Lega giocatori: l’ATP trema, ma i big fanno sul serio?

Focus

Lega giocatori: l’ATP trema, ma i big fanno sul serio?

Djokovic e Murray sembrano intenzionati a fare la rivoluzione, Nadal e Federer restano vaghi. Tutti si dicono d’accordo, ma un vero sindacato comporta scelte durissime

Pubblicato

il

 
 

Novak Djokovic, alla vigilia dell’Australian Open, si è riunito privatamente con un centinaio di colleghi e ha discusso con loro su come migliorare la situazione attuale dei tennisti, in particolare soffermandosi sulle difficoltà finanziarie dei giocatori oltre la cinquantesima posizione del ranking. L’intenzione di Novak è mettere in piedi una lega dei giocatori che tuteli i loro interessi. Nella conferenza stampa dopo il match di primo turno contro Donald Young, vinto in tre set, Nole ha precisato con forza che non c’è nessuna intenzione di boicottare in futuro lo Slam australiano, anzi ha detto che la loro intenzione era solo “discutere per i fatti nostri, non capita quasi mai, mentre abbiamo bisogno di cooperare di più fra noi”. Ubitennis ha già sottolineato come l’interesse di Djokovic di gettare acqua sul fuoco delle indiscrezioni sia logico e opportuno nel bel mezzo di uno Slam, essendo per tutti i protagonisti prioritario concentrarsi sulle prestazioni in campo. Ovvio però che la vicenda avrà un seguito.

LE POSIZIONI, VERE E PRESUNTE, DEI GIOCATORI

I primi a parlare alla stampa sono stati Victor Troicki e Ryan Harrison. Il connazionale e amico di Novak ha rimarcato quello che sembra essere stato il vero cavallo di battaglia dell’ex n.1 del mondo nella riunione a porte chiuse: “Gli Slam stanno aumentando i prize-money, ma in maniera molto minore rispetto alla crescita dei loro fatturati. Rispetto al totale degli incassi, ciò che arriva ai giocatori è ridicolo. Un’unione dei giocatori è l’unica cosa che ci permetterebbe di rivendicare efficacemente qualcosa”. Victor faceva riferimento al dato per cui i tornei dello Slam rendono ai tennisti il 7% dell’incasso complessivo, mentre nell’NBA (il basket professionistico americano) ai cestisti ritorna il 50% del totale. Anche il n.4 USA si concentra sul paragone con gli sport di squadra a stelle e strisce: “Quando pensi a un giocatore dell’NBA o dell’NFL (la lega di football americano), pensi a un conto in banca a sette cifre, cosa neanche immaginabile per la maggioranza dei giocatori iscritti ai main draw degli Slam”.

 

Kevin Anderson, attuale vicepresidente del Players’ Council, vorrebbe dettare una linea più morbida di quella del presidente Djokovic: “La situazione di noi giocatori è migliorata rispetto a 4-5 anni fa: se oggi sei nei primi 100 del ranking hai un ottimo tenore di vita. Il nostro obiettivo è estendere questa situazione ai primi 150-200: capisco che quei ragazzi vogliano di più. Lo meritiamo tutti, ma comprendo anche le istanze altrui”. Gilles Simon, interpellato sulla vicenda, non ha fatto trapelare nulla, limitandosi a dire che non aveva cambiato opinione rispetto al passato, come quando nel 2012 disse che “l’uguaglianza nei pagamenti non funziona nello sport. Il tennis maschile è oggi più interessante di quello femminile”. Ecco, non sappiamo se l’equiparazione dei montepremi per uomini e donne sia stata affrontata dai cento carbonari capeggiati da Djokovic. Sappiamo però che non sono in pochi a pensarla come Gillou. The Telegraph – pur senza riportarne dichiarazioni – cita fra questi anche Alexander Zverev.

