondo. Inizio in scioltezza per il nativo di Canberra: vola subito sul 5-0, per poi vincere il parziale al servizio nel corso del settimo game, grazie ad un rovescio incrociato al primo set point. Primo set Kyrgios 6-1. Non cambia la musica nella seconda frazione, l’australiano è in giornata di grazia tennistica: chiede prima un medical time out, poi strappa nel quinto game il servizio all’avversario e regala spettacolo al pubblico presente nel settimo game quando effettua una risposta vincente di rovescio a due mani sulla linea del servizio, ma ancora meglio con un colpo vincente con la racchetta in mezzo alle gambe in avanzamento. Il successivo gioco serve solo a chiudere la contesa, con Nick che lo fa per 6-2 al primo match point con un ace. Al prossimo turno affronterà Mischa Zverev.

 

GRIGOR AL TERZO – Damir Dzumhur si conferma un osso duro per tutti in questo momento. Grigor Dimitrov, tds 3, riesce a sconfiggere il numero 36 ATP al termine di tre set dove, nel decisivo parziale, è stato più volte a rischio. Tra i due vi era un solo precedente a favore di Dimitrov risalente a Delray Beach nel 2016. Il match si apre con Dimitrov che annulla una palla break, non riesce successivamente a concretizzare lo 0-40 in risposta, ma è il preludio a un set di dominio che il campione di Cincinnati conquista con il punteggio di 6-1. Dzumhur non è certo tipo che molla la partita, anzi è bravo a rimanere concentrato anche quando sul 3-3 annulla una pericolosa palla break, ma lo è ancora di più quando riesce a sfruttare la sua occasione nell’ottavo gioco, strappando il servizio al suo avversario per la prima volta e servendo con successo per il set, che si aggiudica con il punteggio di 6-3. Il folletto di Sarajevo ha pure tre palle break in apertura di terza partita, Dimitrov resiste e si salva. Ancora più intricata la situazione nel quinto gioco, con Dzumhur che non sfrutta altre due chances, sulla prima stecca con il dritto, sulla seconda è il nastro a dare una grossa mano al bulgaro, per la frustrazione del recente vincitore del suo primo titolo a San Pietroburgo (finale contro Fognini) che urla e scaraventa più volte a terra la racchetta. Occasione non sfruttata, occasione subita: il numero 8 del mondo nell’ottavo gioco piazza l’allungo decisivo con il break che gli consente di andare a servire per il match, prontamente conquistato grazie a un ace dopo quasi due ore di partita.

PAOLO FUORI CON ONORE – Ancora una battuta d’arresto per Lorenzi. L’azzurro, dopo le sconfitte a San Pietroburgo e quella più bruciante a Shenzhen, perde ancora all’esordio al termine di tre set tirati e questa volta lo fa contro un giocatore esperto come Leonardo Mayer, numero 54 del mondo, che predilige il rosso come lui (due trionfi ad Amburgo datati 2014 e 2017). Un solo precedente vinto da Mayer a Estoril nel 2016. Paolino non sfrutta per due volte un break di vantaggio nel primo set, Mayer recupera ed è quindi il tie-break a decidere l’esito della prima frazione: si cambia campo sul 5 a 1 a favore dell’argentino, Lorenzi riesce addirittura a portarsi sul 5 pari, ma nel punto successivo rimane passivo nello scambio e subisce il vincente di Mayer. L’argentino non sfrutta il primo set point, ma se ne procura un altro sul 6 pari e questa volta concretizza l’occasione grazie all’errore del trentacinquenne italiano. Primo set Mayer per 8 punti a 6 nel tie-break. Il secondo set segue i servizi senza scossoni. Lorenzi ha un’occasione di break nel settimo game, mentre Mayer ha due palle break nel decimo gioco, ci si aspetta che sia il tie-break a concludere la partita e invece il nostro connazionale a zero strappa il servizio al suo avversario, aggiudicandosi cosi il parziale per 7-5, rimandando tutto al terzo. La svolta dell’intero match è nel quinto game, poiché Mayer coglie l’opportunità di strappare il servizio a Paolo con un gran dritto vincente e si prende il break di vantaggio che sarà fatale. L’azzurro fronteggia e annulla un primo match point alla battuta nel nono gioco. Ha anche l’occasione per rientrare nel set, ma Mayer la annulla e al secondo match point con il servizio archivia la pratica col risultato di 6-4 dopo quasi tre di gioco.

