Serie A1: a Foligno tutto pronto per le finali scudetto (LIVE su Supertennis)

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Serie A1: a Foligno tutto pronto per le finali scudetto (LIVE su Supertennis)

Venerdì 8 e sabato 9 va in scena la finale femminile tra Prato e Faenza. Sabato e domenica Aniene e Parioli si giocano il titolo maschile

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Scattano oggi (venerdì 8 dicembre) al Palapaternesi di Foligno, le finali scudetto del campionato nazionale a squadre di Serie A1. Si parte alle ore 17 con i primi due singolari del torneo femminile. A giocarsi il titolo saranno Tc Prato (a caccia del terzo scudetto consecutivo) e Ca Faenza. È l’ottava finale consecutiva per la formazione toscana, che ha un bilancio complessivo di tre vittorie e quattro sconfitte. Protagonista indiscussa delle ultime giornate è stata Maria Elena Camerin, che nelle due semifinali ha vinto i suoi due singolari e ben tre doppi in coppia con Lucrezia Stefanini. La terza moschettiera sarà Corinna Dentoni, con la presenza in panchina di Gaia Sanesi, Giulia Peoni e Lisa Piccinetti. Non ci sarà Martina Trevisan che dovrà operarsi al piede ma che sarà a Foligno a sostenere le sue compagne di squadra.

Come detto a sfidare la squadra capitanata da Gianluca Rossi, sarà la sorprendente matricola Ca Faenza, guidata da Mirko Sangiorgi. Le due squadre si sono già affrontate nel girone eliminatorio: pareggio a Prato e vittoria di Faenza al ritorno. Le romagnole potranno contare su Alice Balducci, che affronterà nel match di sabato Corinna Dentoni. Le altre due singolariste saranno Camilla Scala e Agnese Zucchini, che giocheranno i primi due singolari di venerdì contro Lucrezia Stefanini e Maria Elena Camerin, oltre a Chiara Arcangeli e Giulia Pasini“È una sfida unica ed esaltante a cui il Tc Prato è arrivato grazie a un’impresa di squadra – dice Luca Vannucci, delegato allo sport del Comune di Prato -. Questo team è un’eccellenza sportiva della nostra città e potrà giocarsi di nuovo il titolo italiano in un incredibile palcoscenico nazionale. Speriamo che possa arrivare un’altra giornata memorabile”.

Nella giornata di sabato prenderà invece il via la finale maschile, che vedrà scendere in campo il Circolo Canottieri Aniene e Tc Parioli in un derby tutto romano. Aniene, che potrà contare sui fratelli Berrettini (Matteo e Jacopo), Simone Bolelli, Gianluigi Quinzi, Flavio Cipolla, Liam Caruana, Riccardo Perin, Riccardo Di Nocera e il capitano-giocatore Vincenzo Santopadre, è alla quinta finale in otto anni (vittoria nel 2010 e nel 2014). Vittorio Magnelli, capitano di Parioli (che non raggiungeva una finale scudetto da 75 anni), potrà invece contare su Miljan Zekic, Ante Pavic, Matteo Fago, Gian Marco Moroni, Flavio Cobolli e i fratelli Francesco e Andrea Bessire.

 

Le finali saranno trasmesse integralmente dalla televisione della FIT (canale 64 del digitale terrestre e 224 della piattaforma satellitare SKY in alta definizione). Questo il dettaglio della tre giorni di incontri:

Venerdì 8 dicembre – dalle ore 17.00 (LIVE su Supertennis)

  • Singolare femminile tra le n. 3
  • Singolare femminile tra le n. 1

Sabato 9 dicembredalle ore 11.00 (LIVE su Supertennis)

  • Singolare femminile tra le n. 2
  • Singolare maschile tra i n. 4
  • Eventuale doppio femminile
  • Singolare maschile tra i n. 1
  • Eventuale doppio femminile di spareggio

Domenica 10 dicembre dalle ore 11.00 (LIVE su Supertennis)

  • Singolare maschile tra i n. 3
  • Singolare maschile tra i n. 2
  • Eventuale doppio maschile n. 1
  • Eventuale doppio maschile n. 2
  • Eventuale doppio maschile di spareggio

