Finale Berrettini-Napolitano, Bergamo torna azzurra

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Finale Berrettini-Napolitano, Bergamo torna azzurra

Berrettini rischia grosso contro Zopp, ma domina alla distanza. Napolitano subisce il ritorno di Sonego ma non si disunisce e chiude in due set. Doppio a Clayton/O’Mara

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Era stato il torneo degli italiani: non poteva che esserci una finale tutta azzurra. A giocarsi il titolo al Trofeo Perrel-Faip di Bergamo (64.000€, Greenset) saranno Matteo Berrettini e Stefano Napolitano. Alla tredicesima edizione, finalmente, nella domenica finale risuonerà soltanto l’inno di Mameli. In una giornata molto lunga, durata 6 ore, Berrettini e Napolitano hanno fatto il loro dovere contro due avversari ostici come Jurgen Zopp e Lorenzo Sonego. Si partirà intorno alle 15.30 con la suggestiva cerimonia a cura dello staff di animazione, dopodiché il romano e il biellese andranno a caccia del loro secondo Challenger in carriera. Berrettini si è imposto l’anno scorso a San Benedetto del Tronto, mentre il successo di Napolitano risale al torneo di Ortisei nel 2016.

BERRETTINI ALLONTANA I FANTASMI – Per un attimo, Berrettini ha spaventato i 2.000 del PalaNorda. Forte di un servizio devastante e un atteggiamento sempre positivo, ha gestito bene Jurgen Zopp fino al 6-3 5-4 e 40-0. Il match sembrava terminato, quando sul primo matchpoint l’estone azzeccava una risposta vincente a occhi chiusi. Lì arrivavano un paio di errori banali di Berrettini e il match si riapriva all’improvviso. Al tie-break, forte di un dritto molto ficcante, Zopp era più bravo nel gestire i punti importanti e prolungava il match al terzo. Gelo al PalaNorda: Berrettini usciva dal campo, si cambiava, e al rientro era costretto ad annullare una delicata palla break. Si faceva aiutare dal servizio, poi usufruiva di un vistoso calo di Zopp. All’improvviso, l’estone iniziava a sbagliare – anche di metri – nello scambio da fondo e firmava la sua resa quando, dopo aver perso il game del 4-1, lanciava la sua racchetta verso il suo angolo. Strano, per un tipo tranquillo come lui. Più che esultare, Berrettini lanciava un sospiro di sollievo.

Nel corso del match, ha mostrato vizi e virtù. La combinazione servizio-dritto è davvero notevole, così come vanno rimarcati i miglioramenti negli spostamenti. Fatica un po’ con il rovescio e diventa vulnerabile quando deve difendersi con lo slice. Zopp ha avuto buon gioco ogni volta che riusciva a impostare lo scambio da quella parte. Il risultato resta comunque meritato, giacché Matteo ha sempre fatto la partita e non si è demoralizzato nel momento più difficile. Per lui sarà la quinta finale Challenger: Oltre al successo a San Benedetto del Tronto, ha perso a Quanzhou, Portorose e Istanbul. Sono tutte arrivate nel 2017. L’allievo di Vincenzo Santopadre (ma accompagnato a Bergamo da Umberto Rianna) è già certo di salire al numero 113 ATP (best ranking), mentre in caso di successo si porterebbe intorno al numero 104. L’agognato ingresso tra i top-100 ATP, ormai, è questione di poche settimane. La buona notizia è che “Berretta” non ha nessuna intenzione di fermarsi qui.

 