DELPO SENZA STRAFARE – Inizia bene il cammino per il neo ventinovenne Juan Martin del Potro a Pechino. Accreditato di una wild card, il numero 24 del mondo sconfigge in due set Pablo Cuevas, numero 32 ATP. Un solo incrocio prima di oggi tra i due con la torre di Tandil vittoriosa nel 2011 a Estoril. Nel primo set del Potro concede e annulla col dritto una sola palla break e lo fa nel game inaugurale, poi non soffre più al servizio. Lo imita Cuevas che sempre col dritto cancella un’occasione di break nel decimo gioco. Spartiacque dell’incontro è il tie-break: regna l’equilibrio fino al 5-4 Delpo, con i due tennisti che non concedono mini-break, ma è proprio li che l’argentino allunga con due punti sul servizio dell’uruguaiano che gli consegnano il parziale per 7 punti a 4. Del Potro si porta in vantaggio subito nel game inaugurale della seconda partita grazie ad un prezioso break, che conserva fino al decimo gioco: in questa situazione si trova sotto 15-40, riesce a risalire e al secondo match point con un servizio vincente chiude 6-4. Sarà dunque Juan Martin l’avversario di Dimitrov al prossimo turno.

SASCHA COL TIE-BREAK – Prosegue la campagna asiatica per Alexander Zverev, numero 2 del seeding e già qualificato per le Finals di Londra, che supera in due set Kyle Edmund, numero 47 del ranking mondiale. Il tedesco gioca bene nella prima frazione ma dilapida decisamente troppe opportunità e rischia seriamente di ritrovarsi al terzo, venendone poi fuori alla grande nel tie-break. Zverev, sotto lo sguardo del suo coach Ferrero, matura il primo break di giornata nel terzo gioco alla prima occasione grazie all’errore nello scambio di Edmund, da fondo è troppo solido e si muove troppo velocemente. Il risultato è che il ragazzo di Amburgo strappa a zero il servizio al suo avversario anche nel nono gioco, aggiudicandosi cosi il primo parziale per 6-3. Sascha avrebbe l’occasione già di allungare nel quarto gioco quando si trova avanti 0-40, ma in questa occasione il britannico risale e si salva, portandosi sul 2 pari. Un’altra chance arriva nell’ottavo game con un nuova palla break, che viene annullata anche questa e a furia di sprecare occasioni, Edmund nel nono gioco si procura la sua prima palla break e riesce a sfruttarla, andando a servire per il set, dove Zverev arriva ad una nuova palla break grazie ad una risposta fulminante, Edmund ribalta arrivando a set point, ma è ancora il ventenne numero 4 del ranking a reagire e a strappare il servizio, rimettendo in discussione il set sul 5 pari. Edmund serve sotto 6-5, Sascha va 15-40 con due match point che però vengono cancellati. Si arriva in questo modo rocambolesco a un delicato tie-break: si gira in pieno equilibrio sul 3 pari, equilibrio che viene spezzato con il fantastico passante di rovescio di Alexander che centra il primo mini-break e trova l’allungo decisivo con una volee di dritto sul match point che suggella la vittoria per il tedesco grazie al tie-break conquistato per 7 punti a 3. Al prossimo turno attendiamo la sfida con Fabio Fognini.