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Wimbledon: “mamma” Maria elimina Sakkari, Mertens batte Kerber

La tedesca regola in due set la n. 5 del mondo. Passa il turno anche Bouzkova

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Tatjana Maria – WTA 250 Bad Homburg (foto via Twitter @badhomburgopen)

Caduta un’altra testa di serie in quel di Wimbledon. Una impaziente e fallosa Maria Sakkari saluta in anticipo Wimbledon, lasciando strada alla tedesca Tatjana Maria in due set 6-3 7-5. Vittoria meritata per la tedesca che ha giocato meglio dell’avversaria, mandando fuori giri la greca con i colpi in slice e la ricerca della rete. A far pendere l’ago della bilancia dalla parte di Maria anche i tanti errori non forzati della greca, ben 29.

Trentaquattro anni, la tennista più anziana rimasta in tabellone, madre di due figli, ottiene la gioia più grande in uno Slam nella sua seconda parte di carriera. Rientrata dalla maternità da solo un anno, la tedesca, infatti, si regala la prima qualificazione agli ottavi in un torneo del Grande Slam. Un 2022 che aveva già regalato alla tedesca la gioia del secondo titolo in carriera in quel di Bogotà, 4 anni dopo il successo sull’erba di Mallorca.

Lacrime di gioia che accompagnano il successo della tedesca e che si contrappongono alla rabbia di Maria Sakkari per l’occasione sciupata. Primo set che ha visto la Sakkari soffrire molto di più dal lato del rovescio e con la tedesca che ha cercato di fare il suo gioco senza cercare il braccio di ferro con la greca.

 

Partita che viaggia sui binari dell’equilibrio, con Maria brava ad annullare tre palle break nel corso del terzo gioco. Il momento che decide il primo set è l’ottavo game. Sakkari prima sbaglia di rovescio, regalando una palla break alla tedesca, poi commette un sanguinoso doppio fallo che porta Maria a servire per il set.

Archiviato il primo parziale a favore della tedesca, scende un campo una Sakkari più centrata, che prima annulla due palle break sul suo servizio e poi piazza il break, grazie a tre vincenti di dritto. La greca si issa sino al 5-2 ma chiamata a servire per il set, si disunisce. Le occasioni per la greca comunque non mancano con Sakkari che si guadagna due set point ma sciupa malamente entrambe le opportunità. Sulle ali dell’entusiasmo, Maria al secondo match point chiude grazie all’ennesimo errore di dritto della greca.

OUT KERBER – Dopo aver lottato per oltre tre ore nel turno precedente contro l’ungherese Udvardy annullando due match point, stavolta bastano solo 81 minuti ad Elise Mertens per avere la meglio della tre volte vincitrice slam Angelique Kerber e ritornare agli ottavi di Wimbledon a tre anni di distanza dall’ultima volta. Saldo negativo tra vincenti e non forzati per la tedesca (16-26) con Kerber che butta via il primo set perdendo il servizio a zero nel decimo game. Il rovescio di Kerber che si stampa sul nastro sulla palla break è l’emblema dell’andamento del match della tedesca. Nel secondo Kerber riesce a portarsi avanti di un break e si ritrova addirittura servire per portare la sfida al terzo. Tuttavia, la tedesca perde nuovamente il ritmo e incrementa il numero degli errori. Fotografia di una sfida che ha visto la tedesca giocare male i punti decisivi, l’errore di dritto di Kerber che mette fine alla sfida.

SORRISO BOUZKOVADopo Maria, Niemeier e Watson c’è spazio per una quarta “prima volta”. Stiamo parlando di colei che quando vede la bandiera a stelle e strisce in questa edizione di Wimbledon non c’è nulla che possa fermarla. Marie Bouzkova elimina la terza tennista statunitense di fila in questa settimana e approda agli ottavi per la prima volta in carriera. Ad arrendersi alla furia della ceca è la testa di serie numero 28 Alison Riske-Amritraj che si arrende 6-2 6-3. Primo set in equilibrio sino al 2-2 poi prende le redini della sfida la ceca che con un parziale di 16 punti a 4 chiude facilmente il parziale. Secondo set più equilibrato, a fare la differenza la maggiore solidità sulle palle break per Bouzkova, che ne annulla quattro su quattro. Al contrario Riske cede il servizio a zero nell’ottavo game che le costa il match.