NAPOLITANO MANTIENE IL SANGUE FREDDO – Per un set e mezzo, abbiamo visto un Napolitano eccezionale. Una delle migliori versioni del biellese ha messo in un angolo Lorenzo Sonego fino al 6-3 4-1, poi è successo qualcosa che ha cambiato la partita. Anche per questo, Napolitano è stato bravo ad evitare complicazioni e a chiudere col punteggio di 6-3 7-6. Stefano si è presentato all’appuntamento senza aver mai perso il servizio in tutto il torneo. Aveva vinto 37 turni di servizio consecutivi e ha impostato il match con le idee chiare: accorciare il campo appena possibile e costringere Sonego sulla difensiva. Il piano funzionava alla perfezione: Napolitano aveva sempre i piedi dentro il campo, mentre Sonego difendeva – e arrancava – a quasi tre metri dal pitturato. Subito avanti di un break (2-1 e servizio), Napolitano cancellava tre palle break sul 3-2 ma poi metteva il turbo e volava fino al 6-3 3-0, inavvicinabile al servizio. Quando Sonego affossava una facile volèe per il 2-0 nel secondo, il match sembrava finito. Sul 4-2 e 40-0, tuttavia, arrivavano un paio di errori di Napolitano e alcune belle giocate del torinese che allungavano la sfida. “Sonny” entrava in piena trance agonistica e ricuciva lo strappo, portandosi sul 4-4 e aveva anche una mezza chance sul 5-5, quando si trovava 0-30 sul servizio di Napolitano. Il biellese chiedeva aiuto al servizio e teneva il delicato turno di battuta.

Nel tie-break, Napolitano ritrovava l’aggressività che aveva perduto nella seconda metà del secondo set: una bella combinazione servizio-schiaffo al volo sigillava il 7-2. Alla fine c’era un bell’abbraccio tra i due, entrambi piemontesi e nati a un mese di distanza. Napolitano conferma di avere notevoli potenzialità: il servizio è una sentenza, il rovescio in avanzamento è una grande arma, mentre deve migliorare sul piano della mobilità. Da parte sua, Sonego ha confermato di avere grandi doti agonistiche. Tuttavia, deve cercare di essere più aggressivo perché troppo spesso si è fatto cacciare indietro. Intanto lunedì sarà numero 156 ATP, sua miglior classifica di sempre. I precedenti tra Napolitano e Berrettini dicono 2-0 per il biellese (Mestre 2015 e Genova 2017), ma si sono giocati in condizioni tecniche ben diverse. L’appuntamento al PalaNorda (e in diretta TV su BG 24, canale n.198 del DTT in tutta la Lombardia) è per le 15.30 con la cerimonia, dopodiché – intorno alle 16.30 – inizierà il derby che regalerà all’Italia il suo quarto titolo a Bergamo dopo i successi di Andreas Seppi (2008 e 2011) e Simone Bolelli (2014).

Stefano Napolitano – ATP Challenger Bergamo 2018 (foto Antonio Milesi)

IL DOPPIO PARLA INGLESE – È terminato il torneo di doppio. Il titolo è andato ai britannici Scott Clayton e Jonny O’Mara, vincitori al termine di una dura maratona contro Laurynas Grigelis e Alessandro Motti. L’eterno match tie-break è terminato 15-13, dopo che la coppia italo-lituana aveva avuto due matchpoint. Sul primo c’è qualche recriminazione, con Grigelis che ha chiesto troppo al suo passante di rovescio dopo una volèe tremebonda (ma sulla riga) di Clayton. Per i britannici è il secondo Challenger in carriera dopo il successo a Izmir, lo scorso settembre. La giornata era iniziata molto presto, con le finali dei Campionati Studenteschi che vedevano in campo i ragazzi di diverse scuole di Bergamo e provincia. I più bravi hanno avuto la possibilità di giocarsi le fasi finali nello scenario dell’ATP Challenger. La fase provinciale è il primo step di un percorso che culminerà nelle finali nazionali, previste in aprile a Genova. Ma adesso è tempo di pensare alla finale.

Premiazione Doppio – ATP Challenger Bergamo 2018 (foto Antonio Milesi)

Ufficio Stampa Trofeo Perrel-Faip

Risultati:

M. Berrettini b. J. Zopp 6-3 6-7(5) 6-1
S. Napolitano b. L. Sonego 6-3 7-6(2)

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ATP Montreal: super Fritz passeggia su Murray, Kyrgios non manca la prova del nove con Baez

Norrie sconfiggendo Nakashima, vendica Sir Andy e pareggia i conti con i “cugini” d’oltreoceano. A Tiafoe in rimonta la lotta di giornata contro Bonzi. Nishioka si conferma in stato di grazia, Van de Zandschulp riscatta Indian Wells contro Kecmanovic

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Taylor Friz - Montreal 2022 (foto Twitter @OBNmontreal)