Rafa Nadal, dopo il vittorioso secondo turno contro Leonardo Mayer, pur senza esporsi troppo (in un primo momento non voleva nemmeno proferir verbo a riguardo) ha rilasciato qualche dichiarazione interessante: Il mercato è il mercato e non si può combattere”, qui Rafa rispondeva al parallelismo tra guadagni del calcio e del tennis, dove il primo consente a molti più professionisti di mantenersi rispetto al secondo (Ci vedi una giusta proporzione tra 6.000 calciatori che guadagnano più di $100.000 l’anno contro 150 tennisti?). Rafa ha poi aggiunto che ogni sport va per la sua strada e i tennisti e tutto il movimento devono pensare a come rendere migliore lo spettacolo offerto, altrimenti non si otterrà nessun miglioramento. Magari non è il pensiero del n.1 del mondo, ma se si sostiene che “non si può andare contro il mercato” è poi difficile stare dalla parte di chi come Billie Jean King pretende gli stessi premi anche per il movimento femminile, in particolare in questo periodo in cui tra le donne mancano le stelle che invece continuano ad affascinare il tennis degli uomini. Comunque la si pensi e al di là della singola posizione del Re del Roland Garros, è facile che una delle leve su cui agiranno i tennisti per avere una fetta più grande della torta passi proprio dalla rivendicazione di prize money più generosi rispetto alle ragazze. Su questo fronte, non saranno pochi i direttori di tornei che, bilanci alla mano, alzeranno le orecchie.

Ciò che conta davvero è fare in modo che ci siano più giocatori in grado di vivere grazie al tennis. Per fare questo i tennisti devono parlare tra loro, è secondario parlare di ‘unione’ o non ‘unione’: dimenticatevene”. Rafa dunque condivide in pieno l’impostazione di fondo che ha animato la riunione voluta da Djokovic, mentre non convince la sua esortazione ad andare oltre l’unione, ovvero la lega giocatori. Semplicemente, anche Nadal come lo stesso Nole vuole minimizzare la portata del fenomeno in pieno Australian Open, ma è chiaro che l’unico modo che i tennisti hanno per parlare fattivamente tra loro è proprio attraverso un loro ente ufficiale (di peso ben superiore all’attuale Players’ Council, come vedremo a breve).

LA PORTATA DELLA LEGA GIOCATORI E COSA SIGNIFICHEREBBE FARNE PARTE

L’unione d’intenti di Nadal e Djokovic – che sempre a quanto riporta The Telegraph sembrerebbe trovare un altro grande alleato in Andy Murray – è del tutto condivisibile. Da molti anni l’ATP è l’Associazione dei tennisti professionisti solo di nome, non di fatto. L’organismo presieduto da Chris Kermode è infatti il vero carrozzone che muove la macchina del tennis maschile e dei suoi guadagni (molto più della Federazione Internazionale), facendo gli interessi sì dei giocatori ma anche (leggasi soprattutto) degli organizzatori dei tornei. Un ente unico che rappresenti sia l’interesse dei primi che dei secondi (per natura almeno in parte divergenti) è destinato a partorire un focolaio di rivolta che ha avuto la prima sommossa a Melbourne pochi giorni fa. Gli organizzatori cercano di ottenere il massimo profitto da un torneo, poi nella suddivisione degli incassi devono dividere la torta in varie fette, principalmente a loro stessi e ai giocatori, ma potrebbero intervenire altri attori come ad esempio la municipalità cittadina che stipula un contratto con chi organizza il torneo. Inoltre ci sono le tasse locali, aspetto che – per citare un caso noto – da diversi anni fa mugugnare i big quando si tratta di prolungare la sede delle ATP Finals a Londra.

Oltre all’alto numero di tagli alla torta, ritorna il tema del calendario. La fonte vicina a Djokovic che ha fornito a Ubitennis le prime indiscrezioni sulla riunione a porte chiuse che ha dato il via alla vicenda (il giornalista Vojin Velickovic di Sportski zurnal, quotidiano sportivo serbo) ha insistito sul fatto che oggi il calendario è determinato dagli interessi di tornei e sponsorizzazioni, trattando i giocatori “come gladiatori”. Si potrebbe obiettare che sono gli stessi giocatori che poi si precipitano a prendere parte alle ricche esibizioni che infittiscono ulteriormente lo stesso calendario. Vero, ma è esattamente l’assenza di un vero e proprio sindacato dei giocatori che permette ad ognuno di loro di agire individualmente, senza farsi carico degli interessi di quelli meno in vista, che a queste esibizioni non verranno mai invitati. Istituire una lega di giocatori che prenda decisioni comuni da quelli che vi aderiscono è infatti questione molto delicata. Oltre a sostenerne oneri e costi (amministratori, avvocati, tasse), i componenti devono trovare soluzioni condivise e poi sottostare ad esse. Se sono oltre i 100 del mondo, possono avere difficoltà nell’immediato a sostenere i costi di questo sindacato. Se sono tra i primi venti della classifica, hanno molto da perdere e poco da guadagnare. Facciamo un esempio: se la Lega decide a maggioranza che d’ora in poi, per risultare credibili nella critica al calendario, i suoi giocatori non prenderanno più parte ad alcun torneo ad esibizione, Federer e Nadal dovranno rinunciare a Laver Cup e compagnia. Un sindacato credibile agisce in questo modo, senza eccezioni. Ecco perché pare che non siano in pochi a mostrarsi scettici di fronte a questa proposta.