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ATP

Wimbledon: Djokovic leggiadro e straripante, non può nulla Kecmanovic

Prestazione grandiosa da parte del n. 1 del tabellone Novak Djokovic: ora la marcia verso il quarto titolo di fila a Church Road si scontrerà con Van Rijthoven, nel suo 55°ottavo nei Major

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Novak Djokovic – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @rolandgarros)
Novak Djokovic – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @rolandgarros)

[1] N. Djokovic b. [25] M. Kecmanovic 6-0 6-3 6-4

Il terzo atto del derby balcanico, dopo i due tra il 2021 e la stagione in corso nei quarti del Belgrado Open, tra Novak Djokovic e Miomir Kecmanovic va come i precedenti al serbo più titolato. Il n. 3 del mondo, infatti, s’impone con lo score di 6-0 6-3 6-4 in 2h19 centrando così la vittoria consecutiva numero 24 su questa superficie dal 2018 ad oggi, tutte ottenute sui sacri prati di Wimbledon, – ai Championships l’ultima sconfitta è giunta nel 2016 contro Sam Querrey, escludendo quella nei quarti dell’anno dopo con Berdych avvenuta per ritiro – nella sua 350esima partita negli Slam. Curiosamente ottiene questo traguardo proprio nella ventiquattresima partita stagionale. Per il 35enne di Belgrado una prestazione sontuosa, che fornisce un ulteriore argomentazione alla tesi che lo erige a grande favorito per il successo finale.

Niente da fare dunque per l’ex n. 1 juniores, che alla sua terza partecipazione nel main-draw di Wimbledon deve abbandonare senza colpo ferire lo Slam londinese al terzo turno come gli era già capitato a Parigi il mese scorso – eliminato da Medvedev. Mentre era riuscito a qualificarsi agli ottavi in Australia, battendo il nostro Lorenzo Sonego. Il 20 volte campione nelle prove dei Major ha concesso in tutto l’incontro solamente quattro break point, tra l’altro tre di questi concentrati nel suo secondo turno di servizio del match, creandosi invece opportunità per breakkare in 9 dei 12 game alla battuta del 22enne serbo. Al quarto turno ad aspettare Djokovic nel suo 55° ottavo a livello Slam, il 14° a Wimbledon ci sarà Tim Van Rijthoven.

 

IL MATCH – Si affrontano due giocatori dalle caratteristiche tecniche praticamente speculari, che fanno della pressione da fondo il loro marchio di fabbrica. Ed è proprio questo il grande problema da dover dirimere per Kecmanovic, perché certamente si può mettere in difficoltà l’uomo di gomma se si è in possesso di uno stile di gioco vario e che non dia ritmo, ma se invece il proprio tennis rispecchia il terreno di caccia preferito dell’ex n. 1 del mondo allora la questione si fa veramente ardua. L’avvio dell’incontro, in questo senso, conferma perfettamente le sensazioni della vigilia, Miomir prova a spingere a più non posso, specie sulla diagonale destra. Ma alla lunga, quando lo scambio si prolunga, dall’altra parte il muro del 20 volte campione Slam rimanda qualsiasi cosa dall’altro lato e perciò il n. 30 ATP va a finire che prima o poi s’inceppa andando fuori giri.