PROMOSSI I RUSSI – Completano il programma di giornata la vittoria di John Isner, tds 6, contro Malek Jaziri, numero 90 del ranking. L’americano non concede alcuna palla break, mentre è letale in risposta e il risultato di 6-2 6-3 certifica la vittoria agevole per John. Karen Khachanov, numero 42 ATP, dispone facilmente in due set con il punteggio di 6-4 6-2 della wild card cinese Di Wu, numero 231 in classifica mondiale. Per il Next-Gen ora arriva l’impegno di ben altra caratura contro Nadal. Thomas Berdych, numero 7 del seeding, regola in tre set Jared Donaldson, numero 56 mondiale. Il ceco gioca bene nel primo set vincendolo per 6-3, poi sparisce dalla partita e si prende addirittura un bagel, ma riesce a ritrovare il suo gioco, chiudendo la contesa per 6-2 nel decisivo parziale. Chi aveva l’impegno, Rafa a parte, sulla carta più difficile era Jack Sock, numero 21 del mondo, contro il martello russo Andrey Rublev, altro esponente di lustro Next-Gen arrivato al numero 39 ATP dopo i quarti di finale raggiunti a New York. L’americano parte meglio vincendo il primo set per 6-3, poi però subisce il ritorno del diciannovenne di Mosca che demolisce il suo avversario nei successivi due parziali, surclassandolo con il punteggio di 6-1 6-2.

Risultati:

[3] G. Dimitrov b. [SE] D. Dzumhur 6-1 3-6 6-3
[8] N. Kyrgios b. N. Basilashvili 6-1 6-2
L. Mayer b. P. Lorenzi 7-6(6) 5-7 6-4
[WC] J.M. del Potro b. P. Cuevas 7-6(4) 6-4
[6] J. Isner b. [Q] M. Jaziri 6-2 6-3
[1] R. Nadal b. L. Pouille 4-6 7-6(6) 7-5
[7] T. Berdych b. J. Donaldson 6-3 0-6 6-2
A. Rublev b. J. Sock 3-6 6-1 6-2
K. Khachanov b. [WC] D. Wu 6-4 6-2
[2] A. Zverev b. K. Edmund 6-3 7-6(3)

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ATP Winston Salem: primo titolo per Hurkacz

In una Winston Salem improvvisamente gelida, Hubert Hurkacz supera in tre set Benoit e vince il suo primo torneo ATP

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Hubert Hurkacz a Winston Salem 2019 (foto Twitter @WSOpen)

È arrivato il momento per un altro giocatore NextGen di iscrivere il suo nome nella lista di vincitori di un titolo ATP. Il 22enne polacco Hubert Hurkacz si è aggiudicato il Winston Salem Open sconfiggendo in finale il francese Benoit Paire per 6-3, 3-6, 6-3.

Non è stata una bella partita, costellata di errori da ambo le parti, resa particolarmente difficile dalle condizioni atmosferiche che hanno provocato diverse sospensioni per pioggia (senza peraltro che i due giocatori fossero costretti a tornare negli spogliatoi) ma soprattutto hanno costretto i protagonisti ad un repentino adattamento. Infatti dopo che durante tutta la settimana si era giocato in un asfissiante caldo umido con temperature abbondantemente sopra i 30 gradi, la giornata di sabato ha visto un dimezzamento della temperatura che ha modificato totalmente le condizioni di gioco. Sembrava quasi che si giocasse al rallentatore, e nonostante entrambi cercassero di far leva sul proprio tennis a tutto campo con soluzioni offensive brillanti, risultava molto complicato mettere a segno colpi vincenti.

Hurkacz avrebbe anche potuto chiudere il match più velocemente delle due ore e nove minuti impiegate per piegare Paire: il polacco ha strappato il servizio al francese durante nei primi due game di risposta, e se non si fosse distratto sul 2-0 concedendo il controbreak avrebbe potuto chiudere il primo parziale molto più agevolmente. Anche nel secondo set Hurkacz era riuscito a ottenere il break per primo (2-1) ed ha avuto anche tre palle break due game più tardi dopo che si era fatto controbreakkare subito da Paire. Una serie di errori, con un doppio fallo molto grave sul 3-4 gli sono costati il secondo set, ma nel terzo set, tra un’interruzione e l’altra, è riuscito a ribaltare l’iniziale svantaggio (0-1), strappando poi la battuta a zero nel sesto game e portando il vantaggio fino alla fine.

