Serie A1 maschile: Aniene di nuovo campione d'Italia

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Serie A1 maschile: Aniene di nuovo campione d’Italia

Il doppio formato da Matteo Berettini e Flavio Cipolla regala al Circolo Canottieri Aniene il terzo scudetto dal 2010, TC Parioli battuto 4-2

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Il Circolo Canottieri Aniene è il nuovo campione d’Italia, per la terza volta nella sua storia. Nella finale che ha assegnato lo scudetto della Serie A1 maschile a squadre 2017, andata in scena al PalaPaternesi di Foligno, il club romano si è imposto per 4-2 nel derby capitolino con il Tennis Club. È stato il doppio formato da Matteo Berrettini e Flavio Cipolla a firmare il punto decisivo: i due hanno battuto in rimonta, per 46 61 10-5 Francesco Bessire e Matteo Fago. In precedenza il primo dei due doppi in programma aveva visto l’affermazione per 57 63 10-4, in un’ora e 26 minuti di gioco, della coppia formata da Gian Marco Moroni e Miljan Zekic ai danni di Simone Bolelli e Jacopo Berrettini. La seconda e decisiva giornata della finale si era aperta con il successo di Flavio Cipolla per 64 62, in un’ora e 5 minuti di gioco, su Gian Marco Moroni, quindi nella sfida tra i numeri 2 Simone Bolelli aveva regolato per 63 64, sempre in un’ora 5 minuti, Matteo Fago, portando l’Aniene in vantaggio per 3-1. Sabato nel primo singolare, quello tra i numeri 4, Jacopo Berrettini aveva sconfitto per 63 64, in un’ora e 12 minuti di gioco, Francesco Bessire, mentre nella sfida tra i numeri uno il serbo Miljan Zekic aveva battuto in rimonta per 36 63 64, dopo poco meno di due ore di gioco, Matteo Berrettini.

Per il secondo doppio Vincenzo Santopadre si è affidato alla coppia composta da Matteo Berrettini e Flavio Cipolla, mentre l’altra capitano Vittorio Magnelli ha puntato sul duo Francesco Bessire/Matteo Fago. Nella prima frazione l’equilibrio si è rotto sul 3-3 quando un pessimo settimo game è costato all’Aniene il break a zero, incassato da Matteo Berrettini, e al contempo ha lanciato il duo pariolino, trascinato da un ispiratissimo Matteo Fago, alla conquista del primo set. Il secondo però ha visto la reazione decisa dei portacolori dell’Aniene, che hanno strappato per due volte la battuta ai rivali (prima a Bessire e poi a Fago) volando sul 5-0 per poi pareggiare la situazione con il 61, rendendo necessario così un altro super tie-break. Nel quale è salito in cattedra, con la solidità dei suoi colpi da fondo, Matteo Berrettini, spingendo i suoi sul 5 a 2 e poi avanti 8 a 5 con una risposta vincente di rovescio e poi inducendo all’errore a rete Fago. E il sigillo sullo scudetto l’ha messo poi, con due prodezze, l’esperto Cipolla.

“Sono partito un po’ sotto livello io, mentre i nostri avversari hanno disputato un primo set impeccabile” – ha riconosciuto Flavio a caldo. “Poi sono cresciuto e ho dato il mio contributo a Matteo, che ha giocato bene per tutta la partita. E alla fine siamo riusciti a chiuderla al match tie-break, che un po’ è sempre un terno al lotto”. Molto felice è Matteo Berrettini, che con questo punto decisivo ha riscattato l’amara sconfitta patita sabato in singolare“Ci tenevo a dare il meglio e ho cercato di restare sempre concentrato dall’inizio alla fine. C’era tanta tensione in campo, a maggior ragione trattandosi di un derby assai sentito da ambo le parti. Dobbiamo fare i complimenti al Parioli per il campionato e la finale disputati, però adesso noi possiamo goderci il terzo titolo tricolore”, le parole di Berrettini, prima di subire un gavettone d’acqua dai compagni di squadra.

