Nadal, strascichi polemici. Federer e 43 semi, Chung e Edmund le novità, ma Cilic…

Editoriali del Direttore

Nadal, strascichi polemici. Federer e 43 semi, Chung e Edmund le novità, ma Cilic…

MELBOURNE – Forse il croato che aveva messo in difficoltà Nadal potrebbe fare il bis dell’US Open, quando battè proprio Federer. Ma il record dello svizzero è… imbattibile

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Si discute ancora qui a Melbourne sulle dichiarazioni di Nadal a proposito del cemento killer e anche con alcuni apprezzabili commenti dei lettori del sito fra decine di “troll” che non avrei mai voluto leggere (e non ce la facciamo a cancellarli tutti, quando in mezzo a 4.000 post ce ne sono sparsi qua e là magari un centinaio: sarebbe un lavoro improbo che ci impedirebbe di fare altre cose più importanti e di qualità). Ho letto con interesse cosa ha scritto Gianni Clerici su Reppubblica (tramite la nostra rassegna stampa quotidiana), soprattutto il punto nel quale sottolinea come non ci sia altro sport nel quale si debba gareggiare su una superficie così dura. Mi pare un’osservazione significativa. Prima di perdermi in troppi commenti, senza avere il tempo di scorrerli tutti, mi sono copiato e incollato i primi che mi sono apparsi di un certo interesse, e siccome immagino che anche il 90 per cento dei lettori non abbiano avuto il tempo di leggerli, ve li rimetto qui sotto, prima di addentrarmi sulla giornata appena trascorsa (che è poi fatta di quanto accaduto nella notte con la disputa dei primi quarti di finale, i due a senso unico vinti da Halep su Pliskova e da Kerber su Keys, nonché quello vinto dal coreano Chung sull’americano Sandgren, tipo discusso e discutibile, ma certo un personaggio molto particolare.
“Traslando ad altri sport, sarebbe giusto avere solo campi da calcio della stessa misura in erba sintetica della stessa ditta produttrice? Sarebbe giusto avere lo stesso pendio e lo stesso percorso in diverse localita’ sciistiche? Sarebbe giusto fare gare di vela solo se il vento spira alla stessa velocita’ dalla stessa direzione? Sarebbe giusto fare gare di formula uno dove tutti hanno le stesse gomme e l’asfalto e’ sempre lo stesso (e’ gia’ piu’ o meno cosi’, ed infatti la F1 ha perso tutto il suo fascino)?”

“Si parla tanto di come l’omologazione delle superfici abbia cambiato (in peggio?) questo sport, e adesso si sta discutendo di… omologare le superfici? E su che base si sceglie il tipo di cemento? Saponetta o melma? Chi decide?”

“È giusto se metti la salute dei giocatori al primo posto. Già il cemento è duro (ahah), più è simile, più un giocatore si può preparare, trovare strategie e allenamenti. Questo, secondo me, diminuirebbe gli infortuni. Tutto qui, tanto le altre variabili (clima, altitudine, indoor…) rimarrebbero tali. In più, non è ciclismo né vela: non si stanno mettendo alla prova le doti atletiche contro la natura. É tennis, l’avversario dovrebbe essere solo quello dall’altra parte della rete.”

 

“Sicuramente mi sembra saggio ciò che suggerisce Marin (e non è il solo) un’omologazione non tanto dellle superfici, quanto DELLA superfice. Ovvero: complica di molto avere cementi dissimili in ogni parte del globo, senza considerare i fattori climatici e le palline.”

“Gli infortuni ci sono sempre stati e sempre ci saranno, non mi sembra che 15-20 anni fa ci fossero meno infortuni , anzi ricordo parecchi grandi giocatori fermi a lungo o finire la carriera prima dei 30-32 anni ( Safin, Philippoussis, Rusedski,Rios, Coria ,Norman , Kuerten,Ivanisevic, Rafter i primi che mi vengono in mente). Solo che una volta verso i 29-30-32 anni ci si ritirava o comunque diciamo che se avevi un infortunio serio in quell’età smettevi. Ora , grazie anche alla medicina che è migliorata e con la maggior attenzione al corpo, a 30-32-35 anni si continua . Quindi si chiede molto di più al fisico e molto più a lungo. Poi gli infortuni sono di tutti i tipi (spalla, anche, gomito,polso, muscolari,schiena ) e colpiscono tutte le tipologie di giocatori e direi anche a tutte le età . Anche i più giovani hanno avuto infortuni seri e penso a Coric, CHung, Kokkinakis, Kyrgios ecc ecc. Chiaro che il recupero da infortunio a 20-22 è una cosa mentre a 32-33 è un altra. Trovo molto superficiale dire che uno si fa male perchè gioca in maniera più “fisica” perchè il discorso è molto più complesso e singolare (nel senso che ognuno ha una sua struttura fisica,muscoli,fibre, articolazioni ecc). Io capisco cosa dice Nadal e si può anche condividere, ma poi alla fine ognuno deve fare le sue scelte e lui giustamente l’anno scorso ha giocato tantissimo e vinto tantissimo. Forse quest’anno giocherà meno e probabilmente sarebbe meglio per lui.”

“Il fatto e’ che i pipponi sono tutti quelli dalla terza posizione in giu’… Federer se ne e’ fregato (piu’ o meno) lo scorso anno e ha giocato dove voleva. Nadal magari puo’ fare lo stesso. Ma giocatori come Cilic, Dimitrov, ma anche tanti altri che arrivano con continuita’ ai quarti devono farsi le loro 60-70 partite se vogliono restare a quei livelli. Per Dimitrov, numero 3 del mondo, 49-19 su 23 tornei l’anno scorso. Numero 3 Del Mondo. 68 partite. Ma e’ un circolo vizioso, pero’. Se giochi poco, non fai punti, se non fai punti, non sei in alto in classifica. Se non sei in alto in classifica, hai un tabellone potenzialmente orribile. Se esci presto, perdi ancora piu’ punti. I criteri dell’ATP li conosco, ma purtroppo i meccanismi non ti permettono di saltare tornei. Per quello dico di abolire i tornei obbligatori del tutto. Non vedo perche’ bisogna concederlo solo ai 30enni con 600 partite. Gli infortuni vanno evitati prima dei 30, non dopo. Rafa ha giocato 17 tornei + Finals lo scorso anno. Per dire, sembra che abbia giocato tantissimo, ma ha giocato quello che richiede l’ATP. E’ arrivato sempre in fondo, 78 partite sono troppe. 18 (?) tornei vanno fatti, e 18 tornei sono tante partite per un top 10.