 

Dopo il doppio turno di venerdì cui il Winston Salem Open è stato costretto dalla pioggia e dai black out di giovedì, e dopo il crollo della temperatura che ha costretto Hurkacz a giocare la finale con un maglioncino girocollo sotto la polo, il giovane polacco arriva allo US Open con una bella iniezione di fiducia che lo proietterà al suo best ranking di n.35 da lunedì prossimo. Poco tempo per festeggiare però: dopo il trasferimento in jet privato questa sera verso la Grande Mela, ci saranno poco più di 24 ore per prepararsi al primo turno che Hurkacz giocherà lunedì contro il francese Jeremy Chardy.

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Prima finale per Hurkacz a Winston-Salem, sfiderà Paire

Super venerdì nella Carolina del Nord con quarti e semifinali tutte insieme. Dal doppio impegno escono fuori il polacco e il francese che si contenderanno il titolo

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È stata una giornata particolarmente convulsa a Winston-Salem, evento che si gioca nel campus dell’università di Wake Forest. La pioggia del giovedì ha costretto gli organizzatori a sconvolgere il programma, piazzando quarti di finale e semifinali nello stesso giorno. A uscire vincitori da questo doppio impegno sono stati Benoit Paire e Hubert Hurkacz, che si contenderanno alle cinque di pomeriggio nella Carolina del Nord (le 11 di notte in Italia) il titolo del torneo, l’ultimo appuntamento prima degli imminenti US Open.

 Per Paire, capace di imporsi prima su Pablo Carreno Busta nella continuazione del match interrotto il giorno precedente e poi su Steve Johnson, si tratterà della settima finale in carriera sul circuito ATP, la terza in questo 2019 sul circuito ATP dopo quelle vinte sulla terra a Marrakech e a Lione in primavera. Si può già dunque tranquillamente parlare di miglior stagione di sempre per lui, che potrebbe essere coronata con il primo trofeo sul cemento. Sarà una prima volta invece per Hurkacz che ha prima battuto nettamente Denis Shapovalov e poi rimontato un set di svantaggio a Frances Tiafoe.

I QUARTI DI FINALE. Si ricomincia da dove si era prematuramente concluso il gioco sul centrale di Winston-Salem, con Paire in vantaggio per 4 a 3 senza break su Carreno Busta. Il trentenne di Avignone, testa di serie n.1 del seeding, si va a prendere il primo set al tie-break ma cede di schianto il secondo per 6-1. Nel parziale decisivo Paire ottiene il break al secondo gioco e non si fa più recuperare dall’iberico. Nel frattempo, infuria la battaglia sul campo due tra due fighter notevoli come Steve Johnson e John Millman. Il primo set se lo prende l’australiano per 6-4 con un break fatidico nel nono gioco. Mette le cose a posto il californiano vincendo un al tie-break per 7-5 un secondo parziale senza palle break. Johnson strappa subito il servizio all’avversario nel terzo set e, nonostante i tentativi di recuperare di Millman, riesce a mantenere il vantaggio e vincere il match dopo due ore e un quarto di gioco. 

 

In seguito, tocca alla meglio gioventù del tennis mondiale. Sul centrale, a Shapovalov basta un break per battere in due set (6-3 7-6) Andrey Rublev, reduce dal successo contro Federer a Cincinnati, in una partita con tanti colpi spettacolari ma anche tanti gratuiti. Sul campo 2, Tiafoe entusiasma il pubblico, vincendo il primo set per 6-4 contro il martellatore polacco Hurkacz. La partita si potrebbe chiudere in suo favore al tie-break del secondo set. Ma Hurkacz ha altre idee e prima conquista il secondo set poi impartisce un severo 6-1 a Tiafoe nel parziale decisivo. 

LE SEMIFINALI. Scende la sera su Winston-Salem. I primi a calcare il campo sono Paire e Johnson. Il tennista a stelle e strisce, forse ancora galvanizzato dalla vittoria nei quarti, parte a razzo e domina il primo set per 6-1. Poi però le scorie del match precedente cominciano ad affiorare e la benzina finisce. Paire ha gioco facile e piazza un doppio bagel. “Nel primo set non mi muovevo bene e Stevie giocava bene”, ha dichiarato il francese a fine partita. “Poi mi sono sentito meglio. Ho servito meglio. Sono molto contento della vittoria”.