 

Doppia possibilità di chiudere i conti per l’Aniene che per il primo doppio ha puntato sulla solidità di Simone Bolelli e l’entusiasmo di Jacopo Berrettini, già a segno sabato in singolare. Parioli ha risposto schierando il serbo Miljan Zekic e Gian Marco Moroni. Primo set giocato punto a punto con quasi tutti i game decisi al “killer point”. Aniene ha sprecato un primo break di vantaggio, ottenuto nel terzo game, facendosi riagganciare sul 4 pari ma poi nell’undicesimo gioco hanno nuovamente strappato il servizio agli avversari chiudendo quindi il parziale nel game successivo. L’equilibrio è proseguito anche nel secondo set ma si è interrotto nell’ottavo gioco quando Jacopo Berrettini ha ceduto la battuta a zero con Parioli che è andato a servire per il parziale sul 5-3. E Zekic non se lo è fatto ripetere ed ha pareggiato il conto dei set. Nel super tie-break poi, complice qualche errore di troppo di Bolelli, Zekic e Moroni hanno tenuto in vita le speranze scudetto del Parioli chiudendo 57 63 10-4. ”Nel primo set il capitano ci aveva detto di giocare forte e non ha funzionato: poi ci ha detto di tirare più piano ed abbiamo vinto”, ha scherzato Zekic. “È stata una grande rimonta: noi siamo ancora qui e ci crediamo”, ha aggiunto Moroni.

Aveva centellinato le apparizioni nella fase a gironi, per poi entrare in scena nella semifinale playoff vinta contro Maglie. E anche in questo caso Simone Bolelli, già protagonista degli scudetti vinti dall’Aniene nel 2010 e nel 2014, si è dimostrato un valore aggiunto. Il 32enne bolognese, numero 172 del ranking Atp, ha strappato subito in apertura la battuta a Matteo Fago e su quel vantaggio ha vissuto di rendita, incamerando il parziale (63) dopo che il pariolino era riuscito ad annullare 5 palle break evitando di trovarsi sotto 1-5. Copione che non è mutato di una virgola anche nel secondo set, con il giocatore di Ceprano a faticare nei suoi turni di servizio, fino a cederlo al quinto gioco. Il davisman azzurro, con una velocità di crociera regolare, non ha concesso alcuna chance all’avversario per rientrare in partita, chiudendo il discorso in poco più di un’ora con 35 vincenti e solo 6 errori gratuiti. “Sono stato molto solido al servizio e questo mi ha consentito di comandare lo scambio e fare il mio gioco. Su una superficie rapida come questa è stato determinante poter spingere con continuità e questo ha fatto sì che non dessi chance al mio avversario” . È soddisfatto Simone Bolelli per aver portato alla causa dell’Aniene il terzo punto individuale avvicinando non poco il titolo“Ormai sono sette-otto anni che faccio parte di questo gruppo, siamo uniti come squadra e noi più esperti cerchiamo di supportare le forze giovani che crescono” – ha aggiunto il bolognese ai microfoni di SuperTennis. “Mi spiace solo che nel recente passato per via dei problemi fisici non sono potuto essere sempre disponibile. Ora però sto bene, il ginocchio è a posto e quindi mi auguro di poter dare il mio contributo per conquistare insieme lo scudetto”.

Se vinci sei singolari su sette in campionato qualcosa vorrà pur dire. Eppure Gian Marco Moroni, portacolori del Parioli, ha avuto bisogno di un paio di game, e di subire un break, prima di riuscire ad entrare in partita nella sfida tra numeri 3 con il veterano Flavio Cipolla, protagonista delle vittorie/scudetto dell’Aniene nel 2010 e nel 2014. Quel turno di battuta perso in avvio è costato caro a Moroni che ha ceduto il primo parziale per 6-4. Come in un film già visto il 19enne romano ha subito il break anche in avvio di seconda frazione (complici ben quattro doppi falli). Cipolla ha continuato a non concedere nulla sui propri turni di servizio ma anzi nel quinto gioco si è preso un secondo break di vantaggio prima di archiviare l’incontro per 64 62 al terzo match-point, con un stop-volley alta di rovescio incrociata, regalando il vantaggio all’Aniene.