Il break è così servito in apertura, ma l’allievo di Nalbandian quest’anno può godere di grande fiducia visto la stagione che sta disputando, e riesce a procurarsi due palle break nel terzo gioco anche aiutato dal cambio ritmo dello slice. Novak è una leggenda, e decide di darne un’ulteriore dimostrazione mostrando come i grandi campioni nei momenti di difficoltà sappiano tirare fuori dal cilindro delle soluzioni al loro non convenzionali: il n. 1 del tabellone si aggrappa ad uno scintillante servizio e a suon di prime vincenti o di serve&volley da antonomasia, si risolleva e si porta sul 3-0. Djokovic gioca leggero, sicuro dei propri mezzi, è perfettamente consapevole che l’avversario di oggi non può mai e poi mai impensierirlo – parziale di addirittura 8 punti consecutivi vinti in risposta che lo proiettano sul 4-0. Attacchi supersonici con il back, fluidità e pulizia nei colpi che fanno raccapricciare tutti coloro che lo devono affrontare. Il sei volte campione di questo torneo è semplicemente straripante, il timing sulla palla è pazzesco e il povero Kec può solo prendere atto del bagel subito in soli 19 minuti.

La musica non cambia nel secondo set, Robo Nole continua a far faville tra passanti bimani impossibili ed una copertura magistrale della rete. Il giovane concittadino del padre spirituale del tennis serbo, è in una condizione di frustrazione perenne e agonizzante, costretto a forzare quando non mette la prima e ad incorrere nel doppio fallo. Possiamo far poco per consolare Kecmanovic, poiché gli occhi della tigre da parte del cannibale sono quelli delle giornate migliori. Non ha intenzione di lasciare per strada neanche un quindici, ma bisogna riconoscere uno spirito assolutamente ammirevole di Miomir, che riesce finalmente a sbloccarsi cancellando anche una palla break del possibile 2-0 in apertura di seconda partita. Si capisce che il 5 volte maestro del Masters di fine anno, finora ammirato, è quello delle grandi occasioni anche da come scuote la testa quando commette uno dei pochissimi errori della sua partita – se proprio si vuole trovare il pelo nell’uovo nella performance del 35enne mostro sacro di questo sport, i 4 doppi falli. Nole è invalicabile al servizio, è pressocché inattaccabile. E’ questione solo di minuti prima che arrivi anche l’allungo in questo set, però l’ex n. 1 junior non molla di un centimetro e annullando due palle break in un game infinito da 13 punti si tiene a galla (3-3). Lo sfavorito è certamente salito di livello, dopo un inizio un po’ contratto vincendo anche alcuni bei scambi nei pressi della rete. Purtroppo, per sua sfortuna, i turni in battuta del connazionale di 13 anni più anzianotto vanno via in un amen, a differenza dei suoi sempre molto laboriosi e lunghi. La pressione difensiva di Djokovic paga i dividenti nell’ottavo gioco e permette al fuoriclasse balcanico di volare sul 2-0 (6-0, 6-3).

La tds n. 25 sta dando tutto, ma è scoraggiante anche solo provarci quando hai di fronte un tennista in stato di grazia – che poi è quello abituale del nove volte campione dell’Open d’Australia – e che parte in questo terzo parziale illuminando gli occhi degli spettatori del Centre Court con tutto il suo campionario: pallonetto al volo, con conseguente attacco in controtempo e chiusura con la demi-volée di rovescio; schema da far tremare i polsi. Questa volta il n. 30 rimane indenne, annulla la nona palla break offerta e sfrutta il vantaggio di servire – non gli era mai capitato – per primo per mettere il naso avanti. Ormai però il match è segnato, quinto break realizzato dal recordman di settimane in cima alla classifica mondiale, il quale viene suggellato da un punto emblematico che testimonia la superiorità incontrastata dell’ex n. 1: irreale recupero in spaccata dal lato destro, che solo lui probabilmente nella storia del tennis può eseguire, accompagnato da una delicata smorzata. Nel settimo game giunge chirurgico il doppio break per il rullo compressore di gomma, che però proprio nel momento di chiudere torna ad offrire chance in battuta e cede il servizio nel primo passaggino a vuoto della sua partita. Poco male, perché pur con qualche minuto di ritardo al secondo tentativo Novak non perdona.