Il programma si conclude con la sfida tra Shapovalov, testa di serie n.2 del seeding, in cerca di un po’ fiducia in vista dell’ultimo Slam stagionale e un Hurkacz in lenta ma costante crescita. Nel primo set il polacco è una macchina al servizio e salito 4-2 con un break nel sesto gioco non si fa più riprendere, chiudendo sul 6-3. Il canadese cerca la reazione e sul 2 a 1 nel secondo set ha ben quattro opportunità per vincere un turno di risposta, tre consecutive dallo 0-40. Non le sfrutta e con gente come Hurcacz i treni passano una volta sola. Break decisivo per il polacco sul 4 pari e chiusura delle ostilità con il servizio a disposizione. Spaventoso il suo 73 per cento di punti vinti con la seconda nel corso dell’incontro. “È stata una giornata lunga ma bella per me”, ha commentato il 22enne di Wroclaw. “Il mio obbiettivo è migliorare ogni giorno. Diventare un giocatore migliore. Questa finale è un grande successo per me”. E di questo passo potrebbe non essere l’ultimo.

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Sinner si qualifica allo US Open! Per lui al primo turno Stan Wawrinka

Ottima prestazione del giovane altoatesino che conquista l’accesso al primo Slam in carriera. Esordio contro il campione del 2016 Wawrinka

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Sport Tennis Roma Internazionali d'Italia, pre qualificazioni, Jannik Sinner, 8 Maggio, 2019. Foto Felice Calabrò

SINNER DA APPLAUSI – Dopo i problemi fisici mostrati ieri nel match contro Galovic, la preoccupazione per la schiena oggi era ancor più grande che quella per il suo avversario, l’iberico Vilella Martinez che certamente non è il giocatore più temibile in un match valevole per l’accesso ad uno Slam. Con un’ attitudine come sempre giá da giocatore navigato, Sinner oggi era consapevole di non essere al 100% fisicamente (seppur comunque sembrava star meglio di ieri), quindi ha deciso di gestire i turni di servizio senza spingere eccessivamente la prima, giocando un tennis di percentuale che gli consentiva di comandare la maggior parte degli scambi e sfruttare la sua grande superiorità da fondocampo. Con un break ottenuto nel settimo game il primo set sembrava ormai conquistato dall’altoatesino che aveva peró un sorprendente passaggio a vuoto nel gioco successivo, nel quale è entrata solamente una prima, che ha permesso a Vilella Martinez di agganciare Sinner sul 5-5. Giunti al tie break lo spagnolo non è riuscito più a variare il gioco e ad “incartare” la partita come avrebbe voluto, subendo sempre la maggior potenza e le grandi accelerazioni da fondo da parte di Jannikche con un netto 7-1 si è aggiudicato il tie break. 

Il secondo set è iniziato sulla falsa riga del tie break del primo con Sinner sempre in spinta, sempre in comando e con l’iberico che non riusciva più a sorprendere l’italiano con le sue variazioni, finendo per perdere quasi tutti gli scambi da fondo vista la gran differenza di peso palla tra i due giocatori. Salito subito sopra 3-0, Sinner ha continuato nel suo dominio e ha chiuso il match con un netto 6-0 tra gli applausi di un campo 5 meravigliato dalla facilitá di gioco del giovane nativo di Sesto in Val Pusteria

A diciotto anni appena compiuti, Sinner diventerà tra pochi giorni l’italiano più giovane a partecipare al tabellone principale di uno Slam da quando Diego Nargiso vi riuscì a Melbourne nel 1988, all’età di diciassette anni e dieci mesi.

 

IL SORTEGGIO – Al primo turno del suo Slam inaugurale Sinner affronterà lo svizzero Stan Wawrinka, vincitore di tre major ed ex n.3 della classifica mondiale. Un accoppiamento davvero improbo che però potrebbe dare al ragazzo italiano la possibilià di giocare su un campo importante.

Il tabellone di qualificazione maschile

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