”Sono davvero contento perché era un punto importante” – ha esordito Cipolla”Ho giocato un bel match, sono stato molto solido al servizio e non ho concesso palle-break. Questa non è la mia superficie preferita ma mi sono adattato piuttosto bene. E’ un anno e mezzo che sono quasi totalmente fermo, mi sono operato alla caviglia ma conto di riprendere. Bello vedere questo derby di finale con tanti tennisti romani, anche molto giovani, in campo e con due circoli storici della capitale. Per quanto mi riguarda è una vita che gioco per l’Aniene e per questo club riesco a dare sempre il 110%”. Un po’ deluso, chiaramente Gian Marco Moroni”Flavio ha giocato veramente bene: io ho dato il massimo ma lui ha sbagliato davvero poco. Potevo gestire meglio i due turni di apertura di entrambi i set ma la partita l’ha vinta lui”.

FINALE SERIE A1 MASCHILE 2017

Circolo Canottieri Aniene – Tennis Club Parioli 4-2

sabato 9 dicembre
Jacopo Berrettini (A) b. Francesco Bessire (P) 6-3 6-4
Miljan Zekic (P) b. Matteo Berrettini (A) 3-6 6-3 6-4

domenica 10 dicembre
Flavio Cipolla (A) b. Gian Marco Moroni (P) 6-4 6-2
Simone Bolelli (A) b. Matteo Fago (P) 6-3 6-4
Miljan Zekic/Gian Marco Moroni (P) b. Simone Bolelli/Jacopo Berrettini (A) 5-7 6-3 [10-4]
Matteo Berrettini/Flavio Cipolla (A) b. Francesco Bessire/Matteo Fago (P) 46 61 [10-5]