LE PAROLE A CALDO DI DJOKOVIC –Nulla viene dato per scontato, quindi ancora una volta ringrazio il pubblico per aver sostenuto i giocatori in campo. Ho cominciato benissimo, molto forte con tanta intensità e concentrazione. Conosco molto bene Miomir, [Kecmanovic, ndr] ci alleniamo spesso insieme. Lui e un altro paio di giocatori stanno facendo bene, auguro loro il meglio e spero che potremo giocare molte altre volte sul Campo Centrale. Vuol dire che sono parecchi anni che gioco (sui 350 match nei Major), sono molto grato e contento di poter competere ad alti livelli per poter cercare molte più vittore negli Slam. Sono i tornei che contano di più nel nostro Sport, sono molto orgoglioso per la continuità a questi livelli. Sto migliorando di partita in partita, e tu speri sempre che il match successivo ti faccia alzare il livello ed è quello che sta accadendo. Mi aspetto sempre il massimo da me e fin qui tutto bene“.

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Editoriali del Direttore

Wimbledon: Lorenzo Sonego cerca mancino prima del duello sul centre court con Rafa Nadal? “No, un mancino come Nadal tanto non esiste!”

Gipo Arbino è persuaso che il suo Lorenzo sia più in forma di sempre. “Gioca molto meglio di un anno fa, ha perso con Berrettini e Kudla due match che avrebbe meritato di vincere”

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Stamattina Lorenzo Sonego, reduce da una convincente prova contro Hugo Gaston, si è allenato con Cristian Garin, in preparazione al match di sabato e di terzo turno con Rafa Nadal programmato sul Centre Court. Mission impossible? In condizioni normali sì, però Rafa ha concesso un set a Cerundolo, un altro set a Berankis. Giocatori che non sono più forti di Lorenzo, che lo scorso anno qui giunse in ottavi (battè Sousa, Galan e Duckworth).

Ho chiesto al suo coach Gipo Arbino se non avevano pensato di “ingaggiare” uno sparring mancino… con vista Rafa, e lui ha risposto: “Lo faremo domani. Ma a Lorenzo serve in realtà uno che lo metta in palla sbagliando poco, perché tanto un mancino che gichi come Nadal non esiste. Ha giocato contro Gaston, mancino e con rovescio bimane, ma non è Nadal! L’altro giorno si è allenato con Gasquet che era perfetto: non sbagliava mai, giocava di ritmo ed è stato utilissimo. Per intendersi: se Lorenzo si scaldasse con Bublik sarebbe un disastro. Conta che trovi il ritmo, che senta bene la palla, che automatizzi i colpi per giocare la partita più solida possibile. Contro Gaston è stato solidissimo”.

Arbino è convinto che Lorenzo stia giocando benissimo, molto meglio dello scorso anno. “Ha perso due partite di misura, con Berrettini e con Kudla, e le ha perse per pura sfortuna, per pochissimi punti e mini-dettagli. Avrebbe meritato di vincerle lui…”.

 

Quindi il morale è buono, la fiducia c’è. Anche se si deve misurare con Nadal. “Il momento peggiore è stato il giorno dopo la sconfitta con Kudla, quando Lorenzo è andato ad allenarsi e a un certo punto, probabilmente a seguito di un dritto molto forte di Cerundolo che è rimbalzato male sul suo rovescio; lui ha cercato di adattarsi a quella traiettoria così cambiata e nel farlo ha sentito una fitta al polso sinistro. Ci siamo spaventati moltissimo. Con il polso, anche quello sinistro, non si scherza. Per fortuna un falso allarme!”

-E allora non si è allenato per un po’?

“No, no, ha continuato ad allenarsi e… a giocare il rovescio a una mano, allenando lo slice. Ed è andata bene così… perché ieri ha giocato lo slice anche in approccio contro Gaston meglio di sempre!”.

A volte il destino fa strani scherzi, non sempre brutti. Contro Nadal, Lorenzo non ha mai giocato. Nadal ha fatto i complimenti di prammatica a Lorenzo, al suo servizio, al suo dritto, ma è certo che gli farà giocare centinaia di rovesci.

Lorenzo però non sembra troppo intimorito. Vedremo sul campo. “Sul centrale ho già giocato…con Federer” aveva detto venerdì sera. E domenica, ultimo match, gli toccherà di nuovo il centrale. Non è Federer, è Nadal… una leggenda dopo l’altra, un mito dopo l’altro. Per sdrammatizzare in Toscana direbbero… se non è zuppa è pan bagnato.

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