N. Kyrgios b. S. Baez 6-4 6-4

C’era grande curiosità nel vedere all’opera, nel primo turno dell’Omnium Banque National presented by Rogers, il fresco campione dell’ATP 500 di Washington Nick Kyrgios. L’australiano era contrapposto, nel quarto incontro sul Centrale dell’IGA Stadium, all’argentino Sebastian Baez, dopo che i due si erano già incontrati all’inizio dell’anno sul veloce del deserto californiano: al primo round del Masters 1000 d’Indian Wells, la sfida se l’aggiudicò nettamente il 27enne di Canberra per 6-4 6-0. Il tennista originario della Malesia si è invece imposto quest’oggi, con un doppio 6-4 in quasi un’ora e mezzo di partita. L’interesse nei confronti del match con protagonista il finalista di Wimbledon, non veniva destato solo ed esclusivamente dal fatto di poter ammirare il suo sempre entusiasmante e spettacolare tennis, ma soprattutto dal voler appurare quale versione di Nick si sarebbe presentata in Canada dopo la vittoria di un torneo.

KYRGIOS MOSTRA LA MATURITÀ ACQUISITA – Infatti erano tre anni che il giocatore aussie non si trovava a dover gestire una situazione di questo tipo, e si sa che non è mai facile affrontare un nuovo appuntamento del Tour – ancor di più se si tratta di un evento tra i più prestigiosi del circuito – dovendo amministrare un fisico provato dalle fatiche della settimana precedente. Il Citi Open però non si è limitato a richiedere all’istrionico di origini greche il normale sforzo fisico e mentale che serve per conquistare partite in sequenza ed alzare un trofeo, ma ha voluto ogni goccia di sudore ed energia a disposizione del suo serbatoio. L’ex n. 13 del ranking si è difatti rivelato il mattatore assoluto dei sette giorni nella capitale USA, tra doppi turni a ripetizione per via dei ritardi dovuti alla pioggia ed un percorso parallelo nel doppio, esaltante allo stesso modo del singolare. Il risultato finale è stata una doppietta trionfante, con il successo assieme a Jack Sock.

 

Kyrgios quando aveva vinto il suo ultimo titolo – il sesto – proprio a Washington, in Canada a Montreal il lunedì successivo aveva lasciato inopinatamente il torneo già al primo turno, sconfitto senza colpo ferire dal nobile decaduto Kyle Edmund. Dunque l’attesa di scoprire se i miglioramenti fatti vedere sotto l’aspetto mentale, della continuità di rendimento e dell’approccio al professionismo nel 2022 avrebbero portato una reale rottura con quello che è stato il bad boy del passato; era importante anche alla luce del confronto possibile con quanto successo tre stagioni orsono. Ebbene l’esame, o la prova del nove fate vobis, è stata superata a pieni voti dall’ex n. 1 juniores. Certo non sono mancate le difficoltà lungo il corso della partita, ma alla fine ciò che emerso è la seguente costatazione: quando Nick ha giocato da Nick, l’argentino non ha potuto che subire e soccombere dimostrando di essere disarmato contro il talento fumantino dell’avversario.

L’inizio del duello è stato scoppiettante per Kyrgios, il quale ha messo in mostra tutta la propria completezza tecnica: creatività, manualità, cambi di ritmo, velocità di braccio, timing sulla palla sensazionale, esplosività, rovesci anticipati, accelerazioni incredibili e improvvise, angoli mozzafiato. Insomma tutto il campionario aussie, il solito ed ineluttabile one-man show. Non aveva possibilità di reagire in alcun modo il pedalatore albiceleste, che pure si discosta dal classico sudamericano cresciuto a pane e mattone tritato e che può esprimersi al meglio solamente nelle lunghe e fangose battaglie sulla polvere rossiccia. Intendiamoci, nasce sul rosso e la terra rimane la sua superficie preferita, ma Seb ha già dimostrato ampiamente di sapersi districare nelle condizioni di gioco più rapide che si trovano sul cemento, ad esempio quando si fece conoscere al grande pubblico nelle Next Gen novembrine di Milano togliendosi immediatamente di dosso l’odiosa etichetta di specialista. Ma come preannunciato, stereotipo o no, l’ex Top 15 in tutto il suo splendore sale 5-1.