ALBO D’ORO MASCHILE

1922 – Tennis Club Parioli Roma (Riccardo Sabbadini, Clemente Serventi)
1923 – Tennis Club Parioli Roma (Riccardo Sabbadini, Clemente Serventi)
1924 – Tennis Club Napoli (Michele Avitabile, Carlo D’Avalos)
1925 – Società Lawn Tennis Genova (Mino Balbi di Robecco, Placido Gaslini)
1926 – Tennis Club Parioli Roma (Riccardo Sabbadini, Clemente Serventi)
1927 – Tennis Club Juventus Torino (Pier Giovanni Pietra, Emanuele Sertorio, Mario Sertorio)
1928 – Tennis Club Milano (Leonardo Bonzi, Uberto De Morpurgo)
1929 – Tennis Club Parioli Roma (E Barbato, Clemente Serventi)
1930 – Tennis Club Parioli Roma (Giorgio De Stefani, Clemente Serventi)
1931-1932 – non disputata
1933 – Tennis Club Parioli Roma (Oscar De Minerbi, Giovanni Palmieri, Clemente Serventi)
1934 – Tennis Club Parioli Roma (Oscar De Minerbi, Carlo Della Vida, Giovanni Palmieri)
1935 – Tennis Club Parioli Roma (Carlo Della Vida, Clemente Serventi)
1936 – non disputata
1937 – Tennis Club Parioli Roma (Marcello Del Bello, Giorgio De Stefani, Carlo Della Vida, Giovanni Palmieri)
1938 – non disputata
1939 – Tennis Club Parioli Roma (Gianni Cucelli, Gino Vido)
1940 – Tennis Club Parioli Roma (Gianni Cucelli, Marcello Del Bello, Gino Vido)
1941 – Tennis Club Parioli Roma, SS Bruno Mussolini (Gianni Cucelli, Marcello Del Bello)
1942 – Tennis Club Parioli Roma, SS Bruno Mussolini (Marcello Del Bello, Rolando Del Bello, R Monti)
1943-1945 – non disputata
1946 – Tennis Club Varese (Marcello Del Bello, Rolando Del Bello, Cralo Sada)
1947 – Tennis Club Juventus Torino (Gianni Cucelli, Carlo Sada)
1948 – Tennis Club Juventus Torino (Gianni Cucelli, Carlo Sada)
1949 – Tennis Club Milano (Giuliano Caccia, Marcello Del Bello, Fausto Gardini)
1950 – YCC Posillipo Napoli (Mario Belardinelli, Rolando Del Bello)
1951 – Tennis Club Milano (Giuliano Caccia, Marcello Del Bello, Enzo Pautassi)
1952 – TC Ambrosiano Milano (Gianni Cucelli, Fausto Gardini, Franco Zampori)
1953 – TC Ambrosiano Milano (Umberto Bergamo, Gianni Cucelli, Fausto Gardini)
1954 – Tennis Club Milano Bonacossa (Gianni Cucelli, Giorgio Fachini, Fausto Gardini)
1955 – Tennis Club Milano Bonacossa (Giorgio Fachini, Fausto Gardini, Alberto Parri)
1956 – Società Tennis Como (Antonio Maggi, Orlando Sirola)
1957 – CT Chatillon Edison Milano (Giorgio Fachini, Orlando Sirola)
1958 – Virtus Bologna (Giuseppe Merlo, Orlando Sirola)
1959 – Virtus Bologna (Giuseppe Merlo, Orlando Sirola)
1960 – Virtus Bologna (Giuseppe Merlo, Orlando Sirola)
1961 – TC Ignis Comerio (Fuasto Gardini, Nicola Pietrangeli, Orlando Sirola)
1962 – TC Ignis Comerio (Fausto Gardini, Nicola Pietrangeli, Orlando Sirola)
1963 – Circolo Canottieri Roma (Sergio Jacobini, Franco Olivieri, Nicola Pietrangeli, Michele Pirro)
1964 – Circolo Canottieri Roma (Edison Mandarino, Franco Olivieri, Nicola Pietrangeli)
1965 – Virtus Bologna (Giuseppe Merlo, Martin Mulligan)
1966 – Società Canottieri Olona Milano (Nicola Pietrangeli, Sergio Tacchini)
1967 – Società Canottieri Olona Milano (Gaetano Di Maso, Giuseppe Merlo, Nicola Pietrangeli, Sergio Tacchini)
1968 – Società Canottieri Olona Milano (Marco Gilardelli, Martin Mulligan, Nicola Pietrangeli)
1969 – Società Canottieri Olona Milano (Giorgio Bologna, Giordano Maioli, Martin Mulligan, Nicola Pietrangeli)
1970-1976 – non disputata (sostituita dalla Coppa De Morpurgo, campionato a squadre misto)
1977 – non disputata
1978 – Match Ball TC Bagno a Ripoli (Mario Caimo, Massimo Di Domenico, Fabrizio Gasparini, Enzo Vattuone)
1979 – Tennis Club Genova (Emilio Casareto, Augusto Possenti, Piero Toci, Enzo Vattuone)
