Conchita Martinez e i perché del suo licenziamento

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Conchita Martinez e i perché del suo licenziamento

L’ex capitano di Davis e Fed Cup parla della sua estromissione dalla panchina della nazionale: “Dicevano di aver consultato i giocatori prima del mio licenziamento, ma questa non è la verità”

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Dopo l’iniziale entusiasmo per l’elezione di Conchita Martinez in qualità di capitano della nazionale spagnola, la Federazione ha deciso di licenziare l’ex numero due del mondo su “consenso unanime”.
A distanza di un mese dalla decisione presa dalla RFET, la campionessa di Wimbledon del 1994 (prima tennista spagnola a vincere lo Slam british) ha detto la sua sulla questione in un’intervista per Vanity Fair: “Il fatto di essere una donna non ha alcuna importanza per il non rinnovamento del contratto”, ha dichiarato Conchita riferendosi alla Davis Cup.

Nella RFET c’è la politica. Per scegliere il nuovo presidente bisogna fare politica. I voti vanno così, ora ti voto, ma tu mi devi qualcosa in cambio. Sto entrando in qualcosa che non so, ma posso immaginare che sia così. Perché se no, ci sono molte cose che non si capiscono”. Affermazioni pesanti quelle della Martinez, che non tiene a bada la lingua e sfata anche alcuni tabù sul suo licenziamento: “Per quanto riguarda la panchina della Davis avrei potuto immaginare che non avrebbero prolungato il contratto, perché l’anno scorso si parlava anche di altri nomi e c’erano diverse persone interessate alla posizione. Al contrario, per quanto riguarda la squadra femminile è stata una sorpresa per me”. 

Si credeva che l’ex capitano della Spagna non avesse ottimi rapporti con i giocatori, ma la stessa ha subito smentito: “Mi avevano detto che si erano consultati con i giocatori prima di prendere questa decisione, invece non è vero. Lo chiesero a  Garbine Muguruza, che era in Giappone, ha chiesto un paio di giorni e non le sono stati dati”. Conchita avrebbe preferito un altro trattamento dalla federazione per la quale ha lavorato con tanta passione e alla fine le resta solo l’amaro in bocca per questo spiacevole epilogo: “Quest’anno è stato come se io non esistessi. È stato come un abbandono. Improvvisamente, da un giorno all’altro mi hanno chiamano per licenziarmi”.

 

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Australian Open, il programma di giovedì 27 gennaio: per la prima volta semifinali femminili sotto le luci

Per la prima volta le semifinali femminili si giocheranno sotto i riflettori a Melbourne. Doppio Kyrgios/Kokkinakis sulla Rod Laver Arena

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Rod Laver Arena by night - Australian Open 2022 (foto Twitter @AustralianOpen)

A partire da quest’anno, gli organizzatori dell’Australian Open hanno deciso di modificare il programma spostando le semifinali femminili dalla sessione pomeridiana del giovedì a quella serale. Ciò è stato reso possibile dallo spostamento della prima semifinale maschile dalla serata di giovedì al pomeriggio di venerdì, ponendo fine all’anomalia tutta “australiana” che vedeva il vincitore della prima semifinale avere un giorno di riposo in più prima della finale rispetto al suo avversario.

A partire dalle 19.30 locali (le 9.30 in Italia) scenderanno in campo prima Ashleigh Barty opposta a Madison Keys e a seguire sarà la volta di Danielle Collins che affronterà Iga Swiatek o Kaia Kanepi.

Nel corso del pomeriggio la Rod Laver Arena ospiterà anche la semifinale del doppio maschile che vedrà Nick Kyrgios e Thanasi Kokkinakis giocare contro Marcell Granollers e Horacio Zeballos. Tennis Australia ha confermato che chiunque avrà un biglietto di ground potrà entrare nell’arena principale per seguire il match di doppio.