Qui però le energie consumate nell’ultimo periodo annebbiano la lucidità di Kyrgios, che almeno per un frangente di gara torna quello di sempre: atteggiamento svogliato, discontinuità, scelte insensate; permettendo così il rientro prepotente di Baez. Il 21enne di Buenos Aires limita gli errori e si rifà sotto prepotentemente, ricordandosi di possedere nella solidità e nella resistenza agli scambi prolungati i fiori all’occhiello del suo gioco. Probabilmente non gli aveva mostrati finora a causa della scarsa fiducia di cui gode dopo un periodo per lui alquanto negativo – 5 sconfitte consecutive dalla finale di Bastad -, anzi aveva fatto sì che essi si trasformassero in frequenti aiutini per Nick.

Ciò nonostante, nulla avrebbe potuto evitargli di finire sotto il treno Kyrgios, che quando parte così è difficile anche solo dirottarlo fuori dai binari, a meno che non sia lui stesso a risollevare l’avversario, come accade puntualmente nello scontro odierno. Perciò parziale di quattro giochi del n. 32 e l’equilibrio torna dirompente, ma per fortuna dell’australiano ha una seconda opportunità per chiudere il set che non si fa sfuggire. Alla prima frazione da 43 minuti, segue un’altra identica sia come punteggio che come durata: questa volta con molta più stabilità, con un Baez ormai dentro il match e che addirittura si permette di beffare Nick con un tweener-lob. Kyrgios se la ride sornione, punzecchiato dalla sua stessa velenosa freccia, ma poco importa visto che la battuta risale vertiginosamente ed il break maturato nel quinto game viene portato fino in fondo. Al quarto match point è finalmente ufficiale, dopo lo scontro in Australia sarà ancora Medvedev contro Kyrgios.

[10] T. Fritz b. [WC] A. Murray 6-1 6-3

Il tre volte campione del torneo Andy Murray, vincitore nel 2009 e nel 2015 in quel di Montreal – batté Nishikori e Djokovic per alzare il titolo -, mentre fu autore del trionfo del 2010 a Toronto, invitato dagli organizzatori tramite wild card viene immediatamente estromesso dal torneo per mano della tds n. 10 Taylor Fritz. Il 24enne di San Diego con questa splendida vittoria, ottiene il primo successo nel torneo, ponendo fine ad una serie di sconfitte subite nelle sue apparizioni all’Open del Canada: fuori sempre al primo turno nel 2016 e nel 2021 a Toronto, nel 2019 a Montreal. Il n. 1 del tennis americano può così mettersi subito alle spalle il crollo fisico avuto contro Evans a Washington, mentre il 34enne di Glasgow oggi ha palesato evidenti ed imponenti limiti sulla seconda di servizio.

UN FRITZ SPAZIALE ACCENDE “RADIO MURRAY” – Il confronto tra Murray e Fritz è il classico scontro tra un solido tennista moderno dotato di grande servizio ed un altrettanto fantastico ribattitore. Da una parte il rampante n. 1 del tennis americano, che sembra in ripresa, voglioso di una piazza tra i primi dieci giocatori del mondo e che non nasconde l’ambizione di essere a Torino alla fine dell’anno solare. Dall’altra quello che riprendendo la definizione coniata dal maestro Clerici è la pura rappresentazione del contro attaccante, abile nel palleggio prolungato e soprattutto nell’alzare difese arcigne invalicabili.

Andy si esalta nella lotta e non si risparmia mai sul piano fisico, allora Taylor decide che bisogna subito testare le qualità dello scozzese e verificare se lo scorrere del tempo ha eroso oppure no l’immarcescibile tennista dall’anca d’acciaio: pronti via ed è già game surreale, 14 minuti e 19 secondi, 20 punti giocati, cinque palle break concesse. Mettiamoci pure che l’ex n. 1 mondiale trova solo 9 prime, cadendo anche in due doppi falli: così in men che non si dica, è 3-0 per il campione d’Indian Wells. Ma ciò che sorprende maggiormente è l’estrema aggressività, fatta vedere in risposta dal primo quindici del match da parte del numero 13.

Anticipa e lo fa benissimo, inoltre sono soprattutto molto evidenti gli enormi miglioramenti compiuti dalla tds n. 10 dal lato del rovescio. Ora è un colpo che fa veramente male, e che Fritz non disdegna neanche di mandare in lungolinea direttamente in ribattuta. Taylor è semplicemente ingiocabile, s’esibisce in un super fotonico dritto in corsa che ricade sulla riga. Un vincente eccezionale, che dà il là alla mattanza di Murray. Il due volte oro olimpico è totalmente impotente, continuamente confinato a remare sui teloni e ciò facilita di gran lunga “le castagne” del drittone di Fritz. Lo statunitense comanda con sublime tranquillità, non concede praticamente nulla nei suoi turni di servizio (85% di punti vinti con la prima, 71% con la seconda). È quasi avvilente osservare lo sguardo del 34enne di Glasgow, in completa balia del californiano e incapace di trovare una soluzione al massacro tennistico che sta subendo.

La wild card britannica cerca conforto nel suo angolo prima che le operazioni riprendano, ma è difficile scovare risposte utili a soverchiare l’”amico Fritz” in gradissimo spolvero. Ma il campione per quanto possa perdere colpi nella parte finale di carriera, in questo caso dovendo sopportare anche tanti gravi infortuni, rimane dentro di sé un fenomeno con quella fiammella che non si spegnerà mai: Andy ruggisce in apertura di seconda frazione, e nonostante la propria palla continui a viaggiare parecchi chilometri in meno rispetto a quella americana, oltre a rimanere molto più corta, quantomeno si porta per la prima volta ai vantaggi in risposta.

Ma il vincitore junior dello US Open per ora non si scompone minimante, il barone di sua maestà adesso tuttavia è molto più consistente da fondo. Fritz dunque è chiamato ad essere perfetto, ma tentenna però prima l’ace e poi il dritto a comandare lo portano sul 2-2 pur attraversando i primi brividi dell’incontro. Il giocatore a stelle e strisce allora comprende che deve affondare il coltello e finire la preda, non permettendo a quest’ultima di riemergere: così si arrampica a palla break. La radio scozzese, a questo punto, inizia a imperversare su tutte le frequenze, la seconda continua incessantemente a latitare a livello di efficacia ma il cuore di Murray riesce ad evitare l’allungo definitivo (3-2, senza break per lo scozzese).

Ma è soltanto questione di tempo, nel settimo game ancora problematiche in battuta per il n. 48 ATP: come era accaduto nel break del primo set, due doppi falli in aggiunta ad un brutto dritto scaraventato in rete condannano Murray. Il tre volte campione Slam è frustato, nervoso, colpisce violentemente la racchetta verso il suolo; ma Taylor proprio nel momento in cui si avvicina alla vittoria concede la prima palla break (dopo 80 minuti). Lo schema “servizio e dritto” però non perdona e la tds n. 10 s’inerpica sul 5-3. Fritz oggi è semplicemente di un altro livello, continua a vincere anche i punti sulla diagonale a lui sfavorevole contro uno dei bimani migliori degli ultimi decenni, ed inevitabilmente breakka ancora chiudendo il match.

ALTRI MATCH – Tra gli incontri più belli andati in scena tra il tardo pomeriggio canadese e l’apertura della la sessione serale, c’è sicuramente da menzionare la strabiliante battaglia durata la bellezza di 2h37 fra Frances Tiafoe e Benjamin Bonzi. Il tennista statunitense, attuale n. 24 ATP, ha avuto la meglio in rimonta dopo aver perso il primo set al tie-break nonostante un set point avuto a disposizione con lo score finale di (8)6-7 7-5 6-3. Una lotta nel segno degli ace, 10 per il francese e addirittura 15 per il 24enne americano, ma in generale costellata da servizi dirompenti a tal punto che sono state cancellate 10 delle 15 palle break concesse. Frances ha dimostrato però anche grande capacità nell’utilizzo del colpo del ko, con i suoi 53 vincenti mitigati da pochi gratuiti nel rapporto con essi (28).