1980 – Tennis Club Monviso Grugliasco (Luca Anselmi, Massimo Baiona, Stefano Bertone, Maurizio Bonaiti, Franco Merlone, Alejandro Pierola)
1981 – Tennis Club Triestino (Marco Armellini, Paolo Bertolucci, Flavio Mazzocchi, Dale Ogden)
1982 – Circolo Tennis Villa Carpena Forlì (Maurizio Aracri, Patrizio Parrini, Gianluca Rinaldini)
1983 – Circolo Tennis Certosa Calci (Paolo Bertolucci, Enzo Vattuone, Antonio Zugarelli)
1984 – Circolo Tennis Certosa Calci (Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci, Antonio Zugarelli)
1985 – Tennis Club Crema (Fabio Moscino, Claudio Panatta, Ferrante Rochi)
1986 – Tennis Club Crema (Simone Colombo, Claudio Panatta, Ferrante Rocchi)
1987 – Tennis Club Crema (Paolo Canè, Ugo Colombini, Simone Colombo)
1988 – TC Mozzo ’80 Bergamo (Marcello Bassanelli, Walter Bertini, Paolo Canè)
1989 – TC Mozzo ’80 Bergamo (Marcello Bassanelli, Massimiliano Narducci, Michiel Schapers)
1990-1997 – non disputata
1998 – Match Ball TC Bagno a Ripoli (Elia Grossi, Marzio Martelli, Massimo Valeri)
1999 – Match Ball TC Bagno a Ripoli (Elia Grossi, Marzio Martelli, Mosè Navarra, Massimo Valeri, Filippo Volandri)
2000 – CRB Club Bologna (Alberto Albertini, George Bastl, Daniele Bracciali, Cristian Brandi, Stefano Galvani, Gianluca Gatto, Marco Pontartin, Uros Vico, Adrian Voinea)
2001 – CRB Club Bologna (Daniele Bracciali, Stefano Galvani, Gianluca Gatto, Adrian Voinea)
2002 – CRB Club Bologna (Daniele Bracciali, Edwin Kempes, Dick Norman, Gianluca Gatto, Uros Vico, Filippo Volandri)
2003 – CRB Club Bologna (Daniele Bracciali, Igor Gaudi, Tuomas Ketola, Uros Vico, Filippo Volandri)
2004 – Tennis Club Cagliari (Tomas Behrend, Giorgio Galimberti, Julian Knowle, Federico Luzzi, Davide Sanguinetti, Andreas Seppi)
2005 – Geovillage SC Olbia (Florian Allgauer, Daniele Bracciali, Marcelo Charpentier, Fabio Docche, Younes El Aynaoui, Igor Gaudi, Gianluca Pozzi, Thomas Tenconi, Filippo Volandri)
2006 – Capri Sports Academy (Carlos Cuadrado, Alessandro Da Col, Giorgio Galimberti, Roko Karanusic, Giancarlo Petrazzuolo, Razvan Sabau, Davide Sanguinetti, Potito Starace)
2007 – Capri Sports Academy (Carlos Cuadrado, Giorgio Galimberti, Marc Gicquel, Roko Karanusic, Albert Montanes, Giancarlo Petrazzuolo, Razvan Sabau, Davide Sanguinetti, Pablo Santos Gonzales, Daniele Silvestre, Potito Starace)
2008 – Capri Sports Academy (Marcos Baghdatis, Adriano Biasella, Marc Gicquel, Daniele Giorgini, Pablo Santos Gonzales, Giancarlo Petrazzuolo, Davide Sanguinetti, Potito Starace, Filippo Volandri)
2009 – Capri Sports Academy (Marc Gicquel, Daniele Giorgini, Giancarlo Petrazzuolo, Andreas Seppi, Potito Starace, Filippo Volandri)
2010 – Circolo Canottieri Aniene (Simone Bolelli, Flavio Cipolla, Alessio Di Mauro, Vincenzo Santopadre, Grzegorz Panfil)
2011 – Castellazzo Tennis Club (Daniele Bracciali, Alberto Brizzi, Andey Golubev, Luca Vanni, Giuseppe Montenet, Alessandro Tombolini, Riccardo Trasinelli)
2012 Tennis Club Italia Forte dei Marmi (Davide Bramanti, Daniele Giorgini, Matteo Marrai, Guillrmo Olaso, Luca Pippi, Walter Trusendi, Filippo Volandri)
2013 – Società Tennis Bassano (Andreas Seppi, Paolo Lorenzi, Jesse Huta Galung, Alessio Di Mauro, Marco Crugnola)
2014 – Circolo Canottieri Aniene (Simone Bolelli, Flavio Cipolla, Matteo Berrettini, Vincenzo Santopadre, Simone Vagnozzi, Grzegorz Panfil)
2015 Tennis Club Italia Forte dei Marmi (Matteo Viola, Matteo Marrai, Walter Trusendi, Filippo Volandri,Jan Lennard Struff)
2016 Park Tennis Genova (Andrea Arnaboldi, Alessandro Giannessi, Gianluca Mager, Frederik Nielsen, Gianluca Naso)
2017 – Circolo Canottieri Aniene (Matteo Berrettini, Simone Bolelli, Flavio Cipolla, Jacopo Berrettini)