Non sappiamo se effettivamente Roger Federer abbia ribadito ai colleghi che sia solo l’ATP l’unico organo che deve rappresentare gli interessi del tennis maschile, come ha scritto sempre The Telegraph. Nella conferenza dopo la vittoria al secondo turno contro Struff ha usato tutta la sua diplomazia (altra qualità di cui dispone in abbondanza) per non scoprirsi, limitandosi a sottolineare che è positivo quando i tennisti si parlano fra loro, ma senza dire apertamente se è favorevole o contrario alla lega. Roger ha effettivamente affermato che la percentuale delle entrate dei torneinon è come dovrebbe, ma poi, dato il colpo al cerchio l’ha subito dato anche alla botte, difendendo l’operato degli organizzatori in merito al gran caldo e lodando l’ATP. Di certo, una sua dissociazione da questa lega sarebbe coerente e comprensibile. Magari egoistica, ma certamente apprezzabile per l’immediata chiarezza:Voglio capitalizzare gli ultimi anni di carriera e vi dico chiaramente che non sono dei vostri, sarebbe il significato di tale dissociazione.

Così come è corretta l’idea di Djokovic, perché l’ATP tutela gli interessi dell’intero movimento, non specificamente dei tennisti, e l’attuale Players’ Council da lui presieduto dallo scorso Settembre non ha nessun peso reale. Lo avrebbe invece questa Lega, appunto nella misura in cui prenderebbe a maggioranza decisioni cui tutti i suoi componenti darebbero seguito, anche chi non le condivide. Se così fosse, i giocatori acquisterebbero molta più importanza di fronte agli organizzatori e, così come per la quota degli incassi a loro destinata, davanti a giornate infuocate come le ultime a Melbourne Park potrebbero davvero fare fronte comune rifiutandosi di scendere in campo. A quel punto le eventuali aminacce di ATP e ITF perderebbero peso e le conseguenze sarebbero imprevedibili e molto forti. Affinché però la lega si materializzasse, occorrerebbe trovare larga disponibilità e pochi… crumiri. Se a Federer (ammesso e non concesso che voglia effettivamente dissociarsi) si unissero altri giocatori in vista, potrebbe crearsi un effetto domino con la conseguenza di scoraggiare Djokovic e gli altri big più volenterosi, che in questa lega, per quanto sopra descritto, hanno molto più da perdere che da guadagnare.

La salvaguardia dello status quo e dell’attuale potere dell’ATP passa da qui, ossia dalla disponibilità dei primi cinquanta del mondo di farsi davvero carico dei problemi dei tennisti che vengono dopo di loro. Migliorare la situazione di questi significa rinunciare a molti vantaggi: saranno disposti ad accettare di non giocare ricche esibizioni e a sottostare alle decisioni della lega per il bene altrui?    

Continua a leggere
Commenti

ATP

ATP Eastbourne: Draper lotta ma passa Cressy, sarà finale a stelle e strisce con Fritz

Nell’ultimo torneo prima di Wimbledon sarà una questione tutta statunitense in finale. Cressy non si ferma più, Fritz rischia ma regola De Minaur

Pubblicato

il

Taylor Fritz – ATP Eastbourne 2022 (foto via Twitter @the_LTA)

Il tabellone completo dell’ATP 250 di Eastbourne

Nella giornata di oggi si sono giocate le semifinali del Nature Valley International, ATP 250 di Eastburne che precede l’attesissimo Wimbledon. In finale si parlerà solamente inglese, non britannico però. Il buon Jack Draper, infatti, ha dovuto arrendersi a Maxime Cressy, che per la prima volta in carriera entra in top50 (da lunedì sarà almeno n°45, mentre vincendo il titolo salirebbe al n°37). Il suo sfidante sarà Taylor Fritz, che su questi campi ha conquistato il primo trofeo della carriera, bravo ad eliminare il campione in carica Alex De Minaur.