Ora per una delle nuove leve del tennis USA, che pare aver imboccato la strada giusta per ritornare grande, ci sarà proprio l’indomabile Fritz in un derby che si preannuncia da fuochi d’artificio. Se per il vecchio leone ferito Andy, le cose non sono andate come avrebbe voluto, a prenderne il testimone – come successo a Wimbledon – e a vendicarsi contro i “cugini” d’oltreoceano ci pensa Cameron Norrie. Il mancino di Sua Maestà, reduce dalla finale a Los Cabos, ha liquidato con un doppio 6-4 il solido Brandon Nakashima in 1h14: andamento del match simmetrico, con un break per frazione arrivato in entrambi i casi nel terzo game. Il n. 63 del mondo si arrende, nonostante abbia scagliato 6 ace e fatto registrare un bilancio tra winner e unforced di +6 (22/16), al mostruoso rendimento in battuta del nativo di Johannesburg: 81% di prime in campo, 82% di realizzazione, 89% di punti vinti con la seconda e dulcis in fundo 0 break point offerti. Il n. 11 ATP è stato pressoché perfetto, lo testimoniano i soli 5 errori nell’intero incontro a fronte di ben 19 vincenti.

Conferma invece l’ottimo stato di forma il finalista del Citi Open Yoshito Nishioka, che ha superato per 6-2 6-3 il sempre più irriconoscibile Benoit Paire. Il giapponese dopo il grande balzo in classifica, ha potuto prendere parte al main-draw grazie allo Special Exempt e nel quarto match sul Court 5 ha surclassato il 33enne di Avignone, il quale ha comunque mandato giù 12 ace ma è stato anche artefice di 36 non forzati.

Sul Court 9 invece a seguito di Tiafoe/Bonzi, si sono dati battaglia Miomir Kecmanovic (n. 35 ATP) e Botic Van De Zandschulp (n. 25 ATP). La sfida era un remake dello scontro tenutosi al BNP Paribas Open del deserto californiano, nel quale vinse il serbo in due parziali tirati dando il là alla miglior fase della sua stagione conquistando due quarti consecutivi nel Sunshine Double. In realtà però l’ultimo confronto diretto, è datato al mese di aprile quando sul rosso di Monaco di Baviera l’olandese trionfò in rimonta accedendo alla finale del torneo – che poi avrebbe perso con Rune ritirandosi per problemi respiratori. Ebbene il tennista orange, dando continuità a quel successo si è imposto per 6-1 7-5 in poco più di un’ora. Eccezionale performance al sevizio per BVDZ: doppia cifra di ace (12), 85% di punti vinti con la prima. A questi numeri ha aggiunto un trentello di vincenti, oltre ad aver annullato 4 delle cinque possibilità di break offerte.

IL TABELLONE DEL MASTERS 1000 DI MONTREAL

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ATP Montreal/WTA Toronto: il programma di mercoledì 10 agosto. Giorgi alle 17, Sinner intorno alle 19

In Canada si completano tutti i secondi turni maschili e femminili. Camila Giorgi e Jannik Sinner in campo nel tardo pomeriggio italiano. A Montreal big match Medvedev-Kyrgios

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Riproduzione del trofeo del Bank National Open - Toronto 2022 (foto Twitter @NBOtoronto)

Rimediati gli effetti della giornata di lunedì fortemente compromessa dalla pioggia, l’Omnium Banque Nationale di Montreal ha deciso comunque di mantenere l’orario d’inizio del programma alle ore 11 (invece di mezzogiorno come previsto) per assicurarsi di poter completare tutti i secondi turni in programma mercoledì.

Sul Campo Centrale in apertura di giornata ci sarà l’esordio delle prime due teste di serie: Carlos Alcaraz, testa di serie n. 2 inizierà il suo torneo affrontando l’americano Tommy Paul mentre a seguire, non prima delle 13 locali (le 19 in Italia), ci sarà il match-clou della giornata tra il n. 1 del mondo Daniil Medvedev e il neo vincitore di Washington nonché finalista di Wimbledon Nick Kyrgios.

L’inizio anticipato permetterà agli organizzatori di inserire anche un terzo match nella sessione diurna, che sarà il derby a stelle e strisce tra Frances Tiafoe e Taylor Fritz. In serata, a partire dalle 18.30 (le 00.30 in Italia), il debutto dell’idolo locale Felix Auger-Aliassime contro il giapponese Nishioka (finalista la settimana scorsa a Washington) e per finire la testa di serie n. 3 Stefanos Tsitsipas che se la dovrà vedere con il giovane qualificato britannico Jack Draper.