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WTA Strasburgo: Ostapenko sorprende Bertens, Sabalenka avanza

Bertens si ritira per problemi fisici quando era sotto con Ostapenko, Sabalenka soffre nel primo set ma vola ai quarti

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È Kiki Bertens la testa di serie più alta ad uscire nel torneo WTA di Strasburgo. La tennista olandese si è ritirata sotto 2-4 nel terzo set dopo due ore di battaglia contro Jelena Ostapenko. Una vittoria inaspettata per molti motivi. La tennista lettone non sta avendo una grande stagione, e non ha giocato a New York. A Roma ha perso al primo turno contro Linette, cogliendo la prima vittoria sul rosso nel primo turno di Strasburgo contro Lauren Davis.

L’ex vincitrice del Roland Garros 2017 si è rialzata dal punteggio di 6-2 4-3 a favore dell’avversaria breakkando Bertens due volte nel finire di set. L’olandese trova il break in apertura di terzo set contro Ostapenko, ma le sue condizioni fisiche peggiorano e si continua a muovere poco e male. Il controbreak della tennista lettone è decisivo per la vittoria, Ostapenko si porta sul 4-2 e Bertens si ritira per un problema al tendine d’Achille. Sfiderà domani nei quarti di finale la giapponese Nao Hibino, che battuto Zarina Diyas per 7-5 6-3.

Passa l’altra testa di serie in campo oggi, Aryna Sabalenka. La bielorussa parte molto contratta e Blinkova ne approfitta conquistando due break consecutivi in avvio di set, che vince nettamente per 6-1. La testa di serie numero 4 ha il merito di riprendere subito le chiavi del match nel secondo set e chiude la pratica con due break nel set finale. Avrà di fronte nei quarti di finale la ceca Siniakova, che ha superato l’ostacolo Alexandrova per 6-2 6-4 negli ottavi di finale.

 

Risultati Ottavi di finale

Ostapenko b. [3] Bertens 2-6 6-4 4-2 ret.
[4] Sabalenka b. Blinkova 1-6 6-4 6-2
Hibino b. Diyas 7-5 6-3
Siniakova b. Alexandrova 6-2 6-4

Il tabellone completo

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ATP

ATP 500 Amburgo: I big si confermano, male Auger-Aliassime

Passano al turno successivo Rublev e Tsitsipas, ma cade il canadese per mano di un sorprendente Bublik

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Quella che sarebbe potuta essere una seconda giornata tranquilla del tabellone principale di Amburgo è stata notevolmente movimentata dal caso Paire. Il francese si è ritirato sul punteggio di 6-4 2-0 contro il norvegese Casper Ruud, ma la vera notizia è quella della nuova positività di Benoit Paire a ben tre settimane dal “fattaccio” degli US Open. Il giocatore ha spiegato di aver effettuato due test risultati poi positivi, seguiti da un test negativo, con il dottore del torneo che ha dato il permesso a Paire di poter scendere in campo. Trovate qui un approfondimento della vicenda che rischia di far saltare a Paire il Roland Garros.

Più prevedibili gli altri incontri della giornata, con tutte le teste di serie oggi scese in campo che sono riuscite a superare gli ottavi di finale. A partire da Stefanos Tsitsipas, vincitore per 6-3 6-1 contro il britannico Daniel Evans. Il tennista greco torna alla vittoria dopo la bruciante sconfitta subita da Coric e la pessima prestazione contro il nostro Jannik Sinner a Roma. Una partita condotta con autorità sin dall’inizio, dopo un primo game di servizio andato ai vantaggi Tsitsipas trova il break nel quarto game e chiude il primo set non concedendo più di due punti al servizio.

 

Ad inizio secondo set la musica sembra cambiare. Evans trova meglio il tempo per salire a rete e mettere pressione a Tsitsipas. Si procura anche una palla break con uno splendido passante di rovescio che sorprende il numero 6 del mondo. Resterà l’ultima per lui, Tsitsipas annulla il break e il tennista britannico crolla completamente al servizio, prendendo tre break consecutivi e chiudendo la partita con il 30% di punti vinti con la prima nel secondo set. Tsitsipas sfiderà Pablo Cuevas al prossimo turno, ultimo precedente tra i due la finale dell’anno scorso ad Estoril vinta dal greco.