 

Di seguito gli orari completi (NOTA: basta scorrere il file per vedere tutti i match con l’orario locale, ricordando che Melbourne è 10 ore avanti rispetto all’Italia, quindi “11:00 AM” significa le 01 della notte italiana, “7:00 PM” significa 09 di mattina e così via):

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Australian Open

Il punto di Ubaldo: “Berrettini, il nostro gladiatore”

Il direttore Scanagatta commenta la qualificazione di Matteo in semifinale dopo l’epica vittoria in cinque set su Monfils

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Australian Open, Monfils amaro: “Nei momenti decisivi Berrettini fa sempre la cosa giusta, io mai”

Le considerazioni del numero uno di Francia sconfitto dall’azzurro: “Ho giocato contro un Top 10 più giovane di me e più esperto a questi livelli”

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Gael Monfils - Australian Open 2022 (foto Twitter @AustralianOpen)

Dopo la sconfitta con Berrettini nei quarti di finale dell’Australian Open, Gael Monfils si è presentato in conferenza stampa per spiegare i motivi della sconfitta in cinque set contro l’azzurro. Piuttosto amare le considerazioni del numero uno di Francia, che comunque torna dalla trasferta australiana con un titolo ATP 250 vinto ad Adelaide, un quarto Slam e un’ascesa di quattro posizioni nel ranking ATP (sarà numero 16 da lunedì prossimo).

D. Ti è andata male. Sembrava che l’inerzia fosse dalla tua parte dopo aver vinto il terzo e il quarto set, ma cosa è cambiato all’inizio del quinto?

Monfils: “Questa è esattamente la domanda che mi faccio anche io. Immagino che io non sia stato sufficientemente bravo a mantenere l’inerzia dalla mia parte. Spero che nei pochi anni di carriera che mi rimangono possa fare meglio se mi ricapita una situazione del genere”.

 

D.: Che bilancio fai di questa parte di stagione in Australia?

Monfils: “Mi porto a casa un sacco di cose positive. Anche se ancora una volta ho perso da un giocatore tra i primi 10 del mondo. In qualche modo non perdo la fiducia in me stesso. Credo ancora di poter fare qualcosa di grande. In realtà sono vent’anni che non riesco a ottenere un grande risultato in uno Slam, ma chi lo sa? Magari quest’anno succede che scatta il click giusto”.

D.: Dopo i primi due set persi, come hai fatto a ribaltare la situazione?

Monfils: “Ci credo sempre. Il problema è che qualche volta le aspettative intorno a me sono esagerate. Ogni tanto ci si dimentica che giocavo contro un top 10 che è più giovane di me ed è più esperto a questi livelli, perché mi ha già battuto in una situazione simile e ha già fatto una finale Slam a differenza mia. Lui ha giocato bene, ha gestito bene la situazione, ha fatto una grande partita. Però penso di essere anche io un buon giocatore. Magari non migliore di lui, ma un buon giocatore. Ha avuto bisogno di sudare per battermi”.

D. Che cosa fa Matteo per essere così tosto da battere negli Slam? L’anno scorso ha perso solo da Djokovic a questo livello…

Monfils: “Serve alla grande, ha un grande diritto. E nei momenti importanti è parecchio solido. Ha un rovescio lungo linea che certe volte usa bene. Ma soprattutto, nei momenti importanti gioca molto bene e punta sul suo piano A che funziona sempre”.

D. Il successo ad Adelaide e il quarto di finale qui non ti rendono ottimista per il prosieguo della stagione?

Monfils: “Sto lavorando duro. Penso che sto giocando bene. Sono stato fortunato a vincere un 250, ma vorrei qualcosa di più. Giocare bene nei 1000, andare in una semifinale in uno Slam. Siamo solo all’inizio della stagione, vado a casa con energia positiva”.

D.: Hai parlato di un click che deve scattare. Cosa intendi?

Monfils: “Intendo dire che nei momenti decisivi bisogna avere la capacità di fare la scelta giusta. Penso che in tutta la mia carriera nei momenti davvero decisivi questa capacità non l’ho mai avuta ed è per questo che non ho fatto grandi cose negli Slam. Lo accetto e continuo a credere che prima di ritirarmi io possa riuscirci”.

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