Il discorso è semplice…
si rompono 10 Top Player viene evidenziato il problema da tantissima gente a differenza se si rompessero 10 giocatore dalla 50 alla 100 questo è il primo punto che ha evidenziato lo stesso Federer dicendo che gli infortuni in realtà sono calati rispetto all’anno precedente. Basti vedere in questo AO… 2-3 giorni con un caldo pazzesco… nessuna lamentela tranne indovinate quando?! nella partita di Djokovic – Monfils, degli altri potevano pure schiattare tutti! Altro punto bisogna capire la causa degli infortuni… A Federer è capitato uno dopo una vita… non c’entra nulla con il circuito. Stessa cosa Wawrinka. Del Potro si è rotto fin da giovane al polso e operato per 3 volte… pure li è solo sfortuna. Vogliamo poi parlare dei vari Nishikori, Raonic… questi si rompo ogni anno dopo 3 tornei… non fanno testo! Ma se iniziamo a parlare di Nadal, Djokovic o Murray… questi hanno tirato per anni… con partite disumane di 5 e pure 6 ore… ok non sempre ma molte volte… tutto questo prima o poi il conto arriva. Qualcuno si ricorda di partite oltre le 4 ore di Federer?! forse le conti sulle dita di una mano in una intera carriera, oltre al fatto che quasi sempre la partita dopo era completamente cotto! Io tutte queste differenze le vedo eccome in questi 15 anni… poi se si vuole cercare colpe che in realtà non esistono allora… non lamentatevi se tra poco sparirà il 3 su 5 e stravolto tutto il regolamento.”

Vabbè, mi fermo qui, ma insomma alcune di queste considerazioni mi sono apparse calzanti. E da sviluppare. Per quanto riguarda quanto accaduto nella decima giornata dell’Australian Open, osservo che la sola donna che non ha perso un set per raggiungere le semifinali è quella meno titolata e l’unica che non è mai stata n.1 del mondo: Elise Mertens. Non è buffo? Le altre non hanno solo perso set, ma sono state a un passo dalle sconfitte. Halep ha cancellato 3 match point consecutivi all’americana Davis, Wozniacki perdeva 5-1 al terzo e 40-15 con la  croata Fett e Kerber è stata a tre punti dalla sconfitta con la cinese di Taipei Hsieh. Kerber ha dominato in tal modo la Keys che è sembrata la più forte di tutte. È anche l’unica delle quattro superstiti ad aver già vinto uno Slam, anzi due, e il primo lo vinse proprio qui. Io sarei abbastanza sorpreso se non si ripetesse. Ma con le donne è davvero difficile indovinare quel che può succedere.

Per quanto concerne il torneo maschile Chung mi piace molto. Sono curioso di vedere che farà con Federer. Non sembra tipo da emozionarsi. Ma è imperscrutabile. Magari dentro, come Ice-Borg un tempo, arde e non lo fa vedere. Stanotte si è preoccupato nell’ultimo game, distraendosi con Sandgren, per le cose che avrebbe dovuto dire a Jim Courier nella rituale intervista al vincitore. Era preoccupato per l’inglese! Lui e Edmund si trovano in semifinale per la prima volta. Proprio come Roger Federer a Wimbledon nel 2003. Da allora Roger ha centrato altre 42 volte il traguardo delle semifinali, spingendosi oltre 29 volte, per vincere 19 Slam e cedere in 10 finali. Un record pazzesco. Dubito che Edmund e Chung possano arrivare a metà di quelle semifinali. Però non mi stupirebbe che sia Chung sia Edmund, approfittando del ricambio generazionale, facessero prima o poi l’ingresso fra i top-ten. Che poi riescano a restarci a lungo è un altro paio di maniche.

Edmund ha colpi più esplosivi, servizio e dritto (questo davvero formidabile) e come scrivevo ieri mi pare il Courier del terzo millennio per un sacco di analogie fisiche e tecniche, mentre Chung mi pare più agile, più atleta, più muro alla Djokovic. A entrambi non manca davvero la grinta. La tigna. Edmund ha rimontato Anderson e due volte sotto da due set a uno, prima di regolare in quattro set sia Seppi sia Dimitrov… mentre Chung non ha tremato né quando ha fatto fuori gli Zverev, né quando ha affrontato il suo idolo Djokovic del quale Federer ha detto: “Non avrà giocato al suo 110 per cento, ma batterlo qui in Australia dove ha vinto sei volte è un po’ come battere Nadal a Parigi, è tutt’altro che semplice”. Chiaro che Federer sia considerato, anche per come ha giocato contro un ottimo Berdych dal secondo set in poi – o se volete dacchè ha annullato il primo dei due setpoint nel primo, sul 3-5, quando ha giocato una risposta di rovescio stupefacente – il grande favorito del torneo. E chiaro che le novità Chung e Edmund abbiano attirato sui loro exploit (anche per via di un ranking modesto, n.49 e 58) grande curiosità e attenzione, però alla fin fine il rivale più temibile per Roger è lo stesso che è arrivato in finale all’ultimo Wimbledon e non ha potuto difendere al meglio le proprie chances: Marin Cilic.

Le dichiarazioni post-match di Nadal hanno finito per sacrificare un po’ i meriti di Cilic che aveva giocato benissimo per tutti i primi tre set e mezzo, cioè anche prima che Rafa si facesse male. Cilic aveva mostrato personalità contro un avversario che gli aveva sempre lasciato briciole. E ora ce lo ritroviamo per la quinta volta in semifinale d’uno Slam. E ha fatto già due finali, quando vinse l’US Open 2014, dominando proprio Federer in semifinale (e poi Nishikori) e appunto a Wimbledon sei mesi fa. La finale Federer-Cilic è dunque la più probabile, ma si può escludere del tutto una finale fra i due “newcomers” Edmund e Chung? Mmm, non mi ci scommetterei la casa. Troppe volte, e non solo nel 2001 e nel 2003 a Wimbledon  o nel ’97 e nel 2005 a Parigi è accaduto che la rivelazione del torneo sulle ali dell’entusiasmo mettesse tutti d’accordo.

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Editoriali del Direttore

Roland Garros: anche Sasha Zverev mi ha risposto su Sinner e Musetti. Intanto Jannik, Giorgi e Sonego sognano di ripetere l’exploit di Martina Trevisan

PARIGI – Gli ottavi di finale non sono un miraggio per i nostri. Ma con Ruud il compito di Sonego è durissimo. Fra Camila e Sabalenka…difficile trovare due tennisti più imprevedibili. Sinner con McDonald ha più chances di tutti. E io ce l’ho con i leoni da tastiera che scrivono stupidaggini

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Jannik Sinner - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Non è che io abbia trovato troppi spunti su cui scrivere in questa giornata di venerdì al Roland Garros, dove al solito hanno passeggiato Rafa Nadal e Nole Djokovic come fanno quasi sempre nella prima settimana di uno Slam, al di là del grande piacere che ho provato vedendo giocare ancora una volta benissimo Martina Trevisan, vittoriosa su Daria Gavrilova in Saville (6-3,6-4) assai più nettamente di quanto dica il risultato.