M. Cressy b. [WC] J. Draper 7-6(5) 6-7(2) 6-3

 

Non stupisce l’approdo al tie-break nel primo set della sfida Draper – Cressy, con il giovane tennista britannico l’unico ad offrire palle break in tutto il primo set. Forte però delle sue capacità superiori nello scambio Draper riesce a scacciare il pericolo e portare il primo set al tie-break, dove però Cressy fa valere la sua maggiore esperienza e con tutto il suo repertorio di servizi potenti, salite a rete improvvise e bordate da fondocampo riesce a non cedere mai la battuta. In risposta basta il punto conquistato ad inizio tie-break per vincere il primo set e metterlo a metà strada dalla finale.

Il copione sembra ripetersi nel secondo set, con Draper il primo ad offrire palle break nel quinto game. Questa volta però Draper in risposta fa un passo in avanti nelle prestazioni, mancando l’appuntamento col set point sul servizio di Cressy nel decimo game. I progressi però passano nel tie-break, con Draper che trova due minibreak per chiudere il tie-break a suo favore per 7-1 e spedendo la contesa al terzo set. Nel set decisivo le tante occasioni mancate da Draper in risposta costano carissimo al giovane britannico, che dopo aver subito il break nel sesto game manca cinque palle break che avrebbero potuto prolungare ulteriormente il match. Cressy addirittura quando va a servire per chiudere il match va sotto 0-40, ma con pazienza e l’aiuto del servizio risale fino a chiudere game e partita 7-6(5) 6-7(2) 6-3.

[3] T. Fritz b. [6] A. De Minaur 6-1 6-7 (5) 6-3

Il match di fatto comincia con un solo giocatore in campo, Taylor Fritz. Lo statunitense vola subito sul 5-0 contro un Alex De Minaur irriconoscibile, troppo falloso rispetto al lottatore che è di solito. Per la testa di serie numero 3 è un gioco da ragazzi chiudere 6-1 il primo parziale e, anche in avvio di secondo set, il 23enne di Sydney rischia grosso, costretto ad annullare subito due break point in apertura. Per la prima volta nel match, tuttavia, De Minaur riesce a mettere la testa avanti e rischia anche di incrementare il vantaggio, costruendosi tre chance di break nel game successivo. Fritz però trova due ace e un dritto vincente per sventare la minaccia e, dopo due game molto lottati, il resto del set fila via liscio. C’è sicuramente più equilibrio rispetto al primo parziale, con l’australiano decisamente più sicuro al servizio. Si prosegue on serve fino al 6-6, con il tiebreak che è senz’altro la conclusione più giusta e logica del set. De Minaur parte male, commette alcuni gratuiti di troppo e in ben tre situazioni distinte si trova indietro di un minibreak. Fritz si porta avanti 5-4 e ha due servizi a disposizione per archiviare la pratica, ma perde tre punti di fila e permette al suo rivale di pareggiare i set: 7-6 (5) per l’australiano.

Il terzo set parte con grande intensità, con Fritz che riesce a non farsi condizionare più di tanto dal modo rocambolesco in cui ha appena perso il secondo parziale. Lo statunitense, sfruttando il fatto di servire per primo, si mantiene avanti nel punteggio e nel quarto gioco trova l’allungo decisivo, centrando il break alla seconda opportunità e proiettandosi sul 4-1. De Minaur prova in tutti i modi a restare in partita, ma la testa di serie numero 3 ritrova la fiducia e la solidità smarrite nel tiebreak e si impone 6-1 6-7 6-3. Cade così il campione in carica, mentre Fritz ritrova la finale ad Eastburne dopo tre anni.