Molti più problemi invece per Andrej Rublev. Il russo, finalista uscente del torneo tedesco, ha battuto il tennista americano Tommy Paul 6-1 3-6 6-2 dopo un’ora e trentotto di partita. Il primo set è filato via a favore di Rublev quasi subito, come da pronostico vista la differenza di classifica tra i due. La testa di serie numero 5 approfitta delle incertezze al servizio di Paul per piazzare due break e chiudere il set in 21 minuti. Qualcosa però si rompe nel gioco del russo, che fatica più del dovuto con la seconda e concede il servizio nel secondo game del secondo set. Paul è bravo a contenere il ritorno del russo nel game successivo e si prende di forza un secondo set ampiamente meritato.

La reazione di Rublev non si fa attendere, il numero 14 del mondo è chirurgico in risposta e va a servire per il match sul 5-1 a favore. Due non forzati rimettono l’americano in partita. La sensazione è solo temporanea, Rublev si rimette al lavoro e chiude set e partita alla seconda palla break, incontrerà Roberto Bautista Agut che in serata ha piegato in tre set dopo una battaglia di 2h04 il tedesco Koepfer che aveva raggiunto i quarti di finale a Roma pochi giorni fa strappando anche un set a Djokovic.

Qualche sorpresa negli unici ottavi in cui non erano presenti teste di serie. Il cileno Christian Garìn rispetta il pronostico battendo non senza fatica un coriaceo Yannick Hanfmann con il punteggio di 6-2 7-6(3). Finisce la favola del tedesco, che nel turno precedente aveva eliminato la testa di serie numero 3 Gael Monfils, apparso molto lontano dalla sua forma abituale. Più sorprendente la vittoria del kazako Alexander Bublik, che ha la meglio per 6-4 6-2 di un Auger-Aliassime apparso molto scarico. Il canadese si è lasciato andare nel secondo set dopo le tante occasioni fallite (4 palle break salvate) quando Bublik serviva per il primo set. Venerdì saranno proprio Garìn e Bublik a dare vita ai quarti di finale, primi nel torneo per entrambi.

Il tabellone completo

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Focus

Paire è ancora positivo: gioca (e si ritira) ad Amburgo ma rischia il forfait al Roland Garros

Il francese “Ringrazio il torneo per avermi fatto giocare”. Il medico del torneo: “Risultare ancora positivi, non vuol dire essere contagiosi”

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Benoit Paire non sembra riuscire a trovare pace in quest’ultimo periodo. Il francese è sceso in campo ad Amburgo contro Casper Ruud, salvo poi ritirarsi sul punteggio di 6-4 2-0 in favore del suo avversario. Non è tanto il ritiro in sé a fare notizia (anche se è già il secondo negli ultimi tre tornei giocati; l’altro al Western&Southern Open contro Coric), quanto quello che Paire stesso ha rivelato in conferenza stampa, ovvero di aver giocato nonostante fosse risultato nuovamente positivo al test per il coronavirus.

Davanti alla stampa, Paire è sembrato esausto e spaesato. “Sono stato dieci giorni in camera agli US Open e ora di nuovo. Sono stanco. Allenarsi un’ora e poi tornare in stanza: è impossibile farlo per molto tempo. In quel momento ero stanco e ho deciso di ritirarmi”.

Incapace di capire il motivo di questi trattamenti così differenti da torneo a torneo, Paire ha detto di essere risultato positivo a due test consecutivi ad Amburgo, prima dell’ultimo tampone negativo in seguito al quale è sceso in campo. “Sono risultato positivo sin dal mio arrivo. L’unico test negativo è quello di ieri, ma i due precedenti erano positivi. La regola però qui sembra essere diversa. L’ATP dovrebbe spiegare qual è la regola. In questo momento a Parigi vedo giocatori negativi che non possono giocare perché il loro coach è positivo, mentre qui in Germania se risulti positivo puoi giocare. Ringrazio ancora il torneo e il dottore per avermi permesso di giocare, ma ci sono regole che non riesco a comprendere molto”.

 

Un altro aspetto della storia che colpisce riguarda la precedente positività di Paire, che aveva gettato un po’ di scompiglio nella bolla di New York.”Non sappiamo se il test positivo negli USA fosse un falso positivo. Sappiamo solo che ero negativo dopo lo US Open, negativo in Francia, negativo a Roma e poi di nuovo positivo qui a Amburgo. Questo è tutto quello che so. È dura accettare di dover stare ancora una volta dieci giorni in camera d’albergo”.