 Bravissima e così bene educata Martina in un mondo tennistico dove purtroppo mi è capitato di incontrare anche diversi presuntuosi diventati via via più cafoncelli man mano che arricchivano.

Ho visto per la prima volta Martina quando era ancora piccola, seppur già indiscutibilmente talentuosa. Giocava partite le sue prime gare al tennis club Italia di Sergio Marrai a Forte dei Marmi e quel timing sul dritto mancino era già uno spettacolo. Ma i dubbi legati a un fisico non da amazzone, quando già le russe che avevano preso a dominare il tennis erano tutte sul metro e 80, si erano impadronite di molte delle prime posizioni mondiali.

 

Prima di Martina avevo conosciuto una bravissima persona, suo padre Claudio, un ex calciatore (classe 1947) che aveva giocato da attaccante in diverse squadre di buon livello (Modena, Sanbenedettese, Ternana, Taranto) e che gestiva una piccola azienda alla quale ordinai i miei primi cappellini verdi di Ubitennis. Claudio, grande appassionato di tennis, volle venire da Santa Croce sull’Arno a portarmeli di persona.

Ora purtroppo Claudio non sta bene, anzi sta proprio male. E Martina, che gli aveva dedicato la vittoria conquistata nel suo primo torneo a Rabat domenica scorsa, naturalmente lo pensa sempre.

Ho conosciuto prima di Martina  anche suo fratello Matteo che era una vera promessa, uno dei migliori junior del mondo, tant’è che era arrivato a giocare una finale all’US Open junior. Senza essere altissimo aveva una prima di servizio e un dritto davvero esplosivi.

Ricordo di aver incontrato 3 mesi dopo l’exploit all’US Open, in Australia, uno dei più noti coach e intenditori di tennis, l’olandese Sven Groeneveld che ora allena la Andreescu. Io non credo che ci sia un coach che abbia allenato più gioacatrici (ma anche giocatori) di Groeneveld. E siccome non tutti ne sono al corrente vi faccio l’elenco dei suoi “assistiti”: Monica Seles, Arantxa Sánchez Vicario, Mary Pierce, Ana Ivanovic, Caroline Wozniacki, Michael Stich, Greg Rusedski, Nicolas Kiefer, Tommy Haas, Maria Sharapova and Mario Ančić.

Credo possa bastare no? Ebbene a Melbourne Groeneveld mi disse: “Quel vostro ragazzo, Trevisan, ha la stoffa per diventare uno dei primi giocatori del mondo. Fatene…un buon uso!”.

Purtroppo Matteo non aveva la testa, la mentalità giusta, per capire quanto fosse importante sacrificarsi. E nonostante la FIT lo avesse convocato a Tirrenia, non si riuscì a farlo concentrare totalmente sul tennis.

Per papà Claudio, che tanto aveva puntato su lui, fu un enorme dispiacere. Oggi però Claudio sarebbe felice di vedere ancora Martina negli ottavi di finale del Roland Garros, per la seconda volta. Ma nessuno sa se potrà riuscire a farlo.  

La Martina di questi giorni ha tutte le carte in regola per battere in ottavi Aliaksandra Sasnovich anche se la ragazza bielorussa, n.47 del mondo le sta ufficialmente avanti nel ranking di 12 posti e, soprattutto, viene dall’aver battuto prima la Raducanu testa di serie n.12 e poi la Kerber n.21, due campionesse di Slam.

Il ranking significa poco a questi livelli. Tanto più perché Martina è virtualmente n.44 anche se dovesse perdere mentre salirebbe intorno a n.31 se vincesse e si qualificasse per i quarti a Parigi per la seconda volta in due anni. Potrebbe già raggiungere – anche se poi ci sarebbe da mantenerle– quella posizioni che ci ha detto essere l’altro giorno il suo obiettivo del 2022: chiudere l’anno fra le prime 32 tenniste del mondo per poter poi essere testa di serie al primo Slam del 2023, in Australia.

Della Sasnovich ha scritto diffusamente Antonio Garofalo. Inutile che io mi ci soffermi ancora. Penso che sia battibile dalla Trevisan vista questi giorni, dopo 8 vittorie consecutive e convincenti fra Rabat e qui. Però capisco che anche la Sasnovich abbia ottime ragioni per credere in se stessa. Vedremo.

Intanto io confesso oggi di essermela davvero presa –e l’ho detto anche nel video – con i commenti di alcuni lettori di Ubitennis. Ce l’ho – tanto per essere chiaro e al tempo stesso senza sopravvalutare la loro importanza – con coloro che vorrebbero attribuirmi un’antipatia – uno ha scritto addirittura “Astio!” –  oppure un pregiudizio negativo assolutamente inesistente e infondato nei confronti di Jannik Sinner. Tifo Sinner dal primo momento che l’ho visto, mi sta molto simpatico, lo trovo un gran bravo ragazzo, educato, per bene, e gli auguro oggi e sempre, tutto il bene e la fortuna del mondo

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

A prescindere dalla simpatia, un Sinner che diventasse un numero uno del mondo, ma anche un top 3 o un top 5 farebbe la fortuna sua (in parte già fatta soltto il profilo economico) e pure quella di Ubitennis. 

Ma non è per interesse speculativo che io mi auguro che vinca il più possibile. Me lo auguro per il tennis italiano, per la sua promozione, per lo sport che amo dacchè sono bambino. Ho atteso per 40 anni, dal dopo Panatta, che si affacciassero sul circuito mondiale tipi come Sinner, come Berrettini, come Musetti, come Sonego (anche se questi ultimi due devono ancora fare tanta strada).

Quando  ho letto quegli stupidi commenti (che non ho censurato) per un attimo ho pensato che forse fosse arrivato il tempo di mandare al diavolo la chat con i suoi leoni da tastiera.

Poi mi sono detto: lascia perdere, un paio di cretini ci sono e ci saranno sempre. Per fortuna non sono che una esigua minoranza che si prende sul serio. Fatto sta che a volte alla stupidità non c’è limite e il web non è davvero il mezzo migliore per porre quel limite. Umberto Eco coniò quello stupendo termine web-eti, e molti anni prima di lui, quando non c’era ancora il web, Oscar Wilde ebbe a dire: “A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio”. Sul web invece anche gli stupidi aprono bocca e sentenziano. Il problema è che qualcuno ogni tanto non approfondisce e prende per buone le stupidaggini.

Per chi lavora seriamente, come tutti i collaboratori di Ubitennis, ore e ore dal primo mattino fino a notte fonda (grazie a queste sessioni serali di cui avremmo egoisticamente fatto assai a meno) – credo che oggi si siano pubblicati 18 articoli!! – è offensivo leggere commenti davvero insopportabili.

Così, mentre vi invito ancora una volta a registrarvi presso l’Instagram di Ubitennis – dove ad esempio spesso faccio un commento a caldo di un match appena concluso, come l’Alcaraz-Korda del clou serale di venerdì: vorrei superare i 14 mila followers e ne mancano solo 70, coraggio!  –  ora mi fermo qui, perché ci attende una giornata che comincia alle 11 con Sinner-McDonald (1-0 con il precedente della finale di Washington), prosegue sullo stesso campo Simonne Mathieu con Giorgi-Sabalenka (1-1, don Camila che perse a Lugano diversi anni fa ma ha vinto lo scorso anno a Eastbourne) e poi, ma non prima delle 16 ci sarà l’ultimo italiano a caccia di un posto in ottavi, Lorenzo Sonego che affronta per la quarta volta Casper Ruud dopo averci perso sempre, ma l’ultima volta a Vienna almeno dopo una gran bella lotta.

Luca Chito ha scritto per noi, come di consueto, le quote di almeno tre aziende di scommesse, perché le si possano comparare. Ecco qui il LINK al suo articolo. Mi sembra che la vittoria di Sonego sia pagata a 5. A me sembra alta. Ma certo Ruud è favorito.

Per finire, prima di ricordare le teste di serie che…non ci sono più, vi dico che ho rivolto a Sasha Zverev la stessa domanda formulata ieri a Stefanos Tsitsipas

In Italia siamo molto orgogliosi di avere due tennisti come Sinner e Musetti. Attualmente c’è un grosso gap di classifica fra i due. Qualcuno dice che è un gap non così grande in termini di qualità di tennis. Mi dici la tua opinione? Uno magari pensa che uno possa essere più talentuoso, uno che l’altro possa essere più solido e potente. Puoi cercare di dirmi come la pensi te?

ALEXANDER ZVEREV: Chi ha più talento dei due?

Q. Se tu che me lo devi dire, non io.

ALEXANDER ZVEREV: Okay. Io penso che entrambi diventeranno grandi giocatori. Ora Jannik è più su, è più “established”. E’ stato top-ten, ha giocato a Torino lo scorso anno. Musetti non è ancora arrivato a quel livello. Sinner ha battuto dei top-10, ha già battuto parecchi ottimi giocatori, mi ha battuto qui due anni fa. E’ qualcosa che ancora Musetti non ha fatto. Secondo me è uno dei tennisti con maggior talento, uno dei più dotati che c’è nel circuito. E’ molto piacevole anche vederlo giocare. Ha una grande tecnica, un rovescio a una mano. Un bellissimo tennis. Ma dipende da lui cosa può fare con quel talento e io non posso rispondere a questa domanda per te…”

E ora chiudo davvero. A domani (o oggi con il solito video più prolungato quotidiano su Ubitennis, oppure quello da massimo un minuto su Instagram di Ubitennis (mi dicono che abbiamo cominciato ad esplorare anche il mondo ipergiovane di TIKTOK…non si mettono limiti alla Provvidenza!)

MASCHILE
TDS battute da non TDS – 13

(la più alta uscita di scena è Norrie n.10, ma a batterolo è stata un’altra testa di serie Kachanov n.21)

13 Fritz (2T Zapata Miralles)
14 Shapovalov (1T Rune)
16 Carreno Busta (1T Simon)
17 Opelka (1T Krajinovic)
19 De Minaur (1T Gaston)
22 Basilashvili (2T McDonald)
23 Isner (3T Zapata Miralles)*
24 Tiafoe (2T Goffin)
25 Davidovich Fokina (1T Grieekspoor)
29 Evans (2T Imer)
30 Paul (1T Garin)
31 Brooskby (1T Cuevas)
TDS battute da TDS – 2
5 Nadal b. 26 Van De Zandschulp (3T)*
15 Schwartzman b. 18 Dimitrov (3T)*

21 Kachanov b.Norrie 10 (3T)


FEMMINILE
TDS battute da non TDS – 15 (oggi in grassetto)

2 Krejcikova (1T Parry)
4 Sakkari (2T Muchova)
5 Kontaveit (1T Tomljanovic)
6 Jabeur (1T Linette)
8 Pliskova (2T Jeanjean)
9 Collins (2T Rogers)
10 Muguruza (1T Kanepi)
12 Raducanu (2T Sasnovich)
13 Ostapenko (2T Cornet)
19 Halep (2T Zheng)
21 Kerber (3T Sasnovich)*
25 Samsonova (1T Kovinic)
26 Cirstea (2T Stephens)
30 Alexandrova (2T Begu)
32 Kvitova (2T Saville)
TDS battute da TDS (3T) – 2
14 Bencic da 17 Fernandez (3T)*
15 Azarenka da 23 Teichmann (3T)

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

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Editoriali del Direttore

Roland Garros, Tsitsipas: “Sinner e Musetti sono lì. Dimenticate la classifica. Sinner tirava più forte un anno fa…Musetti ha più talento. Però non cambia mai posizione”

Sette ragazze top-ten sono out. Come nel ’76. E dal 2013 non c’erano 4 azzurri, tra uomini e donne, al terzo turno. Le 500 vittorie di Simon e le oltre 1000 dei Fab. Gasquet: “Nadal era più forte di Alcaraz”. Brutti e bei gesti a Parigi. Da squalifica e da applausi. 25 “vittime” nel seeding

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Stefanos Tsitsipas - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Se cominciassi dando i numeri? A una certà età succede. Dunque…era dal 1976, l’anno del mio primo Roland Garros e del trionfo di Adriano Panatta – scegliete voi quale sia l’amarcord più importante – che non accadeva che ben 7 delle prime dieci tenniste del mondo fossero schizzate fuori già al giovedì, nei primi due turni.

Sotto, nel finale di questo articolo troverete chi sono le sette “vittime”. Qui vi dico che le tre superstiti sono Iga Swiatek, n.1 manco a dirlo!, Paula Badosa n.3 e Aryna Sabalenka n.7 e prossima avversaria di Camila Giorgi.

La Swiatek ha vinto il suo trentesimo match di fila, nonché 16 incontri su 18 al Roland Garros, percentuale dell’89%. Solo la Court (95%), la Evert (92%) e la Graf hanno registrato percentuali superiori nella loro storia di questo torneo. Per inciso ho visto che un dritto della Swiatek è stato cronometrato a 127 km e uno di Rafa Nadal a 126. Meglio non farlo sapere a Rafa.

 

Chi fermerà Iga? La polacca avrebbe dovuto affrontare la Samsonova al terzo turno e invece ha trovato la Kovinic. Poi al quarto turno doveva esserci o  Ostapenko o Halep e invece troverà o Qinwen Zheng o Cornet. Insomma ha già un piede nei quarti. Dove potrebbe ritrovare la Pegula, già demolita a Roma.