 

Esordio anche per l’ultimo italiano presente nel tabellone di singolare: Jannik Sinner (n. 7 del seeding) giocherà come secondo incontro sul campo Rogers affrontando il veterano Adrian Mannarino. In serata Sinner raddoppierà scendendo in campo anche in doppio in coppia con il canadese Vasek Pospisil, mentre come ultimo incontro sempre sul campo Rogers ci sarà l’esordio della coppia Bolelli/Fognini, impegnata contro le wild card canadesi Draxl/Harper.

Qui sotto l’ordine di gioco completo della giornata (gli orari sono indicati in ora locale – Montreal è sei ore indietro rispetto all’Italia).

Giornata di secondi turni anche al National Bank Open di Toronto. Sul centrale si inizierà alle 13 con la n. 1 del mondo Iga Swiatek che esordirà contro l’australiana Tomljanovic, seguita dalla giocatrice di casa Leylah Fernandez che se la dovrà vedere contro la brasiliana Haddad Maia.

Secondo turno anche per l’unica italiana rimasta in tabellone: Camila Giorgi dopo la bella vittoria contro Emma Raducanu proseguirà la sua difesa del titolo contro un’altra giocatrice molto quotata, la belga Elise Mertens. Il loro match è programmato come primo del programma a partire dalle 11 locali (le 17 in Italia) sul campo 4.

Qui sotto l’’ordine di gioco completo della giornata (gli orari sono indicati in ora locale – Toronto è sei ore indietro rispetto all’Italia).

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ATP Montreal: avanza Rune sul qualificato Fognini

Già bravo a qualificarsi, Fabio Fognini cede al primo turno contro Holger Rune a Montreal

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Holger Rune - Montreal 2022 (foto Twitter @OBNmontreal)

H. Rune b. [Q] F. Fognini 6-3 7-5 (da Montreal il nostro inviato)

Dopo l’uscita di scena di Berrettini, il tennis italiano perde un altro rappresentante a Montreal. Fabio Fognini, che era riuscito a conquistarsi un posto nel tabellone principale dell’Omnium Banque Nationale passando attraverso le qualificazioni, ha perso il suo match di primo turno in due set contro il danese Holger Rune, n. 26 dell’ultimo ranking ATP e quartofinalista all’ultimo Roland Garros, ma reduce da una striscia di sette sconfitte consecutive interrotta solamente la scorsa settimana a Washington.

Fognini ha lasciato scappare il suo avversario subito all’inizio del primo set, concedendo il break al secondo game e dovendo annullare anche due chance dello 0-4 due game più tardi. Una volta scampato il pericolo Fognini ha iniziato a tenere meglio gli scambi, lavorando molto bene con i lungolinea e chiamando anche a rete il suo avversario con la palla corta, situazione nella quale Rune ha dimostrato di non essere totalmente a suo agio nonostante la sua grande rapidità di spostamento.

 

Nel nono game, con Rune al servizio per il primo set, Fognini ha avuto ben quattro opportunità del controbreak per rientrare nel parziale, ma non è riuscito a prendere il comando dello scambio in nessuna di quelle occasioni e ha finito poi per cedere il set per 6-3.

Il secondo set è iniziato con un Fognini più proiettato verso la rete che ha messo in mostra anche alcuni ottimi serve and volley. Il ritmo degli scambi era sostenuto e il pubblico del campo 5, che contava anche un buon numero di italo-canadesi impegnati a incoraggiare Fognini nella lingua di Dante senza peraltro troppo successo, dimostrava di apprezzare lo spettacolo e sovente iniziava a celebrare i punti prima che fossero finiti.

Gli aerei in decollo dal vicino aeroporto Trudeau passavano proprio sopra il campo con cadenza sostenuta, dando l’impressione che ci si trovasse a Flushing Meadows più che a Montreal, ma la temperatura ancora decisamente rigida per la stagione estiva non lasciava dubbi che non ci si potesse trovare a New York. L’allungo decisivo arrivava all’undicesimo gioco, quando due errori inguaiavano Fognini sullo 0-30 e il ragazzo danese finiva per ottenere quello che sarebbe stato l’unico break del set permettendogli di mettere in cassaforte la vittoria.

Al prossimo turno Rune se la dovrà vedere con Pablo Carreno Busta (due vittorie su due per lo spagnolo nei precedenti) che nel pomeriggio aveva superato il nostro Berrettini.

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