Benoit Paire – Wimbledon 2019 (foto Roberto Dell’Olivo)

VERSO PARIGI – Di certo c’è che Benoit sta accusando molto il colpo dal punto di vista psicologico. Le ultime settimane sono state davvero difficili tra quarantena, ritiri e le solite sfuriate in campo. “Non è facile per me. Quando ho parlato con il dottore in Francia mi ha detto che avrò il 50% di possibilità di risultare nuovamente positivo a Parigi, perché potrebbe persistere qualche strascico del virus. Che posso dirvi: ogni notte vado a dormire e mi dicono magari sarai positivo, magari negativo, magari giocherai, magari no. Per me la vita non è piacevole al momento. L’unica cosa che voglio è finire la stagione e tornare a casa”.

Il metro di misura adottato al Roland Garros è in effetti molto più rigido e attualmente le possibilità di Paire di prendere parte allo Slam di casa sembrano davvero basse. “Ho contattato il Roland Garros per spiegare la situazione. Gli ho detto che ero già stato positivo quindi non era possibile che fossi di nuovo positivo. L’unica cosa è che la regola qui in Germania è diversa, penso che qui il torneo gestisca meglio la situazione, ma in Francia è differente. Se risulti positivo, sei fuori dal torneo. Io ero già stato positivo quindi probabilmente è qualche strascico oppure evidentemente si può ricontrarre il virus dopo essere già stati testati positivi in passato. Onestamente non ne so molto, ma il fatto è questo: ero positivo e ho potuto giocare, ma se arrivo a Parigi in queste condizioni non posso giocare“.

IL MEDICO DEL TORNEO

Subito dopo la conferenza stampa di Paire, è stato il turno del dr. Volker Carrero, medico del torneo, il quale ha spiegato meglio i motivi alla base della decisione di lasciargli disputare il proprio match di primo turno. “C’è un’enorme differenza tra un primo test positivo e una positività successiva. Dopo essere risultati positivi per la prima volta, chiunque in qualunque parte del mondo deve sottoporsi ad almeno dieci giorni di quarantena. Benoit Paire è risultato positivo il 28 agosto e anche uno dei test successivi si è rivelato positivo. Quindi adesso stiamo parlando di un tampone eseguito a tre settimane di distanza. Sappiamo che esiste un’alta percentuale di re-test positivi dopo tre settimane, ma questo non significa che la persona sia contagiosa. Prova soltanto la persistenza di materiale virale. In realtà tra i cinque e i dieci giorni dopo, i positivi non sono più contagiosi“.

Benoit è stato in quarantena per 10 giorni a New York, ha giocato un altro torneo a Roma dove è risultato negativo, poi è volato ad Amburgo dove l’esito del suo test è risultato ‘degno di nota’“, ha concluso Carrero. In seguito ha specificato che ci sono diversi numeri e parametri da prendere in considerazione, ma uno in particolare ha cruciale importanza secondo il Robert Koch Institut, organo responsabile per il controllo e la prevenzione delle malattie infettive in Germania; se questo parametro è inferiore a 30, allora il soggetto non è contagioso, come nel caso di Paire.

Carrero ha poi ribadito come tutto sia stato fatto in accordo con le norme del Dipartimento di salute del distretto di Hamburg-Eimsbüttel e si è detto sorpreso di alcune dichiarazioni di Paire, controbattendole. Dopo il nuovo test positivo, l’équipe medica ha infatti consigliato al giocatore di osservare la quarantena, uscendo solo per allenarsi e giocare, ma non l’aveva imposta dal momento che non era considerato infetto. Carrero ha poi detto che Paire non aveva mai fatto cenno alla sua spossatezza (come ha invece fatto nell’odierna conferenza stampa), dal momento che avrebbe potuto impattare sulla decisione del Dipartimento di salute, essendo la stanchezza uno dei sintomi dell’infezione da coronavirus. Per finire il medico del torneo ha dichiarato di aver spiegato a lungo e a fondo l’intera situazione a Paire, che dunque era stato ben informato degli sviluppi e delle decisioni.

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