La presenza di Camila al terzo turno, aggiunta a quella di Martina Trevisan che gioca stamani per un posto in ottavi contro la…russa d’Australia Daria Gavrilova in Saville, mi consente di dare un atro numero: era dal 2013 che non avevamo almeno due donne e due uomini contemporaneamente al terzo turno. Nel 2013 furono Fognini e Seppi, Pennetta, Vinci e Schiavone. I due uomini sono Jannik Sinner che ha battuto in 4 set e 3h e 44 minuti Carballes Baena, soffrendo più del previsto perché secondo me – ma forse non secondo lui – non ha giocato tanto bene, e Lorenzo Sonego che ha vinto in tre set e 2h e 40 m – ma potevano essere 4 perché il primo lo ha riacciuffato in modo abbastanza rocambolesco annullando due setpoint a Joao Sousa – e però sia Lorenzo che il suo coach Gipo Arbino si sono detti entusiasti della sua performance: “Una delle migliori della mia carriera” ha detto Lorenzo facendo eco al coach.

Non so se esserne contento. Perché la migliore avrebbe dovuto conservarla per il prossimo incontro, quello con il norvegese Ruud che lo ha battuto tre volte su tre in circa 18 mesi e solo l’ultima, a Vienna 2021, è stata partita davvero lottata. Insomma Lorenzo dovrebbe riuscire a giocare un’altra delle sue migliori partite in carriera, perché il norvegese n.8 del mondo è di una soldiità impressionante e se prende l’iniziativa con il dritto anomalo ha una palla che pesa moltissimo. Lorenzo lo sa e cercherà di evitarla.

Sulla carta dovrebbe essere più semplice il compito di Jannik Sinner contro l’avversario battuto in finale a Washington, Mackenzie McDonald, che ha battuto un Basilashvili che fatica a ritrovare se stesso. Sulla terra rossa l’americano, n.58 del mondo potrebbe rivelarsi meno pericoloso di Carballes che ieri sera ha messo davvero alla frusta il nostro.

Sono andato ieri sera a parlare di Sinner e Musetti con Tsitsipas, che si è miracolosamente sottratto al quinto set con il qualificato ceco Kolar che nel tiebreak del quarto è stato avanti 6-2, con quattro set point consecutivi. Ma Tsitsipas è decisamente uno che ha gli attributi. Rimonta da due set a zero con Musetti senza perdersi d’animo, rimonta 4 set point con Kolar. Se mettere Tsitsipas knock-down non è così impossibile, lo diventa il metterlo k.o. (salvo che l’avversario si chiami Djokovic).

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

A Stefanos, che con me è sempre gentile, anche se all’apparenza ha un approccio che può sembrare scorbutico, ho chiesto: “Grande lotta con Musetti, grande lotta stasera, dipende più dal tuo servizio o dagli avversari? E poi una curiosità: Sinner è molto davanti a Musetti in classifica ATP (12 e 57=45 posti di gap), ma quando li vedi giocare entrambi, si ha l’impressione che Musetti abbia molti più colpi, molto più talento. E’ solo un’impressione, la superficiale impressione di uno spettatore, o quando ci giochi contro, a Sinner come a Musetti, pensi che i due sono in realtà molto vicini, dimenticando le classifiche?

 Tsitsipas: “Sì, lascio perdere le classifiche, assolutamente. Musetti ha un bellissimo e talentuoso tennis con il suo rovescio a una mano. E’ un po’ un misto di Gasquet con un gioco più d’attacco e uno stile di gioco più aggressivoPuò essere imprevedibile, ma anche lui resta su quel che fa. Non l’ho visto cambiare troppo le sue posizioni e quel che è il suo gioco. Penso che se è nel momento buono può crearsi davvero tanti bei colpi con il suo rovescio a una mano.  In termini di potenza però Sinner…ne ha di più. Ha un gioco assai potente, colpisce duro. E si appoggia molto ai suoi colpi più forti. Mi ricordo che Sinner nei primi tempi colpiva davvero fortissimo la palla. Ora penso che tiri un po’ meno forte, abbia ridotto…E’ sempre così quando sei un newcomer, alle prime, giochi libero, senza preoccuparti in un certo senso. Poi il circuito ti cambia, ti sviluppa e struttura in un modo diverso. Due stili davvero diversi, ma loro due sono molto, ma molto vicini, davvero”.

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Lorenzo Musetti al microscopio

Avviso ai lettori: c’è un racconto live della giornata su Instagram con l’esito dei match in tempo reale, nelle storie, ma ci sono anche i post con i miei video. Sono tutte cose molto più brevi di quelle che scrivo qua. Se avete poco tempo andate lì.

Visto che Tsitsipas ha citato Gasquet, beh segnalo che è appena uscita una autobiografia di Gasquet e che a scriverne la prefazione è stato Rafa Nadal, suo coetaneo e avversario fino da che erano bambini e si affrontarono al torneo dei Petit As. Non ho ancora letto il libro ma credo di ricordare che il primo match lo abbia vinto Richard. Da professionisti però Nadal ha battuto Gasquet 17 volte su 17!

Non mi ha per nulla sorpreso quindi sentire Gasquet che rispondeva a chi gli chiedeva se Alcaraz fosse più forte di Nadal alla sua età con queste parole: “No davvero, all’età di Alcaraz Rafa aveva già vinto uno Slam, il primo di 13 Roland Garros. Non credo proprio che Alcaraz sia più forte di quanto lo era Rafa…”.

Gasquet è stato battuto mercoledì da Korda che nel match clou serale di questo venerdì giocherà la “bella” contro Alcaraz. Lo spagnolo vinse il NextGen con le sue buffe regole in finale, l’americano si è vendicato a Montecarlo che è un torneo vero…però i favori del pronostico, nonostante Carlitos si sia salvato annullando un matchpoint con Ramos Vinolas, sono per lui.

Però ricordo che per anni si è scritto di Zverev che sciupava troppe energie nei primi turni degli Slam per arrivare in fondo e infatti vinceva i Masters 1000 ma deludeva negli Slam.

 Alcaraz ha un tennis molto dispendioso per incontri sulla lunga distanza dei tre set su cinque. Dovrà imparare a far meno fatica. Nadal imparò alla svelta. Se c’era da infliggere punteggi netti non si faceva pregare. Come Bjorn Borg (che nel Roland Garros del ’78 vinse il torneo perdendo in tutto 32 game in 21 set. Fate un po’ la media a set…). Infatti i “veterani” si sanno ammnistrare: Nadal è stato fin qui in campo soltanto 4 ore e 11 minuti in due incontri, Djokovic 4 ore e 14, Alcaraz 6 ore e 24, Tsitsipas 7 ore e 40.

Se Gasquet e Tsonga sono fuori dal torneo (dove Monfils non è riuscito nemmeno a giocare), invece Gilles Simon è ancora dentro. Battendo Johnson ha conquistato la sua vittoria n.500. Anche se non sono 1.000 come quelle raggiunte recentemente da Djokovic, sono sempre tante. Soltanto 56 giocatori nella storia ATP hanno superato quel muro. Due francesi però hanno vinto più di lui: Gasquet 574, Monfils 523. Un ripassino? Federer è a quota 1251 e Nadal a 1053, Djokovic a 1003.

E io continuo imperterrito a dar numeri: solo due giocatori fin qui non hanno perso il servizio. Hubi Hurkacz e Grigor Dimitrov. Per Hubi faccio spesso il tifo, anche se gli toglierei volentieri quella H iniziale. Quando ieri Cecchinato continuava a dire “devo fare i complimenti a Hubi”, tre o quattro volte, alla fine non ho potuto esimermi dal ringraziarlo, facendoli miei.

Ma è poi certo una cattiveria tipicamente fiorentina sottolineare che il polacco, che in patria riscuote un decimo delle attenzioni riservate a Iga Swiatek in quanto tipo incredibilmente riservato, ha giocato contro due italiani, Zeppieri e Cecchinato: ha servito per 29 game e non solo li ha vinti tutti ma non ha offerto neppure una pallabreak in sei set. Bravo lui, ma meno bravi i nostri, se mi è concesso.

Dimitrov ha vinto i suoi sei set con punteggi ancora più netti che non Hubi: ha dato 6-1,6-1,6-1 a Giron e poi 6-0,6-4,6-3 a Coric. 24 servizi vinti su 24. Sono curioso di vedere che cosa farà con Schwartzman, nel duello fra la testa di serie n.18 (il bulgaro) e la n.15 (El Peque argentino). Io dico che almeno un servizio lo perderà. E forse più di uno. El Peque risponde come pochi.

Un numero meno interessante: 9. Sono i matchpoint di cui ha avuto bisogno Pegula per battere finalmente la Kalinina 6-1,5-7,6-4, quando pareva non volesse proprio vincere. Se avesse perso anche la Pegula, testa di serie n.11, un posto davanti alla n.12 Raducanu e alla n.13 Ostapenko (battuta dalla francese Cornet che qui era arrivata l’ultima volta al terzo turno nel 2017, quando il torneo fu vinto proprio dalla Ostapenko), a quel dato delle 7 “teste rotolate in questa rinnovata…rivoluzione francese della racchetta” avrei segnalato che avremmo avuto ben 10 k.o. con corona sulle prime 13 regine del torneo. Invece sono…solo 9. E fa meno effetto. Magari avesse vinto la Kalinina. Così avrei potuto scrivere 10 su 13. Suonava meglio.

Un numero più interessante: le prime 12 teste di serie tutte promosse al terzo turno: non accadeva in uno Slam nel torneo maschile da Wimbledon 2011! E al Roland Garros dal 2009.

Una ex n.1 del mondo, ed ex campionessa al Roland Garros, Simona Halep, ha vissuto per la prima volta una crisi di panico mentre stava vincendo abbastanza tranquillamente, avanti un set e un break. Così la cinese Qinwen Zheng, n. 74 WTA da non confondere con la Shuai Zhang n.41 che aveva perso al primo turno con Camila Giorgi, ha approfittato della…paura della Halep, paura vera mica braccino!, per vincere in tre set. La Zheng all’inizio del 2021 era appena n.270 del mondo. E questi progressi li ha fatti senza poter giocare in patria. Non l’avrebbero fatta uscire causa COVID, a quanto mi è stato detto. Fosse stata la Li Na, avrebbe potuto. Ma per la n.270 del mondo non si facevano eccezioni.

Ho visto – anche nel video che abbiamo pubblicato su Ubitennis – la rumena Begu che, sul campo 13, tirando rabbiosamente la racchetta su uno sgabello sponsorizzato dalla Perrier (ma non era una ghiacciaia…o forse sì?) quando era sotto 2-0 nel terzo, se l’è vista rimbalzare per finire in mezzo al pubblico, spaventando un bambino al punto da farlo scoppiare in lacrime. Non ho visto se era stato proprio colpito. La squalifica, anche se la Begu non l’aveva certo fatto apposta, sembrava inevitabile dopo che l’arbitro ha chiamato il Supervisor. Non lo aveva fatto apposta tanti anni fa, nel ’92, il mitissimo Stefano Pescolido in Australia. Anche lì la racchetta rimbalzò in modo strano e finì addosso a una signora in prima fila. Ma è un caso analogo a quello di Djokovic che tirò quella pallata colpendo la giudice di linea la quale, per lo spavento, stramazzò a terra all’US Open. Tutti, Pescosolido, Henman, Djokovic (e anche una ragazza italiana che colpì una giudice di linea inavvertitamente…furono squalificati.

La Begu no. Sorprendentemente. Nonostante le urla del pubblico che disapprovava. La sua avversaria, la Alexandrova che era in vantaggio 2-0 al terzo, era furibonda. Voleva lo scratch. Non il massimo del fairplay, ma forse ne aveva diritto, stando alle regole sempre applicate. Non glielo hanno dato e lei ha perso la testa e il match, non senza aver cacciato una palla fuori dallo stadio rivolgendosi all’arbitro in tono polemico “E ora che mi fai? Mi squalifichi?”. Ha beccato anche lei una ammonizione, come la Begu. In conferenza stampa la Begu ha rifiutato più volte di commentare l’episodio, salvo scusarsi ripetutamente.

Ma secondo me sia lei sia Rublev hanno avuto una fortuna sfacciata a trovarsi ancora in gara. E da favoriti del prossimo round perché la Begu incontrerà la francese Leoolia Jeanjean, vittoriosa sulla Pliskova e protagonista di una storia incredibile che non ho avuto il tempo di scrivere…dopo che a 12 anni era considerata una tal promessa che la Nike l’aveva già messa sotto contratto.  Rublev forse rischia di più: Garin non è avversario così morbido.

Dopo aver parlato di possibili squalifiche segnalo un bel gesto: Casper Ruud a fine partita vinta con Ruusuvuori nel campionato della Scandinavia Unita ha lanciato un suo asciugamano a un ragazzino che lo aveva invocato. Solo che un signore più alto e agile ha spiccato un salto tipo Michael Jordan e glielo ha soffiato sotto il naso. Ruud però non lo ha permesso: “Così non si fa!” gli deve aver detto e finchè il mancato cestista non ha restituito l’asciugamano al ragazzino costernato e suo legittimo proprietario il bravo Casper non se ne è andato. Missione compiuta. E applaudita.

Gli americani applaudono, in assenza delle Williams, le loro ragazze: ne hanno diverse in corsa, Keys, Pegula, Rogers, Anisimova, Stephens, Gauff. Fra gli uomini per ora la metà: il “vecchio” Isner, McDonald (per il quale non farò il tifo quando giocherà con Sinner) e i più giovani Nakashima (che ha Zverev) e Korda che ho ricordato essere in procinto di rimisurarsi con Alcaraz e non lo invidio.

Sono saltate 25 teste di serie su 64, assai più di un terzo. L’ultima in serata la Ostapenko, campionessa qui nel 2017.

MASCHILE – 11 ”vittime” (in grassetto quelle di ieri)

13 Fritz (2T Zapata Miralles)
14 Shapovalov (1T Rune)
16 Carreno Busta (1T Simon)
17 Opelka (1T Krajinovic)
19 De Minaur (1T Gaston)
22 Basilashvili (2T McDonald)*
24 Tiafoe (2T Goffin)*
25 Davidovich Fokina (1T Grieekspoor)
29 Evans (2T Imer)*
30 Paul (1T Garin)
31 Brooskby (1T Cuevas)


FEMMINILE – 14

2 Krejcikova (1T Parry)
4 Sakkari (2T Muchova)
5 Kontaveit (1T Tomljanovic)
6 Jabeur (1T Linette)
8 Pliskova (2T Jeanjean n.227 Wta)*
9 Collins (2T Rogers)*
10 Muguruza (1T Kanepi)
12 Raducanu (2T Sasnovich)

13 Ostapenko (2t Cornet)
19 Halep (2T Zheng)*
25 Samsonova (1T Kovinic)
26 Cirstea (2T Stephens)
30 Alexandrova (2T Begu)*
32 Kvitova (2T Saville)

A domani. Oggi tifiamo per la sola azzurra in gara: ore 12.30 circa, Trevisan-Saville Gavrilova.

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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Editoriali del Direttore

Roland Garros: Meno male che ci sono quattro azzurri in campo oggi, perché match avvincenti come Alcaraz-Ramos Vinolas e Zverev-Baez non me li aspetto

Favoriti Sinner e Sonego. Putintseva un osso duro per Camila Giorgi. Per Hurkacz ci vorrebbe il Cecchinato 2018. Djokovic torna alla carica. L’ATP non rappresenta i tennisti come la PTPA. Arrivano a Parigi i boss di Wimbledon. Saltate 17 teste di serie

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Carlos Alcaraz - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Il leggendario, e mai esistito, Nicolas Chauvin, immaginario soldato francese della Grand Armée di Napoleone eponimo dell’esagerato patriottismo – il mito dice che fu ferito 18 volte ma sempre volle tornare a combattere per amor patrio – si sarebbe molto rallegrato a vedere la programmazione iper-sciovinistica del Roland Garros sul Philippe Chatrier per questo giovedì 26 maggio. L’eccezione è il match d’apertura alle 11 che secondo me potrebbe rivelarsi il più interessante della giornata e potrebbe anche portare in sé un esito sorprendente. Rischia abbastanza con il serbo Djere il russo operato recentemente d’un’ernia, Daniil Medvedev secondo tennista del mondo e prossimo scontato n.1 senza neppure bisogno di vincere troppo: gli basterà aspettare che a Djokovic scadano i 2000 punti vinti a Wimbledon 2021 visto che al momento sembra proprio che a seguito della discutibile decisione dell’ATP quei punti gli verranno azzerati.

QUOTE 26 MAGGIO

 

Ma dopo Djere-Medvedev il centrale offre questi incontri: Garcia-Keys, Simon-Johnson e come serale Cornet-Ostapenko. Roba da leccarsi i baffi, che sicuramente aveva, per Monsieur Chauvin.

Detto questo scagli la prima pietra chi non avrebbe peccato: anche a Roma avremmo messo Camila Giorgi sul centrale e Fabio Fognini nel suo ultimo giorno al Foro Italico, anche se dubito che saremmo riusciti ad organizzare una celebrazione come quella che i francesi hanno fatto martedì sera per Jo Wilfried Tsonga e si apprestano a fare per Gilles Simon quando perderà (e non credo che succederà stasera se si sarà ripreso dalla faticosissima rimonta con Carreno Busta).

Va poi detto che mentre nella metà superiore del tabellone i big che hanno giocato lunedì e mercoledì non mancano (Djokovic, Nadal, Zverev, Alcaraz), chi ha avuto la sfortuna di comprare mesi fa i biglietti per il martedì, il giovedì e il sabato della prima settimana, difficilmente assisterà a grandi e memorabile partite dei migliori.

Gli italiani in gara questo giovedì saranno quattro, Sinner, Sonego, Cecchinato e Giorgi (contro Carballes Baena, Sousa, Hurkacz e Putintseva). Tre su quattro sono favoriti. Solo Cecchinato non lo è, a meno che si ricordi di come giocò nel 2018. Dei due in campo ieri… Martina Trevisan ha dominato la polacca Magda Linette lasciandole soltanto 5 game a dispetto dei sette posti di vantaggio nel ranking, mentre Fabio Fognini è stato bloccato da un…doppio infortunio. Prima quello della testa (nel senso di una dovuta concentrazione) che lo ha abbandonato quando era avanti 5-1 nel secondo set con l’olandese Van der Zandschulp. Poi quello muscolare ad una coscia che lo ha costretto al ritiro quando la situazione di punteggio era comunque ormai compromessa per un giocatore di 35 anni: due set indietro e 3-2. Chissà se Fabio si riprenderà in tempo per andare a giocare sull’erba oppure andrà davvero a Formentera…visto che a Wimbledon non ci saranno punti…salvo che l’ATP ritorni sulla decisione presa un po’ troppo precipitosamente e fortemente contestata da Paire e da parecchi giocatori.

Fra questi più critici mi ha dato l’impressione di essere anche Novak Djokovic, sebbene l’altra sera avesse detto testualmente: “Sull’argomento non ho ancora le idee chiare, salvo il fatto che qualunque decisione venisse presa avrebbe inevitabilmente creato degli scontenti”.
Però dopo aver battuto lo slovacco Molcan (“E mi auguro di non ritrovarmi più un avversario che abbia per coach Marian Vajda…!” ha scherzato ancora sul campo rispondendo a Marion Bartoli), in conferenza stampa Nole ha sottolineato ancora una volta la poca informazione che viene data ai giocatori prima di prendere decisioni importanti che li riguardano. Uno spot per la sua PTPA naturalmente.