Con la collaborazione di Giorgio Di Maio

Il tabellone completo dell’ATP 250 di Eastbourne

Continua a leggere

ATP

ATP Maiorca: Tsitsipas doma Bonzi e si prende la finale, lo segue Bautista Agut

Il tennista greco si sbarazza di Bonzi e conquista la prima finale in carriera su erba. Il n.303 Bellier si arrende a Bautista Agut

Pubblicato

il

Stefanos Tsitsipas - Halle 2022 (foto twitter @atptour)

[2/WC] S. Tsitsipas b. Bonzi 6-4 6-4

Fila secondo pronostico la prima semifinale di giornata all’ATP250 di Maiorca, con il greco e testa di serie numero due del tabellone Stefanos Tsitsipas che si prende la finale del torneo battendo Benjamin Bonzi. Una partita più complicata però del previsto, con Tsitsipas che ha dovuto ricorrere al servizio per salvare tre palle break nel primo set. Il greco poi è stato bravo a sfruttare l’opportunità capitata nel nono game, capitalizzando la seconda palla break capitata sul servizio di Bonzi a causa dei troppi errori del tennista francese. Riuscendo così a chiudere senza patemi il primo set.

Molto più semplice la questione secondo set, con entrambi molto più solidi al servizio ma con Tsitsipas che ancora una volta è bravo a cogliere le uniche opportunità concesse al servizio da parte di Bonzi. Il tennista francese va sotto 0-40 già in avvio di set, condannandosi al break dell’1-2 che spalanca le porte della finale al suo avversario, che in tutto il secondo set concede solo sei punti al servizio nonostante il 46% di prime in campo. Ora per Tsitsipas, che non ha mai avuto un gran rapporto con l’erba, ci sarà la prima finale sulla superficie contro uno tra Roberto Bautista-Agut e il sorprendente qualificato svizzero Antoine Bellier.

 

Il tabellone completo del torneo

[5] R. Bautista Agut b. [Q] A. Bellier 7-6(5) 6-2 (Giovanni Pelazzo)

Antoine Bellier si è presentato a Maiorca da numero 303 del mondo, vincendo due turni di qualificazioni ed eliminando giocatori ben più esperti come Federico Delbonis e, soprattutto, Pablo Carreño Busta. Con il risultato odierno è già certo di aver centrato il best ranking, arrivando alle porte della top200 (da lunedì sarà 215): e pensare che, prima di questo torneo, aveva vinto solamente un match ATP in tutta la sua carriera. Il motivo per cui si è spinto così avanti nel torneo è intuibile fin dai primi scambi: Bellier ha un gioco estremamente erbivoro, che ricorda un tennis ormai quasi del tutto tramontato. Il suo credo è il serve&volley e, in generale, cerca di spingersi a rete non appena ne ha l’occasione. Anche un ottimo giocatore come Roberto Bautista Agut ha bisogno di tempo per prendergli le misure, quantomeno in risposta (dato che nei suoi primi tre game al servizio non perde nemmeno un punto). Avanti 4-3, la testa di serie numero 5 si costruisce le prime palle break della partita, ma Bellier riesce a cancellarle e ad agguantare il suo avversario sul 4-4. Il tiebreak è la soluzione più logica per un set equilibrato in cui, tuttavia, l’iberico ha ceduto appena quattro punti al servizio (tiebreak incluso). Dopo uno scambio iniziale di minibreak viene sembre seguito l’ordine dei servizi, con lo svizzero che va sotto 4-5 con due servizi a disposizione. Bautista qui trova la zampata decisiva e, al secondo set point, chiude 7-6 (5).

Vinto il primo set sul filo del rasoio, il numero 20 del mondo ha subito la possibilità di andare avanti nel punteggio, ma non sfrutta l’opportunità offertagli da Bellier nel primo gioco. Al cambio campo, inaspettatamente, è proprio lo spagnolo a concedere le prime chance della partita al suo avversario: sono tre consecutive, con lo svizzero che ne approfitta subito e si porta sul 2-0, vincendo in un singolo gioco tanti punti quanti quelli conquistati in risposta in tutto il primo set. Bautista, però, è tutt’altro che fuori dalla partita e, da quel momento, non concederà più nulla. Lo spagnolo, infatti, si arma di pazienza e pian piano disinnesca le volée (comunque di buon livello) di Bellier, che perde gli tutti gli ultimi sei game del match. La testa di serie numero 5 inserisce il pilota automatico, trova ottimi passanti e qualche buon lob che gli valgono l’allungo e la ventesima finale in carriera: 7-6 6-2 il finale. Domani Bautista cercherà il secondo titolo della stagione (dopo il trionfo a Doha): ad attenderlo c’è Stefanos Tsitsipas, alla prima finale in carriera sull’erba.