“La PTPA continuerà a esistere anche c’è un sacco di gente che nei posti di “governo” non vorrebbe che fossimo presenti in questo ecosystem. Ma è un fatto che la PTPA è la sola associazione che rappresenta il 100% dei diritti dei giocatori, uomini e donne. Siamo una organzzazione ancora giovane, ci vorrà del tempo a farci accettare dal sistema. Per ora non è così. Non sediamo al tavolo delle negoziazioni, perchè gli Slam e altri non ci riconoscono. Ho parlato con qualche giocatore, speci quelli che lo scorso anno fecero bene a Wimbedon e sono i più danneggiati. Ci sono lamentele. Sapevamo che qualunque decisione presa dall’ATP in reazione al provvedimento preso da Wimbledon per russi e bielorussi, avrebbe avuto come conseguenza tanti tennisti infelici e insoddisfatti. Non sono più nel Council quindi non so bene come si sia arrivati a reagire a quel modo. So dal presidente dell’ATP (Gaudenzi) che ci sono state conversazioni con la LTA (la federatennis britannica), ma non mi ha detto più di questo. Dubito che l’ATP farà retromarcia. Ma i giocatori vorrebbero discuterne con l’ATP, visto che non possono discuterne con gli Slam. Continuo a ritenere che la struttura dell’ATP (al 50% rappresentante i tennisti, ma per l’altro 50% i direttori dei tornei; n.di UBS) che va avanti da decenni non sia il miglior sistema possibile. E’ un sistema che ha fallito tante, tantissime volte e questa è la ragione dell’esistenza della PTPA, perché quando si arriva a prendere decisioni importanti le voci dei tennisti non sono abbastanza ascoltate. Oggi c’è il problema di Wimbledon, domani un altro problema, in passato un altro ancora, ma sempre ci scontreremo con questo sistema e questa struttura (che non funziona)”.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

In questi giorni sono in corso tante riunioni. Anche quella che dovrebbe decidere ciò che sta tanto a cuore al presidente FIT Angelo Binaghi e adesso pure all’IMG che ha pagato 350 milioni di dollari a quel furbone di Ion Tiriac per comprare il torneo di Madrid: il prolungamento a 10 giorni per la durata dei 2 Masters 1000. Binaghi ha (scherzosamente…) minacciato il licenziamento di Sergio Palmieri in caso di mancato raggiungimento di un obiettivo annunciato da anni. Ma qualche torneo dovrebbe farsi da parte per lasciare una settimana altrimenti occupata. Non è così’ semplice.

Intanto da Wimbledon viene annunciato l’arrivo qui a Parigi per venerdì di Ian Hewitt, il chairman dell’All England Club, e di Sally Bolton, la chief executive. Sono loro due ad aver annunciato di non avere altre opzioni che l’esclusione dei tennisti russi e bielorussi. Ma tanti non sono convinti che non esistessero altre opzioni più blande. Ma le voci che si sono sparse di presunta riduzione del montepremi del torneo secondo quanto mi risulta sarebbero infondate. Anche se circolano insistentemente. La sola cosa che non capisco è perché l’All England Club non si affretti a smentirle. Non ha senso continuare a farle serpeggiare, perché in questo modo si spinge i giocatori – già infastiditi dalla decisione di azzerare i punti quando si potevano invece “congelarli” per una parte come in epoca COVID – a rilasciare dichiarazioni tipo quella di Fognini “Vado a Formentera…” o di Camila Giorgi “Vado in Thailandia”.

Degli emozionanti incontri di questo mercoledì, con Zverev e Alcaraz soravvissuti a un matchpoint ciascuno con Baez  e Ramos Vinolas , avrete letto qui su Ubitennis in altri articoli.

Prima di tutto dico che di Baez sono un grande estimatore. Fin dal Next gen di un anno fa. E lui mi ha sorpreso meno di Ramos Vinolas: è Peque quanto il Peque originale, ma di Schwartzman mi pare perfino più completo. Posso solo aggiungere – ripensando al calo psicofisico di Musetti con Tsitsipas che dal canto suo ha cominciato a servire come sa soltanto da metà del secondo set- che Lorenzo non ha ancora la forza mentale di Carlos Alcaraz e neppure la tigna di Sebastiano Baez. Ma ha una mano altrettanto buona, se non migliore. Ed è dai tempi di Panatta che non avevamo un artista così dotato. Ribadisco quanto detto ieri nel mio editoriale: abbiate pazienza. Lorenzo arriverà in alto.

Forse ci arriverà anche la Raducanu, sebbene il suo tennis così piatto e senza top-spin non mi sembri troppo adatto alla terra rossa. Però ha 19 anni, tempo al tempo.

Segnalo che Djokovic, che si è… allenato con il secondo mancino di fila… in vista Nadal, ha dominato Molchan così come Nadal ha fatto con Moutet a dispetto del pubblico entusiasta di queste fredde serate parigine (ci vuole la coperta e molte signore se la portano) che avrebbe voluto assistere alla prima lotta di Rafa al Roland Garros. Nadal non ha mai perso da un francese e l’unico che lo fece sudare un po’, ma nel 2004!, fu Olivier Mutis.

In Australia sarebbe successo ancora di tutto per il match serbo croato vnto da Krajinovic su Borna Gojo, ma in Europa no.  Ha vinto il serbo, 7-6 6-2 5-7 6-1 e non ci sono stati incidenti di sorta. Chiudo ricordando che venerdì sono curioso di seguire Korda contro Alcaraz. A Milano, finale NextGen, vinse lo spagnolo, a Montecarlo Korda. Dovrebbe venirne fuori una bella partita.

Otto teste di serie sono saltate nel torneo maschile e nove in quello femminile, ma è soprattutto la qualità delle ragazze eliminate a risultare significativa: ben 4 delle prime sei e 5 delle prime 10 sono uscite già di scena, mentre fra gli uomini tutte le prime 12 sono ancora in gara, visto che il più alto in classifica finito k.o., l’americano Fritz, era seeded n.13. Vero, peraltro, che due tennisti dei primi 6, la n.3 Zverev e la n.6 Alcaraz hanno dovuto fronteggiare un matchpoint e in entrambi i casi il loro avversario – l’argentino Baez (28 centimetri più basso, 1m.e 70cm contro 1m e 98 cm) ha sbagliato un dritto per nulla impossibile, anzi, proprio gratuito. Braccino? Forse sì. Più giustificabile nel giovanissimo Baez che nell’esperto Ramos Vinolas. Se Alcaraz avesse perso avrebbe cominciato a credere che il campo Simonne Mathieu gli portasse male: lo scorso anno perse lì, al terzo turn, da Jan-Lennard Struff.

Un breve riassunto su chi sono tutte le 17 teste di serie già eliminate, in quale turno e da chi:

 MASCHILE

13 Fritz (2T Zapata Miralles)

14 Shapovalov (1T Rune)

16 Carreno Busta (1T Simon)

17 Opelka (1T Krajinovic)

19 De Minaur (1T Gaston)

25 Davidovich Fokina (1T Grieekspoor)

30 Paul (1T Garin)

31 Brooskby (1T Cuevas)

FEMMINILE

2 Krejcikova (1T Parry)

4 Sakkari (2T Muchova)

5 Kontaveit (1T Tomljanovic)

6 Jabeur (1T Linette)

10 Muguruza (1T Kanepi)

12 Raducanu (2T Sasnovich)

25 Samsonova (1T Kovinic)

26 Cirstea (2T Stephens)

32 Kvitova (2T Saville)

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