Il tabellone completo del torneo

Continua a leggere

Flash

WTA Bad Homburg: forfait Halep manda Andreescu in finale, a Garcia derby francese su Cornet

Caroline Garcia la spunta dopo una lotta da 129 vincenti contro Alize Cornet. Andreescu approfitta del dolore al collo di Halep,

Pubblicato

il

Caroline Garcia Nottingham

Il tabellone completo del WTA Bad Homburg

Dopo aver eliminato la favorita al torneo di tennis di Bad Homburg il giorno prima, la canadese Bianca Andreescu ha approfittato del ritiro per infortunio della rumena Simona Halep per ottenere il suo biglietto per la finale di venerdì.

La WTA ha riferito che la 30enne ha un infortunio al collo che le impedisce di giocare. L’ex numero 1 del mondo, testa di serie n.4 in Germania, era stata dominante nei round precedenti battendo facilmente l’americana Amanda Anisimova e la slovena Tamara Zidansek.

 

“Purtroppo mi sono svegliato questa mattina [venerdì] con il collo bloccato e non mi permette di competere al meglio delle mie capacità”, ha scritto Halep sul suo account Twitter.

La canadese, anche lei colpita dagli infortuni, Andreescu è scesa nel ranking WTA e ora si ritrova 64esima. Sarà in finale di un torneo per la prima volta da aprile 2021, quando è stata sconfitta da Ashleigh Barty a Miami.

Il tabellone completo del WTA Bad Homburg

C. Garcia b. [9] A. Cornet 7-6(9) 6-4 7-5

La seconda semifinale invece per pathos e incertezza non ha fatto rimpiangere quella non giocata. Caroline Garcia e Alize Cornet hanno dato vita ad un derby francese spettacolare 7-6(9) 6-4 7-5 decisosi solamente nel terzo set in favore della più giovane Garcia – 28 anni contro 32 – che proprio sfruttando la maggior resistenza e freschezza fisica, ha avuto la meglio su una come sempre indomabile Cornet. Le oltre due ore e tre quarti di partita si sono decisi in un terzo set pieno di ribaltamenti di fronte dettati dalla grande caparbietà delle due giocatrici transalpine, autrici di 129 colpi vincenti (70 Garcia, 59 Cornet) a fronte di 57 errori gratuiti (39 Garcia, 18 Cornet). Hanno interpretato magistralmente, seppur latenti di discese a rete, un tennis da erba fatto di palle pungenti e spesso tagliate seguite da concrete accelerazioni. Del resto sia la n. 44 che la n. 75 hanno forza e tecnica in abbondanza per fare questo tipo di gioco.

A rendere ancora più scoppiettante la sfida ci ha pensato l’Aeroplanino Caroline, incitando nelle fasi finali del match il pubblico, divertito ed estasiato dall’esibizione offerta. Il primo set è stato letteralmente dominato dal servizio, con abbondanza di game tenuti a ‘0’. Nel tiebreak Garcia è stata la prima a guadagnarsi set point e dopo aver rischiato in un paio di occasioni di perderlo, l’ha fatto suo alla quarta chance, 11-9. Nel secondo Cornet ha sfruttato un passaggio a vuoto dell’avversaria nelle fasi topiche, brekkandola due volte consecutivamente, 6-3.

Grande spettacolo infine nel terzo set con Garcia la prima a passare in vantaggio di un break in maniera tanto convincente da far credere che potesse mantenere il vantaggio fino alla fine. Ma mai dare per vinta Alize Cornet, ex n.11 mondiale e veterana di questo sport, che grazie al suo gioco maggiormente vario ha ribaltato la situazione mettendo parecchio in difficoltà la sua connazionale. Riportatasi in parità, ha poi avuto match point sul 5-4 con una Garcia che si è salvata col rovescio, dopo che questo colpo l’aveva tradita poco prima. La maggior dimestichezza di Garcia a rete l’ha tolta fuori dai guai a più riprese e alla fine è stata lei a piazzare il break decisivo nell’undicesimo game, sigillato con un dritto incrociato fulminante. Bissato poco più tardi da un dritto vincente sul match point; bello ed emozionante l’abbraccio sincero a fine partita, e l’esultanza di Garcia comprensibilmente contenta.

Il tabellone completo del WTA Bad Homburg

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement